Parola «Milano» [ Frequenza = 308 ]

don bosco-cenno biografico sul giovanetto magone michele.html
  A031000185 

 - Oibò: stanco niente affatto; andrei ancor sino a Milano.


don bosco-conversazioni.html
  A035000162 

 Pei secoli seguenti, cioè dal quarto secolo in su, potrei dirvi come S. Agostino vescovo nell'Africa, S. Gioanni Grisostomo, S. Basilio ambidue vescovi nell'Asia, S. Girolamo e S. Ambrogio vescovo di Milano fecero molte prediche, e lasciarono parecchi trattati intorno al Sacramento della Penitenza, nei quali si parla a lungo del fervore dei Cristiani dei loro tempi, e della premura che avevano di accostarsi a questo Sacramento, appena si sentivano aggravati dal peccato.


don bosco-due conferenze intorno al purgatorio.html
  A049000097 

 S. Ambrogio vescovo di Milano nel quarto secolo, nell'occasione ch'era morto suo.

  A049000336 

 I Milanesi l'attribuiscono a S. Ambrogio, che difatti compose molti inni e preghiere pei divini uffizi: però se noi confrontiamo la liturgia di Milano con quella di Roma troviamo soltanto qualche diversità nell'ordine delle cose; ma la dottrina è perfettamente la medesima.

  A049000336 

 La chiesa latina conosce solamente quattro liturgie antiche; quella della Chiesa romana detta anche di S. Pietro, quella di Milano o di S. Ambrogio, la liturgia Gallicana, Spagnuola o Mozarabica.


don bosco-elenco degli oggetti graziosamente donati a benefizio degli oratorii [v.14].html
  A053000307 

 Riva abate Giuseppe penitenziere, Milano.

  A053000333 

 Sommi marchese, Milano.

  A053000486 

 Melzi S. E. Luisa duchessa d'Eril, Milano.


don bosco-episodi ameni e contemporanei.html
  A054000086 

 Nel giorno 2 settembre 1827 trovavasi in Torino proveniente da Milano sua patria e diretto a Lione Pietro P....


don bosco-esposizione alla s. sede dello stato morale e materiale della pia societa di s. francesco di sales.html
  A057000077 

 Un Collegio nella Diocesi e città di Milano, nella parrocchia dell'Incoronata.


don bosco-esposizione del sacerdote giovanni bosco agli eminentissimi cardinali della sacra congregazione.html
  A058000318 

 Il giorno 24 Maggio il Vescovo prelodato dovendo passare in Torino per recarsi a Milano, onde assistere alle feste in ossequio a Mons. Calabiana, venne non già a pontificare, ma semplicemente a celebrare la S. Messa nella nostra Chiesa di Maria SS. Ausiliatrice; ma l'Arcivescovo, appena saputolo, gli scrive una lettera di biasimo, che non poteva permettere la sua presenza nella Chiesa di Maria SS. Ausiliatrice.


don bosco-fatti ameni della vita di pio ix.html
  A059000535 

 Una povera donna di Milano indirizzava al Santo Padre una lettera del seguente tenore: «Se io avessi oltre il bisogno, darei molto, ma sono una povera donna milanese senza danari, senza anelli, senza oggetti preziosi.


don bosco-i concili generali e la chiesa cattolica.html
  A065000011 

 Tra i quali concili diocesani e provinciali sono celebri {9 [9]} quelli tenuti da s. Carlo Boromeo arcivescovo di Milano.


don bosco-i papi da s. pietro a pio ix.html
  A066000013 

 Egli è tradotto alla presenza dell'Imperatore a Milano e là gli s'intima di condannare Atanasio e la fede cattolica.

  A066000020 

 Aquileia, Milano, Pavia, Verona, tutta l'alta Italia era già in potere dei barbari, e le popolazioni disperse si nascondevano nelle lagune dalle quali doveva sorgere Venezia.


don bosco-il cattolico provveduto per le pratiche di pieta.html
  A069000051 

 » Sant'Ambrogio vescovo di Milano, che visse egli pure sul finire del quarto secolo, dice: « Si creda al simbolo degli Apostoli, che la Chiesa romana ha custodito intemerato, ed oggi ancora lo conserva.

  A069001212 

 Nè parlò meno con forza e con eloquenza contro al ballo e chi interviene, il grande s. Ambrogio, vescovo di Milano.


don bosco-il galantuomo pel 1861.html
  A084000007 

 «Parecchi paesi saranno desolati dalla grandine.» Risposta: «Oltre ai molti guasti fatti in più luoghi dalla grandine, avvi il famoso temporale che devastò le campagne in modo spaventoso da Moncalieri fino a Casale; un altro da Milano fino a Brescia.».


don bosco-il giovane provveduto [42a edizione].html
  A108000009 

 S. Carlo Borromeo Cardinale e Arcivescovo di Milano, passando per Castiglione, restò maravigliato nel vedere in Luigi tanti tesori di grazie e di benedizioni.


don bosco-il piu bel fiore del collegio apostolico ossia la elezione di leone xiii.html
  A113000276 

 Prima Luigi Teste, poi il Secolo di Milano del 17 febbraio, scrissero di lui: "L'eminentissimo Lavalletta non fece come coloro che considerano la vita quasi una via aspra e sassosa da percorrere, e quando trovano un praticello fiorito vi si sdraiano a riposare ripetendo beatamente Deus mihi hanec otia fecit del latino autore; per Lavalletta la vita è lavoro incessante.

  A113000343 

 Dall'antica e nobile famiglia Borromeo nacque in Milano Edoardo Borromeo Arese, addì 3 agosto 1822, presentemente Cardinale di Santa Chiesa.


don bosco-il pontificato di s. marcellino e di s. marcello papi e martiri.html
  A117000065 

 Massimiano suo collega ebbe la parte del romano impero che riguarda l'Occidente, in cui è compresa l'Italia; e di questo novello impero fece capitali Milano e Treviri celebre città della Germania.

  A117000137 

 Fui ordinato in Milano nell' oratorio dei santi Martiri Nazario e Celso.

  A117000189 

 Frattanto Massimiano sceso in Italia per ritornare a Roma si fermò in Milano dove seppe molte cose dei ss. confesori.

  A117000189 

 S. Alessandro unitamente con Cassio, Severino, Secondo e Luinio (suoi valorosi commilitoni) vennero alla volta {108 [108]} d' Italia e si fermarono a Milano.


don bosco-il pontificato di san sisto ii e le glorie di san lorenzo martire.html
  A118000120 

 Curioso è pure il miracolo operatosi nella città di Milano; esso è raccontato {53 [321]} dal citato s. Gregorio di Tours nel modo seguente: In una insigne basilica, egli dice, dedicata a s. Lorenzo nella città di Milano, conservavasi un calice di cristallo tenuto in grande venerazione, perchè era stato usato da s. Eusebio vescovo di Vercelli.


don bosco-l-amico della gioventu (1848).html
  A122000037 

 OSOPO. Leggiamo nella Gazzetta di Milano del 18 corrente, che il forte di Osopo ha capitolato il giorno 13 con tutti gli onori della guerra.

  A122000163 

 Leggiamo nella Gazzetta di Milano del 18 corrente, che il forte di Osopo ha capitolalo il giorno 13 con tutti gli onori della guerra.


don bosco-l-unita cattolica (1864-1888).html
  A127000045 

 E non i soli Torinesi vollero prendere parte a tanta solennità, ma concorsero da tutti i paesi vicini e anche da lontani; da Genova, da Milano, da Firenze, da Bologna e fin anche da Roma partirono insigni personaggi e si recarono a Torino per assistere alla dedicazione della nuova chiesa.

  A127000292 

 Il capitano del vapore, Primero Argentino, era di Genova, il commissario {170 [170]} di Milano, un servo di Torino sotto la parrocchia di S. Margherita.


don bosco-la chiesa cattolica e la sua gerarchia.html
  A131000001 

 Alcune citazioni, e le più necessarie, sono sparse nel corso del libro, ma non molte, per non recare noia al lettore, Chi poi volesse maggiormente instruirsi sopra questa materia potrebbe consultare il Dizionario di teologia dell'abate Bergier, edizione di Milano 1857, e specialmente il Dizionario di erudizione storico-ecclesiastico del Cav.

  A131000069 

 La Chiesa latina fu detta quella diffusa nell'impero latino, nel quale parlavasi la latina favella, ed aveva per capitale Roma, poscia anche Milano.

  A131000137 

 Le sedi metropolitane nella Chiesa Orientale ebbero origine fin dai primi secoli; nella Chiesa Occidentale non ebbero incominciamento che nel secolo quarto, ed i primi vescovi ad essere chiamati metropolitani presso di noi, furono ai tempi di s. Ambrogio il vescovo di Milano, e quello di Aquileia.


don bosco-la nuvoletta del carmelo.html
  A134000223 

 Milano, 15 Maggio 1876.


don bosco-la pace della chiesa ossia il pontificato di s. eusebio e s. melchiade.html
  A135000038 

 Costantino con poca resistenza acquistò Milano, Brescia con molte città {32 [204]} che tutte si abbandonarono alla sua clemenza onde egli potè senza gravi contrasti avanzarsi fino alle porte di Roma.

