Parola «Nostro» [ Frequenza = 2347 ]

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  A001000002 

 Nel pubblicare il vigesimoterzo fascicolo delle Letture Cattoliche, col quale chiudesi il primo anno dell'associazione, compiamo altresì abbondantemente alle promesse fatte nel nostro programma.

  A001000007 

 mo suo Segretario di Stato Cardinale Antonelli, nella lettera che abbiam pubblicato in {5 [43]} fronte al fascicolo 20-21, infuse ne! nostro animo nuovo coraggio, e portiamo fiducia che la benedizione dell'Augusto Pio IX avrà eziandio incoraggiato i benemeriti nostri cooperatori a proseguire con lieto animo a prestarci quel soccorso, di cui ci furono cortesi pel passato, e che noi nuovamente e caldamente imploriamo.

  A001000008 

 I nemici della Cattolica Religione e della Società con incredibile attività, e con ogni mezzo si adoprano a pervertire lo spirito, a corrompere il cuore dei tiepidi e dei semplici; è dover nostro, è dover di tutti i buoni di opporsi altresì con tutta attività e con tutti i mezzi leciti ed onesti al torrente che tenta travolgere nelle corrotte sue onde la Società e la Religione.


don bosco-angelina.html
  A002000062 

 Aggiustò, trapiantò e seminò in modo che il nostro giardino sembra divenuto altro.

  A002000075 

 Ma quando noi cessiamo di vivere {22 [192]} ed il nostro corpo è portato alla tomba, allora l'anima ritorna davanti al Creatore per dar conto delle sue azioni.

  A002000075 

 Miei bambini, loro diceva, non dimenticate mai che Dio è nostro Creatore.

  A002000088 

 Nella partenza alcuni militari per malattia non potendo mettersi in viaggio vennero raccomandati al nostro Pietro che aveva abitazione opportuna.

  A002000098 

 Io vado, me la intendo col nostro prevosto, egli provvederà ad ogni cosa.

  A002000111 

 Noi dal paroco successore avendone potuto avere copia fedele, abbiamo estratto quelle cose che sono più secondo il nostro scopo e le mettiamo qui per completare il racconto, riserbandoci in appresso di esporre le ultime azioni dell'orfanella.

  A002000113 

 Abbi ognor presente il detto del nostro Salvatore: è più facile che una grossa fune passi per la piccola cruna di un ago che un ricco si salvi.

  A002000122 

 Desidero, diceva il padre mio, che la mia figliolanza si renda famigliare la lettura delle lettere di questo glorioso nostro concittadino.

  A002000133 

 Allora che il sacerdote le dava il crocifisso a baciare, diceva: Ecco il nostro amico, il nostro modello, mettiamo in lui la nostra fiducia.

  A002000134 

 Come, dissi tra me piangendo, Gesù {51 [221]} Cristo è nostro modello; egli moriva povero, nudo sopra un duro legno, abbeverato con fiele e mirra! Che terribile confronto! In nostra casa l'argento, l'oro, il lusso, le bibite più ricercate, e non già inzuppate in una spugna, ma versate in vasi di cristallo o d'altra sostanza preziosa.

  A002000141 

 Perciò ho deliberato di fuggire sconosciuta abbandonando la mia vita nelle mani di quel Dio, nelle cui mani sono le sorti degli uomini; nè cade un capello dal nostro capo senza che egli lo voglia o lo permetta.

  A002000155 

 - Il nostro sommo pontefice, il regnante Pio VII, il capo della cristianità, il successore di S. Pietro, il vicario di G. C. da Savona è stato condotto in Francia, e Dio voglia che {65 [235]} mentre io parlo egli non sia già morto! - Gran Dio, esclamò Angelina, salvate il vostro rappresentante sopra la terra.

  A002000155 

 Ella avrebbe venduto il fatto {66 [236]} suo e datolo in limosina, come dice il Salvatore; ma giudicò meglio di mettere in pratica l'altro consiglio che diede pure il nostro Salvatore ad un giovane che prima di porsi alla sua sequela voleva recarsi a dar sepoltura al defunto suo padre.


don bosco-angelina [v.13].html
  A003000009 

 La tua madre e il nostro zelante prevosto non hanno omesso alcun mezzo per farti conoscere l'importanza d'una prima comunione e le disposizioni che bisogna portarvi per farla degnamente e con vantaggio dell'anima.

  A003000027 

 Non basta; fare la comunione vuol dire accostarsi alla mensa degli angioli per ricevere il corpo, il sangue, l'anima e la divinità di nostro Signor Gesù Cristo, che viene dato in cibo all'anima nostra sotto alla specie del pane e del vino consacrato.

  A003000031 

 Gesù avendo istituito questo sacramento pel bene delle anime nostro desidera che noi vi ci accostiamo sovente.

  A003000032 

 Ora venendo a noi, o cara Lina, solo che ci mettiamo ad esaminare i desiderii di Gesù Cristo e il nostro bisogno, tosto vedremo che dobbiamo comunicarci assai sovente.

  A003000032 

 Siccome la manna ogni giorno servi di cibo corporale agli ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto, finchè furono condotti nella terra promessa, così la santa comunione dovrebbe essere il nostro conforto, il cibo quotidiano nei pericoli di questo mondo per guidarci alla vera terra promessa del paradiso.

  A003000035 

 Tu sai, o Lina, che il nostro divin Salvatore è disceso dal cielo per salvarci, e che nel tempo della sua vita predicò la sua dottrina, cioè le verità della nostra santa religione.

  A003000064 

 Essa è la stella del mare, il conforto nel nostro esilio, la luce che ci addita la via del cielo.

  A003000065 

 Che piacere aver Maria in nostro aiuto! Ma siamo poi proprio certi che ella ci ottenga questi continui aiuti spirituali e temporali?.


don bosco-apparizione della beata vergine sulla montagna di la salette.html
  A004000062 

 Tenetevi tutti attaccati alla santa Chiesa, e al nostro S. Padre che ne è il Capo visibile e il Vicario di Nostro Signor Gesù Cristo sulla terra.

  A004000096 

 La buona Vittoria saputo della progettata visita all'insigne nostro Santuario, supplicò caldamente di esservi pure condotta per chiedere la grazia della guarigione alla Madonna in cui da {40 [440]} lungo tempo aveva riposto una singolare fiducia.

  A004000102 

 Ci risulta inoltre da autentiche relazioni già rimesseci dietro nostro invito dall'Ospizio di Carignano, che grandissima fn il mattino delli 30 luglio la sorpresa degli amministratori del medesimo, quando videro comparirsi dinanzi camminando sui suoi piedi la Vittoria Meinardi, e fare alcuni giri per la sala senza essere sostenuta.

  A004000102 

 Noi pure, che del fatto avevamo tosto ricevuto annunzio dal Canonico Rettore, e con grande consolazione il mattino seguente potemmo vedere quella buona giovane nel nostro palazzo, dove i superiori e le suore dell'Istituto con altre signore di Carignano ce la condussero e dove fece alla presenza nostra alcuni passi senza appoggio di sorta.

  A004000105 

 Uniamoci pertanto tutti a rendere le più vive grazie all'Altissimo, e prendiamo da tal fatto opportuno argomento {47 [447]} onde celebrare la prossima solennità con più d'entusiasmo, ravvivando nel nostro cuore la pietà e la fiducia nella gran Donna d'Oropa, la s. Madre di Dio, per cui mezzo l'Unigenito suo figliuolo e Redentor nostro si compiace ognora di compiere le più splendide maraviglie della sua misericordiosa onnipotenza.

  A004000108 

 Il nostro Dio Sacramentato portavasi sotto baldachino dal padre Giuseppe da Iesi Minore Osservante.

  A004000118 

 Pieno di fede e certamente inspirato così dal Signore, miei figli, disse loro: «Non temete, la festa del nostro gran Patrono s. Giuseppe non è molto lontana.

  A004000134 

 In confermazione di quanto sopra il sacerdote Savio Ascanio, allora viceparoco di Castelnuovo d'Asti, aggiugne quanto segue: La sordità del nostro prevosto era giunta a tal segno, che non udiva più il suono gagliardissimo del campanone.

  A004000140 

 Finalmente giungemmo alla meta del nostro viaggio.

  A004000169 

 12 ), era Nostro desiderio sin dallo scorso settembre parteciparvi un prodigioso avvenimento, con cui Dio volle ancora una volta illustrare il famoso santuario del nostro s. Patriarca in Soriano di Calabria.

  A004000176 

 «Attesa la pressochè generale dispersione dei Religiosi in causa delle attuali vicende, non abbiamo diretta la presente a tutti come sarebbe stato {84 [484]} nostro desiderio, persuasi che la P. V. penserà a farla conoscere ai suoi religiosi.

  A004000180 

 Priva affatto di speranza negli aiuti umanismi sono rivolta al Cielo, alla gran Madre di Dio, che nel nostro paese aveva già concessi straordinarii favori.


don bosco-associazione dei divoti di maria ausiliatrice.html
  A009000044 

 L'augurio e la benedizione del supremo {27 [365]} Gerarca conseguirono il loro effetto e proteggendo la santa Vergine l'opera sua, nello spazio di circa tre anni fu condotta a termine e nel giorno 7 di giugno 1868 con grande solennità era consacrata al divin culto dal nostro veneratissimo arcivescovo di Torino monsignor Alessandro Riccardi.

  A009000054 

 Del nostro pontificato anno vigesimo terzo.

  A009000073 

 Questo nostro decreto col sopradetto ricorso e cogli statuti vogliamo siano riportati nei registri della nostra Curia ed un autentico esemplare ne sia rilasciato all'Oratore.

  A009000087 

 Il nostro diletto figlio Giovanni Bosco, sacerdote torinese, ci espose aver egli in animo, per eccitare ed accrescere la divozione dei fedeli verso la santa Madre di Dio e l'augusto Sacramento dell'Eucarestia, d'instituire colla licenza dell'Ordinario nella chiesa dedicata a Maria SS. Ausiliatrice nella città di Torino, una pia società col nome di Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice, i cui soci abbiano per iscopo principale di promuovere il culto della Immacolata Madre di Dio e dell'augusto Sacramento.

  A009000089 

 Noi adunque molto commendando le salutari e proficue cure del predetto nostro amato figliuolo, affinchè col divino aiuto vie maggiore incremento di giorno in giorno prenda questa Associazione, appoggiati alla misericordia di Dio ed all'autorità de' suoi beati Apostoli Pietro e Paolo a tutti e singoli i fedeli cristiani dell'uno e dell'altro sesso che ora e per l'avvenire verranno inscritti nella pia società che ha nome di Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice, canonicamente eretta nella chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice nella città di Torino, veramente pentiti e confessati e comunicati e che avranno divotamente visitato questa medesima chiesa, {43 [381]} l'oratorio o l'altare della Società, dai primi vespri fino al tramonto del sole, nelle feste della Natività, Circoncisione, Epifania ed Ascensione di N. S. G. C., nella domenica di Pentecoste, nella solennità del SS. Corpo del Signore, e similmente nelle sette principali feste della Immacolata Vergine Madre di Dio, e quivi avranno pregato per la concordia dei Principi cristiani, per l'estirpazione delle eresie, e per l'esaltazione di s. Madre Chiesa, in qualunque dei sopradetti giorni ciò avranno fatto, misericordiosamente concediamo nel Signore plenaria Indulgenza e remissione di tutti i loro peccati.

  A009000093 

 Dato in Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore il giorno 16 marzo 1869, l'anno 23 del nostro pontificato.

  A009000175 

 Se di tal sangue asperso è il nostro cuore.

  A009000238 

 Eterno Padre, vi offro col mio cuore il SS. Sacrifizio del corpo e del sangue di nostro Signor Gesù Cristo, a gloria vostra e di tutta la Chiesa trionfante, pei bisogni dell'anima mia e di tutta a Chiesa militante, in suffragio dei miei parenti defunti e di tutta la Chiesa purgante.

  A009000246 

 Date, o Signore, la pace ai nostri giorni, perchè non vi è altri che per noi combatta se non voi, nostro Dio.

  A009000249 

 Per i meriti di Gesù Cristo, Signore nostro.

  A009000261 

 Questi tesori spirituali poi sono i meriti infiniti di Nostro Signor Gesù Cristo, quelli della SS. Vergine Maria e dei Santi, come appunto professiamo nel Simbolo degli Apostoli allorchè diciamo: {86 [424]} Io credo la Comunione dei Santi.

  A009000274 

 E ciò per preparare il nostro cuore ad accogliere quei favori straordinarii, che la misericordia di Dio ci tiene preparati.

  A009000280 

 Del Nostro Pontificato anno vigesimo secondo.


don bosco-biografia del giovane mazzarello giuseppe.html
  A012000001 

 Prima che io racconti l'entrata del nostro Giuseppe nell'Oratorio di s. Francesco di Sales non sarà discaro al lettore che dia un piccolo cenno della storia di questa casa della quale forse avrà già udito a parlare.


don bosco-biografia del sacerdote giuseppe caffasso.html
  A013000011 

 Sono questi i due pensieri che primi ci corrono alla mente ricordando questo caro {10 [361]} e compianto amico; e questi due pensieri sono eziandio la materia del nostro trattenimento.

  A013000025 

 Il primo catechista di questo nostro oratorio fu Don Caffasso, e ne fu costante promotore e benefattore in vita e dopo morte ancora.

  A013000056 

 Il nostro corpo è insaziabile.

  A013000078 

 Ed ecco il nostro D. Caffasso fare un sorriso... egli manda l'ultimo respiro... L'anima sua con Gesù e con Maria vola a godere la beata eternità.

  A013000079 

 Ma siccome Iddio Santissimo e purissimo trova macchie negli Angeli stessi; così noi adempiendo un dovere di gratitudine e di amicizia offriamo a Dio qualche preghiera, qualche comunione, qualche limosina, qualche opera di carità in suffragio dell'anima del compianto nostro benefattore.

  A013000083 

 Infine la vostra memoria durerà tra di noi, perchè la carità che aveste per noi in terra ci assicura che voi siate nostro protettore presso Dio, ora che siete glorioso in cielo.

  A013000099 

 Questo lugubre apparato, questo maestoso feretro, e più ancora il mesto vostro sembiante mi dicono che il nostro amico tra mortali non è più.

  A013000102 

 Due pensieri, o Signori, vi mossero a venire oggi in questa chiesa; celebrare una religiosa funzione, e udire il racconto {64 [414]} delle virtuose azioni di questo nostro insigne benefattore, dandomi l'onorevole incarico di tenervi apposito ragionamento.

  A013000102 

 Perciocchè dopo considerate ad una ad una le belle virtù del nostro amico defunto conobbi che ciascheduna di esse dimanderebbe lungo ragionamento.

  A013000129 

 Avvenne un giorno che la conversione di un famosa malfattore aveva costato grandi sollecitudini od affanni al nostro D. Caffasso.

  A013000142 

 Talvolta gli fu detto di avere riguardo alla sua sanità e riposare qualche ora di più, ma egli sempre rispondeva: il nostro {95 [445]} riposo sarà in Paradiso.

  A013000144 

 Giunto a questo punto del nostro ragionamento io dovrei cessare di parlare, essendo già assai prolungato il mio dire.

  A013000165 

 Adoriamo, Signori, i decreti di Dio, che ci privò di un tanto padre delle anime nostre; ma in mezzo alle lacrime ed ai sospiri ringraziamo la divina bontà che abbia sublimato un nostro amico a tanta gloria in cielo.

  A013000166 

 E poichè non possiamo più avervi per nostra guida sopra la terra, pregate almeno che ci possiamo mantenere fermi nella fede, oggidì così terribilmente combattuta; pregate che possiamo praticare i santi vostri consigli, seguire i vostri esempi, staccare il nostro cuore dalla terra, vivere nella carità.

  A013000183 

 Voi, che prometteste di mai non abbandonarci in questo nostro esilio, deh! non ritiratevi, non abbandonate chi lottando cogli assalti dell'inferno sta vicino a perire.


don bosco-biografie. confratelli chiamati da dio alla vita eterna nell-anno 1880.html
  A014000002 

 Nell'anno 1861-62 il nostro caro Superiore D. Bosco, invitato dalla Curia Arcivescovile di Torino, riapriva il Collegio di Giaveno, che da qualche tempo erasi dovuto chiudere per mancanza assoluta di allievi.

  A014000011 

 Il nostro Superiore lo teneva per un giovane che non conoscesse peccato.

  A014000013 

 Avrebbe desiderato rivedere il nostro carissimo Superiore D. Bosco, e ne fece volentieri un sacrifizio, quando seppe che doveva differire la sua venuta.

  A014000017 

 Col crescere negli anni il nostro Antonio andò ognor crescendo nel timor di Dio, nella pietà, nella modestia, nell'esercizio della preghiera, nella divozione a Gesù Sacramentato, a Maria SS., a S. Giuseppe, all'Angelo Custode ed alle anime del Purgatorio, nella frequenza alla chiesa ed ai SS. Sacramenti, e in tutte quelle opere che dimostrano un'anima timorata del Signore.

  A014000018 

 Siccome lo zelantissimo Parroco aveva introdotto parecchie divozioni speciali, come il mese di Maria, del Sacro Cuore di Gesù e simili, il nostro Giuliano tuttochè.

  A014000030 

 Io penso che come S. Stanislao, aveva in quei giorni chiesto al Signore la grazia di ritrovarsi in paradiso ed esser con Maria nel dì della sua assunzione, pur anche il nostro Giuliano abbia rivolto al Signore consimil preghiera di passar da questa all'altra vita, in questi giorni rivestito come si vedea della innocenza battesimale.

  A014000036 

 Questo passo esigeva seria preparazione, ed il nostro Giuseppe vi si accinse colla più esemplare serietà.

  A014000037 

 {19 [23]} Nell'autunno dell'anno scolastico 1878-79 venne traslocato ad Alassio in qualità di maestro di 3 a ginnasiale in quel nostro Collegio.

  A014000048 

 Il nostro Giuseppe nella sera del 6 di Settembre 1880 erasi posto a letto non aggravato di più del {22 [26]} consueto e tranquillo accennava a dormire.

  A014000050 

 Quest'ultima consolazione in un caso di morte così repentina non è forse dovuto al distacco che il Galvagno s'aveva imposto dalla famiglia sua? Il Signore misericordioso che è padrone della vita e della morte ha forse appunto così disposto per ammaestramento nostro.

  A014000051 

 Buon per il nostro Giuseppe che preferito il Collegio alla casa paterna potè approfittare di quest'ultima grazia che certamente gli sarebbe mancata fra le braccia de' suoi.

  A014000052 

 La mamma nel vederselo venir su obbediente ed affezionato fin dai primi anni, ne concepì care speranze, quindi pose ogni studio nel tenerlo lontano dà quanto potesse guastargli la mente ed il cuore; cosicchè il nostro Giovannino era nella casa paterna il gioiello più caro della famiglia.

  A014000053 

 Compiute le classi inferiori nelle scuole del paese, venne dai suoi inviato al nostro Collegio d'Alassio.

  A014000062 

 Ad ottenere sì fatto risultato contribuì in massima parte il forte proposito da lui concepito di voler ad ogni costo salvarsi l'anima, memore del detto del Salvator nostro Gesù, che chi vuol essere suo discepolo, deve lasciare padre, madre, fratelli e congiunti, e preferire il distacco dai suoi, agli agi e delizie della famiglia.

  A014000066 

 Il nostro Fabrici gioì nel vedersi di nuovo in compagnia di coloro che lo avevano guidato nel corso ginnasiale, ed in poco tempo si rimise in forze tanto da poter ripigliare i suoi lavori.

  A014000068 

 Coll'avvicinarsi del Luglio 1880, si appressava l'epoca degli esami, ed il nostro Fabrici raddoppiava gli sforzi per veder coronato il suo intento di buon successo.

  A014000068 

 Già aveva subito lodevolmente i primi esami per iscritto, non che quelli del primo gruppo dei verbali, quando affranto dagli eccessivi calori e dal riacerbarsi della prima sua malattia venne sorpreso da altro improvviso malore, con acuti spasimi alle viscere, che l'obbligarono a cedere e porsi in letto nel nostro Ospizio di S. Pier d'Arena.

  A014000070 

 A meglio riaversi fu consiglio dei medici di fargli respirare arie più fresche e più salubri, per cui lasciato S. Pier d'Arena si portò al nostro Collegio di Lanzo, ai piedi delle Alpi.

  A014000072 

 Quando nessuno se lo aspettava, anzi quando appunto il nostro chierico faceva calcoli sul giorno di far ritorno nella nostra casa non sembrandogli vero di dovere si a lungo star lontano dai suoi superiori e compagni, nella notte fra l'otto ed il nove Settembre, essendosi ripetuto l'attacco che lo aveva improvvisamente assalito a S. Pier d'Arena con atroci spasimi alle viscere, accompagnato da violenti vomiti, quasi repentinamente {28 [32]} spirava la bella anima sua fra le braccia dei suoi genitori.

  A014000074 

 Tutto fa sperare che il Signore lo abbia già accolto fra le sue braccia in cielo, e mentre la sua vita esemplare ci può servire da modello, la sua morte troppo repentina, ci ha da ricordare, ch'essa non la perdona a età, e che nessuno è dispensato dal mettere in pratica il grande avviso che ci lasciò nel Vangelo lo stesso nostro Redentore: Estote parati, quia qua hora non putatis filius hominis veniet.


don bosco-biografie 1881.html
  A015000007 

 Nel mattino del 27 Marzo dell'anno 1881 moriva nell'Oratorio di S. Francesco di Sales in Torino un bravo nostro coadiutore, Rossi Giuseppe del luogo di Cermenate, Provincia di Como, figlio di Carlo Rossi e di Costanza Bianchi.

  A015000010 

 Ebbene il nostro bravo coadiutore seppe in sè riunire e l'amor di Maria pel buon Gesù e ia operosità di Marta nei lavori manuali a servizio di Gesù, nella persona de' suoi figli nella Congregazione nostra.

  A015000024 

 La sorte d'aver al letto di morte l'assistenza del nostro Superiore è per noi Salesiani tale una grazia, che ci dà prova della tenerezza d'amore con che il Signore doveva prediligere quell'anima bella, da farci arguire che bella pur molto debba essere stata la vita che precedette tal morte.

  A015000024 

 Questo solo cenno ci dà fidanza a credere, che piena di buone opere sia stata la vita di questo nostro confratello.

  A015000029 

 I parenti del nostro Albano avendone osservati i progressi, e vedendolo abilitato a trarre vantaggio dal suo proprio personale, ebbero pensiero d'utilizzarlo a prò della famiglia; e perciò offuscati da particolare interesse si opposero alla sua entrata in religione.

  A015000029 

 Pur finalmente coll'aiuto del Signore la vinse, ed accettandolo il nostro Superiore e padre nel numero de' suoi figli, ebbe la sorte di prestare nelle sue mani i voti perpetui nell'anno 1875.

  A015000030 

 Per tal guisa salesiano, sacerdote ed insignito delle qualità di maestro e {13 [399]} professore in diversi rami d'insegnamento, erasi fatto capace di rendere alla Congregazione che lo aveva accolto, quei servigi che il nostro Superiore aspetta dai figli suoi a vantaggio spirituale e temporale dei poveri giovani a lui affidati dal Signore.

  A015000032 

 Dopo alcuni anni venne traslocato ad Alassio nel nostro collegio, ed ivi occupò le cattedre di storia, di greco e di 3 a ginnasiale.

  A015000034 

 Da Alassio, ove si trovava, passato a Verolengo co' suoi parenti, non riesci a ristabilirsi; perlocchè desideroso di trovarsi presso il nostro Padre D. Bosco si restituì nella casa di S. Francesco di Sales, ossia nell'Oratorio di Torino.

  A015000036 

 Il nostro Albano fa sempre giovane buono, chierico migliore, ottimo sacerdote.

  A015000051 

 Il suo confratello e collega nella direzione della casa di Cremona parlando della pazienza e rassegnazione nelle varie vicende ch'ebbe ad incontrare il nostro D. Chicco, massime nel primo anno del suo ufficio di Direttore, esce in queste parole: Io ne fui buon testimonio per quasi un anno e mezzo, e troppe cose potrei dire a prova di ciò; ma mi basta poter attestare a lode del caro D. Chicco, che se anche qualche volta lo trovai abbattuto e quasi prostrato dalla tribolazione, era cosa del momento, perchè ricorrendo a Maria sapeva ben presto rialzarsi, e scambiare {23 [409]} quasi ad un tratto il gemito dell'afflizione col canto dell'allegrezza.

  A015000054 

 È ben vero che charitas patiens est, ma ciò non toglie che le trafitture delle spine della tribolazione non venissero a crudelmente straziare il cuore del nostro amico, massime allora quando può andarvi di mezzo un maggior bene pel prossimo, che si sarebbe sperato di potere altrimenti ottenere.

  A015000056 

 Prima di morire ebbe la consolazione di avere l'assistenza d'un suo Superiore e di essere stato visitato dallo stesso D. Bosco, che partito da Torino, venne a confortarlo a Cremona d'un ultimo abbraccio; visita assai preziosa, che valse a prepararlo al sacrificio della vita che già tutta era stata consecrata al nostro buon Dio.

  A015000057 

 Il nostro caro D. Stefano non è più; egli se ne volò al cielo stanotte alle ore 11, 35 (era la sera dell'ottava della Natività di Maria SS.).

  A015000058 

 Circa le 9 pomeridiane si allontanava l'ottimo nostro Vicario che era venuto a visitarlo, e nel partire mi esternò il forte timore che non dovesse passare la notte; e così fu pur troppo.

  A015000058 

 Verso le ore 10, il nostro caro D. Stefano veniva assalito da violento affanno, foriero della prossima morte.

  A015000059 

 Così moriva il nostro amato confratello; così possiamo noi tutti imitarlo nelle sue virtù; così possa dirsi di noi come nella loro infantile apprezzazione dicevano di lui i buoni ragazzi dell'oratorio di Cremona ai quali avea fatto da Padre: - Il nostro Direttore per le sue belle virtù andò dritto al cielo; e di là prega per noi! {26 [412]}.

  A015000060 

 Oh cara Congregazione, che arricchisci coi meriti dell'Apostolato non soltanto i dedicati al ministero sacerdotale, che recano colla predicazione l'Evangelio nelle più remote contrade, ma quei laici eziandio che vi prendono parte comechesia, anche meno direttamente, coll'aiuto che possono prestare a questi operai della vigna del Signore! Tale si fu il nostro confratello coadiutore Domenico Zana.

  A015000062 

 Ma il Signore che tiene preparate molte mansioni, e che vuol farci vedere come molte siano altresì le vie che vi conducono, aveva stabilito che il nostro Domenico vi salisse per mezzo di un più umile lavoro.

  A015000064 

 Il nostro Domenico con tutta calma lo richiese di poter ricevere il buon Gesù Sacramentato, ed ove d'uopo, gli estremi conforti di religione, che sentendosi a mancare voleva premunirsi contro gli assalti che gli potesse dare il nemico infernale negli ultimi istanti del viver suo.


don bosco-biografie dei salesiani defunti negli anni 1883 e 1884.html
  A016000002 

 Forse avevano un carattere non tanto perverso come il nostro? Ma noi sappiamo che varii ebbero da natura carattere ed inclinazioni più perverse che noi.

  A016000003 

 Anche impariamo a rassegnarci facilmente quando vediamo qualcuno dei nostri confratelli chiamato da Dio all'eternità, specialmente quando fosse, come molte volte avviene, dei migliori: pensiamo che il Signore ce li toglie dalla vita corporea per darceli quali esemplari in terra perchè conoscendo meglio le loro virtù, che essi vivendo, per umiltà tenevano celate, ci servano a guida del nostro operare; e per darceli ancora protettori in cielo nei difficili tempi e nelle difficili prove per cui passa la nostra Congregazione.

  A016000006 

 Egli, come da giovanetto formò per la sua {1 [9]} bontà l'ammirazione della famiglia e del paese che lo vedeva crescere, così successivamente venne a formare l'ammirazione del nostro Ospizio di San Pier d'Arena, dove dimorò due anni come alunno, poi dell'Oratorio di S. Francesco di Sales, dove, prima come alunno, poi come chierico, passò altri tre anni, i più splendidi della sua vita; ed, in seguito, del Collegio di Lanzo, dove ebbe appena tempo a farsi conoscere, essendosi il gran piacere d'averne fatta la conoscenza ben presto cambiato in doppio rammarico per averlo tanto prematuramente a perdere.

  A016000010 

 Quivi il nostro Giovanni Battista passò gli anni della sua fanciullezza.

  A016000013 

 Ad Arenzano il nostro Giovanni passava la sua vita, qual'altro Samuello, alla custodia del tempio, e mentre serviva lo zio in quei lavori domestici che erano adatti all'età sua, faceva pure come da sacrestano e serviva le messe.

  A016000015 

 Sparse specialmente gran fama di lui una buona religiosa che abitava in faccia alla canonica; la quale, senza che il nostro giovinetto se ne accorgesse mai, lo vide molte volte nella sua cameretta prostrato colla faccia fino a terra davanti all'immagine di Maria SS. e di Gesù Crocifisso.

  A016000016 

 Ecco in che modo il direttore che allora reggeva quel collegio, testifica sulla condotta colà tenuta dal nostro Arata.

  A016000022 

 Il nostro Arata, dimenticando la pochezza delle sue forze, la stanchezza prodottagli dal lungo cammino già fatto, il digiuno perfetto in cui era, poichè voleva far la sua S. Comunione al Santuario, ricordandosi solo della carità che in cuore tanto lo animava, si toglie in collo il compagno, se lo adagia alla meglio, e su se lo porta per tutto il tratto che ancora lo divideva dal Santuario, sebbene il cammino fosse ancora assai ben lungo.

  A016000023 

 Il compagno riesce ad entrare furtivamente, perchè gli occhi del portinaio caddero incontanente sull'involto; ed ecco il nostro Giovanni solo, col corpo del delitto in mano, in presenza dell'usciere, il quale, come è naturale, lo rimprovera aspramente: gli prende il pacco e trascina lui al direttore.

  A016000023 

 In quell'istante medesimo il nostro buon Giovanni usciva di Chiesa, dove si era più a lungo fermato a pregare; vede il compagno, e s'accorge che vuol fuggire: capisce d'altronde che quell'involto contiene roba non sua: sa che lo sventurato fuggiasco, monello come era ed orfano, senza avere alcuno che pensi a lui, con questa fuga sarebbe certamente andato contro ad irreparabile rovina; solo la prigione sarebbe d'allora in poi la sua dimora.

  A016000024 

 Questi ed altri fatti facevano risplendere sempre maggiormente la buona condotta ed impegno nel bene del nostro Arata e per ciò gli guadagnarono l'intera confidenza dei superiori, i quali di lui si servirono più volte nella delicata assistenza degli altri giovani.

  A016000030 

 Per lo più all'uscire di refettorio, di scuola e di studio vedendosi attorniato da molti compagni sorrideva loro ed in bel modo li invitava dicendo: Andiamo a dire qualche cosa al nostro Gesù che nel SS. Sacramento ci sta aspettando, poi usciremo di nuovo a fare la nostra ricreazione: ed avutili a sè in bel modo s'incamminava in chiesa.

  A016000033 

 Un solo non si vide a porgere la mano: era il nostro Giovanni.

  A016000052 

 Dissi essere questo effetto della preghiera, poiche, {25 [33]} se lo spirito d'orazione nel nostro Giovanni era già grande, e direi continuo, più grande lo fu in questi esercizi nei quali pareva proprio non potersi staccare dalla Chiesa non solo di giorno ma neppure di notte.

  A016000055 

 Il nostro, fin da fanciullo ne riconobbe il pregio.

  A016000055 

 La santità, noi diremo con S. Filippo e con S. Francesco di Sales, non è vero che consista in cose tanto difficili e straordinarie, in modo che pochi possano trovarsi in circostanze da poter arrivare a questo grado; no: essa consiste nel far bene tutte le cose che si hanno a fare; ma a chi poi credesse con piccoli sforzi e con momentaneo proponimento poter pervenire a quella meta, noi lo negheremmo affatto; e basta a provarlo la costanza straordinaria che ha dovuto avere il nostro Giovanni, della santità così desideroso, eppure sempre instancabile ne' suoi sforzi.

  A016000060 

 Così mi pare che accadrebbe ad litteram se tal cosa si facesse del Giovanni nostro; nè io pure saprei che appuntargli.

  A016000067 

 Conservossi costante nel nostro Giovanni la bramosia di lavorare alla maggior gloria di Dio; nè mai avvenne che venendogli offerto nuovo incarico, se le forze sue il permettevano, il rifiutasse: chè anzi preveniva il desiderio dei Superiori, ed accoravasi quando per riguardi alla sua persona glielo si negava.

  A016000070 

 Poichè, come potè mai il nostro Giovanni ottenere tanti buoni frutti in cose così difficili e superiori all'età sua, egli per certo non essendo di un'abilità straordinaria, non avendo speciali doni di natura, non imponente la sua presenza, non affascinante la sua scienza? Il segreto di cui si serviva per ottenere tanti buoni frutti non è da rintracciarsi nel novero delle cose umane.

  A016000071 

 Era passato poco più che un anno, dacchè il nostro Giovanni con tanto zelo si occupava nell'assistenza degli artigiani; quando il direttore del collegio di Lanzo, sentendo il bisogno di avere un buon maestro per la prima classe elementare, si rivolse direttamente al Superiore della Congregazione per averne uno che corrispondesse al gran bisogno che ne aveva.

  A016000071 

 La qual cosa appuntino con gran profitto faceva il nostro Giovanni.

  A016000075 

 Un fatto degno di osservazione, e che dimostra come la pietà del nostro Giovanni e il suo atteggiamento in Chiesa servisse di predica, è il seguente.

  A016000078 

 Stiamo {46 [54]} persuasi che se grande come il suo sarà il nostro impegno per progredire nelle virtù, tranquilla come la sua sarà la nostra morte; e, quel che è più, noi potremo un giorno, come giova sperare per tutti, in compagnia sua godere gli eterni ineffabili gaudii del Paradiso.

  A016000080 

 Ci duole, sì, il perdere un confratello, ma pure il nostro dolore viene addolcito dalla fiducia di aver un santo in Cielo e di poterlo raggiungere ancor noi nell'acquisto del premio, che al par delle sue ci meriteranno le nostre fatiche.

  A016000082 

 Era assiduo alla Chiesa, pigliava gusto nell'assistere alle sacre funzioni, ed in cuore diceva spesso: con quanto piacere mi farei anch'io sacerdote! Pareva che ciò non dovesse accadere; poichè, e per la povertà della famiglia, e per la mancanza di benefattori, non ostante il buon desiderio di tutti, gli anni passavano, e pel nostro aspirante al santuario non v'era mai nulla di nuovo.

  A016000082 

 Giunto che fu alle classi superiori, ocorrendo un Maestro per le scuole dei giovanetti esterni, allora frequentatissime, fu scelto per tale incarico il nostro Giuseppe, come quello che per l'età e per gli studii fatti e per altre eccellenti doti che concorrono a formare un buon maestro sembrava a ciò attissimo.

  A016000082 

 Il progetto piacque, ed ecco dopo poco tempo il nostro Giuseppe venir annoverato fra gli alunni nostri di Torino.

  A016000087 

 La pieghevolezza della mente nostra ai voleri dei Superiori e il lavoro assiduo in mezzo ai giovani, virtù che rifulsero cotanto nel nostro D. Giuseppe, siano anche le virtù nostre e saremo contenti in fin di vita.

  A016000101 

 Tra le prime cose che ebbe a cuore d'imparare il nostro Vincenzino, appena seppe a leggere, furono le parole della S. Messa.

  A016000103 

 Conosciuto che ebbe il nostro Vincenzo, lo fece oggetto delle sue sollecitudini.

  A016000103 

 Il nostro Vincenzo fu uno di questi benedetti dal cielo.

  A016000104 

 Ma come? e quando? Il buon coadiutore gli fece riprendere gli studii nelle ore libere dal lavoro, e finalmente, piacendo a Dio, lo avviò al nostro Oratorio di Torino.

  A016000105 

 Il nostro Vincenzo toccava allora il 21° anno di età.

  A016000114 

 Come mai può Iddio dimenticare anime siffatte e non ricolmarle di grazie? Tale fu del nostro Vincenzo.

  A016000115 

 Due giorni dopo il suo paese natio era tutto composto a festa, e parenti e amici e conoscenti del nostro D. Vincenzo accorrevano alla Chiesa parrocchiale per assistere alla Messa del prete novello.

  A016000118 

 Non meno affettuosa fu la festa che in occasione della sua Messa novella si fece nel nostro Oratorio.

  A016000119 

 Pareva che il nostro D. Vincenzo, fatto finalmente sacerdote, dovesse gustare a lungo le dolcezze del nuovo stato a cui era giunto: invece un anno e pochi mesi dopo la prima sua Messa doveva abbandonarci per salire al Cielo.

  A016000137 

 Fu messo assistente degli studenti prima, poscia {69 [77]} degli artigiani, ma al volere mancò la possa, ed ecco che il nostro Giovanni dovette ben presto lasciar ogni cosa e mettersi nuovamente sotto cura - Egli che non poteva resistere di stare inoperoso in mezzo a' confratelli oppressi dal lavoro, temendo di riuscire di troppo aggravio alla Congregazione avrebbe voluto ritirarsi in casa dello zio; ma rassicurato da' Superiori si rassegnò al volere divino, pronto a fare quanto si chiedesse da lui.

  A016000139 

 Siccome però non furono trovati sufficienti gli studii fatti al paese nativo per entrare in ginnasio si mandò un anno nel nostro Collegio di S. Filippo in Lanzo e l'anno seguente poi incominciò all'Oratorio la prima ginnasiale.

  A016000142 

 Se già fino a questo punto fu buona la condotta del nostro Salvatore, dopo, essa diventò ottima e proprio esemplare.

  A016000152 

 Il giovane chierico Francesco Zappelli, che il dì dell'Immacolata, 1883, dal collegio di Alassio volava al cielo per festeggiare la Madre Santissima da lui tanto amata quaggiù in terra, praticò in tutta la sua vita tali e tante virtù, che giova non lasciarle cadere inosservate; ma anzi raccoglierle studiosamente, potendo esse tornare a nostro incoraggiamento ed a nostro esempio.

  A016000155 

 Il punto sul quale ben di sovente anche i giovani buoni danno fastidii ai loro parenti si è o per alterchi che van facendo coi fratelli e compagni o per negligenza nei doveri di studio ma anche in ciò il nostro carissimo Confratello fu sempre esemplare.

  A016000157 

 Fra i confratelli del SS. Sacramento i più esemplari si scelgono per far corona in veste talare e cotta all'altare nelle più solenni funzioni che si celebrano nel santuario di Maria SS. Ausiliatrice: di questi era pure il nostro Francesco, ed era bello il vedere l'impegno col quale cercava di ben apprendere e compire le sacre cerimonie, sebbene ne avesse poca naturale attitudine.

  A016000162 

 L'anno di 5 a ginnasiale, sia per l'ingegno già un po' più sviluppato, sia per l'età che va crescendo, riesce assai volte di dissipazione ai giovani ed a varii anche di indietreggiamento nella via della pietà e ben anche di rovina; ma non fu così pel nostro Francesco, il quale anzi andò sempre progredendo e più che mai cercava di dare a questo o a quello dei compagni quei buoni suggerimenti che gli {86 [94]} si porgevano opportuni.

  A016000166 

 Per invitare a preghiera gli erano famigliari queste parole: Come il nostro corpo ha bisogno del cibo materiale per sostenersi, così l'anima ha bisogno d'essere nutrita coll'alimento dei Sacramenti e della preghiera.

  A016000169 

 Vorrei in modo particolare che tutti imitassimo questo nostro confratello nell'esattezza che pose ognora nell'adempire i proprii doveri.

  A016000177 

 Ora ci sia ancor lecito in forma quasi di appendice recare qui due documenti: il primo è una piccola orazione funebre che un suo antico compagno di scuola, quando Francesco era ancor a suo paese, disse in presenza degli altri suoi compagni, la quale ci fa vedere in quanta venerazione fosse sempre stato tra loro; il secondo è una lettera del suo ultimo direttore indirizzata al signor D. Bosco dove si racconta d'una grazia straordinaria ottenuta dal Sacro Cuore di Gesù per intercessione del nostro Zappelli, lettera già pubblicata nel Bollettino Salesiano del Gennaio 1884.

  A016000178 

 « Il mesto rito che oggi per sentimento di cristiana pietà, si celebra in questo tempio, le nere gramaglie che velano questo feretro, i flebili rintocchi dei sacri bronzi, che lenti lenti sento echeggiare nell'aere, e che dolorosi scendono nel mio cuore, mi ricordano questa mattina, diletti {99 [107]} miei compagni, la repente ed immatura morte del nostro compagno ed ottimo giovine Francesco Zappelli.

  A016000179 

 Una lagrima di tenera compassione spunti sul nostro ciglio a significare il profondo dolore che sentiamo per tanta perdita: si sciolga, si sciolga affettuosa una prece a suffragio dell'anima del nostro più caro, affettuoso amico e collega.

  A016000179 

 È bensì vero che non ostante i motivi che abbiamo di rallegrarci alla sorte beata che ha già raggiunto, sul momento non ci è possibile marginare la cruda ferita che tuttora viva e sanguinosa abbiam nel nostro cuore, ma se non possiamo marginarla rendiamola meno sanguinolenta con una vera rassegnazione.

  A016000180 

 Ah triste pensiero! poichè finì i suoi giorni in una età così verde, in quel che tutto intorno gli sorridea, lontano dal suo paese diletto, senza il conforto della cara e desolata genitrice di cui formava con l'esemplarità della vita la più grande consolazione; senza vedere i suoi cari fratelli e le dilette sorelle che egli amava cotanto ci sentiamo {100 [108]} presi da sì acerbo dolore che non possiamo a meno di non rompere nelle più amare lagrime e pieni di angoscia esclamare: Ahi morte, morte! perchè hai tolto alla Chiesa così belle speranze? Perchè alla dolente famiglia la sua consolazione? Perchè a noi il nostro modello? Ora però a che valgono questi lamenti se è stata questa la volontà di un Dio a cui il solo pensier di resistere è grave offesa? Tutto che egli opera è per il nostro meglio: sì: Iddio nella sua infinita sapienza ha voluto togliere dai pericoli, inganni e lusinghe di un mondo traditore l'ornatissimo giovanetto Francesco Zappelli, lo ha chiamato a sè per meritamente retribuirlo delle sue virtù.

  A016000183 

 Ella ricorderà l'ultima mia lettera di pochi giorni sono, con cui le significava la malattia gravissima d'un egregio nostro alunno, certo Gentile Giulio da Tortorici, il dolore immenso che io ne sentiva, e come la guarigione sua la si attendesse solo da un miracolo del S. Cuore di Gesù per l'intercessione di quel caro nostro angelo, del chierico Zappelli, che il dì dell'Immacolata Concezione volava a far la festa di Maria in Paradiso.

  A016000185 

 Mi viene allora alla mente che nella camera vicina era spirato undici giorni innanzi il nostro chierico Zappelli.

  A016000190 

 Da fanciullo frequentò le scuole in compagnia di Giacomo Vigliocco, il quale fu poi nostro confratello professo e con lui s'unì in amicizia speciale.

  A016000197 

 L'ultimo di gennaio 1884, venuto ammalato il nostro caro padre e fondator D. Bosco e proponendosi ciascuno preghiere e sacrifizi speciali per ottener da Dio la grazia della sua guarigione, Gamerro offerì coraggiosamente la sua vita stessa a Dio con umile e sincera domanda al Signore d'essere esaudito.

  A016000222 

 Chi mai potè consolar gli ultimi giorni del nostro caro Luigi? Io credo dall'esposto non si possa dubitare ch'egli fu consolato miracolosamente da quella buona Mamma nostra celeste; poichè colui che l'ama e che non ha solo amor di parole, ma che è pronto aggiungervi il sacrifizio, oh costui è certo d'aver la sua protezione in vita e specialmente in punto di morte.

  A016000224 

 Una sua zia, donna di molta pietà, si prese presto cura della sua educazione, lo raccomandò insieme ad un altro suo fratello alla direzione del nostro Ospizio di S. Pier d'Arena; dove fu accettato non avendo compiuti ancora i 9 anni.

  A016000230 

 Il nostro buon Lorenzo, fedele ai suoi propositi ed alla grazia del Signore, risoluto di farsi santo, si diede con tale slancio all'adempimento di tutti i suoi doveri che fino dai primi giorni divenne l'ammirazione non solamente de' suoi compagni di scuola e de' suoi maestri, i quali lo proponevano agli altri per modello, ma di tutti i Superiori, i quali ringraziavano il Signore che aveva fatto questo bel regalo alla Congregazione Salesiana.

  A016000232 

 Non meno che la modestia si distingueva nel nostro Lorenzo la sua grande carità verso dei compagni.

  A016000232 

 Per tutte queste sue buone qualità s'acquistò grandissima stima e venerazione da' suoi compagni; ed uno di questi manifestò al Superiore come durante la malattia del nostro caro Lorenzo (malattia che il condusse a morte) aveva al Signore offerta la sua vita perchè volesse conservar quella dell'amato compagno.

  A016000235 

 Ma era appena incominciato l'anno scolastico 1883-84 quando si manifestò nel nostro caro Lorenzo una piccola tosse.

  A016000237 

 Nel febbraio, per consiglio del medico, fu mandato nel nostro collegio di Alassio.


don bosco-biografie dei salesiani defunti nel 1882.html
  A017000007 

 Il Conte Luigi Francesco, padre del nostro Don Carlo, in qualità di Capitano del reggimento di Nizza, negli anni 1794-95-96, segnalossi nella guerra del Piemonte contro i Francesi.

  A017000009 

 Intanto il nostro Contino applicatosi agli studii e dedicatosi alla giurisprudenza fece mirabili progressi, ed ottenne nella medesima la laurea dottorale nel 1836.

  A017000014 

 Non meno che l'illustre suo genitore, il nostro Conte fu sempre carissimo al suo Sovrano e alla reale famiglia.

  A017000020 

 Guidato dalla più viva fede il nostro compianto D. Carlo Cays, nell'abbracciare l'Istituto dei Salesiani, non intendeva tanto di fare un regalo di se stesso al Signore, quanto di ricevere da Lui una grazia, della quale nella sua umiltà reputavasi indegno.

  A017000027 

 Siccome i giovani, che facevano prova per essere definitivamente ascritti alla pia Società Salesiana, mangiavano in un refettorio a parte, così il nostro conte dopo alcuni giorni abbandonò la compagnia di D, Bosco, che gli era carissima, e andò ad unirsi con essi per tutto il tempo richiesto, dando così un grande esempio di mortificazione, di umiltà e di perfetta osservanza.

  A017000036 

 Tra le altre ivi si leggevano queste parole: « A maggior gloria di Dio e ad edificazione dei Cattolici, ci sembra giunto il momento opportuno di annunziare un prezioso acquisto, che ha fatto il nostro clero nella persona del Conte Carlo Cays di Giletta e di Casellette.

  A017000037 

 Non essendo nostro cômpito di porgere qui una {24 [138]} compiuta biografia, noteremo solo la data degli Ordini ricevuti da questo nostro compianto Confratello.

  A017000039 

 Cinto il capo della Sacerdotale corona, il nostro {25 [139]} D. Carlo gustava ogni mattina all'altare un saggio di Paradiso, anticipato.

  A017000041 

 Ma se il nostro D. Carlo non potè essere Missionario in America, esercitò per altro molto fruttuosamente il sacro suo Ministero in Italia ed in Francia.

  A017000045 

 » - Trovandosi il Parroco da molto tempo infermo di paralisia, il nostro D. Carlo fu in vero per quella popolazione una provvidenza del Cielo.

  A017000046 

 Chi sa quanti altri avranno fatto altrettanto, non conosciuti che da Dio solo! Era per altro cosa singolare! Il nostro D. Carlo e per lo studio fatto, e per la conoscenza del cuore umano riusciva un eccellente maestro di spirito; e malgrado di ciò, la sua umiltà lo teneva ognora in angustia pel timore di non far bene.

  A017000046 

 Era già da qualche tempo che il nostro Confratello esercitava l'ufficio di Direttore nella Casa di Challonges, quando con grande suo rammarico si {30 [144]} vide come soldato posto fuori del campo di battaglia.

  A017000048 

 Da circa un anno il nostro D. Carlo Cays era travagliato da inappetenza, e talvolta pure da insonnia per buona parte della notte, indizio che il suo corpo si andava indebolendo e come disfacendosi, per lasciare libera di volare a Dio la bell'anima, che quale prigioniera lo abitava.

  A017000050 

 Nel mese di Maggio, appena seppe dell'arrivo di D. Bosco in Torino il nostro D. Carlo ritornò all'Oratorio, riprese le consuete occupazioni, quantunque poco vantaggio avesse ottenuto nella sua permanenza in famiglia.

  A017000055 

 Erano le prime ore del 30 Settembre, festa del massimo Dottore S. Gerolamo, e nella cameretta del nostro Conte parve rinnovarsi il dolce spettacolo della Comunione di quel gran Santo.

  A017000059 

 Questo avveniva al Sabato, giorno in particolar modo dedicato alla Vergine SS., di cui il nostro D. Carlo era divotissimo.

  A017000074 

 Nella morte del nostro D. Carlo Cays si videro pienamente avverate le parole della S. Scrittura intorno alla morte dei giusti: Iustorum animae in manu Dei sunt et non tanget illos tormentum mortis; giacchè egli morì senza spasimi, senza dolore, anzi in faccia alla morte egli non solo non ne provò spavento, ma ne gustò dolce contentezza, riguardandola come mezzo per unirsi inseparabilmente a Gesù Cristo e alla carissima sua Mamma {45 [159]} Maria, com'egli con infantile tenerezza soleva chiamare la Regina del Cielo.

  A017000076 

 Oh! faccia il Signore che il nostro ultimo giorno ed il nostro passaggio all'altra vita si assomigli a quello del nostro diletto Don Carlo Cays.

  A017000081 

 Accettato, si recò nel nostro Liceo di Alassio.

  A017000088 

 La sua malferma salute gli somministrava continue opportunità di esercitar la pazienza, ed accettava con lieto animo queste pene per amore di quel Gesù che tanto volle patire per nostro amore.

  A017000093 

 Si preparò tanto bene che, quando nella camera vide il nostro Sacramentato Gesù, raccogliendo le poche forze che gli rimanevano, avrebbe voluto sedersi almeno sul letto.

  A017000093 

 Verso le undici di notte, il caro nostro D. Caraglio, accortosi che la morte stava omai per separare l'anima sua dal corpo, potè chiamare i confratelli {51 [165]} che stavano dappresso al suo letto, e loro stringendo la mano diceva: Ci rivedremo in Paradiso....

  A017000094 

 Per tal modo partivasi da questa valle di lagrime il carissimo nostro confratello, D. Caraglio, colla tranquillità e colla calma di chi nulla avendo più a fare in terra, s'incammina al Cielo.

  A017000096 

 La consolazione che provò allora il nostro D. Amerio fu il principio di quelle pure gioie celesti, {52 [166]} onde trasse poi sempre conforto il suo cuore, che così poche consolazioni doveva trovare dalla terra.

  A017000097 

 Eravi tra quei giovani caritatevoli il nostro D. Amerio, il quale, dopo fatta la sua offerta, si incamminava più contento a spendere forse in qualche ricordo per la mamma quel denaro che gli restava.

  A017000097 

 I suoi condiscepoli della quinta Ginnasiale ricordano ancora con commozione un fatto, del quale furono testemoni quell'anno, e che resterà bella prova del buon cuore di questo nostro compianto confratello ed amico.

  A017000099 

 Tali propositi, che uditi spesso a ripetere sembrano facili e comuni, ma non sempre pratichiamo, furono invece osservati scrupolosamente in ogni tempo del nostro D. Amerio.

  A017000112 

 Travagliato da lento malore al petto con infinite noie e dolori, pure fu sempre di un carattere gioviale, sempre contento, sicchè per le piacevoli facezie, le arguzie festose e l'amena sua conversazione, la compagnia del nostro Luigi era per tutti gratissima, da tutti ricercata.


don bosco-breve ragguaglio.html
  A021000010 

 Cionondimeno desiderosi di dare un segno di stima e di filiale venerazione verso il Capo della Cattolica Religione, verso il comun nostro Padre il successore di S. Pietro, il Vicario di Gesù Cristo abbiamo fatto i nostri sforzi: abbiamo unito l'obolo del povero.

  A021000013 

 Ci protestiamo affezionatissimi figli: e malgrado gli sforzi dei malevoli per allontanarci dalla unità cattolica, noi riconoscendo nella santità vostra il successore di S. Pietro, il Vicario di G. Cristo, a cui chi non è unito va eternamente perduto, e nell'intima persuasione che niuno da Voi disgiunto può appartenere alla vera {6 [98]} Chiesa, dichiariamo di voler vivere e morire sempre uniti a questa Chiesa di cui voi siete capo, offrendoci pronti a spendere ogni nostro avere, ogni sostanza e la vita medesima per mostrarci degni figli di un sì tenero Padre.

  A021000014 

 Voi intanto, o Signori, gradite queste semplici sì ma sincere espressioni del nostro cuore, e la grande vostra bontà supplisca all'insufficienza nostra.

  A021000042 

 Che poi il successore del principe dogli Apostoli, il Capo della Cattolica Religione, il Vicario di G. Cristo dal mezzo delle molteplici curo, cui deve attendere nol reggere o governare l'universo mondo cattolico, rivolga un pensiero verso di noi poveri artigianali, questa, ah si! questa è degnazione sì grande che ci rende altamente confusi, e nella nostra umiliazione solo siamo capaci di parlare cogli affetti della gratitudine del nostro cuore.

  A021000043 

 Ma se mai nella pochezza nostra potessimo far giugnere lo nostre parole all'orecchio di sì buon Padre, coraggiosi {17 [109]} vorremmo dare uno sfogo al nostro cuore con dire: Beatissimo Padre, noi comprendiamo l'alta provenienza e la grandezza del.

  A021000044 

 E l'amor di padre che vi spinse a ricordarvi di noi, e noi come figli affezionati conserveremo tutto il nostro amore per voi e per quel Dio di cui in terra siete rappresentante.

  A021000044 

 Nè giammai il nostro labbro si schiuda a proferire parola che possa tornare discorra a tale benefattore; nè giammai il cuor nostro concepisca un pensiero indegno della bontà di un sì tenero Padre.

  A021000047 

 In simile guisa noi sempre memori di questo avventuroso giorno in tutto il viver nostro serberemo corro un sì bel dono e nell'ultimo respiro ci sarà dolce il dire: il Vicario di Gesù Cristo, il grande Pio IX usando un tratto dell' immensa sua bontà mi ha regalato una corona con appeso un crocifisso, quale per l'ultima volta divotormente baciando spiro l'anima mia in pace.

  A021000048 

 Voi intanto, illustrissimi Signori, se in qualche modo potete far giungere questi nostri sentimenti al supremo nostro Gerarca vi saremmo sempre mai riconoscenti dinanzi a Dio dinanzi agli uomini {19 [111]} rendendovi grazie le più cordiali e perenni.».


don bosco-brevi biografie dei confratelli salesiani [1876].html
  A022000018 

 La vita di questo nostro amico e confratello è un vero modello di distacco dalle cose della terra, di pazienza, di zelo per la gloria di Dio.

  A022000020 

 In ottobre 1859 diveniva nostro allievo nella tenera età di 11 anni.

  A022000024 

 La popolazione di Cogoleto porse copiosa messe allo zelo del nostro D..

  A022000025 

 Frattanto una morte inaspettata rapiva ai vivi il sacerdote D. Pestarino direttore delle figlie di Maria Ausiliatrice in Mornese; e il nostro D. Cagliero venne scelto per sostituirlo nel giugno del 1874.

  A022000030 

 Fu allora che si conobbe il nostro Luigi essere dotato di non ordinario ingegno.

  A022000033 

 In questo nostro confratello noi possiamo ammirare un ritratto di s. Luigi Gonzaga, o di s. Stanislao Kosta, e dire di lui ciò che altri già applicava ai suddetti santi, ciòè; Brevi vivens tempore explevit tempora multa.

  A022000049 

 Da questo atto di coraggio ognuno può argomentare di che tempra fosse il nostro confratello fin dai primi anni di sua giovinezza.

  A022000050 

 Alla gratitudine unendo poscia i sentimenti della più grande umiltà, u io penso, soggiunse, che il nostro Superiore conoscesse che io doveva tra poco morire; del resto non avrebbe fatto a me una grazia così segnalata, che n'era immeritevole.

  A022000050 

 Desideroso di consacrarsi tutto al Signore coi voti religiosi egli nell'anno di prova 1873-74, trovandosi coi confratelli ai santi Esercizi nel nostro Collegio di Lanzo, domandò al superiore che gli permettesse di farvi professione.

  A022000050 

 Fu questo un tratto di singolare bontà del suo superiore, affinchè il caro nostro confratello, che doveva sì presto terminare sua mortale carriera, potesse morire consacrato a Dio, come ardentemente bramava.

  A022000051 

 Martino abbisognandosi di un buon portinaio, vi fu destinato il nostro Giacomo.

  A022000056 

 Francesco di Sales, che insegna come in ogni azione del nostro prossimo, la quale abbia cento faccia, di cui novantanove cattive, ed una buona, noi dobbiamo prendere la parte buona e lasciare a parte le novantanove.

  A022000056 

 Il nostro Para mise in pratica questa massima, ed a quest' ora avrà già ricevuto la debita ricompensa in cielo, come fondatamente speriamo, lasciando a, noi, o amati confratelli, un nobile esempio da seguire.

  A022000056 

 {31 [197]} In ciò egli imitava il nostro patrono e.

  A022000063 

 Il suo paroco ne raccomandò l'accettazione nel nostro Oratorio, come di giovane modello, {36 [202]} dicendo: forse nessuno nel paese, di sua età e condizione, superarlo in virtù.

  A022000063 

 Nacque il nostro Defendente in Cassinelle, diocesi d'Acqui, nel 1855.


don bosco-capitolo generale della congregazione salesiana da convocarsi in lanzo nel prossimo settembre.html
  A023000030 

 Il nostro vivere è appoggiato sulla Divina Provvidenza che non mai ci manco, e speriamo che non sarà per mancarci.

  A023000030 

 Noi pero dobbiamo dal canto nostro usare la massima diligenza per fare risparmio in quello che non è necessario, per diminuire le spese e dare qualche utilità nelle compre e vendite.

  A023000053 

 4° I Prefetti, gli Economi hanno l'autorità limitata alle provviste delle cose quotidiane; ma nelle provviste all'ingrosso devono sempre avere intelligenza e consenso del Direttore, senza mai fare proposte che non siano necessarie e non opportune pel nostro stato e per la nostra condizione.


don bosco-cenni istruttivi di perfezione.html
  A027000010 

 A questi siam debitori d'una prolissa notificazione sopra la vita tenuta dal Burzio in seminario, e questa di lui notificazione, assieme a tre altre graziosamente forniteci, l'una dal rettore degnissimo di quel seminario, l'altra da un tal Giacomelli {96 [6]} prefetto che fu della camerata di Giuseppe ed ora sacerdote al Convitto ecclesiastico di Torino; e la terza da un intimo di lui compagno di scuola e di sentimenti: somministrerà interamente il fondo al nostro discorrere circa quella sua dimora.

  A027000023 

 Ma il nostro novello chierico che in mente aveva fresco il monitorio ribaditogli le tante volte da' religiosissimi suoi precettori nel secolo, e da lui in ogni tempo osservato, di sommamente guardarsi da'mali compagni; quivi medesimo fu circospetto nel trattar co'suoi pari, schivandosi se non dagli apertamente scorretti, di che non v'era occasione, al certo da quelli che nel far loro non dimostrassero ecclesiastico spirito.

  A027000047 

 L'impegno del nostro chierico allo studio non poteva non vedersi in quel suo custodire con una specie d'avarizia tutti que' tempi, che ad applicazione scolastica son consacrati, come altresì in certo suo zelo per tutti quegli esercizii scientifici, che con gran vantaggio degli alunni, abbondano ne' seminari.

  A027000063 

 Non è quindi poca lode pel nostro Giuseppe l'aver, con grande armonia, riunite in sè due doti, cui l'umana fralezza difficilmente comporta che vadano perfettamente accoppiate, impegno grande agli studii, e premura ancor più sollecita della pietà.

  A027000070 

 In questo particolar genere di mortificazione nel comandar a se stesso, rompendo in ogni occasione le voglie della natura, si rese sopra modo distinto il nostro Giuseppe, mentre tale e si fatta era la premura, la puntualità, la costanza, unitamente a certa amenità e grazia, con che ogni articoletto del regolamento ed ogni particella de' suoi doveri adempiva, che non solo (qual s'esprime il rettore di quel venerando seminario) giammai non porse argomento minimo a'superiori di dispiacenza; che anzi, di questi, con quella sua esattezza e soavità di maniere, avea provocato una speciale attenzione e benevolenza, per modo, che ne gioivano dentro, preconizzandolo giovane delle più liete speranze, da dover riuscire col tempo un ministro ottimo del santuario.

  A027000102 

 In una parola; della modestia del nostro chierico avrebbe bastato il dire ciò che sta scritto nella notificazione di lui, e che riferiremo nelle precise parole tra poco; che nel Burzio veniva al vivo rappresentata tutta intera quella modestia, cui il Tridentino vien pennelleggiando minutamente, nel desiderio di stamparla nel cuore di tutti i chiamati nella sorte del Signore.

  A027000186 

 «Viva Gesù nostro amore, e Maria nostra speranza.

  A027000201 

 Una volta mi domandò con tutta confidenza, qual mezzo io giudicassi più sicuro, per avanzarsi nell'amore di Maria; al che risposto come meglio ho saputo, feci a lui questa interrogazione: giudica ella, che Maria possa molto in nostro favore? Egli guardandomi con aria di ammirazione: - Oh sì che sarei un bel chierico, mi rispose, quando ne dubitassi! - Soggiunse poi:- Se non fosse un far torto a Dio, direi, ch'Ella è a lui eguale, perché: quod Deus imperio, tu prece, Virgo, potes, e il ripetè più volte, e volea dire, secondo il sentimento de'Santi a Padri, esser divenuta Maria onnipotente per grazia, a come Gesù di lei figlio lo è per natura».

  A027000204 

 Inoltre aggiunse al proposito nostro, che avendo avuto la sorte di parlargli alcune volte, e di trattenersi assieme in ricreazione, subito introduceva discorsi di spirito, e ciò con tanta persuasione, e con si bel garbo, che ne restava rapito, e finisce con una sua pratica osservazione, che trovasi in simil caso notata nella vita del Ven.


don bosco-cenni storici intorno alla vita della b. caterina de-mattei.html
  A028000171 

 Il nostro divin Salvatore, quantunque cercasse di fare a tutti del bene, tuttavia anche egli ebbe i suoi nemici, i quali tanto lo perseguitarono, che in fine lo fecero condannare alla morte di croce.

  A028000175 

 - Perchè non osservi tu quel che comanda la Religione, e non fai a modo nostro? - Padre, io dimando solo quello che è utile all'anima mia, e che non sia contrario agli obblighi della mia religione.» Egli però non badando a quello che ella diceva continuava a rimproverarla dicendole che non così dovevasi regolare, e portandole per esempio un'altra vergine, che faceva tutto a modo suo.

  A028000216 

 Ce lo assicurò il nostro divin Salvatore con queste consolanti parole: et portae inferi non proevalebunt adversus eam.

  A028000216 

 Siamo adunque gelosi di conservare il nostro posto in questa nave benedetta, che dal tempo degli Apostoli {160 [160]} sino ai giorni nostri sempre ha vinto, e non fu mai vinta, che sempre ha superato e trionfato delle tempeste, che contro le hanno suscitato i suoi nemici nel corso di oltre a diciotto secoli.

  A028000256 

 Distacchiamo il nostro cuore dai piaceri di questa terra; innalziamo la mente a quella patria celeste, dove godremo i veri beni.

  A028000256 

 Noi dobbiamo coraggiosamente combatterli, ma il nostro scudo sia, come dice S. Paolo, una {186 [186]} fede viva, una fede operosa che ci faccia abbandonare il male ed amare la virtù.


don bosco-cenni storici sulla vita del chierico luigi comollo.html
  A029000005 

 Sortì il nostro Luigi dalla natura un'anima buona, cuore arrendevole, indole docile, e mansueta.

  A029000017 

 Ella ben sa che appartenne ad una classe fra le altre distinta di studenti dati alla pietà, ed allo studio, ma tra questi brillava, e primeggiava il nostro Comollo; mi rincresce che ci tocchi già lamentare la morte del Prefetto delle scuole, il quale e dello studio, e della regolarissima sua condotta anche fuori di collegio potrebbe farne le più belle testimonianze.

  A029000017 

 Il nostro s. Luigi ricordava nel suo nome, e pareva che molte sue virtù volesse ricopiare nei fatti.

  A029000022 

 In simil guisa andava il nostro Luigi preparandosi alla vestizione Chiericale, e quando ne parlava mostravasi tutta gioia, e contento.

  A029000043 

 Era nostro piacere grande che si fosse trattenuto ancora qualche tempo con noi, ma ei se ne volle assolutamente partire.

  A029000051 

 Queste cose che dapprima io attribuiva a mero timore dei Giudizi divini, al vedere poi che s'andavano avverando di tratto in tratto, le palesai ad alcuni compagni, quindi allo stesso nostro signor Direttore Spirituale, il quale benchè sulle prime ne facesse poco conto, rimase poi molto maravigliato dacché ne vide gli effetti.

  A029000061 

 Una cosa ho ancora da dimandarti, di cui ti prego cordialmente, cioè quando andrai al passeggio, passando presso il luogo di mia tomba udrai i compagni dire qui sta sepolto il nostro collega Comollo; allora tu suggerisci in prudente maniera a ciascheduno da parte mia che mi recitino un pater ed un requiem; In tal guisa io sarò dalle pene del purgatorio liberato.


don bosco-cenni sulla vita del giovane luigi comollo [2a edizione].html
  A030000002 

 Il nostro Luigi sortì dalla natura un' anima buona, cuore arrendevole, indole docile e mansueta, cosicchè, giunto appena all'uso di ragione, tosto si videro allignare in lui quei primi semi di virtù e divozione, che mirabilmente si andarono perfezionando in tutto il corso della vita.

  A030000002 

 Nella diocesi di Torino, nel fertile paese di Cinzano e nella borgata detta Apra, ebbe i suoi natali il nostro Luigi Comollo il 7 Aprile 1817.

  A030000025 

 Sicchè il nostro Luigi, diretto nelle cose spirituali e temporali da sì prudente e pio direttore, ne andava copiando le virtù di mano in mano che cresceva negli anni.

  A030000041 

 Ella ben sa che appartenne ad una classe fra le altre distinta di studenti dati alla pietà, ed allo studio, ma tra questi brillava e primeggiava il nostro Comollo.

  A030000041 

 Ricordava nel suo nome il nostro s. Luigi, e molte sue virtù andava ricopiando nei fatti.

  A030000046 

 Alcune mie circostanze vollero, che per più mesi mi recassi al Duomo appunto nell'ora in cui il nostro Luigi vi si recava a trattenersi col suo Gesù.

  A030000050 

 Il nostro Luigi non volle essere degli ultimi; Al mattino di qnel giorno 24 giugno egli andò per tempo a fare la confessione e servì la santa Messa, in cui ricevette la S. Comunione.

  A030000063 

 In simile guisa andava il nostro Luigi preparandosi alla vestizione clericale, di cui parlava sempre con venerazione e con gioia.

  A030000079 

 Il compagno, dimenticando che era pur chierico, non badando che la carità comanda di sopportare i difetti altrui, e di non oltraggiare il nostro simile, montò in collera e rispose con voce alterata, con parole offensive e minacciose.

  A030000113 

 Era nostro piacere grande che si fosse trattenuto ancora qualche giorno con noi, ma ei se ne volle assolutamente partire.

  A030000121 

 - Non solo non mi rincresce, ma desidero di arrivare al più presto in quel luogo di pace; quel che guardo si è il nostro Cinzano, che lo rimiro per l'ultima volta.

  A030000131 

 Queste cose che dapprima io attribuiva a mero timore dei giudizi divini, al vedere poi che si andavano avverando di tratto in tratto, le palesai ad alcuni compagni, quindi allo stesso nostro signor Direttore Spirituale, il quale, benchè sulle prime ne facesse poco conto, rimase poi molto maravigliato dacchè ne vide gli effetti

  A030000145 

 Quando andrai al passeggio, e passando presso il luogo di mia tomba udirai i compagni a dire: Qui sta sepolto il nostro collega Comollo, allora tu suggerisci in prudente maniera a ciascheduno da parte mia, che mi recitino un Pater ed un Requiem.

  A030000160 

 Dio vuole così; coraggio, coraggio! Al cielo il nostro cuore!... Al cielo le nostre consolazioni!... Al cielo!... Addio o cara madre! Addio o amato padre! A rivederci nella beata eternità.

  A030000176 

 Parrebbe sulle prime che un'anima sì buona, sì cristianamente vissuta come il nostro Comollo, non avrebbe dovuto paventare tanto i giudizi divini.


don bosco-cenno biografico sul giovanetto magone michele.html
  A031000002 

 Laonde mosso da queste dimande e dall'affetto che nutriva verso quel nostro comune amico, mosso anche dal pensiero che questo tenue lavoro sarebbe tornato dilettevole e nel tempo stesso utile alle anime vostre, mi sono determinato di appagarvi raccogliendo quanto di lui avvenne sotto ai nostri occhi per darvelo stampato in un libretto.

  A031000006 

 La grazia dì nostro Signor Gesù Cristo sia il nostro aiuto nella vita, nella morte e ci tensa fermi nella via che conduce al Cielo.

