Parola «Metodi» [ Frequenza = 8 ]

don bosco-l-unita cattolica (1864-1888).html
  A127000094 

 E ad un tempo si tocca di certi metodi che, male usati, riducono l'insegnamento letterario a meschine puerilità.

  A127000316 

 Donde mai tanto gettito di tempo attorno ad una lingua così perfetta, artistica, e di agevole apprendimento? Pare che la risposta a noi la dieno sì le grammatiche ed i metodi tedeschi, che di forza si impongono agli Instituti d'Italia, come la mancanza di Lessici, compilati con senno, specialmente per quello che riguarda la parte italiano-greca, che è la più necessaria.

  A127000317 

 Contro i metodi tedeschi, nati fatti per isfibrare le menti giovanili e renderle inette ad ogni bella ed elevata applicazione, i nostri lettori sanno quanto già disse e stampò quel giudice competente in siffatta materia che è H professore Tommaso Vallauri.


don bosco-la storia d-italia.html
  A139000064 

 In simile guisa fecesi un nobile corredo di cognizioni, e ritornato in Italia aprì scuole per la gioventù con certi metodi di disciplina ne' maestri, di tanta puntualità e docilità negli alunni, che potrebbero in più cose proporsi per esemplari ai collegi dei nostri giorni.


don bosco-la storia d-italia [18a edizione].html
  A140000078 

 In questa maniera egli divenne capo di numerosissima scolaresca e potè introdurre certi metodi di disciplina nei maestri, di tanta moralità, puntualità e docilità negli alunni, che potrebbero in più cose proporsi per esemplari ai collegi dei nostri giorni.


don bosco-lettera del sacerdote d. giovanni bosco al p. alessandro checcucci d.s.p..html
  A144000001 

 Dirò inoltre che l'insegnamento non è la parte meno considerevole del Nazareno, avendovi trovato buoni metodi e nobili eccitamenti, e ciò che più monta, uomini molto sapienti, che fui ben lieto di conoscere, come fra gli altri mi piace ricordare il P. Taggiasco, il P. Farnocchia, ed il P. Rolletta, ed alcuni di chiara fama come il P. Chelini, di cui l'Università di Bologna dolora sempre la perdita, avendone ammirato il perspicace e profondo ingegno.


don bosco-maria ausiliatrice col racconto di alcune grazie.html
  A150000267 

 - Una giovane d' Alba P. T., d' anni 23, da tre anni affetta da mal d'occhi, per cui invano si adoperarono diversi metodi di cura eziandio nell'ospedale oftalmico in Torino, venne sul finire {130 [434]} di marzo ultimo invasa da kerato congiuntivite pustolosa ed ulcerativa da principio non molto grave: in progresso però, circa, alla metà d'aprile, uno fra i molti accessi che vennero ad invadere la cornea interlamellermente, prese vaste proporzioni, ed occupò per il diametro di circa tre millimetri il centro della cornea dell'occhio destro destando atroci dolori nervalgici all'occhio ed al lato destro della faccia e del capo, che or scemando, or aggravandosi, resistettero ribelli a quanti rimedii vennero suggeriti dall'arte, sinchè apertosi esternamente l'accesso, verso il fine di maggio presero a decrescere i dolori locali, anzi nella sera del 29 maggio stesso scomparvero quasi immediatamente, e quei del capo cedettero all'uso del ghiaccio non mai prima adoperato: cessò la fotofobia che fino allora sempre persistette; bel bello andò riparandosi la vasta ulcera comparsa dopo l' apertura dell'ascesso, si dileguò la congiuntivite, e l' inferma è ora, sui {131 [435]} primi giorni di giugno, pressoché rinata ad altra vita.


don bosco-rimembranza di una solennita in onore di maria ausiliatrice.html
  A173000176 

 Una giovane d'Alba P. T., d'anni 23, da tre anni affetta da mal d'occhi, per cui invano si adoperarono diversi metodi di cura eziandio nell'ospedale oftalmico in Torino, venne sul finire di marzo ultimo invasa da kerato congiuntivite pustolosa ed ulcerativa da principio non molto grave: in progresso però, circa alla metà d'aprile, uno fra i molti accessi che vennero {86 [88]} ad invadere la cornea interlamellermente, prese vaste proporzioni, ed occupò per il diametro di circa tre millimetri il centro della cornea dell'occhio destro destando atroci dolori nervalgici all'occhio ed al lato destro della faccia e del capo, che or scemando, or aggravandosi resistettero ribelli a quanti rimedii vennero suggeriti dall'arte, sinchè apertosi esternamente l'accesso verso il fine di maggio presero a decrescere i dolori locali, anzi nella sera del 29 maggio stesso scomparvero quasi immediatamente, e quei del Capo cedettero all'uso del ghiaccio non mai prima adoperato: cessò la fotofobia che fino allora sempre persistette; bel bello andò riparandosi la vasta ulcera comparsa dopo l'apertura dell'ascesso, si dileguò la congiuntivite, e l'inferma è ora, sui primi giorni di giugno, pressochè rinata ad altra vita.





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