  A135000081 

 Gli italiani erano Mirocle vescovo di Milano, Floriano di Cesena, Zotico di Quirinziano, Stemnio di Rimini, Felice di Firenze in Toscana, Gaudenzio di Pila, Costanzo di Faenza, Proterio di Capila, Teofilo di Benevento, Savino di Terracina, Secondo di Preneste, Felice delle Tre Taverne, Massimo di Ostia, Evandro d' Urbino, Domiziano Foro di Claudio oggidi.


don bosco-la storia d-italia.html
  A139000013 

 È chiamato dai poeti re dei fiumi, perchè maggiore di tutti gli altri fiumi d'Italia; passa presso la città di Torino, capitale del Piemonte, riceve il Ticino a poca distanza da Milano, capitale della Lombardia, e va a scaricare le sue acque nel mare Adriatico, vicino alla famosa città di Venezia.

  A139000092 

 Costretti a combattere per salvare la vita propria e quella dei figli e delle mogli in battaglia parevano lioni; e spargendo ovunque lo spavento si fermarono nelle pianure poste tra il Ticino e il fiume Adda occupando la sinistra del Po, dove fondarono la florida città di Milano.

  A139000476 

 Immaginatevi a quanti disastri andò soggetto il Romano impero in questo scompiglio di cose! Tuttavia quei mali non durarono lungo tempo; Gallieno fu ucciso in Milano, e i trenta tiranni, senza venire a spargimento di sangue, cessarono l'un dopo l'altro di vivere.

  A139000484 

 Massimiano poi andò a stabilirsi in Milano.

  A139000495 

 Questi primi successi mossero altre città a spedirgli deputati per protestargli ubbidienza, talchè senza ostacolo alcuno entrò in Milano, donde si condusse a Verona.

  A139000513 

 A Costante toccò l'Italia cui governò colla massima moderazione e giustizia quattordici anni, fissando la sua ordinaria dimora a Milano.

  A139000522 

 L'impero d'Occidente {152 [152]} si estendeva dalla riva sinistra del Danubio fino alla Gran Bretagna ed aveva per capitale la famosa città di Milano; quest'ultimo impero toccò al virtuoso Valentiniano.

  A139000524 

 Egli governava con somma giustizia; risiedeva ora in Milano, ora in Treviri città di Germania, a fine di poter meglio difendere le frontiere de' suoi Stati continuamente minacciati dai barbari.

  A139000528 

 Graziano, che stava a Milano, dove era vescovo S. Ambrogio, mantenne l'editto, mosso a ciò anche dall'eloquenza del Santo.

  A139000540 

 In un'altra occasione la clemenza di Teodosio venne meno, poichè mentre esso era in Milano, gli abitanti di Tessalonica, città dell'Illirio, si rivoltarono contro al governatore, lo uccisero, atterrando in pari tempo una statua che Teodosio aveva fatto innalzare a suo padre.

  A139000541 

 Sant'Ambrogio, allora vescovo di Milano, aveva tentato invano di placar l'ira dell'imperatore; ma pochi giorni dopo, quel monarca agitato dai rimproveri della coscienza, volendo entrare in Chiesa, il santo Vescovo con fermezza apostolica, «fermatevi, principe, gli disse, voi non sentite ancora il peso del vostro peccato, come entrerete voi nel santuario del Dio terribile? Come ricever potrete, il corpo del Signore colle mani tuttora fumanti di sangue innocente? ritiratevi, e non aggiungete il sacrilegio a tanti omicidii.».

  A139000544 

 Mentre queste cose accadevano in Italia, un generale chiamato Massimo erasi fatto proclamare imperatore nella Bretagna, e in una sanguinosa battaglia, ucciso il giovane Graziano, s'incamminava verso Milano, per forzare Valentiniano II a dividere seco lui l'impero.

  A139000547 

 Teodosio sopravvisse soltanto alcuni mesi a questa sua vittoria, e morì pacificamente in Milano fra le braccia di sant'Ambrogio nel 395.

  A139000551 

 Il giovane Onorio, imperatore d'Occidente, risiedeva in Milano, principe di gran pietà, ma poco abile nelle rose di Stato e di guerra.

  A139000551 

 Perciò al rumore della venuta di quei barbari, fu preso da tale spavento che fuggì da Milano, e venne a rinchiudersi in Asti, antica e forte città del Piemonte.

  A139000552 

 Alarico impadronitosi di Milano, si condusse celeremente a stringere d'assedio la città in cui erasi rifuggiate Onorio, e l'avrebbe costretto ad arrendersi, se Stilicone, famoso generale di Onorio, non fosse corso a difenderlo.

  A139000555 

 I barbari avevano incusso tanto terrore ad Onorio, che, non giudicandosi più tranquillo in Milano, trasferì la sede imperiale nella città di Ravenna, posta all'estremità del Golfo Adriatico, e circondata a gran distanza da paludi quasi impraticabili.

  A139000578 

 Dopo aver saccheggiata Milano, Attila colle sue genti si avanzava minaccioso verso Torino, i cui abitanti atterriti si apprestavano alla fuga.

  A139000729 

 La nazione Lombarda mi concede il diritto di darle un re, ed ella per bocca mia t'invita a regnare sopra di noi.» Allora i Longobardi si radunarono in un campo vicino a Milano, fecero montare Agilulfo sopra uno scudo ed elevandolo alla vista di tutto il popolo lo acclamarono re d'Italia.

  A139000732 

 Il chiodo che aveva servito pel freno o morso, fu poscia donato da S. Ambrogio al Duomo di Milano ove tuttora si venera come preziosa reliquia.

  A139000733 

 Questa corona si conserva gelosamente in Monza, città distante dieci miglia da Milano.

  A139000737 

 Questo re poco prima della sua morte radunò in Milano i capi della nazione; e in loro presenza in maniera solenne fece coronare successore suo figlio Adaloaldo.

  A139000760 

 Ciò fatto, niun imperatore ebbe di poi residenza in Roma, e quando Teodosio creò due imperi, quello d'occidente e quello d'oriente, Milano, e non più Roma, fu la capitale dell'impero Occidentale.

  A139000839 

 Giunto a Milano, quasi in compenso delle discordie che andava sedando, fu coronato re di Lombardia dal Papa di quel tempo detto Giovanni XII, di poi insignito a Roma della dignità imperiale, che d'allora in poi non fu più disgiunta dalla corona di Germania.

  A139000944 

 Tre anni dopo scende di nuovo in Lombardia seguito da infinita soldatesca; minaccia Milano e costringe i cittadini a venire ad un trattato, e abusando di quella convenzione si attribuisce l'autorità di eleggere il podestà, vale a dire il governatore della città di Milano.

  A139000945 

 A tale notizia Barbarossa corre contro a Milano con tutto quanto il suo esercito; ma i forti cittadini ne chiudono l'entrata.

  A139000946 

 Gli abitanti squallidi e sfiniti per la sofferta carestìa, ebbero licenza di ricoverarsi in Milano, ove furono accolti cogli onori dovuti a fedeli alleati.

  A139000947 

 Ridotta la città di Crema ad un mucchio di ruine, i soldati di Barbarossa si portarono di nuovo intorno a Milano, volendo costringere la città ad arrendersi per la fame.

  A139000950 

 Era il carroccio un carro sacro a somiglianza dell'arca degli Ebrei che un vescovo di Milano, di nome Ariberto, nel 1039 aveva inventato affinchè servisse di centro di riunione, e tenesse in ordine la milizia specialmente in tempo di guerra.

  A139000952 

 Tutti erano commossi fino alle lacrime; solamente Federico nulla rispose; e senza dar segno di commozione ricevè il giuramento di fedeltà, scelse quattrocento ostaggi; di poi comandò al popolo di ritornare a Milano e di atterrarne le porte e le fortificazioni.

  A139000954 

 La città di Milano divenne allora muta e squallida come se fosse un vasto cimitero.

  A139000955 

 Intanto giunse a Milano l'imperatore coll'esercito, e condannò la città ad essere distrutta, volendo per tal modo che fosse cancellato dal mondo il nome dei Milanesi.

  A139000956 

 Sei giorni durò quel guastare e distruggere; Milano divenne un mucchio di pietre.

  A139000957 

 Debbo però dirvi che furono stolti e scellerati quegli Italiani che per vendetta si prestarono a distruggere Milano.

  A139000959 

 Alla disfatta di Milano succedette l'oppressione dell'Italia ridotta in servitù da Federico, e oppressa dalle continue imposte de' suoi ministri.

  A139000959 

 L'esempio dei Veronesi infuse coraggio ad altre città, e Cremona, Bergamo, Mantova, Brescia e Ferrara entrarono anch'esse nella lega, giurando di difendersi le une le altre contra la tirannia imperiale, e spezialmente convennero di riedificare Milano riconducendovi gli abitatori dispersi nei borghi vicini, talchè quella città risorse in breve dalle sue rovine.

