Parola «Nemesio» [ Frequenza = 24 ]

don bosco-vita e martirio dei sommi pontefici san lucio i e santo stefano i.html
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 Nemesio disse: Io credo di tutto cuore, e credo che lo stesso Signor Gesù Cristo è Dio.

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 Alla sera di quel giorno il santo Pontefice benedisse dell' acqua, come noi facciamo al fonte battesimale, di poi battezzò Nemesio, dicendo: Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo.

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 Santo Stefano, contento delle buone disposizioni di Nemesio e di Lucilla, sua figliuola, li mandò a poca distanza alla chiesa detta del Pastore, ove li instrui egli medesimo nelle verità della fede.

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 Fatte queste cose, il Pontefice si Tolse alla figliuola di Nemesio e disse: Lucilla, credi tu in Dio padre onnipotente?.

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 Nemesio poi divenne un fervoroso cristiano; santo Stefano, vedendolo fermo nella pietà, lo ammaestrò ancora qualche tempo nelle scienze ecclesiastiche, ed infine lo ordinò diacono.

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 Benchè Nemesio sapesse che si andava in cerca di lui, tuttavia, risoluto di affrontare ogni pericolo e di dare anche la vita per la fede, girava per quelle vaste catacombe e per la città, affine di portare soccorso a que' cristiani che avesse trovato in bisogno.

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 Nemesio, vedendo creature ragionevoli dimenticar il loro Creatore per sacrificare ai demonii, ne fu profondamente addolorato.

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 Egli si alza spaventato, corre qua e là gridando: Me infelice: Nemesio mi ha precipitato in un orribile incendio; le sue preghiere mi cagionano terribili dolori.

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 Atterriti i compagni, escono dal tempio, osservano ove sia Nemesio, e vistolo appena, gli si avventano, lo incatenano e lo coprono di battiture e di maledizioni.

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 Ma mentre sfogano così la loro rabbia contro di Nemesio, Massimo, mandando urla strazianti, viene strozzato dal demonio, e muore disperato.

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 Disse pertanto a Nemesio: Io sono maravigliato a quanto mi raccontano di te.

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 Dove andò quella tua sagacità e prudenza tanto da me conosciuta nel dar consiglio e nel maneggio degli affari più gravi? Forse noi non sappiamo che cosa sia bene, che cosa sia male? Ascoltaci, o Nemesio, appigliati al mio consiglio, io dirò quello che è più utile a te; e a te farai cosa utile se, conosciuta la verità, continuerai a venerare quegli Dei, che fin dalla tua infanzia hai onorati.

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 I compagni di Massimo invece di aprire gli occhi alla verità, che Dio voleva far loro risplendere, divennero più ostinati, e volendo in qualche maniera vendicarsi conducono Nemesio da Valeriano perchè sia da lui medesimo giudicalo.

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 Nemesio fu commosso al sentirsi ricordare i falli della sua vita passata nell'errore onde colle lacrime agli occhi rispose: Pur troppo, o Valeriano, in passato ho avuto la disgrazia di sprezzare la verità e fare spargere il sangue degli innocenti cristiani.

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 Dette tali parole, senza {81 [227]} nulla attendere diè ordine che Nemesio fosse condotto in prigione.

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 Chiuso Nemesio in prigione, l'imperatore die ordine di ricercare Sinfronio creditario, cioè economo ed amministratore delie sostanze di Nemesio.

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 Portaci qua tutte le sostanze di Nemesio, fa un sacrifizio ai nostri Dei.

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 Sinfronio rispose: se tu cerchi le sostanze di Nemesio mio padrone, è inutile ogni fatica; perciocchè egli nella persona dei poveri le ha già date tutte a Gesù Cristo che ne è il vero padrone.

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 Cerchiamo quel Dio che illuminò la figlia del tribuno Nemesio e che disperse il simulacro di Marte, egli certamente ci proteggerà.

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 Sulla sera giunse a casa la moglie di Olimpio, che chiamavasi Esuperia, cui egli con premura raccontò quanto era succeduto nella guarigione della figlia di Nemesio e nel simulacro di Marte; e come tutto fosse avvenuto alla semplice invocazione del nome di Gesù Cristo.

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 In fine illuminati da Dio si recarono da Sinfronio e gli dissero: noi abbiamo ora conosciuto che Gesù Cristo è Dio vero, figlio di Dio, il quale aprì gli occhi della figlia di Nemesio.

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 Nemesio, dopo aver con maravigliosa fortezza assistito al martirio della figlia, fu condotto fuori di Roma tra la via Appia e la via Latina, dove gli venne troncata la testa il giorno 24 luglio l'anno 259.

  A220000176 

 Il giorno seguente al martirio di Lucilla e di Nemesio, Valeriano mandò a prendere Sinfronio per tenere con lui pubblica udienza.





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