  A031000039 

 Il vice-paroco comprese ogni cosa, e nel giorno seguente mi scrisse una lettera in cui dava giusto ragguaglio delle maraviglie riguardanti alla vita del nostro Generale.

  A031000043 

 Ricevuta la lettera di accettazione il nostro candidato era impaziente di venire a Torino.

  A031000059 

 Il nostro Michele era da un mese nell'Oratorio, e di ogni occupazione servivasì come di mezzo a far passare il tempo; egli era felice purchè avesse avuto campo a faro salti e star allegro, senza riflettere che la vera contentezza deve partire dalla pace del cuore, dalla tranquillità di coscienza.

  A031000085 

 Così il nostro Magone esprimeva il suo rincrescimento di aver offeso Dio, e prometteva di mantenersi costante nel santo divino servizio.

  A031000108 

 Tutti i lati dell'ampio cortile di questa casa in pochi minuti erano battuti dai piedi del nostro Magone.

  A031000122 

 Il nostro Magone conobbe questa importante verità, ed ecco il modo provvidenziale con cui vi fu invitato.

  A031000133 

 Scriveva quegli al nostro Michele pregandolo di dirgli che cosa soleva praticare per assicurarsi la conservazione della regina delle virtù, la purità.

  A031000143 

 Questo fu il sentiero che condusse il nostro Michele ad un maraviglioso grado di perfezione.

  A031000166 

 Servono tuttavia a far sempre più rilevare la bontà di cuore e il coraggio religioso del nostro giovanetto.

  A031000180 

 Siccome il nostro Michele andava di mala voglia a fare le vacanze alla casa materna; così a ristorarlo alquanto delle fatiche scolastiche ho deliberato di mandarlo a Morialdo, borgo di Castelnuovo d'Asti, dove a più riprese vanno a godere un po' di campagna i giovani di questa casa, specialmente quelli che non hanno luogo o parenti presso cui recarsi nella stagione autunnale.

  A031000196 

 Dopo le vacanze di Castelnuovo d'Asti il nostro Michele visse ancora circa tre mesi.

  A031000221 

 Il venerdì mattina voleva levarsi pel desiderio di fare la s. Comunione, siccome egli soleva fare in onore della Passione di Nostro Signor Gesù Cristo per ottenere la grazia di fare una buona morte; ma ne fu impedito perchè il male apparve più aggravato.

  A031000247 

 Ma il nostro Michele aveva più volte domandato a Dio di fargli compiere tutto il suo purgatorio in questa vita a fine di andare tosto dopo morte in Paradiso.

  A031000248 

 Quindi per grazia speciale di nostro Signor Gesù Cristo non solo pareva insensibile al male, ma pareva sentire grande consolazione nei medesimi patimenti.

  A031000274 

 Addio dunque per l'ultima volta, o dolce, o caro, o fedele nostro compagno, o buono e valoroso Michele! Addio! Tu crescevi trepida speranza dell'ottima tua madre, che sopra di te pianse le lagrime della pietà più ancora che quelle della natura e del sangue... Tu crescevi bella speranza di quel padre adottivo che ti accoglieva nel nome del provvido Iddio, che ti chiamava a questo dolce e benedetto asilo dove imparasti sì bene e sì presto {89 [243]} l'amore di Dio e lo studio della virtù... Tu amico a tuoi condiscepoli, rispettoso ai superiori, ai maestri docile, a tutti benevolo!! Tu crescevi al sacerdozio... e forse in esso saresti stato esempio e maestro della sapienza celeste!... Tu hai lasciato al nostro cuore un vuoto... una ferita...! Ma tu ti sei involato, o piuttosto morte ti involò alla nostra stima, al nostro affetto... ah dunque avevamo noi bisogno delle lezioni della morte? Sì, ne avevano bisogno i fervidi, i meri solleciti, i trascurati; bisogno il negligente, il sonnolento, il pigro, il debole, il tepido, il freddo.

  A031000283 

 III. Quanti fra quelli, che oggi agonizzano sono nostri amici, nostri benefattori, forse anche fratelli, e congiunti, forse anche complici di qualche nostro peccato, o testimonii di qualche nostro scandalo!.


don bosco-cenno istorico sulla congregazione di s. francesco di sales [1874].html
  A032000049 

 In generale il nostro Maestro è S. Tommaso d' Aquino; e ne' corsi ci atteniamo alle opere di S. Alfonso; secondo i trattati di Monsignor Scavini per la morale; quelli del P. Perrone per la dogmatica e speculativa.

  A032000050 

 Il nostro Corso Teologico è di cinque anni.


don bosco-chi e d. ambrogio.html
  A033000078 

 Ma e come regolarci se venisse nel nostro paese?.


don bosco-conversazioni.html
  A035000011 

 Tacete, disse un di loro ridendo, tacete, non toccate la religione, perchè siamo a Pasqua, ed il nostro Curato domenica ha già dato avviso di andarci a confessare.

  A035000016 

 Vorrei che qui ci fosse il nostro Curato, e vedreste come risponderebbe a quanto voi dite.

  A035000029 

 Parlavamo appunto di Pasqua e di confessione, sig. Curato, e siete proprio venuto a tempo: il nostro amico Andrea, sebbene non sia tanto cattivo, nulladimeno perchè ha studiato da avvocato, e perchè vive in città, getta giù tali spropositi, che mi sbalordisce, e godo che siate giunto in questo momento, perchè voi certamente sarete in grado di soddisfarlo.

  A035000035 

 Anche il notaio ed il farmacista del nostro paese dicono e pensano così.

  A035000060 

 Informato della quistione che si andava agitando, e pregato di dire il suo parere, {21 [165]} prese a dire così: Il nostro signor Curato ha ragione di assicurarvi che non basta essere onest'uomo secondo il mondo, per non aver cosa da rimproverarsi dinanzi a Dio.

  A035000112 

 Come possono farsi queste cose senza la manifestazione del nostro interno? Come potrebbe {35 [179]} il confessore giudicare delle nostre azioni? Come potrebbe darci gli opportuni avvisi, se non gli facciamo conoscere i nostri bisogni?.

  A035000206 

 I Padri di quel Concilio, specialmente nella sessione decimaquarta, dopo di aver trattato di molte cose riguardanti al Sacramento della Penitenza, conchiusero così: «Se alcuno oserà di affermare che la confessione sacramentale non è necessaria, o non fu istituita dal Nostro Signor {64 [208]} G. C, o dirà che il modo di confessare i peccati segretamente al solo Sacerdote, siccome la Chiesa fin dai primi tempi ha sempre praticato e pratica ancora oggidì, o dirà la confessione non essere Sacramento istituito da Nostro Signor G. C, sia scomunicato: Anathema sit.

  A035000213 

 Il bisogno pertanto di manifestare le cose che amareggiano il nostro cuore è naturale all'uomo, perciò è cosa naturale {66 [210]} agli stessi pagani la pratica della confessione.

  A035000237 

 Ma dopo la venuta dei Messia, quando al Pontefice della legge antica sottentrò il Pontefice eterno, il Figlio di Dio vivo, il Salvator nostro G. C. e stabilì una nuova Chiesa; quando, dico, gli Ebrei senza Pontefice, senza capo, vennero dispersi per le varie parti del mondo, allora caddero in moltissimi e madornali errori in fatto di religione, e segnatamente intorno alle cose che riguardano alla confessione.

  A035000243 

 Nelle cose stabilite da Dio non dobbiamo cercare ciò che pare grave al nostro intelletto; ma rispettare e venerare quanto Iddio ha stabilito per nostro bene.

  A035000342 

 Il campo è il nostro cuore, il coltivatore del campo siamo noi medesimi.

  A035000342 

 Per fare una buona confessione è necessario il tempo e la grazia, e queste due condizioni vengono dal Signore; ma è indispensabile una buona volontà dal canto nostro.

  A035000342 

 Siccome torna inutile la pioggia, ove il campo non sia coltivato, così rimane senza frutto la grazia di Dio ove noi non ci adopriamo di coltivarla nel nostro cuore con una volontà ferma e risoluta.

  A035000402 

 Lutero stesso nel suo piccolo catechismo dice: «Noi dobbiamo palesare al confessore i «peccati che conosciamo e sentiamo nel «nostro cuore.» In altro luogo dice: «Io sarei già stato da lungo tempo «strangolato, se non fossi stato sostenuto dalla «confessione.».

  A035000408 

 Dopo la confessione il prete gli darà l'assoluzione in questa maniera, purchè egli la dimandi con umiltà e con vero pentimento: Il nostro Signor Gesù Cristo che ha fato alla sua Chiesa la facoltà di assolvere tutti i peccatori, che sono veramente pentiti, e che credono in lui, ti voglia perdonare i tuoi peccati per la sua infinita misericordia.


don bosco-conversione di una valdese.html
  A036000006 

 Iddio Signore e il divin suo Figlio Redentor nostro preservino questa ridente terra Biellese, terra di avita fede, terra feconda di spiriti avveduti, di cuori pii e generosi pel culto di Dio, e sì distinti per cristiane e per civili virtù; la preservino da simil vitupero, da un sì fatale inganno, che a vergogna insieme ed a rovina di lei tornerebbe tale apostasia.

  A036000020 

 Noi siamo tanto allegre in tal giorno, perchè abbiamo ricevuto il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo.

  A036000027 

 Allora il nostro pastore gli fa una lunga predica analoga alla natura ed alla circostanza del peccato.

  A036000034 

 Rendiamo grazie al Signore per la conversione del nostro fratello, ed imploriamo la divina misericordia sopra di lui e sopra di noi.

  A036000038 

 Cessa di andarti a confessare da'tuoi pastori; va dal nostro curato, egli è tanto bravo: noi andiamo tutte da lui, e siamo sempre state molto contente.

  A036000051 

 Ma se i miei parenti, o il nostro pastore venissero a sapere che io parlo di religione con preti cattolici....

  A036000052 

 Cerca qualche momento, che non sii veduta, va dal nostro curato: egli è un sant'uomo, è prudente, e saprà che suggerirti: oh! appunto, vedete là il nostro curato, che viene verso di noi recitando il breviario.

  A036000072 

 I Sacramenti istituiti da nostro Signor Gesù Cristo sono due: il Battesimo e la Santa Cena.

  A036000074 

 Il nostro Catechismo dice nulla a questo riguardo.

  A036000078 

 Pure quando il nostro pastore assolve qualche peccatore dal peccato, dice precisamente ad alta voce: A nome e nell'autorità del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito Santo io ti annunzio il perdono dei tuoi peccati, io ti assolvo dalle scomuniche che hai incorse.

  A036000088 

 Che cosa è mai il nostro nome? Nulla... Se noi ci presentiamo in nostro nome, ciascuno potrà, anzi dovrà interrogarci: Chi siete voi? La mia autorità è uguale alla vostra; io sono, come voi, dotato di ragionamento, di coscienza e di esperienza; voi vi siete formata una religione; io mi farò la mia: i nostri diritti sono perfettamente eguali.

  A036000132 

 Se potessi farlo all'insaputa del nostro pastore, vorrei condurla da qualche prete cattolico e farla benedire.

  A036000329 

 Dimandate pure, o madre, e vi do parola, che nulla a voi nasconderò: ho mentito una volta sola in vita mia, e fu quindo il nostro ministro mi ha interrogata, se voleva farmi cattolica: e spero che non mi accadrà mai più di mentire.

  A036000335 

 Sono già più di due anni, da che io sono stata ammessa alla santa cena, e fra le altre cose il nostro pastore mi fece studiare quella parte di catechismo che tratta della Chiesa di Gesù Cristo, ove si fa questa dimanda: Che cosa è la Chiesa? Quest-ce que l'Eglise? E risponde! La Chiesa è la radunanza o il corpo di tutti i cristiani che credono in Gesù Cristo.

  A036000336 

 Se la Chiesa è una radunanza, andava tra me dicendo, ci deve essere qualche capo, qualche presidente, che regoli le cose: perchè nella nostra comunità se non ci fosse il Sindaco che regolasse le cose, e che per avere giuste informazioni e buoni consigli non radunasse a tempo debito gli altri membri comunali, qual ordine ci potrebbe mai essere in questo nostro paese? Ma qual è il nostro capo, il nostro presidente, da cui tutti i membri della grande comunità della Chiesa debbano dipendere? Tra i cattolici lo ravvisava nel Papa, capo della cattolica religione.

  A036000339 

 Ma parmi, che il nostro pastore abbia già detto qualche cosa a questo riguardo, vale a dire, che il presidente di questa grande società, il capo di questo gran corpo è Gesù Cristo, il quale per mezzo dello Spirito Santo dal cielo governa la sua Chiesa.

  A036000343 

 Nel medesimo Simbolo si dice: io credo la Chiesa Cattolica ovvero universale, ed il nostro catechismo, dando la ragione per cui la nostra Chiesa è così denominata, risponde

  A036000343 

 [5]: la Chiesa dicesi universale, perchè si estende a tutti i luoghi: ma nessuno vorrà dire che la nostra Chiesa si estende a tutti i luoghi, perchè lo stesso nostro ministro Bert dice: che la chiesa valdese è compostà {68 [326]} di circa venlidue mila anime

  A036000345 

 Ecco, o madre, continuò a dire Giuseppa, la sorgente de'primi miei dubbi, i quali crebbero a segno, che presentemente ogni parola del nostro catechismo mi fa dubitare, che non sia vero quanto ivi si legge.

  A036000347 

 Ho detto, fatto, promesso quanto ho saputo, e tutto invano; anzi, mi disse tante cose del nostro catechismo, che io stessa sono rimasta titubante intorno a ciò che debbo credere.

  A036000369 

 Perchè la nostra religione non ha alcun capo, non ha alcun prete, non ha la confessione, e, secondo il nostro ministro Bert, nei nove primi secoli della {76 [334]} Chiesa la nostra religione non esisteva; perciò non può essere quella di Gesù Cristo.

  A036000386 

 Dopo un trattenimento di circa tre ore, suo fratello maggiore conchiuse: Il nostro ministro ci ha detto, che sei divenuta pazza, e come pazza ti lasciamo qui cogli altri pazzi; andiamocene tutti; noi ti abbandoniamo per sempre, e ti rinneghiamo per nostra sorella; e tu guardati dal chiamarci ancora fratelli, o dal cercar di ritornare a casa.

  A036000401 

 Confesso ancora, che vi sono veramente e propriamente sette Sacramenti della nuova Legge, istituiti da nostro Signore Gesù Cristo, e necessarii alla salute dell'uman genere, sebbene nol siano tutti assolutamente necessarii a ciascheduno, vale a dire, il Battesimo, la Cresima, la Santa Eucaristia, la Penitenza, l'Estrema Unzione, l'Ordine, e il Matrimonio; riconosco che essi danno la grazia, e che tra i medesimi il Battesimo, la Cresima, e l'Ordine, non si possono reiterare senza sacrilegio.

  A036000404 

 Professo parimente, che nella Messa, si offre a Dio un vero, proprio, e propiziatorio sacrifizio pei vivi e pei defunti, e che nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia, {87 [345]} v'è veramente, realmente, e sostanzialmente il Corpo, ed il Sangue in un coll'anima e colla divinità di nostro Signor Gesù Cristo, e che vi si fa il cangiamento di tutta la sostanza del pane nel Corpo, e di tutta la sostanza del vino nel Sangue di Gesù Cristo Signor nostro, il qual cangiamento dalla Chiesa Cattolica si chiama transustanziazione.

  A036000418 

 0 Signor nostro Dio, ella spera in te.

  A036000428 

 Il Signor nostro Gesù Cristo vi assolva; ed io nell'autorità di Lui e de'Beati Apostoli Pietro e Paolo, e della sua Santa Chiesa a me trasmessa dal reverendissimo Vescovo di questa diocesi, io vi assolvo dal vincolo della scomunica, da cui per l'eresia foste finora legata.


don bosco-corona dei sette dolori di maria.html
  A039000004 

 Carissimi fratelli e sorelle in Gesù Cristo, noi facciamo i nostri soliti esercizi meditando devotamente gli acerbissimi dolori che la B. V. Maria pati nella vita e morte del suo amato Figlio e nostro Divin Salvatore.

  A039000012 

 Il primo dolore fu allora quando la Beata Vergine Madre di Dio avendo presentato l'unico suo Figlio al Tempio nelle braccia del santo vecchio Simeone, le fu dal medesimo detto: questo sarà una spada che trapasserà l'anima tua, la qual cosa dinotava la passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo.

  A039000214 

 Ah fato, che in compagnia di lui resti tutto il nostro affetto, tutto il nostro amore, lì come potrà essere che non ci struggiamo di benevolenza verso il Salvatore, che ha dato tutto il suo sangue per nostra salvezza? Come potrà essere che noi non amiamo Voi che tanto avete sofferto per nostra cagione.

  A039000215 

 Ora noi dolenti e pentiti di aver cagionato tanti dolori al vostro Figlio e a voi tanta amarezza ci prostriamo a'vostri piedi e per tutte quelle pene che ci faceste la grazia di meditare, concedeteci questo favore: che la memoria delle medesime resti sempre vivamente impressa nella nostra mente, che si consumino i nostri cuori per amore {46 [46]} del nostro buon Dio, e di Voi nostra dolcissima Madre, e che l'ultimo sospiro della nostra vita sia unito a quelli che versaste dal fondo dell'anima vostra nella dolorosa passione di Gesù, a cui sia onore, gloria, e rendimento di grazie per tutti i secoli de'secoli.


don bosco-daniele e i tre suoi compagni in babilonia.html
  A041000019 

 Il vostro maestro mi ha detto che il camino di cucina è tanto guasto e tanto pieno di fuligine, che non è più servibile, perciò in questo caso di necessità ho dimandato licenza al nostro curato per fare oggi questo lavoro.

  A041000050 

 ma oh! Zitto viene il nostro maestro, nascondi presto la borsa.

  A041000101 

 D. È vero, padre, in ogni età anche da piccolo si può fare del bene al nostro prossimo, non è vero, padre?.

  A041000117 

 Parlo subito, ritorno al mio paese colla povera moglie che è disperata per questo nostro disonore ( piange ).


don bosco-deliberazioni del capitolo generale della pia societa salesiana tenuto in lanzo torinese.html
  A042000005 

 Il Nostro Signor Iddio ci continui la sua grazia ed infonda nei nostri cuori coraggio e costanza da praticare esemplarmente le nostre Costituzioni, tenendo fisso il nostro cuore là dove sta preparato un gran premio a tutti coloro che sono fedeli al divino servizio sopra la terra.

  A042000025 

 "Noi diamo ora incominciamento al primo nostro Capitolo Generale, egli disse, che da questo punto dichiaro aperto.

  A042000027 

 S. Francesco di Sales, che è nostro patrono, presiederà alle conferenze, e speriamo che ci otterrà da Dio il necessario aiuto per prendere le risoluzioni che siano secondo il suo spirito.

  A042000028 

 Dacchè siamo per questo lasciamo gli altri pensieri, ed attendiamo al nostro scopo seriamente.

  A042000082 

 Dal canto nostro adoperiamoci con diligenza a diffondere e far conoscere:.

  A042000170 

 Tutti i soci Salesiani abbiano sempre radicati nel cuore sentimenti profondi di venerazione, amore e rispetto verso i Superiori, siccome quelli che vegliano al nostro bene e sono in certo modo responsabili dell' anime nostre innanzi a Dio.

  A042000181 

 La moralità è il fondamento e la conservazione degl' Istituti Religiosi, e massime di quelli, come il nostro, che hanno per fine le opere di carità verso del prossimo e l' educazione della gioventù; perciò:.

  A042000276 

 Il nostro vivere è appoggiato sulla Divina Provvidenza, che mai non ci mancò, e speriamo che non sarà mai per mancarci.

  A042000276 

 Noi però dal canto nostro dobbiamo usare massima diligenza per fare risparmio in quello che non è necessario, per diminuire le spese e procacciare qualche utilità nelle compre e vendite.


don bosco-deliberazioni del secondo capitolo generale della pia societa salesiana.html
  A043000035 

 La moralità è il fondamento e la conservazione degli Istituti Religiosi, massime di quelli, come il nostro, che hanno per fine le opere di carità verso del prossimo e l'educazione della gioventù; perciò:.

  A043000052 

 Dal canto nostro adoperiamoci con diligenza a diffondere e far conoscere:.

  A043000055 

 Il nostro vivere è appoggiato sulla Divina Provvidenza che mai non ci mancò, e speriamo che non sarà per mancarci in avvenire.

  A043000055 

 Noi però dal canto nostro dobbiamo usare massima diligenza per fare risparmio in quello che non è necessario, per diminuire le spese e procacciare qualche utilità nelle compere e nelle vendite.


don bosco-deliberazioni del secondo capitolo generale delle figlie di maria ss. ausiliatrice.html
  A044000266 

 Tale è l'uso delle giaculatorie, del segno della Croce, dell'acqua benedetta nell'entrare in chiesa o in camera, salutare le Sorelle dicendo, Sia lodato Gesù Cristo, e il rispondere sempre sia lodato, oppure, Viva Gesù, rispondendo, sempre nel nostro cuore, il salutare Maria al batter delle ore, il chinare il capo al Gloria Patri, quando si pronunzia il nome di Gesù e di Maria, o il Sacerdote apre o chiude il s. Tabernacolo e simili.

  A044000297 

 La moralità è il fondamento e la conservazione degli Istituti religiosi, massime di quelli, come il nostro, che hanno per fine le opere di carità verso del prossimo e l'educazione della gioventù; e perciò:.

  A044000303 

 Giova soprattutto il pensare che nessuna creatura può soddisfare appieno l'animo nostro, e che Dio fonte ed autore di ogni bontà e bellezza, l'amabilissimo Gesù, che riempie di gioia indicibile milioni di Angeli e di Santi, può ben soddisfare ancor noi se, ricordando che lo abbiamo scelto per nostro Sposo, ci serbiamo a Lui costantemente fedeli.

  A044000451 

 Il nostro vivere è appoggiato sulla divina Provvidenza che mai non ci mancò, e speriamo che non sarà per mancarci in avvenire.

  A044000451 

 Noi però dal canto nostro dobbiamo usare massima diligenza per fare risparmio di quello, che non ci è necessario, per diminuire le spese e procacciare qualche utilità nelle compere e nelle vendite.


don bosco-deliberazioni del terzo e quarto capitolo generale della pia societa salesiana.html
  A045000022 

 Sarà bene perciò, oltre le norme che suggeriscono i moralisti e i maestri di spirito ai Parroci perchè diventino forma gregis, che qui si notino alcune regole per noi religiosi, acciocchè non abbia a venir meno lo spirito, che deve informare ogni nostro detto, ogni nostra operazione.

  A045000027 

 Lo spirito del nostro santo Protettore era di farsi tutto a tutti, omnibus omnia factus; e questo spirito medesimo, se deve essere l'anima di tutti i Salesiani, deve esserlo in modo speciale di colui, che è chiamato a reggere una parrocchia.


don bosco-dialogi intorno all-istituzione dal giubileo.html
  A047000008 

 È certamente noto e manifesto a tutti, ma specialmente a voi, venerabili confratelli, con quanta cura e con quale pastorale vigilanza i Romani Pontefici, Nostri Predecessori, adempiendo l'incarico loro affidato dallo stesso Gesù Cristo Signor Nostro, nella persona del Beatissimo Pietro, principe degli Apostoli, non abbiano mai trascurato il dovere di pascere gli agnelli e le pecorelle, di nutrire assiduamente tutto il gregge del Signore, imbeverlo di sane dottrine, e rimuoverlo dai pascoli avvelenati.

  A047000010 

 Né ignorate, come in questa nostra età trovinsi alcuni che invasi e mossi dallo spirito di Satana giunsero a tal segno d'empietà, che non temono di negare con procace scelleratezza il Dominatore Signor Nostro Gesù Cristo e la sua Divinità.

  A047000012 

 [3] e nulla essere così mortifero, e così vicino alla caduta, cosi esposti ad ogni pericolo, che il pensare che a Noi basta il libero arbitrio che ricevemmo quando siamo nati, e quindi non chiediamo più nulla a Dio, cioè dimentichi del nostro autore rinneghiamo la sua potenza per mostrarci liberi,.

  A047000015 

 Dunque con queste lettere di Nostra Autorità Apostolica concediamo a tutti e singoli i fedeli dell'uno e dell'altro sesso dell'orbe cattolico l'indulgenza plenaria in forma di Giubileo per lo spazio solamente di un mese per tutto l'anno prossimo 1865 e non oltre, da determinarsi da voi, VV. FF. e dagli altri legittimi Ordinari dei luoghi nello stesso modo assolutamente e forma, con cui dal principio del Nostro supremo Pontificato ab-biam conceduto colle Nostre lettere apostoliche in forma di Breve in data del 20 novembre 1846, le quali cominciano Arcano divinae Providenliae Consilio, e con tutte le stesse facoltà, che con quelle lettere Vi furono accordate.

  A047000020 

 Del Pontificato Nostro Anno Decimonono.

  A047000079 

 Noi pertanto, che per dovere del nostro uffizio desideriamo e ci adoperiamo con tutto l' animo di procurare la salute delle anime, colla nostra autorità apostolica approviamo e confermiamo tutte le Indulgenze mentovate, e le rinnoviamo autenticandole col presente nostro scritto.» Dopo di che il Papa espone i motivi che lo indussero a concedere tali Indulgenze, e quali siano le obbligazioni da adempiersi da coloro che le vogliono acquistare.

  A047000097 

 - Questi tesori spirituali sono i meriti infiniti di Nostro Signor Gesù Cristo, quelli della SS. Vergine Maria, e dei Santi, come appunto professiamo nel Simbolo degli Apostoli allorché diciamo: Io credo la comunione dei Santi.

  A047000122 

 E ciò per preparare il nostro cuore ad accogliere quei favori straordinarii, che la misericordia di Dio ci tiene preparati.

  A047000133 

 Comprendi, o cristiano, che cosa vuol dire fare la santa comunione? Vuol dire accostarsi alla mensa degli angioli per ricevere il corpo, il sangue l' anima e la divinità di nostro Signor Gesù Cristo, che viene dato in cibo {74 [148]} all' anima nostra sotto alle specie del pane e del vino consacrato.

  A047000133 

 Le parole usate dal nostro divin Salvatore nell' istituire questo sacramento sono: Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue: Hoc est corpus meum, hic est calix sanguinis mei.

  A047000135 

 E noi con quale frequenza ci accostiamo a questo cibo celeste? Se esaminiamo i desideri di Gesù Cristo e il nostro bisogno dobbiamo comunicarci assai sovente.

  A047000135 

 Siccome la manna ogni giorno servì di cibo corporale agli Ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto, finché furono condotti nella terra promessa, cosi la santa Comunione dovrebbe essere il nostro conforto, il cibo quotidiano nei pericoli di questo mondo per guidarci alla vera terra promessa del Paradiso.

  A047000146 

 La casa che abitiamo presentemente è un luogo di passaggio, la vera casa del nostro corpo sarà un sepolcro, in cui dovremo stare sino al giorno del giudizio; ma la vera casa dell' anima è il Paradiso o l' Inferno, secondochè avremo meritato, ed ivi dovremo rimanere in eterno.


don bosco-dramma. una disputa.html
  A048000180 

 Signor ministro, mi pare che queste parole non siano adattate al nostro scopo.

  A048000184 

 La vostra asserzione comincia a somministrare un punto fisso, su cui appoggiare il nostro ragionamento.


don bosco-due conferenze intorno al purgatorio.html
  A049000006 

 Si tratta di istruire e di raffermare i buoni nei principii del cattolicismo, di {2 [22]} illuminare e attirare con quella affabilità, con quella dolce carità che era propria e caratteristica del nostro divino Maestro, i traviati alla pratica dei doveri religiosi.

  A049000011 

 Finalmente ci raccomandiamo ai signori Associati di rinnovare il loro abbuonamento e di procurare che si associno i loro parenti, i loro amici, affinchè maggiore sorta quel bene per cui tutti ci adopriamo e tutti fondatamente speriamo ampia mercede dal nostro buon Dio.

  A049000028 

 Qualora poi fossero ridotti a qualche punto conclusivo, da cui non potessero allontanarsi, per lo più solevano dire: Noi non sappiamo rispondere a queste difficoltà, perchè non abbiamo studiato abbastanza; ma se ci fosse mai il nostro {7 [43]} Ministro! Egli è un' arca di scienza; egli con due parole fa tacere tutti i preti.

  A049000033 

 Una cosa vorrei ancora dimandarvi dal canto mio: che non sia pubblicato il nostro nome nè in libri nè in giornali, qualunque sia per essere l' esito del nostro trattenimento.

  A049000067 

 Finquì i due compagni del ministro si tacquero; ma all'udire queste due ultime parole, un di loro si levò in piedi, e intuono {22 [58]} minaccioso: è inutile il ragionare, prese a dire, queste sono spiegazioni arbitrarie che danno i preti cattolici al Vangelo: dobbiamo seguire il nostro sistema, e non ammettere altra spiegazione, se non quella che a ciascuno pare venire dallo Spirito Santo; ed a me pare, anzi sono certo che non c'è Purgatorio.

  A049000142 

 Noi preghiamo, imploriamo e supplichiamo Cristo nostro Iddio che ha ricevuto queste anime, di usar loro misericordia e renderle degne del perdono dei loro peccati, e di farci pervenire con loro nel regno celeste.

  A049000143 

 Chi mai fu sempre esente dal peccato è da ogni sorta di macchia ad eccezione di vostro figlio unico e nostro Salvatore G. C. nei cui meriti speriamo per noi e per quelli misericordia e remissione dei peccati?.

  A049000144 

 L'antica liturgia conosciuta sotto il nome di S. Giacomo, citata da alcuni concilii della Chiesa, e spiegata da S. Cirillo nel quarto secolo, mette nella bocca del sacerdote la preghiera seguente: Signore nostro Iddio, ricordatevi di tutte le anime di cui noi abbiamo fatto memoria, di tutti quelli che sono morti nella vera fede, da Abele giusto fino ai nostri giorni.

  A049000154 

 Ma nel caso nostro, signor Ministro, noi abbiamo i popoli che rendono una non dubbia testimonianza al dogma del Purgatorio.

  A049000201 

 Dite pure tutto quello che vi parrà a proposito purchè sia analogo al nostro argomento.

  A049000226 

 Compiango con voi la profanazione dei giorni festivi; ma per quello che è al nostro proposito ditemi: il simbolo degli Apostoli, l'osservanza della Domenica sono nella Bibbia comandate?.

  A049000254 

 Tale proibizione di suffragare i fedeli defunti è cagione ai popoli cattolici di allontanarsi dal nostro culto.

  A049000299 

 Il compagno del ministro nel discorrere delle liturgie, della col autorità ci eravamo serviti per dimostrare la credenza universale del Purgatorio, disse più cose riguardanti all' autorità delle medesime che sembrano alquanto estranee al nostro argomento; perciò si pongono qui in forma di appendice affinchè il lettore cattolico possa essere informato di quanto i protestanti meglio apparecchiati possano opporre contro alle liturgie, in quanto che sono argomento dell'esistenza del Purgatorio.

  A049000311 

 Cose tutte belle e buone, ma che non fanno al nostro proposito.

  A049000334 

 Pure il nostro ministro Claudio, universalmente ammirato per dottrina e probità, dice che queste due liturgie vanno d'accordo con quelle dei Riformati e assicura che esse sono una condanna del cattolicismo.


don bosco-elenchus privilegiorum.html
  A051000001 

 «Intendo che gli Alunni dell'umile Congregazione di S. Francesco di Sales non si discostino mai dai sentimenti di questo gran Santo, nostro Patrono, verso la S. Sede Apostolica: Che accolgano prontamente, rispettosamente, e con semplicità di mente e di cuore, non solo le decisioni del Papa circa il dogma e la disciplina, ma che nelle cose stesse disputabili abbraccino sempre la sentenza di Lui anche come Dottore privato, piuttosto che l'opinione di qualunque » teologo e dottore del mondo.


don bosco-episodi ameni e contemporanei.html
  A054000004 

 - Caro Domenico, (così chiamavasi il fratello maggiore), non sono pregiudizi, ma sono pratiche religiose, che ci furono insegnate dai nostri genitori, dai nostri maestri, dal nostro parroco.

  A054000018 

 Dalla {11 [127]} lettura di questi libri il nostro povero Enrico ricavò funestissimo frutto.

  A054000021 

 «Dio glorioso, e nostro Signore Gesù Cristo, e la grazia dello Spirito Santo degninsi d' illuminare i cuori di coloro che descrivono si grandi {14 [130]} prodigi.

  A054000044 

 A questa proposizione il nostro personaggio si leva, si agita, si mette a girare intorno alla tavola.

  A054000075 

 Abbiamo la comunicazione del seguente fatto dalla benevolenza d' un nostro amico, che trovavasi presente quando uno dei più grandi Prelati della Francia lo raccontò nello scorso aprile alla numerosa gioventù d' un collegio di Bordeaux.

  A054000084 

 E ne era ben degno; poichè se l' abbracciare lo stato ecclesiastico vuol dire sacrificare intieramente se stesso per procurare la gloria di Dio e la {48 [164]} felicità del nostro prossimo niuno più del giovine Cottolengo sentiva potente in cuor suo questo spirito, dirò meglio questo bisogno di sacrifizio.

  A054000084 

 Nell' anno 1818 essendo morto uno dei canonici della congregazione del Corpus Domini di Torino i membri superstiti posero gli occhi su del nostro degno sacerdote e quantunque pienamente sconosciuto di persona ai suoi elettori fu non di meno da essi anteposto ai Torinesi e chiamato a far parte della loro congregazione.

  A054000110 

 - Allora la fanciulla compostasi tutta in sè disse: Il primo si è quello che mi insegnò mia madre, e recitò per intiero il Padre nostro in italiano; il secondo si è quello che imparai a scuola, e lo recitò in latino; ed il terzo si è quello che cantano i preti in chiesa, e lo cantò sullo stesso tono, che si canta nelle messe solenni.

  A054000122 

 Ma le faceva osservare una persona di senno che qualche cosa vi resta sempre, che lo spirito si perverte; e poi essere sempre un contribuire alla perversa industria di questi giornalisti, scambiando con essi il nostro denaro pei loro articoli perversi.

  A054000136 

 Noi abbiamo fatto dal nostro canto, quanto da noi si doveva fare, Iddio farà il rimanente.

  A054000146 

 D' altronde un uomo, per sapiente che sia, non potrà mai fare una preghiera così bella come il Pater noster, giacchè è il nostro stesso Signore che l' ha composta.

  A054000190 

 La mia più grande ambizione sarebbe, santissimo Padre, supplicare di nuovo Vostra Santità, d' accettare almeno l' omaggio d' una di quelle focaccie che sono in uso in quest' epoca dell' anno nel nostro paese di Brettagna, e che si chiamano gâ teaux des Rois, composta con un fermento, di cui tutti i fedeli di questa parochia che hanno avuto conoscenza del mio progetto si sono recati ad o nore di somministrare alcuni grani, essa sarà per Vostra Santità il pegno e il simbolo della nostra comunione colla santa Sede, come pure del nostro {104 [220]} amore, e del nostro attaccamento all' augusta persona di Pio IX Pontefice e e Re.


don bosco-esercizio di divozione alla misericordia di dio.html
  A056000003 

 Esposto a Noi fu per parte della diletta Figlia in Cristo Giulia Colbert Marchesa di Barolo, che per umilissime preci da lei indirizzate al nostro Predecessore Gregorio XVI. {9 [79]} di felice ricordanza, essa aveva ottenuto per lo spazio di sette anni, con Rescritto della Congregazione preposta alle Indulgenze e sacre Reliquie, dato il 6.

  A056000004 

 o nostro l'anno primo.

  A056000005 

 Per pregare con frutto, bisogna prepararsi, bisogna raccogliere lo spirito, l'immaginazione, gli affetti ai piedi del nostro adorabile Salvatore Gesù Cristo, bisogna accendersi d'amore per lui e parlargli con viva fede, tutto sperando dalla sua bontà.

  A056000006 

 Essa fu stabilita già da parecchi anni a Torino in alcuni pii stabilimenti, e specialmente in quelli di S. Anna, di S. Maria Maddalena e del Rifugio, coll'oggetto d'invocare la Misericordia di Dio: d'invocarla, non solo ciascun'anima a favore di sè, ma ciascun'anima a favore di tutte le nazioni della terra, ricordandoci che siamo tutti peccatori, tutti infelici per effetto della colpa, tutti bisognosi di perdono e di grazia, tutti redenti da nostro Signore col suo preziosissimo sangue, tutti chiamati all'eterna salvezza, se ascoltando le divine ispirazioni detestiamo {14 [84]} il peccato e ci diamo di cuore ad una perfetta obbedienza verso Dio e verso la santa Chiesa Cattolica da lui fondata.

  A056000009 

 Siccome le pratiche di divozione vanno soggette a molti pericoli se non sono approvate dalla santa Sede, depositaria infallibile della verità, affinchè il devoto nostro esercizio fosse sodamente fondato, e continuassero quegli spirituali vantaggi che già ne derivavano, fu presentata una supplica a S. S. Gregorio XVI per ottenerne la suprema pontificia approvazione.

  A056000015 

 Sia sempre benedetta la Divina Misericordia, e ringraziato il pietosissimo e clementissimo nostro Divin Redentore G. C. il quale conferì alla S. Chiesa

  A056000015 

 [1] fino dalla sua origine la podestà di comunicare a noi, e a noi partecipare il tesoro delle Sante Indulgenze, in virtù delle quali con leggerissimo nostro incomodo possiamo {20 [90]} anche intieramente pagare alla Divina Giustizia quello che le dobbiamo per li nostri peccati.

  A056000017 

 Nel nostro caso sarebbe indulgenza parziale quella di cento giorni la quale si può lucrare ogni giorno da chiunque intervenga a questo nostro esercizio.

  A056000020 

 Eccovi in breve spiegato quanto occorre per acquistare in questi giorni le sante indulgenze e corrispondere alla bontà e misericordia grande del nostro Iddio.

  A056000020 

 Faccia Iddio che tutti i nostri cuori rimangano infiammati per l'acquisto delle sante indulgenze a nostro spirituale vantaggio, e che la Divina Misericordia discenda benefica su tanti infelici peccatori, i quali sgraziatamente vivono lontani da quella strada che unica può condurli a salvamento.

  A056000021 

 L'aria che ci dà il respiro, il sole che c'illumina, gli elementi che ci sostentano, il fuoco, l'acqua che ci serve a tanti usi, gli animali mansuefatti per nostro comodo, quanto si vede di bello, di prezioso o di magnifico per ogni dove lutto dimostra la bontà divina.

  A056000024 

 Lo stesso viene dimostrato dal nostro Salvatore, il quale nel mistero ineffabile dell'Incarnazione avrebbe dovuto avere particolar riguardo alle anime giuste che da tanto tempo l'aspettavano; pure egli medesimo ci assicura che non è venuto a prendere umana carne e operare quanto nel S. Vangelo leggiamo per i giusti, ma per i peccatori, non veni vocare justos sed peccatores, ed altrove: io sono venuto a salvare ciò che era perduto: veni salvum facere quod perierat.

  A056000025 

 Ponderiamo bene questi tratti della divina bontà, e mentre ogni giorno li vediamo rinnovati a nostro vantaggio, deh! non siamo più ingrati; e se mai il peccato ci tiene lontani da Dio, detestiamolo di vivo cuore e facciamo quanto prima a lui ritorno.

  A056000025 

 Pure chi lo crederebbe? a dispetto di sì commoventi tratti di bontà del nostro Iddio molti vivono quasi insensibili ne' disordini della loro vita senza badare che possa finire per loro il tempo di misericordia e sottentrarvi la rigorosa sua giustizia.

  A056000026 

 Questa grazia dimando per i meriti infiniti del vostro divin figliuolo e nostro Salvatore Gesù Cristo.

  A056000107 

 Onde non c'è maraviglia se i santi padri applicano quanto segue al nostro Divin Salvatore, quasi vada dicendo all'uom peccatore laboravi clamans, raucœ factœ sunt {62 [132]} fauces meœ.

  A056000107 

 Se poi osserviamo la condotta del nostro Divin Salvatore nel Vangelo, oh come risplende la sua Misericordia per l'uomo peccatore! Ora si rassomiglia ad una donna che mette sossopra la casa cercando la moneta smarrita; ora si figura qual pastore afflitto che lascia camminare insieme novantanove pecorelle, e va per valli e rupi in cerca di una sola che era stata smarrita, la quale trovata {60 [130]} se la indossa al collo e festoso la porta all'ovile.

  A056000107 

 Tutti questi modi di dire del nostro buon Dio mostrano il desiderio grande che il Signore ha di usare misericordia a tutti, ma specialmente al peccatore.

  A056000109 

 Tutte le azioni del nostro amato Salvatore sono una serie continua di tratti della sua generosa bontà divina, specialmente col non avere mai rigettato o trattato duramente {66 [136]} i più gravi peccatori; tuttavia quo sta bontà più luminosa apparve nella sua passione, e quel che ò più, a favore de' peccatori ch'erano cagione della sua morte.

  A056000113 

 E diciamogli con amore che per gl' innumerabili tratti di bontà che ci ha usati, qualunque pena, tribolazione, patimento, la vita ed anche la morte non basterebbero a ringraziarlo secondo il nostro immenso debito.

  A056000113 

 Forse ci atterriranno {81 [151]} gli oltraggi fatti al divin Salvatore? Nemmeno questo ci deve atterrire: Gesù Cristo è nostro giudice, ma è anche nostro amico, vos amici mei estis, sono sue parole.

  A056000113 

 Via dunque ogni timore pel rigor della giustizia divina, ringraziamo piuttosto il nostro buon Dio dei tanti benefizi che ci ha comportai nel corso di nostra vita, e specialmente coll'averci aspettati a penitenza.

  A056000121 

 E prevedendo le nostre debolezze, deputò in nostro soccorso i suoi ministri con facoltà di rimettere i peccati in guisa che a tutti quelli a cui fossero da loro rimessi, fossero altresì rimessi in cielo, di maniera chè noi abbiamo nel tribunale di penitenza chi fa le veci d'Iddio in terra.

  A056000121 

 Il nostro buon Dio di cui la saviezza e bontà sono grandi in tutte le sue operazioni niente lasciò mancare a' nostri bisogni.

  A056000123 

 Anzi continua lo stesso Santo, I' ottimo nostro Dio nella istituzione di così grande sacra mento volle eleggere a ministri di esso non gli angeli, ma uomini vestiti di carne come noi, affinché conoscendo l'umana fragilità e debolezza sapessero compatire la miseria altrui e usassero dolcezza e carità nel ricevere il peccatore.

  A056000128 

 Inoltre il misericordioso nostro Iddio conoscendo la nostra inclinazione al male, le passioni, gli abiti cattivi che ci portano e stimolano a nuove ricadute, per rimedio efficacissimo alla nostra fragilità istituì il Sacramento eucaristico in cui col proprio suo corpo e col suo sangue preziosissimo ci fortifica contro ad ogni assalto del nemico dell'anima nostra, e ci fa invincibili a' suoi sforzi.

  A056000130 

 Eh coraggio adunque, il regno della gloria ci fu acquistato dal nostro Salvatore, egli è il mezzo, la guida e la corona, e non vi manca altro che la nostra cooperazione.

  A056000130 

 Imperciocchè lo stesso Salvator nostro G. C. è capo della Chiesa in cui noi ancora viviamo, la quale altro non è se non un passaggio alla gloria della Chiesa trionfante, della quale parimente è Capo lo stesso G. C delizia di tutti que'beati.


don bosco-esposizione del sacerdote giovanni bosco agli eminentissimi cardinali della sacra congregazione.html
  A058000002 

 I tempi corrono diffìcili per la Santa Chiesa, e io non voleva recarle disturbi, provocando solennemente l'autorevole e supremo suo giudizio a {4 [52]} nostro sostegno.

  A058000030 

 "Il sottoscritto, sempre lieto di poter secondare i desiderii di S. E. Rev. ma l'Arcivescovo nostro di Torino, di buon grado dichiara:.

  A058000039 

 Il 22 Agosto vennegli presentato un nostro Suddiacono per le Ordinazioni con tutti i requisiti necessarii, ma egli si rifiuta di ammetterlo, adducendo che S. Pio V con sua Bolla del 1568 lo proibiva, e conchiude cosi: "L'Areivescovo di Torino non pensa di poter conferire gli Ordini ad individui sprovveduti di patrimonio ecclesiastico o patrimonio privato, se questi non portano l'attestato di {12 [60]} aver emessi i voti perpetui religiosi innanzi ad un Sacerdote, il quale abbia e mostri un Rescritto Pontificio che lo autorizza ad accettare tali voti.

  A058000044 

 Al 9 Agosto scrive che ammetterà un nostro Chierico all'esame per le sacre Ordinazioni da prendersi in Settembre, cioè quaranta giorni dopo, purchè " munito di attestato dei voti perpetui fatti, degli studi compiti, {13 [61]} degli Ordini già ricevuti, e dichiarazione della Diocesi a cui appartiene", e si presenti a lui, per subire il noto esame di vocazione.

  A058000098 

 Similmente verso il fine dell'anno, cioè nel mese di Dicembre, rifiutò la medesima facoltà a due altri nostri Sacerdoti, di cui uno, Don Giovanni Branda, era Prefetto, e l'altro, D. Angelo Bordone, Professore nel nostro CollegioConvitto di Valsalice, e ciò senza mai darne ragione alcuna.

  A058000175 

 In Ottobre un nostro Sacerdote, D. Gius.

  A058000228 

 Qui è pur bene di notare che, a fine di impedire ogni sorta di pubblicità, il Sacerdote Bosco avea tentato fin dal passato Ottobre una prova di accomodamento per mezzo del Vicario Foraneo di Lanzo, incaricandolo di assicurare il nostro Arcivescovo che i Salesiani non volevano che il bene {45 [93]} della Diocesi, ubbidire, lavorare e non dispiacergli per nulla.

  A058000231 

 Ho differito fino a domani la mia partenza per Roma, per attendere l'effetto de' suoi buoni uffizi presso S. E. Reverendissima nostro sempre veneratissimo Arcivescovo.

  A058000233 

 Ella fu sempre un nostro insigne Benefattore; ci continui la sua benevolenza specialmente col pregare, affinche la misericordia di Dio ci aiuti a togliere di mezzo gli ostacoli, che si oppongono alla salvezza delle anime.

  A058000240 

 Esposi il sunto del nostro colloquio ed il vivo desiderio di D. Bosco di essere in armonia col suo Superiore Ecclesiastico, a cui lo vincolavano tante rimembranze.

  A058000248 

 La sera del nostro colloquio io stava aspettando questo scritto, quando ho ricevuto un piego di Mons. Arcivescovo contenente la restituzione del progettato articolo di D. Bosco, ed insieme l'annessa carta di visita con complimenti.

  A058000255 

 Fin dall'anno 1870, e quindi molto prima che in Torino si ponesse mano alla Chiesa di S. Secondo, la Congregazione Salesiana, mediante l'appoggio dei suoi Cooperatori e soprattutto del grande Pontefice Pio IX, nostro insigne Benefattore, attendeva alla costruzione della Chiesa, Ospizio e Scuole annesse di S. Giovanni Evangelista, per opporre un qualche rimedio al male, che vi facevano i Valdesi col loro tempio, ospizio e scuole innalzati in quel sito.

  A058000262 

 Il 20 Febbraio, essendo fuori dalla nostra Casa principale di Torino D. Bosco e i principali Superiori, l'Arcivescovo venne improvvisamente senza invito a prender parte ad una rappresentazione del nostro teatrino, mentre pochi giorni prima aveva mandato a D. Bonetti la sospensione dall'udire le Sacramentali Confessioni non solo per Chieri, ma per tutta la Diocesi, come si disse.

  A058000269 

 Non andò guari che egli, dimentico di queste intelligenze, ne mosse querela al Card. L. Nina nostro benevolo Protettore, e, per disporlo contro dei suoi protetti, gli dice che la detta offerta era stata accolta dai Salesiani con molta freddezza, e stava tuttora in attesa di una definitiva risposta.

  A058000278 

 Con tutto ciò io non intendo di muovere reclamo: i tempi sono troppo difficili; aumenteremo il nostro buon volere a lavorare per la gloria di Dio e non di più.

  A058000293 

 Anzi nel suddetto reclamo egli andò tant'oltre, che accusò persino i Salesiani di fare turpe mercimonio delle grazie {56 [104]} e favori ottenuti dai fedeli per invocazione alla Vergine Santissima, venerata nel nostro Santuario di Torino sotto il titolo di Auxilium Christianorum.

  A058000301 

 La ragione poi di questo rimbrotto d'insubordinazione è perchè, egli dice, D. Bosco mandò da Torino un suo Salesiano ad amministrare il Viatico, poi l'Estrema Unzione, e finalmente a fare la sepoltura alla salma per le vie pubbliche di Chieri di una Suora di Maria Ausiliatrice morta nel nostro Oratorio di quella città.

  A058000317 

 Pertanto il 2 Maggio un nostro Sacerdote si portò dall'Arcivescovo, pregandolo a voler permettere che Monsignor Lorenzo Pampino Vescovo d'Alba venisse nel giorno 24 Maggio a far qualche solenne funzione nella nostra Chiesa di Maria SS. Ausiliatrice in Torino, o almeno a predicare.

  A058000325 

 Nostro Arcivescovo sia stata amichevolmente ultimata, prega l'E. mo Card. Prefetto della S. Congregazione del Concilio a voler ritornare indietro le carte presentate a quest'uopo.

  A058000347 

 Secondo il suo avviso nel corso di questa settimana ho pensato, pregato ed anche consultato persona molto affezionata al nostro Arcivescovo intorno alla nostra vertenza.

  A058000380 

 Anche nel discorso della sera abbiamo avuto il fatto nostro.


don bosco-fatti ameni della vita di pio ix.html
  A059000010 

 Un povero ciabbattino, che fu uno de'suoi orfanelli, ne parla così: «Quando il cardinale Mastai divenne Sommo Pontefice, io, e gli antichi altri allievi abbiamo detto: Questi è il Papa nostro! Questi è il Papa de'poveri abbandonati... Mi ricordo sempre del luogo che occupai durante otto anni all'angolo di una delle tavole del refettorio di Tata Gioanni; siccome non ero de'più silenziosi, nè de'più puliti, l'abate Mastai si fermava sovente per tirarmi le orecchie; ma piuttosto per accarezzarmi, che per castigarmi... Pare che padre Gioanni nella sua qualità di muratore avesse la mano più pesante, {10 [60]} senza notare che una verga si trovava talvolta pronta in un angolo della camera.» Lo stesso calzolaio aggiunge: «Io assistei in Tata Gioanni ad una delle più commoventi scene della mia vita.

  A059000011 

 «Il giorno spuntò e noi udimmo fermarsi avanti alla porta una vettura che doveva toglierci il nostro benefattore... {12 [62]} Un'ora dopo noi eravamo orfani per la seconda volta.».

  A059000052 

 Il Santo Padre suole stare tre ore per ogni giorno in adorazione davanti a nostro Signore.

  A059000052 

 È là dove anche noi dobbiamo trovare i soccorsi di cui abbiamo bisogno per adempiere perfettamente i doveri del nostro stato, e prender forza e consolazione nelle nostre pene.

  A059000055 

 «Sulle prime io feci ogni mio potere per tenermi di non parlare; ma poco dopo non potendo più esser padrona del mio cuore e cedendo al trabocco della mia emozione, manifestai al Santo Padre, senza altro riguardo alle convenienze dell'etichetta, e senza pensare che gli altri non poteano intendermi, la pena grande che io provava a fìngere, e quali sforzi io facea contro me stessa per tenermi dal non cadere ginocchioni dinanzi al Vicario di Gesù Cristo, che di più in quel momento portava sul proprio cuore il santissimo corpo del nostro Salvatore chiuso entro la pisside mandata da Monsignor di Valenza.

  A059000059 

 È un privilegio incomparabile del nostro Augusto Pontefice, quello di essere stato predestinato dai tempi eterni dalla adorabile Trinità per porre il {34 [84]} compimento alle glorie di Maria sulla terra.

  A059000063 

 «Caro fìgliuol mio, gli disse la prima volta che 1'invitò a questa buona opera, grandi sventure minacciano il nostro sovrano Pontefice Pio VI, egli trovasi in somma tribolazione.

  A059000138 

 Accompagnava poi l'oblazione con una particolare benedizione agli oblatori con queste parole; «A questa mia tenue offerta tengano dietro più potenti e più generosi oblatori che cooperino a promuovere la gloria dell'augusta madre di Dio in terra, e così accrescasi il numero di quelli {61 [111]} che un giorno le faranno gloriosa corona in Cielo.» Alla benedizione del Santo Padre stava annessa la speciale protezione della santa Vergine, perciocchè senza un soldo di bilancio preventivo si cominciò il nostro edifizio e con prestezza incredibile di soli tre anni, fu condotto a termine ed è noto in questa città sotto al titolo di Chiesa di Maria Ausiliatrice.

  A059000139 

 Sull'esempio del divin Maestro, del quale così fedelmente Egli riproduce la mansuetudine e la bontà, il nostro amatissimo Pio IX si mostrò sempre pieno di benevolenza pei pargoletti, parla ad essi, li interroga, li accarezza come il Salvatore, ed essi non temono d'accostarsi all'augusta sua persona.

  A059000162 

 {76 [126]} Ed io risposi: «Oh! Santo Padre! anzi io ci trovo molto diletto.» Più lungi ancora il Santo Padre così interruppe: «Ecco gli Svizzeri.» «Ah! sì, sì, Santo Padre,» ed essi al nostro passare tutti s'inginocchiavano.

  A059000177 

 Io stessa le preparai alla lor confessione generale, e permettete che io il dica a voi, che amate tanto le figlie mie, la maggior consolazione d'una madre cristiana è di credere che i propri figli abbiano presentato a nostro Signore un'anima tutta pura e immune da qualunque sia grave colpa.

  A059000178 

 Cara amica, in qual modo esprimervi i sentimenti dell'anima mia, allorchè vidi il nostro buon Dio, portato dal suo Vicario sulla terra, discendere nell'anima delle mie due bimbe e appresso venire a mio marito e a me? In quel punto io mi sentia compensata di tutto quello che avea patito per questi tre esseri a me tanto cari.

  A059000181 

 E aggiunse: «e già ne avete 1'obbligo; imperocchè voi siete le pecorelle da me nutrite del pane celeste ed anche del pane terreno.» Ieri rivedemmo Monsignor Bedini e il cardinale Antonelli, il quale ci fece il miglior buon viso come già nell'ultimo nostro viaggio.

  A059000191 

 Quante volte trastullandosi con altri piccoli suoi compagni sotto gli occhi della propria madre fu visto arrestarsi tutto improvviso e porsi in disparte, levando gli occhi al cielo e inclinando lievemente la testolina come avesse udito dall'alto una voce d'angelo che gli dicesse: Fratello mio! Quante volte, dopo il pranzo in famiglia, {95 [145]} invece d'abbandonarsi senz'altro attendere a'suoi balocchi, si appartava furtivamente nell'oratorio materno, piegando le ginocchia e giugnendo le mani dinanzi un'immagine del glorioso bambin Gesù, cui gli si era insegnato ad imitar così bene, o davanti una statuetta dell'augusta Vergine che gli avean dipinta come il più bel tesoro della terra e del cielo! Alle soavi inspirazioni di questi due amori tutto celesti debbono 1'origine loro quelle virtù che pullularono sino dai primi anni del Santo nostro Pontefice, anni troppo rapidi, benedetti da tutto il mondo, ma sopratutto dagli infelici.

  A059000235 

 «Che dite, gridò il Papa, voltosi ai circostanti, non è un nostro simile {117 [167]} che qui soffre? Conviene soccorrerlo.».

  A059000245 

 Il buon Pio benedisse nuovamente e quei soldati veramente cristiani, che abituati al nostro linguaggio soldatesco sel chiamavano: {123 [173]} «mio Papa» come avrebber detto: «mio generale.» I più istruiti gli davano del Monsignore, e pochissimi del «Santo Padre.» Di ritorno al Vaticano, la Santità sua ridisse ogni cosa per singolo ai Cardinali e si trastullò giovialmente sugli appellativi datigli da que'bravi soldati.

  A059000256 

 Ammolli a servire con zelo nostro Signore che soffria nelle persone dei loro infermi, e come ricordo della sua venuta regalò a ciascuno un crocifìsso in legno d'ebano e in argento.

  A059000267 

 «Il nostro adoratissimo Santo Padre ha trovato modo di santificare il Giovedì grasso con un'opera degna della sua carità.

  A059000272 

 Sull'esempio del divino Maestro il nostro amatissimo Padre è pieno di carità e misericordia verso i poveri peccatori.

  A059000285 

 Nella pienezza della loro fede abbiano {141 [191]} ricorso assiduo a nostro Signor Gesù Cristo che ci riguadagnò a Dio col proprio sangue.

  A059000286 

 Non vi è cosa che non possa ottenere questa Regina, assisa alla destra di suo Figlio nostro Signore, Gesù Cristo ammantata d'oro e di bellezza fulgente.» ( V. l'Enciclica di Pio IX ).

  A059000288 

 Il nostro battesimo sembra che allor si svegli, e parli dentro noi, come parla la natura in presenza del nostro padre terreno.

  A059000288 

 Il vincolo col quale nostro Padre, che è nei cieli, ci volle congiunti visibilmente a sè sulla terra diventa quasi sensibile e palpabile.

  A059000288 

 Sì, i nostri vicini eretici ci chiamino pur papisti fin che lor piace; noi accettiamo siffatta denominazione, perchè è la nostra gloria, ed è nostro onore professarci d'essere diretti da un Padre la cui autorità, il cui amore si fanno conoscere da contrassegni e da affetti ai quali non potremo sbagliarci.

  A059000295 

 «Conosco la mia debolezza, ma grande è la mia fiducia, e non posso dire con nostro Signore: non potuistis una hora vigilare mecum: imperciocchè vi sieno tanti che vegliano in mia compagnia, tanti che pregano con me, tanti che meco piangono e sospirano.

  A059000306 

 «Ringraziare Iddio per la pace ottenuta fra le due grandi potenze cattoliche belligeranti, è nostro dovere; ma continuar le preghiere è un vero bisogno, atteso che oggigiorno uomini perversi altamente proclamano, che Iddio fece l'uomo libero quanto alle sue proprie opinioni, sieno politiche sieno religiose, disconoscendo in tal modo le aulorità poste da Dio sulla terra, alle quali è dovuta obbedienza e rispetto; dimenticando egualmente l'immortalità dell'anima, che al momento di far passaggio dal transitorio all'eterno, dovrà rendere un conto tutto speciale delle sue opinioni religiose al giudice onnipotente, inesorabile, imparando allora, ma troppo tardi, non vi essere che un Dio solo ed {151 [201]} una sola Fede, e che chiunque esce dell'arca dell'unità sarà sommerso nel diluvio delle pene eterne.

  A059000319 

 Allora alzando al cielo un'occhiata tutta inspirata dalla fede, il Vicario di Gesù Cristo colla voce di divino afflato conosciuta si bene dai pellegrini che vengono da Roma, disse: «Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il nome tuo, venga a noi il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.» {155 [205]}.

  A059000322 

 Su tal proposito ricordatevi che un giorno mentre nostro Signore andava accompagnato da'suoi discepoli, questi cammin facendo parlavan dei loro affari.

  A059000324 

 Dopo aver citato l'Evangelo del giorno e ricordato ciò che disse nostro Signore nell'ultima cena, che cioè il Santo Spirito venendo su questo mondo, avrebbe convinti gli uomini della loro incredulità, Pio IX soggiunse:.

  A059000335 

 Lo stesso nostro Signore cel lasciò detto nel santo Vangelo: Solamente colla preghiera e col digiuno, in oratione et ieiunio, si riesce a incatenare questo demone desolatore, che va devastando la terra e che avvelena non tanto la sorgente della vita degli individui, delle famiglie, e della intiera società, quanto, ed è peggio, compie la ruina delle anime immortali.

  A059000340 

 Dopo la soppressione dell' Univers che avea pubblicata la famosa Enciclica, il {170 [220]} celebre Luigi Veuillot essendo stato ricevuto in udienza da Pio IX, non appena il Papa si vide venire a'piedi l'eloquente scrittore, lo salutò con quelle parole di nostro Signore: Beati quelli che soffrono persecuzione per amor della giustizia.

  A059000340 

 Nessun uomo ha la memoria del cuore così come l'ha l'amatissimo nostro Pontefice.

  A059000357 

 Pio IX al primo vederli entrare non potè tenersi che non esclamasse: «Bravi Polacchi!» Dirigendosi poscia all'infante di Portogallo, soggiunse: «Ecco i poveri preti polacchi perseguitati e oppressi dalla Russia e respinti dall'Austria.» Allora il preside dei preti rifugiati venne ai piedi del trono e recitò a nostro Signore un indirizzo dettato in latino, del quale ecco la fedele versione:.

  A059000361 

 Aggradite soprattutto l'inesprimibile riconoscenza del nostro popolo fedele, aggradite i suoi voti e le sue lagrime, delle quali fummo noi stessi ben testimoni, quando con lui ci felicitammo della vostra sollecitudine e della vostra bontà per noi: aggradite la fede di quella nazione, che vi venera piamente qual suo pastore, aggradite la sua speranza, che sulla terra non ha altro riposo che in voi: aggradite l'amore col quale abbraccia dal fondo dell'anima un padre che le è tanto affettuoso!.

  A059000397 

 E come pegno di tutte grazie celesti, come prova della notra paterna affezione, noi dal fondo del nostro cuore a voi, fìgliuol caro, alla vostra famiglia, e a tutti coloro che vi sono commessi impartiamo la benedizione apostolica.

  A059000397 

 Noi vi raccomandiamo di ringraziare a nome nostro tutti i signori polacchi di costà e di far loro conoscere, che noi graziosissimamente impartiamo loro la benedizione apostolica.

  A059000398 

 «Dato in Roma, presso s. Pietro, il 26 maggio 1864 l'anno decimo ottavo del nostro Pontificato.

  A059000411 

 Iddio lo conserverà lungo tempo al nostro amore figliale, alla nostra somma venerazione.

  A059000420 

 Questo tratto dell'amatissimo nostro Pontefice non rende forse più cara 1'umiltà della divozione?.

  A059000427 

 Il nostro buon uomo vi durò solo qualche giorno, e venne a dire al Papa:.

  A059000445 

 E poichè ebber visto che veniva il Papa, quelle allegre brigate se gli mossero incontro, gridando: Viva il nostro adorato Sovrano! Viva il Papa! Resti sempre fra noi, per farci felici, per farci allegri! E le donne coi loro cembali o tamburelli, gli uomini coi loro violini e flauti e chitarre s'inginocchiavano suonando l'inno di Pio IX, poi altri lo seguiano, altri volevano precederlo, stringendo arditamente la mano, i panni delle sue vesti, altri si prostravano applicando le labbra sopra i sacri suoi piedi.

  A059000445 

 Vedete ora, dice il nostro corrispondente che vi fu testimonio di vista, vedete ora, la sovranità cristiana, o, se vuoisi, la paternità reale, dolce, amabile, facile, tutta affabilità coi piccoli, forte, solenne, {223 [273]} maestosa, qualche fiata terribile coi potenti inalberatisi per orgoglio, invidia ed altre passioni sacrileghe.

  A059000468 

 «Così gridava il nostro buon popolo con accenti di tenera famigliarità, e il Papa sporgeva alla portiera per rispondere colla voce e col gesto e per benedire.

  A059000469 

 Nel corso dell'anno 1862 Pio IX essendo andato a Marino, una donna presso che centenaria si adoperava a rompere la folla sul passaggio del nostro Signore, gridando con tutto lo spirito: «Che tu sii il benvenuto, Santo Padre, Iddio ti doni lunga vita.» Secondo lei, era nata sotto il pontificato di Papa Braschi; avea visto {232 [282]} trafugare Pio VI e Pio VII, il ritorno di quest'ultimo, e Pio IX traversare Albano, tornato che Egli fu dall'esilio di Gaeta.

  A059000474 

 Un giorno in un trattenimento familiare dei prelati, che compongono la casa del Papa, si parlava alla presenza di nostro Signore degli uragani e delle tempeste, che minacciano la barca di s. Pietro.

  A059000513 

 «Mio buon amico, se vi resta ancor molto da raspar così, sarà meglio che rimandiamo il nostro affare ad altro giorno.

  A059000568 

 «Il Papa nostro Signore non limita soltanto a Roma le opere di sua carità inesausta e di sua sovrana munificenza: ma al contrario desideroso di portar soccorso a tutti quelli, che soffrono, stende le sue largizioni a tutte le parti del mondo.

  A059000608 

 «A proposito del diciannovesimo anniversario della elezione del nostro Santo Padre Papa Pio IX, una persona degna di fede ci ha comunicato un fatto che, avuto in vista alla precisione dei particolari, ci si presenta con tutti i caratteri dell'autenticità.

  A059000628 

 «Debbo cominciare questa mia col darvi notizia di un insigne favore ottenuto da Dio mercè del nostro amatissimo Santo Padre Pio IX.

  A059000629 

 Al dire di due medici e di quattro preti, non escluso il nostro vescovo accorso in questa occasione, il moribondo era all'ultimo suo fine.

  A059000633 

 Carlo avea chiesto soltanto un po'di tempo, affinchè potesse prepararsi a comparire davanti a Dio, ed ecco che nostro Signore, a far manifesta la santità del suo Vicario, gli ridonò la salute come a'suoi quarant'anni.».

  A059000642 

 Cionondimeno desiderosi di dare un segno di stima e di figliale venerazione verso il Capo della Cattolica Religione, verso il comun nostro Padre, il successore di s. Pietro, il Vicario di Gesù Cristo, abbiamo fatto i nostri sforzi: abbiamo unito 1'obolo del povero.

  A059000645 

 Ci protestiamo aflezionatissimi figli: e malgrado gli sforzi dei malevoli per allontanarci dalla unità cattolica, noi riconoscendo nella Santità Vostra il successore di s. Pietro, il Vicario di Gesù Cristo, a cui chi non è unito va eternamente perduto, e nell'intima persuasione che niuno da Voi disgiunto può appartenere {302 [352]} alla vera Chiesa, dichiariamo di voler vivere e morire sempre uniti a questa Chiesa, di cui voi siete capo, offrendoci pronti a spendere ogni nostro avere, ogni sostanza e la vita medesima per mostrarci degni figli di un si tenero Padre.».

  A059000662 

 S. Pietro, primo papa, venuto a Roma circa 10 anni dopo la morte del nostro Divin Salvatore, occupò questa sede 25 anni, 2 mesi e 7 giorni.

  A059000671 

 A qual somma ammontassero le offerte in questa occasione non sappiamo: bensì sappiamo che l'Unità Cattolica scriveva al 14 di giugno: «Per l'anniversario della esaltazione al Pontificato del nostro santo Padre speriamo di poter fare una nuova spedizione a Roma, che sarà la quinta in quest'anno.

  A059000694 

 - Di che v'inquietate, gli rispose sorridendo il santo vescovo, il buon Dio che nutrisce gli uccelli dei campi, non ci ha egli promesso il nostro pane di ciascun giorno?.

  A059000711 

 Lo scopo del nostro lavoro è ordinato alla gloria della Chiesa cattolica; perche nella grandissima sventura sofferta dal popolo romano, il presidio più possente non è stato dai declamatori di filantropia, e di umanità, sibbene dalla carità cattolica che regnava negli animi dei preti, e dei buoni laici che gareggiando si sono slanciati al soccorso.

  A059000725 

 Così alla colletta di limosine in favore de'danneggiati dalle recenti innondazioni in Italia, da Lui aperta con offerta generosa, voglionsi aggiungere i soccorsi spediti ai poveri superstiti dallo spaventoso tremuoto, che tante migliaia di vite ha mietuto sulle coste delle repubbliche dell'Equatore e del Perù, e l'altro sussidio, di cui parla in questi termini il Giornale di Roma: «La Santità di Nostro Signore, commosso dallo stato lacrimevole, cui per le innondazioni testè sofferte sono ridotte alcune contrade della Svizzera, volendo adoperare verso tanti infelici nella stessa guisa, che in somiglianti circostanze fece verso agli abitatori di altre regioni, ha per il pietoso scopo rimesso all'incaricato di Affari della Santa Sede in Lucerna quel soccorso che al suo cuore benefico è stato consentito dalle sue strettezze economiche.».

  A059000727 

 Del quale magnifico dono leggemmo nel Giornale di Roma de'ventisei febbraio: «Alcuni giornali, nel render conto del presente, che recentemente la Santità di nostro Signore ha fatto a Sua Maestà Cattolica la Regina di Spagna coll'inviarle la Rosa d'Oro, hanno asserito che l'ultimo invio di tal dono fosse precedentemente diretto alla Regina di Napoli nel 1849.

  A059000733 

 Magnifica idea, così conchiude l' Ancora, la quale come forma la gloria del Nostro Santo Padre Pio IX, forma puranco la consolazione di noi tutti suoi figli.


don bosco-fatti contemporanei.html
  A060000148 

 Povero me! in che tremendo stato mi trovo {31 [81]} mai! Conosco ora la ragione, per cui, il nostro ministro Peyran, sebbene abbia molto scritto e predicato a favore del Protestantismo, tuttavia in punto di morte fe'tutti li suoi sforzi per morir cattolico.

  A060000158 

 Abbiamo però da consolarci nel nostro cuore, che sebbene quell'infermo non abbia potuto avere un sacerdote per compiere quanto è necessario in simili circostanze, possiamo tuttavia sperare, che Iddio abbia appagato li suoi buoni desiderii, e che siasi salvato.