  A139000961 

 Allora i Milanesi, aiutati da un numero di scelti alleati, lo andarono ad incontrare a Legnano sulla via che da Milano conduce al lago di Como.

  A139000964 

 Ivi radunò il patriarca di Venezia, gli arcivescovi di Ravenna e di Milano con molti altri vescovi, marchesi, conti e tutti quelli che erano costituiti in autorità civile od ecclesiastica.

  A139000991 

 In capo all'Italia vedevasi la Lombardia, quella ricca provincia, ove sorgeva un gran numero di città importanti, come Milano, Pavia, Bologna, Piacenza, Cremona, e la Toscana di cui Firenze e Lucca erano le principali.

  A139000995 

 Per opporre una valida resistenza al comune oppressore le città di Torino, Alessandria, Vercelli, il Marchese di Monferrato, Milano, Bologna, Brescia, Mantova, Piacenza, Vicenza, Padova, Ferrara, Treviso e Crema, formaron una convenzione nota sotto al nome di seconda lega lombarda.

  A139001082 

 I Ghibellini fatti arditi per l'assenza del Papa invitano un re di Alemagna di nome Enrico Settimo; e questo sotto al pretesto di riacquistare i diritti de' suoi antecessori viene in Italia, sottomette molte città; impone gravi tributi, si fa incoronare re in Milano; va difilato a Roma per cingersi la corona imperiale.

  A139001127 

 Essendosi {320 [320]} però contro lui collegate Genova, Asti, Chieri e Milano, invitarono pure il conte Amedeo.

  A139001132 

 Giunto in Italia non depose per anco la spada, e la dovette impugnare contro ai Visconti di Milano.

  A139001140 

 A ventidue anni entrò come semplice soldato nell'esercito del duca di Milano detto Filippo Visconti.

  A139001142 

 Quivi a nome del duca di Milano vi fece allestire una flotta a favore del {326 [326]} Papa contro al re di Sicilia e di Aragona.

  A139001144 

 Immaginatevi lo sdegno di un capitano che si vede rimosso dalla carica, interrotto a metà delle sue guerresche imprese, separato dai proprii soldati, da cui era teneramente amato! Partì egli immediatamente per Milano per abboccarsi col duca e discolparsi.

  A139001144 

 Ma per quanto egli si adoperasse, non potè nemmeno avere udienza; laonde pieno d'ira e di rammarico viene in Piemonte, si presenta al duca di Savoia, chiamato Amedeo VIII, e dimostrandogli i pericoli che gli sovrastano dall'ambizione del duca di Milano, lo persuade della opportunità di unirsi con Venezia e Firenze a fine di opporsegli e di atterrarlo.

  A139001147 

 Da prima i Veneziani esitavano a fidarsi delle proferte del Carmagnola, ed erano sul punto di ricusare ogni suo servigio; quando poi si seppe che il duca di Milano l'aveva deposto dal suo grado, e l'aveva condannato a morte, tentando perfino di farlo avvelenare, non fu più alcun dubbio della sincerità della sua missione.

  A139001147 

 Pertanto nella primavera del 1425 mentre il duca Amedeo si preparava a marciare colle sue truppe verso Milano, il Carmagnola fu creato generale in capo degli eserciti della repubblica di Venezia e di Firenze.

  A139001147 

 Sparsa la voce che esso si avanzava verso Milano, il duca Filippo si pentì, ma tardi della sua ingratitudine.

  A139001161 

 Un compagno di Braccio di Montone, quel Giacomo Piccinino, che erasi pure già molto segnalato nella {332 [332]} battaglia di Maclodio, raccolse i soldati qua e là dispersi, e scorgendo impossibile il condurre a buon esito quella guerra andò ad arruolarsi sotto gli ordini del duca di Milano.

  A139001162 

 Con questa flottiglia creata all'improvviso, costeggia, difendete terre amiche, assicura a Brescia il passaggio dei viveri; e così la salva dal cadere in mano alle soldatesche del duca di Milano.

  A139001167 

 I Milanesi accortisi che sarebbero tornati inutili tutti i loro sforzi contro ai Veneziani, finchè non fossero guidati da Colleoni, gli fecero vantaggiose proposte; ed il Colleoni passò al servizio di Filippo Visconti duca di Milano.

  A139001170 

 Dopo aver resi importanti servigi al duca di Milano, egli fu innalzato ai più grandi onori ed ebbe in moglie la figlia del medesimo duca.

  A139001263 

 Erano già cinquant'anni che quella stirpe di avventurieri stava al possesso del ducato di Milano, allorchè Giovanni Galeazzo, figlio di Galeazzo Maria, fu chiamato al trono dopo di lui essendo appena in età di otto anni.

  A139001265 

 Il re di Francia accettò con premura tale offerta; tanto più che il Moro prometteva di aiutarlo a conquistare il regno di Napoli, ove allora regnava un principe di nome Ferdinando I. Ed ecco tra breve un ben agguerrito esercito francese, traendosi dietro gran numero di cannoni, l'uso dei quali era divenuto assai praticato in guerra, guidato dal medesimo Carlo VIII giunse in pochi giorni alle porte di Milano, ove era aspettato con impazienza.

  A139001265 

 Ludovico avea fatto disporre tappezzere e fiori lungo tutte le strade per cui il monarca francese doveva passare, ed egli stesso si mosse {365 [365]} incontro per complimentarlo alla testa dei principali baroni di Milano.

  A139001266 

 Ma per mala sorte quel re era leggiero e cupido solamente d'oro, perciò appena uscito di Pavia, dimenticò le promesse, e nel giorno seguente si sparse la voce che Giovanni Galezzo era morto, avvelenato da suo zio che fecesi promulgare sul medesimo istante duca di Milano.

  A139001270 

 Così la città di Milano cadde in potere dei Francesi, e lo stesso Lodovico, che per ambizione era divenuto sì colpevole, fu mandato in Francia.

  A139001278 

 Bartolomeo Alviano, generale della repubblica, sconfisse i Tedeschi, e venne ad incontrare l'esercito francese guidato da quel medesimo Luigi XII, che alcuni anni prima i Veneziani avevano aiutato ad impadronirsi di Milano.

  A139001279 

 Imperciocchè il duca di Milano, detto Massimiliano Sforza, figliuolo di Lodovico il Moro, aiutato da 20,000 Svizzeri, scacciò i Francesi dalla Lombardia.

  A139001279 

 {371 [371]} Intanto sopraggiungendo nuove forze ai Francesi e nuovi aiuti ai Veneziani, il duca di Milano e gli Svizzeri si videro costretti a rinchiudersi nella città di Novara, dove furono strettamente assediati.

  A139001281 

 Gli alleati allora indietreggiarono fino a Milano, e il re tenendo loro dietro andò a piantare il suo campo vicino ad un villaggio detto Marignano sulla strada di Lodi.

  A139001281 

 Prospero Colonna generale del duca di Milano stava con molte squadre senza alcun sospetto a Villafranca, poco distante da Saluzzo, quando sorpreso dal Trivulzio, fu fatto prigioniero con tutte le sue genti.

  A139001282 

 Gli alleati giudicando pericoloso ogni indugio escono di Milano, si dispongono a squadre, e fra grida festose assalgono il nemico.

  A139001284 

 Pochi giorni dopo quella splendida vittoria, che ripose il milanese sotto al dominio della Francia, Massimiliano Sforza, trovandosi nell'impossibilità di poter resistere ai nemici, acconsentì di uscire dalla cittadella di Milano e si diede egli stesso al re francese.

  A139001297 

 Mentre il Bramante e il suo compagno Buonaroti continuavano con alacrità i lavori del Vaticano, fioriva a Milano un altro uomo in cui la natura aveva adunato un gran numero di talenti, detto Leonardo da Vinci; così chiamato perchè nacque in Toscana nel castello di Vinci.

  A139001318 

 In seguito a questo avvenimento Carlo V donò il ducato di Milano a Francesco Sforza, fratello di quell'indolente Massimiliano, alcuni anni prima caduto prigioniero in mano dei Francesi, i quali sei condussero in Francia, e lo lasciarono vivere come semplice privato.

  A139001319 

 Tali furono le prime prove di guerra tra Carlo V e Francesco I. Questi due principi non si erano ancora misurati personalmente l'uno coll'altro in battaglia, allorchè il re di Francia, sdegnato dei disastri della Bicocca, risolvette di condursi egli stesso con numerosissimo esercito in Lombardia per iscacciare gl'imperiali dal ducato di Milano.

  A139001335 

 D'allora in poi per lo spazio di oltre 100 anni quella repubblica andò soggetta a varie vicende, ed ebbe molto a soffrire per discordie interne, per guerra sostenuta contro agli stranieri, e per mutamenti di principi sotto la cui protezione si metteva; perciocchè ora ubbidiva alla Francia, ora ai Tedeschi, o ai duchi di Milano.

  A139001335 

 Non avete certamente dimenticato, miei teneri amici, come il conte di Carmagnola, generale di Filippo Visconti, duca di Milano, gli aveva acquistata la città di Genova.

  A139001339 

 Era eziandio dai ribelli fatta promessa di dare il ducato {392 [392]} di Milano a Pier Luigi Farnese duca di Parma e Piacenza.

  A139001345 

 Quando Carlo V abdicò l'impero, dovette cedere la Germania a suo fratello, che fu eletto imperatore col nome di Ferdinando I. Diede poi la Spagna, l'America, i Paesi Bassi, Borgogna, Sardegna, Due Sicilie e Milano a suo figlio Filippo II; e così l'impero d'Austria tornò ad essere diviso dal regno di Spagna.

  A139001359 

 Questo morbo, miei cari, cui si dà il nome di peste, pestilenza, contagio ed anche epidemia dopo di aver menato grande strage nelle varie parti d'Italia, prese ad infierire orribilmente in Milano.

  A139001360 

 Gli scrittori di quei tempi parlano della peste di Milano, come di una delle più grandi calamità.

  A139001362 

 Il governatore, {402 [402]} sebbene valoroso capitano di eserciti, insieme coi primari signori abbandonò Milano senza più occuparsi dell'arcivescovo.

  A139001362 

 La sua educazione, la sua assiduità allo studio, congiunta ad una singolare prudenza; il suo sapere e la grande sua accortezza nel maneggiare grandi affari, lo avevano innalzato alla dignità di cardinale all'età di soli 23 anni, e tre anni dopo venne consacrato arcivescovo di Milano, poco prima che scoppiasse il fatal morbo.

  A139001364 

 Nell'impossibilità di potere accorrere a tanti bisogni, egli fu inspirato di disarmare il braccio di Dio sdegnato pei delitti degli uomini, e ciò con atto di penitenza sì commovente, che Milano ne serba ancora tutta viva la memoria.

  A139001365 

 Fra le molte cose che si raccontano di questo prelato fu un pellegrinaggio fatto da Milano a Torino a pie scalzi per visitare la SS. Sindone, cioè il lenzuolo in cui era stato avvolto il corpo del Salvatore dopochè fu deposto dalla croce.

  A139001366 

 Finalmente quest'uomo straordinario, benedetto da Dio e dagli uomini, morì in Milano in età di anni 46 nel 1584.

  A139001378 

 Il re di Spagna, il vicerè di Napoli, il governatore di Milano, {408 [408]} gelosi delle prosperità di quella repubblica ordirono una trama veramente infernale.

  A139001380 

 Il governatore di Milano e il vicerè di Napoli si accordarono con questo Bedmar di volere a qualunque costo umiliare Venezia e assoggettarla alla Spagna; e poichè quella repubblica possedeva gran numero di vascelli ed un'armata ragguardevole, Bedmar risolvette di eseguire il suo disegno senza che il re di Spagna ne apparisse informato, usando mezzi tanto più segreti, quanto erano più pericolosi.

  A139001423 

 Fra costoro deggio farvi menzione particolarmente di un generale chiamato marchese di Leganez, governatore di Milano.

  A139001427 

 Dopo inutili sforzi per impadronirsi di questa capitale depose il pensiero di conquistare il Piemonte, e coll'avanzo del suo esercito ritornò a Milano.

  A139001428 

 Anche la popolazione di Milano, che ducent'anni prima sommava a trecentomila, fu ridotta a centomila; la qual cosa faceva che molti tratti di terreno andassero incolti per mancanza di contadini; ed il commercio fosse privo di avventori.

  A139001528 

 Accertatosi del grande ingegno del figliuolo e della costante di lui diligenza nello studio, non potendo altrimenti far fronte alle spese di scuola, vendette i suoi pochi poderi e si recò a Milano.

  A139001528 

 Ma a forza di attendere allo studio divenne un eccellente poeta, e il governo di Milano lo nominò pubblico professore.

  A139001530 

 Nel 1798 quando il generale Bonaparte, di cui avrò presto a parlarvi, entrava vincitore in Milano, il Parini fu eletto tra i membri del municipio a presentarsi a quel capitano; e colla sua fermezza e prudenza riuscì a risparmiare alla città molte sciagure.

  A139001532 

 Morì a Milano in età di settant'anni nel 1799, quando appunto si agitavano strepitosi avvenimenti in Italia.

  A139001542 

 Quindi il Piemonte perduto il suo re, fu ridotto a repubblica detta subalpina; Milano fu la capitale della repubblica denominata cisalpina, e così l'esercito francese avanzandosi era giunto presso Roma.

  A139001558 

 Aveva in pensiero il novello imperatore di acquistarsi titoli e gloria pari a quella di Carlomagno; e poichè quel re fu incoronato re d'Italia così l'anno seguente egli si portò in Italia e fecesi incoronare a Milano colla corona di ferro, con cui solevano essere incoronati gli antichi re Longobardi.

  A139001615 

 Ma il barone della Torre, che governava Novara, aveva chiesto soccorso al generale austriaco di Milano, il quale gli mandò parecchi battaglioni in aiuto, affinchè i Piemontesi non avessero a combattere contro ad altri Piemontesi, e non si destasse una guerra civile.

  A139001623 

 Radetsky, che aveva già ricevuti rinforzi, usci ad incontrarli, e dopo alcune battaglie fatte con vario evento, alfine li ruppe, e li inseguì sino a Milano, dove il re intendeva di rinnovare la prova delle armi; ma la plebaglia di Milano, avendolo accolto come nemico, il re ripassando il Ticino rientrò coll'esercito ne' suoi Stati, dopo aver domandato un armistizio, ossia una sospensione di ostilità che ottenne.

  A139002039 

 Milano, città notissima nel cuore della superiore Italia, capitale del regno Lombardo Veneto.

  A139002083 

 Ticinum, Papia, prima città della Lombardia dopo Milano.

  A139002130 

 S. Gottardo, monte che divideva lo Stato di Milano dagli Svizzeri, ant.


don bosco-la storia d-italia [18a edizione].html
  A140000107 

 Spargendo da per tutto lo spavento si fermarono nelle pianure poste tra il Ticino e l'Adda, occupando la sinistra del Po, dove fondarono la florida città di Milano.

  A140000277 

 Ma i Teutoni erano soltanto vinti a mezzo; perciocchè i Cimbri, forzato il passaggio delle Alpi e cacciatisi innanzi ai Romani, andarono ad accamparsi nelle pianure poste tra l'Adige e Milano, dette allora Gallia Cisalpina.

  A140000441 

 Immaginatevi a quanti disastri andò soggetto il romano impero in questo scompiglio di cose! Tuttavia que'mali non durarono lungo tempo; Gallieno venne ucciso in Milano, ed i trenta tiranni, senza venire a spargimento di sangue, cessarono l'un dopo l'altro di vivere.

  A140000448 

 Massimiano poi andò a stabilirsi in Milano.

  A140000457 

 Questi primi successi mossero altre città a spedirgli deputati {124 [124]} per protestargli ubbidienza; talchè senza ostacolo alcuno entrò in Milano, donde si condusse sopra Verona.

  A140000473 

 A Costante toccò l'Italia, che governò colla massima moderazione e giustizia quattordici anni, con dimora ordinaria in Milano.

  A140000481 

 L'impero d'Occidente si estendeva dalla riva sinistra del Danubio fino alla Gran Bretagna, ed aveva per capitale Milano; e questo toccò al virtuoso Valentiniano.

  A140000483 

 Egli governava con somma giustizia, risiedeva ora in Milano, ora in Treviri, città della Germania, a fine di poter meglio difendere le frontiere de' suoi Stati continuamente minacciati dai barbari.

  A140000487 

 Graziano mosso anche dall'eloquenza di s. Ambrogio, vescovo di Milano dove egli pure risiedeva, mantenne l'editto.

  A140000497 

 In altra occasione la clemenza di Teodosio venne meno; poichè, mentre egli era in Milano, gli abitanti di Tessalonica, città dell'Illirio, si rivoltarono contro al governatore, lo uccisero, e atterrarono in pari tempo una statua, che Teodosio aveva fatto innalzare al proprio padre.

  A140000498 

 Sant'Ambrogio, tuttora vescovo di Milano, aveva tentato invano di placare l'ira dell'imperatore; pochi giorni dopo quel monarca agitato dai rimproveri della coscienza, volendo {135 [135]} entrare in chiesa, il santo Vescovo con franchezza apostolica, facendogli intoppo in sulla soglia, fermatevi, principe, gli disse, voi non sentite ancora il peso del vostro peccato.

  A140000501 

 Mentre queste cose accadevano in Italia, un generale chiamato Massimo, erasi fatto proclamare imperatore nella Bretagna; ed ucciso il giovane Graziano in una sanguinosa battaglia, s'incamminava alla volta di Milano per forzare Valentiniano II a dividere seco l'impero.

  A140000504 

 Teodosio sopravisse soltanto alcuni mesi a questa sua vittoria, e morì pacificamente in Milano fra le braccia di s. Ambrogio nell' anno 395.

  A140000507 

 Il giovane Onorio, che risiedeva in Milano, era di grande pietà, ma poco abile nelle cose di Stato e di guerra.