  A060000231 

 Luigi parte, e per istrada tra sè parla così: Dicano quel che vogliono dei preti, {45 [95]} ma questo nostro Curato è un galantuomo; sono dieci anni che gli reco disturbo, ed egli mi ha sempre voluto bene.


don bosco-favori e grazie spirituali concessi dalla santa sede alla pia societa di s. francesco di sales.html
  A061000050 

 Il Santissimo Signor Nostro Pio per Divina Provvidenza Papa IX benignamente accondiscese alle preghiere del Supplicante riferite da me sottoscritto per le cose domandale senza alcuna spedizione di Breve.

  A061000058 

 La Santità di Nostro Signore Pio per Divina Provvidenza Papa IX benignamente accondiscese alle preghiere dell'Oratore riferite per mezzo di me sottoscritto, secondo le cose sopra domandate, senza alcuna spedizione di Breve.

  A061000065 

 Congratulandoci con Voi, degno Sacerdote di Dio, che abbiate con industre carità saputo stabilire la non mai abbastanza commendevole Congregazione dei poveri giovani nel pubblico Oratorio di S. Francesco di Sales in Valdocco, giudichiamo cosa giusta il testificarvi, mercè le Presenti, il nostro perfetto gradimento, con deputarvi effettivamente Direttore Capo Spirituale {15 [141]} dell'Oratorio di S. Francesco di Sales, a cui vogliamo siano uniti e dipendenti quelli di San Luigi Gonzaga e del S. Angelo Custode, affinchè l'opera intrapresa con si felici auspizi progredisca e si amplifichi nel vincolo della carità, a vera gloria di Dio, e a grande edificazione del prossimo, conferendovi tutte le facoltà, che sono necessarie ed opportune al santo scopo.

  A061000066 

 Mandiamo intanto ad inserirsi negli atti della nostra Curia Arcivescovile queste Patenti per originale, con facoltà al nostro Cancelliere di rilasciarne copia.

  A061000122 

 La salute delle anime, affidate alla cura del SS. Nostro Signore Pio Papa IX dal Principe dei Pastori, lo rende di continuo vigilante, a fine di non tralasciare alcuna cosa intentata, perchè la sacrosanta Cattolica Fede, senza cui è impossibile piacere a Dio, in ogni parte della terra sempre fiorisca e si dilati.

  A061000135 

 Il Nostro diletto figlio Giovanni Bosco, sacerdote Torinese, Ci espose aver egli in animo, per eccitare ed accrescere la divozione dei fedeli verso la Santa Madre di Dio e l'Augusto Sacramento dell'Eucaristia, d'instituire, colla licenza dell'Ordinario, nella Chiesa dedicata a Maria SS. Ausiliatrice nella città di Torino, una Pia Società col nome di Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice, i cui Soci abbiano per iscopo principale di promuovere il culto della Immacolata Madre di Dio e dell'Augusto Sacramento.

  A061000137 

 Noi adunque molto commendando le salutari e proficue cure del predetto Nostro amato figliuolo, affinchè col divino aiuto vie maggiore incremento di giorno in giorno prenda questa Associazione, {38 [164]} appoggiati alla misericordia di Dio ed all'autorità de' Beati Apostoli Pietro e Paolo, a tutti e singoli i fedeli Cristiani dell'uno e dell'altro sesso, che ora e per l'avvenire verranno inscritti nella Pia Società, che ha nome di Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice, canonicamente eretta nella Chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice nella città di Torino, veramente pentiti e confessati e comunicati, e che avranno divotamente visitato questa medesima Chiesa, l'Oratorio o l'Altare della Società, dai primi vespri fino al tramonto del sole, nelle feste della Natività, Circoncisione, Epifania ed Ascensione di N. S. G. C, nella Domenica di Pentecoste, nella Solennità del SS. Corpo del Signore, e similmente nelle sette principali feste dell'Immacolata Vergine Madre di Dio, e quivi avranno pregalo per la concordia dei Principi Cristiani, per l'estirpazione delle eresie, e per l'esaltazione di S. Madre Chiesa, in qualunque dei sopradetti giorni ciò avranno fatto, misericordiosamente concediamo nel Signore Plenaria Indulgenza e remissione di tutti i loro peccati.

  A061000140 

 Dato in Soma presso S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore il giorno 16 marzo 1869, l'Anno ventesimo terzo del Nostro Pontificato.

  A061000144 

 Dato a Roma presso S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore addì 11 Marzo 1870, del nostro Pontificato Anno ventesimo quarto.

  A061000146 

 Inoltre per la medesima Nostra Autorità e colle presenti Lettere concediamo ai Rettori e Confratelli dell'Arciconfraternita così eretta, che sono e che saranno, che osservata la Costituzione di Clemente VIII, Nostro Predecessore, di veneranda memoria, già pubblicata per l'addietro, possano liberamente e lecitamente aggregarsi altre Società del medesimo titolo ed istituto, che sono canonicamente istituite nella sola diocesi di Torino, ed a quelle comunicare tutte le Indulgenze, remissioni di peccati, e rilassazioni di penitenze concesse da questa Santa Apostolica Sede alla Società ora da Noi eretta ad Arciconfraternita, ed altre che siano comunicabili.

  A061000148 

 Dato in Roma presso S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore addì 5 Aprile 1870, del Nostro Pontificato l'Anno ventesimo quarto.

  A061000163 

 La Santità di Nostro Signore Pio Papa IX, nell'Udienza avuta dal sottoscritto Mons. Segretario della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, in data 3 Aprile 1874, Feria sesta in Parasceve, osservate attentamente le Lettere Commendatizie dei Vescovi dei Luoghi, in cui esistono Case della Pia Società detta dei Preti di S. Francesco di Sales, e gli abbondanti frutti che la medesima produsse nella Vigna del Signore, le soprascritte Costituzioni, come si contengono in questo esemplare, di cui l'Autografo si conserva nell'Archivio di questa Sacra Congregazione, approvò e confermò, come col tenore del presente Decreto le approva e le conferma, salva la giurisdizione degli Ordinarli, secondo il prescritto dei Sacri Canoni e delle Apostoliche Costituzioni.

  A061000165 

 R. D. Ioannes Bosco; Institutor Congregationis Salesianae nuncupatae, a Sanctissimo Domino Nostro Pio Papa IX supplicibus votis postulavit ut in Ecclesia, Domui Taurinensi eiusdem Societatis adnexa, Festum Beatae Mariae Virginis Christianorum Auxiliatricis praefatae Ecclesiae Titularis, valeat ad utilitatem Fidelium vel anticipari vel transferri a die pro eodem Festo celebrando statuta, nempe die XXIV Maii.

  A061000167 

 Il Rev. Don Giovanni Bosco, Fondatore della Congregazione Salesiana, domandò con supplichevoli preghiere al SS.Sig. Nostro Pio Papa IX, che nella Chiesa della medesima Società annessa alla Casa di Torino, la Festa della Beata Vergine Maria Ausiliatrice dei Cristiani, Titolare della predetta Chiesa, possa ad utilità dei Fedeli o anticiparsi o trasportarsi dal giorno stabilito per la celebrazione della medesima Festa, cioè dal dì 24 di Maggio.

  A061000179 

 Quum in Ecclesiis Congregationis Salesianae haud paucis Missarum de Requie oneribus, tum fixis tum adventitiis, sit satisfaciendum, et dies liberi ut plurimum desiderentur; R. D. Ioannes Bosco, eiusdem Congregationis Institutor, Sanctissimo Domino Nostro Pio Papae IX enixe supplicavit ut in Ecclesiis ipsis eiusmodi Missae de Requie cum Cantu locum habeant etiam dum officia occurrunt {56 [182]} ritus Duplicis; Sanctitas Sua, referente subscripto Sacrorum Rituum Congregationis Secretano, ita annuit benigne, ut in singulis Ecclesiis memoratae Congregationis, quae simili Indulto non gaudent, duabus intra quamlibet hebdomadam diebus Missae de Requie cum Cantu celebrentur; attamen exceptis Duplicibus Primae et Secundae Classis, Festis de Praecepto servandis, Feriis, Vigiliis, Octavisque Privilegiatis.

  A061000187 

 Il Santissimo Nostro Signore Pio Papa IX, per mezzo del relatore sottoscritto Segretario della Congregazione dei Sacri Riti, alle calde preghiere del Rev. Don Giovanni Bosco, Fondatore della Congregazione Salesiana, benignamente acconsentì che il Superior Generale per tutte le Chiese della predetta Congregazione, e il Superiore locale per la rispettiva Chiesa, possa benedire quella Sacra Suppellettile (Arredi o Paramenta Sacre) per cui non si adopera la Sacra Unzione.

  A061000192 

 Il SS. Nostro Signore Papa Pio IX ascoltando con bontà le supplichevoli istanze del Rev. Don Giovanni Bosco, Fondatore della Salesiana Congregazione, esposte dal sottoscritto Segretario della Congregazione dei Sacri Riti, benignamente accondiscese che gli Alunni della sua Congregazione per ragionevole motivo possano celebrare la S. Messa un'ora prima dell'aurora, ed un'ora dopo mezzodì, ma soltanto in occasione delle Missioni.

  A061000197 

 Dato a Roma presso S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore addì 26 Febbraio 1875, del Nostro Pontificato Anno vigesimonono.

  A061000204 

 Dato a Roma, presso S. Pietro, sotto l'Anello del Pescatore addì 30 Luglio 1875, del Nostro Pontificato Anno trigesimo.

  A061000206 

 Facta relatione de iis omnibus SS. mo Domino Nostro in audientia habita ipsa die 16 Septembris 1875 a Secretano S. Congregationis Episcoporum et Regularium, Sanctitas Sua benigne propositas resolutiones {76 [202]} approbavit, dispensando super expeditione Literarum Apostolicarum.

  A061000209 

 Fatta relazione di tutto questo al SS.mo Signor Nostro nell'udienza avuta dello stesso giorno 16 Settembre 1875 dal Segretario della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, la Santità Sua approvò benignamente le proposte risoluzioni, dispensando sopra la spedizione delle Lettere Apostoliche.

  A061000229 

 Dall'Udienza del SS. mo avuta il giorno 14 Novembre 1875, la Santità di Nostro Signore Pio per divina Provvidenza Papa IX, per mezzo di me relatore sottoscritto Pro Segretario della Sacra Congr.

  A061000246 

 Roma, presso S. Pietro addì 17 Novembre 1875, del Nostro Pontificato Anno trigesimo.

  A061000257 

 Per l'autorità del SS. mo Nostro Signore Pio PP. IX a Noi affidata, se vere sono le cose esposte, si rimettono le preghiere all'arbitrio ed alla coscienza del medesimo Oratore colle facoltà necessarie ed opportune per quanto è di sopra domandato.

  A061000259 

 Avendoci pertanto manifestato il Nostro diletto figlio Sac. Gioanni Bosco Superiore della Congregazione dei Preti Salesiani esser suo grandissimo desiderio e de' suoi che Ci degnassimo concedere alcune grazie spirituali ed alcuni privilegi, che possano tornare a vantaggio non di loro solamente, ma di tutti ancora i fedeli Cristiani, Noi credemmo dover condiscendere a questo desiderio, per quanto Ci è dato nel Signore.

  A061000259 

 Inoltre con Autorità Apostolica diamo facoltà ai Preti sopradetti, che ogni volta che visiteranno un fedel Cristiano, dell'uno e dell'altro sesso, posto in pericolo {93 [219]} di morte, se lo troveranno sinceramente pentito e confessato e nutrito della S. Comunione, o non avendo ciò potuto fare, almeno pentito, avrà divatamente invocato il nome di Gesù colla bocca se possa o altrimenti col cuore, e riceverà con rassegnazione la morte dalla mano di Dio come pena dovuta al peccato, possano liberamente e lecitamente impartirgli l'Apostolica Benedizione a Nostro nome e del Romano Pontefice che vi sarà in quel tempo, coll'Indulgenza e plenaria remissione di tutti i suoi peccati, osservando tuttavia il rito e la formala prescritta da Benedetto XIV Nostro Predecessore.

  A061000274 

 Dato a Roma appo S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore nel dì 9 Maggio 1876, del Nostro Pontificato Anno trigesimo.

  A061000290 

 Dato a Roma presso S. Pietro, sotto l'Anello del Pescatore, addi 12 Settembre 1876, del Nostro Pontificato Anno trigesimo primo.

  A061000294 

 Dato a Roma presso S. Pietro, sotto l'Anello del Pescatore, addì 12 Settembre 1876, del Nostro Pontificato Anno trigesimo primo.

  A061000297 

 Ci fu riferito dal diletto Nostro figlio sac. Giovanni Bosco essere stata istituita nella città di Torino, nella chiesa dedicata alla Vergine SS. Immacolata, sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani, una Pia Confraternita di Divoti della Beatissima Vergine Maria Ausiliatrice, eretta in Arciconfraternita l'anno 1870, con privilegio di aggregare altre simili Congregazioni {120 [246]} dello stesso nome e tenore, istituite netta Diocesi di Torino.

  A061000297 

 Decretando che questo Nostro Breve conservi ora e sempre la sua forza, validità ed efficacia, che abbia e consegua i suoi pieni e intieri effetti, e torni in tutto e per tutto a vantaggio di coloro, che esso riguarda; e che nello stesso modo debba essere giudicato e definito da qualunque Giudice Ordinario o delegato, eziandio dagli Uditori delle Cause del Palazzo Apostolico; dichiarando irrito e senza valore ogni attentato in pregiudizio {121 [247]} della presente Concessione, se mai avvenisse, o scientemente o per ignoranza, per opera di chiunque in qualsiasi Autorità costituito.

  A061000297 

 Noi pertanto, assecondando questi voti, e volendo dare prova di speciale benevolenza verso tutti e singoli coloro, in favore dei quali è concesso questo Breve, assolvendoli e considerandoli assolti, in grazia unicamente di questo favore, da qualunque ecclesiastica sentenza, censura e pena di scomunica e di interdetto, in qualunque maniera e per qualsivoglia causa inflitta, se mai vi fossero incorsi, di Nostra Apostolica Autorità, in virtù di questo Breve, concediamo in perpetuo alla detta Arciconfraternita dei divoti di Nostra Signora la Vergine SS. Ausiliatrice, istituita in Torino nella Chiesa di S. Maria Aiuto dei Cristiani, la facoltà di aggregare a sè altre Confraternite dello stesso nome e tenore, eziandio di tutte le altre Diocesi del Piemonte, purchè siano state canonicamente erette, e siasi accuratamente osservata la forma di Clemente Papa VIII Nostro Predecessore di felice memoria, non che le altre Apostoliche Ordinazioni sopra ciò pubblicate.

  A061000298 

 Dato a Roma presso S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore, il 2 Marzo 1877, del Nostro Pontificato Anno trigesimo primo.

  A061000302 

 La Santità di Nostro Signore, volendo che la Congregazione Salesiana, la quale va acquistando ogni giorno nuovi titoli alla speciale benevolenza della S. Sede per le opere di carità e di fede impiantate nelle varie parti del mondo, abbia uno speciale Protettore, si è benignamente degnata di conferire quest'officio alSig. Cardinal Lorenzo Nina Suo Segretario di Stato.

  A061000307 

 Per la qual cosa, confidati nella misericordia di Dio Onnipotente, e per l'autorità de' suoi Santi Apostoli Pietro e Paolo, a tutti e singoli i Fedeli in qualunque maniera appartenenti agli Ospizi, e Collegi ed Oratorii di detta Congregazione in articolo di morte di ciascun di loro, se veramente pentiti e confessati e nutriti della Santa Comunione, o, non avendo potuto ciò fare, almeno contriti avranno divotamente invocato il nome di Gesù, colla bocca potendo, se no col cuore, e riceveranno con animo paziente la morte dalla mano del Signore come pena del peccato, concediamo l'Indulgenza Plenaria; e a quelli dei medesimi che anche veramente pentiti e confessati e nutriti della Santa Comunione, avranno divotamente visitato la Chiesa o l'Oratorio della rispettiva Pia Casa, ogni anno nelle feste della Natività del Nostro Signor Gesù Cristo, e della Concezione della B. V. Maria Immacolata, di S. Giuseppe Sposo della stessa Immacolata Madre di Dio, dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, e di S. Francesco di Sales e nella Domenica di Risurrezione dai primi Vespri di tali giorni fino al tramonto del sole, e quivi avranno offerte divote preghiere a Dio per la concordia dei Principi Cristiani, per l'estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l'esaltazione di Santa Madre Chiesa, nel giorno dei predetti, in cui avranno ciò fatto, concediamo similmente per la misericordia del Signore la Plenaria Indulgenza e remissione di tutti i loro peccati.

  A061000309 

 Dato a Roma presso S. Pietro sotto l'Anello del Pescatore, addì 22 Aprile 1879, del Nostro Pontificato Anno secondo.

  A061000322 

 Eporediae in Palatio Nostro Epis.


don bosco-fondamenti della cattolica religione.html
  A062000068 

 G. C. diede a s. Pietro un'autorità assoluta, che suole denominarsi Primato di onore e di giurisdizione, in forza di cui egli può comandare e proibire tutto ciò {18 [520]} che giudica opportuno pel nostro bene spirituale ed eterno.


don bosco-i concili generali e la chiesa cattolica.html
  A065000004 

 Tutti vogliono parlare del concilio che sarà fra breve convocato dal nostro santo padre Pio IX, e da quanto pare non tutti ne parlano rettamente, esidero di avere in ciò le idee giuste, affinchè in ogni evento possa ancor io dire la mia ragione senza restare imbrogliato come fui quest'oggi istesso.

  A065000032 

 il nostro santo padre Pio IX al concilio ecumenico che convocò per quest'anno in Roma non credette bene d'invitare alcun principe.

  A065000094 

 Ora vorrei che ritornassimo sul nostro concilio, dal quale, per verità, ci siamo alquanto allontanati, lasciandolo dietro.

  A065000106 

 Applica ora la tua assennata risposta al caso nostro.

  A065000166 

 Cotesto ordine militare instituito a Gerusalemme al tempo delle Crociate ebbe questo nome dall'abitazione che avevano preso i suoi membri vicino al tempio di nostro Signore, e loro uffizio era quello di difendere la Terra santa.

  A065000180 

 Ma basti così; veniamo ora al nostro ultimo concilio.

  A065000185 

 Ora siccome le nostre conversazioni sui concili cominciarono dal concilio testè intimato dal nostro santo padre Pio IX, così mi parrebbe ben fatto che noi le terminassimo ritornando sul medesimo.

  A065000194 

 Di che con sommo dolore nostro e di tutti i buoni, e con danno delle anime che non sarà mai abbastanza deplorato, per ogni dove siffattamente si estesero l'empietà e la corruzione dei costumi, la sfrenata {138 [138]} licenza e la peste delle perverse opinioni di ogni genere, e di tutti i vizi e di tutte le scelleratezze, e la violazione delle leggi divine ed umane, sicchè non solamente la ss. nostra Religione, ma anche l'umana società ne sono in miserando modo turbate e trvagliate.

  A065000194 

 In tanto cumulo di calamità che opprimono il nostro cuore, continua a dire il Papa, il pastorale ministero a noi dalla divina autorità commesso richiede che rivolgiamo più che mai le nostre forze a riparare le rovine della Chiesa, la salute di tutto il gregge del Signore, a reprimere gli sforzi e gli impeti esiziali di coloro, che, se fosse possibile, vorrebbero sconvolgere dalle fondamenta la stessa Chiesa e la società civile... Ora seguendo le orme degli illustri nostri predecessori, abbiamo stimato opportuno radunare tutti i venerabili fratelli vescovi di tutto l'orbe cattolico in un generale concilio.» Così il Papa

  A065000199 

 Il popolo ragiona, e vedendo che i suoi pastori ricusano di recarsi ad un concilio generale della Chiesa cattolica potranno ragionevolmente dire: «Il nostro episcopato col rifiutare di intervenire al concilio ecumenico dà a pensare che esso si sente incapace di sostenere la discussione in faccia all'episcopato latino;» e rivolti ai loro pastori potrebbero loro parlare così: «O la verità sta dalla parte vostra o dalla parte della Chiesa latina.

  A065000216 

 Onnipotente ed eterno Iddio, usate anche misericordia al vostro servo, nostro sommo pontefice Pio, e secondo la vostra bontà, guidatelo sulla via dell'eterna salute, affinchè per la grazia vostra egli desideri con ardore e compia con fortezza quanto vi piace.

  A065000224 

 Per altra parte io ti posso pur anche assicurare che le tue preghiere torneranno molto gradite al nostro Signor Gesù Cristo, il quale altro di più non desidera che di essere pregato per la salute di quelle anime già state da lui redente col proprio sangue.

  A065000225 

 Imperciocchè il nostro giovanile esempio propagandosi darebbe un eccitamento a tante altre persone, e metterebbe in tutta la parochia un insolito fervore.


don bosco-i papi da s. pietro a pio ix.html
  A066000001 

 Noi speriamo che questo lavoro, quantunque umile, contribuirà un poco a far spiccare la verità di quelle parole che il nostro immortale pontefice Pio IX, le cui azioni altrettanto grandi quanto gloriose, renderanno certamente la sua memoria illustre e cara alla Chiesa, pronunziò nel suo concistoro segreto del 17 settembe {3 [329]} 1860: « La Sede Apostolica lungi dall'essersi mai opposta alla vera e soda felicità delle nazioni, in ogni epoca si rese benemerita di tutto il genere umano.

  A066000007 

 Perchè adunque vi sono tra noi contenzioni? {10 [336]} Non abbiamo forse tutti lo stesso Dio, lo stesso Cristo, lo stesso spirito di grazia diffuso su di noi, la stessa vocazione in Gesù Cristo? Perchè divideremo noi le sue membra? Perchè facciamo noi la guerra al nostro proprio corpo? Siamo noi talmente insensati da dimenticare che noi siamo membra gli uni degli altri? O miei dilettissimi, noi vi scriviamo non solamente per avvertire voi, ma anco per donare un salutare avvertimento a noi stessi; imperocchè noi facciamo tutti lo stesso viaggio, ed il medesimo combattimento ne è imposto.

  A066000007 

 Prendiamo ad esaminare il nostro corpo; la testa senza i piedi è nulla, nè i piedi sono alcunchè senza il capo.

  A066000066 

 Gregorio XIII alla fine del secolo XVI riformò, in seguito alle osservazioni de' sapienti ch'egli aveva a questo fine riuniti a Roma, il calendario detto di Giulio Cesare, che era difettoso, e fece usare il calendario nuovo chiamato dal suo nome Gregoriano, che noi adoperiamo oggidì, e che rende importanti servizii alla società, fissando colla maggior precisione possibile il tempo della rivoluzione annuale del nostro pianeta intorno al sole.

  A066000100 

 « La Definizione dogmatica della Concezione Immacolata della Vergine Madre di Dio è certo l'avvenimento più insigne del nostro secolo riguardo alla credenza cattolica.

  A066000101 

 Della università di questo entusiasmo {90 [416]} religioso destato nell'orbe cattolico verso cotanto singolare privilegio della Madre di Dio, abbiamo una prova insigne in un monumento offerto nei passati solennissimi giorni alla Santità di nostro Signore, pel quale la bolla Ineffabilis Deus, con cui la Beatitudine sua decretò dommatica la dottrina dell'Immacolata Concezione, leggesi voltata in trecento delle lingue vive e parlate in tutta la superficie del globo.


don bosco-il cattolico istruito nella sua religione.html
  A067000002 

 Il Figlio di maggior età a nome de' suoi fratelli prende a parlare così: Non temete per noi, caro padre; noi siamo stati istruiti abbastanza nella nostra santa cattolica religione, abbiamo studiato {3 [197]} buoni libri, saremo assidui alle prediche del nostro curato, e, dipendendo sempre da voi, nulla ci accadrà di contrario.

  A067000014 

 Basta solo aprire gli occhi, e contemplare ciò che si presenta al nostro sguardo, per farci una chiara idea dell'esistenza di un Dio Creatore, da cui tutto ebbe principio; Conservatore, da cui tutto dipende.

  A067000041 

 In secondo luogo dicesi assequio ed onore a Dio dorato, per la ragione che un figlio deve amar suo padre, un suddito star soggetto al suo re, il beneficato deve esser grato al benefattore: così noi dobbiamo onorare Dio come nostro padre, nostro re supremo e nostro benefattore.

  A067000045 

 li culto interno è quello che noi rendiamo a Dio col nostro cuore e coll'anima nostra per mezzo dell'adorazione, dell'amore, della riconoscenza, della sommessione, della confidenza.

  A067000167 

 A quest'ora voi comprenderete, che il Messia è quello che noi chiamiamo (si pronunzi questo nome colla massima venerazione) GESU CRISTO, e che noi adoriamo, e riconosciamo per nostro Salvatore, vero Dio e vero Uomo.

  A067000179 

 Queste verità sono minutamente contenute in un libro detto il Vangelo, libro il più perfetto del inondo, che contiene la vita, la dottrina, le virtù ed i miracoli del nostro Divin Salvatore.

  A067000275 

 Seguitiamo piuttosto l'esempio del nostro Divin Salvatore, il quale pregava per quei medesimi Ebrei che lo avevano messo in croce.

  A067000276 

 Conchiudiamo pertanto questa prima parte dei nostri trattenimenti col ravvivare la nostra fede in Dio Creatore e Conservatore di noi, e di tutte le cose; sia tutta la nostra gratitudine e riconoscenza al nostro Divin Salvatore Gesù Cristo.

  A067000277 

 Divina ce la fa conoscere il nostro divino Salvatore con una moltitudine di miracoli, specialmente con quello della sua gloriosa Risurrezione ed Ascensione al cielo.

  A067000290 

 No certamente: il mondo non era annoiato dell'idolatria, perchè favoriva le passioni degli uomini; nemmeno la novità accrebbe il numero dei fedeli; perciocchè la novità può bensì talvolta accrescere il numero de' seguaci, ma soltanto quando si presenta in aspetto piacevole o almeno sotto le apparenze di qualche utilità; la qual cosa non ebbe luogo nel nostro caso.

  A067000443 

 Questo nostro Divin Salvatore, pieno d'amore per noi, mentre ancor viveva tra gli uomini, ha più volte parlato dell' autorità che dava ai ministri della sua Chiesa.

  A067000470 

 Il nostro divin Salvatore, venuto dal Cielo in terra per salvare tutti gli uomini, fondò la sua Chiesa a guisa d'un grande edifizio, in cui potessero avere ricovero e salvezza gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi; e siccome egli assicurò che le porte dell'inferno non avrebbero mai potuto atterrare questo grande edifizio, ne segue che esso doveva e deve essere in ogni tempo conoscibile, e in ogni tempo visibile, perchè doveva in ogni tempo essere la salvezza degli uomini.

  A067000829 

 Oli questa è grossa! uomini, donne, vecchi, fanciulli, tutti preti? sarebbe curiosa che Battista nostro vignaiuolo il quale appena sa compitare si mettesse pur egli a dir messa, confessare e predicare: oh che pazzo, che pazzo! Lutero fondava almeno queste stravaganze sopra qualche ragione, o sopra qualche autorità della Bibbia?.

  A067000845 

 Il padrone a tale notizia ne fu rammaricato; e nel trasporto del suo dolore esclamò: Ah! qualche nostro nemico ci lasciò seminare il grano, di poi vi sparse sopra la zizzania!.

  A067000885 

 Se voi, o miei teneri figli, portate l'occhio sopra una carta geografica vedrete al nostro occidente, vale a dire da quella parte dove trac conta il sole, il vasto regno della Francia, il quale un tratto di mare separa da un'isola vastissima appellata Inghilterra.

  A067000993 

 Il che potremo fare in due maniere: primieramente, citando le sentenze degli antichi dottori, che sono in nostro appoggio, e contrarie ai nostri avversari; secondamente, mostrando colla confessione dei nostri avversari medesimi, che i nostri dommi sono stati insegnati da tutti gli antichi.

  A067001062 

 Per ben intendere che cosa sia la tradizione divina, uopo è che sappiate come il Nostro Signor Gesù Cristo insegnò ai suoi Apostoli tutte quelle verità che Egli volle che fossero credute dagli uomini per essere suoi seguaci.

  A067001089 

 3 sta scritto: « ecco il mezzo di essere salvato; credete in Gesù Cristo... non vi dannerete per essere peccatori.» Lo stesso insegnano varii recenti libercoli protestanti che spargonsi pel nostro Piemonte.

  A067001089 

 Ora, o miei figli, sarà maraviglia che con Cina Teologia così soave e coll'attrattiva ancora di qualche scudo i Protestanti tirino nel nostro paese e massime in Torino molti cattolici scapestrati al loro partito? lo mi accorgo, miei teneri figli, che queste nefandità rattristano di troppo l'animo vostro; pure, abbiate pazienza: ciò è necessario per farvi comprendere la bruttezza della religione protestante.

  A067001102 

 al nostro intimo senso ed al giudizio di tutto il genere umano, e tolto di peso dai suddetti Manichei, i quali furono combattuti acerrimamente da molti Santi Padri, e spezialmente dal grande Agostino, che nella sua gioventù aveva appartenuto a quella infame setta.

  A067001108 

 Gli Ariani, condannati nel Niceno, primo generale Concilio, negarono la divinità dei nostro S G. C. oltre ciò, come attesta S. Agostino

  A067001118 

 Ma che sproposito! io non son teologo; eppure so, e voi, padre, ed il nostro curato ce l'avete sempre insegnato, che a Dio solo è dovuto il culto e l'adorazione suprema; che i Santi debbono solo venerarsi ed invocarsi come gloriosi amici di Dio; e che le reliquie e le immagini dei Santi si onorano, non già per se stesse, ma bensì in riguardo alla persona medesima del Santo cui spettano; a quella guisa che tengonsi in gran pregio le memorie ed i ritratti degli antenati e degli uomini illustri per quello che ricordano e rappresentano.

  A067001149 

 Apriamo la Bibbia medesima, e leggiamo nel Vangelo che il nostro Divin Salvatore, dopo la sua risurrezione, comparve ad alcuni discepoli che si mostravano ben istruiti intorno alla Bibbia; Gesù Cristo fece loro alcune dimande, e veduto che capivano le cose al rovescio: interpretava loro le Sacre {248 [554]} Scritture facendo loro conoscere le cose che erano contenute nelle Sacre Scritture intorno a lui, e suggerì loro le cose necessarie affinchè le intendessero.

  A067001230 

 Mi fai un'osservazione molto adattata al nostro discorso: - ma di grazia, chi ti assicura che quella traduzione sia ben fatta? Noi Cattolici abbiamo i Parrochi.

  A067001259 

 Ma voi, signor caro, cominciate già a farmi dubitare di questi nostri scrittori; ho già letto un fascicolo intorno, ad un libro del nostro pastore Amedeo Bert, ed ho gettato con disprezzo un tal libro, perchè mi sono convinto che là c' è un impasto di falsità e di menzogne.

  A067001259 

 Ora voi mi dite che nel nostro Trivier, oltre le contraddizioni, ci sono {277 [583]} anche tante calunnie: io non voglio tanta roba: fatemene vedere una sola, e poi io mando Trivier coi suoi libri ai campi Elisi.

  A067001284 

 Per l'avvenire voglio che andiamo alle prediche del nostro Curato, e spero che le cose andranno meglio.

  A067001315 

 Io non voleva discendere a fatti particolari perchè il nostro trattenimento sarebbe troppo lungo; tuttavia per appagarvi accennerò alcuni punti di dottrina intorno a cui hanno essenzialmente {292 [598]} variato que' Protestanti e Valdesi che vivono tra di noi.

  A067001333 

 Voi sapete, o miei cari figli, che con molto nostro disonore in questa città, che fu tanto tempo culla illibata del Cattolicismo, ora si sta costruendo un tempio protestante.

  A067001395 

 La calunnia è l'invenzione d'un fatto, che si propaga per disonorare il nostro prossimo.


don bosco-il cattolico nel secolo [3a edizione].html
  A068000003 

 Non ha gli occhi, ma colla sua infinita sapienza Egli vede tutto quello che noi facciamo sia di giorno, sia di notte: penetra perfino in ogni segreto nascondiglio del nostro cuore.

  A068000003 

 Non è composto di materia come questo nostro corpo, ma è un purissimo spirito, che diede l'esistenza a tutte le cose spirituali e materiali, visibili ed invisibili.

  A068000045 

 » Ed un altro Pagano molto dotto, Marco Tullio Cicerone, che viveva non molti anni prima della nascita del nostro Salvatore, scriveva: Non vi ha popolo barbaro tanto selvaggio, il quale non abbia qualche cognizione della esistenza di Dio.

  A068000060 

 Ritenete poi a mente, o miei cari figliuoli, che questo nostro Signore e Dio, essendo Creatore e Conservatore dell'uomo e di tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, ha diritto e vuole essere da noi adorato, onorato, obbedito e temuto; e che essendo giusto dovrà a suo tempo compartire il premio dovuto alla virtù e punire il vizio col meritato castigo.

  A068000061 

 In secondo luogo dicesi essere questa una virtù con cui l'uomo rende ossequio ed onore a Dio dovuto, perciocchè a quel modo che un figlio deve amare suo padre, un suddito star soggetto al suo re, il beneficato deve esser grato al benefattore; così noi dobbiamo onorare Dio come nostro padre, nostro Re supremo, e nostro Benefattore.

  A068000071 

 F. Pare che Iddio dovrebbe contentarsi del nostro cuore senza esigere culto esterno.

  A068000173 

 A quest'ora voi comprenderete, Che il Messia è quegli, che noi chiamiamo (si pronunzi sempre questo nome colla massima venerazione) Gesù' CRISTO; il quale noi adoriamo, e riconosciamo per nostro Salvatore, vero Dio e vero Uomo.

  A068000184 

 P. Queste verità sono minutamente registrate nel santo Vangelo, libro il più perfetto del mondo, il quale contiene la vita, la dottrina, le virtù ed i miracoli, la passione, morte e risurrezione del nostro divin Salvatore.

  A068000290 

 Divina la fanno conoscere le profezie, che in essa si avverarono; e divina la presenta il nostro Salvatore con una moltitudine di miracoli, e specialmente con quello della sua gloriosa Risurrezione ed Ascensione al cielo.

  A068000302 

 P. No certamente: il mondo non era punto annoiato dell'idolatria, perchè assecondava le passioni degli uomini; e nemmeno la novità accrebbe il numero dei fedeli; chè la novità può bensì talvolta {97 [97]} accrescere il numero de'seguaci di una religione, ma allora soltanto quando questa si presenti in aspetto piacevole o almeno sotto le apparenze di qualche vantaggio; la quale cosa non avvenne nel nostro caso.

  A068000318 

 Ma questa non avrebbe certamente potuto conservarsi scevra d'errori, ove il nostro divin Salvatore non avesse fondata una società, e propostovi un capo visibile, il quale in ogni tempo a suo nome la governasse e la proclamasse vera, anzi l'unica vera, senza pericolo che i suoi seguaci fossero ingannati o cadessero in errore.

  A068000343 

 Questa verità costantemente creduta e professata dai cattolici di tutti i tempi fu dichiarata dogma di fede nel Concilio fiorentino colle seguenti parole: Noi definiamo che la Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice è il successore del Principe degli Apostoli, il vero Vicario di Gesù Cristo, il Capo di tutta la Chiesa, Maestro e Padre di tutti i Cristiani; e che a Lui nella persona del Beato Pietro dal nostro Signor Gesù Cristo fu dato pieno potere di pascere e reggere la Chiesa universale

  A068000381 

 Il concilio ecumenico fiorentino, come vi dissi più sopra, definì tale domma con queste parole, che vi ripeto: Noi definiamo che la Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice è il Successore del Principe degli Apostoli, il vero Vicario di Gesù Cristo, il Capo di tutta la Chiesa, Maestro e Padre di tutti i Cristiani, {120 [120]} e che a lui nella persona del Beato Pietro dal nostro Signor Gesù Cristo fu dato pieno potere di pascere e reggere la Chiesa universale.

  A068000384 

 P. Il nostro divin Salvatore, venuto dal Cielo in terra per la salvezza del genere umano, fondò la sua Chiesa a maniera di un grande edifizio, in cui potessero rifugiarsi e salvarsi gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

  A068000392 

 P. L'autorità di governo consiste nel potere dato da Gesù Cristo alla Chiesa di stabilire leggi, interpretarle e farle osservare in quel modo che possa tornare più vantaggioso pel nostro bene spirituale ed eterno.

  A068000441 

 F. Qui appunto sta il nostro imbroglio: i Cattolici, i Valdesi, i Luterani, i Calvinisti, gli Anglicani si chiamano tutti Cristiani.

  A068000678 

 P. Il nostro ministro assevera che il priore di Luserna chiama i Valdesi Apostolici; e lo fa conchiudere con queste parole: « Della loro origine non si può avere certezza; nel secolo nono e decimo non era setta nuova; sempre e ad ogni tempo esistette essa setta nella valle d'Angrogna.

  A068000695 

 Nel nostro caso noi diciamo che coloro i quali seguono i ministri dell'errore, cadono con essi nell'errore, e si perdono miseramente con essi.

  A068000812 

 F. Oh questa è marchiana! uomini, donne, vecchi, fanciulli, dotti ed ignoranti, tutti preti? Sarebbe pur curioso che Battista nostro vignaiuolo, il quale appena sa compitare, saltasse su egli a dir messa, a confessare e far la predica! Deh che pazzo di Lutero! Ma esso fondava almeno queste stravaganze sopra una qualche ragione, o sopra questo o quel testo della Bibbia?.

  A068000825 

 A tal notizia il padrone assai rammaricato esclamò: Un uomo nemico ci fece tanto oltraggio! mentre voi dormivate egli andò e disseminò la zizzania nel nostro campo.

  A068000858 

 P. Se voi, o cari figli, volgete l'occhio sopra una carta geografica, vedrete verso il nostro occidente, vale a dire verso quella parte ove tramonta il sole, il vasto regno della Francia, e dopo un tratto di mare, detto ora la Manica, un'isola vastissima sopra cui è scritto Inghilterra.

  A068000927 

 A fine poi di tenere lontani i suoi sudditi dall'ubbidienza {287 [287]} al Papa ordinò che ciascuno prima di essere ammesso ad una carica civile od ecclesiastica debba proferire questo giuramento: Confesso e con giuramento confermo di credere che il Giudice Supremo dell'autorità religiosa è il nostro Monarca, supremo Padrone di tutte le Russie.

  A068000978 

 Il che agevolmente ci verrà fatto in due maniere: o citando le sentenze {307 [307]} degli antichi Dottori, che sono in nostro appoggio e contrarie agli eretici; oppure mostrando colla confessione dei nostri avversari medesimi, che i nostri dommi sono stati insegnati da tutti gli antichi.

  A068001043 

 P. Per ben intendere che cosa sia la tradizione divina, uopo è avvertire come il Nostro Signor Gesù Cristo insegnò ai suoi Apostoli tutte quelle verità che Egli voleva fossero credute dagli uomini per essere suoi seguaci.

  A068001067 

 » Lo stesso inculcano vari recenti libercoli protestanti sparsi pel nostro Piemonte.

  A068001080 

 Ora siffatto errore madornale, così manifestamente opposto alle sacre scritture, al nostro intimo senso ed al giudizio di tutto il genere umano, è tolto di peso dai su narrati Manichei, i quali furono combattuti acerrimamente da molti santi Padri e specialmente dal grande Agostino, ascritto, come saprete, nella sua gioventù a quella infame setta.

  A068001086 

 Anzi al nostro tempo una parte grandissima dei dottori e ministri protestanti nei loro libri e nelle {348 [348]} loro scuole divulgano apertamente Gesù Cristo essere un puro uomo; ed alcuni arrivano fino a negarne l'esistenza, dicendolo un mito, vale a dire un essere favoloso e simbolico; e tengono le divine Scritture quali libri di valore semplicemente umano.

  A068001089 

 P. Ripigliamo il filo del nostro Trattenimento e continuiamo a mettere di fronte i Protestanti cogli eretici antichi.

  A068001096 

 Ma sono questi spropositi da cavallo! Noi certo non siamo teologi; ma sappiamo, e voi, padre, ed il nostro parroco ce lo avete sempre insegnato, che a Dio solo è dovuto il culto e l'adorazione suprema; che i Santi debbono solo venerarsi ed invocarsi come gloriosi amici di Dio; e che le reliquie e le immagini dei Santi si onorano non già per se stesse, ma in riguardo alla persona del Santo, cui spettano: a quella guisa che tengonsi {353 [353]} in grande pregio le memorie ed i ritratti degli antenati e degli uomini illustri per quello che ricordano e rappresentano.

  A068001099 

 I Protestanti però vincono in villanie que' scismatici africani dando il nome di Anticristo al Vicario di nostro Signor Gesù Cristo.

  A068001129 

 Apriamo la Bibbia: {364 [364]} noi troviamo là nel Vangelo di san Luca che il nostro divin Salvatore, dopo la sua risurrezione, comparve ad alcuni dei discepoli che si mostravano ben istruiti intorno alla Bibbia.

  A068001160 

 {375 [375]} Per lo contrariò Iddio colle più chiare espressioni ci aggiunge di ascoltare la sua santa parola e di custodirla nel nostro cuore per metterla in pratica a nostra salute.

  A068001180 

 La nostra religione comanda di amare il nostro prossimo siano pure ebrei, eretici di qualunque nome.

  A068001203 

 P. Mi fai una osservazione molto acconcia al nostro discorso.

  A068001231 

 Ho già letto un fascicolo sopra un libro del nostro pastore Amedeo Bert, ed ho buttato via con disprezzo tal libro, perchè mi sono convinto che là non ci è che un impasto di falsità e di menzogne.

  A068001231 

 Ora voi mi asserite che nel nostro Trivier, oltre le contraddizioni, si trovano eziandio di molte calunnie.

  A068001255 

 Per l'avvenire voglio che ritorniamo alle prediche del nostro Curato; e spero che le cose andranno meglio.

  A068001283 

 P. Io non voleva discendere a fatti particolari, perchè il nostro Trattenimento riuscirebbe troppo lungo; tuttavia per appagarvi noterò alcuni punti di dottrina, intorno a cui hanno essenzialmente variato di opinione e di credenza i Protestanti ed i Valdesi che vivono tra di noi.

  A068001363 

 In essa, come direbbe un nostro amico che frequenta la scuola di letteratura, vi traspare una dottrina che fa stomaco.


don bosco-il cattolico provveduto per le pratiche di pieta.html
  A069000009 

 E poichè quanto abbiamo, tutto lo abbiamo da Dio ricevuto, dobbiamo riconoscere in lui il nostro sommo benefattore, e attestargli in tutti i modi una figliale riconoscenza.

  A069000009 

 In fine siccome nulla possiamo senza Dio, e per mezzo di lui ogni cosa possiamo, così siamo in dovere di confessare questa nostra impotenza col ricorrere a lui in ogni nostro bisogno, e con tutto il cuore rivolgerci a lui, il quale, essendo sapientissimo, conosce tutte le nostre necessità; essendo potentissimo può somministrarci qualunque aiuto, ed essendo amorevolissimo è disposto a soccorrerci in tutti i modi.

  A069000009 

 La ragione e la coscienza insegnano perciò a ciascuno, che siamo tenuti a riconoscere l'altissima Maestà divina, e il suo dominio sopra di noi; c'impongono di prostrarci nella polvere quali sue creature, e suoi {3 [11]} sudditi e figli, a fine di tributargli il debito onore, amore ed ossequio, e di riferire a lui quale ultimo nostro fine tutti i nostri pensieri e tutte le nostre azioni.

  A069000009 

 Tutti gli uomini in verità riconoscono in Dio un essere perfettissimo, e una maestà infinita, il principio e la causa di ogni cosa, nostro sommo bene ed ultimo fine.

  A069000011 

 E certamente le nostre chiese a tutto rigor di parola sono la casa di Dio, perchè in esse Gesù Cristo nostro Signore, pei cui meriti solamente ci vien dato ogni bene, abita realmente sotto le specie del SS. Sacramento nel tabernacolo a fine di accettare gli ossequii e le suppliche di tutti noi, e di arricchirci delle sue grazie e benedizioni.

  A069000017 

 Bisogna pregare in nome di Gesù Cristo, conciossiachè nessuna grazia si possa ottenere da Dio, se non pei meriti del nostro divin Redentore.

  A069000019 

 Il nostro divin Redentore così ci assicura: Qualunque cosa domandiate nell'orazione abbiate fede di conseguirla, e l'otterrete.

  A069000025 

 S'intende che pregando in chiesa dobbiamo tenere in modo particolare un contegno rispettoso e divoto, sia per rispetto al SS. Sacramento dell'altare, in cui sta presente Gesù Cristo, sia per non dare cattivo esempio agli altri, ai quali dobbiamo anzi essere di edificazione col nostro esteriore atteggiamento.

  A069000028 

 Quindi al mattino appena ci svegliamo, il nostro primo pensiero sia quello di dare uno slancio a Dio, offrirgli il nostro cuore, attestargli il nostro amore e la nostra riconoscenza.

  A069000041 

 Sia questa la nostra arma contro ogni sorta di nemici; di essa valiamoci in ogni nostro bisogno; non cominciamo preghiera, non lavoro d'importanza senza farci precedere questo segno di salute.

  A069000042 

 Ma oh! come suona dolce all'orecchio di un cristiano quel nome benedetto! Che consolazione non si spande nel nostro cuore al pensare che Iddio Ottimo Massimo, il padrone del cielo e della terra, vuole che noi lo invochiamo nostro Padre! e perchè non temessimo di così chiamarlo, ci manifestò questo suo volere per mezzo dello stesso suo divin Figliuolo! Noi possiamo bene star sicuri di essere esauditi, se a lui ricorriamo con questa sua preghiera; imperciocchè avendocela egli stesso insegnata, è segno chiaro che egli vuole concederci quanto in essa domandiamo.

  A069000042 

 Questo nostro divin Maestro parlando un giorno della preghiera

  A069000042 

 [1], e vedendo che gli uomini non avrebbero saputo pregare convenientemente, nè domandare quelle cose che loro sarebbero state necessarie, rivolto ai discepoli che lo accompagnavano, loro disse: Quando voi pregate dite così: Padre nostro {28 [36]} che sei ne' cieli, sia santificato il nome tuo ecc.

  A069000043 

 Noi dimandiamo tutto quello che ci è necessario e per l'anima e pel corpo su questa terra; dimandiamo che Dio ci perdoni tutte le offese che gli abbiamo fatte, che infonda nel nostro cuore il suo amor divino, e che dopo averci liberati dai veri mali di questa vita possiamo un giorno arrivare a goderlo in Cielo per tutti i secoli.

  A069000052 

 Quali sentimenti di fede, di speranza e di amore non si destano nel nostro cuore {38 [46]} alla considerazione di queste verità! Ma non basta credere in Dio padre e nel suo divin Figliuolo, ma dobbiamo anche credere nello Spirito santo, che da loro procede; dobbiamo credere la santa Chiesa cattolica, e crederla come stabilita da Gesù Cristo a nostra maestra e giudice nelle cose di fede: dobbiamo credere che in questa Chiesa vi è la partecipazione delle opere buone, vale a dire che di tutto il bene che si fa da ciascun fedele partecipano tutti gli altri, sebbene abitino negli ultimi confini della terra; dobbiamo credere che Gesù Cristo ha dato alla sua Chiesa la podestà di rimettere i peccati per mezzo dei sacramenti; dobbiamo credere che alla fine del mondo tutti gli uomini per la potenza di Dio dovranno risorgere dai loro sepolcri, ripigliare i loro corpi, quantunque ridotti in polvere e dispersi sulla faccia della terra: finalmente che dopo questa vi ha una vita che più non finisce, felice pei buoni, e piena di ogni sciagura pei malvagi.

  A069000059 

 Ed oh! che bella consolazione non è mai per noi il sapere, che abbiamo sempre al nostro fianco un angelo del paradiso, un principe della corte celeste! {45 [53]}.

  A069000060 

 Questo custode fedele non solamente si prende cura dell'anima nostra, ma veglia eziandio a difesa del nostro corpo, e ci libera da molti pericoli, e da molte disgrazie.

  A069000061 

 In vista di tante cure che per noi si prende questo angelo benedetto la Chiesa ci mette sulle labbra quella breve, ma bella orazione dell' Angele Dei, colla quale noi mostriamo la nostra gratitudine a questo nostro celeste custode, e poniamo in lui una grande confidenza, implorando il suo aiuto è la sua potente intercessione.

  A069000062 

 Queste sono le grazie importantissime, che noi dimandiamo al nostro angelo recitando la preghiera di cui parliamo.

  A069000073 

 E come non avrà un tale potere quella Chiesa, alla quale nella persona degli Apostoli Gesù Cristo prima di salire al Cielo diede l'incarico e l'ordine di predicare il vangelo per tutto il mondo, e comunicò la stessa potestà, che egli aveva ricevuta dall'Eterno suo Padre? Sicut misit me Pater et ego mitto vos, disse il nostro Redentore a' suoi Apostoli.

  A069000076 

 Colle quali parole il nostro divin Redentore non poteva più vivamente esprimerci la sua intenzione che noi tutti obbediamo al sommo Pontefice ed ai Vescovi successori degli Apostoli.

  A069000076 

 Imperocchè qual cosa poteva dirci di più per farci intendere quanto sia grave l'obbligo di obbedire ai pastori della Chiesa oltre al dichiararci, che chi disobbedisce loro disobbedisce a lui medesimo, nostro Dio e Redentore, e chi è docile alla loro voce sarà premiato come se fosse docile alla stessa voce di lui? Anzi Gesù Cristo comandò, che se alcuno non si sottomettesse alla Chiesa sia da tutti i cristiani considerato come un idolatra {58 [66]} ed un pubblicano, ossia un nemico de' suoi fratelli, e meritevole come tale d'essere scomunicato.

  A069000079 

 Ora non dovrebbero essi vergognarsi del riguardare come un peso insopportabile l'intrattenersi {61 [69]} una mezz'ora avanti al Signore del Cielo e della terra, e di conversare col più dolce degli amici, col più tenero dei padri, mentre sciupano sì gran parte del giorno in bagatelle? Ah cristiani di poca fede! quando vorrem far senno e mostrarci degni del nostro nome! Deh! almeno, o divoto lettore, non imitare mai la freddezza di costoro.

  A069000088 

 E bene di avvertire eziandio, che non è un legittimo impedimento, come taluni falsamente credono, il sentire lo stimolo dell'appetito un po' pungente, o il provare qualche incomodo dal digiuno: perchè è allora che il nostro digiuno si fa più {71 [79]} meritorio, più giovevole all'anima, e a Dio più gradito.

  A069000088 

 In ogni caso qualora fossimo in dubbio se siamo dispensati o no, domandiamo consiglio al nostro paroco o al nostro confessore.

  A069000089 

 Il che ella fece affinchè in ogni settimana rimanesse qualche giorno da esercitarci nella mortificazione, che è tanto conforme allo spirito del vangelo, ed anche per onorare nel venerdì la passione e la morte del nostro Signor Gesù Cristo, e nel sabato la sua sepoltura.

  A069000094 

 Affinchè questa fede che noi abbiamo da Dio ricevuto nel santo battesimo non venga mai meno nel nostro cuore {87 [95]} dobbiamo spesso eccitarla.

  A069000094 

 Noi dunque dobbiamo sempre tenere accesa nel nostro cuore questa fiaccola della fede.

  A069000095 

 Per la qual cosa noi dobbiamo fare frequenti atti di questa virtù; ravvivando nel nostro cuore una grande fiducia di tutto ottenere dalla somma bontà di Dio pei meriti del nostro Signor Gesù Cristo.

  A069000096 

 Egli per nostro amore discese dal cielo in terra fra gli stenti e le pene; per noi soffrì la morte la più dura.

  A069000096 

 Egli per un'eccesso d'amore si lasciò per nostro cibo nella ss. Eucaristia.

  A069000096 

 Il nostro divin Salvatore ce ne diede l'esempio perdonando, e pregando per gli stessi suoi crocifissori.

  A069000096 

 L'amor adunque verso Dio e verso il prossimo deve sempre essere come un fuoco acceso sul nostro cuore.

  A069000097 

 Quale rincrescimento non dovrebbe sentire il nostro cuore allorquando ci accorgiamo d'averlo offeso! E se per mala disgrazia noi avessimo commesso un peccato mortale, che spavento non dovrebbe prenderci tosto che noi riflettiamo sull'infelice nostro stato! Noi dopo un peccato mortale, siamo nemici di quel Dio che ha in sua mano la nostra vita; nemici di Colui, che può ad ogni momento mandarci la morte, e precipitarci {91 [99]} nelle pene eterne dell'inferno.

  A069000114 

 Se per mezzo di altri sacrifizi gli dimostriamo già il nostro rispetto, adorazione e riconoscenza, perchè lo riconosciamo supremo Padrone e Datore di ogni bene, la s. Messa qual sacrifizio del suo dilettissimo Figliuolo riesce indubitatamente un sacrifizio di infinito gradimento l'atto più grande di religione, l'adorazione più rispettosa, un contracambio infinito.

  A069000130 

 Quindi consacra il vino proferendo le parole: Questo è il calice del sangue mio, della nuova ed eterna alleanza; mistero di fede, il quale sarà versato per voi e per molti nella remissione dei peccati: e adorato che ha col genuflettere il Sangue del {113 [121]} nostro Divin Redentore, alza il Calice perchè sia veduto e adorato dagli astanti.

  A069000139 

 Questa consacrazione significa la santità di Gesù Cristo, che è raffigurato nell'altare, e dal quale deriva nei fedeli ogni santità: e che nel consacrarlo si chiudono dentro al medesimo delle reliquie di santi per significare l'intima unione che i santi hanno con Gesù Cristo, e farci comprendere quanto sia grande la loro intercessione presso a Dio in nostro favore.

  A069000140 

 Questo lino si stende sul mezzo dell'altare e sopra di esso si pone il calice e l'ostia, ed è detto corporale, perchè sopra di esso si consacra e in esso si colloca il corpo sagratissimo del nostro divin Redentore.

  A069000145 

 3° Il cingolo, il quale simboleggia la corda colla quale il nostro divin Salvatore fu legato dai Giudei nell'orto degli olivi.

  A069000168 

 Io vi dimando questa grazia per Gesù Cristo, vostro Figlio, nostro Signore.

  A069000169 

 Ohimè! se il legno verde è trattato in simil modo, che sarà del legno secco? Se anime così sante hanno tuttavia a soddisfare alla vostra giustizia, o mio Dio, con sì duri e sì lunghi patimenti, ahimè infelice! io che sono un peccatore sì grande {139 [147]} che cosa non avrò da temere dai vostri severi giudizi? Dio Santissimo, che siete offeso dalle nostre colpe, ma siete anche placato dal nostro pentimento, io vi confesso con umiltà i peccati miei, il mio amor proprio non può dissimularmeli più; io confesso col pubblicano che non sono degno nè anche di entrare nella vostra casa e che ben lontano dal meritare grazie per altri, alcuna non ne merito per me stesso.

  A069000199 

 Noi Vi offriamo con profonda umiltà, o Dio onnipotente e principio di ogni bene, i doni che sono presenti su questo altare, per le mani di Gesù Cristo nostro Salvatore e primo Sacerdote.

  A069000202 

 Ce la ricuserete Voi, o Signore, questa misericordia, quando per ottenerla noi Vi offriamo un sacrifizio infinitamente più puro, infinitamente più meritorio di quelli, che un dì vi offrivano i vostri santi patriarchi, ed i quali Voi tanto gradiste solo a riguardo di questo sacrificio, di cui quelle offerte erano una figura? Noi dunque nuovamente vi supplichiamo, Dio onnipotente, per questo vostro Figlio, per questo nostro Avvocato, degno di essere da Voi esaudito, per questo Angelo del consiglio, che voi inviaste sulla terra, affinchè fosse la nostra Redenzione, e la nostra salute, d'applicare i frutti della sua Passione e della sua morte a tutti i membri della vostra Chiesa.

  A069000204 

 Qual piacere non è mai il nostro, o Signore, nel potervi chiamare nostro Padre! Questa è pure la più grande consolazione dei nostri fratelli che soffrono nel purgatorio.

  A069000205 

 Sia il nome vostro glorificato per mezzo di loro, come per mezzo nostro; entrino essi al più presto nel vostro regno.

  A069000214 

 Per mezzo di Gesù Cristo vostro Figliuolo e Signor nostro.

  A069000215 

 Di tal favore io vi supplico per li meriti infiniti di Gesù Cristo {161 [169]} vostro Figliuolo, nostro Signore, che vive e regna con Voi e collo Spirito Santo nella medesima unità divina per tutti i secoli de' secoli.

  A069000218 

 Procuriamo nella {165 [173]} predica di riconoscere noi stessi come dinanzi ad uno specchio; ed applichiamo a noi le cose dette, non al nostro prossimo.

  A069000290 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santità tutti li giorni della vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore, per li meriti del Nostro {190 [198]} Signor Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nell'unità dello spirito Santo.

  A069000320 

 Il Signore è il nostro rifugio e virtù, aiuto nelle tribolazioni, che ci hanno incolti, perciò non temiamo.

  A069000322 

 Aiutateci, o Signore, nostro Salvatore, e per la gloria del vostro nome salvateci, e siate propizio ai nostri peccati per riguardo del vostro nome.

  A069000358 

 Con divozione pigliando a modello il nostro divin Gesù nell'atto che offre se medesimo al Padre nell'orto degli olivi.

  A069000392 

 Oh! Nome veramente dolce, Nome di Gesù! Nome che apporta consolazione e gioia, Nome che conforta il debole nostro cuore.

  A069000411 

 Presentate voi al Signore ogni mio sospiro, ogni mia preghiera, ogni mia occupazione, e colla vostra potente intercessione ottenete a me ed ai miei quanto temporalmente e spiritualmente possa tornare a nostro vantaggio.

  A069000421 

 Sorsero, è vero, nemici potenti a combatterla; ma si trovarono a fronte {241 [249]} del sentimento universale dei cattolici, dal quale furono ben presto come schiacciati e conquisi, intervenendo l'autorità infallibile della Sede Apostolica a difendere, proteggere e promuovere una divozione, che si mostrava evidentemente suscitata dal nostro amabilissimo Redentore in questi tempi a fine di risvegliare nei nostri cuori la fiamma della sua divina carità.

  A069000423 

 Adunque l'oggetto principale di questa divozione è l'anima umana del nostro divin Redentore nei suoi sentimenti, nelle sue affezioni, nelle sue amarezze e sovrattutto nel suo amore.

  A069000423 

 E siccome l'anima umana ne' suoi sentimenti e nelle sue afflizioni si serve del cuore materiale come di uno strumento e di un aiuto, cosicchè noi siamo soliti di attribuire al cuore tutte le qualità dell'anima, dicendo che il cuore è buono o cattivo, secondo chè l'anima è buona o cattiva, così noi in questa divozione prendiamo il cuore materiale del nostro divin Redentore e come l'emblema e la figura, e come lo strumento della sua anima, e particolarmente della sua carità, e rendiamo {243 [251]} anche a questo cuore materiale, che per la unione ipostatica della natura umana colla divina è realmente il cuore del Figliuolo di Dio, il tributo della nostra adorazione.

  A069000424 

 Perciò, a coloro, che ci domandano la ragione perchè noi fermiamo la nostra attenzione sopra questa parte del corpo del nostro divin Salvatore più che sulle altre e la adoriamo con un'adorazione distinta, noi rispondiamo che a quel modo, che le piaghe delle mani, dei piedi e del costato per essere le cinque fonti principali d'onde uscì il sangue preziosissimo del nostro divino Gesù, meritano d'essere oggetti particolari della nostra divozione, così pure e più ancora lo merita il suo sacratissimo cuore, per essere stato lo strumento delle sue affezioni, delle sue virtù e del suo amore.

  A069000425 

 Il primario sono le affezioni, i sentimenti, le amarezze, le virtù e sovratutto la carità dell'anima umana {244 [252]} del nostro divin Redentore, il secondario è il suo cuore corporeo siccome strumento che aveva la sua parte in quei sentimenti e in quelle affezioni e virtù.

  A069000425 

 Ma siccome nell'onorare un uomo qualunque noi non facciamo separazione del suo corpo dalla sua anima: benchè, il corpo sia distinto dall'anima, così nell'adorare il sacratissimo cuore di Gesù noi rivolgiamo il nostro culto alla sua anima e al suo cuore materiale nel tempo stesso.

  A069000425 

 Quindi con sapienza celeste la santa Chiesa ci fa recitare questa bellissima e dolcissima preghiera: « O Gesù Signor nostro, fate che noi ci adorniamo delle virtù e ci infiammiamo degli affetti del vostro santissimo cuore, acciocchè noi diventiamo conformi all'immagine della vostra bontà e siamo partecipi della vostra redenzione.

  A069000426 

 Il fine poi per cui adoriamo questo sacratissimo cuore è: 1° di ricambiare il suo amore col nostro, eccitandoci ad amare Gesù Cristo col meditare sopra la sua carità per noi: 2° di risarcirlo delle offese che ha ricevuto e riceve: 3° di studiarlo minutamente {245 [253]} per modellarvi sopra il nostro cuore: 4° di trovare in esso ogni grazia ed ogni conforto di cui abbisognamo.

  A069000427 

 I vantaggi di questa divozione sono molti e della prima importanza, imperocchè secondo le promesse che Gesù Cristo ne fece alla B. Margherita Alacoque, è un mezzo certissimo: 1° per accendere in noi l'amor di Dio perciò per farci abborrire il peccato e praticar la virtù: 2° per meritarci grazie speciali ed una speciale protezione dal nostro divin Redentore: 3° per ottenere la conversione dei peccatori: 4° per meritarci la perseveranza finale.

  A069000430 

 Laonde il cuore materiale del nostro divin Redentore giustamente si prende siccome l'emblema della sua anima e del suo grande amore verso gli uomini.

  A069000430 

 Pertanto, secondo il sentimento della Chiesa, lo spirito di questa divozione consiste nel proporci il sacratissimo cuore del nostro Redentore a modello del nostro, e nel cercare in tutti i modi di ricambiare l'amore ferventissimo che ci ha portato e ci porta, e specialmente con riceverlo nella santa comunione, onde {248 [256]} risarcirlo degli innumerevoli oltraggi che gli sono fatti.

  A069000434 

 Io N. N. consacro e dono al Santissimo cuore del nostro Signore Gesù Cristo la mia persona, la mia vita, le mie opere, le mie pene, i miei patimenti per dedicarmi in avvenire intieramente alla sua gloria ed al suo amore.

  A069000449 

 Imperciocchè io son sicuro, che nè la morte, nè la vita, nè gli Angeli, nè i principati, nè le podestà, nè il presente, nè l'avvenire... nè alcuna cosa creata ci separerà dall'amor di Dio, il quale è in Cristo Gesù Signor Nostro (ai Rom. VII).

  A069000451 

 Ora questa divozione consiste in quattordici croci innalzate o appese al muro in qualche chiesa o luogo a ciò destinato, le quali segnano i punti principali della via che il nostro divin Salvatore percorse dal pretorio di Pilato al Calvario.

  A069000453 

 Ciò posto ognun vede quanto sia ragionevole che ogni cristiano sia divoto della Via Crucis, e procuri di farla più sovente che gli sia possibile, essendo troppo giusto che onoriamo almeno in questo modo i patimenti e la morte del nostro buon Gesù.

  A069000456 

 Ad ogni stazione poi bisogna considerare per qualche istante quel tratto della passione di nostro Signore che viene rappresentata, e accompagnare la nostra considerazione con qualche sentimento di amore, di compassione, di dolore, di riconoscenza ecc.

  A069000466 

 Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Redentore ricevè la sentenza di morte.

  A069000467 

 Considera, anima mia, come Pilato condannò a morte di croce il nostro innocentissimo Gesù, e come egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocchè tu fossi liberata dall'eterna dannazione.

  A069000534 

 Questa ultima Stazione ci rappresenta la sepoltura del nostro Redentore.

  A069000544 

 Ella c'invita ad unire le nostre alle preghiere di queste anime, e degli innumerevoli cori dei celesti spiriti, i quali si occupano e si consolano del nostro bene (S. Luca XV, 7, 10).

  A069000544 

 VII, 10 ), ed alle loro laudi uniscono l'intercessione a nostro vantaggio insieme colle schiere degli eletti, che tra le loro consolazioni {288 [296]} pongono pur questa di cooperare alla nostra salute (2° dei Macc.

  A069000551 

 Oh! nostra regina, nostra patrona, nostra avvocata, raccomandateci al vostro Figlio, e rendetelo verso di noi propizio! Oh! la più benedetta fra le creature, per la predilezione, che vi siete meritata, per l'autore della misericordia da voi generato, otteneteci che da questo medesimo Figliuolo Gesù Cristo, nostro Signore, Dio eterno, benedetto sovra tutte le cose, il quale si è degnato di vestire col mezzo vostro la nostra debolezza e miseria, otteneteci, vi preghiamo, che per la vostra intercessione siamo ancora fatti partecipi della sua beatitudine e gloria.

  A069000571 

 Non lasciamo poi, o cristiano, di consacrare sovente al Cuore immacolato di Maria il misero cuor nostro; a Lei ogni giorno raccomandiamolo.

  A069000577 

 Siate il nostro soccorso nei bisogni, il nostro sollievo nelle afflizioni, il nostro conforto nelle tentazioni, il nostro rifugio nelle persecuzioni, il nostro {320 [328]} aiuto in tutti i pericoli, ma specialmente negli ultimi combattimenti della nostra vita in punto di morte, quando tutto l'inferno si scatenerà contro di noi per rapire le nostre anime, in quel formidabile terribile momento, da cui dipende la nostra eternità.

  A069000604 

 Come immensamente grande, come amaro sopra ogni idea fu mai il dolore di Maria quando vide Gesù, suo divin Figliuolo, pendente in croce e immerso in un abisso di dolori nel corpo e nell'anima! Ma siccome i nostri peccati furono la sola cagione dei patimenti del nostro divin Salvatore, così lo furono anche dei dolori di {335 [343]} Maria.

  A069000605 

 Se i sacrifizi che esige da te il Signore ti paiono troppo duri ed amari, deh! considera tosto con quanta fortezza e costanza Maria accettò e bevette il calice d'ogni amarezza, e questo pensiero t'inspirerà coraggio e forza da superare ogni difficoltà, anzi da morire, se sia d'uopo, presso colei che per amor nostro soffrì un martirio più crudele di mille morti.

  A069000666 

 Si avverta parimenti che per conseguire tali indulgenze si richiede che nel recitare il s. Rosario si vada riflettendo ai Misteri della Nascita, Passione, Morte, Risurrezione di nostro Signor Gesù Cristo.

  A069000677 

 Nel primo mistero gaudioso si contempla come la Vergine Immacolata fu annunziata dall'arcangelo Gabriele, che restando sempre vergine doveva diventar madre del nostro Signore Gesù Cristo.

  A069000679 

 Nel terzo si contempla come il nostro Redentore nacque nella città di Betlemme in una stalla e fu messo tra due animali nel presepio.

  A069000680 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Santa presentò Cristo nostro Signore nel tempio nelle braccia del vecchio Simeone.

  A069000682 

 Nel primo mistero doloroso si contempla come il nostro Signore, facendo orazione nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina passione sudò sangue.

  A069000687 

 Nel primo mistero glorioso si contempla come il nostro Signore Gesù Cristo il terzo giorno dopo la sua passione e morte risuscitò trionfante e glorioso per non mai più morire.

  A069000690 

 Nel quarto si contempla come la Vergine immacolata circa dodici anni dopo la risurrezione del nostro Signore passò da questa vita e dagli angeli fu assunta in cielo.

  A069000695 

 Dobbiamo dunque durante questo bel mese consacrare a Maria tutti i movimenti del nostro cuore, tutti i nostri pensieri, tutte le nostre parole, tutte le nostre intenzioni, tutte le nostre opere.

  A069000720 

 Questi motivi sovrannaturali sono per esempio quando temiamo che Iddio pei nostri peccati ci punisca in questo mondo, o nell'altro, e ci escluda dal Paradiso; quando ci rappresentiamo al pensiero come sia abbominevole il peccato, perchè ci priva della grazia santificante, e dell'amicizia di Dio; quando pensiamo alla nostra ingratitudine verso Dio, al gran male, che deve essere il peccato, per cui il nostro Signor Gesù Cristo tanto ha patito e sofferto.

  A069000746 

 Finalmente dà una più esatta notizia del nostro stato interno al confessore, e così egli potrà meglio indicare i rimedi opportuni alle nostre infermità e dirigerci nel cammino della perfezione.

  A069000775 

 Desiderando la morte od altro male al nostro prossimo conservando deliberatamente nel cuore avversioni, antipatie, odio contro qualcheduno - desiderando di vendicarsi, provando dispiacere del bene altrui, e godendo delle altrui disgrazie.

  A069000811 

 Gesù Cristo, Signor nostro, si umiliò e si fece ubbidiente sino alla morte, e morte di croce; ed io misera Creatura, polvere {430 [438]} e cenere, che tante volte mi sono meritato l'inferno, oso insuperbirmi? Signore, abbiate pietà di me.

  A069000818 

 In quanto l'amabilissimo Salvator nostro, nell'ultima cena sotto le specie di pane e di vino, offrì se medesimo all'Eterno Padre e comandò agli Apostoli di fare altrettanto, istituì il sacrifizio della nuova legge, il quale, secondo le predizioni dei profeti, avrebbe ad offrirsi nella Chiesa sino alla consumazione dei secoli.

  A069000821 

 Se noi non ci nutriamo, il nostro corpo divien debole, infine vien meno e muore; così è dell'anima.