  A140000507 

 Perciò al rumore della venuta di quei barbari fu preso da tale {137 [137]} spavento, che fuggissi da Milano, e venne a rinchiudersi in Asti, antica e forte città del Piemonte.

  A140000508 

 Alarico impadronitosi di Milano si condusse prestamente a stringere d'assedio la città, in cui erasi rifugiato l'Imperatore e lo avrebbe costretto ad arrendersi, ove Stilicone, famoso generale di Onorio, non fosse corso a difenderlo.

  A140000509 

 I barbari avevano ingenerato tanto terrore ad Onorio, che, non giudicandosi più tranquillo in Milano, trasferì la sede imperiale in Ravenna, città posta all'estremità del golfo Adriatico, e circondata a grande distanza da paludi quasi impraticabili.

  A140000529 

 Dopo avere saccheggiata Milano, Attila colle sue genti si avanzava minaccioso verso Torino, i cui abitanti atterriti si apprestavano alla fuga.

  A140000671 

 Allora i Longobardi si radunarono in un campo vicino a Milano, fecero montare Agilulfo sopra uno scudo, ed elevatolo alla vista di tutto il popolo, secondo che costumavan di fare, l' acclamarono re d'Italia.

  A140000673 

 Con questa corona s'incoronarono i re Longobardi; poi quasi tutti i sovrani che si chiamarono re d'Italia: e si conserva gelosamente in Monza, città distante dieci miglia da Milano.

  A140000673 

 Il chiodo, che aveva servito pel freno o morso, fu poscia donato da s. Ambrogio alla Chiesa di Milano, ove tuttora si venera come preziosa reliquia.

  A140000677 

 Agilulfo poco prima di morire radunò in Milano i capi della nazione, e in loro presenza in maniera solenne fece coronare successore suo figliuolo Adaloaldo.

  A140000701 

 Ciò fatto niun imperatore ebbe dipoi residenza in Roma; e quando Teodosio creò due imperi, uno in Occidente, l'altro in Oriente, Milano e non più Roma fu la Capitale dell'impero occidentale.

  A140000764 

 Giunto a Milano, quasi a compenso delle discordie, che andava sedando, fu coronato re di Lombardia da Giovanni XII, Papa di quel {205 [205]} tempo.

  A140000844 

 Tre anni dopo scende di nuovo in Lombardia seguito da infinita soldatesca; minaccia Milano, ne costringe i cittadini a venire ad un trattato, e, abusando di quella convenzione, si attribuisce l'autorità di eleggere il podestà, vale a dire il governatore di Milano.

  A140000845 

 A questa notizia Barbarossa corre su Milano col nerbo dell' esercito; ma i forti cittadini gliene chiudono la entrata.

  A140000846 

 Gli abitanti squallidi e sfiniti per la sofferta carestìa ebbero licenza di ricoverarsi in Milano, ove furono accolti cogli onori dovuti a fedeli alleati.

  A140000847 

 Ridotta quella città ad un mucchio di rovine, i soldati di Barbarossa si addensarono di nuovo intorno a Milano, volendo costringerla ad arrendersi per fame.

  A140000850 

 Era il carroccio un carro sacro a somiglianza dell'arca degli Ebrei, che Ariberto vescovo di Milano nel 1039 aveva inventato, affinchè servisse di centro di riunione, e {228 [228]} tenesse in ordine la milizia, specialmente in tempo di guerra.

  A140000852 

 Tutti erano commossi fino alle lagrime; Federico nulla rispose, e senza dar segno di commozione ricevè il giuramento di fedeltà, scelse quattrocento ostaggi; di poi comandò al popolo di ritornare a Milano e di atterrarne le porte e le fortificazioni.

  A140000853 

 La città di Milano divenne allora muta e squallida, come se fosse un vasto cimitero.

  A140000854 

 Intanto giunse a Milano l'imperatore coll'esercito e condannò la città ad essere distrutta, volendo così cancellare dal mondo il some dei Milanesi.

  A140000854 

 Sei giorni durò quel rovinare di muri e di case; e non si ristette dall'opera finchè Milano divenne an mucchio di pietre.

  A140000855 

 Non è d'uopo che vi dica quanto fossero stolti e scellerati quegli Italiani, i quali per vendetta si prestarono a distruggere Milano.

  A140000856 

 Alla disfatta di Milano tenne dietro l'oppressione dell'Italia, ridotta in servitù da Federico ed oppressa da continui balzelli dei suoi ministri.

  A140000856 

 L'esempio dei Veronesi infuse {230 [230]} coraggio ad altre città: Cremona, Bergamo, Mantova, Brescia e Ferrara entrarono anch'esse nella lega, giurando difendersi le une le altre contra la tirannia imperiale, e specialmente fermarono di riedificare Milano per condurvi gli abitanti dispersi nei borghi vicini.

  A140000860 

 Allora i Milanesi aiutati da un numero di scelti alleati lo andarono ad incontrare a Legnano, sulla via che da Milano conduce al lago di Como.

  A140000863 

 Ivi radunò il patriarca di Venezia, gli arcivescovi di Ravenna e di Milano con molti altri vescovi, marchesi, conti e tutti quelli che erano costituiti in autorità civile od ecclesiastica.

  A140000889 

 In capo all'Italia vedevansi la Lombardia, ubertosa provincia, ricca di un gran numero di città, importanti, come {238 [238]} Milano, Pavia, Bergamo, Piacenza, Cremona; e la Toscana, di cui Firenze e Lucca erano le principali.

  A140000894 

 Egli fu uno dei principali strumenti di cui si servì Federico II per combattere la seconda Lega Lombarda, che si formò fra le città di Torino, Alessandria, Vercelli, Milano, Bologna, Brescia, Mantova, Piacenza, Vicenza, Padova, Ferrara, Treviso, Crema, e il Marchese di Mont'errato,a fine di opporre una valida resistenza all'imperatore.

  A140000962 

 I Ghibellini, fatti arditi per l'assenza del Papa, invitano un re di Alemagna, di nome Enrico VII, il quale sotto pretesto di riacquistare i diritti dei suoi antecessori viene in Italia, sottomette molte citta, impone molti balzelli, si fa incoronare re in Milano, di poi va difilato a Roma per cingersi della corona imperiale.

  A140001010 

 Essendosi poscia contro di lui unite Genova, Asti, Ghieri e Milano, invitarono alla lega eziandio il conte Amedeo.

  A140001017 

 Giunto in Italia dovette adoperare la sua spada contro ai Visconti di Milano.

  A140001022 

 Fu esso il primo dei signori di Milano a portare il titolo di duca nel 1395 che, aveva comprato da Venceslao imperatore di Germania.

  A140001022 

 Gian Galeazzo apprezzava gli uomini di genio militare, e sapeva all'uopo servirsene; proteggeva i dotti, promoveva le arti; e fra le sue opere merita special menzione la fondazione del Duomo di Milano, che forma oggidì il più bell'ornamento di quella città.

  A140001022 

 Mentre regnava Amedeo VII, Gian Galeazzo Visconti di Milano estese considerevolmente i suoi dominii, e colle sue conquiste resesi terribile a tutta l'Italia.

  A140001025 

 A ventidue anni entrò come semplice soldato nell'esercito di Filippo Visconti, duca di Milano.

  A140001028 

 Qui a nome del duca di Milano fece allestire una flotta a favore del Papa contro al re di Sicilia e di Aragona.

  A140001029 

 Immaginatevi lo sdegno di un capitano, che si vede rimosso dalla carica, interrotto a metà delle sue imprese guerresche, separato dai propri soldati, da cui era teneramente amato! Partì immediatamente alla volta di Milano per abboccarsi col duca e per discolparsi; ma non gli fu possibile avere udienza; di che pieno d'ira e di rammarico venne in Piemonte, si presentò al duca di Savoia, ch'era Amedeo VIII. Dimostrandogli i pericoli che gli sovrastavano dall'ambizione del duca di Milano, lo persuase dell'opportunità di unirsi con Venezia e con Firenze, a fine di opporsegli e di atterrarlo.

  A140001032 

 Pertanto nella primavera del 1425, mentre il duca Amedeo si preparava a marciare colle sue genti verso Milano, il Carmagnola fu creato generale in capo degli eserciti della Repubblica di Venezia e di Firenze.

  A140001032 

 Quando poi seppero che il duca di Milano lo aveva {280 [280]} deposto del suo grado e condannato a morte, dopo aver tentato di farlo avvelenare, non fu più alcun dubbio della sincerità della sua esibizione.

  A140001032 

 Sparsasi la voce che esso si avanzava verso Milano, il duca Filippo si pentì, ma tardi, della sua ingratitudine.

  A140001033 

 Questo avvenimento è noto nella storia sotto al nome di battaglia di Maclodio, la quale fu illustrata dagli eleganti versi di Alessandro Manzoni dotto ed erudito scrittore, che nella provetta età di 88 anni cessava di vivere in Milano nel 22 Maggio di quest'anno 1873.

  A140001045 

 Un compagno di Braccio di Montone, quel Giacomo Piccinino, che erasi già segnalato nella battaglia di Maclodio, raccolse i soldati qua e là dispersi, e scorgendo impossibile il condurre a buon esito quella guerra, andò ad arruolarsi sotto gli ordini del duca di Milano.

  A140001047 

 Con questa flottiglia creata all'improvviso costeggia, difende le terre amiche, assicura a Brescia il passaggio de' viveri; e così la salva dal cadere in mano delle soldatesche del duca di Milano.

  A140001051 

 I Milanesi, accortisi che sarebbero tornati inutili tutti i loro sforzi contro ai Veneziani, finchè non fossero guidati dal Colleoni, gli fecero vantaggiose proposte; ed egli passò al servizio di Filippo Visconti di Milano.

  A140001054 

 Dopo di avere resi importanti servigi al duca di Milano, egli fu innalzato ai più grandi onori ed ebbe in moglie la figliuola del medesimo duca.

  A140001129 

 In breve si rese padrone di Milano, e tolse il titolo di duca, che nissuno osò contendergli.

  A140001130 

 Erano già cinquantanni che quella stirpe di avventurieri stava al possesso del ducato di Milano, allora quando Giovanni Galeazzo Maria venne chiamato a succedergli in età di otto anni.

  A140001132 

 Carlo accettò con piacere questa offerta, tanto più che il Moro prometteva di aiutarlo a conquistare quel regno, ove allora regnava un principe di nome Ferdinando I. Ed ecco in breve un agguerrito esercito Francese con mille quattro cento cannoni, guidato dal medesimo Carlo VIII, giungere in pochi giorni alle porte di Milano, ove era aspettato con impazienza.

  A140001133 

 Nel giorno seguente si sparse la voce che Giovanni Galeazzo era morto avvelenato dallo zio, il quale fecesi proclamare nel medesimo istante duca di Milano.

  A140001137 

 Così la città di Milano cadde in potere dei Francesi, e lo stesso Lodovico, che per ambizione era divenuto sì colpevole, fu mandato in Francia, dove dopo dieci anni di penosa prigione morì miserabilmente.

  A140001144 

 Bartolomeo Alviano, generale della repubblica, sconfisse i Tedeschi e venne ad incontrare l'esercito Francese guidato da quel medesimo Luigi XII, che alcuni anni prima i Veneziani avevano aiutato ad impadronirsi di Milano.

  A140001146 

 Imperciocchè il duca di Milano, Massimiliano Sforza, figliuolo di Lodovico il Moro, aiutato da ventimila Svizzeri, scacciò i Francesi dalla Lombardia.

  A140001146 

 Intanto sopraggiungendo nuove forze ai Francesi e auovi aiuti ai Veneziani, il duca di Milano e gli Svizzeri si videro costretti a rinchiudersi nella città di Novara, dove furono strettamente assediati.

  A140001149 

 Gli alleati allora indietreggiarono fino a Milano, ed il re, tenendo loro dietro, andò a piantare il suo campo vicino ad un villaggio, detto Mari-gnano, adesso Melegnano, sulla strada di Lodi.

  A140001149 

 Prospero Colonna, generale del duca di Milano, stava con molte squadre, senza alcun sospetto, a Villafranca, poco distante da Saluzzo, quando sorpreso dal Trivulzio fu fatto prigione con tutte le sue genti.

  A140001150 

 Gli alleati allora, giudicando pericoloso ogni indugio, e-scono di Milano, si dispongono a squadre, e fra grida festose assalgono il nemico.

  A140001151 

 Pochi giorni dopo quella splendida vittoria, che ripose il Milanese sotto al dominio della Francia, Massimiliano Sforza trovandosi nell'impossibilità di resistere ai nemici, acconsentì di uscire dalla cittadella di Milano, e si diede egli stesso in mano del re Francese.

  A140001163 

 Mentre il Bramante ed il suo compagno Buonarotti continuavano con alacrità quei lavori, fioriva a Milano un altro uomo dotato di straordinario ingegno, chiamato Leonardo da Vinci, perchè nacque in Toscana nel castello di Vinci.

  A140001184 

 Dopo questo avvenimento Carlo V donò il ducato di Milano a Francesco Sforza, fratello di quell'indolente Massimiliano, alcuni anni prima caduto prigioniero in mano dei Francesi, i quali sei condussero in Francia, e lo lasciarono vivere come semplice privato.

  A140001185 

 Ma Carlo V e Francesco I non si erano ancora trovati in battaglia a fronte l' uno contro all' altro, quando il re di Francia, sdegnato dei disastri della Bicocca, risolvette di venire egli stesso con numerosissimo esercito in Lombardia per iscacciare gl'imperiali dal ducato di Milano.

  A140001201 

 D'allora in poi per lo spazio di oltre cento anni quella città andò soggetta a varie vicende, ed ebbe molto a soffrire per discordie interne, per guerre sostenute contro agli stranieri e per mutamenti di principi, sotto la cui protezione si metteva; perciocchè ora ubbidiva alla Francia, ora ai Tedeschi, ora ai duchi di Milano.

  A140001201 

 Non avrete certamente dimenticato, miei cari amici,,come il conte di Carmagnola aveva acquistata la città di Genova a Filippo Maria Visconti duca di Milano, di cui egli era generale.

  A140001204 

 Era eziandio dai ribelli fatta promessa di dare il ducato di Milano a Pier Luigi Farnese, duca di Parma e di Piacenza.

  A140001211 

 Quando Carlo V rinunciò all'impero cedette la Germania a suo fratello, che fu eletto imperatore col nome di Ferdinando I; diede poi la Spagna, l'America, i Paesi Bassi, Borgogna, Sardegna, Due Sicilie e Milano a suo figliuolo Filippo II; e così l'impero d'Austria tornò ad essere diviso ual regno di Spagna.

  A140001225 

 Questo morbo, miei cari, cui si dà il nome di peste, pestilenza, contagio ed anche epidemìa, dopo di aver menata grande strage in varie parti d'Italia, nell'ultima metà del cinquecento prese ad infierire orribilmente in Milano.

  A140001226 

 Gli scrittori di quei tempi parlano della peste di Milano come di una delle più grandi calamità.

  A140001228 

 Il governatore, sebbene valoroso capitano di eserciti, insieme coi {343 [343]} primati signori abbandonò Milano, senza più occuparsi dell'arcivescovo.

  A140001228 

 La sua educazione, l'assiduità allo studio congiunta ad una singolare prudenza, il suo sapere e la molta sua accortezza nel maneggiare grandi affari lo avevano innalzato alla dignità di cardinale fin dall'età di ventitrè anni; tre anni dopo venne consacrato Arcivescovo di Milano, poco prima che scoppiasse il morbo fatale.

  A140001230 

 Nella impossibilità di poter accorrere a tanti bisogni egli fu inspirato di disarmare il braccio di Dio con atti di penitenza sì commoventi, che Milano ne serba ancora tuttavia la memoria.

  A140001231 

 Finalmente quest'uomo straordinario, benedetto da Dio e dagli uomini, morì in Milano in età di anni quarantasei nel 1584.

  A140001231 

 Fra le molte cose che si raccontano di questo Prelato fu un pellegrinaggio fatto da Milano a Torino a pie scalzi, per visitare la santissima Sindone, cioè il lenzuolo, in cui era {344 [344]} stato avvolto il corpo del Salvatore dopo che fu deposto dalla croce.

  A140001241 

 Il re di Spagna, il vicerè di Napoli ed il governatore di Milano, gelosi della prosperità di quella repubblica, per mezzo de' loro ambasciatori ordirono una trama veramente infernale.

  A140001242 

 Il governatore di Milano e il vicerè di Napoli si accordarono con questo Bedmar, per trovar modo di umiliare Venezia e assoggettarla alla Spagna; e poichè quella repubblica possedeva gran numero di navi ed un'armata assai forte, Bedmar risolvette di eseguire il suo disegno, senza che neppure il re di Spagna ne apparisse informato, usando mezzi tanto più segreti, quanto più pericolosi.

  A140001276 

 Fra costoro devo farvi menzione particolarmente di un generale, di nome Leganez, governatore di Milano.

  A140001278 

 Fatti lunghi, ma inutili sforzi per impadronirsi di questa capitale, depose il pensiero di conquistare il Piemonte, e coll'avanzo del suo esercito ritornò a Milano.

  A140001281 

 Anche i cittadini di Milano, che dugent'anni prima sommavano a trecentomila, si ridussero a centomila; la qual cosa faceva che molti tratti di terreno rimanessero incolti per mancanza di contadini, ed il commercio restasse privo di avventori.

  A140001355 

 Accertatosi del grande ingegno del figliuolo e della costante di lui diligenza nello studio, non potendo altrimenti far le spese di scuola, vendette i suoi piccoli poderi e si recò a Milano.

  A140001357 

 Nel 1798, quando il generale Bonaparte, di cui prèsto avrò a parlarvi, entrava vincitore in Milano, il Parini fu eletto tra i membri del municipio a presentarsi a quel capitano; e colla sua fermezza e prudenza riuscì a risparmiare alla città molte sciagure.