  A069000828 

 Ma quando vi ci accostiamo quasi senza preparazione, come se dovessimo fare un'azione ordinaria; quando vi ci accostiamo quasi per usanza, per abitudine, senza riflettere alla grandezza, alla santità, all'importanza della cosa, qual frutto possiamo noi aspettarci dalle nostre comunioni? Facciamo d'ora innanzi quanto possiamo dal canto nostro, e poi siamo sicuri che Gesù non verrà a noi colle mani vuote, ma da Re generoso lascierà nel nostro cuore segni visibili della sua venuta.

  A069000828 

 Quando ci accostiamo a ricevere Gesù sacramentato, ci prepariamo noi convenientemente? Facciamo noi quanto possiamo per accostarvici più degnamente che ci sia possibile? Il giorno avanti la santa Comunione ci prepariamo noi con qualche riflessione, con qualche opportuna lettura? Allo svegliarci al mattino ci richiamiamo noi alla mente il pensiero, eccitiamo nel nostro cuore il desiderio di questa grande azione? Procuriamo noi eccitarci ad un vero pentimento dei nostri peccati? Li detestiamo noi con una sincera confessione? Abbiamo noi sollecitudine di raccogliere lo spirito, di eccitare il cuore, di risvegliare in noi buoni sentimenti? Ci proponiamo noi il fine per cui vogliamo fare la comunione, le grazie speciali che vogliamo domandare? Le anime fervorose vi si dispongono col digiunare il giorno avanti, altre col fare una visita a Gesù sacramentato, altre con atti di mortificazione e di {447 [455]} penitenza interna od esterna, ed altre facendo a Dio qualche offerta particolare.

  A069000830 

 Il giorno stesso che abbiamo avuto la bella sorte di ricevere nel nostro cuore il Divin Redentore, punto non ci conserviamo nella divozione e nel raccoglimento; ci dissipiamo, ci abbandoniamo alle distrazioni, e pressochè ci dimentichiamo del gran favore che abbiamo ricevuto, della grande azione che abbiamo compita.

  A069000831 

 E con grande convenienza fu decretato, che nulla entri in noi prima di Gesù, sia per riverenza, sia per indicare che Gesù deve avere nel nostro cuore il primo posto, come dice s. Tommaso di Acquino.

  A069000832 

 Per lo contrario il digiuno rompesi quando: 1° Si inghiottisce il sangue o altro umore uscito da qualche parte del nostro corpo fuori della bocca.

  A069000837 

 Voi siete vero pane di vita, vero cibo dell'anima, medicina potente contro tutte le infermità, dolce conforto del nostro pellegrinaggio in sulla terra, aiuto forte contro le tentazioni, principio e sostegno di ogni virtù, pegno della nostra gloria futura.

  A069000845 

 Dio onnipotente ed eterno, ecco che io mi accosto al venerando Sacramento del vostro Unigenito Figliuolo e Signor nostro Gesù Cristo.

  A069000864 

 O Dio dei nostri cuori, per adorarvi come nostro Creatore, per riconoscervi per nostro Sovrano Padrone, per lodarvi come Signore Santissimo ed amarvi come unico nostro Bene, noi vi offriamo quest'ostia adorabile, lo stesso vostro Unigenito Figlio.

  A069000873 

 Ditelo col sacerdote, facendo particolar attenzione a questa dimanda: Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

  A069000883 

 Imperocchè Gesù nostro Salvatore allora è unito a noi nel modo il più intimo, abita in noi stessi; e se egli viene nel nostro cuore non è per altro fine, che per arricchirci di beni, per santificarci, per ricolmarci di grazie, affinchè noi viviamo in lui, e da lui non mai ci separiamo.

  A069000894 

 Vi ringrazio, o Padre onnipotente ed eterno Iddio, di esservi degnato di pascere me peccatore e indegno vostro servo del preziosissimo corpo e sangue del Figliuolo vostro e Signor nostro Gesù Cristo.

  A069000897 

 Concedetemi, o Signore, che l'anima mia abbia desiderio di Voi, Pane degli Angeli, refezione delle anime sante, pane nostro quotidiano, soprassostanziale, che contiene ogni dolcezza e sapore, ed ogni diletto di soavità; sempre abbia fame di Voi, e sempre il cuor mio si nutrisca di Voi, in cui desiderano gli Angeli di riguardare, e con la dolcezza del vostro sapore si riempiano le viscere dell'anima mia.

  A069000913 

 Pregarlo spesso di consiglio, e quando non sappiamo a qual partito appigliarci, pregarlo più calorosamente, perchè sia luce al nostro spirito.

  A069000924 

 Di lamentarci umilmente col nostro {508 [516]} padre celeste delle nostre miserie, e di non farci violenza nell'orazione per elevarci a considerazioni più elevate: ma piuttosto di seguitare l'impulso della grazia dove ci guida.

  A069000930 

 Riempite ancora il nostro santo Padre del vostro spirito, difendetelo da tutte le insidie e conservatelo.

  A069000935 

 Io ve ne supplico per li meriti infiniti di Gesù Cristo vostro divin Figliuolo, Signor nostro.

  A069000938 

 Fin dalla vigilia del giorno scelto pel nostro ritiro meditiamo sulla parabola del fico inutile di cui ci parla il Vangelo, o sopra qualche altro soggetto capace a farci entrare in noi stessi.

  A069000938 

 Spendiamo una mezz'ora dopo mezzodì per esaminarci dinanzi a Dio in qual modo attendiamo alle obbligazioni del nostro stato.

  A069000940 

 Terminiamo il nostro ritiro mettendoci nello stato in cui vorremmo trovarci l'ultimo giorno di nostra vita.

  A069000967 

 Egli ha voluto essere saziato di obbrobri per trarre noi dall'abisso di mali, ove gettato ci aveva la superbia del nostro primo padre e per farci partecipi dell'eterna gloria.

  A069000972 

 La nostra grande occupazione deve dunque essere di ben fare le nostre azioni, anche le più semplici, del nostro stato.

  A069000972 

 La santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare bene ciò che è di nostro dovere secondo il nostro stato e la nostra condizione.

  A069000974 

 Noi dobbiamo sempre operare con intenzione pura, a Dio offrire di cuore le nostre azioni, sottometterci con pazienza a quanto incontriamo di penoso nel nostro operare, evitar la pigrizia, la vanità, la precipitazione, l'incostanza.

  A069000980 

 Noi dobbiamo amare il nostro prossimo come Gesù Cristo amò noi tutti: per salvar l'anima nostra egli ha versato tutto il suo sangue.

  A069001000 

 L'amor nostro Crocifisso ci tende le braccia onde riceverci; inchina il capo per darci il bacio del perdono; apre la bocca {544 [552]} per dirci: Oggi voi sarete meco in paradiso.

  A069001004 

 Il fruito di questo esercizio deve essere un religioso distacco dalle terrene cose, che nella morte dovremo abbandonare; deve essere l'accrescimento nell'amor di Dio, e l'orrore e la fuga di quanto può a lui dispiacere; un vero desiderio di lavorare alla nostra santificazione coll'esercizio delle virtù proprie dell'età e del nostro stato, la pratica costante delle opere buone.

  A069001020 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santità tutti li giorni della vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore per li meriti del Nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nell'unità dello Spirito Santo.

  A069001025 

 Ma che sono mai cotali penitenze in paragone del cumulo di pene temporali, che noi ci aumentiamo ogni dì più coi nostri peccati? Quanto tempo perciò non ci toccherebbe patire nel purgatorio, qualora non venisse in nostro aiuto questa buona madre la santa chiesa! Essa non ci viene meno in tanto bisogno.

  A069001026 

 Cosicchè tutto il valor soddisfattorio delle sue opere, de' suoi patimenti e della sua morte va tutto a nostro profitto.

  A069001026 

 Questo doppio valore ebbero senza dubbio le azioni di Nostro Signor Gesù Cristo, il quale con le sue opere {557 [565]} e co' suoi patimenti si meritò in Cielo la massima gloria; e col valore soddisfattorio soddisfece per noi tutti infinitamente.

  A069001027 

 Anche le opere buone dei santi hanno un valore soddisfattorio che supera il debito che essi avevano verso Dio per i loro peccati, e ne rimane perciò ancora da applicare a nostro vantaggio.

  A069001032 

 E di tale autorità si servì uno degli stessi apostoli, s. Paolo, quando avendo imposto una grave pena ad un pubblico incestuoso di Corinto, affinchè, come egli dice, lo spirito sia salvo nel dì del Signore nostro Gesù Cristo; in seguito, e prima che fosse trascorso il tempo stabilito, gli rimise il resto della pena, in riguardo degli altri fedeli e a nome di Gesù Cristo

  A069001038 

 Del resto facciamo quello che possiamo dal canto nostro, e poi mettiamo la nostra confidenza in Dio.

  A069001050 

 Chiunque reciterà per ogni mese almeno una volta alla settimana la Corona di Nostro Signore

  A069001052 

 1° Indulgenza di sette anni e di sette quarantene alle meditazioni di sopra, per tutte le feste di Nostro Signore, e della beata Vergine non ancora nominate.

  A069001092 

 Questa è la grazia, che io Vi chiedo con tutto il cuore, o Dio mio, e che spero per li meriti del vostro divin Figliuolo, Signor Nostro, il quale vive e regna con Voi in tutti i secoli de' secoli.

  A069001093 

 O Spirito divino, a tutti questi aggiungete il dono delle lagrime, affinchè io pianga le mie colpe passate, l'amore alla mortificazione per soddisfare alla vostra divina giustizia, la regina di tutte le grazie, la perseveranza finale, affinchè io viva santamente e muoia di una morte preziosa nel Nostro Signore Gesù Cristo.

  A069001097 

 E perciò scegliamo specialmente il giorno anniversario del nostro battesimo per isciogliere cantici di ringraziamento alla bontà di Dio, per rinnovare le nostre promesse di fedelmente servirlo, dimandargli perdono di non essergli stato abbastanza fedeli per lo passato, proporre di esserglielo sinceramente per lo avvenire.

  A069001102 

 Questo è mezzo potente per mantenerci nella grazia di Dio, per avanzarci grandemente {614 [622]} nella perfezione cristiana; mezzo efficacissimo per essere cristiani non solo di nome, ma di fatti, per passare pieni di buone opere i giorni, le settimane, i mesi e gli anni, e giungere così al fine della vita colla dolce speranza di volarcene a ricevere la corona di gloria, quella corona che il Nostro Signor Gesù Cristo promise non a quelli che avranno incominciato, ma a quelli solamente che avranno perseverato sino alla fine nell'adempimento dei propri doveri, nell'esatta osservanza della divina legge.

  A069001133 

 {645 [653]} Tutte queste grazie io vi dimando pei meriti di Gesù Cristo Nostro Signore.

  A069001143 

 Conosco, o mio Dio, che sono i nostri peccati, che ci attirano i vostri flagelli, e pure tale è il nostro acciecamento, che non cerchiamo di disarmare la mano che ci percuote.

  A069001143 

 Invece di calmare il vostro sdegno colla nostra sommessione, colla nostra pazienza, col nostro pentimento, noi ci abbandoniamo ai lamenti, alle mormorazioni, e talvolta anche alle imprecazioni e alle bestemmie contro la vostra Providenza.

  A069001163 

 Tutto ciò io vi domando e spero per li meriti di Gesù Cristo nostro Signore il quale vive e regna con voi nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

  A069001164 

 Onnipotente ed eterno Iddio, usate misericordia al vostro servo, nostro sommo Pontefice N., e secondo la vostra misericordia guidatelo sulla via dell'eterna salute, affinchè per la grazia vostra desideri con ardore e compia con fortezza quanto vi piace.

  A069001164 

 Per Gesù Cristo nostro Salvatore.

  A069001165 

 Pel nostro Signore Gesù Cristo, il quale vive e regna con voi nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

  A069001165 

 Vi prego, o Dio onnipotente, che il vostro servo N. nostro re, il quale per vostra misericordia assunse le redini dello stato, riceva pure ogni accrescimento di virtù; affinchè di queste convenientemente {664 [672]} ornato e i vizi possa evitare, e a voi, che siete via, verità e vita, possa nel vostro favore pervenire.

  A069001166 

 Pel nostro Signor Gesù Cristo vostro Figliuolo, il quale vive e regna con voi per tutti i secoli dei secoli.

  A069001167 

 Per Gesù Cristo nostro Signore.

  A069001168 

 Divin Salvatore delle anime nostre, che sedete alla destra di Dio Padre per far le parti di nostro avvocato, a voi specialmente ci rivolgiamo nelle presenti calamità, e col cuore contrito ed umiliato, coi più alti clamori e coi più dolenti sospiri vi supplichiamo ad offerire a Dio, vostro Padre, la vostra croce, le vostre piaghe, il vostro sangue, la vostra morte per placare l'offesa sua Maestà ed ottenere a noi tutti perdono, riconciliazione, salute ed ogni bene.

  A069001172 

 Padre nostro, che siete ne' Cieli, il nome vostro sia sempre santificato....

  A069001179 

 Eterno Padre, per il sangue di Gesù, misericordia: voi non volete la morte del peccatore, ma che si converta e viva: dateci per la vostra misericordia spazio di penitenza, onde ravveduti e pentiti dei nostri peccati, cagione di ogni male, viviamo nella santa fede, speranza, carità e pace del nostro Signor Gesù Cristo; e voi rifugio dei peccatori, Maria, pregate e placate Iddio per noi, e otteneteci la grazia che domandiamo.

  A069001180 

 O sangue prezioso di Gesù nostro amore, gridate al vostro divin Padre: misericordia, perdono, grazia e pace, per noi, per....

  A069001185 

 Per Colui, che ci ha liberati dall'Inferno, Gesù Cristo Nostro Signore, a cui sia lode e gloria nei secoli.

  A069001189 

 III. Quando vi succede la disgrazia di cadere, dimostrate tosto al Signore il vostro rincrescimento, datevene un castigo, e senza nulla scoraggiarvi rimediate al male con un atto di virtù contraria; come sarebbe, nel caso nostro, un momento dopo mostrarvi dolce ed affabile.

  A069001195 

 Pei meriti di nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  A069001208 

 I nostri nemici abborriscono dai giornali cattolici, e da se li rigettano; e perchè avremo noi la viltà di leggere i fogli loro diretti a screditar noi medesimi, e le cose più venerande della nostra religione santissima? Perchè a guisa di figli ingrati e crudeli ci uniremo noi coi nemici {690 [698]} di nostra madre la Chiesa? Noi avremo dai giornali cattolici le notizie che ci abbisognano; arricchiremo inoltre la nostra mente di sane idee, formeremo a virtù il nostro cuore; e al giorno del trionfo della religione, della Chiesa, della verità, potremo noi pure gustare quella gioia che Iddio sta preparando a tutti quelli che si serberanno fedeli nei giorni della prova.

  A069001217 

 Nostro Signore, la santissima vergine, gli angeli e i santi vi hanno veduto al ballo.

  A069001222 

 Il nostro silenzio, la nostra condotta sarà un buon rimprovero.

  A069001222 

 Quindi allora mostriamo col nostro contegno che siamo {702 [710]} veri discepoli di Gesù Cristo, figli divoti della Chiesa.


don bosco-il centenario di s. pietro apostolo.html
  A070000010 

 4° B. Paolo della Croce, confessore, fondatore della Congregazione dei chierici scalzi di s. Croce e della Passione di Nostro Signor Gesù Cristo;.

  A070000042 

 Qual differenza fra la risposta del nostro Apostolo e le mormorazioni di certi cristiani, che trovano dura e severa la {16 [32]} santa legge del Vangelo solo perchè non si accomoda colle loro passioni! (Ciril.

  A070000095 

 Ciò fu definito come dogma di fede nel concilio fiorentino colle seguenti parole: « Noi definiamo che la santa Sede Apostolica ed il Romano Pontefice è il successore del principe degli Apostoli, il vero Vicario di Cristo ed il Capo di tutta la Chiesa, il maestro e padre di tutti i cristiani, e che a lui nella persona del Beato Pietro fu dato dal Nostro Signor Gesù Cristo pieno potere di pascere, reggere e governare la Chiesa Universale

  A070000121 

 Egli parlava del Redentore, di quel Gesù figliuolo di Dio discendente da Àbramo, quel Gesù che Dio risuscitò da morte, e che a noi comanda di predicarvi la sua parola prima che la predichiamo ad ogni altro popolo, portandovi per mezzo nostro la promessa benedizione, acciochè {78 [94]} vi convertiate de' vostri peccati ed abbiate la vita eterna.

  A070000210 

 Avendo noi inteso che alcuni venuti di qua hanno turbato ed angustiato le vostre coscienze con idee arbitrarie, è sembrato bene a noi qui radunati di scegliere e mandare a voi Paolo e Barnaba, uomini a noi carissimi, che la loro vita sacrificarono ed esposero a pericolo pel nome di nostro Signor Gesù Cristo.

  A070000236 

 Di poi li esorta a conservarsi mondi dal peccato, e a credere costantemente che la lunga pazienza che usa spesso il Signore con noi, è per comun nostro bene.

  A070000236 

 Quindi raccomanda caldamente di non interpretare le sacre scritture col privato intendimento di ciascuno, e nota particolarmente le {167 [183]} lettere di s. Paolo, che egli chiama suo fratello carissimo di cui dice così: « Gesù Cristo differisce la sua venuta per darvi tempo a convertirvi; le quali cose vi scrisse Paolo nostro carissimo fratello secondo la scienza che gli è stata data da Dio.

  A070000280 

 Il nostro Divin Salvatore disceso dal cielo in terra per salvarci volle stabilire un mezzo onde fosse assicurato il deposito della fede, fondando un regno spirituale sopra la terra.

  A070000302 

 Di più i sacri pastori che governano le chiese particolari essendosi regolarmente succeduti sempre dipendenti dal Papa, sempre insegnando la stessa dottrina, amministrando i medesimi Sacramenti, ne segue la certezza che i ministri della Chiesa cattolica in ogni tempo e in ogni luogo hanno sempre praticato la medesima fede, la medesima legge, i medesimi sacramenti come furono predicati dagli Apostoli, e come furono istituiti dal nostro Signor Gesù Cristo.

  A070000308 

 È pure verità di fede che avvi un solo Dio in tre persone realmente distinte, che avvi un solo battesimo, una sola vera Chiesa, che è la cattolica; che niuno può salvarsi fuori di questa Chiesa; che è il Romano {215 [231]} Pontefice, cui noi dobbiamo ubbidire come a Gesù Cristo, di cui egli fa le veci; che i Sacramenti insinuiti da nostro Signor Gesù Cristo sono sette, nè più, ne meno.


don bosco-il cristiano guidato alla virtu ed alla civilta.html
  A073000032 

 «Noi litighiamo il meno che possiamo, scriveva ad un de'suoi che spontaneamente si era inoltrato in un affare ch'era ito a male; e quando noi siamo costretti a litigare, ciò avviene dopo aver preso consiglio e al di {20 [234]} dentro e al di fuori; amiamo meglio perdere del nostro, che scandalizzare il prossimo.» Dio ciò non ostante ha permesso ch'egli avesse alcune liti, ne guadagnasse, e ne perdesse, ma la Provvidenza voleva formare di lui un modello per tutti gli stati; e quello de'litiganti ha bisogno di grandi esempi.

  A073000034 

 Il nostro divin Salvatore aveva detto a tutti i fedeli cristiani, che colui il quale cammina dietro a' suoi passi non cammina nelle tenebre, ed è sicuro di avere un giorno il lume di vita eterna.

  A073000036 

 O Gesù, ripigliò quel monarca cristianissimo, e spirò con questi buoni sentimenti fra le braccia del nostro Santo, il giorno nel qual trenta anni addietro era salito sul trono.

  A073000036 

 Quel principe il quale vedeva con occhio intrepido approssimarsi l'ultimo suo momento, dimandò al nostro Santo quale era il miglior modo di prepararsi alla morte: {25 [239]} «Sire, rispose Vincenzo, si è d' imitare quello con cui Gesù Cristo si preparò alla propria, e di sottomettersi interamente e perfettamente, come egli fece, alla volontà del Padre celeste.» Non mea voluntas sed tua fiat.

  A073000038 

 Ed oh! perchè non seguitiamo l'esempio di quel Divino Maestro! perchè cediamo sempre il vantaggio agli altri! perchè non scegliamo il peggiore ed il più umiliante per noi! Essendo questo certamente il più gradito agli occhi del nostro Signore, unico scopo a cui dobbiamo tendere.

  A073000038 

 Sì, è una verità del vangelo, che nostro Signore non si compiace maggiormente quanto nell' umiltà del cuore e nella semplicità delle parole e delle azioni.

  A073000038 

 «Nostro Signor Gesù Cristo, soleva dire, poteva dare un grande splendore alle sue azioni, ed una sublime virtù alle sue parole; non volle farlo; fece anche di più, poichè per confondere maggiormente il nostro orgoglio colle sue ammirabili umiliazioni, ha voluto che i suoi discepoli facessero assai più di quel che egli non fece; e perché ciò? perchè volle essere {26 [240]} superato nelle azioni pubbliche, per ispiccare nelle più abbiette e nelle più umili di cui gli uomini non conoscono il pregio; vuole i frutti dell'Evangelio, e non vuole le acclamazioni del mondo.

  A073000049 

 È un imitare ciò che si fece dal nostro Signore, e dopo lui dagli Apostoli; è un congiungere l'ufficio di Marta a quello di Maria; è un seguire l'esempio della colomba, la quale digerisce la metà dei cibo che ha inghiottito, e indi col proprio becco fa passare il rimanente in quello de'suoi pulcini per nutrirli.

  A073000050 

 In conseguenza il sant' Uomo raffigurava sempre nostro Signor Gesù Cristo negli altri, onde eccitare con maggiore efficacia il suo cuore a prestar loro tutti i doveri della carità.

  A073000050 

 Vedendo per tal modo Gesù Cristo in ogni stato, e ravvisando in ogni stato una immagine del Redentore, che il suo prossimo gli rappresentava, animavasi così ad amaro e servire le creature nel nostro Signore, ed il nostro Signore in tutti.

  A073000062 

 Questo cangiamento mentre annunziava in un modo tanto sensibile la forza della mano dell'Altissimo fece molto onore al nostro Santo, sia in Parigi, che alla Corte.

  A073000063 

 Essi alloggiavano in questo nuovo spedale di forzati, vi celebravano la messa, e nudrivano ogni dì la semente quale il nostro Santo aveva sì felicemente gettata.

  A073000064 

 Espose al Re la grande capacità e lo zelo del nostro Santo, e gli fece comprendere che, col favore della corte non mancherebbe di procurare in molti luoghi i vantaggi che aveva già procurato a Parigi.

  A073000071 

 « Ve ne furono di quelli che avevano trascorso venticinque anni in questo stato, e protestavano di non voler fare nulla fino a tanto che restassero nella schiavitù, ma finalmente Nostro Signore si è impadronito di loro, ed ha scacciato Satana da quelle anime sulle quali aveva usurpato un grande impero.

  A073000075 

 « Compatisco le vostre pene, scriveva ad un regolare; abbiate pazienza, M. R. P., e chiedetela al nostro Signore, cui piace d'esercitarvi.

  A073000086 

 Se desideriamo che le nostre viscere si possano anche appellare viscera Sanctorum viscere de'Santi, sia nostro impegno soccorrere il prossimo quando è travagliato dalla necessità.

  A073000091 

 Essendo allora i duelli la passione dominante delle persone qualificate, ed il mezzo il più proprio per acquistare quella falsa riputazione, di cui queste sono sì gelose, il nostro militare il quale non sapeva perdonare nè dissimulare un' ingiuria, passava per uno de' più grandi duellisti del suo secolo.

  A073000094 

 Alcun tempo dopo il nostro santo Sacerdote entrò in disputa con tre eretici.

  A073000096 

 «Voi pretendete, Signore, che la Chiesa di Roma sia guidata dallo Spirito di Dio, diceva l' eretico al nostro Santo, ma questo appunto è ciò eh' io non posso credere; poichè da una parte si vedono i cattolici della campagna abbandonati a Curati viziosi ed ignoranti, senza essere istruiti de' loro doveri, senza che la magior parte sappiano neppure che cosa sia la cristiana religione, e dall' altra si veggono le città ripiene di preti e di monaci che nulla fanno, e lasciano nulladimeno quella povera gente nell'ignoranza spaventosa, per cui si perdono tutti i giorni; e voi vorreste persuadermi che ciò sia guidato dallo Spirito Santo? Io non lo crederò mai più.».

  A073000098 

 Sparsasi la voce per tutto quel paese, il nostro eretico prese ad esaminare con tutta l'attenzione d'un uomo prevenuto gli esercizi che vi si facevano; assistè alle prediche ed a' catechismi; vide la cura che si prendevano d'insegnare a chi era nell' ignoranza delle verità necessarie alla salvezza; ammirò la carità colla quale si addattavano alla debolezza ed alla incapacità de' più grossolani per rendere loro intelligibile ciò {81 [295]} ch'essi dovevano credere, e far loro bene intendere quanto dovevano porre in pratica.

  A073000100 

 Il nostro santo Sacerdote per assicurarsi vie più dell'integrità della fede del suo proselito lo interrogò sovra alcuni articoli che sono controversi fra noi ed i protestanti, e sopra quelli sui quali era sembrato più lontano.

  A073000101 

 Il santo Sacerdote chiamò al momento uno de'più istruiti, dimandò a lui ciò che dobbiamo credere {83 [297]} circa le sante immagini; il fanciullo rispose essere cosa buona l'averne, e di renderloro l'onore dovuto, non a causa della materia di cui sono formate, ma perchè ci rappresentano nostro Signore, la sua gloriosa Madre e gli altri Santi i quali regnano nel cielo, e avendo eglino trionfato del mondo ci esortano con queste mute figure a seguire la loro fede ed i loro buoni esempi.

  A073000101 

 L'ordine ed i particolari di questa conversione restarono sempre profondamente impressi nella memoria del nostro Santo, perchè la cura che si prendeva d'istruire gli abitanti della campagna n'era stato il principale motivo.

  A073000125 

 Questo ritratto è quello del nostro Santo; da'suoi più teneri anni fino all'ultima vecchiezza la sua divozione, la sua religione, la sua carità non si smentirono mai.

  A073000127 

 In tutto queste occasioni che seguendosi ila vicino sogliono far perdere l'equilibrio del nostro animo, non si sentiva dire che queste parole: sia lodato Iddio; bisogna sottometterci alla sua volontà, accettare tutto ciò che a lui piacerà d'inviarci.

  A073000135 

 Si è perciò che Dio mi ha fatto la grazia di star fermo fino al presente, per non acconsentire che si facesse stampare cosa alcuna, la quale tendesse a far conoscere e stimare la compagnia, abbenchè ne sia stato vivamente sollecitato, ed ancor meno avrei permesso la stampa d'una cosa che riguarda l'essenza e lo spirito,la nascita ed i progressi, le funzioni ed il fine del nostro istituto.

  A073000135 

 Vincenzo se ne lagnò con lui stesso: «Fu {115 [329]} stampato nelle vostre parti il ristretto del nostro instituto.

  A073000136 

 «Sonosi dette ben altre cose contro nostro Signore, rispose, e non si è punto giustificato.

  A073000138 

 Oh Salvatore Gesù Cristo! diffondete sui nostri spiriti quei lumi celesti » che vi fecero preferire gl'insulti alle lodi: infiammate i nostri cuori di quei santi affetti che ardevano nel vostro, e che vi fecero cercare la gloria del vostro Padre celeste nella vostra propria confusione; fate colla vostra grazia che rigettiamo tutto ciò che non ha per mira il vostro {120 [334]} onore e il nostro disprezzo; fate che rinunciamo una volta per sempre agli applausi degli uomini ingannati e ingannatori, ed alla sciocca immaginazione del buon successo delle nostre azioni.».

  A073000138 

 S. Paolo pubblicò in tutta la terra che aveva avuto la disgrazia di bestemmiare contro Dio, e di perseguitare la sua Chiesa: sant'Agostino palesò í peccati segreti della sua gioventù; Vincenzo aggiungeva che coloro, cui Dio preservò da cadute sì vergognose, non furono perciò meno umili; che s. Francesco di Sales parlava del mondo qual uomo che ne disprezza tutte le vanità; che il signor Cardinale di Bérulle costumava dire essere molto bene il tenersi bassi; gli stati più abbietti essere i più sicuri, e trovarsi un non so che di maligno nelle condizioni alte e distinte; perciò appunto i Santi aver sempre sfuggito le dignità, e che nostro Signore disse, parlando di se stesso, ch'era venuto al mondo per servire, non per essere servito.

  A073000142 

 «No, no, disse egli un giorno, non sono che le sole eterne verità che sono a capaci di riempiere il nostro cuore e di guidarci con sicurezza.

  A073000155 

 {134 [348]} Aprendo questa porta porgereste occasione ad altri o di sforzarsi d' uscire dal loro ritiro, o almeno di concepire del disgusto per gli esercizi di penitenza; al pari di voi troverebbero de' pretesti per addolcire que' rigori salutari; perchè la natura si stanca delle austerità, e se consulta se stessa, dirà che sono eccessive, che bisogna moderarsi per vivere lungamente e servire vie più a Dio, laddove nostro Signore dice: Chi ama l'anima sua la perderà e chi l'odia la salverà.

  A073000158 

 Non vedete forse ch'è una tentazione, e con ciò la date vinta al nemico di questo adorabilissimo Sacramento! Pensate forse divenire più capace {136 [350]} e meglio disposta ad unirvi a nostro Signore allontanandovi da lui? Oh! siate sicura che se aveste un tal pensiero, v'ingannereste a partito.

  A073000164 

 Prova della mortificazione interna del nostro Santo è la perfetta sua eguaglianza di spirito.

  A073000179 

 Ciò nondimeno il nostro Santo, comunque sopraccarico fino al giorno che precedè la vigilia della sua morte, le disimpegnò con una precisione ed una presenza di spirito ammirabile.

  A073000184 

 Non è forse consolato il nostro cuore vedendosi fatto degno innanzi a Dio di soffrire servendolo? Certamente dovete ringraziarlo particolarmente e siete obbligato di domandargli la grazia di farne un buon uso.

  A073000218 

 «La gratitudine, diceva, è un tributo che Dio esige dalla creatura; ed è per facilitarle i mezzi di soddisfare a questo sto dovere che istituì nell'antica legge de' sacrifizi di ringraziamento, e nella nuova legge quello dell' Eucaristia, che deve rammentarci le maraviglie da lui operate per amor nostro.

  A073000222 

 Tre atti di carità per dimostrare la nostra gratitudine verso Dio, e quando riceviamo qualche favore dal nostro prossimo, siamo riconoscenti soprattutto qualora il favore ricevuto sia spirituale.

  A073000231 

 Perciò il fine pel quale Iddio ci ha creati, le grazie che abbiamo da lui ricevuto, le grandi lezioni che ci ha dato in Gesù Cristo suo Figlio, i soccorsi che ci ha preparati ne' Sacramenti, le disposizioni che sono necessarie per accostarvisi; l'orrore del peccato, le conseguenze funeste che trae seco, la vanità del mondo e de' suoi giudizi, le illusioni del nostro proprio cuore; le tentazioni della carne, la malizia e gli artifizi dell'antico serpente, la brevità della vita, t' incertezza del momento della morte, i formidabili giudizi di Dio, l' eternità felice o disgraziata: queste verità ed altre consimili erano in allora, e sono anche oggidì il soggetto ordinario e de' sermoni di colui che dirigeva il ritiro, e della meditazione di coloro ì quali fanno gli esercizi.

  A073000231 

 Rappresentò loro che la casa nella quale erano radunali serviva altre volte al ritiro dei lebbrosi, e neppur quo di que' che vi erano ammessi guariva; e che attualmente vi si ricevevano delle persone attaccate da una lebbra assai più pericolosa di quella del corpo, o per dir meglio, persone già morte, e per misericordia Divina, un eran numero ricuperava la sanità e la vita; che nostro Signore vi operava ancora ogni giorno per rapporto a'peccatori ciò che aveva fatto con Lazzaro risuscitandolo; ch'essi avevano l'onore d' essere gli strumenti, di cui esso valevasi, per questa grande operazione.

  A073000234 

 Se costava assaissimo al nostro Santo il sostenere un' impresa sì onerosa, bisogna convenire che ne fu, anche durante la vita, al centuplo ricompensato.

  A073000236 

 Basti il detto {213 [427]} finora a far palese quanto il nostro Santo amasse gli esercizi spirituali e desiderasse che tutti i fedeli cristiani ne profittassero.

  A073000241 

 Infatti ai semplici soltanto è concesso lo istruirsi alla scuola di nostro Signore.

  A073000242 

 Il vostro cuore è troppo buono per essere posto in cattive mani come le mie, e so bene che voi non me lo date, so non perchè io lo rimetta a nostro Signore al quale appartiene, e all' amore del quale {219 [433]} volete che tenda incessantemente.

  A073000242 

 Vincenzo inviando uno de'suoi preti in una certa provincia: «Voi andate, gli disse, in un paese, in cui dicesi che gli abitanti sono per la maggior parte fini ed astuti: se ciò è vero, il miglior mezzo di essere loro utile si è quello d' agire {218 [432]} con essi con una grande semplicità: perchè le massimo del Vangelo sono interamente opposte a'modi di agire del mondo: e andando voi pei servizio di nostro Signore, dovete altresì condurvi seconda il suo spirito, ch'è uno spirito di semplicita e di rettitudine.» Quel missionario re isolò la stia condotta sulla scorta di un parere così saggio, e la popolazione incantata del candore di lui offeri al nostro Santo un bellissimo stabilimento: fu questo accettato perchè v'era luogo a fare del bene.

  A073000244 

 «Lasciamo fare nostro Signore, diceva, è opera sua: ed essendo a lui piaciuto di darcene {221 [435]} il pensiero, teniamo per certo che lo perfezionerà nel modo a lui più gradevole; sarà nostra guida e nostro aiuto in un lavoro al quale ci ha egli stesso invitati.».

  A073000249 

 Quest' esempio {226 [440]} deve bastarvi, signore, per restare in pace in mezzo alle vostre oscurità, e per avere un' intera confidenza nell' infinita bontà di nostro Signore, il quale volendo perfezionare l'opera della vostra santificazione, v' invita ad abbandonarvi fra le braccia della sua provvidenza.

  A073000250 

 La confidenza in Dio non esclude la nostra cooperazione, perciò facciamo quanto dal nostro canto possiamo, e il Signore farà colla sua grazia quello che noi non possiamo.

  A073000251 

 Che cosa bisogna dunque fare per non perdere il nostro tempo e le nostre fatiche? È necessario di non operare mai per movimento della nostra propria inclinazione, per nostro interesse, per nostro capriccio, per nostra fantasia, ma assuefarci a fare la volontà di Dio in tutto; io dico in tutto e non già in parte, perchè si è questo il proprio effetto della u grazia, che rende la persona e l' azione gradita a Dio.».

  A073000252 

 Lasciamoci dunque que guidare dal nostro Padre celeste, e procuriamo sulla terra di non avere che un voler solo con lui.» {230 [444]}.

  A073000252 

 Quanta più relazione avremo con nostro Signore spogliato, più ancora avremo parte al suo spirito; quanto più cerchiamo al pari di lai il regno de'cieli per istabilirlo in noi, tanto più s le cose necessarie alla vita ci saranno accordate.

  A073000254 

 Siate certo che se a lui piace che la cosa si faccia, il ritardo non la guasterà in alcun modo, e che F quanto meno ci sarà del nostro, tanto più ci sarà del suo.».

  A073000254 

 «Faremo bene di non curarci di quest' affare per ora tanto per infievolire le inclinazioni della natura, la quale vorrebbe che le cose vantaggioso fossero prontamente eseguite, quanto per metterci nella pratica della santa indifferenza, e dar luogo a nostro Signore di manifestarci la sua volontà, mentre gli umilieremo delle preghiere per raccomandargli la cosa.

  A073000256 

 Fermatevi alquanto a considerare ciò che più v'inquieta; e fatene un' offerta ai Signore, dicendo: sia fatta in ogni cosa la santissima volontà del nostro Iddio.

  A073000260 

 Se non riuscite a soddisfare tutti, non bisogna perciò che voi ve ne diate fastidio, perchè neppure lo stesso nostro Signore lo ha fatto.

  A073000260 

 «Io non dubito punto, scriveva ad uno di questi, che la separazione da questo caro e fedele amico non vi sia dolorosa; ma rammentatevi, signore, che il Signor nostro si separò dalla propria sua Madre, e che i suoi discepoli, dallo Spirito Santo così perfettamente uniti, si separarono gli uni dagli altri pel servizio dei Divin Maestro.» In breve tutti coloro che erano sotto la sua direzione non venivano afflitti da qualche male ch'egli non ne soffrisse come quelli e più di quelli.

  A073000266 

 e altri simili disordini che s'insinuano più facilmente nelle campagne; il buon uso della povertà e delle afflizioni, la santificazione delle domeniche e feste, la necessità ed il modo di pregare, di frequentare i Sacramenti, d' assistere al sacrifizio della messa, l'imitazione di nostro Signore, la divozione verso la SS. Vergine, la felicità della perseveranza: in una parola tutto ciò che deve {244 [458]} fare un cristiano per incamminarsi a Dio; tutto ciò che deve evitare per essere felice dopo la sua morte, più di quello lo fu durante la sua vita: ecco l'argomento più ordinario delle prediche.

  A073000272 

 Che risponderemo a Dio, proseguiva il Santo, se per colpa nostra accadesse che qualcheduna di quelle povere anime morisse e si dannasse? Non avrebbe forse ragione di rimproverarci esser noi in qualche modo la causa di sua perdizione per non averla assistita quando era in nostro potere di farlo?E non avremmo forse motivo di temere che Dio ce ne chiedesse conto all'ora di nostra morte? All'opposto se corrispondiamo fedelmente alle obbligazioni a della nostra vocazione, non avrem forse ragion di sperare che Dio aumenterà di giorno in giorno sopra di noi te sue grazie, {249 [463]} benedirà i nostri lavori, e finalmente tutte quelle anime, le quali col mezzo del nostro ministero avran conseguita l'eterna salvezza, renderanno testimonianza a Dio della fedeltà nell' adempimento delle nostre funzioni?».

  A073000275 

 Che se il nostro stato non comporta di occuparci nel sacro ministero, recitiamo cinque Pater alle piaghe di Gesù Cristo, affine di ottenere che niuno di quelli che muoiono in questo giorno vada all' inferno.

  A073000283 

 Siamo pronti a vendere per voi tutto ciò che abbiamo, e fino i nostri calici: non faremo con ciò se non quello che ordinano i santi canoni, cioè di rendere al nostro fondatore nel suo bisogno quello ch'egli ci ha dato nella sua abbondanza, e ciò che vi dico, signore, lo dico innanzi a Dio, e conce lo sento nel fondo del cuore.».

  A073000286 

 Finalmente per dirvi ogni cosa, ho gran pena d'andare contro il consiglio di nostro Signore, il quale non vuole che, chi prende a seguirlo, si metta a litigare, e se l'abbiamo fatto è solo perchè non poteva in coscienza abbandonare un bene di comunità, di cui non aveva che l'amministrazione, senza fare il possibile per conservarlo: ma ora che Dio mi ha scaricato di questa obbligazione con una sentenza sovrana che ha reso inutili le mie cure, penso dobbiamo qui fermarci.».

  A073000286 

 Malgrado queste sicurezze Vincenzo non volle appellarsi: «Quantunque siamo assicurati, scriveva al succitato amico, di essere ben fondati a col provvederci in appello, noi non posa siamo risolverci ad interporlo; perchò otto a avvocati che abbiamo consultati congiuntamente e separatamente prima della sentenza che ci ha spossessati, ci avevano sempre assicurati che il nostro diritto era infallibile; ciò non ostante la corte ha giudicato diversamente: tanto è vero che le opinioni sono vario, e che non bisogna mai a appoggiarsi sui giudizi degli uomini.

  A073000296 

 Piansero gli orfani, piansero le vedove, e tutti i poveri esclamarono con lagrime: è morto il nostro padre, il nostro rifugio, il nostro sostegno.

  A073000303 

 Degnossi Iddio di porre il nostro Santo in grado di fare qualche cosa di più, preparando cioè dei degni vescovi per le chiese.


don bosco-il cristiano guidato alla virtu ed alla civilta [2a edizione].html
  A074000035 

 "Noi litighiamo il meno che possiamo, scriveva ad un de'suoi che spontaneamente si era inoltrato in un affare ch'era ito a male; e quando noi siamo costretti a litigare, ciò avviene dopo aver preso consiglio tal di dentro e al di fuori; amiamo meglio perdere del nostro, che scandalizzare il prossimo.

  A074000038 

 Il nostro divin Salvatore avea detto a tutti i fedeli cristiani, che colui il quale segue i suoi passi non cammina nelle tenebre, ed è sicuro di avere un giorno il lume di vita eterna.

  A074000040 

 O Gesù, ripigliò quel monarca cristianissimo, e spirò con questi boni sentimenti fra le braccia del nostro Santo, il giorno in cui trenta anni addietro era salito sul trono.

  A074000040 

 Quel principe, il quale vedeva con occhio intrepido approssimarsi l'ultimo suo momento, dimandò al nostro Santo quale era il miglior modo di prepararsi alla morte: "Sire, rispose Vincenzo, si e d'imitare quello con cui Gesù Cristo si preparò alla propria, e di sottomettersi interamente e perfettamente, come egli fece, alla volonta del Padre celeste.

  A074000042 

 Ed oh! perche non seguitiamo l'esempio di quel Divin Maestro? Percheè cediamo sempre il vantaggio agli altri? perchè non scegliamo il peggiore ed il più umiliante per noi, essendo questo certamente il più gradito agli occhi del nostro Signore, unico scopo a cui dobbiamo tendere? Da quest'oggi adunque risolviamo di seguirlo e di offerirgli i piccoli sacrifizi.

  A074000042 

 Si, e una verità del Vangelo, che nostro Signore non si compiace maggiormente quanto nell'umiltà del cuore e nella semplicità delle parole e delle azioni.

  A074000042 

 "Nostro Signor Gesù Cristo, soleva dire, poteva dare un grande splendore alle sue azioni, ed una sublime virtù alle sue parole; non volle farlo; fece anche di più, poichè per confondere maggiormente il nostro orgoglio colle sue ammirabili umiliazioni, ha voluto die i suoi discepoli facessero assai più di quel cbe egli non fece.

  A074000053 

 E un imitare ciò che si fece dal nostro Signore, e dopo lui dagli Apostoli; e un congiungere l'ufficio di Marta con quello di Maria; e un seguire l'esempio della colomba, la quale digerisce la meta del cibo che ha inghiottito, e indi { [39]} col proprio becco fa passare il rimanente in quello de'suoi pulcini per nutrirli.

  A074000054 

 In conseguenza il sant'Uomo raffigurava sempre nostro Signor Gesù Cristo negli altri, per eccitare con maggiore efficacia il suo cuore a prestar loro tutti i doveri della carità.

  A074000054 

 Vedendo per tal modo Gesù Cristo in ogni stato, e rawisando in ogni stato una immagine del Redentore, che il suo prossimo gli rappresentava, animavasi cosi ad amare e servire le creature del nostro Signore, ed il nostro Signore in tutti.

  A074000065 

 { [46]} Questo cangiamento mentre annunziava in un modo tanto sensibile la forza della mano dell'Altissimo fece molto onore al nostro Santo, si in Parigi, si alla Corte.

  A074000066 

 Essi alloggiavano in questo nuovo spedale di forzati, vi celebravano la messa, e nudrivano ogni di la semente la quale il nostro Santo aveva si felicemente gettata.

  A074000067 

 Espose al Re la grande capacità e lo zelo del nostro Santo, e gli fece comprendere, che col favore della Corte non mancherebbe di procurare in molti luoghi i vantaggi gia procurati a Parigi.

  A074000074 

 Si è perciò che Dio mi ha fatto la grazia di star fermo fino al presente, per non acconsentire che si facesse stampare cosa alcuna, la quale tendesse a far conoscere e stimare la compagnia, benchè ne sia stato vivamente sollecitato, ed ancor meno avrei permesso la stampa d'una cosa che riguarda l'essenza e lo spirito, la nascita ed i progressi, {102 [102]} le funzioni ed il fine del nostro insituto.

  A074000074 

 Vincenzo se ne lamentò con lui stesso: "Fu stampato nelle vostre parti il ristretto del nostro instituto.

  A074000077 

 Oh Salvatore Gesù Cristo! diffondete sui nostri spiriti quei lumi celesti che vi fecero preferire gl'insulti alle lodi: infiammate i nostri cuori di quei santi affetti che ardevano nel vostro, e che vi fecero cercare la gloria del vostro Padre celeste nella vostra propria confusione; fate colla vostra grazia che rigettiamo tutto ciò che non ha per mira il vostro onore e il nostro disprezzo; fate che rinunciamo una volta per sempre agli applausi degli uomini ingannati e ingannatori, ed alla sciòcca immaginazione del buon successo delle nostre azioni.

  A074000077 

 S. Paolo pubblicò in tutta la terra che aveva avuto la disgrazia di bestemmiare contro Dio, e di perseguitare {104 [104]} la sua Chiesa: sant'Agostino palesò i peccati segreti della sua gioventù; Vincenzo aggiungeva che coloro, cui Dio preservò da cadute si vergognose, non furono perciò meno umili; che s. Francesco di Sales parlava del mondo qual uomo che ne disprezza tutte le vanità; che IlSig. Cardinale di Bérulle costumava dire essere molto bene il tenersi bassi; gli stati più abbietti essere i più sicuri, e trovarsi un non so che di maligno nelle condizioni alte e distinte; perciò appunto i Santi aver sempre sfuggite le dignità, e che nostro Signore disse, parlando di se stesso, ch'era venuto al mondo per servire, non per essere servito.

  A074000082 

 "No, no, disse egli un giorno, non sono che le sole eterne verità che sono capaci di riempire il nostro cuore e di guidarci con sicurezza.

  A074000095 

 Aprendo questa porta porgereste occasione ad altri o di sforzarsi d'uscire dal loro ritiro, o almeno di concepire disgusto per gli esercizi di penitenza; al pari di voi troverebbero dei pretesti per addolcire che rigori salutari: perchè la natura si stanca {118 [118]} delle austerità, e se consulta se stessa, dirà che sono eccessive, che bisogna moderarsi per vivere lungamente e servire vie più a Dio, laddove nostro Signore dice: Chi ama l'anima sua la perderà e chi l'odia la salverà.

  A074000096 

 Non vedete voi ch'è una tentazione, e con ciò la date vinta al nemico di questo adorabilissimo Sacramento! Pensate forse divenire più capace e meglio disposta ad unirvi a nostro Signore allontanandovi da lui? Oh! siate sicura che se aveste un tal pensiero, v'ingannereste a partito.

  A074000102 

 Prova della mortificazione interna del nostro Santo è la perfetta sua eguaglianza di spirito.

  A074000114 

 {134 [134]} Ciò nondimeno il nostro Santo, comunque sopraccarico fino al giorno che precede la vigilia della sua morte, lo disimpegnò con una precisione ed una presenza di spirito ammirabile.

  A074000117 

 Non è forse consolato il nostro cuore vedendosi fatto degno innanzi a Dio di soffrire servendolo? Certamente dovete ringraziarlo particolarmente e siete obbligato di domandargli la grazia di farne buon uso.


don bosco-il divoto dell-angelo custode.html
  A075000005 

 Bontà grande ed incomprensibile ci dimostra il nostro celeste Padre nel darci un Angelo per custode.

  A075000005 

 E come s'esprimono i Santi Padri, vuole il nostro buon Dio, che in tutta la nostra vita sia in verità l'aio e 'l direttore di ciascuno di noi, come figli d'età minore, che Iddio in questo mondo si alleva per innalzare al trono ed alla corona.

  A075000009 

 Ogni giorno almeno, mattino e sera nel recitar l' Angele Dei, abbiate anche intenzione di ringraziar Dio della bontà usata a nostro bene nel darci per custodi principi cosi eccelsi.

  A075000019 

 Il giovine Tobia, viandante col suo Angelo, fu perfetta immagine di noi tutti qui viatori insieme col nostro; con questa differenza, che egli il vedeva, senza saper che fosse Angelo; noi per l'opposto il sappiamo, senza vederlo.

  A075000019 

 Leggesi di chi sentissi mosso ad uscir di {18[104]} casa, ed uscitone appena, quella rovinò; di chi ritrasse il piede da quel luogo, e con ciò vide d'avere sfuggito un incendio; di chi cambiò strada viaggiando, e si trovò lontano dagli assassini; di chi a casa fermossi, e venne così a schivare precipizii, o agguati; ed a chi debbesi tutto ciò, se non all'occhio amoroso del nostro Angelo, sempre attento e vegliante sopra di noi? Sicché s'avvera ben chiaramente il detto del Real profeta, che l'Angelo del Signore ci libera dai pericoli: Immittet Angelus Domini in circuitu timentium eum, et eripiet eos.

  A075000019 

 Non altrimenti il nostro Angelo sin dal nostro primo comparir al mondo si fa d'appresso, ci è a lato, nè più ci abbandona in tutto il cammino di nostra vita.

  A075000023 

 Ecco confermata col fatto quella verità che Iddio, c'insegna nella santa scrittura, cioè che il Signore ci ha dato un Angelo, che ci serva di guardia e di custodia in ogni nostro cammino.

  A075000024 

 Preziosissimo essendo il tempo, in cui facciamo orazione, tempo in cui noi possiamo conseguir grandi beni, il demonio fa ogni sforzo per distrarci, e fare in modo, che questi preziosi momenti riescano senza frutto; e così pur troppo sarebbe, se l'Angelo Custode non corresse tosto in nostro aiuto per supplire a quello, che non può la nostra debolezza.

  A075000029 

 E due, dice s. Bernardo, sono le mani che ci sostengono, perché due sono i gran lumi Angelici, con cui tra le tentazioni, quasi con due mani i santi custodi sollevano la nostra mente ed il nostro cuore; l'uno che ci fa scorgere la brevità del travaglio, l'altro l'eternità della ricompensa.

  A075000034 

 Di più esso infonde nel cuor nostro dolce conforto, or nelle amanti offerte che fa a Dio delle presenti pene, or nelle lacrime stesse sulle passate colpe, or nelle proteste {34[120]} e risoluzioni d'una vita più santa e più regolata.

  A075000034 

 Non può non arder di rabbia il maligno spirito in veder le nostre lagrime cangiate dal nostro Custode in preziose gemme, ed il suo astio divenuto per noi strumento di eterna felicità.

  A075000037 

 Fa molto a nostro ammaestramento il conforto che prestò l'Angelo Custode alla vergine s. Liduina nella lunga sua infermità.

  A075000039 

 La bontà del nostro amorevole Custode non cessa nemmeno quando noi cadiamo in qualche peccato.

  A075000039 

 Nella guisa che il cuor d'una madre diviene più tenero, ove l'infermità d'un caro figlio diviene più grave; così l'amorevole nostro custode al rimirar l'anima nostra in uno stato cotanto lagrimevole, tutto per lei intenerito le avanza i primi atti di pietà a piè del divin trono, intercede e parla così: Deh Signore, pietà di quest'anima a me affidata; voi solo potete liberarla, e senza di voi è perduta: et dicet libera eum ut non descendat in corruptionem.

  A075000039 

 È vero che in quell'infausto momento in cui pecchiamo, il nostro buon Angelo quasi da noi ritirandosi disdegnoso, par che prorompa in alti gemiti di dolore.

  A075000040 

 Ma neppur quando ci vede ritrosi alle sue voci cessa d'amarci, e spinto, dà talora di mano alla verga di correzione con disastri, con decadenza di fortuna, che credonsi da noi disgrazie, e sono finezze del nostro Angelo, il quale sa amare e correggere, e sa rivolgere in bene il castigo stesso.

  A075000044 

 Come le cure che il nostro Angelo ha per noi in vita non tendono ad altro che a procurarci una preziosa {44[130]} morte, così quanto egli scorge più vicina quell'ora, tanto più egli addoppia la sua vigilanza per riuscirvi.

  A075000050 

 Ogni cura, ogni sollecitudine che {50[136]} il nostro Custode impiega durante la nostra vita per l'anima nostra, ha per unico scopo di poterla poi un giorno condurre seco in Paradiso.

  A075000053 

 » Le stesse consolazioni, gli stessi suffragi saranno altresì per noi, se nella vita presente seconderemo gli impulsi del nostro Angelo nel suffragare le anime di quelli che penano nel purgatorio (Lib.

  A075000054 

 Crebbe del pari l'impegno e la cura del nostro zelante Custode col crescer degli anni nostri, e appena cominciò a splender in noi il lume della ragione, rivolse egli le sue premure più ardenti per condurci ad un genere di vita assai più sublime; val quanto dire alla nostra vita soprannaturale e di grazia; e tutto fu inteso a drizzare i nostri passi per la strada della salute, e ad avvezzarci {56[142]} per tempo alla vita di buon cristiano.

  A075000054 

 Eppure che cosa sono mai simili protezioni rispetto a quella del nostro Angelo? Appena venimmo noi alla luce, mentre nulla conoscevamo, di nulla sapevamo, il nostro amantissimo Custode vegliava di continuo intorno a noi, e per noi pregava altresì incessantemente l'Altissimo, perchè contro alla nostra vita non prevalessero quei tanti pericoli che sovrastano a quella tenera età.

  A075000054 

 Noi quante volte peccammo, ribellandoci a Dio ed al nostro amorevole tutelare per seguire i nostri folli capricci! Iddio allora {57[143]} contro di noi sdegnato, ben con ragione voleva già fulminare la sentenza d'eterna morte.

  A075000054 

 Quante incessanti insinuazioni del nostro buon Angelo e nell'età più fresca, e nella più florida adolescenza, e negli anni maturi? Ora lo sperimentare di continuo la di lui beneficenza verso di noi anche dopo tante e sì enormi ingratitudini non accenderà una volta l'amor nostro per sì costante e degno protettore? Mosè certamente meritò sempre l'amore di quel protervo popolo, cui per divina ordinazione fu posto a guidar nel deserto, attesa la cura amantissima che sempre ne ebbe, ma più che mai se lo meritò, allorchè Iddio giustamente sdegnato contro quel popolo che con orribile sacrilegio era trascorso ad adorar il vitello d'oro, già era sul punto di farne un generale macello, e ancora si contenne per le violenti preghiere del buon Mosè.

  A075000054 

 Si frappose il nostro amabile Custode a favore di noi ingrati, parlando a Dio in nostra difesa, e co'suoi validi prieghi disarmò l'ira divina, e ci ottenne tempo e grazia di ravvederci.

  A075000057 

 Che se tanta è la premura del nostro Angelo Custode nel favorirci intorno alle cose temporali, quali non saranno le grazie che egli otterrà a pro dell'anima, che è il principale scopo delle sue cure e vigilanze.

  A075000061 

 A farci conoscere la premura grande, che i nostri Custodi hanno pel nostro bene spirituale e temporale, valga per ultimo l'esempio de' tre giovanetti Anania, Azaria e Misaele.


don bosco-il galantuomo pel 1855.html
  A078000034 

 Ma veniamo al nostro proposito.


don bosco-il galantuomo pel 1856.html
  A079000004 

 In mezzo a tutti questi mali, avvenne che il nostro governo, vedendo la Francia e l'Inghilterra a mal partito nella guerra contro ai Russi, pensò di venire in suo soccorso, e ciò mi pare ben fatto, perchè l'aiutare il prossimo è un'opera di carità, e le opere di carità sono sempre lodevoli.

  A079000010 

 Andava eziandio rimirando con maraviglia le onde, in mezzo a cui passava il nostro bastimento.

  A079000042 

 Come si accorse del nostro arrivo, alzò lentamente lo sguardo, e rimanendo tuttora seduto, cominciò a parlare così: - Quale desiderio vi spinse a venire in questo luogo separato dalle abitazioni dei mortali?.


don bosco-il galantuomo pel 1859.html
  A082000007 

 E però ho messo sul bel principio alcune vite di Santi nati o vissuti nel nostro Stato; ed ho fiducia che, mettendovi sott'occhio le illustri virtù dei vostri compatrioti, se altro non vi movesse, almeno l'amor di patria, che a' dì nostri tanto si esalta, v'induca a studiarne la vita, ad imitarne le virtù.


don bosco-il galantuomo pel 1865.html
  A086000002 

 Queste parole accompagnate da qualche altra osservazione colpirono sino al fondo del cuore il nostro Galantuomo, e dopo un profondissimo sospirone che rintronò per tutta la casa, dai tetti sino alle cantine, ahi dolore! la morte dell' almanacco fu inesorabilmente decretata.

  A086000014 

 La cultura delle anime fu sempre il colmo delle cose ed il gusto dei Savii; ma da che Iddio si è fatto uomo per coltivarla egli stesso, dacchè l' Artista eterno quaggiù comparve, e le nostr' anime sono il campo che egli inafllia, il marmo ch' egli scolpisce, il santuario che edifica, la città che prepara, {18 [454]} il mondo che dispone pel suo e nostro Padre, la cura delle anime ch' era già si grande, è divenuta un amore che tutti supera gli altri, ed una paternità che non la più rivale.


don bosco-il galantuomo pel 1866.html
  A087000024 

 Hai ragione, caro Benvenuto, hai ragione, questo era nostro comune desiderio.

  A087000025 

 Appunto per ricevere degnamente questo nostro amato Principe pochi giorni or sono ci siamo tutti radunati per trattare quanto era da farsi in un giorno cotanto solenne.

  A087000025 

 Un terzo poi, vedendo senza fondamento le altrui proposte, conchiuse, che noi potevamo farlo Re dei nostri cuori, padrone del nostro affetto; e poichè parecchi nostri compagni sono già sotto a' suoi comandi nella milizia, offerirgli la nostra fedeltà, la nostra sollecitudine, qualora venisse il tempo in cui noi dovessimo militare nel reggimento da lui diretto.

  A087000048 

 Questo libro che noi desideriamo di offerire a Sua Altezza, è stato stampato qui, e fu legato nel nostro laboratorio.

  A087000067 

 Voi, o zelante signor Sindaco, che in tante guise prendeste parte al nostro bene, continuateci la vostra protezione e procurateci il favore che la via Cottolengo venga rettificata di fronte alla novella chiesa; e noi vi accertiamo, che raddoppieremo verso di voi la profonda nostra gratitudine.


don bosco-il galantuomo pel 1869.html
  A089000003 

 Io ve la stampo qui per intiero e per conforto nostro e per desolazione dei tristi.


don bosco-il galantuomo pel 1870.html
  A090000001 

 Giorni felici sorgeranno a sollievo nostro e de'nostri figli.


don bosco-il galantuomo pel 1873.html
  A092000002 

 In quanto al quando ed al come sentite: {5 [5]} Appena il 1872 fra i gemiti e fra i pianti universali darà l'ultimo respiro, e lascierà cadere le redini del suo governo nelle mani ancora tenere del 1873, chiunque di noi avrà dei fastidi corra immantinenti a gettarli nel pozzo; ciascuno si lucidi bene le scarpe, e si indossi le vesti più belle; ognuno stia preparato, e appena spunterà il sole nel nuovo anno 1873, tutti d'accordo facciamo un gran salto e valicando il mare portiamoci tutti mentalmente in quel luogo ove nacque il nostro Redentore, e ove gli Angeli del Cielo cantarono pace in terra agli uomini di buona volontà.

  A092000003 

 Il mondo va tutto sottosopra, e gli uomini pare abbiano perduto il cervello! Iddio chè è nostro buon Padre ci vorrebbe benedire, e noi lo costringiamo a castigarci! Vi è già stata la guerra, abbiamo veduta {7 [7]} la Babilonia dei nostri tempi, la città più corrotta, ove per fare dispetto a Gesù Cristo si mangiò carne il venerdì santo, circondata da nemici, priva di pane, in preda alle fiamme.


don bosco-il galantuomo pel 1878.html
  A097000001 

 Ma credo che lo stesso accada a voi, i quali vedete al par di me come le cose vadano facendosi ogni giorno più brutte e le nuvole si addensino sul nostro bel Cielo.

  A097000004 

 Invece di servirci d' ora in avanti nel nostro conversare di tanti intercalari ed esclamazioni che van per le bocche, come di corbezzoli, di capperi, {5 [323]} di poffarbacco, e via discorrendo, diciamo invece tutti: Oh santa pace! e tutte le volte che diciamo queste due parole procuriamo che il cuore voli al Signore domandandogli proprio la pace, la vera pace, la pace santa per noi e per tutti i nostri fratelli, anche pei Turchi e pei Scismatici e pei Protestanti che sono essi pure nostro prossimo, come dice il Catechismo.

  A097000014 

 I nostri nemici abborriscono dai giornali cattolici, e da sè li rigettano; e per che avremo noi la viltà di leggere i fogli loro diretti a screditar noi medesimi e le cose più venerande della nostra religione santissima? Perchè a guisa di figli ingrati e crudeli ci uniremo coi nemici di nostra madre Chiesa? Noi avremo dai giornali cattolici le notizie che ci abbisognano; arricchiremo inoltre la nostra mente di sane idee formeremo a virtù il nostro cuore; e al giorno del trionfo della religione, della Chiesa, della verità, potremo noi pure gustare quella gioia che Iddio sta preparando a tutti quelli che si serberanno fedeli nei giorni della prova.


don bosco-il galantuomo pel 1879.html
  A098000003 

 Un altro insigne personaggio la morte inesorabile ci tolse dalla nostra Italia; personaggio grande e ben degno del nostro compianto, il nostro Re Vittorio Emanuele II. Noi Piemontesi, che lo avevamo veduto e conosciuto da vicino, ne piangemmo bendi cuore la perdita, e pregammo per Lui, che passò all'altra vita munito dei conforti di nostra santa Religione e accompagnato dalla benedizione di Pio IX, grande fortuna per Lui e consolazione per noi e pel suo Augusto Figliuolo Umberto divenuto nostro Re, pel quale anche il povero Galantuomo ha pregato e prega che il Signore lo benedica insiem colla sua reale famiglia.


don bosco-il galantuomo pel 1880.html
  A099000055 

 Ricordati adunque che non ti basta il credere, ma bisogna che tu ne giubili di tanto avvenimento, e molto più che non della gloria di S. Caterina, quella appunto ch'io dianzi intendeva accennare, quando dissi che la Chiesa propone per nostro giubilo nell'anno venturo, perchè, vedi, l'Immacolata Concezione è un tale avvenimento, ovvero un tale atto o creazione del Genio Creatore, o meglio di Dio, da goderne proprio con tutta l'anima continuamente.


don bosco-il galantuomo pel 1881.html
  A100000005 

 ? Or bene rimane ancor un resto? Questo {5 [444]} resto è egli ancor considerevole? sono ancor 50, gli anni che ci aspettano, per consumar il nostro minuendo? sono forse soli 20, od ancor meno? sono forse soli 5, oppure questo 1881 farà il saldo? Terribile mistero!.


don bosco-il galantuomo pel 1883.html
  A101000029 

 Colà non leggeremo più i galantuomini di carta, ma liberi galantuomini leggeremo il libro della vita, Dio, e l'anima nostra ed il nostro corpo, saranno davvero ricreati, cioè creati novellamente; saremo davvero uomini fatti, perfetti, compiti, a cui nulla mancherà ed a cui nulla sarà da aggiungere.

  A101000030 

 Rivestiamoci dunque della luce di nostro Signore Gesù Cristo, delle gale bianchissime della sua purità e della rettitudine di sue vedute; delle gale rosse del suo ardente amore di far del bene al prossimo, gale graditissime ai cittadini di quaggiù ed a quei di lassù.


don bosco-il giovane provveduto.html
  A105000016 

 Il nostro Salvatore quantunque onnipotente per insegnarci ad ubbidire fu in tutto sottomesso alla B. V. ed a s. Giuseppe, esercitando l'umile mestiere di artigiano.

  A105000027 

 Siccome poi il nostro corpo senza' cibo diviene infermo e muore, lo stesso avviene dell'anima nostra se non le diamo il suo cibo.

  A105000083 

 Gli occhi poi sono le finestre per cui il peccato si fa strada nel nostro cuore, e per cui il demonio viene a prendere possesso dell'anima nostra.

  A105000086 

 Perciò quando udirete compagni proferire bestemmie, disprezzare le cose di religione, oppure cercar di allontanarvi dalle cose di Chiesa, peggio ancora dir parole anche poco contrario alla virtù della modestia, come la peste fuggiteli, tenendo per certo che quanto più puri saranno i vostri sguardi, i vostri discorsi, altrettanto Maria si compiacerà di voi, e maggiori grazie vi otterrà dal suo Figlio e nostro Redentore Gesù Cristo.

  A105000100 

 A chi vi dice che non conviene usar tanto rigore contro del nostro corpo, rispondete: chi non vuol patire con Gesù Cristo non potrà godere con Gesù Cristo.

  A105000107 

 Questo si otterrà facilmente se dispregiando ogni rispetto umano attenderemo alle cose che riguardano all'onor d' Iddio e specialmente alla frequenza de' Sacramenti della confessione e comunione, che sono i due mezzi più efficaci per vincere i rispetti umani, staccare il nostro cuore dalle cose terrene e innamorarlo delle celesti.

  A105000107 

 Se vogliamo anche noi distaccare il nostro cuore dalle cose di questo mondo ed affezionarci alle cose di Dio cominciamo dal disprezzare i beni terreni che c'impediscono e stimare solo quelle cose che giovane per condurci alla beata eternità dicendo come diceva s. Luigi: ciò che non è eterno è un nulla: Quod œternum non est nihil est.

  A105000111 

 L'amore verso del nostro prossimo è la misura dell'amor di Dio.

  A105000117 

 Da quale cosa deriva mai che noi proviamo sì poco gusto per lo cose spirituali? Questo avviene dall'essere il nostro cuore poco innamorato di Gesù Crocifisso, e dall'accostarci troppo di rado alla SS. Comunione o dall'accostarvici indegnamente perchè è impossibile l'avvicinarci a queste due inesauste fornaci dell'amore d'Iddio, senza sentirci infiammati e provarne conforto e contento.

  A105000130 

 In ogni nostro bisogno, nelle tribolazioni, nelle disgrazie, nell'intraprendere qualche azione difficile non tralasciamo mai di ricorrere a Dio.

  A105000130 

 Preghiamo altresì il Signore che ci faccia conoscere in quale stato Egli voglia essere servito da noi, affinchè posiamo spender bene quel tempo che egli pose in nostro potere, e da cui dipende la nostra eterna salvezza.

  A105000150 

 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi il rimettiamo a' nostri debitori, e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

  A105000150 

 Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il nome tuo, venga il regno tuo, sia fatta la volontà tua come in cielo, cosi in terra.

  A105000152 

 Ed in Gesù Cristo suo Figliuolo unico Signor nostro: il quale fu concepita di Spirito Santo, nacque di Maria Vergine: pati sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso morto e sepolto: discese agl'inferni, il terzo giorno risuscitò da morte: sali al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente l di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti.

  A105000175 

 La messa è l' offerta ed il sacrificio del corpo e del sangue di,Nostro Signor G. C. che viene offerto e distribuito sotto le specie del pane e del vino consacrato: Capite bene, o figliuoli, che nell'assistere alla santa Messa fa lo stesso come se voi vedeste il Divin Salvatore uscir di Gerusalemme e portare la croce sul monte Calvario, dove giunto viene fra' più barbari tormenti crocifisso spargendo fino all'ultima goccia il proprio sangue.

  A105000179 

 Perciò prego la Beata {86 [266]} Vergine Maria, il Beato:Michele Arcangelo, il B. Gioanni Battista, i Ss. Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi ad intercedere per me appresso il Signor nostro Iddio.

  A105000198 

 Se non potete comunicarvi sacramentalmente fate almeno la comunione spirituale, che consiste in un ardente desiderio di ricevere Gesù nel nostro cuore, dicendo:.

  A105000240 

 Signor mio Gesù Cristo, il quale per amor nostro state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di bontà aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi, io credo che nell'Ostia Santissima c'è il Corpo, il Sangue vostro, l'Anima vostra, e la vostra Divinità.

  A105000243 

 II. O Cuore umilissimo del mio sacramentato Gesù, adoro umilmente quella profondissima umiltà vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino.

  A105000254 

 Nel primo mistero gaudioso si contempla come la Vergine Santissima fu annunziata dall'Arcangelo Gabriele, che doveva diventar madre del Nostro Signore Gesù Cristo.

  A105000256 

 Nel terzo si contempla come il nostro Redentore nacque nella città (li Betlemme in una stalla, e fu messo fra due animali nel presepio.

  A105000257 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Santa presentò Cristo Nostro Signore nel Tempio nelle braccia del vecchio Simeone.

  A105000259 

 Nel primo mistero doloroso si contempla come il Nostro Signore, tacendo orazione nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina passione sudò sangue.

  A105000264 

 Nel primo mistero glorioso si contempla come il Nostro Signore Gesù Cristo il terzo {110 [290]} giorno dopo la sua passione e morte risuscitò trionfante e glorioso per non mai più morire.

  A105000267 

 Nel quarto si contempla come la Vergine gloriosa dodici anni dopo la Risurrezione del nostro Signore passò da questa vita e dagli Angioli fu assunta in Cielo.

  A105000269 

 Carissimi fratelli e sorelle 'in Gesù Cristo, noi facciamo i nostri soliti esercizi meditando divotamente gli acerbissimi dolori, che la B. V. Maria pati nella vita e nella morte del suo amato Figlio, nostro Divin Salvatore.

  A105000270 

 Il primo dolore fu allora quando la Beata Vergine Madre d' Iddio avendo presentato l'unico suo Figlio al tempio nelle braccia del santo vecchio Simeone, le fu detto dal medesimo: Questo Figlio sarà una spada che trapasserà l'anima tua; la quale cosa dinotava la passione e la morte di nostro Signore Gesù Cristo.

  A105000296 

 Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Redentore ricevè la sentenza di morte.