  A140001359 

 Mori in Milano in età di settanta anni nel 1799, in quella appunto che si agitavano strepitosi avvenimenti in Italia.

  A140001372 

 Milano diventò la capitale della repubblica denominata Cisalpina; e cosi l'esercito Francese avanzandosi era giunto presso Roma.

  A140001392 

 e gloria pari a quella di Garlomagno; e poichè quell'imperatore era stato incoronato re d'Italia, così l'anno seguente alla prima sua incoronazione imperiale egli si recò in Italia e fecesi cingere il capo a Milano colla corona di ferro, con cui solevano essere fregiati gli antichi re Longobardi.

  A140001420 

 Ma il barone della Torre, che governava Novara, per espresso comando del re aveva chiesto soccorso al generale Austriaco di Milano, il quale gli mandò parecchi battaglioni in aiuto, affinchè i Piemontesi non avessero a combattere contro ad altri Piemontesi, e non si destasse una guerra civile.

  A140001428 

 Radetzky, che aveva già ricevuto rinforzi, uscì ad incontrarli, e dopo alcune battaglie fatte con vario evento, alfine li ruppe e li inseguì sino a Milano, dove il re intendeva di rinnovare la prova delle armi.

  A140001566 

 Dopo questi successi Vittorio Emanuele e l'imperatore francese poterono entrare in Milano, 8 giugno.

  A140001618 

 Il nuovo governo invitò il Monti a Milano proponendogli l' uffizio di segretario generale nel ministero degli affari esteri.

  A140001638 

 Il padre colla famiglia erasi trasferito a Milano dove aveva ottenuto un pubblico impiego, e Silvio andò a raggiungerlo in quella popolosa città.

  A140001640 

 In mezzo agli sconvolgimenti politici di quei tempi alcuni si studiavano d'introdurre in Milano le società segrete, dette comunemente Franchi Muratori o i Carbonari.

  A140001640 

 Trattenuto qualche tempo in carcere in Milano, fu di poi tradotto a Venezia e posto sotto i piombi.

  A140001644 

 À quello annunzio Pellico si portò col pensiero a' suoi genitori, di cui non aveva più avuto notizia dopo la sua partenza da Milano.

  A140001646 

 Quel santo vecchio, avendomi udito a mano a mano a raccontare per minuto tutto quello che io aveva sofferto nelle prigioni di Milano di Venezia e dello Spielberg, mi {470 [470]} consigliò a scrivere la narrazione e a pubblicarla.

  A140001658 

 Recatosi a Milano per meglio attendere a'suoi studi, pubblicò ivi diverse opere di filosofia.

  A140001675 

 Appunto in quel tempo scrisse due memorie che il poeta Vincenzo Monti inserì in un' opera che egli stampava a Milano, intitolata: Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al vocabolario della Crusca.

  A140001680 

 Alessandro Manzoni nacque in Milano di nobile famiglia il dì 8 marzo 1785.

  A140001680 

 Ritornato a Milano più irreligioso di prima, vi sposò Enricbetta Blondel, protestante, la quale {484 [484]} tuttavia fu nelle mani di Dio strumento per la conversione del nostro Alessandro.

  A140001681 

 Anche la madre, rapita all'esempio della nuora Enrichetta, si diede a condurre vita cristiana e tutti e tre divenuti fervorosi cattolici fecero allora ritorno a Milano.

  A140001687 

 Ebbe l'autore per iscopo di farei conoscere con questo lavoro un tristo periodo della storia Milanese, la dominazione cioè degli Spagnuoli in Lombardia nel secolo XVII, la terribile pestilenza, che allora spopolò la città di Milano e la infame storia degli untori; e meglio non avrebbe potuto raggiungere il suo fine.

  A140001688 

 Continuando ad abitare in Milano lontano dai pubblici affari ed amico ai più dotti non solo d'Italia, ma di tutta l'Europa, era anche di buon escni -pio per la sua cristiana maniera di vivere.

  A140001862 

 - 9 agosto - Rinvengonsi in Milano le reliquie di S. Ambrogio e dei SS. Martiri Gervasio e Protasio.

  A140001893 

 Più a mezzodì erano gl'Insubri colle città {501 [501]} di Mediolanum (Milano) e Laus Pumpeia (Lodi); eranvi i Laevi o Levi con Ticinum, che fu poi detta Papia (Pavia).


don bosco-maraviglie della madre di dio.html
  A149000237 

 Torino, Genova, Bologna, Napoli, {133 [325]} ma più di ogni altra città, Milano, Firenze, Roma furono le città che, avendo in modo speciale provata la benefica influenza della Madre delle grazie invocata sotto al nome di aiuto dei cristiani, dimostrarono eziandio la loro gratitudine colle oblazioni.

  A149000481 

 Il primo riguarda ad una signora di Milano che da cinque mesi si andava consumando da una polmonite congiunta ad una totale prostrazione dell'economia vitale.


don bosco-maria ausiliatrice col racconto di alcune grazie.html
  A150000001 

 Al forestiere che giunge a Torino colla ferrovia di Milano, il primo monumento degno di attenzione che si presenta alla sua sinistra avvicinandosi allo scalo di Porta Susa, si è una Chiesa con cupola sormontata da una statua di rame dorato, alta quattro metri e rappresentante Maria SS., mentre sui due campanili che sorgono ai lati brillano altre due statue di angeli pure di rame dorato, portanti in mano l'uno una corona, l'altro una bandiera su cui sta scritta la parola Lepanto.

  A150000150 

 E certo si deve attribuire alla speciale protezione della'Vergine se in mezzo a tanta gente venuta da tutte parti, da Milano, da Venezia, da Bologna, da Firenze, da Roma, da Napoli ed altrove, non ebbesi a lamentare il minimo disordine nè in chiesa nè fuori di chiesa.

  A150000159 

 Torino, Genova, Bologna, Napoli, ma più di ogni altra città, Milano, Firenze, Roma, avendo in modo speciale provata la benefica influenza della Madre delle grazie, invocata sotto al nome di aiuto dei cristiani, dimostrarono eziandio la loro gratitudine colle oblazioni.

  A150000175 

 Alcuni altri spedirono mortadelle da Bologna; salati e stracchini di Milano, gorgonzola, lodigiano, salami, frutti confezionati, pollastri, uova, pesci e carne non ci mancarono mai.

  A150000175 

 Una proveniva da Milano, l'altra da Genova, la terza da Torino.

  A150000195 

 Una signora di Milano, ma dimorante a Firenze, da cinque mesi si andava consumando da una polmonite congiunta ad una totale prostrazione dell'economia vitale.

  A150000432 

 La sig. Marietta Guzzetti da Milano era travagliata da forte male d'occhi in modo da non poter avere un po' di sollievo nè di nè notte.


don bosco-notizie storiche intorno al santuario di nostra signora della pieve in vicinanza di ponzone.html
  A154000019 

 Due statue colossali, e di egregii lavori rappresentanti, l'una s. Silvestro Papa, e l'altra s. Ambrogio arcivescovo di Milano, stanno sull'altare ad ambi i lati.


don bosco-notizie storiche sul convento e sul santuario di santa maria delle grazie presso nizza.html
  A155000013 

 {68 [420]} l 'Unità Cattolica di Torino, Numero 30; l'Osservatore Cattolico di Milano, N° 27; e lo Spettatore, 5 e 6 febbraio 1878.


don bosco-nove giorni consacrati all-augusta madre del salvatore.html
  A156000116 

 L'anno 1868 una signora di Milano veniva assalita da paralisia, che la lasciò morta per mela con minaccia di ulteriori attacchi.


don bosco-novelle e racconti.html
  A158000023 

 Come ben dovevasi congetturare, i Milanesi rifuggiti nei dintorni accorsero a rifabbricar le lor case; e così Milano rinacque in breve sulle proprie rovine.

  A158000023 

 Il primo obbligo che s'imposero gli alleati, fu di riedificare Milano.


don bosco-raccolta di curiosi avvenimenti.html
  A163000375 

 Chi amasse di conoscerli per disteso, legga l'opuscolo intitolato: - La verità dell'avvenimento di La Salette: Milano, Tipografia Pirotta e Comp.


don bosco-rimembranza di una solennita in onore di maria ausiliatrice.html
  A173000018 

 Due campanili, che fra breve saranno sormontati da un angelo dell'altezza di due metri circa in rame battuto, squisito lavoro dei fratelli Brogi di Milano, fanno fronte alla cupola.

  A173000065 

 Alcuni altri spedirono mortadelle da Bologna; salati e strachini di Milano, Gorgonzola, lodigiano, salami, frutti confezionati, pollastri, uova, pesci e carne non ci mancarono mai.

  A173000065 

 Una proveniva da Milano, l'altra da Genova, la terza da Torino.

  A173000146 

 Per queste ragioni si vedevano raccolti parecchi augusti personaggi provenienti da Torino, da Milano, da Venezia, da Bologna, da Firenze, da Roma, da Napoli, ed altrove.

  A173000160 

 Circa al mezzodì è fatta una offerta con relazione della signora Maria Casati di Milano.


don bosco-societa di s. francesco di sales. anno 1880.html
  A183000001 

 Questo nostro caro confratello, vero tipo e modello dell'operaio cristiano, ebbe i suoi natali in Milano il 16 dicembre dell'anno 1842 da famiglia agiata.

  A183000004 

 Fatto un po' più grandicello, volendogli assicurare una posizione stabile, ella pensò di avviarlo come apprendista in una tipografia di Milano.


don bosco-storia ecclesiastica.html
  A189000251 

 ° Sant'Eusebio Vescovo di Vercelli, s. Ambrogio Vescovo di Milano, i quali ambidue resistettero con invincibile fermezza ai Principi protettori dell'eresia, ed impedirono che l'arianesimo venisse a piantar le radici in occidente.

  A189000254 

 Si portò in un concilio a Milano dove disputò con tanta sodezza contro questi

  A189000256 

 Così malgrado ogni sua repugnanza con plauso universale de' buoni, e con vantaggio grande di tutta la cristianità venne creato Vescovo di Milano nel 374.

  A189000256 

 Da parte dell'imperatore presiedeva agli affari civili in Piemonte; nate discordie in Milano per

  A189000256 

 S. Ambrogio fu creato Vescovo di Milano nel modo seguente.

  A189000285 

 Questo Principe barbaro, detto il flagello di Dio per le stragi che ovunque menava, era passato dalle Gallie nell'Italia con formidabile esercito, e presa Acquileia, Pavia, e Milano, stava per dar il sacco a Roma senza che vi fosse chi a lui osasse far resistenza; mentrechè l'imperatore co'suoi Generali tremavano di paura alla vista di si potente nemico.

  A189000396 

 Portando per ogni parte il terrore e lo spavento, incendiò Susa, Asti, Milano, e le ridusse ad un mucchio di pietre.

  A189000490 

 Fra gli ordini religiosi meritano special {297[455]} menzione i Barnabiti, che furono instituiti in Milano nel 1530.

  A189000494 

 Fu appunto in questi calamitosi tempi, che il venerabile P. Giuseppe Cappuccino ferventissimo predicatore, mosso da celeste impulso, esortò i cittadini di Milano ad esporre il SS. Sacramento sull'altare per lo spazio di quarant' ore, in memoria delle quarant' ore che G. Cristo stette nel sepolcro, assicurando che sarebbero cosi liberati dall'infestazion nemica.

  A189000494 

 R. L'adorazione delle quarantore a cui è dovuta la conversione di molti peccatori e la virtù di parecchi santi, cominciò in Milano nel 1534.

  A189000509 

 Compiuti 22 anni fu creato Cardinale, e nominato Vescovo di Milano; dal qual tempo divenne il sostegno della Chiesa.

  A189000509 

 Sia in Milano, che a Pavia dove fece i suoi studii, egli non conosceva che le due vie conducenti l'una alla chiesa, l'altra alla scuola.


don bosco-storia ecclesiastica [4a edizione].html
  A190000299 

 Egli con poca resistenza acquistò Milano e Brescia con altre città che si abbandonarono alla sua clemenza: onde senza gravi contrasti potè avanzarsi fino alle porte di Roma.

  A190000335 

 In un concilio di Milano disputò con tanta sodezza contro questi eretici, che confusi, nè sapendo più a qual partito appigliarsi, si rivolsero all'imperatore, perchè lo mandasse in esiglio.

  A190000337 

 Egli presiedeva a nome dell'imperatore agli affari civili della Liguria e dell'Emilia, quando, essendo sorte discordie in Milano per la elezione del vescovo, l'imperatore lo mandò colà per rimettervi calma.

  A190000337 

 «Andate, gli disse quel monarca, e componete le cose non da severo governatore ma colla carità di vescovo.» Giunto a quella città, e fattosi in mezzo alla calca, si sforzava di sedare gli animi, quando un fanciullino in braccio di sua madre snoda la lingua e grida: «Ambrogio nostro vescovo, Ambrogio nostro vescovo.» Presa questa voce come segnale della volontà divina, tutti gridarono: «Ambrogio è il nostro vescovo.» Così malgrado la estrema sua ripugnanza Ambrogio con plauso universale venne creato vescovo di Milano nel 374.

  A190000357 

 Chiamato a Milano dall'imperatore per dare pubbliche lezioni di eloquenza andava spesso per pura curiosità ad ascoltare s. Ambrogio che godeva fama di grande oratore.

  A190000370 

 Presa Aquileja, Pavia e Milano, marciava verso Roma per darle il sacco senza che alcuno gli si potesse opporre; imperciocchè l'imperatore ed i suoi generali tremavano in solo pensare a quel potente nemico.

  A190000444 

 Dopo aver incendiate e ridotte ad un mucchio di rovine le città di Susa, Asti, Milano, convocò un concilio ed innalzò alla santa sede un antipapa scomunicato da Alessandro III. Pieno d'ira contro al pontefice legittimo, risolse di marciare contro a Roma per farne aspra vendetta.

  A190000541 

 Furono poscia chiamati Barnabiti dalla chiesa di s. Barnaba, che essi presero ad officiare in Milano.

  A190000542 

 Da principio non avevano in animo di stabilirsi fuori di Milano.

  A190000543 

 A ciò diede loro eccitamento s. Francesco di Sales, il quale nel 1613 li chiamò da Milano a reggere il collegio di Annecy, d'onde poi si diffusero in ogni parte del mondo.

  A190000563 

 Fermatosi poi a Somasca, paesello tra Milano e Bergamo, stabilì quivi una dimora fissa per sè e pe'suoi.

  A190000563 

 La sua carità non si restrinse a Venezia, ma venne ad erigere orfanotrofii a Brescia, a Bergamo, Como, Milano, Pavia ed in più altri luoghi.

  A190000568 

 - Questa pratica, a cui è dovuta la conversione di molti peccatori e la virtù di parecchi santi, ebbe cominciamento in Milano nel 1534.

  A190000568 

 Insorte discordie tra Francesco I re di Francia e l'imperatore Carlo V, i due eserciti nemici dopo vari sanguinosi combattimenti avevano fatto il milanese campo di battaglia, e quindi non andò guari che Milano e i paesi confinanti furono miseramente esposti ai ladronecci, alle rapine, agli incendi, alle stragi delle soldatesche francesi, spagnuole ed alemanne.

  A190000582 

 A soli 22 anni fu creato cardinale e nominato arcivescovo di Milano.

  A190000582 

 Sia in Milano, sia a Pavia, dove fece i suoi studi, non conosceva che due vie, quella cioè della chiesa e l'altra della scuola.

  A190000995 

 Colonia agrippina, città della Prussia sulla riva sinistra del Reno, ove si ammira il più bel duomo di stile gotico, dopo quello di Milano.

  A190001222 

 di Milano.

  A190001305 

 Milano, città antichissima e arcivescovile dell'Italia Settentrionale, celebre pei santi Ambrogio e Carlo.


don bosco-storia sacra [10a edizione].html
  A192000539 

 D'allora in poi gli imperatori, i re che dominarono in Italia, non soggiornarono:più in Roma, ma solamente la traversarono come viaggiatori, risiedendo a Ravenna, o a Pavia, o a Milano.


don bosco-vita della beata maria degli angeli.html
  A208000088 

 Da Roma, da Genova, da Milano, da Venezia, e da altre ragguardevoli città d' Italia molte persone scosse dalla fama di sua santità si raccomandavano alle sue preghiere; ed io più non la finirei se volessi accennare tutti gli attestati di stima che ella ricevette ancor vivente.


don bosco-vita di san martino vescovo di tours.html
  A216000026 

 Il nostro santo seguendo il suo viaggio traversò il Piemonte, venne a Milano, e valicando quelle montagne, che si chiamano Alpi Giulie, in pochi giorni giunse in Sabaria sua patria, dove i suoi genitori avevano di nuovo stabilita la loro dimora.

  A216000030 

 Allora egli giudicò meglio di fermarsi in un ritiro vicino alla città di Milano dove cominciò a condurre vita austera e penitente, adoperandosi, nel tempo stesso a sostenere la fede cattolica, e combattere gli errori degli ariani.

  A216000032 

 Mentre dimorava in Milano, contrasse amicizia con un virtuoso sacerdote, il quale, rapito dalla santità di Martino, eragli divenuto affezìonatissimo e volle accompagnarlo nella partenza da quella città.

  A216000059 

 La prima volta fu nell'anno 379, quando andò a Milano ove risiedeva l'imperatore Valentiniano I per intercedere la grazia ad alcuni, che correano pericolo di perdere le sostanze e la vita.

  A216000059 

 Saputosi il suo arrivo a Milano ed il motivo per cui era venuto, l'imperatore, d'indole severa, eccitato da sua moglie che professava l'eresia d'Ario, diede ordine che Martino non fosse ammesso alla sua presenza; e ciò faceva per torgli l'occasione di fargli la grazia che domandava.





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