  A105000297 

 Considera, anima mia, come Pilato condannò a morte di Croce il nostro innocentissimo Gesù, e come egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocchè tu essi liberata dall'eterna dannazione.

  A105000347 

 Questa ultima Stazione ci rappresenta la sepoltura del nostro Redentore.

  A105000371 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santità tutti li giorni della vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore, per li meriti del Nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nell'unità dello spirito Santo.

  A105000380 

 Beata Dei Genitrix Maria, Virgo perpetua; templum Domini, sacrarium Spiritus Sancti, sola sine exemplo placuisti {174 [354]} Domino nostro Jesu Christo: ora pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu.


don bosco-il giovane provveduto [1885-101a edizione].html
  A107000013 

 Simili prove di speciale benevolenza vi diede pure il nostro divin Salvatore.

  A107000018 

 Coraggio adunque, miei cari, datevi per tempo al servizio del nostro buon Dio, e voi avrete sempre il cuore allegro è contento, e conoscerete per prova quanto sia cosa dolce e soave servire al Signore.

  A107000019 

 Il nostro Salvatore, quantunque onnipotente, volle insegnarci ad ubbidire sottomettendosi in tutto alla Beata Vergine ed a s. Giuseppe nell'umile mestiere di artigiano: Et erat subditus illis.

  A107000031 

 Siccome poi il nostro corpo senza cibo diviene infermo e muore, così è dell' anima nostra, se {17 [145]} non le diamo il suo cibo.

  A107000073 

 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c'indurre in tentazione; ma liberaci dal male.

  A107000073 

 Padre nostro, che sei ne' Cieli, sia santificato il Nome tuo, venga il regno tuo, sia fatta la volontà tua come in Cielo, così in terra.

  A107000075 

 Ed in Gesù Cristo suo Figliuolo unico, Signor nostro, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque di Maria Vergine: patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, {78 [206]} morto e sepolto: discese agl'inferni, il terzo dì risuscitò da morte: salì al Cielo, ove siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti.

  A107000133 

 La Messa è il Sacrificio del Corpo e del Sangue di Nostro Signor Gesù Cristo, che viene offerto a Dio sugli altari, sotto le specie del pane e del vino consacrato.

  A107000138 

 Perciò prego la Beata Maria sempre Vergine, il Beato Michele Arcangelo, il Beato Giovanni Battista, i Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi ad intercedere per me appresso il Signore Iddio nostro.

  A107000176 

 A fine di eccitarci al pentimento giova molto considerare che col peccato abbiamo offeso Iddio, che è nostro Padrone, a cui noi dobbiamo obbedire; {96 [224]} che Dio è infinitamente buono, nostro Creatore, nostro Padre, nostro Salvatore, e che ci ha riscattati col prezzo del suo Sangue.

  A107000176 

 La Contrizione perfetta è il dispiacere di aver offeso Dio, perchè Egli in se stesso è infinitamente buono e perfetto, e perciò infinitamente degno del nostro amore.

  A107000178 

 Questi motivi servono ad eccitare nel nostro cuore un vero Dolore dei nostri peccati, senza cui Dio non perdona mai.

  A107000180 

 Tuttavia non è necessario che noi versiamo lagrime, come facciamo talora per altri mali; basta che il nostro Dolore sia sommo, avuto riguardo, che abbiamo offeso la somma Maestà e Bontà di Dio da stimarsi e da amarsi più di tutte le altre cose.

  A107000200 

 Questi riflessi ci devono inspirare grande confidenza a palesare qualsiasi nostra colpa al Confessore, che è un Padre {103 [231]} amante, che fa le veci di nostro Signor Gesù Cristo nel rimetterci i peccati.

  A107000208 

 Se pertanto vogliamo secondare i desiderii di Gesù Cristo e fare il nostro bene, dobbiamo comunicarci molto sovente.

  A107000208 

 Siccome la manna ogni giorno serviva di cibo corporale agli Ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto, finchè non furono introdotti nella Terra Promessa, così la Santa Comunione deve essere il nostro conforto, il cibo quotidiano, nei pericoli di questo mondo, per guidarci alla vera Terra Promessa del Paradiso.

  A107000234 

 Signor mio Gesù Cristo, il quale per amor nostro state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di bontà e di amore aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi; io credo che nell'Ostia SS. c'è il Corpo, il Sangue vostro, l'Anima vostra, e la vostra Divinità.

  A107000251 

 O Cuore umilissimo del mio Sacramentato Gesù, adoro quella profondissima umiltà vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino.

  A107000291 

 Nel primo Mistero Gaudioso si contempla come la Vergine Immacolata fu annunziata dall'Arcangelo Gabriele, che restando sempre Vergine doveva diventar Madre del nostro Signor Gesù Cristo.

  A107000294 

 Nel terzo si contempla come il nostro Redentore nacque nella città di Betlemme in una stalla, e fu posto fra due animali nel Presepio.

  A107000295 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Santa presentò Cristo Nostro Signore al Tempio nelle braccia del vecchio Simeone.

  A107000297 

 Nel primo mistero Doloroso si contempla come il nostro Signor Gesù Cristo, facendo orazione nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina Passione sudò sangue.

  A107000302 

 Nel primo mistero Glorioso ai contempla come il Nostro Signor Gesù Cristo il terzo giorno dopo la sua Passione e Morte risuscitò glorioso e trionfante per non mai più morire.

  A107000305 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Immacolata circa dodici anni dopo la Risurrezione del nostro Signore passò da questa vita e dagli Angeli fu assunta in Cielo.

  A107000353 

 Quelle opere, che sono più contrarie al nostro genio ed inclinazione, sono di maggior gradimento di Dio; e perciò a noi più profittevoli.

  A107000356 

 In questa vita la pazienza deve essere il nostro pane quotidiano, e particolarmente con noi stessi.

  A107000378 

 Fate come le Api, che succhiano miele da ogni fiore: procurando d'imitare ciò che osserviamo di buono nel nostro prossimo.

  A107000398 

 Carissimi fratelli e sorelle in Gesù Cristo, noi intraprendiamo a meditare divotamente gli acerbissimi Dolori, che la Beata Vergine Maria patì nella vita e nella morte del suo amato Figlio, nostro Divin Salvatore.

  A107000402 

 Il primo Dolore fu allora quando la Beata Vergine Madre di Dio, avendo presentato l'unico suo Figlio al Tempio tra le braccia del santo vecchio Simeone, le fu detto dal medesimo: Questo Figlio sarà una spada che trapasserà l'anima tua; la qual cosa dinotava la Passione e la Morte di nostro Signor Gesù Cristo.

  A107000442 

 V. O Maria amabilissima, che foste quell'orto chiuso e quel paradiso di delizie ove non potè entrare per un sol momento l'insidioso serpente; deh! fate che nel nostro cuore mai non trovi l'ingresso il nemico delle anime nostre.

  A107000444 

 VII. O Maria dolcissima, che qual vite feconda, al primo vostro fiorire spargeste fragranza sì soave, che lungi sempre si tenne ogni alito impuro; deh! concedeteci che il cuor nostro mai non resti contaminato dal fetore d'impurità.

  A107000501 

 Ma pel conseguimento delle medesime si richiede che nel visitare la Via Crucis si vada considerando la Passione del Nostro Divin Salvatore e Redentore Gesù Cristo, secondo la propria capacità, e che si passi da una Stazione all'altra, per quanto permette o la moltitudine delle persone che la visitano, o la ristrettezza del luogo, dove sono erette le 14 Stazioni.

  A107000506 

 Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Divin Redentore ricevè la sentenza di morte.

  A107000507 

 Considera, anima mia, come Pilato condannò a morte di Croce il nostro innocentissimo Gesù, a come Egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocchè tu fossi liberata dall'eterna dannazione.

  A107000562 

 Questa ultima Stazione ci rappresenta la sepoltura del nostro Redentore.

  A107000578 

 di Nostro Signor Gesù Cristo, Indulgenza di 100 giorni.

  A107000602 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santità tutti i giorni della vita, possa meritare d'uscire di questo mondo nel vostro santo amore, pei meriti {188 [316]} del nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nell'unità dello Spirito Santo.

  A107000610 

 Imperocchè dopo Gesù e Maria Egli è il Santo, che più di tutti si merita la nostra venerazione e il nostro amore per la sublime sua dignità.

  A107000612 

 Siamogli dunque divoti in vita, se vogliamo averlo per nostro aiuto in morte.

  A107000625 

 Per questo vostro dolore, e per questa vostra allegrezza impetrateci, che tenendo noi lontano il tiranno infernale, specialmente colla fuga delle occasioni pericolose, cada dal nostro cuore ogni idolo di affetto terreno: e tutti impiegati a servire Gesù e Maria, per essi solamente da noi si viva, e felicemente si muoia.

  A107000627 

 Per questo vostro dolore, e per questa vostra allegrezza impetrateci, che, dai timori nocivi libero il nostro cuore, godiamo pace di coscienza, e sicuri viviamo con Gesù e Maria, e fra loro ancora moriamo.

  A107000647 

 Venite, exultemus Domino, iubilemus Deo salutari nostro: praeoccupemus faciem eius in confessione et in psalmis iubilemus ei.

  A107001315 

 R. Et fecisti nos Deo nostro regnum.

  A107001330 

 Venite, exultemus Domino, iubilemus Deo salutari nostro: praeoccupemus faciem eius in confessione, et in psalmis iubilemus ei.

  A107001735 

 Oremus pro Pontifice nostro N..

  A107001745 

 Omnipotens sempiterne Deus, miserere famulo tuo Pontifici nostro N., et dirige eum secundum tuam clementiam in viam salutis aeternae, ut, te donante, tibi placita cupiat, et tota virtute perficiat.

  A107001755 

 Oremus pro Pontifice Nostro....

  A107001861 

 Sac. Gratias agamus Domino Deo nostro.

  A107001988 

 R. Gesù Cristo diede a s. Pietro un'autorità assoluta, che suole denominarsi primato di onore e di giurisdizione, in forza di cui egli può comandare e proibire tutto ciò che giudica opportuno per nostro bene spirituale ed eterno.


don bosco-il giovane provveduto [42a edizione].html
  A108000009 

 Fu in quella occasione che il nostro giovanetto per mano di quel santo prelato fece la sua prima comunione.

  A108000013 

 Un giorno il Cardinale Bellarmino, nel dettare gli esercizi spirituali in un collegio di Roma, quando dava a quegli alunni alcuni precetti per ben meditare, loro diceva sovente: Ho imparato questo dal nostro Luigi.

  A108000037 

 Questo si otterrà facilmente se, dispregiando ogni rispetto umano, attenderemo alle cose che riguardano all'onor di Dio, e specialmente alla frequenza dei sacramenti della confessione e comunione, che sono i due mezzi più efficaci per vincere i rispetti umani, staccare il nostro cuore dalle cose terrene e innamorarci delle celesti.

  A108000037 

 Se vogliamo anche noi distaccare il nostro cuore dalle vanità del mondo ed affezionarci alle cose di Dio, cominciamo dal disprezzare i beni terreni, che come pungenti spine ci sono d'impedimento alla nostra salute; stimiamo soltanto quello che giova per condurci alla beata eternità dicendo con s. Luigi: Ciò che non è eterno è un niente: Quod aeternum non est, nihil est.

  A108000047 

 Da quale cosa deriva mai, che noi proviamo sì poco gusto per le cose spirituali? Questo avviene dall'essere il nostro cuore poco innamorato {70 [70]} di Gesù Crocifisso, e dall'accostarci troppo di rado alla SS. Comunione o dall'accostarvici indegnamente; perchè è impossibile avvicinarsi a queste due inesauste fiamme dell'amore di Dio senza sentircene accesi e trovarne conforto e contento.

  A108000060 

 In ogni nostro bisogno, nelle tribolazioni, nelle disgrazie, nell'intraprendere qualche azione difficile non tralasciamo mai di ricorrere a Dio.

  A108000060 

 Preghiamo altresì il Signore che ci faccia conoscere in quale stato egli voglia essere servito da noi, affinché possiamo spender bene quel tempo che egli pose in nostro potere, e da cui dipende la nostra eterna salvezza.

  A108000083 

 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo a' nostri debitori, e non c'indurre in tentazione; ma liberaci dal male.

  A108000083 

 Padre nostro, che sei ne Cieli, sia santificato il nome tuo, venga il regno tuo, sia fatta la volontà tua come in cielo, così in terra.

  A108000085 

 Ed in Gesù Cristo suo Figliuolo unico, Signor nostro: il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque di Maria Vergine: pati sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e sepolto: discese agli inferni, il terzo dì risuscitò da morte salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti.

  A108000128 

 La messa è l'offerta ed il sacrificio del corpo e del sangue di Nostro Signor Gesù Cristo, che viene offerto e distribuito sotto le specie del pane e del vino consacrato.

  A108000132 

 Perciò prego la Beata {92 [92]} Vergine Maria, il Beato Michele Arcangelo, il Beato Giovanni Battista, i ss. Apostoli Pietro e Paolo e tutti i santi ad intercedere per me appresso il Signor nostro Iddio.

  A108000170 

 A fine di eccitarci al pentimento giova molto considerare che col peccato abbiamo offeso Iddio che è nostro padrone, a cui noi dobbiamo obbedire.

  A108000170 

 Che Dio è infinitamente buono, è nostro Creatore, nostro Padre, nostro Salvatore che ci ha comperati col prezzo del suo sangue.

  A108000170 

 La contrizione perfetta è il dispiacere di aver offeso Dio, perché egli in se stesso è infinitamente perfetto e infinitamente degno del nostro amore.

  A108000172 

 Questi motivi devono eccitare nel nostro cuore un vero dolore del peccato, senza cui Dio non perdona mai.

  A108000174 

 Tuttavia non è necessario che noi versiamo lagrime, {102 [102]} come facciamo talora per altri mali; basta che il nostro dolore sia sommo avuto riguardo, che abbiamo offeso la somma maestà e bontà di Dio da stimarsi e da amarsi più di tutte le altre cose.

  A108000206 

 E noi con quale frequenza ci accostiamo a questo cibo celeste? Se esaminiamo i desideri di Gesù Cristo e il nostro bisogno dobbiamo comunicarci molto sovente.

  A108000206 

 Siccome la manna ogni giorno servì di cibo corporale agli ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto, finche furono introdotti nella terra promessa, così la santa Comunione dovrebbe essere il nostro conforto, il cibo cotidiano nei pericoli di questo mondo per guidarci alla vera terra promessa del Paradiso.

  A108000216 

 Egli è G. C., Dio di grandezza e di maestà infinita, Dio di bontà e di misericordia, il quale viene ad una misera creatura, povero peccatore, e viene per farsi nostro padre, nostro fratello, amico e sposo dell'anima nostra; vuole farsi nostro medico, maestro e cibo.

  A108000227 

 Signor mio Gesù Cristo, il quale per amor nostro state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di bontà e di amore aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi, io credo che nell'Ostia SS. c'è il corpo, il sangue vostro, l'anima vostra, e la vostra Divinità.

  A108000232 

 O Cuore umilissimo del mio sacramentato Gesù, adoro umilmente quella profondissima umiltà vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino.

  A108000254 

 Nel primo mistero gaudioso si contempla come la Vergine Immacolata fu annunziata dall'Arcangelo Gabriele, che restando sempre vergine doveva diventar madre del nostro Signor Gesù Cristo.

  A108000257 

 Nel terzo si contempla come il nostro Redentore nacque nella città di Betlemme in una stalla, e fu messo tra due animali nel presepio.

  A108000258 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Santa presentò Cristo Nostro Signore nel Tempio nelle braccia del vecchio Simeone.

  A108000260 

 Nel primo mistero doloroso si contempla come il Nostro Signore, facendo orazione nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina passione sudò sangue.

  A108000265 

 Nel primo mistero glorioso si contempla come il Nostro Signor Gesù Cristo il terzo {129 [129]} giorno dopo la sua passione e morte risuscitò glorioso e trionfante per non mai più morire.

  A108000268 

 Nel quarto si contempla come la Vergine immacolata circa dodici anni dopo la Risurrezione del nostro Signore passò da questa vita e dagli Angeli fu assunta in Cielo.

  A108000273 

 Carissimi fratelli e sorelle in Gesù Cristo, noi intraprendiamo a meditare divotamente gli acerbissimi dolori, che la B. V. Maria patì nella vita e nella morte del suo amato Figlio, nostro Divin Salvatore.

  A108000274 

 Il primo dolore fu allora quando la Beata Vergine Madre di Dio, avendo presentato l'unico suo Figlio al tempio tra le braccia del santo vecchio Simeone, le fu detto dal medesimo: Questo figlio sarà una spada che trapasserà l'anima tua, la quale cosa dinotava la passione e la morte di nostro Signore Gesù Cristo.

  A108000307 

 Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Redentore ricevo la sentenza di morte.

  A108000308 

 Considera, anima mia, come Pilato condannò a morte di Croce il nostro innocentissimo Gesù, e come egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocché tu fossi liberata dall'eterna dannazione.

  A108000394 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santità tutti i giorni della vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore per li meriti del nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con voi nell'unità dello Spirito Santo.

  A108000398 

 Imperocchè dopo Gesù e Maria egli è {166 [166]} il unto che più di tutti si merita la nostra venerazione e il nostro amore per la sublime sua dignità.

  A108000400 

 Siamogli dunque divoti in vita, se vogliamo averlo per nostro aiuto in morte.


don bosco-il giubileo.html
  A109000008 

 E nell'umiltà del nostro cuore con istanti e fervorose preghiere non cessiamo di {6 [484]} supplicare e scongiurare Iddio ricco in misericordia, affinchè, liberandoci dalla guerra in ogni parte del mondo, e rimuovendo ogni dissidio tra i Principi cristiani, accordi ai loro popoli pace, concordia e tranquillità, e principalmente ai Principi medesimi conceda un religiosissimo zelo di difendere sempre più, e propagare la Cattolica fede e dottrina; nel che sta riposta principalmente la felicità dei popoli; affinchè liberi Principi e popoli da tutti i mali onde sono afflitti, e li consoli d'ogni vera prosperità; accordi ai traviati i doni della sua celeste grazia, per cui dalla strada di perdizione ritornino su quella della verità e della giustizia, e con sincerità di cuore si convertano e Dio.

  A109000013 

 Su dunque, Venerabili Fratelli, voi che siete chiamati a parte della nostra sollecitudine, e siete stabiliti custodi sopra le mura di Gerusalemme, non cessate di levare la voce con noi, giorno e notte, verso Iddio Signor nostro, con ogni modo di orazione e preghiera, co'rendimenti di grazie, ed implorare la sua divina misericordia, perchè rimuova i flagelli del suo sdegno che meritiamo per i nostri peccati, e clemente spanda sopra tutti le ricchezze della sua bontà.

  A109000015 

 Del nostro Pontificato l'anno IX.

  A109000050 

 Noi pertanto, che per dovere del nostro uffizio desideriamo e ci adoperiamo con tutto l'animo di procurare la salute delle anime, colla nostra autorità apostolica approviamo e confermiamo tutte le Indulgenze mentovale, e le rinnoviamo autenticandole col presente nostro scritto».

  A109000066 

 Questi tesori spirituali sono i meriti infiniti di Nostro Signor Gesù Cristo, quelli della SS. Vergine Maria, e dei Santi, come appunto professiamo nel Simbolo degli Apostoli, allorché diciamo: Io credo la Comunione dei Santi.

  A109000093 

 E ciò per preparare il nostro cuore ad accogliere quei favori straordinarii, {45 [523]} che la misericordia di Dio ci tiene preparati.

  A109000105 

 La casa che abitiamo presentemente è un luogo di passaggio, la vera casa del nostro corpo sarà un sepolcro, in cui dovremo stare sino al giorno del giudizio; la vera casa dell'anima è il Paradiso o l'Inferno, secondochè avremo meritato, ed ivi dovremo rimanere in eterno.

  A109000131 

 Oltre alle moltissime accordate alle Corone benedette dal Sommo Pontefice, ed i giorni 100 d'Indulgenza concessi per ogni volta che si recita: - Sia benedetta la santa ed immacolata e purissima Concezione della B. V. Maria, - la Santità di Nostro Signore Pio IX si è degnata di concedere con rescritto del 9 gennaio 1852, a chi, almeno contrito, reciterà la sopra detta divozione tuo giorni d'indulgenza, e la plenaria a quelli che per un intero mese devotamente la reciteranno; e quindi confessati e comunicati pregheranno secondo la mente della Santità Sua.


don bosco-il giubileo del 1875.html
  A110000007 

 Mossi dalle gravi calamità della Chiesa e di questo secolo, nonché dalla necessità di implorare l'aiuto divino, giammai omettemmo nel tempo del Nostro Pontificato di eccitare il popolo cristiano, affinché si adoperasse di placare la Maestà di Dio e di meritare la clemenza celeste coi santi costumi della vita, colle opere della penitenza e con i pii officii della preghiera.

  A110000007 

 Qual pia {9 [195]} e santa solennità fu vista dallo stesso nostro secolo, quando cioè, decretato dalla felice memoria di Papa Leone XII Predecessore Nostro, il Giubileo nell'anno 1825, con tanto fervore del popolo cristiano fu ricevuto questo beneficio, che lo stesso Pontefice potè rallegrarsi di avere visto, per tutto quell'anno, un non mai interrotto concorso di pellegrini in questa Città, e di essersi in essa maravigliosamente manifestato lo splendore della religione, della pietà, della fede, della carità e di tutte le virtù.

  A110000007 

 Riceva dunque la universa militante Chiesa di Cristo le nostre voci, colle quali intimiamo, annunciamo e promulghiamo per tutto intero il prossimo anno 9875 l'universale e massimo Giubileo, per causa ed in riguardo del quale sospendendo e dichiarando sospesa a beneplacito Nostro e di questa Sede Apostolica la indulgenza di sopra memorata, concessa in forma di Giubileo per occasione del Vaticano Concilio, apriamo in tutta la sua ampiezza quel celeste tesoro, che {12 [198]} formato dai meriti, patimenti e virtù di Cristo Signore e della di lui Vergine Madre e di tutti i Santi, venne dall'Autore della umana salute affidato alla nostra dispensazione.

  A110000007 

 Tuttavia rimirando noi tanti mali che affliggono la Chiesa, tanti sforzi de' suoi nemici diretti a svellere dagli animi la fede di Cristo, a corrompere la sana dottrina e a propagare il veleno dell'empietà, tanti scandali che si offrono dovunque ai veraci credenti, la corruttela dei costumi, che spaziosamente si propaga, e la turpe manomissione dei diritti divini ed umani tanto ampiamente diffusa, tanto feconda di rovine, e che tende a distruggere nell'animo degli uomini lo stesso senso del retto; e considerando che in tanta colluvie di mali maggiormente dobbiamo noi procurare, secondo l'Apostolico nostro dovere, che la fede, la religione e la pietà sia premunita e si avvivi, che lo spirito della preghiera sia fomentato e si accresca, che i caduti siano eccitati alla penitenza del cuore e alla emendazione dei costumi, che i peccati, i quali meritarono l'ira di Dio, siano redenti con sante operazioni;{11 [197]} a conseguire i quali frutti è principalmente diretta la celebrazione del massimo Giubileo; pensammo non dover noi permettere che in questa occasione il popolo cristiano fosse privato di questo salutare beneficio, servata quella forma che è permessa dalla condizione dei tempi, affinché così confortato nello spirito, più alacramente cammini nelle vie della giustizia, e purgato dalle colpe più facilmente e più ubertosamente conseguisca la divina propiziazione ed il perdono.

  A110000011 

 di Benedetto XIV, Predecessore nostro, che incomincia Sacramentum Poenitentiae, in data 1 giugno dell'anno 1741, primo del suo Pontificato.

  A110000014 

 Mentre poi per l'Apostolico officio che esercitiamo, e per la sollecitudine colla quale dobbiamo abbracciare l'universo gregge di Cristo, proponiamo questa salutare opportunità di conseguire la remissione e la grazia, non possiamo astenerci dal pregare e scongiurare pel nome {23 [209]} del Signor nostro e principe di tutti i Pastori Gesù Cristo, tutti i Patriarchi, Primati, Arcivescovi, Vescovi e gli altri Ordinarii dei luoghi, i Prelati e i legittimamente esercenti, locale, ordinaria Giurisdizione in mancanza dei Vescovi e Prelati sopraddetti aventi grazia e comunione colla Sede Apostolica, affinché annuncino un tanto bene ai popoli alla loro fede commessi, e con ogni studio s'impegnino affinché i fedeli tutti, riconciliati per la penitenza con Dio, convertano in lucro ed utilità delle loro anime la grazia del Giubileo.

  A110000015 

 A voi finalmente, figli tutti della Cattolica Chiesa, rivolgiamo il nostro discorso, e voi tutti e singoli esortiamo con paterno affetto perché vi serviate di questa occasione del Giubileo per conseguire il perdono in quel modo che da voi lo richiede il sincero studio della vostra salute.

  A110000015 

 Frattanto pel fausto e salutare fruttò di questa santa opera sia auspice di ogni grazia e di ogni celeste dono l'apostolica Benedizione, che a voi tutti, venerabili Fratelli, e a voi', diletti Figli, quanti siete annoverati nella cattolica Chiesa, dall'intimo del nostro cuore affettuosamente concediamo nel Signore.

  A110000016 

 Dato in Roma appresso s. Pietro il giorno 24 decembre, l'anno 1874, del nostro Pontificato vigesimo nono.

  A110000032 

 Torino, dal nostro Arcivescovado li 17 gennaio 1875.

  A110000089 

 Noi pertanto, che per dovere del nostro uffizio desideriamo e ci adoperiamo con tutto l'animo di procurare la salute delle anime, colla nostra autorità apostolica approviamo e confermiamo tutte' le Indulgenze mentovate, e le rinnoviamo autenticandole col presente nostro scritto.» Dopo di che il Papa espone i motivi che lo indussero a concedere tali Indulgenze, e quali siano le obbligazioni da adempiersi da coloro che le vogliono acquistare.

  A110000112 

 E ciò per preparare il nostro cuore ad accogliere quei favori straordinarii, che la misericordia di Dio ci tiene preparati.

  A110000132 

 Comprendi, o cristiano, che vuol dire fare la santa comunione? Vuol dire accostarsi alla mensa degli angioli per ricevere il corpo, il sangue, l' anima e la divinità di nostro Signor Gesù Cristo, che viene dato in cibo all'anima nostra sotto alle specie del pane e del vino consacrato.

  A110000132 

 Le parole usate dal nostro divin Salvatore nell'istituire questo Sacramento sono: Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue: Hoc est corpus meum, hic est calix sanguinis mei.

  A110000135 

 E noi con quale frequenza ci accostiamo a questo cibo celeste? Se esaminiamo i desideri di Gesù Cristo e il nostro bisogno, dobbiamo comunicarci assai sovente.

  A110000135 

 Siccome la manna ogni giorno servì di cibo corporale agli Ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto finchè furono condotti nella terra promessa, così la santa Comunione dovrebbe essere il nostro conforto, il cibo quotidiano nei pericoli di questo mondo per guidarci alla vera terra promessa del Paradiso.

  A110000140 

 Pare opportuno di notare qui l'interpretazione che alcuni danno al precetto del superfluo non certamente secondo le parole di Gesù Cristo: E un consiglio, dicono essi, perciò, data una parte del superfluo in limosina, {107 [293]} possiamo spendere il resto a nostro piacimento.


don bosco-il mese di maggio consacrato a maria ss. immacolata.html
  A111000019 

 2° Darsi grande sollecitudine per l'adempimento de' doveri spirituali e temporali del nostro stato.

  A111000028 

 Risolviamo in questo giorno di voler indirizzare mattina e sera le preghiere e tutti {16 [310]} gli affetti del nostro cuore a Colei che noi godiamo poter chiamare nostra Madre.

  A111000030 

 Prima che quelle sale fossero in nostro potere, erano moschee, cioè chiese consacrate a Maometto.

  A111000035 

 Se noi, o cristiano, apriamo gli occhi, e diamo libero corso al nostro pensiero, non possiamo a meno che riconoscere l'esistenza, la potenza e la sapienza di Dio, da cui ogni {19 [313]} cosa fu creata, ogni cosa dipende e si conserva.

  A111000036 

 Che sentimenti di gratitudine, di rispetto, di amore non dobbiamo avere verso di un Dio così grande e nel tempo stesso così buono! Che cosa dovremo noi fare per corrispondere a questa grande bontà del nostro Dio? Adempire esattamente i precetti della sua santa legge.

  A111000036 

 Il nostro vivere sarà ricolmo di celesti benedizioni nella vita presente e nella {21 [315]} futura.

  A111000036 

 Vedi, o cristiano, se noi saremo ubbidienti ai comandi di questo nostro Dio, oltre quanto già fece per noi, aggiungerà favori a favori.

  A111000044 

 Era solito a dire essere noi sommamente obbligati a santificare il mese di marzo, perchè in tal tempo il Divin Verbo con ineffabile degnazione erasi abbassato a vestirsi di umana carne per amor nostro nel seno purissimo di Maria.

  A111000045 

 Non perdeva occasione alcuna o nelle prediche o nei discorsi di esaltarne i pregi, la grandezza, la bontà a nostro favore, presso il suo Divin Figliuolo.

  A111000066 

 Gli si rinnovano i tormenti delle tanaglie, quindi il mandarino ripiglia: qual pane incantatore si dà a chi è confessato, per cui diventa poi cosi affezionato alla religione? Rispose il semivivo missionario: non è pane quello che loro si dà; è il corpo di nostro Signor Gesù Cristo divenuto il cibo dell'anima.

  A111000079 

 Padre nostro, che sei ne' cieli; Gesù Salvatore mi chiama suo fratello, e come fratello io appartengo a Lui, a' suoi meriti, alla sua passione, alla sua morte, alla sua gloria, alla sua dignità.

  A111000142 

 Che diremo poi dei segni di misericordia datici dal nostro Divin Salvatore? Quanti miracoli, quante parabole, quanti fatti, quante espressioni dimostrano nel Vangelo questa verità.

  A111000151 

 Ecco la ragione per cui la Santa Messa è detta il Sacramento ed il Sacrificio del corpo e del sangue di Nostro Signor Gesù Cristo, che viene offerto e distribuito sotto le specie del pane e del vino.

  A111000153 

 E noi con quale frequenza ci accostiamo a questo cibo celeste? Se esaminiamo i desiderii di Gesù Cristo e il nostro bisogno dobbiamo comunicarci assai sovente.

  A111000153 

 Siccome la manna ogni giorno servi di cibo corporale agli Ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto, finchè furono condotti nella terra promessa, così la s. Comunione dovrebbe essere il nostro conforto, il cibo quotidiano nei pericoli di questo mondo per guidarci alla vera terra promessa del paradiso.

  A111000210 

 Conforta il nostro cor.

  A111000231 

 Pregare la Vergine ad accettare per sempre l'offerta, che noi facciamo del nostro cuore coll'oltenerci di poter un giorno venire a tributarle i nostri ossequii perfettamente in cielo, come ora glieli doniamo debolmente in terra.


don bosco-il pastorello delle alpi ovvero vita del giovane besucco francesco d-argentera.html
  A112000008 

 Appena il nostro giovannetto giunse all' età, in cui potè essere ammesso alla santa comunione, non lasciava mai in quel giorno, 1° di marzo, di accostarsi ai santi Sacramenti, e per quanto gli eri possibile passava tutta quella giornata in opere di cristiana pietà.

  A112000013 

 Ma quale non fu la sua maraviglia, quantio scopri in quel coraggioso il nostro giovanetto, {14 [256]} che contento della felice riuscita dei suoi sforzi esclamò: finalmente ci sono.

  A112000021 

 Cinque anni fa essendo partito pel servizio militare il suo maggior fratello Giovanni, il nostro Francesco non cessava di dargli santi avvertimenti per sua norma, affinchè si mantenesse buono come era in casa.

  A112000025 

 Essi avevano concepito tanta stima pel nostro Francesco che guardavansi fino di lasciarsi sfuggir parole meno dicevoli alla sua presenza.

  A112000027 

 Altre volte sentendo suonare l' Ave Maria: «Orsù, amici, diceva, recitiamo l' Angelus e poi seguiteremo il nostro divertimento.» Il medesimo invito ripoteva ai compagni nei giorni di vacanza per farli assistere alla santa Messa.

  A112000030 

 Chi sa, diceva sovente piangendo, quanto freddo soffrirà nostro padre per noi! oh quanto sarà mai stanco, e noi stiam qui tranquilli mangiando il frutto de' suoi sudori! Ah! preghiamo almeno per lui.

  A112000032 

 È questo il frutto principale che il nostro Francesco ricavò dalla lettura dei libri buoni.

  A112000034 

 Per la qual cosa appena si accorse delle benedizioni, che il Signore spandeva copiose sopra del nostro caro {33 [275]} Besucco, nol perde più di vista e volle egli stesso dargli le prime cognizioni del catechismo, e a suo tempo lo preparò per far la sua prima confessione.

  A112000034 

 Sebbene il nostro Besucco sia stato fin da fanciullo prediletto dal Signore, tuttavia dobbiam dire che la vigilanza dei genitori, la sua buona indole, la cura amorevole che di lui si prese il proprio Paroco giovarono potentemente al felice risultato della morale sua educazione.

  A112000036 

 Non solamente il nostro Francesco dipendeva dal suo Paroco nelle cose di confessione, ma eziandio in tutto ciò che avrebbe potuto contribuire al suo bene spirituale o temporale.

  A112000048 

 Oh! perchè non tutti imitano sì santa industria del nostro Francesco per non mancare nè ai doveri di religione, nè agli affari di casa.

  A112000050 

 Quante gare, dice il paroco, mi occorse di vedere nella sagrestia tra il nostro Francesco ed altri giovanetti per essere trascelti al servizio dell' altare! {49 [291]} Non di rado succedeva che io stesso per mettere alla prova la sua virtù, e per evitare la taccia di parzialità, per essere mio figlioccio, preferiva altri a lui quantunque venuti insieme in chiesa.

  A112000054 

 Grande era la frequenza, e tutti ammiravano la straordinaria divozione che spiccava nel nostro Francesco.

  A112000058 

 Chi mai avrebbe detto, che {58 [300]} una seconda novena si sarebbe presto fatta a questo stesso altare in suffragio dell' anima di lui, che fu primo a darne l' esempio? Feci menzione di questo fatto per far conoscere la molta arrendevolezza del nostro Francesco per tutto ciò che potesse tornare ad onor di Dio, ed a vantaggio dell' anima dei trapassati.

  A112000063 

 Fareste voi tali cose alla presenza del nostro Arciprete, o de' nostri genitori? Se non osate farle in presenza degli uomini, come si oserà poi alla presenza di Dio?» Ma quando vide che tornavano inutili i suoi detti tutto sdegnato si allontanò dalla perversa compagnia.

  A112000063 

 Trovandosi alla custodia delle pecore con altri due ragazzi poco di lui più giovani in una campagna vicina {62 [304]} al paese nella primavera del 1858, questi fecero alcuni atti immodesti alla presenza del nostro Francesco.

  A112000066 

 La sua preparazione non poteva al certo essere maggiore, poichè dalle deposizioni dei parenti, del Maestro, e dello stesso Paroco consta, che il nostro Francesco in tutto il tempo, che {65 [307]} visse in famiglia non mai commise alcuna cosa che si possa giudicare colpa veniale deliberata.

  A112000068 

 Egli è a questo fuoco, che il nostro Francesco tanto s' infiammò d' amor di Dio a segno, che nulla altro più desiderava in questo mondo se non far la santa divina volontà.

  A112000073 

 Quali colloquii facesse allora il nostro Francesco, dice il suo parroco, noi so; il certo si è, che molte volte uscendo di Chiesa si osservò cogli occhi bagnati di lacrime, effetto indubitato della commozione provata.

  A112000079 

 Eravamo all' ultimo giorno di luglio vigilia della partenza del nostro caro Francesco per l' Oratorio.

  A112000079 

 Tutto quel giorno fu festivo pel nostro Francesco, nè io son capace per la presente commozione a descrivere la scena tenerissima succeduta nella mia camera.

  A112000088 

 Mi sono poi in modo particolare servito di una lunga e minuta relazione fatta dal sac. Rufino professore e direttore delle scuole di questa casa, che ebbe tempo e occasione di conoscere e di raccogliere i continui tratti di virtù dal nostro Besucco praticati.

  A112000120 

 Il nostro Besucco temperando così la ricreazione con detti morali, o scientifici, divenne in breve un modello nello studio e nella pietà.

  A112000157 

 Intanto voglio farti osservare che nostro Signore Gesù Cristo c' invita a mangiare il suo Corpo e a bere il suo Sangue tutte le volte che ci troviamo in bisogno spirituale, e noi viviamo in continuo bisogno in questo mondo.

  A112000163 

 L' assistenza prestatagli dai genitori fin dai più teneri anni, la cura che se ne prese il suo maestro e specialmente il suo Paroco produssero il desiderato frutto nel nostro giovanetto.

  A112000170 

 Ognuno ha già potuto vedere quanto fosse grande il desiderio di patire del nostro Besucco, siccome dimostrò fin dalla sua prima età.

  A112000176 

 Ma queste piccole mortificazioni contentarono soltanto per poco tempo il nostro Besucco.

  A112000186 

 - Compresero tutti il significato delle espressioni; tacque l' indiscreto parlatore; e gli altri ammirarono l' accortezza e la prudenza del nostro giovinetto.

  A112000186 

 Il nostro Besucco e perchè più giovine e perchè non abbastanza istruito taceva, ma con animo assai inquieto e risentito.

  A112000188 

 Egli li confortava dicendo: Se ci toccherà di andar militari, potremo noi farci un orario a nostro modo? Potremo andarci a coricare, o levarci di letto, {126 [368]} quando a noi piacerà? oppure andare liberamente al passeggio? - No certamente, risposero, ma un po' di libertà....

  A112000189 

 - Noi siamo sicuramente liberi se facciamo la volontà di Dio, e solamente diventiamo veri schiavi, quando cadiamo nel peccato, poichè restiamo allora schiavi del maggior nostro nemico che è il demonio.

  A112000191 

 Del rimanente non hai udito ciò che ha detto il nostro superiore?.

  A112000199 

 - Dunque datti pace e contentati di quel tanto che ci danno per nostro alimento; tanto più che tutti gli altri nostri {128 [370]} compagni si mostrano contenti.

  A112000203 

 Queste lettere sono un segno manifesto della bontà di cuore e nel tempo stesso della pietà sincera del nostro Besucco.

  A112000225 

 E poichè questo benefico nostro Arciprete si dispone a farti scuola, procura di compensarlo colla diligenza nello adempimento de' tuoi doveri.

  A112000262 

 Eravamo soltanto al quarto giorno della malattia, quando il medico cominciò a temere della vita del nostro Francesco.

  A112000265 

 - Ti meriterai il Paradiso pei meriti della passione e della morte di nostro Signore Gesù Cristo.

  A112000312 

 Il nove gennajo giorno di sabato fu l' ultimo del caro nostro Besucco.

  A112000316 

 Per rompere lo stupore il Direttore disse: Io credo che in questo momento il nostro Besucco riceva qualche grazia straordinaria dal Signore o dalla sua celeste Madre, di cui fu tanto divoto in vita.

  A112000323 

 «Nel mese di febbrajo, un ragazzo di circa due anni trovavasi in grave pericolo della vita; reputando il caso disperato i parenti si raccomandarono al nostro Besucco, di cui ognuno andava glorificando le virtù.

  A112000323 

 «Saputasi la notizia della grave infermità del nostro Francesco, egli scrive, si fecero pubbliche preghiere pel medesimo cantandovi la Messa colla Benedizione del SS. Sacramento, ed orazione prò infirmo.


don bosco-il piu bel fiore del collegio apostolico ossia la elezione di leone xiii.html
  A113000139 

 " La Santità di Nostro Signore, Leone per la Divina Provvidenza Papa Decimoterzo, dà, e concede a tutti i fedeli qui presenti l' Indulgenza Plenaria nella forma consueta della S. Madre Chiesa.

  A113000162 

 Quando il corteggio erasi avviato, la Santità di Nostro Signore saliva in Sedia gestatoria, sotto bianco baldacchino coi flabelli, e s' incamminava processionalmente alla Cappella {82 [82]} Paolina per venerarvi il Santissimo Sagramento esposto, preceduto, scortato e seguito nel modo che più sopra abbiamo riferito.

  A113000177 

 Ricevi la Tiara ornata di tre corone, e sappi che Tu sei Padre dei Principi e dei Re, Reggitore del mondo, Vicario in terra del Salvator Nostro Gesù Cristo, cui è onore e gloria nei secoli dei secoli.

  A113000183 

 {90 [90]} "Nè tardò a manifestarsi difatti la divina volontà che col mezzo nostro vi ripeteva quelle parole già dette a Davidde quando lo designò Re in Israello: Tu pasces populum meum, et tu eris dux super Israel.

  A113000183 

 "Sì, Padre Beatissimo, Voi ci deste bastanti prove allorchè, o reggevate la Diocesi a Voi affidata dalla Divina Provvidenza, o prendevate parte ai gravi affari della Santa Sede, della Vostra pietà, del Vostro Apostolico zelo, delle Vostre molte virtù, della Vostra alta intelligenza, della prudenza Vostra e del vivo interesse che anche prendevate per la gloria e decoro del Collegio Nostro Cardinalizio; sicchè potemmo persuaderci facilmente che, eletto Pastore Sommo lo fareste come scriveva l' Apostolo di se stesso a quei di Tessalonica: Non in sermone tantum, sed et in virtute, et in Spiritu Sancto, et in plenitudine multa.

  A113000186 

 La santità di Nostro Signore accoglieva benignamente i sentimenti espressile a nome del Sacro Collegio, e rispondeva colle seguenti parole:.

  A113000187 

 "Le nobili ed affettuose parole che Ella, Eminenza Reverendissima, in nome di tutto il Sacro Collegio, Ci ha in questo momento rivolto, toccano vivamente il Nostro cuore, già immensamente commosso per l' inopinato avvenimento della esaltazione Nostra al Supremo Pontificato, avvenuta contro ogni Nostro merito.

  A113000189 

 "Lo stesso rito presentemente compiuto {92 [92]} con tanta solennità Ci ha fatto maggiormente comprendere la maestà e l' altezza della Sede, a cui siamo innalzati, ed ha fatto crescere nelP animo Nostro l' idea della grandezza di questo sublime Trono della terra.

  A113000193 

 "Ci conforta sopratutto la fiducia nel pietosissimo Iddio, il quale volle innalzarci fino a tanta altezza; la cui assistenza non cesseremo mai d' implorare con tutto il fervore del nostro cuore, e desiderando che da tutti venga implorata, memori di ciò che dice 1' Apostolo: Sufficientia nostra ex Deo est.

  A113000203 

 In Carpinetto, piccola terra del circondario d' Anagni, ebbe i suoi natali, il 2 marzo 1810,l' inclito successore di Pio IX, Leone XIII, ora nostro Santissimo Padre.

  A113000204 

 Il nostro piccolo Gioachino dotato di raro ingegno, e di un cuore già molto inclinato al bene, fece qui un assai consolante progresso nella scienza e nella virtù.

  A113000219 

 Per la qual cosa il Romano Pontefice, che aveva bisogno di uomini tali, deliberò di rimeritare le virtù e i servigi del nostro Prelato, e in pari tempo di adoperarlo in cose di maggior utilità alla Chiesa.


don bosco-il pontificato di s. caio papa e martire.html
  A114000013 

 La Chiesa Cattolica considera come eretico chiunque nega essere la sacra ordinazione un Sacramento instituito da Nostro Signor Gesù Cristo.

  A114000036 

 Terminata che fu il santo Pontefice si volse ai Fedeli radunati e tenne loro questo discorso: Gesù Cristo Signor nostro conoscendo le debolezze umane ha posto innanzi due gradi di perfezione a' suoi servi; l'uno del martirio, l'altro della confessione del suo santo nome.

  A114000044 

 Tiburzio ringraziò Iddio e voleva andarsene, ma i buoni genitori lo ritennero dicendogli: Questo {32 [394]} nostro figliuolo era morto ed ora vive per opera tua; egli è cosa tua; ricevilo per tuo servitore e con lui noi ti diamo tutte le nostre sostanze; anzi ci offriamo noi medesimi per tuoi servi.

  A114000045 

 Trattili quindi in disparte li instrui brevemente intorno alla dottrina del Signor nostro Gesù Cristo e intorno alla virtù del suo santo nome.

  A114000063 

 Ah sì, ci sarà di gioja e non di pena il patire per voi, si per voi, amorosissimo Iddio, che per nostro amore avete tanto patito!.

  A114000064 

 Ma notate bene che il nostro Dio non è come gli Dei del Paganesimo.

  A114000069 

 Oh noi mille volte felici, andava dicendo Pancrazio, se ci fosse dato di sacrificare noi medesimi colla morte per giungere più presto al nostro Dio.

  A114000081 

 Cajo e Gabinio dopo avere alquanto parlato tra di loro chiamarono Susanna e le esposero ogni cosa nei termini seguenti: Diocleziano imperatore ci spedi Claudio nostro cugino per chiederti in isposa a Massimiano suo figlio.

  A114000082 

 Ho riposta tutta la mia fiducia nel Signor nostro Gesù Cristo, in lui spero e tutta a lui mi consacro nella dolce speranza che rifiutando questi sponsali giungerò più presto alla palma del martirio.

  A114000085 

 Susanna indirizzando il discorso a s. Cajo ed a suo padre continuò così: Amato padre e voi, venerato zio, voi mi avete fatto conoscere il pregio della virtù, e secondando i vostri sapienti consigli ho sempre usata massima diligenza per conservarla e per farne dono al nostro Signor Gesù Cristo.

  A114000087 

 Susanna soggiunse: Sia tutto come dite: io spero nel Signor nostro Gesù Cristo che mediante le vostre preghiere diventerò degno tempio di Dio.

  A114000100 

 Di questo ti assicuro; nell'atto che riceverai il battesimo, l'anima tua sarà purificata e tutte le tue colpe saranno perdonate purchè tu abbia fede nel nostro Signore Gesù Cristo.

  A114000109 

 Claudio commosso cominciò a parlare così al Pontefice: Per l'amore del Signor nostro Gesù Cristo ti prego di non differire a battezzar me, mia moglie ed i miei figliuoli.

  A114000114 

 Credi in Gesù Cristo Signor Nostro?.

  A114000125 

 Claudio a lui: Faccio penitenza dei miei peccati, io ho secondato i crudeli comandi del nostro sovrano, io ho sparso il sangue innocente dei cristiani, io li ho fatti perseguitare e trucidare.

  A114000126 

 Io non ti capisco, il nostro Imperatore ti mandò a chiedere la figliuola di Gabinio per isposa a suo figliuolo e tu mi vai dicendo cose le più strane invece di darmi l'opportuna risposta.

  A114000134 

 Dopo si pose a pregare così: Signor Iddio Padre del S. N. Gesù Cristo, il quale per salvare tutti gli uomini mandasti dal cielo in terra il Signor Nostro Gesù Cristo per così liberarci dalle tenebre del peccato, dà a cotesti tuoi servi la fermezza nella fede, perchè tu sei potente e regni nei secoli de' secoli.

  A114000151 

 Imperciocchè dal giorno che ti sei degnato di parlarmi con parole di vita eterna, io provo il più grande affetto verso del Signor nostro Gesù Cristo.

  A114000152 

 Non avvi alcuna difficoltà ad appagare questo tuo desiderio, purchè tu voglia piegare il tuo cuore a credere e sperare nel Signor Nostro Gesù Cristo.

  A114000153 

 Si che io credo e spero {79 [441]} nel Signor Nostro Gesù Cristo.

  A114000164 

 Giunto alla casa di Susanna le {84 [446]} disse: Sta al mio consiglio, o Susanna, fa un inchino al nostro grande Giove e sarai felice in tutta la vita.

  A114000191 

 Ma come il Signore mandò un Angelo a spezzare le catene di s. Pietro così fece a quelle del nostro Santo.

  A114000212 

 Se avete altri tormenti a farci soffrire, gli dissero i due medici, metteteli pure in opera la grazia di nostro Signore ce li farà sopportare con pazienza e {109 [471]} con gioja.

  A114000214 

 Ed io, rispose Lisia, metto la mia nel nostro Dio Apollo, e nel suo nome pretendo di fare gli stessi prodigi.

  A114000214 

 I santi approfittandosi del miracolo gli dissero: Dubitate voi ancora dopo di questa grazia dell'onnipotenza del nostro Dio? Abbandonate dunque il culto di coloro che ancora più deboli di voi non possono liberare se stessi dagli eterni supplizi, aprite gli occhi alla verità.


don bosco-il pontificato di s. dionigi.html
  A115000038 

 Un giorno trovossi presente anche Asterio, che tutto commosso per vedere tanti uomini in cotale guisa dal demonio ingannati, sollevò gli occhi al cielo e così pregò: Dio grande, creatore e padrone di tutte le cose, pei meriti del tuo divin figliuolo Salvator nostro Gesù Cristo ascolta l'umile mia preghiera.

  A115000074 

 «Non siamo noi forse al coperto, disse loro, sotto le ali della provvidenza di Dio? Il nostro Divin Salvatore non ci ha forse comandato la sola cura di fabbricarci un'eterna dimora in Cielo?» Tostochè ebbe proferito queste parole molti cittadini a lui si avvicinarono chiedendogli come per grazia che andasse ad alloggiare nella loro casa.


don bosco-il pontificato di s. felice primo e di s. eutichiano papi e martiri.html
  A116000018 

 Reveriano con tranquillità ma con fermezza rispose: Il Signor nostro Gesù C. figlio di Dio vivo è colui che ha fatto il cielo, la terra e tutte le cose che in essi vi sono.

  A116000021 

 Ad un'ora determinata tutti si prostrarono per adorare Berecinzia, ma il nostro giovanetto si rifiutò.

  A116000028 

 La madre temendo che l'atrocità dei tormenti potesse atterrire il giovane figlio sali sopra un luogo elevato donde poteva essere da lui veduta e ad alta voce si diede ad incoraggiarlo dicendo: Figliuol mio, mio caro Sinforiano, ricordati in ogni momento del nostro Dio creatore.

  A116000028 

 Solleva il tuo cuore al cielo, là vi è la sede della maestà del nostro Dio, che regna nell'immensa sua gloria.

  A116000030 

 Gli stessi gentili stupefatti facevano ricorso al nostro Santo ne' loro bisogni e ne erano esauditi.

  A116000044 

 Il nostro Signore disse nel Vangelo, che l'uomo non vive solamente di pane, ma di ogni parola che venga dalla bocca di Dio.

  A116000054 

 Bonosa temendo che un discorso moderato potesse mettere in pericolo i novelli convertiti disse risolutamente al governatore: Insensato e tiranno crudele! Non ti accorgi che i tuoi Dei sono demoni? Non hai mai udito quanto dice un santo profeta: tutti gli Dei delle nazioni sono demoni, soltanto il nostro è il vero Dio creatore del cielo e della terra?.

  A116000061 

 Fra le altre cose in quella lettera leggevasi quanto segue: Riguardo all'incarnazione del Verbo e intorno alla Fede noi dobbiamo credere nel Signore nostro Gesù Cristo nato da Maria Vergine; poichè esso è l'eterno Figliuolo di Dio.

  A116000073 

 Imperciocchè venerando le ceneri dei martiri noi intendiamo di prestare un atto di stima, di venerazione a quei gloriosi eroi della fede; intendiamo invocarli a nostro favore; di professare quella religione per la cui difesa essi sparsero il proprio sangue.

  A116000074 

 Nè si può dire cosà inutile questo culto sensibile; imperciocchè essendo noi creati di anima e di corpo abbiamo bisogno di oggetti materiali che sollevino il nostro cuore a cose spirituali.

  A116000075 

 Che più? noi facciamo quanto a nostro esempio sta scritto nella Bibbia.

  A116000130 

 Ma le guardie del governatore sapendo quale guadagno avrebbero fatto coll'impadronirsi del nostro Santo lo cercarono e trovatolo appena il legarono e lo condussero davanti al governatore.

  A116000158 

 Ma il nostro santo aveva, fatto al Signore un sacrifizio della sua vita; perciò risolvette di passare nella mortificazione e nella santità il rimanente {73 [411]} de' suoi giorni.

  A116000166 

 Onde quando diciamo il nostro santo aver fabbbricato una Laura significa che egli fondò una cella per se, quindi un'altra per un suo compagno.

  A116000184 

 Anche in quel luogo inabitato ed inabitabile cominciò a concorrere gente; la qual cosa disturbava alquanto lo spirito di meditazione del nostro santo.

  A116000185 

 Siccome non molto lungi di là Mosè aveva percossa una pietra donde ne era uscita acqua abbondante, così alla preghiera del servo di Dio si vide da un angolo del suo antro scaturire una fonte freschissima e limpidissima, la quale servì a dissetare il nostro santo e a provvederlo di quanto gli era necessario per la vita.

  A116000188 

 Queste sono le due finestre per cui il demonio si fa strada nel nostro cuore.


don bosco-il pontificato di s. marcellino e di s. marcello papi e martiri.html
  A117000067 

 Alla morte di lui la s. Sede rimase vacante soli undici giorni, dopo cui con universale gradimento fu eletto il nostro Santo, che presso tutti era grandemente stimato per dottrina, per zelo, santità e pei suoi miracoli.

  A117000077 

 Il nostro santo rispose, che riponesse tutta la fiducia in Gesù Cristo, e che in ogni cosa si rassegnasse a' suoi divini voleri, ma non essere ancor giunta l'ora di sua morte.

  A117000085 

 È tempo di finirla colla genia de' cristiani, diceva all'Imperatore; costoro sono gente ostinata e finchè ve ne sarà uno vi sarà sempre una radice di sventura nel nostro impero.

  A117000088 

 Ogni nostro suddito che sarà riconosciuto cristiano sia immantinenti spogliato delle sue sostanze, dei suoi impieghi, delle sue dignità, e sia condannato a morte senza distinzione di età, di sesso o condizione.

  A117000107 

 Godette molto s. Marcellino {50 [50]} all'arrivo di que' fervorosi campioni della fede, e dopo di aver amministrato ad Approniano il sacramento della Cresima, celebrò la santa Messa infra cui amministrò a tutti il Corpo di nostro Signor Gesù Cristo.

  A117000136 

 Come fu alla presenza di lui Emidio cominciò a parlare cosi: 0 Padre universale e mediatore tra Dio e gli uomini, la cui lingua chiude ed apre la porta del Cielo, vieni in nostro ajuto, perciocchè noi siamo gravemente perseguitati perchè non vogliamo negare Gesù Cristo.

  A117000139 

 Il governatore della città, di nome Polimio, mosso a sdegno perchè una moltitudine di pagani abbracciava la fede, e la sua stessa figliuola erasi fatta cristiana, ordinò al nostro santo di cessare dalla predicazione.

  A117000139 

 Intanto una ricca e nobile matrona timorata di Dio, raccogliendo il sangue del nostro Martire, ne riempi tre piccoli vasi di vetro, di cui uno mandò a s. Marcello papa.

  A117000144 

 Risposero: Noi ci offriamo di cuore in sacrifizio al Signor nostro Gesù Cristo e non possiamo ad altri sacrificare.

  A117000153 

 Questa casa era stata donata alcuni anni prima al nostro Santo dall' imperatore Diocleziano perchè aveva liberato Artemia sua figlia da mortale infermità.


don bosco-il pontificato di san sisto ii e le glorie di san lorenzo martire.html
  A118000027 

 Il Signor nostro Gesù Cristo primo di tutti ce ne diede luminoso esempio; egli soffrì la più dolorosa passione per fare a noi coraggio a patire.».

  A118000035 

 S. Sisto: Ti assicuro, che ho sempre sacrificato e sacrifico ogni dì non agli Dei, ma a Dio Padre onnipotente, e a Gesù Cristo Signor nostro sue figliuolo, ed allo Spirito Santo.

  A118000041 

 Giunti al luogo stabilito fecero ogni sforzo per risolvere il nostro Santo a compiere l'empia offerta, e poichè egli rifiutavasi con fermezza gli facevano violenza per costringerlo a dire una parola o a fare eziandio la minima azione che potesse interpretarsi fatta a favore di quella divinità.

  A118000042 

 Il nostro Santo mosso a compassione {18 [286]} della cecità di que' soldati infelici, loro diceva: in vece di piangere la sventura di chi adora idoli vani, sordi e muti, volete venire voi stessi ad adorarli! Non sapete che questi Dei non recano alcun aiuto, nè a voi, nè a loro stessi? Deh! miei cari figliuoli, ascoltate le mie parole, io vi insegnerò quale sia il vero Dio che dovete adorare; quel solo Dio che può liberare le vostre anime dall'eterna perdizione.

  A118000049 

 Così pure il nostro Divin Salvatore aveva fatto e raccomandato ai cristiani di seguirne l'esempio

  A118000050 

 S. Lorenzo spinto dalla carità e dalla fede di quella fervorosa cristiana disse: In nome del nostro Signor Gesù Cristo figlio di Dio onnipotente metterò la mano sopra il tuo capo.

  A118000052 

 S. Lorenzo asciugandogli le lagrime disse: Il Signor nostro Gesù Cristo, che aprì gli occhi del cieco nato, ti guarisca dal tuo male e ti doni la vista.

  A118000058 

 Se voi ascolterete gli avvisi del padre nostro, voi eviterete quei terribili tormenti che a voi sono preparati, e che vi dovranno tormentare in eterno.

  A118000059 

 Valeriano ne fu ancor più sdegnato; E che, disse, dovremo ancora lasciar vivere costoro che ci minacciano tormenti? Siano sull'istante condotti per l'ultima volta al tempio di Marte; e se si rifiuteranno di fare sacrifizio a questo nostro gran Dio, sia loro in quel medesimo luogo troncata la testa.

  A118000066 

 S. Lorenzo gli disse: Credi nel Figliuolo di Dio Signor nostro Gesù Cristo.

  A118000068 

 Contento di tali disposizioni, il nostro santo lo instruì nella fede, di poi gli conferì il battesimo.

  A118000070 

 Questa fonte prodigiosa sussiste ancora oggidì in una chiesa dedicata al nostro santo martire in Roma, sotto al titolo di s. Lorenzo in Fonte ( V. Nibi, Roma m.

  A118000073 

 Valeriano fu da prima confuso al vedere quella turba dì mendici, e non comprendendo il pregio della carità cristiana, parlò con disprezzo al nostro santo, e disse: A che mi fai perdere tempo in altre cose? Sacrifica ai nostri Dei, e metti una volta da parte le arti magiche, in cui tu vanamente confidi.

  A118000074 

 Il nostro santo giudicò allora essere venuto il tempo di confessare il nome di Gesù Cristo a costo di qualunque male anche {32 [300]} della vita.

  A118000075 

 Mentre il nostro santo era in quella maniera flagellato, egli portava il pensiero alla flagellazione del Salvatore, e andava con gioia esclamando: Io godo un gran contento nell'anima mia, e rendo grazie al mio Dio che si è degnato di associarmi co' suoi servi.

  A118000079 

 Sono stato interrogato, ed ho confessato che sei il Signor nostro Gesù Cristo.

  A118000082 

 Di poi ringraziando il Signore de' favori ricevuti, diceva ad alta voce: Sii tu benedetto, o Signore Iddio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci usasti misericordia oltre ogni nostro merito.

  A118000086 

 L'imperatore, per far ancora una prova della fermezza del nostro santo martire, ordinò che fosse condotto alla sua presenza notte tempo con un terribile apparato di strumenti e di oggetti atti a spaventare.

  A118000095 

 In quel momento il nostro Santo parve già trasportato al Cielo che gli stava aperto.

  A118000101 

 Nel portico di questa Basilica sono varii preziosi dipinti che rappresentano le azioni del nostro Santo e fra le altre il battesimo da s. Lorenzo conferito a s. Romano martire il quale si vede rappresentato ginocchioni presso al Santo levita nell'atto che lo benedice e gli versa sul capo un orciuolo d'acqua.

  A118000103 

 `Riguardo al trasporto e collocamento di queste reliquie succedettero molte cose straordinarie, tra cui si racconta che l'urna, in cui erano le ceneri di s. Lorenzo, essendo molto ristretta, alla presenza di una moltitudine di gente furono vedute le ossa del nostro Santo ritirarsi da parte e fare posto al primo Diacono e primo martire di Gesù Cristo, s. Stefano.

  A118000109 

 Piccola ma elegante chiesa dedicata al nostro Santo.

  A118000110 

 In questa chiesa conservansi molte preziose reliquie, e fra le altre un braccio del nostro Santo e parte dei corpi de' ss. Crispino e Crispiniano.

  A118000116 

 Il buon sacerdote ne fu addolorato perchè non sapeva ove prenderne un'altra, quindi piangendo, ma pieno di fede, si pose ad esclamare: o beatissimo s. Lorenzo, che glorificasti Iddio in mezzo al fuoco, e che non mai abbandonasti i poveri, volgi pietoso uno sguardo sulla nostra povertà e vieni in nostro aiuto.

  A118000118 

 Ma giungendo il 10 di agosto, giorno in cui il nostro Santo riportò il luminoso suo martirio, quasi voglia di nuovo sfidare la crudeltà de' carnefici, comincia a sciogliersi, di poi a bollire, ed infine a scorrere per le varie direzioni del vetro come se fosse posto sopra ad ardente fuoco.

  A118000124 

 S. Gregorio Magno in una lettera scritta all'Imperatrice Costanza dice così: il nostro antecessore, di felice memoria, desiderava di ornare il sepolcro di s. Lorenzo per renderlo più degno di quel gran martire.

  A118000125 

 Questo principe nutriva grande venerazione verso il nostro santo martire.

  A118000130 

 Fra i luoghi ove le reliquie del nostro santo ebbero gran venerazione fu la città di Leodio.

  A118000131 

 Soltanto l'altare dedicato al nostro santo fu preservato dal fuoco; e nemmeno la tovaglia dell'altare ebbe a patire guasto di sorta.

  A118000133 

 Gli altri dissero: Va pur tu ai vespri di s. Lorenzo, noi vogliamo terminare il nostro lavoro.

  A118000141 

 All'opposto un altro contadino, postosi a lavorare e a condurre, covoni nella festa del nostro santo, nulla pensava alla santificazione del giorno del Signore.

  A118000143 

 Nella città di Trento avvi un insigne santuario innalzato al nostro santo.

  A118000145 

 Cinque giorni dopo, giorno solenne al nostro santo, fu fatta un'altra processione ancor più numerosa, e tutti andarono a deporre i loro voli di ringraziamento al santo martire, che in modo così prodigioso li aveva beneficati.

  A118000146 

 Il pio sovrano, per eccitare sè ed i suoi popoli alla divozione verso s. Lorenzo, mandò dal sommo Pontefice Gregorio decimoterzo (anno 1585) a chiedere qualche insigne reliquia del nostro santo martire.


don bosco-l-amico della gioventu (1848).html
  A122000003 

 Questa necessità crebbe vieppiù dopo le libere istituzioni del magnanimo nostro Re Carlo Alberto, a cui tenne dietro la libertà di stampa.

  A122000007 

 La giovinezza è il più bello, il più dilettevole periodo del viver nostro; venne questa deificata dai Greci col nome di Ebe, la dissero figliuola di Giove e di Giunone, la raffigurarono nelle più vezzose sembianze, con una coppa d'oro in mano ed una corona sui biondi capegli, e favoleggiarono che nelle feste dell'Olimpo ella ministrasse il nettare agli dei, volendo con ciò significare che la gioventù è la maggior fra le dolcezze.

  A122000013 

 Egli è vero che molti si adoperano lodevolmente per la conciliazione; ma intanto ferve una lotta ogni dì più crescente di non pochi che in buona fede stimando la libertà opposta al dilatamento delle verità religiose ed all'esercizio delle cristiane virtù si credono in dovere d'immolare perciò gl'interessi tutti di questa vita alla gloria celeste: e di altri i quali, come testé avvisava il nostro grande Pontefice, reputando la religione del Crocefisso e la forma della Chiesa cattolica contrarie alla libertà e nazionalità d'Italia, sacrificherebbero volentieri quelle a questa.

  A122000018 

 Altri nomi furono imposti al nostro paese.

  A122000018 

 La denominazione di Esperia derivò da quello di Espero, la stella annunciatrice della sera (donde il nostro vespro) essendo la penisola posta all'occidente della Grecia.

  A122000020 

 Anzi, o cari giovanetti, noi abbiamo vicino alla Francia dei fratelli, che non parlano la nostra lingua, ma sotto lo stesso nostro governo sono educati a nobili sentimenti, a magnanime azioni.

  A122000042 

 Sale alla tribuna il deputato Buffa il quale ponendo ad esame la mediazione e l'intervento credette la prima inutile perché l'Inghilterra non ci è amica; il secondo difficile o pressoché impossibile perché a noi sta l'adoperarci per la libertà se vogliamo che nazioni libere vengano in nostro soccorso.

  A122000071 

 La buona fede avrebbe consigliato que' settari di dire francamente eh' essi erano gli auteri dell' almanacco in discorso, ma il non averlo fatto ci è prova della convinzione, in cui sono, che il nostro popolo fa mal viso alle loro scritture.

  A122000087 

 Il nostro don Bosco, che nelle cose di grande rilievo sempre ha ricorso ai lumi del Vaticano, non tardò di sottoporre il divisamento dell'egregio signor Gazzolo al sommo giudizio di Sua Santità Pio Nono; il quale, avendo già innanzi che fosse assunto al Pontificato rivolto a quelle regioni le sue apostoliche fatiche, e più d'ogni altro conoscendone i bisogni, molto lodossi della pia impresa, e con la effusione del suo cuore paterno la benedisse.

  A122000088 

 Il primo novembre, festa d'Ognissanti, i reverendi missionari, dei quali abbiamo fatto parola nel nostro numero di sabbato, portatisi a Roma ad unico fine di ricevere l'apostolica benedizione del Vicirio di Gesù Cristo, furono ricevuti in particolare udienza dal Santo Padre.

  A122000099 

 Conchiuse col dimostrare come questa impresa dovesse riuscire a buon porto, aiutata come era in modo speciale dalla approvazione e dai soccorsi pecuniari dell'immortale Pio IX, che, nelle strettezze in cui si trova, mandò lire cinquemila per la nuova missione, e dalla benedizione del nostro amatissimo Arcivescovo che confortò con parole veramente paterne coloro che prima di partire erano andati a visitarlo.

  A122000118 

 Comperata l'area, furono incominciati i lavori sotto la saggia direzione del nostro illustre ingegnere, il conte Vespignani, e i muri sono oramai fuori di terra.

  A122000129 

 Questa necessità crebbe vieppiù dopo le libere istituzioni del magnanimo nostro Re Carlo Alberto, a cui tenne dietro la libertà di stampa.

  A122000133 

 Lo giovinezza è il più bello, il più dilettevole periodo del viver nostro; venne questa deificata dai Greci col nome di Ebe, la dissero figliuola di Giove e di Giunone, la raffigurarono nelle più vezzose sembianze, con una coppa d'oro in mano ed una corona sui biondi capegli, e favoleggiarono che nelle feste dell'Olimpo ella ministrasse il nettare agli dei, volendo con ciò significare che la gioventù è la maggior fra le dolcézze.

  A122000139 

 Egli è vero che molti si adoperano lodevolmente per la conciliazione; ma intanto ferve una lotta ogni dì più crescente di non pochi che in buona fede slimando la libertà opposta al dilatamento delle verità religiose ed all'esercizio delle cristiane virtù si credono in dovere d'immolare perciò gl'interessi tutti di questa vita alla gloria celeste: e di altri i quali, come testé avvisava il nostro grande Pontefice, reputando la religione del Crocefisso e la forma della Chiesa cattolica contrarie alla libertà e nazionalità d'Italia, sacrificherebbero volentieri quelle a questa.

  A122000144 

 Altri nomi furono imposti al nostro paese.

  A122000144 

 La denominazione di Esperia derivò da quello di Espero, la stella annunciatrice della sera (donde il nostro vespro) essendo la penisola posta all'occidente della Grecia.

  A122000146 

 Anzi, o cari giovanetti, noi abbiamo vicino alla Francia dei fratelli, che non parlano la nostra lingua, ma sotto lo stesso nostro governo sono educati a nobili sentimenti, a magnanime azioni.

  A122000169 

 Sale alla tribuna il deputato Buffa il quale ponendo ad esame la mediazione e l'intervento credette la prima inutile pefechè l'Inghilterra non ci è amica; il secondo difficile o pressoché impossibile perchè a noi sta l'adoperarci per la liberià se vogliamo che nazioni libere vengano in nostro soccorso.


don bosco-l-arca dell-alleanza.html
  A123000008 

 E tra {7 [97]} tante insidie, che i nemici delle anime tendono alla nostra fede e al nostro cuore, una sia la preghiera operosa, che noi indirizzeremo alla Vergine Ausiliatrice:.

  A123000102 

 L'unico nostro angioletto di 18 mesi, che nell'atto di essere arrestati dai carabinieri, avevamo dovuto consegnare in mani povere, ci fu da lei salvato da sicura morte, essendo stata invocata sotto il medesimo titolo.

  A123000123 

 Oh se ancora noi avessimo in Maria quella fiducia, che deve avere un figlio alla sua madre, quali prodigi non vedremmo anche noi! Su via dunque ravviviamo la nostra fede e nelle nostre necessità ricorriamo alla Medichessa celeste, a Maria, ed essa qual madre pietosa, verrà in nostro aiuto e farà paghi i nostri voti.

  A123000155 

 Ognuno si immagini il grande rammarico che tormentava il nostro cuore, per la perdita di due oggetti cosi preziosi ed indispensabili per esercitare il nostro ufficio.

  A123000188 

 Aneyros nostro veneratissimo Arcivescovo, per {112 [202]} secondare i desiderii di V. S., che sono pur quelli del suo cuore, aveva deciso che il suo segretario Monsignore Antonio Espinosa con due Salesiani partissero nei primi giorni di Maggio per Carhuè e per la Patagonia a far il primo tentativo di missione tra quei selvaggi.

  A123000188 

 Ma a Dio piacendo anche questa difficoltà si appianò, e il nostro D. Bodrato fini per aderire di buon cuore all'invito dell'Arcivescovo, scelse D. Rabbagliati e me per quest'uopo, ci raccomandò di non fermarci in quei paesi più del conveniente, e ci diede a nome di D. Bosco la S. Benedizione.

  A123000190 

 Seguitammo allegramente a vele gonfie e già ci trovavamo di fronte all'Isola Martin Garcia, quando ad un tratto il nostro vapore battè in un banco di sabbia, ed eccoci arenati e fermi.

  A123000191 

 Ma arrivata l'ora dei Vespri la scena era cambiata, è cominciava la parte tragica, del nostro viaggio.

  A123000191 

 {119 [209]} Crescendo il bujo della notte crebbe la burrasca, e cominciarono ad udirsi urla, pianti, grida, lamenti, preghiere a tutti i Santi, e noi persuasi che l'ora del supremo passo fosse arrivata poichè ad ogni istante pareva che il bastimento fosse per sprofondarsi nell'abisso, in tutta la notte non facemmo che raccomandarci a Gesù, e alla Madonna SS., non dimenticandoci d'invocare la protezione del nostro caro Pio Nono, il quale per primo aveva benedetto il pensiero delle nostre missioni in Patagonia.

  A123000192 

 Ed anche senza di ciò, resisterà molti giorni, ma poi mancheranno i viveri, verrà meno il carbone alla macchina, e allora che faremo senza vele e senza timone? Con questi riflessi mi ritirai in camera e ci facemmo coraggio l'un l'altro, pensando che quella morte accettata volentieri dalla mano del Signore sarebbe stata grato sacrificio a Dio, che anzi era quella urta morte invidiabile, e che forse Dio in premio del nostro sacrificio, avrebbe conceduto alle missioni dei nostri fratelli un frutto più copioso.

  A123000192 

 Il mio Veneziano per altro che ci aveva preso affezione in sulla sera fece {121 [211]} di nuovo capolino alla porta del nostro stanzino, e noi a domandargli tosto: Sicchè?... C è ancora speranza?:- Che speranza!? miei cari Padri, un bastimento senza timone è come un uomo ubbriacco: rovina se stesso e trascina gli altri con sè.

  A123000322 

 Sacra Rituum Congregatici, utendo facultatibus sibi specialiter a Sanctissimo Domino Nostro Leone Papa XIII tributis, ad enixas preces rev.


don bosco-l-armonia (1849-1863).html
  A125000007 

 Dichiariamo essere intimamente persuasi che da voi disgiunto niuno può appartenere alla vera Chiesa, noi ci offriamo pronti a spendere ogni nostro avere, ogni sostanza e la vita medesima per mostrarci degni di un sì tenero padre.

  A125000009 

 Noi poi dal canto nostro abbiam creduto dovere alquanto dilungarsi nel recare alla cognizione del pubblico un fatto che ci sembra degno di essere altamente commendato.

  A125000037 

 Per causa accidentale, l'esposizione degli oggetti in Lotteria a favore della Chiesa in costruzione nell'Oratorio maschile di S. Francesco di Sales, sessione Valdocco, in Torino, da noi accennata nel nostro foglio di ieri venne differita di alcuni giorni.

  A125000050 

 Così Confortato ed aiutato, mi gode l'animo di annunziarle, che i lavori di costruzione si continuano con tutta l'attività possibile, ed ho fede nel Signore, che il 20 di giugno prossimo, giorno sacro per noi a Maria Consolatrice, si potrà, per soddisfare all'urgente nostro bisogno, andando nella nuova chiesa benedirla e celebrarvi le sante funzioni.

  A125000118 

 «Libri cattivi, e pessimi scritti, fatti per corrompere i cuori e falsare l'intelletto dei semplici, si spandono a profusione ed impunemente da una mano ignota, ma scaltra, e che specula l'oro sulle umane passioni a detrimento della fede, dei costumi, preparando alla famiglia, alla società intiera mali incalcolabili! È dunque di tutta importanza, anzi è dover nostro, affine di diminuire, per quanto è possibile i tristi effetti di quelli, di opporvi libri buoni per alimentare lo spirito ed i cuori di principii morali; che sieno di piccola mole per non fatigare troppo; e di tenue prezzo per non domandare che un leggiero sacrifizio.

  A125000119 

 Dal canto nostro crediamo di non aver mancato, avendo nel corso di soli tre anni, e con grave sacrificio, messo in circolazione oltre a seicentomila volumetti delle Letture Cattoliche: assai più ancora avremmo fatto, se fossimo stati aiutati a diffonderle in quei villaggi e città, ove pur troppo sono tuttora quasi ignote.

  A125000119 

 Favorire pertanto questo nostro intento è fare opera eminentemente cattolica e sociale, è fare opera di carità.

  A125000121 

 E chi per poco conosce gli orrori della stampa nel nostro paese, converrà facilmente che non mai si ebbe tra noi maggiore bisogno di opporre antidoti a tanti veleni, che si spargono.

  A125000174 

 Chi mai potrà andare per noi a ringraziarlo degnamente?Sig. Direttore, fate sapere al Santo Padre, che noi siamo pieni di riconoscenza per lui, che lo amiamo con tutta l'effusione del nostro cuore, noi in lui veneriamo il Vicario di Gesù Cristo, e che noi tutti desideriamo, e vogliamo vivere e morire in quella religione, che ha Dio per Capo invisibile, e che ha un sì tenero e sì buon padre, un Pio IX, per suo Vicario sopra la terra.

  A125000188 

 Ma perchè forse taluni potrebbero sospettare che quel nostro giudizio favorevole sia stato, se non dettato per intero, almeno abbellito dallo spirito di parte, ci pare opportuno il recare qui il dettone da tale, cui non si potrà fare certamente siffatto appunto.

  A125000204 

 Ieri abbiamo con nostro piacere visitato la pubblica esposizione degli oggetti posti in lotteria a favore dei tre Oratorii maschili di San Francesco di Sa-les, di San Luigi e del Santo Angelo Custode.

  A125000212 

 Chi è che non conosca oggimai il valore delle penne che abbiamo testè nominate? Chi non ha provato la soavissima efficacia dei loro scritti religiosi e morali? Piuttosto noi ricorderemo che già più volte il nostro Santo Padre Pio IX e la maggior parte dei Vescovi italiani hanno raccomandato l'associazione alle Letture Cattoliche di Torino.


don bosco-l-oratorio di s. francesco di sales ospizio di beneficenza.html
  A126000009 

 In siffatta maniera si poterono secondare le propensioni de' nostri giovani, e organizzare un sistema educativo conveniente ad un Istituto, che in breve tempo giunse a raccogliere ben 900 giovanetti, che tanti appunto al presente sono gli allievi del nostro Ospizio.

  A126000027 

 Tutti questi superiori scolastici hanno sempre promosso il nostro insegnamento, nè mai pensarono a sottoporlo alla legge comune per ragione che:.


don bosco-l-unita cattolica (1864-1888).html
  A127000060 

 La solennità durò due giorni, e sempre più ci siamo dovuti convincere che se le istituzioni di don Bosco sono nuovi monumenti della carità cattolica nel nostro paese, nelle città lombarde pur si mantengon vive le tradizioni dell'arte cristiana.

  A127000068 

 Ma quello che non ci stanchiamo di ripetere a giusta lode del nostro professore torinese, è che questa novella, non altrimenti che tutte le altre da lui pubblicate, ci {100 [100]} richiama alla memoria le più belle pagine dei nostri trecentisti, vuoi per la sua schietta semplicità ed eleganza, vuoi per la singolare festività che vi si ammira» dal principio insino al fine.

  A127000068 

 Ora, siccome le immagini del dì si sogliono rappresentare all'animo nel sonno, così una notte fra le altre parve in sogno al nostro pedante di godersi gli applausi dei rappresentanti delle varie contrade d'Italia, convenuti per congratularsi con lui.

  A127000094 

 Nel che il nostro novellatore merita lode anche per la nobiltà e cortesia de' suoi modi.

  A127000095 

 Leggi e vedrai quanto giovaneggiare e frizzare di stile in un uomo, che conta meglio di mezzo secolo di pubblico insegnamento; che arricchì la repubblica letteraria di tanti volumi, gravi di varia e profonda erudizione, dotò le nostre scuole di numerosi ed elegantissimi libri di testo, e ci diede i commenti di tanti classici latini, fra cui quello di Plauto, il quale, compiuto che sia, non lascierà più alcun desiderio agli studiosi del commediografo Sarsinate; che si è mostrato oratore così eloquente in tante concioni inaugurali, tenute nel nostro Ateneo; che con una fecondità inesauribile e felice mantiene l'epigrafia latina in quel grado, cui la recarono i Mor-celli ed i Boucheron; che conserva, per confessione universale, all'Italia il primato nella filologia romana; che presenta finalmente, in mezzo a tanta generale fiacchezza, col fermo volere e colla operosità indefessa un così imitabile esempio di vita».

  A127000101 

 Chi trascorre un poco i compendii di storia moderna ammaniti per le scuole, di leggieri si avvede che i compilatori di essi sogliono mirare più presto ad adulare il nostro tempo ed a riempiere il borsellino, che a dire la verità delle cose e ammaestrare la gioventù.

  A127000101 

 Ma il libro del benemerito nostro Piemontese essendo scritto per la istruzione del popolo, molte cose necessariamente ommette risguardanti la riposta origine di certi fatti e certe conseguenze dei medesimi; né troppo si dimora in osservazioni di politica e di letteratura, che sorpassino la comune intelligenza.

  A127000107 

 A questo rivolgendo il pensiero il venerando nostro sacerdote Giovanni Bosco, fondatore dell'Oratorio salesiano di Torino, concepì il disegno di una istituzione acconcia alle presenti necessità della Chiesa, la quale istituzione da Maria Ausiliatrice piglia il nome.

  A127000110 

 Alla economica Biblioteca della gioventù italiana, che da sette anni va diffondendo in ogni provincia i più purgati classici nazionali, il nostro sacerdote Giovanni Bosco aggiunge per vantaggio degli studiosi una economica Biblioteca di classici latini cristiani.

  A127000113 

 Il nostro don Bosco, che nelle cose di grande rilievo sempre ha ricorso ai lumi del Vaticano, non tardò di sottoporre il divisamente dell'egregio signor Gazzolo al sommo giudizio di Sua Santità Pio Nono; il quale, avendo già innanzi che fosse assunto al Pontificato rivolto a quelle regioni le sue apostoliche fatiche, e più d'ogni altro conoscendone i bisogni, molto lodossi della pia impresa, e con la effusione del suo cuore paterno la benedisse.

  A127000116 

 Il primo novembre, festa d'Ognissanti, i reverendi missionari, dei quali abbiamo fatto parola nel nostro numero di sabbato, portatisi a Roma ad unico fine di ricevere l'apostolica benedizione del Vicario di Gesù Cristo, furono ricevuti in particolare udienza dal Santo Padre.

  A127000125 

 Giunti appena ieri nella capitale della Republica Argentina, fu unanime il nostro desiderio di presentarvi, chiarissimo signor direttore, i nostri più vivi ringraziamenti per la benevolenza usataci nel parlare di noi e dei nostri deboli sforzi per una missione nella vastissima Repubblica Argentina.

  A127000126 

 In quella che vi esprimiamo la nostra gratitudine, non vi sarà discaro un ragguaglio del nostro viaggio da Torino fino a questa città, ed affinché non appaia troppo lungo il racconto, lo divideremo in altrettante lettere quante furono le nostre fermate.

  A127000127 

 Il giorno 11 di novembre, ricevuta la benedizione dal nostro superiore, ed invocato l'aiuto di Maria Ausiliatrice, demmo l'addio ai nostri confratelli e ai nostri amici, e, senza più rientrare nell'Oratorio, partimmo direttamente alla volta di Genova, dove giungemmo alla mezzanotte.

  A127000129 

 Allora ci stringemmo attorno al nostro amato Padre, e inginocchiati ricevemmo la sua benedizione.

  A127000129 

 Don Bosco, nostro amato superiore, ci accompagnò fino a bordo, e la sua presenza rinfrancava il coraggio di tutti, quantunque i battiti del nostro cuore segnassero con ansia ogni minuto che ci avvicinava alla separazione.

  A127000130 

 - Circa alle 4 passavamo in vista di Varazze e poi di Alassio, donde altri figli di Don Bosco spiavano il momento del nostro passaggio e coi loro cuori mandavanci un saluto, un augurio di felice navigazione.

  A127000130 

 Il dottore di bordo, persona compitissima, che conosceva già il nostro D. Cagliero per altre opere musicali, si trattenne con noi sino alle ore 10 sul ponte.

  A127000131 

 Noi però a queste glorie di Marsiglia anteponevamo in cuor nostro la gloria di essere stato l'asilo di San Lazzaro, suo primo Vescovo, di Marta e di Maddalena: - il porto donde nei secoli xi e XII erano salpate tante schiere di crociati per la conquista di Terra Santa e donde presentemente partono missionari per tutte le parti del mondo.

  A127000132 

 Nel camminare per le vie di Marsiglia, i ragazzi, vedendoci col cappello ed abito nostro, si dicevano: Voilà des prètres espagnols! Il martedì mattino, essendo il vapore ancorato nel porto, celebrammo tutti la santa messa nella nostra bella cappelletta.

  A127000135 

 Ma di questa seconda parte del nostro viaggio faremo tema in un'altra lettera.

  A127000153 

 Sia ringraziato Iddio, e riprendiamo il nostro racconto.

  A127000156 

 Per verità questa fu la parte più dolorosa del nostro viaggio.

  A127000164 

 Un pittore italiano, che stava al nostro fianco, mirando estatico le bellezze delle colline verdeggianti {138 [138]} che circondano il porto, usciva in queste espressioni: «In Italia non vidi mai bellezza simile!».

  A127000166 

 Nell'ultima mia vi parlai del nostro arrivo a Rio Janeyro, detta pure San Sebastiano, e del magnifico suo panorama dal lato del mare.

  A127000170 

 Così, senza essere peranco giunti al nostro posto, abbiam già avuto argomento e prova della gran necessità di missionari nell'America del Sud.

  A127000170 

 La ragione di questo suo improvviso mutamento a nostro favore è facile a spiegarsi.

  A127000171 

 Avremmo desiderato di poter celebrare la messa sulla terra americana il giorno 8, festa dell'Immacolata Concezione, e 34° anniversario della fondazione del nostro Oratorio di Torino, ma non si credette opportuno stante le condizioni religiose di quella capitale.

  A127000172 

 In quella cara solennità, giunti oramai quasi al termine del nostro viaggio, sentimmo il bisogno di fare speciali voti e preghiere per il nostro principale benefattore Pio Nono, l'incomparabile Pontefice dell'Immacolata, per quei ritiri e per quelle caritatevoli signore e signori che coll'opera delle loro mani e colle oblazioni concorsero a formarci quel corredo che Dio buono ci conservò in questa lunga navigazione e che noi speriamo di consumare lavorando nei vasti campi della Repubblica Argentina.

  A127000173 

 Nella prossima lettera vi diremo del nostro arrivo e delle accoglienze fatteci in Buenos-Ayres.

  A127000174 

 Il nostro Arcivescovo, che in nostro favore ricevette nello stesso piego una lettera del Cardinale Antonelli, ne fu ebbro di gioia, e con lui godettero il suo Vicario generale con altri di questo clero, che ci trattano colla massima cordialità.

  A127000175 

 Dato così uno sfogo al nostro cuore, io ripiglio la narrazione del nostro viaggio.

  A127000177 

 Pio Nono nel recarsi alla sua missione del Chili passò per Montevideo, e questa coincidenza del nostro col suo viaggio ne aprì il cuore alle più liete speranze.

  A127000177 

 Vero è che egli col nunzio apostolico monsignor Muzzi dovette traversare le inospiti pianure dei Pampas in mezzo alle più dure fatiche ed al continuo pericolo di essere sorpreso dai selvaggi, pernottando talvolta a ciel sereno, mentre noi finora non incontrammo che rose sul nostro cammino!.

  A127000178 

 A Montevideo abbiamo potuto trattenerci breve ora con un certo Brin Francesco, nostro Piemontese, che, come farmacista, ha fatto grande fortuna.

  A127000179 

 Impaziente di sapere del nostro arrivo, c'invitava a spedirgli un telegramma appena fossimo giunti a Montevideo.

  A127000183 

 Il 14 dicembre alle 6 mattina un colpo di cannone annunziava il nostro arrivo a Buenos Ayres.

  A127000184 

 Ma il nostro sgomento convertissi in lieta gioia appena potemmo conoscere la vera causa di quello sparo.

  A127000184 

 Quando al nostro giungere a Buenos-Ayres udimmo uno sparo d'artiglieria, provammo una grande agitazione, perché eravamo molto stanchi e bisognosi di riposo.

  A127000185 

 Uno era quello della Società, nell'altro trovavasi il grande nostro amico dottor Ceccarelli, che veniva ad invitarci a scendere con lui per andare in città, dove eravamo ansiosamente aspettati.

  A127000186 

 Più di duecento Italiani, con parecchi antichi allievi dell'Oratorio, informati del nostro arrivo, ci aspettavano al porto.

  A127000186 

 Quando ci condussero in carrozza al nostro alloggio molte persone ci salutavano e ci applaudivano.

  A127000189 

 Al punto in cui già erano le cose non potemmo a meno di accettare, dividendo per ora il nostro personale fra Buenos-Ayres e S. Nicolas, in attesa di altri missionari dall'Oratorio.

  A127000189 

 Ben più! Mentre noi ci pensavamo di passare a Buenos-Ayres, e di là recarci alla nostra destinazione di S. Nicolas de los Arroyos, trovammo che durante il nostro viaggio si era qui combinato e disposto tutto perché al nostro arrivo noi ci assumessimo il servizio della chiesa di nostra Signora della Misericordia detta anche l' iglesia de los Italianos, i quali nella Repubblica Argentina sorpassano i trecento mila, di cui trenta mila nella sola città di Buenos-Ayres.

  A127000190 

 Aggiungete una profonda umiltà, una cordialità tutta patriarcale e vi avrete un'idea di don Francisco, che ci accolse a braccia aperte, dicendosi nostro amigo e che fin dal primo istante chiamammo e salutammo nostro padre.

  A127000190 

 Un'altra consolazione ci attendeva al nostro arrivo a Buenos-Ayres, e fu l'accoglienza fattaci dal sindaco di S. Nicolas, sefior don Francisco Benitez, venuto espressamente da S. Nicolas a Buenos-Ayres, dove tiene un magnifico palazzo, nel quale parte di noi fummo provvisoriamente alloggiati.

  A127000191 

 Non chiuderò questa mia senza notarvi una graziosa particolarità del {144 [144]} nostro viaggio.

  A127000191 

 Precisamente un mese dopo, il 14 dicembre, alle 9 1/2 noi giungevamo felicemente a Buenos-Ayres, durando il nostro viaggio tutto il mese Mariano che qui si celebra in questo tempo.

  A127000196 

 All'indomani del nostro arrivo noi eravamo già aspettati nella chiesa degli Italiani consacrata alla Madre della Misericordia, e, muniti di tutte le facoltà necessarie da Mons. Arcivescovo, abbiamo tosto cominciato ad esercitare il nostro ministero.

  A127000196 

 Fin dal primo nostro arrivo abbiamo avuto la consolazione di passare in confessionale fino ad otto ore al giorno e di amministrare la S. Comunione a molte persone.

  A127000198 

 Altri si inginocchiano sul nostro passaggio, anche in mezzo alla strada, finché il padre dice: «Addio, figlio mio, addio - Dio ti guardi! - Io ti aspetto alla chiesa degli Italiani.

  A127000201 

 Il nostro superiore con questa missione argentina mirava di venire in aiuto dei numerosi Italiani stanziati in queste, regioni, e vi è fondata speranza di raggiungere lo scopo.

  A127000203 

 Il nostro D. Cagliero è infaticabile e incontra la simpatia di tutti.

  A127000222 

 Finora non vi ho parlato che del nostro viaggio da Genova a Buenos-Ayres, e di quel po' di bene che s'è incominciato a fare in quest'ultima città dai missionari don Cagliero, don Baccino, Belmonte.

  A127000225 

 Era una meraviglia! I salici piangenti sulla sponda parevano inchinarsi al nostro passaggio e lambivano leggermente l'orlo del nostro battello.

  A127000230 

 La salutammo coll' Angelus Domini, e ci preparammo a discendere col nostro piccolo equipaggio.

  A127000245 

 Era Michele Ricardini da Romano Canavese, che fu antico allievo del nostro Oratorio in Torino.

  A127000246 

 Il nostro viaggio pel tratto di 60 miglia sulle maestose e tranquille acque del Paranà, fiancheggiate da ridenti sponde smaltate di alberi e fiori, fu dei più deliziosi.

  A127000251 

 Tre deputati del distretto di San Nicolas, ed il deputato Varela (che corrisponderebbe al nostro Villa in Italia) fecero il nostro panegirico.

  A127000252 

 Francesco Benitez, il nostro buon papà, malgrado i suoi 80 anni, compiuti il giorno di San Francesco di Sales, viene spesso al Collegio, e colla sua carità ci aiuta a terminare molti lavori.

  A127000252 

 Prima di ripartire da San Nicolas per Buenos-Ayres, abbiamo tenuto conferenza tra noi soci, rileggendo in comune i preziosi avvisi lasciatici in iscritto dal nostro amato superiore Don Bosco prima di partire, e, all'atto di separarci, provammo la commozione già provata quando ci separammo dai nostri in Torino.

  A127000253 

 Il nostro viaggio di ritorno sul battello fu amenissimo.

  A127000254 

 Fra gli altri si trovò tuttavia un avvocato di R..., provincia di Santa Fé, che si mise a scherzare sull'ignoranza della sottana nera; ma, messo al crivello della scienza, confessò colle parole e coi fatti che i preti non sono quei gonzi che taluno vorrebbe far credere, e da quella sera tornò nostro amico.

  A127000265 

 La stessa Tribuna, il giornale più furibondo contro la Chiesa, sospese per così dire i suoi colpi, perorò la nostra causa presso le Camere, e con sorpresa di tutti die fuori in nostro favore il più bell'articolo che si potesse immaginare.

  A127000266 

 Ciò favorisce molto il nostro scopo, che è di prepararci la strada a penetrare negli incolti paesi della Patagonia.

  A127000267 

 Ma se da una parte assai ci consola trovarci in questi lontani paesi in mezzo a persone che parlano il nostro linguaggio natio, che hanno le stesse nostre usanze, d'altra parte, guardando alle cose dell'anima, vi è da piangerne e da restarne contristati.

  A127000281 

 - Dopo il 28 febbraio ultimo scorso più non vi diedi notizie dei nostri compagni di San Nicolas, perché sembravami che taluno avrebbe potuto attribuire a vanagloria il pubblicare ognora quel po' di bene che la misericordia del Signore va per nostro mezzo operando in questa remota regione.

  A127000288 

 Si dà la benedizione all'uso nostro, e i molti del paese che vi intervengono si mostrano soddisfatti.

  A127000294 

 Il 10 marzo Monsignore è arrivato a S. Nicolas e prese stanza da D. Ceccarelli, che è sempre il nostro braccio destro e si mostra vero Salesiano.

  A127000294 

 Monsignore visitò il nostro Collegio, dimostrò una bontà ed amabilità indicibile, si trattenne famigliarmente coi giovani, passò in cappella e ci regalò 500 pesos m/c (100 franchi), per l'aitar maggiore.

  A127000296 

 Fu una vera festa per lui il vedermi, perché aveva saputo dai giornali il nostro arrivo.

  A127000296 

 Per verità questa inaugurazione già era stata fissata al 19, festa del grande San Giuseppe e onomastico del nostro Giuseppe Francesco Benitez; ma, per godere della presenza di Monsignor Arcivescovo, l'abbiam trasportata al 25.

  A127000297 

 - Ieri parlai loro delle nostre case e del nostro D. Bosco; stavano immoti e cogli occhi spalancati, palesandosi sul volto di tutti ardente desiderio di poterlo vedere, parlargli, dirgli tante cose... Non potendo, per la distanza, m'incaricarono di mandargli i più cordiali saluti e di scrivergli che, quantunque lontani, lo stimano, lo amano e pregano per lui.

  A127000297 

 Il nostro sistema di educazione riesce come in Europa; i giovani appena ci vedono ci corrono incontro a chiedere delle nostre nuove con un garbo e un repertorio così ricco di termini che incanta.

  A127000298 

 Egli fu l'iniziatore di questa missione, non die' posa finché non fu combinata, ci accompagnò egli stesso dall'Europa fin qui; fu il nostro maestro di spagnuolo, ci ammaestrò degli usi americani, non risparmiò né passi né fatiche per procurarci i trasporti gratuiti di San Nicolas, e in Buenos-Ayres non perdonò a spese e disagi purché riuscisse a dare una stabile posizione a noi e alle buone suore della Misericordia ch'egli pure ha qui condotte dalla sua patria, Savona.

  A127000306 

 Dopo la santa Messa Monsignore passò nell'interno del Collegio, dove lo attendevano alcuni membri della Commissione col nostro Patriarca Don Francisco Benitez.

  A127000318 

 Staremo contenti a questo, che è per avventura il primo lessico italiano-greco compiuto, il quale si stampi nel nostro paese; come quello che, fatto senza il sottoposto rigo di nessun altro precedente lavoro, non solamente di tutte e singole parole italiane ci dà le corrispondenti greche, ma eziandio dei neologismi, divenuti indispensabili per le cose di fresco scoperte, ne pone sott'occhio la versione o la perifrasi, giovandosi con parsimonia del greco antico, o adoperando il greco moderno.

  A127000348 

 Cantato il solenne Te Deum, Monsignor Arcivescovo intuonava l'Oremus prò Pontifice nostro Pio, ed impartiva all'immensa moltitudine la benedizione del Santissimo Sacramento! Vi hanno alcuni che temono si spenga lo spirito di fede e di religione nel popolo Argentino! Oh uomini di poca fede! Basta vedere l'entusiasmo che hanno pel Santo Padre per stare tranquilli.

  A127000385 

 La festa ebbe luogo per dar maggior risalto alla consegna del Breve e diploma spediti dal S. Padre Pio IX, per cui venne conferito il grado di commendatore dell'Ordine di S. Gregorio il Grande al signor Don Francesco Benitez e di Cameriere di S. Santità al nostro parroco dottor Cec-carelli, premiando in questo modo le opere e la sollecitudine che questi signori prestarono per l'impianto del Collegio di S. Nicolas che tutti già conosciamo.

  A127000398 

 Conchiuse col dimostrare come questa impresa dovesse riuscire a buon porto, aiutata come era in modo speciale dalla approvazione e dai soccorsi pecuniari dell'immortale Pio IX, che, nelle strettezze in cui si trova, mandò lire cinquemila per la nuova missione, e dalla benedizione del nostro amatissimo Arcivescovo che {195 [195]} confortò con parole veramente paterne coloro che prima di partire erano andati a visitarlo.

  A127000407 

 Abbiamo sul bastimento tutta la comodità di celebrare, confessare, catechizzare, predicare a nostro beneplacito.

  A127000416 

 Nelle scorse domeniche, ivi si legge, il nostro cuore restò sommamente commosso allo spettacolo di fede, di pietà e di divozione alla Santissima Vergine, dato dalla Colonia italiana di Buenos-Ayres.

  A127000421 

 Il nostro stipendio è il profitto dei nostri allievi.

  A127000428 

 Anche noi fummo nel nostro lettuccio.

  A127000436 

 Noi siamo tutti tranquilli e rassegnati e speriamo che sani e salvi il Signore ci guiderà a Montevi-deo, dove potremo fare qualche cosa a maggior gloria di Dio ed a bene del nostro prossimo.

  A127000489 

 E questo nostro desiderio ottenne una pronta soddisfazione.

  A127000503 

 Il Padre è incaricato d'informare V. S. di tutto ciò che noi facciamo e soffriamo in questo deserto, e ci ha promesso che, appena arrivato a Buenos-Ayres, andrà in persona ad esporre al signor presidente ed al signor ministro le nostre necessità ed i nostri richiami circa il modo con cui si compiono le condizioni del trattato riguardo alla razione, al soldo ed a tutto il resto; e per mezzo del medesimo supplichiamo V. S. a voler parlare per noi al Governo, conforme al modo che ci ha detto di fare il Padre, e dirgli che noi gli siamo molto fedeli compiendo con tutta esattezza il nostro compromesso, e che pertanto è giusto che anche il Governo da parte sua compia le sue obbligazioni verso noi, e ascolti le nostre necessità e i nostri richiami.

  A127000513 

 Con grande nostra soddisfazione abbiamo visto ed approviamo l'avanti esposto divisamente dello zelante e pio nostro sacerdote D. Giovanni Bosco, di già benemerito della Chiesa e della civile società per varie sue istituzioni sì religiose che di pubblica beneficenza.

  A127000517 

 Si tratta di portare a quegli indigeni i nostri miti costumi, il nostro sapere, la gentile nostra maniera di vivere tra gente che non ha costume, è eslege, è ignorante pur anco delle cose più bisognevoli alla vita; tra un popolo che non avrebbe mai una religione, una letteratura, una coltura da farsi annoverare tra le progredite nazioni del mondo.

  A127000518 

 Fate il vostro conto che per assistere al santo sacrificio della messa si hanno talora da attraversare foreste e lande solitarie di una immensa distanza; e che un missionario per consolare degli ultimi conforti un morente deve più di una volta camminare a cavallo od a piedi i giorni interi pernottando nelle capanne con pericolo di non giungere in tempo al luogo posto, o di rimaner vittima del suo zelo come avvenne al non mai abbastanza compianto nostro P. Bacino.

  A127000525 

 E, dopo aver accennato alle cose che dovranno fare colà arrivati, ai pericoli da superarsi, soggiunse: «Voi ora partite per Roma, e vi prostrerete ai piedi di quell'impareggiabile nostro benefattore, il Santo Padre Pio Nono; andrete da lui a prendere, non solo la benedizione, ma la missione.

  A127000533 

 Nell'introito della santa messa, che oggi abbiamo celebrato della dedicazione della principal chiesa di questa nostra Roma, io leggeva alcune parole, che a prima vista fan meraviglia, e sono: Terribilis est locus iste! Come? interrogai me stesso, come mai la chiesa è un luogo {230 [230]} terribile, mentre è luogo dove noi veniamo a depositare le nostre amarezze, ad elevare la mente ed il cuor nostro a Dio, a domandargli aiuto nelle nostre afflizioni e necessità? E risposi a me stesso: Sì, la chiesa è terribile, ma solo per certuni.

  A127000539 

 Giovedì, 28 marzo, anche tra noi ebbero luogo nel Collegio Pio di Villa Colon, presso Montevideo, i solenni funerali del nostro gran protettore e titolare del Collegio Pio.

  A127000544 

 Il canto del Recordare eseguito dalla fleblile vocina d'un nostro alunno produsse un'emozione ineffabile: in quell'alto silenzio, accresciuto dall'oscurità, quella voce penetrava nei cuori, scuotendone le ultime fibre e facendo uscire dal ciglio d'ognuno lagrime di tenerezza e di dolore per l'irreparabile perdita del grande Pontefice.

  A127000546 

 Adesso tutti vedono il vantaggio della posizione che occupa il nostro Collegio immune da ogni.

  A127000547 

 E come i nepotini della rivoluzione francese si fanno un Achille dei progressi che oggi la fisica, chimica, la geologia e panteologia vanno facendo, il nostro autore diedesi a studiare questi progressi con pazienza e capacità non comune sopra i volumi sì dei cattolici, come degli acattolici, non escluso il noto Moleschott; dimostrando trionfalmente esistere una perfetta armonia tra i pronunziati ultimi della scienza e le verità della Chiesa; e quindi avere ragione il cristiano di esclamare col profeta: salutem ex inimicis nostris.

  A127000548 

 Tuttavia, anche stampato, il catechizzare del Belasio farà del gran bene; e noi veggiamo essere del nostro parere i dotti Prelati e le persone di molte lettere, che si rallegrano col nostro autore e lo confortano a comunicare con tutti quei tesori di sapienza cristiana che resterebbero non divulgati, proprietà di pochi, e con questi finirebbero di fruttificare.

  A127000552 

 E poiché il nostro Santo Padre porta il bel nome di Gioachino, padre della Vergine benedetta, e la gioventù torinese, guidata dall'ottimo canonico Schiapparelli, ha proposto di solennizzare la festa di questo gran santo, non sarebbe bene che nella ricorrenza di detta festa noi potessimo proporre un concorso per una Vita popolare di S. Gioachino secondo il Vangelo e la tradizione? E oltre S. Gioachino non converrebbe occuparsi e scrivere di Sant'Anna, di cui S. Giovanni Damasceno nella sua orazione della Natività di Maria Vergine esclama: O par beatum loachim et Anna! Vobis omnis creatura obstricta est.

  A127000570 

 Fra gli uomini che la Provvidenza ha arricchiti delle virtù e della carità di San Vincenzo de' Paoli, e che illustrano il nostro secolo, primeggia maestosa la nobile figura dell'abate Don Giovanni Bosco, fondatore della Congregazione dei preti di San Francesco di Sales.

  A127000571 

 Egli ha consacrata l'intiera sua vita ad ammegliorare la sorte delle classi povere, e, dopo aver fondato dal 1841 in qua e in Italia ed in America settanta e più case, destinate a ricoverare i giovani abbandonati (se ne calcola il numero a 30,000), il santo sacerdote una ancora ne aperse nella nostra città nel giorno 2 luglio ultimo, col titolo di Ospizio di San Leone, dal nome del nostro Santo Padre Leone XIII..

  A127000621 

 Le scuole erano state legittimamente aperte per 30 anni, e finora non si era fatto nessun decreto di chiusura, e qual è quel moralista che volesse obbligare D. Bosco a un passo di quella natura? - E con questo finisce la storia dei delitti di D. Bosco esposta dal signor Provveditore; che quel che segue o fu già esaminato nella lettera precedente o non ha che fare col nostro proposito.

  A127000644 

 Se gli abitanti di Torino, quelli stessi che dimorano nel nostro Ospizio, fossero richiesti dove si trovi tale ginnasio, niuno il saprebbe indicare, perché non esiste.

  A127000655 

 Comperata l'area, furono incominciati i lavori sotto la saggia direzione del nostro illustre ingegnere, il conte Vespignani, e i muri sono oramai fuor di terra.

  A127000664 

 - Preghiamo adunque ed operiamo, continuava D. Bosco, affine di poter rendere onore a Dio e conforto al nostro amatissimo Pontefice.

  A127000664 

 Giorni sono, diceva Don Bosco, fui ad ossequiare il nostro Santo Padre, e la prima domanda che mi fece fu questa: - E quando terrete la vostra conferenza? - Giovedì prossimo 27, io risposi.

  A127000675 

 I protestanti, come avete sentito dal nostro caro Don Bosco, vorrebbero seppellire la Chiesa sotto il trionfo dell'eresia.

  A127000675 

 Ma dal nostro lato adoperiamoci per ottenere la terribile sconfitta; e, con l'aiutare i Salesiani, noi affretteremo la solenne giornata del nostro trionfo!».

  A127000684 

 Ora è nostro dovere di ringraziare il Signore che ci abbia in tante guise aiutati a superare le varie ed innumerevoli difficoltà incontrate per innalzare questo tempio ad onor suo, e che nella sua pietosa Provvidenza, per mezzo del consiglio, dell'arte e dell'opera di tante pie e benemerite persone, ci abbia fornito i mezzi per riuscire nell'impresa.

  A127000688 

 Voglia infine la S.V. continuarmi il valido appoggio della carità sua per le molte opere, che Iddio per sua bontà ci ha posto nelle mani, affinché possiamo fare un po' di bene al nostro prossimo, soprattutto alla povera gioventù abbandonata, mentre con sentimento di profonda gratitudine ho l'onore di professarmi.

  A127000700 

 A Marsiglia il nostro Orfanotrofio racchiuda 300 convittori, ed oltre a 150 giovani già ricevuti come esterni chiedono di essere ammessi.

  A127000702 

 Giovedì 17 maggio, in Parigi, nella chiesa di Sant'Agostino, zeppa di fedeli, il nostro don Bosco pronunziava un discorso intorno alle Opere salesiane da lui istituite.

  A127000708 

 Da Parigi, dove trovasi tuttora, D. Bosco diresse ai suoi benemeriti cooperatori e cooperatrici la lettera seguente: «Partecipo alle SS. LL. che nella chiesa dell'Oratorio di San Francesco di Sales presso il Santuario di Maria Ausiliatrice (in Torino), si terrà la solita riunione, prescritta dal nostro regolamento.

  A127000712 

 D. Bosco è nostro.

  A127000712 

 Egli non ambisce onori; ma non isdegna, desidera anzi d'essere amato, non già nella sua persona, ma nella persona di più migliaia di poveri giovanetti raccolti nelle sue Case; desidera atti di carità per sostenere le sue Missioni; desidera il nostro aiuto morale e materiale per promuovere la buona stampa e per far fiorire le molte Opere di religione e di beneficenza impiantate nei due emisferi.

  A127000718 

 Le missioni, che vennero affidate alla Congregazione salesiana del nostro D. Bosco, vanno prendendo maggior incremento.

  A127000727 

 - Addio, così egli, addio, D. Bosco, nostro dolcissimo Padre.

  A127000728 

 Al domani ebbero la bella sorte di prostrarsi in Genova ai piedi di Sua Eminenza Rev.ma il cardinale Alimonda, nostro veneratissimo Arcivescovo, udirne parole d'incoraggiamento e riceverne la pastorale benedizione.

  A127000730 

 - Leviamo da una circolare del nostro D. Bosco ai benemeriti cooperatori e cooperatrici salesiane della città di Torino e de' suoi dintorni: «Secondo la fatta promessa, vi notifico che la Conferenza dei cooperatori, solita a tenersi in principio dell'anno, in onore di S. Francesco di Sales, avrà luogo in Torino martedì prossimo, 19 del corrente, nella chiesa di S. Giovanni Evangelista.

  A127000730 

 La pia radunanza sarà onorata e presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il signor Cardinale Gaetano Alimonda, nostro veneratissimo Arcivescovo, il quale vi pronuncierà altresì un sermoncino, come soleva praticare, con insigne benevolenza, nella varie Conferenze tenute in Roma».

  A127000731 

 Merita un cenno la Conferenza dei cooperatori salesiani, tenutasi la sera del 19 corrente nella chiesa di San Giovanni Evangelista in Torino, e presieduta dal cardinale Alimonda, nostro eminentissimo Arcivescovo.

  A127000733 

 1° Nostro Signor Gesù Cristo dice nel santo Vangelo che fu inviato dal divin suo Padre ad evangelizzare i poveri: Evangelizare pauperibus misti me Dominus.

  A127000735 

 - Ciò posto, come potrei io non amare e proteggere l'opera del nostro Don Bosco, il quale coll'aiuto de' suoi cooperatori non solo promuove la pratica dell'orazione, ma innalza cappelle e chiese belle come questa, dove migliaia di persone vengono a pregare e a cantare le lodi di Dio? Sì, io l'amo quest'opera salesiana, ed ho ragione di amarla.

  A127000736 

 - E l'opera del nostro D. Bosco, l'opera dei Salesiani tende pure ad ottenere questa unità della fede e cerca di frenare la diffusione della eresia.

  A127000737 

 Nostro Signor Gesù Cristo inviò i suoi apostoli a predicare in tutto il mondo: Euntes in mundum universum predicate Evangelium omni creaturæ.

  A127000739 

 - Il nostro benemerito ed infaticabile Don Bosco avverte che venerdì, 23 del corrente, vigilia della solennità di Maria Ausiliatrice, avrà luogo pei cooperatori salesiani e per le cooperatrici la conferenza prescritta dal regolamento.

  A127000746 

 Ed appunto per far conoscere meglio i bisogni e la condizione, grazie a Dio soddisfacente, delle nostre Missioni di America, è venuto espressamente da quei lontani paesi il nostro missionario D. Luigi Lasagna, il quale non lasciò intentata nessuna via per indurmi a preparare anche questa volta una numerosa spedizione di Missionari Salesiani e di Suore di Maria Ausiliatrice.

  A127000747 

 Noi segneremo il vostro ed il loro nome nei registri del nostro pio Istituto, per ricordarli ogni giorno nelle nostre preghiere, per implorare dal Cielo copiose benedizioni sopra di voi e sopra quelli tutti che ci beneficheranno, sopra le loro famiglie e le opere loro, sicuri che Iddio li segnerà nel libro della vita, nel libro dei predestinati, poiché è sentenza del grande Sant'Agostino, che chi procura efficacemente la salute delle anime, mette al sicuro l'anima propria: Animam salvasti, animam tuam predestinasti.

  A127000751 

 Sua Eminenza reverendissima il cardinale Alimonda, nostro veneratissimo Arcivescovo, ha la grande bontà di onorarla colla sua presenza, impartire la trina benedizione col SS. Sacramento, e recitare sui Missionari le preghiere della Chiesa pei pellegrinanti.


don bosco-la casa della fortuna.html
  A128000015 

 - Non conosco nessuno, ma delle persone caritatevoli se ne incontrano per tutto il mondo; prima per altro di parlare con alcuno debbo ricordarti l'avviso datoci dalla nostra madre, cioè di non dire mai il nostro vero nome se non quando avremo incontrato il nostro avolo, perciò....

  A128000043 

 - Oggi appunto mentre pranzava ho detto al nostro nonno: potessi anch' io essere un corvo mandato dal Signore a portar pane al sante profeta! Il nonno rispose: Fa una piccola astinenza e risparmiando qualche tozzo di pane puoi darlo a qualche poverello.

  A128000050 

 - Povero giovane io...ma non ti conosco, ed il nostro nonno ci proibisce di trattenerci con compagni non conosciuti.

  A128000052 

 Il nostro Salvatore era anche povero, ed era il più santo di tutti.

  A128000054 

 Nostro nonno è molto buono; chi sa che non vi dia da mangiare, da dormire, e che vi tenga qui con noi; per me sarei contento.

  A128000084 

 - Nostro padre mori in Pinerolo.

  A128000088 

 - Dopo la morte di nostra madre fummo affidati ad un carrettiere che doveva condurci da un nostro zio che dimora a poca distanza dal Moncenisio, ma a metà strada col pretesto di volere alleggerire il carrettone, egli mise, noi e il nostro piccolo corredo in mezzo alla strada e ci abbandonò! Noi allora non sapendo che fare siamo venuti qui a chiedervi carità.

  A128000092 

 - Il nostro cognome....

  A128000093 

 Il nostro cognome è Farinelli.

  A128000139 

 - Il nostro cognome... Ma.

  A128000146 

 - - Deponi ogni timore, o Allegro, facciamo sempre del bene al nostro prossimo, quando possiamo.

  A128000175 

 - Povero uomo, guanto mi sembrate spaventato! vi hanno fatto del male? vi hanno percosso? Oh! {45 [45]} state pure tranquillo, nostro avolo è molto buono, non vi rifiuterà certamente pane ed alloggio per questa sera.

  A128000179 

 Ci mettiamo nelle vostre mani, vi a-priamo il nostro cuore e vi diciamo tutto.

  A128000181 

 - Il cognome di nostro padre... il suo vero cognome è Buonalane.

  A128000189 

 ( accarezzando il loro nonno ) - Ma perchè non sapere il vostro cognome? Chiamandovi solamente col nome di Eustachio non ci saremmo {49 [49]} giammai immaginati che voi foste il nostro nonno.

  A128000189 

 Quanto è grande la divina bontà! Sia benedetto Iddio, che ci ha fatto ritrovare il nostro nonno, il nostro secondo padre che ci vuole tanto bene.

  A128000242 

 La gioia di questo giorno sia duratura; e durerà certamente se noi con esattezza adempiremo i doveri del nostro stato, se faremo del bene a chi possiamo senza mai far del male ad alcuno.


don bosco-la chiave del paradiso.html
  A129000020 

 Il primo ci obbliga di amare, di adorare un Dio solo e di amare il nostro prossimo come noi medesimi per amor di Dio.

  A129000024 

 Nel quinto ci proibisce di ammazzare, e di far male al nostro prossimo, o di aver la volontà di fargliene; e ci proibisce ancora di dargli cattivo esempio, di portargli odio, {12 [12]} di vendicarci, e ordina di perdonare a tutti.

  A129000035 

 La più eccellente delle preghiere è quella che G. C. medesimo ci ha insegnato, cioè il Padre nostro.

  A129000105 

 Pertanto al mattino appena svegliati {29 [29]} noi dobbiamo fare il segno della santa croce, offerire il nostro cuore a Dio, e dire: Gesù, Giuseppe, Maria vi dono il cuore e l'anima mia.

  A129000108 

 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c'indurre in tentazione ma liberaci dal male.

  A129000108 

 Padre nostro, che sei ne' cieli; sia santificato il nome tuo, venga il regno tuo; sia fatta la volontà {30 [30]} tua come in cielo, così in terra.

  A129000110 

 Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra: ed in Gesù Cristo suo figliuolo unico Signor nostro: il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque di Maria Vergine: patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e sepolto: discese agli inferni, il terzo giorno risuscitò da morte: {31 [31]} salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti.

  A129000169 

 La messa è l'offerta ed il sacrifìcio del corpo e del sangue di Nostro Signor Gesù Cristo che viene offerto e distribuito sotto le specie del pane e del vino.

  A129000177 

 Perciò prego la Beata Vergine Maria, il Beato Michele Arcangelo, il B. Giovanni Battista, i Ss. Apostoli Pietro e {47 [47]} Paolo e tutti i santi ad intercedere per me appresso il Signor nostro Iddio.

  A129000237 

 A fine di eccitarci al pentimento {59 [59]} giova molto considerare che col peccato abbiamo offeso Iddio che è nostro padrone, a cui noi dobbiamo obbedire, un Dio infinitamente buono, nostro Creatore, nostro padre, un Dio Salvatore che ci ha comperati col prezzo di tutto il suo sangue.

  A129000237 

 La contrizione perfetta è il dispiacere di aver offeso Dio, perchè egli in se stesso è infinitamente perfetto e infinitamente degno del nostro amore.

  A129000239 

 Tali sono i motivi sopra i quali dobbiamo fare seria riflessione per eccitare nel nostro onore un vero dolore del peccato, senza cui Iddio non perdona mai.

  A129000281 

 Egli è G. C., Dio di grandezza e di maestà infinita, Dio di bontà e di misericordia, il quale viene ad una misera creatura, povero peccatore, e viene per farsi nostro padre, nostro fratello, amico e sposo dell'anima nostra.

  A129000281 

 Vuole farsi nostro medico, maestro e cibo.

  A129000295 

 Signor mio Gesù Cristo, il quale per amor nostro state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di bontà aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi, io credo che nell'Ostia Santissima c'è il Sangue vostro, l'Anima vostra, e la vostra Divinità.

  A129000299 

 2° O Cuore umilissimo del mio sacramentato Gesù, adoro umilmente quella profondissima umiltà {88 [88]} vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino.

  A129000325 

 Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Redentore ricevè la sentenza di morte.

  A129000326 

 Considera, anima mia, come Pilato condannò a morte di Croce il nostro {94 [94]} innocentissimo Gesù, e come egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocchè tu fossi liberata dall'eterna dannazione.

  A129000439 

 Questa ultima Stazione ci rappresenta la sepoltura del nostro Redentore.

  A129000459 

 Nel primo mistero gaudioso si contempla come la Vergine Immacolata fu annunziata dall'Arcangelo Gabriele, che dovea diventar madre del Nostro Signor Gesù Cristo.

  A129000465 

 Nel primo mistero doloroso si contempla come il Nostro Signor Gesù C., facendo orazione nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina passione sudò sangue.

  A129000470 

 Nel primo mistero glorioso si contempla come il Nostro Signor Gesù Cristo il terzo giorno dopo la sua passione e morte risuscitò glorioso e trionfante per non mai più morire.

  A129000473 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Immacolata dodici anni dopo la Risurrezione del Nostro Signore passò da questa vita e dagli angioli fu assunta in cielo.

  A129000518 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate che io passando nella giustizia e nella santità tutti i giorni di mia vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore, pei meriti del Nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nell'Unità dello Spirito Santo.


don bosco-la chiesa cattolica e la sua gerarchia.html
  A131000015 

 Dalle ragioni e prove sin qui addotte noi ricaviamo chiaramente che i sacri scrittori dissero la pura verità, e quindi noi dobbiamo stimare, e stare alla loro autorità, credere e praticare quello che essi ci lasciarono scritto per nostro ammaestramento.

  A131000039 

 Lutero medesimo scriveva: Appena cominciarono a predicare il nostro vangelo, fu nel paese uno spaventevole sconvolgimento.

  A131000046 

 Così la Sacra Scrittura per esprimere che il nostro Signor Gesù Cristo occupa il primo posto in Cielo, d'onde comanda a {29 [213]} tutto l'universo, dice che Egli siede alla destra di Dio Onnipotente.


don bosco-la figlia cristiana provveduta [4a edizione].html
  A132000005 

 L'amorosissimo nostro Iddio dice che la sua delizia è di trovarsi coi figliuoli degli uomini.

  A132000017 

 Il nostro Salvatore quantunque onnipotente volle insegnarci ad ubbidire sottomettendosi in tutto alla B. V. ed a s. Giuseppe esercitando l'umile mestiere di artigiano: Et erat subditus illis.

  A132000028 

 Siccome poi il nostro corpo senza cibo diviene infermo e muore, così è dell'anima nostra, se non le diamo il suo cibo.

  A132000032 

 Persuadetevi adunque, o giovanette, che tutti siamo nati pel lavoro, e quando desistiamo da esso siamo fuor del nostro centro e corriamo grande rischio di offendere il Signore.

  A132000045 

 Ed è egli possibile giungere a tal punto di viltà da vergognarci di servire al nostro Dio, da anteporre il desiderio d'una cattiva compagna ai comandamenti del Signore? Diceva pur bene il filosofo Seneca, benchè pagano, allorchè paragonava colui che si lascia condurre dal rispetto umano al giumento, che non va dove vorrebbe andare, ma dove lo spinge il padrone.

  A132000113 

 Questo si otterrà facilmente, se dispregiando ogni rispetto umano attenderemo alle cose che riguardano all'onor di Dio, e specialmente alla frequenza dei sacramenti della confessione e comunione, che sono i due mezzi più efficaci per vincere il rispetto umano, staccare il nostro cuore dalle cose terrene e innamorarci delle celesti.

  A132000113 

 Se vogliamo anche noi distaccare il nostro cuore dalle vanità del mondo ed affezionarci alle cose di Dio, cominciamo dal disprezzare i beni terreni, che come pungenti spine ci sono d'impedimento alla nostra salute; stimiamo soltanto quello, che giova per condurci alla beata eternità, dicendo con s. Luigi: Ciò, che non è eterno, è un niente: Quod aeternum non est, nihil est.

  A132000121 

 Da quale cosa deriva mai, che noi proviamo sì poco gusto per le cose spirituali? Questo avviene dall'essere il nostro cuore poco innamorato di Gesù Crocifisso, e dall'accostarci troppo di rado alla SS. Comunione o dall'accostarvici indegnamente, perchè è impossibile avvicinarci a queste due inesauste fiamme dell'amore di Dio senza sentircene accesi e trovarne conforto e contento.

  A132000132 

 In ogni nostro bisogno, nelle tribolazioni, nelle disgrazie, nell'intraprendere qualche azione difficile non tralasciamo mai di ricorrere prima a Dio.

  A132000132 

 Preghiamo altresì il Signore, che ci faccia conoscere in quale stato egli voglia essere servito da noi, affinchè possiamo spender bene quel tempo, che egli pose in nostro potere e da cui dipende la nostra eterna salvezza.

  A132000148 

 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c'indurre in tentazione; ma liberaci dal male.

  A132000148 

 Padre nostro, che sei ne' Cieli, sia santificato il nome tuo, venga il regno tuo, sia fatta la volontà tua come in cielo, così in terra.

  A132000150 

 Ed in Gesù Cristo suo Figliuolo unico, Signor nostro: il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque di Maria Vergine: patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e sepolto: discese agli inferni, il terzo dì risuscitò da morte: salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti.

  A132000171 

 La Messa è l'offerta ed il sacrificio del Corpo e del Sangue di Nostro Signor Gesù Cristo, che viene offerto e distribuito sotto le specie del pane e del vino consacrato.

  A132000175 

 Signor mio Gesù Cristo, mi presento avanti al vostro altare per assistere a quel gran Sacrifizio, che voi compiste sul Calvario per amor nostro e per la nostra salute.

  A132000176 

 Perciò prego la Beata Vergine Maria, il Beato Michele Arcangelo, il Beato Giovanni Battista, i ss. Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi ad intercedere per me appresso il Signor nostro Iddio.

  A132000220 

 A fine di eccitarci al pentimento giova molto considerare, che col peccato abbiamo offeso Iddio, che è nostro padrone, a cui noi dobbiamo obbedire.

  A132000220 

 Che Dio è infinitamente buono è nostro Creatore, nostro Padre, nostro Salvatore, che ci ha comperati col prezzo del suo Sangue.

  A132000220 

 La contrizione perfetta è il dispiacere di aver offeso Dio, perchè egli in se stesso è infinitamente perfetto e infinitamente degno del nostro amore.

  A132000222 

 Questi motivi devono eccitare nel nostro cuore un vero dolore del peccato, senza cui Dio non perdona mai.

  A132000225 

 Tuttavia non è necessario che noi versiamo lagrime, come facciamo talora per altri mali; basta che il nostro dolore sia sommo, avuto riguardo, che abbiamo offeso la somma maestà e bontà di Dio da stimarsi e da amarsi più di tutte le altre cose.

  A132000260 

 Egli è G. C, Dio di grandezza e di maestà infinita, Dio di bontà e di misericordia, il quale viene ad una misera creatura, povera peccatrice, e viene per farsi nostro padre, nostro fratello, amico e sposo dell'anima nostra; {113 [291]} vuole farsi nostro medico, maestro e cibo.

  A132000272 

 E se pertanto vogliamo secondare i desideri di Gesù Cristo e provvedere al nostro bisogno dobbiamo comunicarci molto sovente.

  A132000272 

 Siccome la manna ogni giorno servì di cibo corporale agli ebrei in tutto il tempo che vissero nel deserto, finchè {117 [295]} furono introdotti nella terra promessa, così la santa Comunione deve essere il nostro conforto, il cibo cotidiano nei pericoli di questo mondo per guidarci alla vera terra promessa del Paradiso.

  A132000276 

 Signor mio Gesù Cristo, il quale per amor nostro state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di bontà e di amore aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi, io credo che nell'Ostia SS. C'è il Corpo, il Sangue vostro, l'Anima vostra, e la vostra Divinità.

  A132000281 

 O Cuore umilissimo del mio sacramentato Gesù, adoro umilmente quella profondissima umiltà vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino.

  A132000295 

 Siamo dunque figli della stessa Madre, ond'è che s. Bernardo esclama pieno di esultanza a questo pensiero: godiamo tutti insieme e diciamo nel gaudio: Benedetto Gesù nostro fratello per cui Maria è diventata nostra madre e come tali ce la lasciò Gesù stesso sulla croce'nella persona di s. Giovanni apostolo prediletto.

  A132000306 

 Nel primo mistero gaudioso si contempla come la Vergine Immacolata fu annunziata dall'Arcangelo Gabriele, che restando sempre vergine doveva diventar madre del nostro Signor Gesù Cristo.

  A132000308 

 Nel terzo si contempla come il nostro Redentore nacque nella città di Betlemme in una stalla, e fu messo tra due animali nel presepio.

  A132000309 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Santa presentò Cristo Nostro Signore nel Tempio nelle braccia del vecchio Simeone.

  A132000311 

 Nel primo mistero doloroso si contempla come il Nostro Signore, facendo orazione {133 [311]} nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina passione sudò sangue.

  A132000316 

 Nel primo mistero glorioso si contempla come il Nostro Signor Gesù Cristo il terzo giorno dopo la sua passione e morte risuscitò glorioso e trionfante per non mai più morire.

  A132000319 

 Nel quarto si contempla come la Vergine Immacolata circa dodici anni dopo la Risurrezione del nostro Signore passò da questa vita e dagli Angeli fu assunta in Cielo.

  A132000326 

 Carissimi fratelli e sorelle in Gesù Cristo, noi intraprendiamo a meditare divotamente gli acerbissimi dolori, che la B. V. Maria patì nella vita e nella morte del suo amato Figlio, nostro Divin Salvatore.

  A132000331 

 Il primo dolore fu allora quando la Beata Vergine Madre di Dio, avendo presentato l'unico suo Figlio al tempio tra le braccia del santo vecchio Simeone, le fu detto dal medesimo: Questo figlio sarà una spada che trapasserà l'anima tua, la quale cosa dinotava la passione e la morte di nostro Signore Gesù Cristo.

  A132000351 

 V. O Maria amabilissima, che foste quell'orto chiuso e quel paradiso di delizie ove non potè entrare per un sol momento l'insidioso serpente; deh! fate che nel nostro cuore mai non trovi l'ingresso il nemico delle anime nostre.

  A132000353 

 VII. O Maria dolcissima, che qual vite feconda, al primo vostro fiorire spargeste fragranza sì soave, che lungi sempre si tenne ogni alito impuro; deh! concedeteci che il cuor nostro mai non resti contaminato dal fetore d'impurità.

  A132000389 

 Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Redentore ricevè la sentenza di morte.

  A132000390 

 Considera, anima mia, come Pilato condannò a morte di Croce il nostro innocentissimo Gesù, e come egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocchè tu fossi liberata dall'eterna dannazione.

  A132000453 

 Questa ultima Stazione ci rappresenta la sepoltura del nostro Redentore.

  A132000482 

 O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santità tutti i giorni della vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore per li meriti del nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con voi nell'unità dello Spirito Santo.

  A132000486 

 Imperocchè dopo Gesù e Maria egli è {176 [354]} il santo che più di tutti si merita la nostra venerazione e il nostro amore per la sublime sua dignità.

  A132000488 

 Siamogli dunque divote in vita, se vogliamo averlo per nostro aiuto in morte.

  A132000500 

 Venite, exultemus Domino, iubilemus Deo salutari nostro: praeoccupemus faciem eius in confessione et in psalmis iubilemus ei.

  A132001286 

 Venite, exultemus Domino, iubilemus Deo salutari nostro: praeoccupemus faciem eius in confessione, et in psalmis iubilemus ei.

  A132001650 

 Omnipotens sempiterne Deus, miserere famulo tuo Pontifici nostro N., et dirige eum secundum tuam clementiam in viam salutis aeternae, ut, te donante, tibi placita cupiat, et tota virtute perficiat.

  A132001793 

 R. Gesù Cristo diede a s. Pietro un'autorità assoluta, che suole denominarsi primato di onore e di giurisdizione, in forza di cui egli può comandare e proibire tutto ciò che giudica opportuno per nostro bene spirituale ed eterno.


don bosco-la forza della buona educazione.html
  A133000003 

 - Veramente, o moglie, io comincio ad esser annoiato di vedere il nostro Pietro a strascinare i suoi cenci lungo le strade e di mantenerlo a far nulla.

  A133000006 

 Imperciocchè dobbiamo preservare questo nostro ragazzo da ogni cattivo incontro, onde egli possa conservare i buoni principii che io ho procurato di dargli finora.

  A133000034 

 Mia moglie, diceva Giovanni, bisogna aver pazienza, bisogna che il nostro Pietro continui a lavorare.

  A133000041 

 Una cosa mi duole, ed è il poco tempo che tu avrai per imparare il catechismo ed ascoltarne la spiegazione che sarà per farli il nostro signor Curato.

  A133000043 

 Insomma io mi applicherò tanto, che spero di poter studiare e comprendere il catechismo ed essere in grado di rispondere convenientemente all'esame che sarà per darmi il nostro signor Curato.

  A133000120 

 Tutti assistevano ai divini uffizii della chiesa, dopo la predica e la benedizione, il padre ed i figliuoli andavano a fare una passeggiata, e nell'inverno passavano le loro sere ora in famiglia, e talvolta il padre col suo caro Pietro veniva qui tra noi a passare la sera in piacevole ed onesta ricreazione, assistendo alle rappresentazioni, commedie, o cose simili che sogliono aver luogo nel nostro Oratorio nelle sere festive d'inverno.

  A133000139 

 Ne ho parlato col nostro signor Curato, e mi ha consigliata ad aver pazienza, perchè non si può altrimenti; ma che intanto siamo obbligati a cercarsi altro lavoro, e che possiamo tollerare quel padrone fino a tanto che se ne sia potuto trovare un altro migliore.

  A133000170 

 Caro amico, nelle cose comandate da Dio, non dobbiamo cercare che cosa importi a Dio, ma quali ne siano le conseguenze a nostro riguardo.

  A133000181 

 Questa sorte avventurosa toccò al nostro Pietro.

  A133000200 

 Mettiamo in Dio la nostra confidenza; osserviamo la sua legge, egli non mancherà di venire in nostro aiuto.

  A133000202 

 - Iddio sarà nostro aiuto; mia madre continuerà ad assistervi, ho già due fratelli che cominciano a guadagnare qualche cosa; io pure non cesserò di fare quel che posso per venire in vostro soccorso.

  A133000210 

 L'un guardava l'altro in faccia lacrimando e piangendo senza proferir parola, finchè Pietro fattosi animo, è tempo, egli disse, di alzare gli occhi al cielo e rassegnarci a Dio, nostro creatore.

  A133000245 

 Durante questi tre ultimi mesi si è confessato più volte, ha ricevuto due volte il Viatico; gli fu amministrato a tempo il sacramento dell'Olio Santo; potè anche avere la benedizione papale; e mandava l'anima {85 [359]} sua al Creatore il giorno sei alla undici e mezza di sera, assistito dal nostro signor Curato, che gli raccomandò l'anima sino all'ultimo respiro.

  A133000251 

 Mitigate {88 [362]} anche voi le vostre pene, continuate a pregare per lui, e per l'avvenire diremo con maggior affetto: Padre nostro, che sei ne' cieli; perchè ho viva fede che a quest'ora l'anima di mio padre sia già in paradiso.

  A133000256 

 Le faccende di Pietro erano in questo stato quando fu conchiuso il trattato di alleanza tra il nostro Governo, la Francia e l'Inghilterra, in forza del quale quindici mila soldati Piemontesi dovevano recarsi {90 [364]} in Crimea a combattere contro ai Russi.

  A133000259 

 Voi continuate ad aver cura della famiglia, che se non possiamo più trovarci tutti in questo mondo ci troveremo poi in paradiso con nostro padre che ci attende.

  A133000281 

 Queste sono le ultime notizie che abbiamo del nostro Pietro.

  A133000303 

 O voi fortunati Santi, che, alla gloriosa risurrezione del nostro Salvatore, foste da Lui trasferiti dal seno di Abramo alla chiara visione di Dio, pregate per le anime dei fedeli defunti.


don bosco-la nuvoletta del carmelo.html
  A134000005 

 Ora ognun sa che specialmente ai tempi nostri una persona non s'induce a cotali sacrifizi, se non da un forte motivo, che nel caso nostro altro non può essere fuorchè la esperienza di essere stati favoriti da Dio ad intercessione di Maria Ausiliatrice.

  A134000011 

 Dopo alcuni mesi si consultò il medico del nostro Istituto di Vercelli, che giudicò quanto il primo.

  A134000023 

 Il giorno poi che finiva la novena, mia moglie si trovava sana e salva, e fu in grado di andare in persona a ringraziare la gran Madre di Dio, adempiere il nostro voto coll'offerta promessa, unendo quella eziandio di tutta se stessa.

  A134000056 

 Queste ed altri molti favori inaspettati, che ad ogni tratto riceviamo non possono non eccitare nel nostro cuore i sentimenti più vivi di sincera gratitudine verso {35 [483]} Maria Àusiliatrice, che in quei terribili frangenti era stata invocata e che noi non cesseremo giammai di amare ed invocare, affinchè continui a coprirci col materno suo manto, e a far piovere sopra di noi le sue grazie e le sue benedizioni.

  A134000108 

 Allora pratici medici dichiararono il suo stato pericoloso, e che fors'anche il dito doveva restare monco, od anche storpio, con quanto disgusto nostro non posso esprimerlo.

  A134000154 

 A ciò tanto più ci sentivamo incoraggiati perchè nel nostro partire da Torino, tra i ricordi che Ella ci lasciò, principalissimo fu questo: «In qualunque grave bisogno vi troviate, ricorrete a Gesù Sacramentato ed a Maria Ausiliatrice; e state certi che le vostre speranze non saranno mai delluse.».

  A134000171 

 Fin da principio io mi proposi di usare con lui la dolcezza e la mansuetudine, che adoperava coi Calvinisti il {89 [537]} nostro s. Francesco, e sebbene ne calore della disputa io mi sentiss talvolta ferire sul vivo dalle ingiurie e calunnie di lui contro la Chiesa, tuttavia conservai sempre tanto di calma da non lasciarmi uscir di bocca parola alcuna, che lo potesse offendere.


don bosco-la pace della chiesa ossia il pontificato di s. eusebio e s. melchiade.html
  A135000093 

 S. Melchiade ordinò che non solamente la Domenica fosse festivo ma anche la feria quinta ovvero il giovedì fosse parimenti santificato in memoria dell' Ascensione del nostro Signor Gesù Cristo, e stabilì che niuno in que' giorni dovesse digiunare, affinchè non si facesse cosa che potesse rattristare la grande allegrezza che in que' giorni deve passare tra cielo e {64 [236]} terra, quando la natura umana nella persona di Gesù Cristo dalla terra salì al cielo e si assise alla destra di Dio Padre onnipotente.


don bosco-la perla nascosta di s.e. il cardinale wiseman arcivescovo di westminster.html
  A136000031 

 ( a parte ) - Per mia fe' costui non vai meglio di Bibolo! ( a Procolo ) E così che il nostro padrone intende ospitare il suo nuovo amico?.

  A136000040 

 Quando fu mai che un uomo dell'Asia disdicesse un tal giuramento? {32 [56]} Quando mai rinunciò al dolce e delizioso pensiero, sol conforto dello schiavo,......la vendetta! Eufemiano tu cesserai ben presto di essere il nostro padrone! Tuttavia egli è buono, umano....

  A136000060 

 - Rivale! Non vedi come desso è divenuto famigliare col nostro padrone?.

  A136000114 

 Vediamo, ciò che fa il nostro pellegrino....

  A136000188 

 Dunque domani l'anniversario del nostro lungo duolo si cambiera in un giorno di gioia.

  A136000202 

 - Ed io pure, miei buoni amici, vi ringrazio; egli è appunto con tali testimonianze di affetto che, le varie persone di una stessa casa si uniscono coi legami di un' amicizia vicendevole... Ognuno intanto affretti i preparativi pel giorno fortunato in cui l'imperatore si degnerà di onorare la nostra tavola e proclamare il nostro erede.

  A136000229 

 - Ebbene io dico che l'intrusione dello Sconosciuto è la causa di ogni nostro male.

  A136000317 

 - Si, padre mio, o piuttosto nostro comun Signore, siate nostro giudice.

  A136000520 

 - E noi, il nostro colpevole tentativo.


don bosco-la persecuzione di decio e il pontificato di san cornelio i papa.html
  A137000024 

 Acacio: Noi diamo di cuore al nostro {9 [9]} sovrano tutto quello che a lui dobbiamo, ma egli non deve esigere da noi alcun sacrifizio.

  A137000026 

 Acacio: Fosse vero che tu potessi realmente conoscere il nostro Dio, ma in modo utile alla tua eterna salute.

  A137000028 

 Acacio: Il nostro Dio è il Dio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe.

  A137000030 

 Acacio: No: costoro non sono Dei, ma sono uomini venerabili, a cui il nostro Dio si è manifestato, e quel Dio che loro si manifestò è il vero Dio che i Cristiani adorano e che tutti dobbiamo temere.

  A137000035 

 Lascia queste tue chiacchere, {11 [11]} vieni con me, e se non vuoi adorare Apollo, fa almeno un sacrifizio al nostro gran Giove e alla divina Giunone, di poi tra la gioia ed il piacere faremo una festa solenne.

  A137000061 

 Acacio: È nostro studio non d'ingannare gli uomini colla magia, ma toglierli dagli errori che professano riguardo alle stupide divinità che voi siete tanto sciocchi da onorare e temere dopo di averle voi stessi fabbricate.

  A137000088 

 Noi, rispondevano, abbiamo consacrato la purità del nostro cuore a Dio Creatore del cielo e della terra, e potremo forse indurci a sacrificare agli dei che altro non sono che vanità? L'imperatore in segno di disprezzo comandò che fossero spogliati delle loro nobili e militari divise e tolte loro le collane d'oro.

  A137000117 

 Quando poi scriveva ai confessori, cioè a coloro che per la fede soffrivano in carcere, loro dimostrava che desiderava ardentemente trovarsi alla loro presenza, e loro diceva: «E che può egli mai esservi di più grato per me che baciare quelle pure mani, che ora sono cariche di catene, per non aver voluto macchiarsi coll'offrire incenso agli idoli, e quelle bocche consacrate dalla chiarissima confessione dell'adorabile nome del Signor nostro Gesù Cristo? Per un momento che avete a patire, non {48 [48]} perdete di mira le ricche corone, le quali, per cosi dire, riposano già sulle vostre teste.

  A137000140 

 Nell'atto che distribuiva loro la particola pigliavali per ambe le mani e in luogo della benedizione faceva fare un giuramento in questi termini: giurami pel corpo e pel sangue di nostro Signor Gesù Cristo di non mai più abbandonarmi per ritornare a Cornelio.

  A137000157 

 Confessiamo il nostro errore; noi siamo stati sedotti da ingannevoli discorsi.

  A137000157 

 I confessori commossi anch'essi fecero pubblica confessione delle loro colpe, e per riparare lo scandalo proferirono le seguenti parole: «sappiamo che Cornelio è vescovo della S. Chiesa cattolica per elezione di Dio onnipotente, e di Gesù Cristo nostro Signore.

  A137000157 

 Sebbene in apparenza noi avessimo comunicazione con un uomo scismatico ed eretico, tuttavia il nostro cuore fu sempre sinceramente nella Chiesi, non ignorando noi che non vi è che un Dio solo, un Signor Gesù Cristo da noi confessato, uno Spirito Santo, e non doverci essere che un vescovo solo capo della Chiesa cattolica.» Dopo tale ritrattazione il papa ordinò al prete Massimo di riprendere il suo luogo, ed accolse tutti gli altri con grande applauso del popolo.

  A137000176 

 Abbiamo ricevuto tale notizia come se fosse nostro merito e nostra gloria, perchè desideriamo di partecipare alla medesima e di esservene compagni.

  A137000185 

 Di poi tutti parteciparono del corpo e del sangue di nostro Signor G. Cristo.

  A137000207 

 Di più quelle maraviglie che {105 [105]} Dio volle far registrare nella Sacra Bibbia e nella storia ecclesiastica, operate per virtù delle reliquie dei santi e segnatamente delle reliquie di s. Cornelio; le stesse maraviglie saranno pure rinnovate a nostro vantaggio spirituale e temporale, purchè con fede abbiamo a quelle ricorso.


don bosco-la repubblica argentina e la patagonia.html
  A138000002 

 Nacque il nostro Cesare nella città d' Ivrea il 17 Maggio 1837 dal Cav.

  A138000009 

 L' anno 1864 pel trasporto della Capitale a Firenze il nostro Cesare, che dovette anche andare colà, si raffreddò alquanto nelle cose di religione, non avendo più il sostegno e le comodità di fare il bene siccome aveva nelle Conferenze di Torino.


don bosco-la storia d-italia.html
  A139000009 

 Ora siccome io credo che non vi sia paese del nostro più fecondo di avvenimenti, e più ricco d'uomini illustri per coraggio e per ingegno, così giudico di farvi cosa piacevole col narrarvi distintamente i fatti più luminosi che nei passati tempi in questi paesi avvennero.

  A139000019 

 Ebbe un tal nome dai Galli, antichi invasori del nostro paese, di cui avrò più cose da raccontarvi.

  A139000065 

 Così il gran Pitagora nel mezzo dell'idolatria, ravvisava il divino ammaestramento per cui gli uomini debbono amare la scienza e la virtù, e procurare nel tempo stesso di adoperarsi in {23 [23]} quelle cose che possono tornare al nostro simile di giovamento.

  A139000371 

 Primo a portare questa santa religione in Italia fu san Pietro Principe degli Apostoli, stabilito Capo della Chiesa dal medesimo Salvator nostro.

  A139000421 

 Mentre passava per una pubblica piazza, una donna si era rivolta a lui per ottenere un favore che credeva giusto, ed essendo stata aspramente ributtata dall'imperatore, arditamente ella esclamò: perchè dunque siete nostro principe? Tali parole fermarono Adriano, il quale tornando indietro, ascoltò con pazienza la buona donna, e le concedette quello che dimandava.

  A139000549 

 Quei Goti, di cui vi ho già in tante circostanze parlato, sebbene siano stati più volte respinti, tuttavia allettati dall'amenità e dolcezza del nostro clima, e assai più dalle ricche spoglie, che ne avevano riportate, di quando in quando facevano terribili scorrerie, guidati ora dall'uno ora dall'altro dei feroci loro capitani.

  A139000682 

 Pure in breve tempo l'amenità del nostro clima, e qualche resto dell'antica civiltà italiana gli fece deporre gran parte di sua fierezza e si occupò con molto zelo a ristorare le città e a riparare la miseria in cui molti de' suoi sudditi erano caduti.

  A139000723 

 Ma Autari per vedere Teodolinda prima di partire, rivoltosi al duca: fa, gli disse, che noi veggiamo quella tua figliuola, che deve essere nostra regina; perchè tengo commissione particolare dal nostro re di dargliene contezza.

  A139000731 

 Nell' anno 327 Sant'Elena, madre dell' imperatore Costantino, trovò sul monte Calvario la croce ed i chiodi, con cui fu crocifìsso il nostro Salvatore; con due di essi fece formare un diadema, ossia una corona, e un freno, mandando l'uno e l'altro in dono a suo figlio.

  A139000769 

 3° Nella stessa guisa poi che un figlio deve amare l'onore di suo padre, rispettare, e farne rispettare le sostanze, così noi cattolici tutti figli del medesimo Iddio, nati ed educati nella medesima religione, tutti dobbiamo professare il medesimo interesse per la libertà, per l'onore, per la gloria e per le sostanze del nostro padre spirituale, il Vicario di Gesù Cristo, il Romano Pontefice.

  A139000887 

 Fu un bel momento quello, in cui il Papa, con in mano 1'Eucaristia, ricordando a quel principe i delitti che a se erano imputati, pronunziava queste parole: «Per togliere ogni ombra di scandalo, voglio che il corpo di nostro Signore, che ora prenderò, sia oggi una prova della mia innocenza, e che se io son colpevole Dio mi faccia subitamente morire.».

  A139001148 

 Questo avvenimento è noto nella storia sotto al nome di battaglia di Maclodio, la quale fu illustrata con eleganti versi da un pio e dotto nostro italiano di nome Alessandro Manzoni.

  A139001214 

 Prima del 1492 le parti del mondo conosciute erano soltanto tre, vale a dire l'Europa, di cui fa parte l'Italia; l'Asia, dove vissero i primi uomini del mondo; e l'Africa, che è una vasta estensione di paesi al nostro mezzodì al di là del Mediterraneo.

  A139001215 

 La gloria di questa maravigliosa scoperta è dovuta ad un nostro italiano di nome Cristoforo Colombo.

  A139001668 

 Se non possiamo servircene per difendere e salvare il nostro sovrano, siamo risoluti di morire piuttosto che consegnarle in altre mani fuorchè nelle sue; e se Pio IX ce le richiede, le deporremo agli augusti suoi piedi.» Difatti mantenendo {497 [497]} la parola non si sottomisero se non quando furono accertati essere tale la volontà del Papa; il quale era deciso di esporsi a qualsiasi ventura piuttosto di permettere che per lui si versasse una sola stilla di sangue umano.

  A139001743 

 Nello spazio di brevissimo tempo mancarono ai vivi cinque persone della Real Casa di Savoia tra cui la regina Maria Teresa madre dell'augusto nostro Sovrano, e la regina Adelaide regnante.

  A139001771 

 Gesù Cristo nostro Salvatore ha fondata la sua Chiesa e unicamente in questa Chiesa conservasi la vera religione.


don bosco-la storia d-italia [18a edizione].html
  A140000004 

 In un tempo come il nostro, nel quale della menzogna storica si fa un manicaretto per avvelenare le menti giovanili, molto importa rendere note le opere che nell'educazione della gioventù possono servire d'antidoto alle predette corruttele.

  A140000007 

 Ma perchè forse taluni potrebbero sospettare che quèl nostro giudizio favorevole sia stato, se non dettato per intiero, almeno abbellito dallo spirito di parte, ci pare opportuno il recare qui il dettone da tale, cui non si potrà fare certamente il detto appunto.

  A140000026 

 Io credo che non vi sia paese del nostro più fecondo di avvenimenti e più ricco di uomini illustri per coraggio e per ingegno; perciò io giudico di farvi cosa piacevole narrandovi distintamente i fatti più luminosi che nei passati tempi in questi paesi avvennero.

  A140000035 

 Ebbe questo nome dai Galli, antichi invasori del nostro paese, dei quali avrò più cose da raccontarvi.

  A140000079 

 Così il grande Pitagora nel mezzo dell' idolatria ravvisava quel divino ammaestramento per cui gli uomini devono amare la scienza e la virtù procurando nel tempo stesso di adoperarsi in quelle cose che possono tornare di giovamento al nostro simile.

  A140000356 

 Primo a portare questa santa Religione in Italia fu san Pietro, Principe degli Apostoli, stabilito Capo della Chiesa dallo stesso nostro Salvatore.

  A140000393 

 Essendo stata aspramente ributtata dall'Imperatore, arditamente ella esclamò: Perchè dunque siete {108 [108]} nostro principe? Tali parole fermarono Traiano, il quale tornando indietro ascoltò con pazienza la buona donna e le concedette quello che dimandava.

  A140000505 

 Quei Goti, di cui ebbi già tante occasioni di parlarvi, sebbene siano stati assai volte respinti, tuttavia allettati dall'amenità e dalla dolcezza del nostro clima, e assai più dalle ricche spoglie che ne avevano riportate, di quando in quando facevano terribili scorrerie, guidati ora da questo, ora da quell'altro dei feroci loro capitani.

  A140000638 

 Tuttavia in breve tempo l'amenità del nostro clima, e qualche resto dell'antica civiltà italiana gli fecero deporre grande parte di sua fierezza, così che si occupò con molto zelo a ristorare le città e a riparare alla miseria, in cui molti dei suoi sudditi erano caduti.

  A140000667 

 Ma Autari per vedere Teodolinda prima di partire rivoltosi al duca, fa, gli disse, che noi vediamo quella tua figliuola, che deve essere nostra regina, perchè tengo commissione particolare dal nostro re di dargliene contezza.

  A140000672 

 Nell' anno 326 santa Elena, madre dell' imperatore Costantino, scoprì sul monte Calvario la croce ed i chiodi, con cui fu crocifisso il nostro Salvatore.

  A140000709 

 {189 [189]} 3° Nella stessa guisa poi che un figliuolo deve amare l'onore di suo padre, rispettarne e farne rispettare le sostanze; così noi cattolici, tutti figliuoli del medesimo Iddio, nati ed educati nella medesima religione, tutti dobbiamo professare il medesimo interesse per la libertà, per l'onore, per la gloria e per le sostanze del nostro padre spirituale, che è il romano Pontefice, Vicario di Gesù Cristo.

  A140000752 

 Se poi la vostra penitenza non è sincera, non siate così temerario di ricevere il Corpo e il Sangue del {200 [200]} nostro Signore, e di ricevere cosi la condanna contro di voi stesso.» Le medesime parole furono indirizzate a tutti quelli, che accompagnavano l'imperatore.

  A140000799 

 Fu solenne il momento, in cui il Papa con l'Eucaristia in mano, ricordati a quel principe i delitti che gli erano imputati, pronunziava queste parole: «Per togliere ogni ombra di scandalo voglio che il corpo di nostro Signore, il quale ora prenderò, sia prova della mia innocenza, e che se io sono colpevole Dio mi faccia subitamente morire.».

  A140001097 

 Prima del 1492 le parti del mondo conosciute erano soltanto tre, vale a dire l'Europa, di cui fa parte l'Italia; l'Asia, dove vissero i primi uomini del mondo, e l'Africa, che è una vasta estensione di paesi al nostro mezzodì, al di là del Mediterraneo.

  A140001098 

 La gloria di questa maravigliosa scoperta è dovuta ad un nostro italiano, di nome Cristoforo Colombo.

  A140001199 

 Nel principio di questa guerra il nostro paese era governato dal duca Filiberto II, che seppe mantenere la pace ne* suoi stati.

  A140001370 

 Con maravigliosa prestezza Napoleone riuscì a penetrare nel nostro paese (aprile 1796).

  A140001370 

 In virtù di questo trattato la Savoia e Nizza passarono alla Francia; furono occupate dai soldati Francesi le fortezze di Ceva, Cuneo, Tortona ed Alessandria; furono distrutte quelle di Exilles, della Brunetta, di Susa; insomma si può dire che fu tolto al nostro sovrano quanto avrebbegli potuto servire di difesa.

  A140001467 

 Se non possiamo servircene per difendere e salvare il nostro sovrano, siamo risoluti di morire, piuttosto che consegnarle in altre mani fuorchè nelle suo; e se Pio IX ce le richiede, le deporremo agli augusti suoi piedi.» Difatto, mantenendo la parola, non si sottomisero se non quando furono accertati essere questa volontà di Pio IX, il quale era deciso di esporsi a qualsiasi ventura, piuttosto che permettere che per lui si versasse una sola stilla di sangue.

  A140001536 

 Nello spazio di brevissimo tempo mancarono ai vivi cinque persone della real Gasa di Savoia, tra cui la regina Maria Teresa, madre dell'augusto nostro sovrano, e la regina Adelaide, di lui consorte.

  A140001557 

 In quest'anno medesimo (1858) fu veduta sul nostro orizzonte una delle più brillanti cernete, che siano mai apparse nei tempi trascorsi.

  A140001561 

 Dopo un mese la cometa di S. Pietro scompariva dal nostro orizzonte per andar a portar la sua luce in luoghi a noi invisibili, ma sempre seguita dall'occhio di Dio supremo padrone degli spazi immensi dell'universo.

  A140001566 

 Ai 30 maggio fu grande battaglia a Palestra, in cui gli alleati sotto la guida del nostro re fecero mostra di grande valore combattendo il nemico e facendo molti prigionieri.

  A140001569 

 Tuttavia l'aggrandimento degli Stati sardi sulla Lombardia fu assai indebolito dalla cessione della Savoia e di Nizza fatta alla Francia dal nostro Governo.

  A140001581 

 Affinchè poi l'ingegno del nostro giovanetto potesse essere a dovere coltivato, il Fallieri lo mandò ad imparare la scultura in Venezia.

  A140001605 

 Ma l'uomo che sembrò dato dalla Provvidenza per riformare la lingua del nostro paese e portarla in fiore come era nel 300, fu il celebre Antonio Cesari.

  A140001614 

 Mosso da nobile emulazione si pose anch'egli a trattare argomenti tragici, che fecero vie più pubblicamente conoscere il bello ingegno del nostro poeta.

  A140001661 

 La più antica università del Piemonte è quella di Vercelli, che rimonta al secolo decimoterzo; dopo viene quella di Torino fondata sul principio del secolo decimoquinto dal nostro principe Lodovico di Acaja

  A140001680 

 Per la qual cosa il nostro Alessandro ebbe, come altri non pochi, la sventura di crescere nella irreligione e di essere imbevuto di perverse massime.

  A140001680 

 Ritornato a Milano più irreligioso di prima, vi sposò Enricbetta Blondel, protestante, la quale {484 [484]} tuttavia fu nelle mani di Dio strumento per la conversione del nostro Alessandro.

  A140001681 

 Il nostro Alessandro, tormentato da mille dubbi dopo quelle conferenze, tutto internamente agitato, entra un giorno nella chiesa di S. Rocco e O Dio, dice, se ci sei, fammiti conoscere.

  A140001695 

 Gesù Cristo nostro Salvatore fondò la sua Chiesa, e solo in questa Chiesa conservasi la vera religione.

  A140001755 

 - Pubblicazione del Sillabo in cui sono messi in luce i principali errori del nostro secolo.


don bosco-le due orfanelle.html
  A141000011 

 1° Lo scopo di questa pia Società si è avere in ciascun giorno dell'anno il numero maggiore che sia possibile di fedeli che si accostino alla santissima Eucaristia, per ottenere dall'amorosissimo Signore nostro Gesù Cristo tutte le grazie che il sommo Pontefice {91 [299]} {92 [300]}.


don bosco-le scuole di beneficenza dell-oratorio di s. francesco di sales in torino.html
  A143000006 

 In siffatta maniera si poterono secondare le propensioni de' nostri giovani, e organizzare un sistema educativo conveniente ad un Istituto, che in breve tempo giunse a raccogliere ben novecento giovanetti, che tanti appunto al presente sono gli allievi del nostro Ospizio.

  A143000026 

 Tutti questi Superiori scolastici hanno sempre promosso il nostro insegnamento, nè mai pensarono a sottoporlo alla legge comune.

  A143000040 

 4° Il Professor Allievo a pag. 23 del citato opuscolo fa al nostro proposito 1'Osservazione seguente: L'art.


don bosco-maniera facile per imparare la storia sacra.html
  A148000848 

 Ivi morì in croce il nostro Divin Salvatore.


don bosco-maraviglie della madre di dio.html
  A149000017 

 Per questo acquedotto, dice Ugone cardinale, si trasmettono le acque delle grazie alla Chiesa; quindi è che il demonio nemico d'ogni nostro bene cerca d'impedire il corso di queste acque salutari col far guerra alla divozione di Maria; nel modo stesso che Oloferne, non potendo espugnare altrimenti la città di Betulia, ordinò di tagliare e divertire il corso del fiume che introduceva le acque nella città.

  A149000050 

 Nel Vangelo di s. Giovanni troviamo un fatto che dimostra chiaramente la potenza e lo zelo di Maria nell'accorrere in nostro aiuto.

  A149000054 

 Imperocchè è proprio della misericordia il reputar nostro il bisogno altrui, giacchè la parola misericordioso vuol quasi dire cuore fatto pei miseri, per sollevare i miseri, e cita qui il testo di s. Paolo ai Corinti: Quis infirmatur et ego non infirmor? Chi è infermo, che non sia io infermo? Or siccome Maria era piena di misericordia, voleva provvedere alla necessità di questi ospiti e perciò dice il Vangelo: Mancando il vino, lo disse la Madre di Gesù a lui.

  A149000125 

 Arturo re d'Inghilterra portando l'imagine di Maria sul suo scudo si rese invulnerabile nelle battaglie; ed il Principe Eugenio col nostro Duca Vittorio Amedeo, i quali la portavano sullo scudo e sul petto, vinsero con {70 [262]} un pugno di prodi l'esercito francese forte di 80 mila uomini sotto Torino.

  A149000194 

 Così nel nostro caso Monsig.

  A149000197 

 In questa pietra sono state chiuse alcune monete di metallo e di valore diverso, alcune medaglie portanti l'effigie del Sommo Pontefice Pio IX e del nostro Sovrano, una iscrizione in latino che ricorda l'oggetto di questa sacra funzione.

  A149000199 

 Gli abitanti di questo Borgo di Valdocco, i Torinesi ed altri fedeli da Maria beneficati, riuniti ora in questo benedetto recinto, mandano unanimi al Signore Iddio, alla Vergine Maria, aiuto dei cristiani, una fervida preghiera per ottenere dal cielo copiose benedizioni sopra i Torinesi sopra i cristiani di tutto il mondo, {118 [310]} e in modo particolare sopra il Capo supremo della Chiesa cattolica, promotore ed insigne benefattore di questo sacro edifizio, sopra tutte le autorità ecclesiastiche, sopra l'augusto nostro Sovrano, e sopra tutta la reale Famiglia, e specialmente sopra S. A. R. il Principe Amedeo, che accettando l'umile invito diede un segno di venerazione alla gran Madre di Dio.

  A149000209 

 Monsignor Riccardi nostro veneratissimo Arcivescovo assistito da tre canonici della Metropolitana e da molti Sacerdoti si compiacque di venire Egli stesso a fare quella sacra funzione.

  A149000212 

 Riccardi nostro Arcivescovo.

  A149000253 

 Nostr' aïta e nostro vanto,.

  A149000327 

 La scala per la quale ascende il vescovo all'unzione delle dodici croci ci ricorda che l'ultimo e primario nostro fine è il Paradiso.

  A149000425 

 In un giorno {160 [352]} così solenne per fare la debita accoglienza a tanti insigni personaggi, all'Augusto Figlio del nostro Sovrano, voi avreste dovuto preparare grandi cose.

  A149000426 

 Hai ragione, caro Benvenuto, hai ragione, questo era nostro comune desiderio.

  A149000427 

 A fine di ricevere degnamente questo nostro amato Principe, pochi giorni or sono ci siamo tutti radunati per trattare quanto era da farsi in un giorno cotanto solenne.

  A149000427 

 Un terzo poi, vedendo senza fondamento le altrui proposte, conchiuse, che noi potevamo farlo Re dei nostri cuori, padrone del nostro affetto; e poichè parecchi nostri compagni sono già sotto a' suoi comandi nella milizia, offerirgli la nostra {161 [353]} fedeltà, la nostra sollecitudine, qualora venisse il tempo in cui noi dovessimo militare nel reggimento da lui diretto.

  A149000436 

 Quindi giocare, ridere, saltare, correre, cantare, suonare, trombettare, battere i tamburri era il nostro trattenimento.

  A149000450 

 Questo libro è stato stampato qui, e fu legato nel nostro laboratorio.

  A149000466 

 Voi, o Signor Sindaco, che in tante guise prendeste parte al nostro bene, continuateci la vostra protezione, e procurateci il favore che la via Cottolengo venga rettificata di fronte alla novella chiesa; e noi vi accertiamo, che raddoppieremo verso di voi la profonda nostra gratitudine.

  A149000471 

 Questo nostro paese, come tanti altri, era tristamente travaglialo dalla crittogama che da oltre venti anni divorava quasi tutto il raccolto dell'uva che è la nostra ricchezza principale.

  A149000472 

 Ma un nostro patriota a nome di tutti diede ad alta voce ragione di quanto avveniva.


don bosco-maria ausiliatrice col racconto di alcune grazie.html
  A150000068 

 Nel nostro caso monsignor Odone di felice memoria vescovo di Susa era incaricato di fare la funzione religiosa e il Principe Amedeo di Savoia di collocare a suo posto la pietra angolare e di mettervi sopra la prima calce.

  A150000142 

 L'anno 1867, nel centenario di san Pietro, appena fu annunziato che avrebbe avuto luogo in Roma il maraviglioso canto dei tre cori Tu es Petrus, il sacerdote Gio. Cagliero, nostro direttore di musica, si recava colà, e mercè la cortesia usatagli potè assistere alle prove, ali' esecuzione, trattare con maestri,.

  A150000145 

 Nei giorni seguenti continuarono le feste della consacrazione e vi presero parte monsignor Gastaldi, attuale {61 [365]} nostro veneratissimo arcivescovo, monsignor Ghilardi, di felice memoria, vescovo di Mondovì, monsignor Pietro Maria Ferrè, vescovo di Casale e monsignor Galletti vescovo di Alba.

  A150000186 

 Due anni or sono, molti giovani del nostro paese dovendo andare alla guerra, si posero tutti sotto la protezione della S. Vergine mettendosi per lo più in collo la medaglia di Maria Ausiliatrice.

  A150000186 

 Scopo nostro è di ringraziare la Santa Vergine Ausiliatrice dei benefizi ricevuti.

  A150000187 

 Una grandine densa e grossa cadde su tutto il nostro territorio, e noi ci pensavamo che il raccolto fosse totalmente distrutto.

  A150000220 

 - Ora noi siamo venuti a Torino unicamente per compiere la nostra obbligazione, cioè accostarci alla santa comunione nella nuova chiesa con un' offerta compatibile al nostro stato.

  A150000304 

 Priva affatto di speranza negli aiuti umani, mi sono rivolta al Cielo, alla gran Madre di Dio, che nel nostro paese aveva già concessi straordinarii favori.

  A150000318 

 In confermazione di quanto sopra, il sacerdote Savio Ascanio, allora viceparroco di Castelnuovo d'Asti, aggiugno quanto segue: La sordità del nostro prevosto era giunta a tal segno, che non udiva più il suono gagliardissimo del campanone.

  A150000325 

 Finalmente giungemmo alla meta del nostro viaggio.

  A150000427 

 Non erano ancor passati otto giorni dal nostro abboccamento, e già quell'uomo tutto raggiante di gioia viene a me e grida! Signore, mio figlio cacciò via il bastone, e cammina e lavora senza alcun incomodo.

  A150000538 

 La madre della figlia, mia moglie, disse esser cosa ottima ricorrere a Maria Vergine, ma che si trovano cappelle e altari nel nostro paese, che avrei potuto raccomandarla più da vicino per non aver l'obbligo di intraprendere un viaggio così lungo.

  A150000741 

 Ogni Aggregato pub lucrare l'indulgenza plenaria nelle solennità del santissimo Natale, della Circoncisione, dell'Epifania e dell'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo, nella domenica di Pentecoste, nel giorno del Corpus Domini.


don bosco-massimino.html
  A151000002 

 L'ansietà di sapere, conoscere, vedere, interrogare era così naturale {3 [125]}nel nostro giovanetto, che spesso i genitori erano obbligati ad imporgli silenzio per poter discorrere dei loro affari.

  A151000033 

 Venuto intanto un altro giovedì, all'ora stessa, Massimino stava osservando la lupa a saltellare pel serraglio, quando il così detto evangelista, persuaso di tirare il pesce nella rete, si avvicinò al nostro teologhino e gli dice: Mio buon amico, come hai passata la settimana?.

  A151000051 

 Nostro fondatore fu Gesù Cristo, cui è dovuto l'onore e la gloria {22 [144]} in cielo ed in terra per tutti i secoli.

  A151000062 

 Il nostro divin Salvatore, o cari figliuoli, è venuto dal cielo in terra per salvare tutti gli uomini, fondò la sua Chiesa a guisa di grande edifizio, in cui potessero avere ricovero e salvezza gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi; e siccome egli assicurò che le porte dell'inferno non avrebbero mai potuto atterrare questo grande edifizio, ne segue esso dover esistere in ogni tempo conoscibile, e in ogni tempo visibile, perchè doveva in ogni tempo essere la salvezza degli uomini.

  A151000159 

 Il nostro maestro ci ha sempre detto che l'arca dell'Alleanza era una {56 [178]} immagine che figurava il tabernacolo della nuova legge, in cui si contiene non solamente la legge divina, ma l'autore della stessa legge, cioè il divin Salvatore.

  A151000173 

 Ammetto che noi dobbiamo offerire al Creatore gli omaggi del nostro cuore, e siccome gli atti interni devono palesarsi con azioni esterne, ne deriva che al culto interno deve essere congiunto il culto esterno.

  A151000184 

 Il nostro culto, a dirtela schietta, è alquanto sterile; e taluni vorrebbero mettere in pratica il precetto di s. Paolo, che dice: Per mezzo delle cose sensibili, come sarebbero campane, organi, altari, candelieri ecc.

  A151000193 

 Parimenti nel {72 [194]} Padre Nostro, pregando Dio diciamo: Dateci il nostro pane quotidiano, rimetteteci i nostri debiti.


don bosco-notitia brevis societatis sancti francisci salesii.html
  A152000006 

 Congratulandoci con Voi, Degno Sacerdote di Dio, che abbiate con industre carità saputa stabilire la non mai abbastanza commendevole Congregazione dei poveri giovani nel pubblico Oratorio di S. Francesco di {3 [573]} Sales in Valdocco, giudichiamo cosa giusta il testificarvi mercè le presenti il Nostro perfetto gradimento con deputarvi effettivamente Direttore Capo spirituale dell'Oratorio di S. Francesco di Sales, a cui vogliamo siano uniti e dipendenti quelli di S. Luigi Gonzaga e del S. Angelo Custode, affinchè l'opera intrapresa con sì felici auspizi progredisca e si amplifichi nel vincolo della carità a vera gloria di Dio e a grande edificazione del prossimo, conferendovi tutte le facoltà, che sono necessarie ed opportune al santo scopo.

  A152000007 

 Mandiamo intanto ad inserirsi negli alti della Nostra Curia Arcivescovile queste Patenti per originale, con facoltà al Nostro Cancelliere di rilasciarne copia.

  A152000034 

 Rev. mo Domino Ioanni Bosco Fundatori ac Generali Superiori Socictatis S. Francisci Salesii, cuius Institutum in Oppido huius Dioecesis Casalensis nomine Mirabello erectum veluti Seminarium Dioecesanum Decreto Nostro diei 13 ian.


don bosco-notizie storiche intorno al miracolo del ss. sacramento.html
  A153000059 

 Per esempio, leggiamo nella Bibbia, che S. Pietro guarì uno storpio, richiamò a vita una defunta, e questo fece in nomine Domini, nel nome del Nostro Signor Gesù Cristo.

  A153000076 

 2° Per confermare i Cattolici in quella grande verità insegnata dalla Chiesa Cattolica; cioè che nella SS. Eucaristia vi {26 [26]} è realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signor Gesù Cristo, vivo e glorioso come è in cielo.

  A153000103 

 Egli è per questo, che il venerato nostro Arcivescovo, benchè da noi lontano, tuttavia sempre intento al bene spirituale del gregge dalla divina Provvidenza a lui {32 [32]} affidato, colle più tenere espressioni, in apposita pastorale, invita clero e popolo di questa città e diocesi a prenderne parte.

  A153000111 

 Monsignor nostro Arcivescovo, nella mentovata sua pastorale, inculca in questi giorni la visita al SS. Sacramento, proponendo in tale circostanza la recita di cinque Pater, Ave e Gloria ad onore di Gesù Sacramentato, con aggiungerne uno secondo l'intenzione del Sommo Pontefice.


don bosco-notizie storiche intorno al santuario di nostra signora della pieve in vicinanza di ponzone.html
  A154000010 

 I convertiti compresero non esservi, che un solo vero Dio Creatore del Cielo e della terra, aver Egli mandato il suo Figliuolo G. Cristo a salvarci; si persuasero, che il fine dell'uomo non è abbandonarsi al pendìo delle passioni, ma amare e servire Iddio nostro primo principio, ed ultimo fine, per averne poi un'ampia ricompensa ed eterna lassù in Cielo; riconobbero che tutti dobbiamo amarci come fratelli, perchè tutti siamo figliuoli del medesimo Padre, che è nei cieli, e tutti fummo astersi dalla comune macchia col Sangue prezioso, {12 [436]} che diè per tutti sopra la croce un Redentore divino.

  A154000015 

 [2], e tra queste privilegiò anche il nostro Santuario, che tuttavia si nomina la Madonna della {20 [444]} Pieve di Ponzone.

  A154000028 

 Nè il culto che rendesi a Maria nel nostro Santuario si restringe ad onorarla nelle sue feste principali, ma si allarga pure ad altre occorrenze, e si appalesa di continuo in altre {39 [463]} maniere.

  A154000040 

 Nè tacerò che lo speziale Porta avvenutosi a veder più volte nel letto del suo dolore il nostro Capra depose « Io credo, e tengo per certo, che esso Giuseppe sia veramente guarito per grazia miracolosa, » e ripetè lo stesso il chirurgo Scrivano, che fu il curante nella malattia.

  A154000051 

 Tenerissime poi e consolantissime sono le espressioni usale dai santi Padri, e Dottori per dimostrare la somma potenza e pietà di Maria pel nostro bene.

  A154000053 

 Ora venendo al nostro proposito, vorremo noi credere, che nostra Signora mostratasi nella sua {90 [514]} Pieve si pietosa e potente nel soccorrere alle miserie temporali del popolo suo divoto, abbiane curate meno le spirituali? Vorremo noi credere, che Ella abbia mostrato più amore e sollecitudine per la prosperità dei corpi terreni e caduchi, che per la salvezza delle anime sì preziose ed immortali? Ah! quella gran Vergine, che ebbe l'incomparabil sorte di concepire nel suo purissimo seno il Figliuol di Dio fatto Uomo per la redenzione del mondo: quella gran Donna, che appiè della Croce non dubitò di offrire alla morte più barbara ed ignominiosa il suo stesso Divin Figlio, sostenendo per noi miseri peccatori un dolore più acerbo che quello di tutti i martiri; quella Madre cotanto amorosa, che nutre Ella sola per gli uomini maggior tenerezza d'affetto, che non tutti gli Angeli e i Santi insieme, chi può dubitare che non fosse co' visitatori del suo Santuario liberalissima di grazie spirituali, massime delle più importanti per la loro eterna salvezza? Le stesse grazie temporali, di cui ella fu prodiga, vennero {91 [515]} certo dal suo Cuore materno ordinate a risvegliare nei fedeli più viva sollecitudine di fuggire il vizio, praticare la virtù, e così tenersi più fedeli, e costanti nel divin servizio.

  A154000054 

 Ed oh! che dolce e preziosa mercede toccherebbe a chi sostenne la tenue fatica di queste pagine, se quanti avranno la pazienza di leggerle venissero a concepire venerazione somma per una Creatura tutta santa, e a riempiersi di una fiducia illimitata in una Reina quasi direi onnipotente, e innamorarsi, innamorarsi tanto di una Madre, di cui non evvi la più amabile! Ah ricordiamoci, caro lettore, che Maria è vera Madre di Dio, e perciò Ella dopo Dio si merita tutto il fervore dei nostri ossequi: ricordiamoci, che Maria è pur Madre di tutti i cristiani, e perciò dopo Dio noi dobbiamo amarla colla maggiore tenerezza d'affetto; e {95 [519]} in Lei riporre ogni nostra speranza; ricordiamoci, che a questi tempi sì luttuosi, in cui la divina giustizia oltremodo sdegnata per la piena de' vizi, che inonda la terra, pare che si accinga a scagliare sul nostro Capo i più tremendi flagelli, Maria è la nostra più sicura difesa, nostro rifugio, salvezza nostra.

  A154000054 

 Maria fu la creatura verso di Gesù più accesa d'amore, e noi per conformarci ad un modello così perfetto, amiamo con tutte le nostre forze questo suo divin Figliuolo col tenere a Lui rivolti tutti i pensieri della nostra mente, col dedicargli tutti gli affetti del nostro cuore, coll'indirizzare sempre a Lui tutte le azioni del viver nostro.

  A154000126 

 Fortunatissima Vergine Maria, che morendo di puro amore divino, ci insegnaste quale esser dovrebbe il nostro {123 [547]} affetto verso Dio, impetrateci, che noi, durante la nostra vita, cresciamo ognor più nel divino amore.

  A154000128 

 Fortunatissima Vergine Maria, che lasciando questa vita mortale per puro deliquio di amore, rendeste palese qual fosse quel fuoco, da cui sempre fu acceso il vostro Cuore, deh! fate, che giunti al punto di nostra morte l'ultimo palpito del nostro cuore sia un atto ferventissimo d'amore verso Dio.

  A154000156 

 O grande Regina, che nella vostra assunzione al cielo foste corteggiata dalle angeliche Gerarchie, impetrateci la forza di ribattere le insidie dei nemici infernali, e la grazia di corrispondere fedelmente alle sante inspirazioni del nostro Angelo Custode.

  A154000180 

 Purifichiamo il nostro cuore per lodare degnamente Maria, e alla gloria, che Ella possiede per quella corona, che Le adorna la real fronte, aggiungiamo le umili nostre dimostrazioni d'affetto, dicendo giulivi coll'ottavo coro degli Angeli le litanie col versetto ed Oremus come a pag. 119.


don bosco-nove giorni consacrati all-augusta madre del salvatore.html
  A156000013 

 Or bene Maria è la stella del mare, il conforto del nostro esiglio, la luce che ci rischiara, la via del cielo, è insomma la vita, la dolcezza, la speranza nostra: vita, dulcedo, et spes nostra.

  A156000017 

 Se Maria viene in nostro aiuto nei bisogni temporali, con assai maggior premura ci soccorre nei bisogni spirituali.

  A156000054 

 Essa ci arreca ancora altre utilità: impedisce che il vizio prenda radici nel nostro cuore; diminuisce i peccati, dandoci la forza di evitarne molti e gravi e leggeri; rende ognor più bella l'anima nostra agli occhi di Dio.

  A156000055 

 Perciò, o lettor mio, procuriamo di accostarvici in tutte le solennità di nostro Signore, e della Beata Vergine, e meglio ancora ogni quindici giorni, od una volta al mese come raccomandano tutti i catechismi, oppure ogni otto giorni, secondo che consigliava {38 [290]} s. Filippo Neri.

  A156000072 

 Nella sua infinita sapienza trovò il modo di stringersi con noi in una unione la più ineffabile, di venire dentro di noi col suo Corpo, Sangue, Anima, e Divinità, unire a sè il nostro corpo e l'anima nostra così strettamente da fare una cosa sola con Lui e quasi uno stesso corpo

  A156000073 

 Il nostro buon Gesù nell'ultima cena dopo di aver detto ai suoi Apostoli che col più vivo desiderio aveva desiderato quel momento

  A156000074 

 Gesù dando tutto se stesso in nostro cibo, dice s. Agostino, ha dato tutto quello che dar poteva come onnipotente; tutto ciò che dar sapeva come sapientissimo; ha dato quanto possedeva come infinitamente ricco

  A156000111 

 Oh! adunque a che temere se non sappiamo colle nostre preghiere lodare e onorare Iddio come si conviene? Facciamo celebrare o almeno ascoltiamo divotamente la santa Messa, e noi saremo sicuri di onorare e glorificare Iddio, quanto richiede il nostro dovere ed esige la sua Maestà infinita.

  A156000112 

 Il sacrifizio della {67 [319]} Messa è propiziatorio, cioè ci rende propizio Iddio quantunque sdegnato pei nostri peccati, e gli fa cadere di mano, per così dire, i fulmini che già stava per iscaricare sul nostro capo.

  A156000126 

 E noi dal canto nostro {75 [327]} faremo di meno per Gesù, Re dei re, Prìncipe del Cielo e della terra, nostro amico, nostro fratello, nostro padre? Sarebbe questa una mancanza troppo grave e disonorevole per un cristiano, troppo penosa pel cuore di Gesù amabilissimo.

  A156000126 

 Noi pertanto, o cristiani, per corrispondere ai materni desiderii ed inviti della santa Chiesa dobbiamo unirci per onorare e adorare Gesù nel miglior modo che ci è possibile, e mostrare di quanta venerazione ed amore sia ripieno il nostro cuore verso di Lui.

  A156000127 

 Perciò in questi giorni solenni rechiamoci ad adorarlo presso al suo trono, e al mattino procuriamo di andarlo a ricevere nel nostro cuore per mezzo della santa Comunione.

  A156000141 

 [68]; ma al nostro fianco egli troverà Maria, dalla cui presenza atterrito dovrà allontanarsi.


don bosco-novella amena di un vecchio soldato di napoleone i.html
  A157000088 

 Vedi il nostro amico Carlo; tu lo conoscevi quando era giovane, egli era un vero diavolo, e dopo che è divenuto buon cristiano, che gran cangiamento! Va ancora con uomini cattivi? è forse di continuo arrabbiato? Dacchè egli non spende più il suo danaro all'osteria, e lo mette nella sua casa, vedi quanto la sua moglie è fortunata, mentre che ella può dar pane a' suoi ragazzi, e far onore agli affari di sua famiglia.

  A157000131 

 - Soldato di Dio, tu disprezzi la sua consegna; perchè egli è buono, e non punisce immediatamente, tu gli rispondi: più tardi! Ma chi ti ha promesso questo più tardi? Il nostro amico Luigi diceva come tu, ed un colpo di piede di cavallo l'ha tolto di vita prima che il suo più tardi venisse.

  A157000142 

 - Non saprei sceglierne un migliore del nostro.

  A157000162 

 Orsù facciamo un brindisi a nostro torno: alla salute degli amici!.

  A157000167 

 Gli amici vedendo il caffè nel piattello {41 [265]} ordinario, facendo la cosa con molta riservatezza, passano a servire con ogni sorta di liquori, specialmente di quelli che sapeano tornare di maggior gusto al nostro militare; ma egli se ne lascia versare in piccola quantità nel bicchierino, e senza gustarne ride e parla di tutt'altra cosa.

  A157000187 

 Nostro Signore fu caricato della croce; perchè non posso io essere caricato della canga


don bosco-novelle e racconti.html
  A158000001 

 Era poi nostro desiderio di far precedere a vita di lui; ma il lettore la può avere nel fascicolo delle Letture Cattoliche publicato nel mese di dicembre del 1862, o nella Storia d'Italia del Sac. Bosco Giovanni

  A158000034 

 Sedea nel letticciuolo, avendo presente Veronica moglie sua poco meno vecchia di lui, e con voce chiara e sonora mi parlava di lasciare la vita con animo gagliardo: e scrisse ad un amico nostro lettere di consiglio e di conforto.

  A158000072 

 « Rincoratevi, mia madre, si dice che il lavoro diverrà abbondante; Pio IX, nostro buon padre, ha dato ordini per tale effetto....

  A158000094 

 « Mia madre è vecchia ed inferma; io... io sono troppo giovine per sostentare la sua e la mia vita, il nostro padrone, uomo cattivo, ci vuol cacciare domani se non gli paghiamo i quattro scudi, de' quali siamo debitori.

  A158000110 

 « Io non sono un ladro, disse, io mi chiamo Guidi, arrivo da Fano per vedere il nostro santo Padre, il Papa; voi non mi metterete in prigione prima {57 [449]} che l'abbia visto; dopo farete di me ciò che vi piacerà, perchè non avrò più nulla a desiderare per la mia povera vita.


don bosco-opera di maria ausiliatrice per le vocazioni allo stato ecclesiastico.html
  A159000011 

 Del Nostro Pontificato anno trigesimo.


don bosco-pratiche divote per l-adorazione del ss. sacramento.html
  A162000003 

 Non vi ha cosa che arrechi maggior vantaggio all'anima del cristiano quanto la comunione frequente, perchè è dessa il nostro pane quotidiano, il quale ci fa vivere in Gesù Cristo, e fa vivere Gesù Cristo in noi.

  A162000006 

 Siccome la manna fu il quotidiano cibo per gli Ebrei, pel corso di quarant'anni nel deserto, così la santa comunione dovrebbe essere il nostro conforto, il cibo nostro quotidiano per guidarci al paradiso.

  A162000007 

 La presenza di Gesù è un tesoro che avremmo invano cercato sulla terra se Egli non ci fosse rimasto per amor nostro.

  A162000008 

 Le interna sono; 1° di essere in grazia di Dio; 2° essere digiuni dalla mezzanotte in giù 3° riflettere bene a quello che si va a ricevere, che è il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signor Gesù Cristo.

  A162000013 

 Inoltre si pensi al grande {18 [270]} atto che si fa sul punto in cui si riceve Gesù nel nostro cuore, e si procuri di accordare l'esterno stato del corpo con quello dell'anima.


don bosco-raccolta di curiosi avvenimenti.html
  A163000006 

 Erano le sette di sera, nel mese di agosto, ora in cui, tramontando il sole, si avvicina l'imbrunire della notte, ed il nostro curato, perchè male nelle piante, assiso sopra un'umile cavalcatura, che noi diciamo somaro, dalla capitale si avanzava verso casa a passo lento, e recitando il breviario: quando, sul cominciare di una rapida salita, tre omacci di fiero aspetto gli si avventano gridando: scellerato, fermati, sei morto: e in ciò dire, uno afferra la briglia del somiere, gli altri stringono il Curato alle spalle.

  A163000061 

 mi pare... - Qui il commensale non seppe più che soggiungere, e fu fatto profondo silenzio, finché un altro convitato ripigliò, parlando così: Io comprendo benissimo la difficoltà, e debbo convenire che il nostro amico s'inoltrò a difendere una cattiva causa; do pienamente ragione a Giuliano; è impossibile che tutte le religioni siano egualmente buone: c'è un Dio solo, una sola fede, un solo battesimo, dunque una sola deve essere la vera religione.

  A163000074 

 Perciò, abbracciando la Religione Cattolica intesi di gettare via la scorza, cioè l'apparenza di religione, per assicurarmi d'avere la santa Cattolica Religione tutta intera, come fu fondata dal nostro Signor Gesù Cristo.

  A163000088 

 Sono forse catechismi dativi dal nostro sig. curato, per distribuire ai suoi parrocchiani?.

  A163000090 

 Mi hanno detto, che si spargono tanti libri perversi, ed io li accetto, purché mi permettiate di portarli a vedere al nostro curato.

  A163000108 

 Ma per bacco, o che io non capisco voi, o che voi non capite me; dite su: quelle prediche si fanno da preti cattolici o dagli eretici? Quel luogo, dove mi suggerite di andare è una società di beneficenza, o che, parlatemi chiaro, volete forse ch'io faccia quello che ho sentito di alcuni, e come ha fatto qui il nostro vicino Bartolommeo G... che si fece protestante per avere qualche sussidio? {21 [389]}.

  A163000109 

 Bene, noi vi parleremo dunque chiaro, perchè intendiamo di dirvi la verità; nostro scopo è di farvi conoscere il vero Vangelo, e, se volete dire così, insegnarvi la religione protestante....

  A163000112 

 Non aspetto, e non ascolto alcuna spiegazione; io son nata cattolica, nè io, nè i miei ragazzi professeranno mai altra religione, se non quella predicata dal nostro curato.

  A163000295 

 Eppure il demonio ha portato nostro Signore sul tempio e sulla montagna, non lo sai? potrebbe dunque ben anche portare la sua Croce.

  A163000324 

 - Il tuo segreto riguarda adunque la passione del nostro Signore? - Ah! ciò riguarda questa ed altra cosa.

  A163000392 

 Gli parlai pure di Maria, della infinita misericordia del divin Padre, il quale, non contento di aver dato il suo Figlio unico per nostro Salvatore e Redentore, volle ancora adombrare questo sole di santità di una nube benefattrice per paura che i suoi raggi troppo vivi e risplendenti, malgrado il mistero dell'Incarnazione, non abbagliassero i nostri troppo deboli sguardi.


don bosco-regolamento dell-oratorio di s. francesco di sales per gli esterni.html
  A164000065 

 La sera prima del Catechismo, appena giunto in Chiesa, un competente numero di {12 [42]} giovani intonerà il Padre nostro e il Dio ti salvi.

  A164000076 

 Mentre si canta il Padre nostro ciascun Catechista dovrà già trovarsi nella classe assegnata.

  A164000185 

 Le Prediche non devono mai oltrepassare la mezz' ora, perchè il nostro s. Francesco di Sales dice essere meglio che il predicatore lasci desiderio di essere udito e non mai noia.

  A164000189 

 II. S. Luigi Gonzaga, nostro Patrono principale, e Titolare dell' Oratorio di Porta Nuova.


don bosco-regolamento per le case della societa di s. francesco di sales.html
  A165000032 

 È nostro stretto dovere di studiare {15 [111]} i mezzi che valgano a conciliare questi caratteri diversi per far del bene a tutti senza che gli uni siano di nocumento agli altri.

  A165000038 

 Questi sono gli articoli preliminari del nostro regolamento.

  A165000254 

 Se hanno fratelli zii od altri parenti, che possano averne cura, sono fuori del nostro scopo.


don bosco-regole o costituzioni della societa di s. francesco di sales.html
  A166000021 

 [13]; consiste nel mostrarci arrendevoli anche nelle cose difficili, contrarie al nostro amor proprio, e di volerle eziandio compiere con pena e con patimenti.

  A166000026 

 Se pertanto il nostro stato di povertà è cagione di qualche incomodo o sofferenza, rallegriamoci con s. Paolo, che si dichiarava nel colmo di allegrezza in ogni sua tribulazione: superabundo gaudio in omni tribulatione mea.

  A166000037 

 Fino a tanto che noi saremo zelanti nell'osservanza delle pratiche di pietà, il nostro cuoreè in buon'armonia con tutti, e vedremo il salesiano allegro, contento della sua vocazione.

  A166000041 

 Se i salesiani, disse i l nostro grande benefattore Pio IX, senza pretendere oli migliorare le loro costituzioni, studieranno di osservarle puntualmente, la lor Congregazione sarà ognor più fiorente.

  A166000045 

 5° In ogni nostro uffizio, in ogni nostro lavoro, pena o dispiacere, non dimentichiamo mai che essendoci consacrati a Dio, per lui solo dobbiamo faticare, e da lui soltanto attendere la nostra mercede.

  A166000107 

 Il nostro Maestro sarà s. Tommaso, e {34 [84]} gli altri autori, che nelle istruzioni catechistiche e nella spiegazione della dottrina cattolica sono stimati più celebri.


don bosco-regole o costituzioni della societa di s. francesco di sales secondo il decreto di approvazione.html
  A167000015 

 Odasi quel che scrive il nostro S. Francesco di Sales nelle sue opere circa le vocazioni religiose.

  A167000039 

 La vera ubbidienza, che ci rende cari a Dio ed agli uomini, consiste nel far con buon animo qualunque cosa ci sia comandata dalle nostre costituzioni, o dai nostri superiori, che sono mallevadori delle nostre azioni in faccia a Dio: hilarem enim datorem diligit Deus; consiste nel mostrarci arrendevoli anche nella cose difficili, contrarie al nostro amor proprio, e di volerle eziandio compiere con pena e con patimenti.

  A167000053 

 Ora ecco come il nostro s. Francesco di Sales parla dei rendiconti:.

  A167000054 

 Felici saranno quelli che praticheranno ingenuamente e divotamente questo articolo, il quale in se ha una parte della sacra infanzia spirituale tanto raccomandata da Nostro Signore, dalla quale proviene ed è conservata la vera tranquillità dello spirito.

  A167000064 

 Talora avremo vitto, vestito od altro che non saranno di nostro gusto; ma appunto in questi casi dobbiamo ricordarci, che siamo poveri, e che se vogliamo averne merito dobbiamo sopportarne le conseguenze.

  A167000088 

 {36 [234]} Pino a tanto che noi saremo zelanti nell' osservanza delle pratiche di pietà, il nostro cuore sarà in buon' armonia con tutti, e vedremo il salesiano allegro, contento della sua vocazione.

  A167000098 

 Se i Salesiani, disse il nostro grande benefattore Pio IX, senza pretendere di migliorare le loro costituzioni, studieranno di osservarle puntualmente, la loro Congregazione sarà ognor più fiorente.

  A167000102 

 In ogni nostro uffizio, in ogni nostro lavoro, pena o dispiacere, non dimentichiamo mai che essendoci consacrati a Dio, per lui solo dobbiamo faticare, e da lui soltanto attendere la nostra mercede.

  A167000109 

 O mio Dio, qual vergogna se la pigrizia ci fa perdere l' ora assegnata per conversare col Signore dei signori, nostro appòggio e nostro tutto! 8°.

  A167000109 

 Quando si assiste all' orazione, ed alle ripetizioni della meditazione, si partecipa alle benedizioni di nostro Signore, il quale vi si comunica copiosamente, trovandosi, come egli dice, in mezzo a coloro che sono radunati in suo nome.

  A167000109 

 Se nostro Signore dal Paradiso si è ridotto in questa vita a tale stato di povertà, da non aver dove posar il capo, quanto più dobbiamo noi abbandonare il letto per andare a Lui? 6°.

  A167000110 

 Se noi siamo fedeli a questa prima azione, se ci troviamo insieme ed avanti al nostro Signore, ed insiememente ci presentiamo a lui, come facevano i primi cristiani, egli si darà reciprocamente a noi, ci rischiarirà co' suoi lumi e farà egli stesso in noi e per noi il bene che abbiamo obbligo di fare nella sua chiesa, e finalmente ci farà la grazia di giugnere al grado di perfezione che egli desidera da noi, per poterlo un giorno pienamente possedere nell' eternità dei secoli.

  A167000112 

 In verità vi dico,dice il nostro Signore, che egli li farà sedere a sua mensa e che ei li servirà; e parimenti se egli arriva alla seconda vigilia ed alla terza e così li trova, beati sono quei servidori! In verità vi dico che li costituirà sopra tutti i suoi beni.

  A167000213 

 Il nostro Maestro sarà s. Tommaso, e gli altri autori, che nelle istruzioni catechistiche e nella spiegazione della dottrina cattolica sono stimati più celebri.


don bosco-regole o costituzioni per l-istituto delle figlie di maria ss. ausiliatrice.html
  A168000119 

 Desiderino e procurino efficacemente di fare al prossimo tutto quel bene che lor sia possibile, intendendo sempre di aiutare e servire nostro Signor G. G. nella persona de' suoi poveri, specialmente coll'assistere, servire, consolare le consorelle malate ed afflitte, e col promuovere il bene spirituale delle fanciulle dei paesi in cui hanno dimora.

  A168000122 

 Pongano tutte la massima premura per gli esercizi di pietà, dalla cui osservanza deriva quell'interno fervore, che ci muove dolcemente ad uniformarci in tutto a G. C. nostro divino Esemplare, e Sposo delle anime fedeli.

  A168000168 

 Nov. Abbiamo fatto quanto abbiamo potuto per praticarle nel tempo del nostro Noviziato, e benchè sia molto grande la nostra debolezza, tuttavia coll'aiuto di Dio speriamo di praticarle in avvenire con maggior zelo, con maggior edificazione delle nostre sorelle, e con maggior vantaggio dell'anima nostra.

  A168000170 

 Conosciamo pure che professando queste regole ci obblighiamo a promuovere il bene spirituale e temporale del nostro prossimo, specialmente delle povere fanciulle per quanto comporta il nostro stato e la nostra condiziona, e secondo le opportunità che ce ne darà il Signore.


don bosco-rimembranza di una solennita in onore di maria ausiliatrice.html
  A173000014 

 Del nostro pontificato anno vigesimo terzo.

  A173000037 

 Del nostro Pontificato anno vigesimo secondo.

  A173000046 

 Alle 6 di sera giungeva Monsignor Alessandro Riccardi nostro Veneratissimo Arcivescovo, col teol.

  A173000047 

 Le sacre funzioni in questo giorno furono fatte dal nostro Arcivescovo {24 [26]} assistito dai canonici della Metropolitana rappresentati dai signori canonici Nasi Luigi, Fissore Celestino, ab.

  A173000053 

 L'anno scorso nel centenario di san Pietro, appena fu annunziato che avrebbe avuto luogo il maraviglioso canto dei tre cori Tu es Petrus, il sacerdote Gio. Cagliero nostro direttore di musica si recava a Roma per prenderne cognizione nel miglior modo a lui possibile.

  A173000067 

 Nostro scopo era di dare un segno di gratitudine verso tanti benemeriti oblatori della chiesa e dello stabilimento invocando le celesti benedizioni sopra di loro e sopra le loro famiglie.

  A173000072 

 È questa una delle belle composizioni di Gio. De-Vecchi nostro maestro di musica istrumentale.

  A173000092 

 Questo venerando Prelato, ventidue giorni prima, era già intervenuto a consacrare le cinque campane che formano il nostro concerto, e in quella occasione aveva proferito un interessante discorso intorno all'uso delle campane e che cosa intenda la Chiesa nel benedirle, nel consacrarle, e nel farle suonare per convocare i fedeli in chiesa, o per invitarli a pregare nelle loro case, o perchè si preghi per qualche defunto ne' casi di mortuari avvenimenti.

  A173000101 

 - Ora noi siamo venuti a Torino unicamente per compiere la nostra obbligazione, cioè accostarci alla santa comunione nella nuova chiesa con un offerta compatibile al nostro stato.

  A173000137 

 Due anni or sono molti giovani del nostro paese dovendo andare alla guerra, si posero tutti sotto la protezione della S. Vergine mettendosi per lo più in collo la medaglia di Maria Ausiliatrice.

  A173000137 

 Scopo nostro è di ringraziare la Santa Vergine Ausiliatrice dei benefizi ricevuti.

  A173000137 

 Una grandine densa e grossa cadde su tutto il nostro territorio, e noi ci pensavamo che il raccolto fosse totalmente distrutto.

  A173000157 

 Svolse in modo ameno quanto grande sia l'amore di Gesù Cristo nel darsi per nostro cibo nella santa Eucarestia.

  A173000174 

 Sarebbe certamente intervenuto il nostro Arcivescovo in questa ultima sera; ma egli erasi dovuto allontanare per andar a prendere parte ad una grande solennità a Porto Maurizio per la santificazione del B. Leonardo.

  A173000191 

 Noi tutti dal canto nostro non cesseremo di invocare le benedizioni del Cielo sopra di Voi, nostri Benefattori, affinchè Dio ricco di grazie vi renda tutti felici nel tempo e nella Beata Eternità.

  A173000200 

 Quei che fuggono e si salvano dalla terra di Babilonia annunzino a Sionne la notizia della vendetta del nostro Dio, della vendetta del suo Tempio.» La storia ne accerta che questi terribili oracoli ebbero il pieno loro compimento a danno di Babilonia, la quale fu veramente cambiata in un deserto.

  A173000201 

 Specialmente il sacro antistite espande i soavi sentimenti di sua fiducia, ripetendo il salmo Davidico: «Il nostro Dio ci è rifugio, fortezza, aiuto nelle tribolazioni, da cui siamo assaliti.

  A173000202 

 Se Dio, Ottimo, Massimo, risiede come assoluto padrone e reggitore del mondo nella chiesa dedicata al suo culto, e se siffatto sovrano dominio in forza dei meriti preziosissimi e della pienezza della potestà del nostro divin Salvatore Gesù Cristo è tutto volto al nostro spirituale vantaggio, mi è facile brevemente dimostrare che mercè della consecrazione la chiesa diventa inesauribile tesoro delle divine benedizioni.

  A173000204 

 Conchiuderò con dire che sta a noi di corrispondere alla ineffabile sua bontà, rispettando il sacro tempio, dandoci premura di visitare nel tempio il nostro clementissimo Dio, l'amabilissimo Salvatore, la tenerissima nostra madre Maria, apprezzando, cercando e conservando le divine benedizioni.

  A173000204 

 Felici noi se animati da viva fede, da ferma speranza, da fervida carità ci compiaceremo di abitare nella casa del Signore! Qui faremo tesoro di abbondantissime grazie che ci renderanno esatti nell'adempimento della divina legge, ansiosi di partecipare degnamente ai divini misteri, vittoriosi di tutti i nostri spirituali nemici per tutto il corso della vita mortale, e con questo ci meriteremo di entrare in cielo ad abitare coi Santi, cogli Angeli, con Maria Santissima, ed a vedere, possedere, godere con loro l'Essere {119 [121]} infinitamente perfetto, Dio Uno e Trino, il nostro Creatore, Redentore, Santificatore ed anche il nostro Glorificatore per tutti i secoli dei secoli.

  A173000204 

 Quanto vi ho detto finora basta abbondantemente a mettere in piena luce queste due grandi verità, {118 [120]} e ad eccitarci a ringraziare il Signore che per la consecrazione di questo Tempio ha voluto dare nuovo argomento della bontà colla quale egli si piace di farsi nostro concittadino, e quasi dissi nostro famigliare, ed è non solo pronto, ma ardentemente desideroso di comunicarci i suoi benefizii.


don bosco-scelta di laudi sacre.html
  A176000639 

 Del nostro buon Gesù.

  A176000680 

 Il Re nostro, il tempio, il trono,.

  A176000806 

 Quando poi dal nostro petto.


don bosco-severino.html
  A177000016 

 Dio ci dà le sostanze per farne buon uso per noi, per la famiglia, e pel nostro prossimo.

  A177000029 

 Ma Dio padre nostro non ci abbandonerà.

  A177000030 

 Coraggio adunque, economia, lavoro, preghiera siano il nostro programma.

  A177000039 

 La divina Provvidenza venne di fatto in nostro aiuto.

  A177000039 

 La sanità ci favorì, io aiutava mio padre nel miglior modo possibile, e nella esecuzione di un lavoro affidatoci a nostro rischio e guadagno siamo riusciti a porre insieme una discreta somma di danaro che servì a provvedere alle più urgenti strettezze della famiglia.

  A177000041 

 Questo tesoro non ci può essere dagli uomini tolto senza nostro consenso!.

  A177000048 

 Il nostro paroco ci ha fatto gran bene, nè mancherà di aiutarvi per l'avvenire, perciò non dipartitevi mai da' suoi prudenti consigli.

  A177000067 

 Quando eravamo per intraprendere la salita che conduce a quel convento si cominciarono le litanie della B. V. Questo mi ricreò assai, perciocchè le piante, gli stradali, il boschetto che coprono le falde del monte facevano eco al nostro canto e rendevano veramente romantica la nostra passeggiata.

  A177000130 

 - L' uno e l'altro si può con facilità ottenere, ma prima di tutto è indispensabile che voi frequentiate il nostro tempio e vi facciate....

  A177000160 

 Era la Pasqua dell' anno 1374 quando gli eretici vedendo le popolazioni in folla abbandonare i loro errori per seguire il nostro Beato risolsero di compiere l'empio {64 [64]} loro disegno.

  A177000239 

 Nella mia partenza mi diedero compagno un amico che doveva eziandio recarsi in quella città, e per dare varietà al nostro cammino si pensò di farci prendere la via di Aosta e passare sul Gran s. Bernardo.

  A177000267 

 Perciò i nostri fratelli, passata l'età di trentacinque anni, sogliono essere inviati ad occupare le parochie che appartengono al nostro ordine nel Vallese.

  A177000270 

 Fatti pertanto i più vivi ringraziamenti a quegli incomparabili benefattori dell' umanità per la cortesia ed ospitalità usataci, deposto anche il nostro obolo nella comune cassetta, partimmo per la Svizzera.

  A177000308 

 - Il sig. Charbonier nostro pastore viene quasi tutti i giorni a vedermi e non sa dirmi altro se non fate coraggio, abbiate fede, abbiate fede; ma quelle parole non mi danno alcun conforto.

  A177000315 

 - Caro Severino, mi soggiunse, non so se domani sarò ancora in vita: ricordati di dire a mio fratello che gli domando perdono dello scandalo dato; di' anche all'antico nostro Direttore spirituale che fui ingrato; che mi dia l'assoluzione, se può; digli che io sono lo sventurato Paolo Bordis, cui egli ha raccomandato tante volte di non aspettare in punto di morte a fare una buona confessione; che non l'ho ascoltato; adesso vorrei confessarmi, e non posso.

  A177000344 

 - So che siete piuttosto nelle strettezze; prendete; qui c'è un poco di danaro; vi manderemo il nostro medico e faremo in modo che nulla vi manchi.

  A177000353 

 Intanto, o madre, io vorrei parlare col nostro curato, perciocchè mi sento molto male; e desidero di morire nella religione, in cui voi e mio padre mi avete istruito.

  A177000401 

 Fatemi la carità, dissi al Direttore, di andare dal nostro curato, chiedetegli scusa, perchè non l'ho accolto.


don bosco-societa di s. francesco di sales. anno 1877.html
  A181000001 

 Questo nostro confratello nacque in Rochetta Tanaro il 26 di Agosto 1852 da onesti e probi genitori, i quali nell' allevarlo posero ogni cura per instillargli sodi principii di virtù che non tardarono a produrre copiosi frutti.

  A181000006 

 In questa dolorosa alternativa il nostro Piacentino non desisteva di pregare il Signoro, che volesse dissipare i suoi dubbi e illuminarlo sulla scelta dello stato.

  A181000010 

 Egli avrà presto ricevuto il premio della {28 [342]} sua grande operosità e zelo pel bene; zelo che deve animare ciascuno di noi, e che per certo renderà dolci le ultime ore della vita, se avremo la sorte di terminarla in mezzo alle fatiche, come appunto avvenne al nostro caro Piacentino.

  A181000014 

 Questa grazia segnalata di Maria accese viemaggiormente in petto al nostro Antonio quell' amore e quella divozione che già aveva vivissima verso di Lei, instillata come era in lui, con la vita stessa, e cresciuta quindi nel suo vergine cuore come in proprio terreno.

  A181000020 

 In Barone, villaggio del Canavese diocesi d' Ivrea, nacque il nostro Giacomo Vigliocco il 15 Luglio dell' anno 1857.

  A181000023 

 Occorrendo poi al novello paroco di parlare con molte persone, ora già uomini fatti, i quali furono suoi condiscepoli, tutti decantano del nostro Vigliocco cose straordinarie affermando che già da giovinetto era fatto segno alla stima ed affetto universale per prudenza, carità e mansuetudine.

  A181000024 

 Avendo sempre dimostrato ardente desiderio di abbracciare lo stato ecclesiastico e non potendo in {37 [351]} Caluso maturare abbastanza questo desiderio, il suo professore, già antico nostro allievo, gli parlò dell' Oratorio di S. Francesco di Sales in Torino.

  A181000025 

 Era il nostro Giacomo.

  A181000030 

 " {40 [354]} Ma per non confondere i fatti, i detti, gli episodi, i quali riguardano il nostro caro Giacomo, bisogna qui dividere la materia in vari punti.

  A181000034 

 Se questi pochi cenni biografici fossero per caso letti da giovani chierici, oh! con quanto ardore vorrei dir loro che imitino il nostro Vigliocco, specialmente nella frequente Comunione, se vogliono vincere ogni cattiva inclinazione e prepararsi a venire santi ministri dell' altare.

  A181000038 

 Il nostro Giacomo con isforzi continuati cercava di mettere in pratica il detto di S. Girolamo " aut nullum aut omnes similiter dilige" e venne al punto di amorevolezza verso i suoi compagni, da superare ogni avversione e si diceva tra questi: se vuoi divenirgli amico, fagli qualche ingiuria.

  A181000041 

 Il nostro Vigliocco conosceva appieno, che la perfezione della vita religiosa consiste nell' obedienza e nell' osservanza esatta delle proprie regole.

  A181000067 

 - All' invito ripetuto, che io gli feci, di far visita al nostro venerando vescovo (d' Ivrea), egli rispondeva: Io voglio vivere e morire con D. Bosco.

  A181000070 

 La sola cosa che ancora lo consolasse in questi ultimi giorni era la tenera divozione, che nutrì sempre in tutta la vita verso Maria Santissima; e Maria la quale già tanto lo aveva protetto nel corso della vita, non era per abbandonarlo in morte; e pare anzi che proprio visibilmente lo consolasse in quegli ultimi momenti, e scegliesse il giorno della sua Natività su questa terra, per far nascere il nostro Giacomo in cielo.

  A181000072 

 Stamane, alle ore 7 antimeridiane, passò agli e terni riposi il nostro buon chierico Vigliocco.

  A181000074 

 Mio Reverendissimo D. Bosco! Voglia, ad edificazione dei compagni e confratelli del nostro chierico Vigliocco Giacomo esternare loro questi sentimenti, affinchè non si scoraggino dalla via intrapresa, quand' anche dovessero soffrire assai e morire sì giovani.

  A181000077 

 Impariamo da questo nostro confratello a nutrire tenera divozione verso la Beata Vergine in vita, se vogliamo essere consolati nella nostra morte; poichè, crediamolo pure, Maria non abbandona in quegli ultimi istanti, chi gli fu divoto in vita.

  A181000077 

 Moriva adunque il nostro caro Giacomo Vigliocco, in età di anni 19 e due mesi circa, dopo una vita tutta condotta nell' amor di Dio, e nella {58 [372]} pratica costante delle virtù cristiane.


don bosco-societa di s. francesco di sales. anno 1878.html
  A182000001 

 Vinovo, ameno villaggio della Diocesi di Torino, distinto da lungo tempo per la ereditaria bontà dei suoi abitanti, fu la patria del nostro confratello Giovannetti Michele rapitoci sul principio di quest'anno da immatura morte.

  A182000013 

 Vi è tanto bisogno sia qui che nelle missioni di operai, ed io non fo che disturbare chi lavorerebbe in altro; ma se il Signore dispone che io guarisca, oh lo prometto io, che voglio compensarlo questo tempo che perdo e che fo perdere!" {32 [366]} Ciò che formava il soggetto più consueto de' suoi discorsi e persino de' suoi vaneggiamenti era la passione di nostro Signor Gesù Cristo.

  A182000027 

 " Recatosi a Genova per l'imbarco, quivi provò la più forte emozione; poichè, se la separazione da ogni altro luogo e persona è dura per chi tanto si allontana, oh come più dura a noi riesce la separazione dall'amato D. Bosco! Il nostro missionario si trovava forte, perchè sua fortezza era in {40 [374]} Dio, pel cui amore aveva già più volte offerta la sua vita, tuttavia in quell'istante non potè a meno che dare in un forte scoppio di pianto.

  A182000032 

 Ma qui per non confondere le cose e per dirle con tutta precisione e nella naturale loro semplicità, credo bene di lasciar parlare il nostro missionario medesimo, estraendo dalle sue lettere quanto ci occorre pel caso nostro.

  A182000033 

 Molti Italiani, saputo il nostro arrivo, ci vennero incontro fino al porto.

  A182000037 

 D. Cagliero si pose a predicare fin dal primo dì del nostro arrivo e fa la novena del S to Natale.

  A182000040 

 La carità è industriosa, e sebbene il nostro Missionario avesse già moltissimo da lavorare, tuttavia egli cercava ancora nuovi mezzi per far sempre più del bene, e sentendosi in buona sanità spendeva sul lavoro anche grande parte della notte.

  A182000041 

 Il caro D. Bosco aveva prevenuto i suoi desiderii; la sua lettera era già per viaggio quando D. Baccino scriveva, e pochi giorni dopo il nuovo missionario fu consolato dai caratteri dell'amato Padre, da una lettera tutta piena di espressioni tenere ed incoraggianti; ed ecco come rispondeva il nostro confratello tutto ripieno di contentezza.

  A182000047 

 Credo bene di aggiungere qui un episodio della vita del compianto nostro confratello tal quale ce lo raccontò il Commendator Gazzolo, Console della Repubblica Argentina a Savona, il quale ne fu testimonio oculare.

  A182000048 

 Per assecondare la divozione del buon popolo tanto Italiano quanto Argentino, che da lui accorreva in folla straordinarissima per confessarsi, alzatosi in quel dì, secondo il solito, un'ora prima che levasse il sole (ed è da notare che febbraio forma, per quell'emisfero situato nella parte opposta al nostro, la stagione più calda dell'anno, con le giornate più lunghe), scese in confessionale e non si mosse più da quello, che per recarsi a celebrare la santa Messa, e continuando pur sempre il suo confessionale ad essere assiepato da gran numero di persone, dopo la Messa continuò a confessare fin passato mezzodì, ne lo lasciò se non quando non vi fu più alcuno che avesse a confessarsi.

  A182000049 

 Si recò adunque il nostro caro missionario, appena uscito dal confessionale, a refeziarsi un poco; ma non era ancora a metà della minestra, quando vengono ad avvisarlo, che una famiglia arrivata testè da lontani paesi per fare le sue divozioni, desiderava di confessarsi subito, per fare ancora la santa Comunione di quel giorno.

  A182000050 

 Era stanco, stanchissimo, il nostro missionario; ma non riflette pure se abbia da andare subito o da sospendere fino al mattino vegnente; va dall'uno, vola dall'altro e non tornava a casa che circa le 10 di sera, colla cena da fare, non avendo mangiato ancor quasi niente in tutto il giorno.

  A182000051 

 Il sullodato Console credè di fargli coll'autorità, che aveva su di lui, qualche rimostranza, affinchè curasse maggiormente la sua sanità; ma D. Baccino rispondeva: Come vuole che si lascino andare perdute tante anime e che mi risparmii io, mentre per {54 [388]} la loro salvezza G. Cristo non dubitò di versare il suo preziosissimo Sangue? In questo modo passavano le giornate del nostro caro D. Baccino.

  A182000061 

 Pare impossibile che possa resistere a tante fatiche; e non so come facesse prima del nostro arrivo, essendo esso solo prete nei varii mesi in cui mancava D. Cagliero: e D. Scavini soggiunge: "Non posso trattenermi dal parlare di D. Baccino, in cui aiuto fui mandato, come prefetto di sacrestia.

  A182000078 

 Questi brevi cenni d'un nostro Confratello, dilectus Deo et hominibus, mentre sono di comune nostra edificazione, ci inspirino coraggio a dividerne le fatiche, ed a prendere il posto di colui che lamentiamo morto in terra, ma che speriamo ci sia già protettore presso Dio in Cielo!.


don bosco-societa di s. francesco di sales. anno 1880.html
  A183000001 

 Questo nostro caro confratello, vero tipo e modello dell'operaio cristiano, ebbe i suoi natali in Milano il 16 dicembre dell'anno 1842 da famiglia agiata.

  A183000004 

 Il nostro Carlino vi rimase alcuni anni, attendendo ai suoi lavori e frequentando i doveri di pietà e di religione.

  A183000015 

 Lavoro continuo e pietà soda: ecco in compendio la vita che menò il caro nostro confratello Tonelli Carlo; ecco le doti che debbono ornare la vita di un coadiutore salesiano, per non venir meno alla sua vocazione.

  A183000022 

 Intanto il nostro giovane era giunto ad un'età ed a tal punto negli studii, in cui doveva pensare a scegliere uno stato.

  A183000032 

 E come in premio dello sviscerato amore, che portava alla Congregazione, che da S. Francesco di Sales s'intitola, e della divozione che nutriva verso il Santo nostro Patrono, ne' primi vespri appunto della sua festa, spirava nelle mani del Signore l'anima bella, col sorriso e colla pace del giusto.

  A183000033 

 La sua sincerità, l'amore al dovere e lo studio continuo per migliorare la propria condotta portarono il caro nostro Pietro Scappini molto avanti nella via della perfezione; anche in noi produrranno i loro salutari effetti se in tali virtù sapremo imitarlo.

  A183000034 

 Fu loro cura di allevare i figli nel santo timor di Dio: a questa scuola domestica di virtù più degli altri approfittava il nostro Luigi, nel quale fin da' suoi più teneri anni vedevansì {54 [406]} chiari segni di chiamata allo stato ecclesiastico.

  A183000043 

 Del numero di questi non era certo il nostro Luigi.

  A183000046 

 Fortunato il nostro Luigi che, conosciuto per tempo quale sia il fondamento ed il sostegno della grand'opera della propria salvezza, fin da giovanetto pose per base del suo progresso la virtù dell'umiltà, ed ebbe ognora per suo appoggio la santa obbedienza! Non tardò a cogliere la palma gloriosa che Dio prepara {59 [411]} a' suoi servi fedeli: tutto ci porta a credere che già abbia udito dalla bocca del Divin Salvatore quelle consolanti parole: euge, serve bone et fidelis, quia in pauca fuisti fidelis, super multa te constituam, intra in gaudium Domini tui: Rallegrati, o servo buono e fedele, perchè sei stato fedele nel poco, ti metterò al possesso d'immensi beni, entra nel gaudio del tuo Signore.

  A183000048 

 Ma qual rischio di perdersi non corre l'inesperta gioventù in mezzo al mondo, specie nelle grandi città, dovo tanti sono gl'incentivi al male, tanti i cattivi esempi, tanti i pericoli e si frequenti le cadute! Il nostro buon Clemente trovò modo di evitare la maggior parte di questi pericoli, menando vita ritirata e quasi solitaria; ed anzi che abbandonarsi a leggerezze puerili, tanto comuni alla sua età, amò meglio ascoltare in silenzio la voce di chi, sottentrato a tenergli le veci di padre, fugli largo di buoni consigli e di saggia direzione.

  A183000052 

 Compiuto lodevolmente e con premio il corso delle umane lettere, passò a Lanzo nel nostro Collegio di San Filippo a studiarvi la retorica, e colassù fece bella prova, contrassegnando, sto por dire, ogni giorno con notevole progresso sì nella virtù, che nel sapere.

  A183000052 

 Con sì promettenti auspicii, che il principio religioso solo ingenera e rafferma, il nostro caro Benna era per poco giunto a quell'età, in cui si pensa all'avvenire, e l'adolescente non privo di senno determina la carriera, cui gli pare di sentirsi chiamato.

  A183000054 

 osservando la massima del nostro santo Dottore: {62 [414]} Vorrei che le persone divote fossero le più pulite e le meno ambiziose, (Filot.

  A183000059 

 Uno dei tanti beneficati da quel degno sacerdote fu il nostro Trivero.

  A183000060 

 Fu questo un grande privilegio, perchè lo scopo dell'Istituto, ove era ricoverato il nostro Trivero, è di render solamente i giovani atti a guadagnarsi il pane col lavoro manuale.

  A183000063 

 La vita di Collegio che suole in sul principio parer dura alla maggior parte dei giovani, non fu tale pel nostro Trivero, che anzi fin dai primi giorni gli piacque assai; mai non fu udito lagnarsi di cosa alcuna, ma contento passava i suoi giorni sempre in buon'armonia con tutti.

  A183000064 

 Avvegnachè lo svegliato suo ingegno e la straordinaria sua vivacità il portassero a qualche difetto, cionondimeno si può dire {66 [418]} ch'egli fu sempre un giovane virtuoso e costante nell'adempimento di ogni suo dovere, e quindi il suo direttore spirituale che ben lo conosceva, perchè il nostro Carlo aveagli sempre con gran confidenza aperto il suo cuore, il giudicò degno dell'abito chiericale, che indossò il 19 settembre 1874 in Lanzo, e d'essere annoverato fra i Salesiani.

  A183000064 

 I giovani di Torino che furono sotto la sua disciplina ricordano ognora con grande piacere il nostro caro confratello, che seppe con tanta industria attirarsi l'amore di numerosa scolaresca.

  A183000068 

 Il nostro Carlo quantunque a malincuore adattossi pure a lasciare il Collegio di Alassio e recarsi a Torino, indi a S. Benigno; ma nulla valse a migliorarlo; nè l'aria che vi è otfima, nè tutte le possibili cure che colà gli vennero prodigate.

  A183000068 

 Ma non fu così, che crescendo il male di giorno in giorno e facendosi pel nostro Trivero sempre più difficile la digestione, pensò consigliarsi col medico il quale gl'impose di lasciare ogni occupazione.

  A183000069 

 La vita virtuosa menata dal nostro caro confratello e la rassegnazione con cui sopportò l'ultima malattia, ne lasciano fondata speranza a credere che ei già sia a possedere quel premio promesso da Gesù Cristo a chi rinunziando alle cose vane di questo mondo, si fa suo vero seguace, e fortunato lui che non badando all'affetto naturale ai parenti non si lasciò lusingare a far ritorno al mondo.

  A183000071 

 Ed il nostro caro Giacomino sotto le cure de' suoi ottimi genitori crescea ogni dì in età, in sapienza ed in grazia presso Dio ed appo gli uomini; e di pochi mesi già scioglieva la lingua e le prime parole che balbettava erano Gesù e Maria.

  A183000073 

 La puerizia, più che ogni altra età, è data alla ghiottornia; ma il nostro Giacomo sebben piccino, sa già infrenare la gola e soggiogarne i riottosi appetiti all'impero della ragione, che in lui già ha preso uno straordinario sviluppo.

  A183000076 

 Del resto forse Iddio avrebbe rinnovato il prodigio già avvenuto a prò della santa fanciulla Imelda; è certo però che nessuno mormorò punto del contegno eccezionale, che tenne il saggio parroco: tanto a tutto il popolo di Pralormo era nota la condotta eminentemente virtuosa del nostro pio Giacomino! Se non che ecco spuntare il faustissimo giorno della sua prima Comunione.

  A183000076 

 Il parroco grandemente se ne compiace, dice le meraviglie, fa lusinghieri pronostici del nostro Delmastro, e, quantunque non abbia peranco raggiunta l'età voluta per essere ammesso alla, mensa Eucaristica, sapendo che in quest'ottimo fanciullo la virtù supplisce di vantaggio al difetto dell'età, crede esser qui il caso di dover fare una eccezione da lui mai praticata, derogando alla legge generale che si era fatto.

  A183000079 

 Dove abbiamo, od almeno crediamo di avere, il nostro tesoro, ivi c'è pure il nostro cuore.

  A183000079 

 Era la notte della prima Comunione e il nostro Giacomino si era placidamente addormentato col pensiero fisso in Dio: le ultime parole del suo lungo e fervoroso pregare erano: Gesù e Maria.

  A183000080 

 Dopo questo più non sono da farsi le meraviglie se il caro nostro Delmastro mostra tanta affezione alle cose di pietà, sì costante fervore nell'accostarsi ai SS. Sacramenti, tanta simpatìa pei poveri e tanta indifferenza alle lodi ed ai dileggi, al piacere e al dolore, da parere freddo, insensibile, apatico a tutto che non sa di Dio.

  A183000081 

 Stanchi alcuni tristi di vedersi sempre {77 [429]} in casa, in iscuola ed in chiesa proporre V esempio luminoso dell'ottimo nostro Delmastro, presero a malmenarlo e colle parole e coi fatti in barbara guisa.

  A183000082 

 Fu un tempo, in cui il nostro caro giovane dovette successivamente acconciarsi a tre padroni.

  A183000092 

 È il nostro Giacomo che col sorriso di un angelo patisce e prega! Poi tutto ad un tratto tace: accorre la madre al letto del sofferente e vede che si dibatte nelle supreme distrette dell'agonia; si manda pel sacerdote, questi frettoloso arriva per l'estrema unzione, che aveva già fatta la sua confessione e ricevuto il SS. Viatico.

  A183000095 

 Ecco a larghi tratti i fatti più culminanti della vita e della morte del nostro carissimo Delmastro; ecco le note caratteristiche che contraddistinguono la sua bell'anima: uno spirito di operosità e di sacrificio; un ardente amor di Dio e del prossimo; una purità angelica; uno spirito di ubbidienza e di subordinazione, uno spirito di preghiera e di mortificazione, un distacco generoso dal mondo ed un sublime slancio per l'acquisto d'ogni virtù.

  A183000096 

 Coraggio, confratelli nel Signore dilettissimi; di qui togliamo norma e regola al viver nostro; il tempo vola, l'eternità s'avvicina; mentre siamo in tempo, ad imitazione del caro Delmastro, prepariamoci ricchi tesori di meriti lassù nel Cielo.


don bosco-societa di san francesco di sales. anno 1879.html
  A184000002 

 Accettato pertanto il nostro Becchio vi si recò nel CollegioConvitto di Alassio il 24 Novembre 1871, e non tardo molto a risplendere in grado eminente fra i compagni per le sue virtù particolari; quindi è che quantunque si trovasse con giovani a lui molto inferiori d'età, non fu mai che alcuno lo disprezzasse, o mostrasse di averlo in poca stima; imperocchè e colle sue belle maniere e colla sua pazienza e carità ben presto si era guadagnata la stima e l'affetto non {37 [5]} solo de' superiori, ma eziandio dei condiscepoli.

  A184000008 

 Questi pochi cenni sul nostro confratello devono insegnarci che la vita santa è dappiù della vita dotta, e che colui il quale non potrà far molto del bene colla sua scienza deve procurare di crescere ogni giorno in virtù, ed allora la predica del buon esempio in lui varrà più che ogni altra predica dettata dall'eloquenza umana.

  A184000010 

 Passati i mesi della fredda stagione, i genitori col tenero bambino lasciarono quella città e ritornarono al patrio tetto, da cui il nostro Stefano più non s'allontanò se non per venire in Torino a terminare i suoi studi.

  A184000020 

 L'uomo anche di buona volontà è fragile e debole, nasce inclinato al male; ed il nostro Stefano specialmente cadeva sovente in piccole brighe coi compagni.

  A184000022 

 Il nostro Stefano potè riceverli perchè non aspettò, che i sintomi fossero gravi; se aspettava non li avrebbe più potuti ricevere; poichè appena la malattia fu dichiarata pericolosa egli, sebbene conservasse tuttavia la cognizione, non potè più articolar parola.

  A184000022 

 Qui tuttavia non posso tralasciare di dire a comune nostro ammaestramento, che non si tema mai di ricevere {50 [18]} troppo presto i Sacramenti, perchè troppo ingannano le malattie.

  A184000029 

 Il giorno 26 di Febbraio dopo una malattia di 20 giorni sopportata con molta pazienza e rassegnazione, munito di tutti i conforti di nostra Santa Religione, moriva in questo collegio il nostro coadiutore Carlo Barberis di Ciriè nella fresca età di soli ventitre anni.

  A184000032 

 Il disinteresse con cui il nostro Barberis lasciò comodità, casa e patria, serva a noi d'esempio per consacrarci più strettamente a Dio.

  A184000051 

 Oh lo dicano i genitori che si vedono i figli da insolenti, neghittosi e viziosi che erano, divenire obbedienti, laboriosi e costumati tanto, da non riconoscerli più per quei di prima! Il bene di questi collegi l'hanno ad attestare in modo eloquentissimo i pochi cenni biografici, che siamo per istendere del nostro confratello Cesare Peloso, nello scorso anno chiamato da Dio all'Eternità.

  A184000076 

 In questa difficoltà una cosa grandemente ci consola ed è il sapere, che Iddio non permette mai, che noi siamo tentati superiormente alle nostre forze, che anzi se noi ci mostriamo costanti nella preghiera e nel resistere la tentazione si converte in nostro guadagno.

  A184000076 

 La vita del nostro buon ch. Salvo Paolo ci conferma una volta più in questa grande verità.

  A184000089 

 Tali effetti appunto recarono gli scrupoli al nostro Paolo, che andò ognora più perfezionandosi con liberarsi anche da' leggeri difetti.

  A184000090 

 E questo abbiam noi veduto {84 [52]} nel compianto nostro confratello il quale ammaestrato, che le tentazioni contro la fede vanno combattute, quasi come si combattono i pensieri impuri, cioè col fuggire il combattimento, e star rassegnato e quieto nel Sacro Cuore di Gesù pensando, che è da quel Sacro Cuore che scaturiscono le verità eterne e nulla più, poco per volta fu rasserenato su questo punto.

  A184000091 

 Anche questo pensiero per molto tempo tormentò il nostro Paolo, ed in chiesa e fuori di chiesa, o di giorno e di notte andava pensando: chi sa se io ancora potrò salvarmi? La sua più grande consolazione era nel trovarsi presso al caro padre dell'anima sua D. Bosco, che avvicinava ogni volta che gli era possibile, ed il caro padre conoscendo la sua ambascia interiore, lo sceglieva tra la turba dei giovani che l'attorniava, guardavalo con occhio benigno, mettevagli le mani sul capo, e sorridendo servivasi dell'analogia del suo cognome Salvo con lo stato di salvazione dicendogli: "Oh eccolo qui quegli che è sempre Salvo; esso anche facendo dei peccati, alla barba dei demonii è sempre salvo.

  A184000096 

 La vita di questo nostro confratello deve principalmente insegnarci a star fermi nel servizio del Signore malgrado qualunque tribolazione, qualunque tentazione, ed a confidare molto nel patrocinio di Maria SS., che in ogni tribolazione della vita, ma specialmente in punto di morte ha da mostrarsi con noi, siccome ci assicura la Chiesa, potens auxilium in tempore opportuno.


don bosco-societas s. francisci salesii [1873].html
  A185000001 

 Congratulandoci con Voi, Degno Sacerdote di Dio, elio abbiate con industre carità saputo stabilire la non mai abbastanza commendevole Cono rogazione dei poveri {4 [106]} giovani nel pubblico Oratorio di s. Francesco di Sales in Valdocco, giudichiamo cosa giusta il testificarvi mercé le presenti il Nostro perfetto gradimento con deputarvi effettivamente Direttore Capo spirituale del l' Oratorio di s. Francesco di Sales, a cui vogliamo siano uniti e dipendenti quelli di s. Luigi Gonzaga e del s. Angelo Custode, affinché l' opera intrapresa con si felici auspizi progredisca e si amplifichi nel vincolo della carità a vera gloria di Dio e a grande edificazione del prossimo, conferendovi tutte le facoltà, che sono necessarie ed opportune al santo scopo.

  A185000002 

 Mandiamo intanto, ad inserirsi negli atti della Nostra Curia Arcivescovile queste Patenti per originale, con facoltà al Nostro Cancelliere di rilasciarne copia.


don bosco-specchio della dottrina cristiana cattolica.html
  A187000005 

 L'Eucaristia contiene il corpo, il sangue, l'anima e la divinità del nostro signor Gesù Cristo, per essere nostro nutrimento spirituale.

  A187000019 

 Fra queste opere la più eccellente è la santa Messa, che è il sacrifizio del Corpo e del Sangue di nostro Signor Gesù Cristo sui nostri altari.

  A187000033 

 Una, perchè uno è il suo capo invisibile Gesù Cristo medesimo, uno il suo capo visibile, il sommo Pontefice, ed una è la sua dottrina, che non ha mutato e non muterà mai, perchè è quella stessa del nostro Divin Salvatore.


don bosco-storia ecclesiastica.html
  A189000030 

 R. Caduto il nostro primo genitore Adamo dallo stato d' innocenza in cui fu da Dio creato, egli e tutti i suoi posteri dovettero per molti secoli gemere {19[177]} sotto la dura schiavitù del demonio, il quale gran parte ne traeva seco ad eterna perdizione; nè vi era pell'uomo altro mezzo onde salvarsi, se non la venuta di quel Liberatore, che la bontà divina gli aveva promesso.

  A189000039 

 Maria assicurata che questa era tutta opera dello Spirito Santo, e che rimarrebbe vergine innanzi al parto, nel parto, e dopo il parto, si sottomise ai divini voleri, e consentì d'esser fatta madre del nostro S. G. C..

  A189000048 

 R. Il nostro divin Salvatore passati pressoché trent'anni in una vita oscura e ritirata, diede poscia principio alla sua predicazione, che indefessamente continuò per circa tre anni.

  A189000057 

 R. Alla vista di questo e d'altri pressochè infiniti miracoli operati dal nostro divin Salvatore, benchè gran parte degli spettatori credessero in lui, altri però divennero più increduli ed ostinati.

  A189000059 

 D. Raccontate adunque la morte di nostro Signore.

  A189000256 

 In mezzo alla calca mentre tutto s' occupava per sedare gli animi delle parti, un fanciullino in braccio di sua madre snoda la lingua e grida: «Ambrogio è il nostro Vescovo, Ambrogio è il nostro Vescovo ».

  A189000256 

 Presa una tal voce qual segnale della voce divina, tutti gridarono: « Ambrogio è il nostro Vescovo ».

  A189000320 

 A queste parole l'imperatore si spogliò di {177[335]} tutti i contrassegni di sua dignità, e umilmente vestito, col capo scoperto, a piedi nudi ripigliato il sacro deposito, camminando senza difficoltà fin sopra il Calvario, lo ripose nel luogo medesimo, in cui era stato inalberato, allorché fu crocifisso il nostro Divin Salvatore; an.

  A189000407 

 Gli Albigesi rigettavano Chiesa e Sacramenti, vomitavano orribili bestemmie contro la divinità di nostro Signor Gesù Cristo; e quel che è più erano di costumi sì perversi, che i più gravi disordini giudicavansi da' loro atti di virtù.

  A189000413 

 « Ebbene, egli diceva, giacché sono abbandonato dal padre, che aveva in questo mondo, dirò quindi innanzi con maggior confidenza: Padre nostro che sei ne' cieli ».

  A189000591 

 R. Molte sono le cose, che renderanno sempre mai glorioso il pontificato di Gregorio XVI. Per nostro scopo giova accennare l'approvazione dei tre ordini religiosi: del Sacro Cuore di Gesù, delle Compagne di Gesù, e dell'Istituto di {377[535]} carità.


don bosco-storia ecclesiastica [4a edizione].html
  A190000008 

 - Per istoria ecclesiastica s'intende la narrazione dei fatti che riguardano la s. Chiesa Cattolica fondata dal nostro divin Redentore Gesù Cristo, insieme con ragioni che spiegano questi fatti.

  A190000038 

 «Noi definiamo che la santa Sede Apostolica ed il Piomano Pontefice è il successore del Principe degli Apostoli, il vero Vicario di Cristo, ed il capo di tutta la Chiesa, il maestro e Padre di tutti i cristiani, e che a lui nella persona del beato Pietro fu dato dal nostro Signor Gesù Cristo pieno potere di pascere, reggere e governare la Chiesa universale

  A190000040 

 Imperocchè Gesù Cristo assicurò s. Pietro che egli aveva pregato, acciocchè la fede di lui non venisse mai a mancare: ma chi potrà mai mettere in dubbio che la preghiera di Gesù Cristo sia stata esaudita? E certamente il nostro Divin Salvatore accertò s. Pietro che la detta sua preghiera era stata pienamente esaudita, mentre come per legittima conseguenza gli diede il carico di confermare nella fede gli altri apostoli.

  A190000041 

 - Il nostro divin Salvatore dopo la sua gloriosa risurrezione passò ancora quaranta giorni co'suoi Apostoli per confermarli nella fede e dilucidare le cose che riguardavano il regno di Dio.

  A190000080 

 Ricorse al nostro santo, e questi la guari iu un istante col seguo della santa croce.

  A190000084 

 «La Chiesa di Dio, che è a Roma, a quella di Corinto, a coloro che sono chiamati e santificati per la volontà di Dio nel Nostro Signore Gesù Cristo.

  A190000085 

 Di poi continua: «Se noi consideriamo quanto Iddio sia vicino a noi, e come niun nostro pensiero gli possa rimanere occulto, noi dobbiamo certamente studiar di evitare tutte le cose che sono contrarie a'suoi divini voleri e soggettarci a quelli che egli ha collocato sopra di noi.

  A190000086 

 Accenna di poi le virtù e le obbligazioni proprie di ogni cristiano per conservare la caritù vicendevole, quindi egli fa loro questo dolce rimprovero: «Perchè esistono tra di voi querele e divisioni? Non abbiamo noi tutti lo stesso Dio, lo stesso Gesù Cristo, lo stesso Spirito di grazia sparso sopra di noi, la stessa vocazione in Gesù Cristo? Perchè dunque laceriamo le membra sue e facciam guerra al nostro proprio corpo? Siamo proprio insensati a segno di dimenticare che siamo gli uni membra degli altri? La vostra divisione, o fedeli, ha pervertito molti, mentre altri ha scoraggiati, e ci ha tutti immersi nell'afflizione.

  A190000094 

 Così l'ultimo dei testimoni di veduta del nostro divin Redentore patì la stessa morte del suo maestro.

  A190000098 

 «Ignazio, chiamato anche Teoforo, ossia apportatore della misericordia divina, che egli ha conseguito dall'immensa bontà dell'altissimo Padre Iddio, e di Gesù Cristo suo figliuolo unigenito, alla Chiesa romana, che per divina volontà opera quanto si appartiene alla fede ed alla carità di G. Cristo nostro Salvatore, la quale ha la sua sede in Roma, Chiesa degnissima di Dio, degna di governare: Chiesa purissima, che dall'esimia carità di Gesù Cristo e dal nome del padre si intitola piena dello Spirito Santo.

  A190000109 

 Perciocchè qual uomo innocente potè fuggire dalle tue mani? Presso di te vivono solamente tranquilli coloro che rinnegarono il nostro Signore Gesù Cristo.

  A190000139 

 8).» È questo uno dei vari fatti della Chiesa primitiva, i quali ci mostrano la pratica già stabilita allora della Confessione sagramentale e della credenza che questa era instituita dal nostro Signor Gesù Cristo per la facoltà che egli diede agli apostoli di rimettere i peccati.

  A190000169 

 Presso la basilica di s. Maria in Transtevere mostrasi ancora il pozzo nel quale il nostro santo fu sommerso.

  A190000190 

 I santi confessori per esprimere la gioia del loro cuore nell'andare al martirio si posero così a cantare: O Signore, noi siamo stati ripieni di consolazione confessando pubblicamente la vostra santa legge; il nostro cuore è pieno di tal giubilo che invano si cercherebbe fra tutte le ricchezze della terra.

  A190000191 

 Disse pertanto ad alta voce: La potenza del nostro Dio ti distrugga.

  A190000192 

 Che se egli ci trova degni di sè e non vuole liberarci, ti assicuriamo che per noi sarà una gloria il dare la vita pel nostro Creatore, ma non ci sottometteremo mai ai tuoi ingiusti comandi.

  A190000192 

 Essi risposero: Sappiamo che il nostro Dio è potente.

  A190000216 

 Riguardo ai dogmi dell'Unità e Trinità di Dio, dell'incarnazione del nostro divin Salvatore, del sacrifizio della santa Messa, del sacramento della Confessione, dell'invocazione dei Santi, della gerarchia della Chiesa, Origene è stato un fedele testimonio della religione Cattolica nel terzo secolo.

  A190000234 

 Per ritenere i suoi seguaci nello scisma Novaziano nel distribuire loro la santa Eucaristia pigliavali per ambe le mani e facevali giurare in questi termini: «Giurami pel corpo e pel sangue di nostro Signor Gesù C. di non mai più abbandonarmi per ritornare a Cornelio;» e solo agli sciagurati che facevano questo giuramento dicendo: Non ritornerò più a Cornelio, egli dava sacrilegamente l'Ostia santa e permetteva di inghiottirla.

  A190000239 

 Di poi tutti parteciparono del corpo e del sangue di nostro Signor G. C. (V. Bar.

  A190000269 

 Fra le altre iniquità prescriveva le seguenti: «Le chiese dei cristiani saranno tosto uguagliate al suolo; i loro libri consegnati alle fiamme; ogni nostro suddito che sarà riconosciuto cristiano sia immantinenti spogliato delle sue sostanze, de'suoi impieghi, delle sue dignità, e sia condannato a morte.

  A190000317 

 - Il nostro divin Salvatore lasciò detto nel Vangelo, che la sua Chiesa sarebbe stata in ogni tempo perseguitata, e che l'inferno avrebbe usato tutte le arti per abbatterla, senza che tuttavia potesse contro di lei prevalere.

  A190000332 

 Gesù Cristo avendo predetto che del tempio di Gerusalemme non sarebbe rimasta pietra sopra pietra; ed il fatto, come vedemmo, avendo corrisposto pienamente alle parole del nostro Redentore, Giuliano propose di dargli una mentita col riedificare quel celebratissimo tempio.

  A190000337 

 «Andate, gli disse quel monarca, e componete le cose non da severo governatore ma colla carità di vescovo.» Giunto a quella città, e fattosi in mezzo alla calca, si sforzava di sedare gli animi, quando un fanciullino in braccio di sua madre snoda la lingua e grida: «Ambrogio nostro vescovo, Ambrogio nostro vescovo.» Presa questa voce come segnale della volontà divina, tutti gridarono: «Ambrogio è il nostro vescovo.» Così malgrado la estrema sua ripugnanza Ambrogio con plauso universale venne creato vescovo di Milano nel 374.

  A190000370 

 Come mai, dicevano, il nostro capo si è cotanto umiliato davanti ad un uomo solo, quando formidabili eserciti non gli potevano mai incutere timore? Egli rispose, che, mentre parlava col romano Pontefice, vide sopra di lui un personaggio di abito sacerdotale vestito, che vibrava sguainata una spada minacciando colpirlo, se non ubbidiva a Leone.

  A190000463 

 Ebbene, egli diceva, giacchè sono abbandonato dal padre che ho in terra, dirò quindi innanzi con maggior confidenza: Padre nostro che sei ne'cieli.

  A190000475 

 Cotesto ordine militare instituito a Gerusalemme al tempo delle crociate ebbe questo nome dall'abitazione che si erano eretta vicino al tempio innalzato presso al sepolcro di nostro Signore, e loro uffizio era difendere la Terra santa.

  A190000548 

 Nel nostro Piemonte {277 [277]} si deve principalmente all'opera loro il ritorno alla fede cattolica di varii paesi alpigiani che avevano succhiato l'infezione dell'eresia calviniana.

  A190000607 

 Furono essi con tal nome chiamati, perchè oltre ai tre voti di castità, povertà, obbedienza, aggiungevano il quarto, d'impegnarsi a svegliare nei fedeli la memoria della passione di N. S. G. C. Il più mirabile si è che quelle regole furono trovate piene dello spirito del Signore e di alta sapienza, quantunque il nostro santo non contasse che 26 anni, nè mai prima avesse lette altre regole di ordini religiosi.

  A190000637 

 E ciò perchè non essendosi prima osservato con bastevole esattezza, che il nostro globo nel suo giro annuo attorno al sole impiega 365 giorni e 6 ore meno qualche minuto.

  A190000657 

 Pertanto Pietro il Grande oltre al negare sottomissione al papa, ordinò che niuno potesse essere ammesso ad alcuna carica civile o religiosa senza pronunziare questo giuramento: « Confesso e con giuramento confermo di credere che il giudice supremo dell'autorità religiosa è il nostro monarca, supremo padrone di tutte le Russie

  A190000688 

 Fra le altre cose volevano costringerlo a calpestare il Crocifisso, e i carnefici non potendolo indurre a farsi colpevole di sì orribile sacrilegio, mettevano essi stessi colla forza i piedi di lui sopra quell'adorabile immagine del nostro Redentore.

  A190001005 

 Confessione dei peccati, sacramento istituito da nostro Signor Gesù Cristo con cui sono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo a chi li confessa al sacerdote con sincerità e pentimento (Ev.

  A190001379 

 Ostia, il santissimo corpo e preziosissimo sangue del nostro Signore G. C..

  A190001409 

 Passio, la descrizione dei patimenti e della morte del nostro Salvatore, quale si contiene nei santi Evangeli, e che si legge nella s. Messa nella Settimana s..

  A190001517 

 Rosario, divozione rivelata dalla Vergine a s. Domenico, nella quale si meditano i quindici misteri principali di nostro Signore, della nascita, passione e risurrezione, recitando a ciascuno di essi uu Pater e dieci Ave, Maria, e quindi un Gloria Patri, etc. Le dieci Ave, Maria recitate quindici volte, corrispondono a 150 salmi.


don bosco-storia sacra.html
  A191000116 

 » Come! esclamarono i suoi fratelli, sarai tu dunque nostro padrone, e noi diventeremo tuoi servi? u Sembravami, disse un'altra volta, di vedere il sole e la luna con undici stelle in atto di adorarlo.

  A191000118 

 Come lo videro si dissero l'un l'altro: a Ecco viene il nostro sognatore.

  A191000142 

 Ei li salutò cortesemente, e disse: «Come sta vostro padre? vive egli ancora quel buon vecchio? ed essi: Nostro padre tuo servo vive ancora e sta bene.» E mirando Beniamino: «E costui il vostro fratello minore? Iddio ti benedica, figliuol mio.

  A191000144 

 Tu ci ordinasti di condurti il nostro minar fratello.

  A191000533 

 Se la nostra gente non avesse peccato contra Dio, non saremmo caduti in questa sventura; ma spero che Iddio fra poco placato dal mio sangue e da quello de' miei fratelli si riconcilierà col nostro popolo, e a noi dopo una morte fortemente sofferta darà una vita eterna.

  A191000589 

 L' anno pertanto 33 del regno di Erode, il Messia, il nostro Redentore (nome da pronunziarsi colla massima venerazione) Gesù Cristo nacque nella città di Betlemme circa l' anno del mondo 4000.

  A191000591 

 R. Caduto il nostro primo genitore Adamo dallo stato d'innocenza in cui fu da Dio creato, egli e tutti i suoi posteri doverono per molti secoli gemere sotto la dura schiavitù del demonio, il quale grande parte ne traeva seco ad eterna perdizione, né c'era per l'uomo altro mezzo onde salvarsi, se non la fede in quel Liberatore, che la bontà Divinagli aveva promesso.

  A191000596 

 D. Dove nacque il nostro Divin Redentore?.

  A191000617 

 R. Sei mesi prima del nostro Divin Salvatore nacque s. Giovanni detto il Battista, perchè amministrava il Battesimo ed era stato scelto ad essergli precursore e preparare le genti a ricevere il Messia.

  A191000624 

 R. Siccome il miracolo è azione, che può venire solamente da Dio; così il nostro Salvatore per dimostrare al mondo che egli era uomo, e nel 'tempo stesso Dio onnipotente {166 [166]} diede principio alla sua predicazione co'miracolì.

  A191000651 

 R. Le parabole di cui servivasi il nostro Salvatore sono esempi tirati da ciò, che comunemente accade agli uomini secondo l'uso degli Orientali.

  A191000661 

 R. Le cose che abbiamo finora riferito del nostro {179 [179]} Salvatore ce lo fanno specialmente conoscere come uomo.

  A191000696 

 Con questo fatto vuole il Redentore ammaestrarci nell'umiltà e a non aver rossore di prestare qualunque servigio quando sia opera di carità verso del nostro prossimo.

  A191000701 

 Fu appunto in questo luogo che il nostro Salvatore senti tutto il peso elle miserie umane volontariamente addossatesi.

  A191000747 

 R. Avvicinandosi il tempo che il nostro Salvatore doveva salire al cielo, e andare al possesso di quella gloria {205 [205]} con tanti patimenti meritata, si affrettava altresì di confermare gli Apostoli e gli altri Discepoli nelle verità della fede.


don bosco-storia sacra [10a edizione].html
  A192000089 

 - Come! esclamarono i suoi fratelli, tu dunque sarai nostro padrone e noi diventeremo tuoi servi? disse altra volta, di vedere il sole' e la luna con undici stelle in atto di adorarmi.

  A192000090 

 Queglino, come lo videro si dissero l'un!'altro: Ecco là il nostro sognatore.

  A192000105 

 El li salutò cortesemente e disse: Come sta vostro padre? vive egli ancora quel buon vecchio? Ed essi: Nostro padre tuo servo vive ancora e sta bene.

  A192000109 

 Tu ci ordinasti di condurti il nostro minor fratello.

  A192000115 

 Dio cangiò ogni cosa in nostro bene.

  A192000361 

 Se la nostra gente, non avesse peccato contro Dio, non saremmo caduti in questa sventura; ma spero che Dio fra poco, placato dal mio sangue e da quello de'rniei fratelli, si riconcilierà col nostro popolo, ed a noi, dopo una morte coraggiosamente sofferta, darà la vita eterna.

  A192000389 

 L'anno pertanto 33 del regno di Erode, il Messia, il nostro Divin Redentore Gesù Cristo (nome da pronunciarsi colla massima venerazione) nacque nella città di Betlemme, circa l'anno del mondo 4000.

  A192000423 

 Siccome il miracolo é azione che può procedere solamente da Dio, così il nostro Salvatore per dimostrare al mondo esser egli Uomo e Dio onnipotente diede principio alla predicazione co' miracoli.

  A192000441 

 Le azioni, che abbiamo finora riferite del nostro Salvatore, ce lo fanno specialmente conoscere come uomo.

  A192000469 

 Con questo fatto volle il Redentore ammaestrarci nell'umiltà, e di non aver rossore di prestare qualunque servigio, quando sia opera di carità verso del nostro prossimo.

  A192000488 

 Siamo grati, o giovani, al nostro Divin Salvatore.

  A192000504 

 Salito al Cielo il nostro divin Salvatore, gli Apostoli ritornarono dal monte Oliveto in Gerusalemme e si ritirarono nel Cenacolo, che era una gran sala, dove -solevano radunarsi a far preghiera.

  A192000565 

 Betfage, borgo vicino al monte degli Ulivi, dove i discepoli andarono a cercare l'asina, su cui il nostro Signore fece l'entrata in Gerusalemme; Em maus, castello dove G. C. si manifestò a due de' suoi discepoli {262 [468]}.


don bosco-strambi avvisi alle figlie cristiane.html
  A193000029 

 La piccola Dorotea dimorò due anni colla sua maestra, e fece molto progresso nella pietà, conservando nel suo cuore gelosamente tutti gli avvisi della saggia e divota maestra, ma soprattutto il ricordo: D'imitare sempre il nostro Signore Gesù Cristo in tutte le sue azioni.


don bosco-una famiglia di martiri.html
  A194000023 

 In quel momento s. Calisto trasportato dalla gioia innalzò gli occhi e le mani al Cielo e fece questa orazione: «O Dio padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale raduni le cose disperse e le cose radunate conservi, accresci la fede e la confidenza nel cuore de' tuoi servi per mezzo di Gesù Cristo Signor Nostro che vive con Dio padre Onnipotente e collo Spirito Santo pei secoli dei secoli».

  A194000024 

 Appena gli fu innanzi l'Imperatore lo interrogo dicendo: «Perchè non ti curi della nostra amicizia e rifiuti di vivere come vivono gli altri sudditi del nostro impero? Mi fu detto, che i cristiani possedono grande sapienza, e se tu sei sapiente perchè ti lasci al par degli altri strascinare da una vana superstizione?».

  A194000032 

 Creatore del genere umano, che mandasti il tuo figliuolo Gesù Cristo Signor Nostro per liberarci dalle tenebre del mondo e condurci alla luce della verità, quel Gesù Cristo che disse: - O voi tutti che siete oppressi dalla fatica e dalla stanchezza, venite a me ed io vi rinforzerò; - Tu, o Signore, converti questa casa e donale il lume della verità, affinchè conosca per vero Dio Gesù Cristo Signor nostro che vive e regna nell'unità dello Spirito Santo.

  A194000034 

 Valentino a chiara voce rispose: «E veramente così: il nostro Signor Gesù Cristo il quale è nato da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo è la vera luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo».

  A194000036 

 Soggiunse tosto Valentino: «Va pure, e in nome del Signor nostro Gesù Cristo mena qua la tua figlia».

  A194000037 

 Il fedele martire di Gesù Cristo alzando le mani al Cielo cogli occhi lagrimanti fece questa preghiera: «Sonore Iddio {19 [75]} Onnipotente Padre del Signor Nostro Gesù Cristo, padre delle misericordie, che mandasti in terra il figliuolo tuo Signor Nostro Gesù Cristo, affinchè dalle tenebre del peccato ci conducesse alla vera luce della grazia, io sebbene peccatore indegno invoco la tua potenza.

  A194000039 

 S. Valentino soggiunse: «Se volete salvare le anime vostre, credete con tutto il cuore nel nostro divin Salvatore, spezzate tutti gli idoli, digiunate, pentitevi delle vostre colpe, e facendone umile confessione ricevete il Battesimo e così sarete salvi».

  A194000046 

 Io dico solamente che noi ci offriamo tutti in sacrifizio a Dio onnipotente ed al Signor Nostro Gesù Cristo figliuolo di lui».

  A194000047 

 Quei coraggiosi Cristiani ben lungi dal lasciarsi intimidire pregavano così: «O Signore {23 [79]} Nostro Gesù Cristo, che spegnesti le fiamme ardenti ed avvampanti intorno ai tre fanciulli nella fornace, fa eziandio andare a vuoto le minacce di questo tiranno, aftinchè non abbia a vantarsi di aver vinto i tuoi servi, e fa che niuno di noi abbia a separarsi dal nostro padrone Asterio.».

  A194000050 

 Siccome il Salvator Nostro Gesù Cristo patì per nostri peccati, così è ben giusto che noi pure {24 [80]} per promuovere il suo onore e la sua gloria sosteniamo questi tormenti; e così purgati dalle sozzure di questo secolo meritiamo di giungere sicuri al desiderato regno dei Cieli».

  A194000062 

 Mario rispose:«I nostri tesori furono già dati a Nostro Signor Gesù Cristo che ce li aveva per poco tempo affidati a solo fine di promuovere il suo onore e la sua gloria.» Claudio da quel discorso conobbe che era deluso nella sua aspettazione, e perciò con aria di sprezzo li consegnò a Musciano suo Vicario dicendo: «Prendi costoro, menali via di qua; se non faranno sacrifizio agli Dei ed abbandoneranno la loro superstizione farai loro soffrire ogni genere di tormenti».

  A194000065 

 Mario e Marta risposero: «Noi desideriamo di sapere da te che cosa ti sia stato comandato a nostro riguardo».

  A194000066 

 Di poi Musciano si calmò alquanto, e fingendo avere interessamento per loro soggiunse: «Che se voi eseguirete gli ordini dei nostri principi, sarete fortunati, la nobiltà dei vostri natali vi sarà conservata, alte cariche ed onorevoli vi renderanno più illustri nel nostro impero, ma per essere loro amici bisogna che facciate un sacrifizio agli Dei».

  A194000068 

 Musciano finse di non aver udito e riputando quella risposta fuori di proposito si {31 [87]} volse a Mario, a Marta e ad Abaco per interrogarli se fossero del medesimo parere dicendo: «Che dite voi di quanto vi ho proposto?» Tutti risposero: «Ciò che disse Audiface è pure nostro pensiero ed è lo stesso come se tutti avessimo con una sola bocca parlato».

  A194000071 

 Mentre inquesta maniera venivano tormentati Audiface ad alta voce andava esclamando: «Sia gloria a te, Signor Nostro Gesù Cristo, il quale ti sei degnato di annoverarci tra i tuoi servi.» {33 [89]}.

  A194000086 

 Le parole sono queste: «Colà dove furono sepolti i corpi di Mario, Marta, {40 [96]} Andiface ed Abaco cominciò a farsi grande concorso di fedeli, ed il nostro Signore Iddio ha concesso, e tuttora concede grandi benefizi, mentre regna il nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna col Padre e collo Spirito Santo ne' secoli dei secoli.

  A194000089 

 In essa leggesi quanto segue: «In nome dei Signore Iddio Salvator nostro Gesù Cristo ai tempi del santissimo e beatissimo Apostolico signore Pasquale Papa furono introdotti in questa santa e venerabile Basilica della Beata Vergine di Cristo {42 [98]} Prassede i corpi di molti santi martiri, che il predetto Pontefice avendo tolti dai cimiteri e dalle catacombe, dove giacevano, colle proprie mani, con somma diligenza ripose sotto questo sacrosanto altare.

  A194000184 

 Dato in Roma presso s. Pietro sotto l'anello pescatorio il giorno 20 dicembre 1859, del nostro pontificato decimo quarto.

  A194000192 

 2° Gloriosi martiri di Gesù Cristo, voi che rinunziaste agli onori, ai piaceri, alle vanità del mondo per guadagnarvi un premio eterno; deh! vi preghiamo, esaudite le umili nostre suppliche ed impetrateci da Dio fortezza e coraggio affinchè noi pure possiamo tenere a vile ogni terrena vanità, e siamo pronti a dare ogni bene del mondo piuttostochè fare o dire alcuna cosa contraria all'amore che dobbiamo al nostro salvatore Gesù Cristo.


don bosco-una preziosa parola ai figli ed alle figlie.html
  A196000010 

 Facciamolo per amor suo, senz'ascoltare il nostro disordinato amor proprio, che ci vorrebbe tradire.


don bosco-valentino o la vocazione impedita.html
  A198000037 

 Abiti nuovi e fatti con eleganza, un cappellotto alla calabrese, un cannino in mano, una catenella luccicante sul petto, una lisciata spartita dei capelli azzimati erano le cose che pronosticavano lo spirito di vanità che già regnava nel cuore del nostro Valentino.

  A198000076 

 Ma siccome io temo che tu non conosca quello che fai, così io voglio che venga a casa; e dopo alcuni giorni di vacanza ci apriremo liberamente il nostro cuore, quindi se perseveri nello stesso volere ti lascierò pienamente libero, anzi niente risparmierò per favorirti e secondarti nel nobile tuo disegno.

  A198000078 

 La più trista sventura che possa cogliere un giovanetto è una mala guida; di essa pur troppo fu vittima anche il nostro Valentino.

  A198000124 

 Dolcissimo Gesù, nostro divin Maestro! che sempre sventaste le nefande macchinazioni con cui i Farisei frequentemente v'insidiavano, dissipate i consigli degli empi e di tutti coloro che nella pusillanimità dello spirito cercano colle loro fallaci arguzie di adescare ed ingannare il popolo.

  A198000125 

 Il Santissimo Signor nostro Pio, per divina Provvidenza Papa IX, il 22 di ottobre del 1866 benignamente concedeva cento giorni di vera indulgenza nella forma consueta della Chiesa a coloro che piamente e divotamente reciteranno la presente orazione.


don bosco-vita dei sommi pontefici s. anacleto s. evaristo s. alessandro i.html
  A199000003 

 Si può dire che i progressi fatti dal Vangelo durante il governo di questi sommi pontefici, in gran parte sono dovuti alle fatiche apostoliche del nostro santo.

  A199000015 

 Egli comincia cosi: «Ignazio chiamato eziandio Teoforo, ossia portatore della misericordia divina, che egli ha conseguito dalla munificenza dell'altissimo Padre Iddio e di G. C. suo figliuolo unigenito, alla Chiesa Romana che per divina volontà opera quanto si appartiene alla fede ed alla carità di G. C. e nostro Salvatore, la quale ha la sua presidenza in Roma.

  A199000017 

 Il nostro Signor G. C. si degni di prenderne cura durante la mia assenza, io l'affido alla sua provvidenza ed alla vostra carità.» Fin qui s. Ignazio.

  A199000044 

 Esso fu instituito, come lo sono tutti gli altri, dal nostro Signor Gesù Cristo, siccome crede e professa la Chiesa, Cattolica.

  A199000047 

 E questo era proprio il tempo predetto {33 [477]} dal nostro divin Redentore, quando disse che i persecutori avrebbero reputato di dar gloria a Dio perseguitando i suoi seguaci.

  A199000080 

 Tutto quello che mi hai detto io lo credo tutto possibile al nostro Dio.

  A199000088 

 Ma per non lasciare in te ombra di dubbio, domani ci troverai al nostro luogo di prima non sciolti come ci vedi adesso, ma legati, con quelle stesse catene con cui ci hai fatto legare.

  A199000096 

 Questi e moltissimi altri fatti sono registrati nella Bibbia e nella storia ecclesiastica affinchè cessi il nostro stupore se li vediamo rinnovati nelle vite de' santi.

  A199000097 

 Il nostro Dio, rispose Alessandro, non vuole che alcuno perisca, {56 [500]} anzi vuole che ognuno si salvi, offre a tutti un generoso perdono, e per dare un pegno della sua misericordia infinita, mori in croce pregando per coloro medesimi che lo avevano crocifisso.

  A199000112 

 Alessandro si accorse che il governatore desiderava di sapere i misteri della religione cristiana non per istruirsi, ma per metterli in dispregio, perciò si fece a rispondere così: quello che tu dimandi è cosa santa, ma il nostro Signor G. C. ci proibisce di gettare le cose sante dinanzi ai cani; cioè ci proibisce di palesare le sublimi verità di fede a quelli che non desiderano di saperle per crederle, ma per metterle in derisione.

  A199000119 

 Perciocchè {65 [509]} qual uomo innocente potè fuggire dalle tue mani? Presso di te vivono solamente tranquilli coloro che rinnegarono il nostro Signor G. C. lo poi coll'aiuto divino sono certo di non negare il mio Signore; è cosa indispensabile che io sia da te tormentato ed ucciso, come lo fu il glorioso Ermete, l'intrepido Quirino, e come lo furono tutti quelli che, illuminati da Dio, passarono coraggiosi in mezzo ai tormenti e giunsero alla vita eterna.


don bosco-vita dei sommi pontefici s. aniceto s. sotero s. eleutero s. vittore e s. zeffirino.html
  A200000002 

 {3 [207]} Il sassolino figurava la santa Religione di Gesù Cristo, che sotto umili sembianze portata dal Ciclo in terra per mezzo del nostro divin Salvatore, fu per opera di s. Pietro dalla Palestina portata a Roma.

  A200000004 

 La Santa Sede rimase vacante soli tredici giorni, dopo cui fu eletto Papa il nostro Santo, il 25 di luglio l'anno 167, essendo di circa settant' anni.

  A200000042 

 Tale usanza è ancora praticata ai nostri giorni, imperciocchè in tal giorno i più fervorosi cristiani si danno esemplare sollecitudine per fare la Comunione Pasquale nel Giovedì Santo, che è il giorno, in cui il nostro Divin Salvatore institui questo gran Sacramento.

  A200000051 

 Essa fu istituita da nostro Signor Gesù Cristo allorchè diede agli Apostoli la facoltà di rimettere i peccati ( S. Gio. XX ).

  A200000119 

 Io risposi: non mi farò alcun male, perchè spero nell'onnipotenza del nostro Signore.

  A200000121 

 Nondimeno senza punto lasciarmi smuovere così gli risposi: sarà nell'interrogatorio ciò che piacerà al Signore; {80 [284]} giacchè non siamo in poter nostro, ma in sua mano; s si ritirò.


don bosco-vita dei sommi pontefici s. lino s. clemente.html
  A201000054 

 Diede poscia al santo una casa di cui fece una piccola chiesa, sotto al titolo della Risurrezione del nostro Signore, della Madre di Dio e di santo Stefano.

  A201000055 

 Questo è quel vero Dio che vi predico, egli solo merita il nostro amore, il nostro rispetto, la nostra adorazione.

  A201000072 

 Saturnino, uomo consolare, cioè uno dei governatori di Roma, avendo una sua figliuola inferma, ricorse al nostro santo, il quale col segno della santa croce la liberò sull' istante dallo spirito maligno che da molto tempo la travagliava.

  A201000079 

 Costoro per disfarsi del santo Apostolo eccitarono contro di lui Astiage fratello del Re e seppero cosi bene armarlo di collera, che fatto prendere il nostro Santo ordinò che fosse scorticato vivo; dopo di che vedendolo ancora a dare qualche respiro fecegli tagliar la testa.

  A201000080 

 Finalmente il nostro Apostolo penetrò nelle Indie, dove nella città di Calamina coronò anch'egli il suo apostolato con un glorioso martirio.

  A201000084 

 Esso era Romano; suo padre era gentile e chiamavasi Emiliano; per conseguenza il nostro Santo fu educato, come s. Lino, nell'idolatria.

  A201000100 

 Tale piazza fu scelta per luogo del supplizio del nostro apostolo.

  A201000101 

 Mentre il nostro santo era colà in esilio, fu grandemente consolato da maravigliose rivelazioni, che furono da lui scritte e formano un libro sacro che noi chiamiamo Apocalisse.

  A201000113 

 Il Pontefice cominciò cosi: «la Chiesa di Dio, che è a Roma, a quella di Corinto, a coloro che sono chiamati e santificati per la volontà di Dio nel nostro Signor Gesù Cristo.

  A201000113 

 «Se noi consideriamo, egli dice, quanto Iddio sia vicino a noi, e come niun nostro pensiero gli può rimanere occulto, noi dobbiamo certamente studiar di evitare tutte le cose che sono contrarie a' suoi divini voleri, e soggettarci a quelli che egli ha collocato sopra di noi.

  A201000115 

 Dopo di aver cosi accennate le virtù {68 [404]} e le obbligazioni proprie di ogni cristiano per conservare la carità vicendevole, fa questo dolce rimprovero: «Perchè esistono tra di voi querele e divisioni? Noi abbiamo tutti lo stesso Dio, uno stesso Cristo, uno stesso spirito di grazia sparso sopra di noi, una stessa vocazione in G. C. Perchè laceriamo le membra sue e facciam guerra al nostro proprio corpo? Siamo forse insensati a segno di dimenticare che siamo gli uni membra degli altri? La vostra divisione, o fedeli, ha pervertito molte persone, altre ne ha scoraggiate, e ci ha tutti immersi nell' afflizione.

  A201000126 

 Egli fu con rincrescimento che mandò il nostro santo in esilio.

  A201000136 

 S. Clemente Alessandrino scrive che, quando il nostro Santo giunse nella città di Natabe {84 [420]} nell' Etiopia, fu ricevuto con gioia dall'Eunuco della regina Candace, battezzato dal diacono s. Filippo.

  A201000138 

 Questa sola parola bastò ad infondere tale fervore unel nostro Apostolo, che più non abbandonò il suo Maestro.

  A201000139 

 Alcuni credono che egli sia morto l'anno 90 di G. C. decimo del pontificato di s. Cleto e ottantesimo settimo del nostro Apostolo.

  A201000150 

 Andrea: - E vero, egli è morto in croce, ma è morto per nostro amore, è morto per salvar noi ed è morto perchè ha voluto.

  A201000159 

 È il giovanetto che vi ho affidato, rispose l'Apostolo, è l'anima del nostro fratello.


don bosco-vita dei sommi pontefici s. ponziano s. antero e s. fabiano.html
  A202000007 

 Perciò prego la Beata Vergine Maria, il Beato Michele Arcangelo, il Beato Giovanni Battista, i Ss. Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi ad intercedere per me presso il Signor nostro Iddio.».

  A202000012 

 Le parole che si cantavano erano queste: «il nostro Iddio è nell'alto de' cieli.

  A202000015 

 Io vi prego, diceva sospirando, o Santissimo Padre, io vi prego di insegnarmi quel cantico che poco fa voi andavate cantando: sì, ripetetemi quelle dolci parole: il nostro Dio è in cielo, le statue dei gentili sono oro e argento, sono simulacri muti, cicchi e sordi; non hanno l'odorato nè il tatto.

  A202000016 

 Il nostro Iddio, in cui noi abbiamo riposta la nostra confidenza, abita in cielo; non si può vedere cogli occhi del corpo, ma lo vediamo cogli occhi della fede, il cui lume ci risplende nel cuore.

  A202000019 

 S. Ponziano rispose: Figliuol mio, non ti maravigliare; vedrai ben altre cose maggiori di queste: sappi che il nostro maestro G. C. insegnò che noi tutti dobbiamo trattarci ed amarci come fratelli, e che ciascheduno deve fare al suo simile ciò che egli ragionevolmente desidera che sia fatto {13 [421]} a lui.

  A202000040 

 Il nostro cuore prova viva consolazione pensando alla grande sollecitudine che usate per istruirvi nella santa religione, e alla grande carità con cui venite in soccorso dei fratelli oppressi dall'afflizione {21 [429]} studiandovi di renderli forti nella fede.

  A202000040 

 Per la qual cosa noi invochiamo la misericordia del nostro Salvatore affinchè colla sua santa grazia vi aiuti a mettere in opera le buone risoluzioni che egli stesso vi ha fatto concepire.

  A202000041 

 Mentre vi preghiamo dal Signore l'aiuto di poter compiere con frutto tali opere lo preghiamo altresì a volervi guidare per quella via che il Salvator nostro, qual pastor supremo, ci ha insegnato.

  A202000042 

 Abbiamo poi inteso con vera consolazione dell'animo nostro, che voi vi date sollecitudine per assistere i sacri ministri prendendo parte a difenderli contro alle insidie degli uomini malvagi.

  A202000042 

 Il che avviene per una maravigliosa disposizione di Dìo onnipotente, affinchè, mentre Iddio ci chiama per via dell'amore, il mondo presente allontani da sè l'animo nostro per via delle tribolazioni che va eccitando; e tanto più {24 [432]} facilmente l'animo si stacchi dall'amor di questo secolo, quanto più facilmente vi è sospinto quando ne è allettato.

  A202000043 

 Adoperandovi in simile guisa per difendere e soccorrere chi si trova nel bisogno, noi vi saremo debitori dei più grandi ringraziamenti, ed il nostro Signor G. C. vi compenserà coll'eterna felicità, e il beato apostolo Pietro principe degli apostoli vi aprirà la porta di quella gloria che si gode per tutti i secoli.

  A202000068 

 Sarà condannato a morte? Un altro tosto succede, che con egual coraggio e fortezza intraprende il governo della Chiesa, predica lo stesso Vangelo, la stessa fede, la stessa legge, lo stesso battesimo istituito da nostro Signor Gesù Cristo.

  A202000093 

 Filippo il padre rispose: egli è appunto per rendere il debito onore ai nostri Dei che io desidero di fare un sacrifizio al nostro gran Giove da cui riconosco il sovrano mio potere.

  A202000156 

 o incredulo, impara che il nostro Signore Iddio può liberare dal pericolo i suoi servi, e credi che nel giorno del giudizio egli può condannare {92 [500]} a pene eterne gli iniqui che oltraggiano la sua santa legge.

  A202000157 

 Al nostro ingresso in questa città ci furono regalati due orsi di maravigliosa grossezza: se tu ben giudichi noi daremo Ponzio a quegli animali, e così non vi sarà più il disturbo della sepoltura.

  A202000169 

 Nel luogo del martirio del nostro santo in progresso di tempo fu edificato un santuario dedicato a S. Ponzio vicino a Nizza, che maestoso conservasi ancora oggidì.


don bosco-vita dei sommi pontefici s. sisto s. telesforo s. igino s. pio i.html
  A203000012 

 Benedetto il nostro Salvatore Gesù Cristo, che in nome del Signore viene per essere sacrificato sui nostri altari, sia lode a Dio nell'alto de' cieli.

  A203000013 

 Date ad essi, o Signore, e a tutti quelli che riposano nella grazia del nostro Salvatore Gesù C, il luogo di refrigerio, di luce, di pace, di riposo eterno, siccome di cuore vi preghiamo pei meriti di nostro Signore Gesù Cristo.

  A203000044 

 E poichè quelli sono più applicati alle cose del culto divino, e si dicono i servi di nostro Signore Gesù Cristo, così devono distinguersi nei costumi, nelle opere e nella santità.

  A203000044 

 Inoltre il digiuno quaresimale, che era {27 [27]} stato instituito da S. Pietro in memoria del digiuno di nostro Signore Gesù Cristo, obbligava tutti i cristiani laici e sacerdoti.

  A203000077 

 Noi fummo ricolmi della più grande consolazione all'udire narrare con qual coraggio il nostro caro confratello abbia trionfato dei nemici di Gesù Cristo collo spargimento del suo sangue.

  A203000100 

 Laonde esaltate, o Diognete, la infinita bontà di Dio verso l'uomo, la quale non contenta di avervi dato l'essere, ha creato il mondo per nostro uso, ci ha assoggettato tutte le cose, e dato l'unico suo figliuolo colla promessa di farci regnare con lui, purchè vogliamo amarlo.

  A203000106 

 Ecco per l'appunto il modo con cui riceviamo nel nostro grembo quelli cui date il nome di iniziati.

  A203000106 

 Il motivo poi per cui specialmente ci congreghiamo e santifichiamo il giorno del sole si è perchè questo è il primo giorno nei quale Iddio creò il mondo ed alle tenebre fece succedere la luce, e perchè in esso Gesù Cristo Salvator nostro dalla morte risuscitò alla vita.

  A203000106 

 Indi li conduciamo al luogo ov' è preparata l'acqua nella quale sono battezzati nel nome del Signore Dio Padre di tutte le cose, e del nostro Salvatore G. C. crocifisso sotto Ponzio Pilato, e dello Spirito Santo che ha predette le cose spettanti alla nostra rigenerazione per mezzo dei suoi profeti.

  A203000106 

 Non è questo un pane comune, nè una bevanda ordinaria: ma siccome in virtù della divina parola Gesù Cristo Salvatore nostro fu veramente composto di carne e di sangue per la nostra salute, così ancora quell' alimento onde noi siamo nudriti, sappiamo che in virtù della preghiera contenente le sue divine parole, è la carne ed il sangue dello stesso Verbo incarnato.

  A203000106 

 Se poi ella è pura, santa, divina, com' ella è infatti; perchè vi arrischiate a combatterla? Principi e sovrani dei popoli, comandate qual debba essere il nostro destino ora che siete informati.

  A203000111 

 Il Santo avendo risposto non esser degno di riprensione, nè di condanna chiunque obbedisce ai precetti del nostro Salvatore Gesù Cristo, lo interrogò il prefetto a qual genere di erudizione si fosse applicato.

  A203000113 

 - Ma veniamo, disse Rustico, al nostro proposito, e a ciò che mi sta principalmente a cuore.

  A203000113 

 E Giustino: questo appunto è quello che ardentemente desideriamo; soffrire i tormenti per l'amore di nostro Signor Gesù Cristo, e così ottenere la nostra eterna salute.

  A203000113 

 In questo modo ci presenteremo con faccia allegra e serena a quel terribile tribunale dello {82 [82]} stesso nostro Signore e Salvatore avanti a cui tutto il mondo deve per divino volere necessariamente comparire.

  A203000115 

 Così il nostro filosofo cristiano dopo di aver con fermezza combattuto l'errore e difesa la verità colla predicazione e cogli scritti sigillava col proprio sangue quanto aveva sostenuto colle parole e colle opere.

  A203000116 

 Quale sarà la nostra scusa al tribunale di Gesù Cristo se noi, essendo liberi delle persecuzioni e delle torture, noi siamo cotanto negligenti nell' amare Iddio o nel lavorare alla santificazione delle anime nostre? Da una parte noi vediamo i martiri inalterabilmente attaccati a Dio in mezzo alle più crudeli prove; dall'altra parte vediamo il maggior numero dei cristiani, i quali sebbene vivano in seno ad una pace profonda, ricusano a questo medesimo Iddio un cuore che per tanti titoli gli è dovuto! Che faremo noi, in quel giorno terribile che fisserà il nostro destino per tutta l'eternita?» {84 [84]}.


don bosco-vita del giovanetto savio domenico.html
  A205000003 

 Quando lo portarono ad essere rigenerato nelle acque battesimali, gl'imposero il nome {11 [161]} di Domenico, la qual cosa, sebben per se sia indifferente, tuttavia fu soggetto di alta considerazione pel nostro fanciullo, siccome vedremo.

  A205000006 

 Non solo era ubbidiente, pronto a qualsiasi nostro comando, ma studiava di prevenire le cose, che egli scorgeva tornar a noi di gradimento.» Erano poi curiose e nel tempo stesso piacevoli le accoglienze che faceva al padre quando il vedeva giungere a casa, dopo i suoi ordinari lavori.

  A205000006 

 «Fin dalla più tenera età, affermano i suoi genitori, nella quale per mancanza di {12 [162]} riflessione i ragazzi sono un disturbo ed un cruccio continuo per le madri; età in cui tutto vogliono vedere, toccare e per lo più guastare, il nostro Domenico non ci diede mai il minimo dispiacere.

  A205000052 

 Così il nostro Domenico dando una savia risposta a quei cattivi consiglieri evitava pure un gran pericolo, in cui, se si fosse precipitato, avrebbe forse perduto l'inestimabile tesoro dell'innocenza a cui tengono dietro mille triste conseguenze.

  A205000066 

 Pieno di rincrescimento pei rimproveri fatti al supposto colpevole il presi da parte, e, Domenico, gli dissi, perchè non mi hai subito detto che tu eri innocente? Domenico rispose: perchè quel tale essendo già colpevole di altri falli sarebbe forse stato cacciato di scuola, dal canto mio sperava di essere perdonato essendo la prima mancanza di cui era accusato nella scuola; d'altronde pensava anche al nostro Divin Salvatore, il quale fu ingiustamente calunniato.

  A205000086 

 Del nostro Domenico non fu così.

  A205000108 

 «In quel momento, asserisce uno di loro, io fui intenerito, un freddo mi corse per le membra, e mi sentii pieno di vergogna per aver costretto un amico si buono, come era Savio, ad usare misure estreme per impedire l'empio nostro divisamento.

  A205000111 

 L'andata poi ed il ritorno da scuola, che è tanto pericoloso pei giovanetti che da' villaggi vengono nelle grandi città, pel nostro Domenico fu un vero esercizio di virtù.

  A205000125 

 Più volte l'ho udito esclamare: quante anime aspettano il nostro aiuto nell' Inghilterra; oh se avessi forza e virtù vorrei andarvi sul momento, e colle prediche e col buon esempio vorrei guadagnarle tutte al Signore.

  A205000184 

 , (segue il nome di altri compagni) per assicurarci in vita ed in morte il patrocinio della Beatissima Vergine Immacolata, e per dedicarci {76 [226]} intieramente al suo santo servizio, nel giorno 8 del mese di giugno, muniti tutti dei Ss. Sacramenti della confessione e comunione, e risoluti di professar verso la Madre nostra una filiale e costante divozione, protestiamo davanti all' altare di Lei e col consenso del nostro Spiritual Direttore, di voler imitare per quanto lo pernotteranno le nostre forze LUIGI COMOLLO

  A205000187 

 A fine poi di assicurarci della perseveranza nel tenor di vita cui intendiamo di obbligarci, sottomettiamo il seguente regolamento al nostro Direttore.

  A205000194 

 Non è fissata alcuna preghiera, giacchè il tempo, che rimane dopo compiuto il dover nostro, sarà consacrato a quello scopo che parrà più utile all'anima nostra.

  A205000203 

 Eviteremo qualunque perdita di tempo per assicurar l'animo nostro dalle tentazioni che sogliono fortemente assalirci nell'ozio; epperciò {79 [229]}.

  A205000208 

 Accetteremo dai nostri superiori quello che verrà destinato a nostro alimento senza mai movere lagnanza intorno agli apprestamenti di tavola, e distoglieremo anche gli altri dal farlo.

  A205000211 

 Una sincera, filiale, illimitata fiducia in Maria, una tenerezza singolare verso di lei; una devozione costante ci renderanno superiori ad ogni ostacolo, tenaci nelle risoluzioni, rigidi verso di noi, amorevoli col nostro prossimo, ed esatti in tutto.

  A205000213 

 Il nostro Direttore è pregato di esaminare queste regole, e di manifestarci intorno ad esse il suo giudizio assicurandolo che noi tutti intieramente dipendiamo dalla sua volontà.

  A205000242 

 Fra le altre cose egli disse a' suoi amici: miei cari, non dimentichiamo l'anima del nostro amico, tutto quello che ora facciamo per lui, Dio disporrà che altri lo faccia un giorno per noi.

  A205000246 

 - È vero, rispondeva l'amico, ma, se facciamo quello che possiamo dal canto nostro, Dio non mancherà di darci grazia e forza per meritarci un favore così grande quale si è diventar ministri di Gesù Cristo.

  A205000321 

 Partiva il nostro Domenico da Torino il primo di marzo alle due pomeridiane in compagnia di suo padre, e il suo viaggio fu buono, anzi pareva che la vettura, la varietà de' paesi, la compagnia de' parenti gli avessero fatto del bene.

  A205000322 

 Egli si pose a ridere e disse: {110 [260]} che è mai una piccola puntura in confronto dei chiodi piantati nelle mani e nei piedi dell'innocentissimo nostro Salvatore? Quindi con tutta pacatezza d'animo faceziando e senza dar segno del minimo turbamento mirava il sangue ad uscire dalle vene in tutto il tempo dell' operazione.

  A205000334 

 Del nostro Savio non fu così.

  A205000337 

 Deogratias, rispose, la passione di nostro Signor Gesù Cristo sia sempre nella mia mente, nella mia bocca, nel mio cuore.

  A205000348 

 Ed è appunto in queste che mi fu dato di ammirare il fervore del nostro Domenico alla pietà, e 1' unione dell' anima sua con Dio.

  A205000349 

 Dilettissimi giovani, la vita è un dono preziosissimo, che Iddio ci fece, per darci il mezzo di acquistarci dei meriti pel cielo, {127 [277]} e cosi sarà se tutto quello che noi facciamo è tale, che offerirsi possa a quel supremo Donatore, come appunto faceva il nostro Domenico.

  A205000349 

 Se io mi accorgerò che i miei allievi diano luogo nella loro condotta ad un notevole miglioramento, se li vedrò d'or innanzi più esalti nei loro doveri, e più compresi dell'importanza di una vera pietà, lo crederò effetto del santo esempio del nostro Domenico e lo riguarderò quale grazia di lassù impetrata dalle sue preghiere in premio di essergli stati per breve tempo voi compagni ed io maestro.».

  A205000356 

 Ora, o amico lettore, giacchè fosti benevolo di leggero quanto fu scritto di questo virtuoso giovanetto, vorrei che venissi meco ad una conclusione che possa apportar vera utilità a me, a te e a tutti quelli cui accadrà di leggere questo libretto; vorrei cioè che ci adoperassimo con animo risoluto ad imitare il giovane Savio in quelle virtù che sono compatibili col nostro stato.

  A205000357 

 E allora colla ilarità sul volto, colla pace nel cuore andremo incontro al nostro Signore Gesù Cristo, che benigno ci accoglierà per giudicarci secondo la sua grande misericordia e condurci siccome spero per me e per te, o lettore, dalle tribolazioni della vita alla beata eternità per lodarlo e benedirlo per tutti i secoli.


don bosco-vita del sommo pontefice s. callisto i.html
  A206000039 

 Signore, io credo, e credo di tutto cuore, perchè ho veramente veduto il Signore nostro Gesù Cristo, vera luce, che mi ha illuminato.

  A206000052 

 Ella entrava esclamando: Deh! Palmazio, degnati di battezzarmi in nome di Gesù Cristo, Signor nostro.

  A206000054 

 Sia gloria a te, Signor nostro Gesù Cristo, che ti sei degnato di condurre queste creature dalle tenebre dell'errore alla luce della verità, e liberarle dalla via di perdizione, compisci, o Signore, l'opera della tua misericordia, ed accresci le grazie e le benedizioni sopra i tuoi servi.

  A206000062 

 Privato vedendosi così prodigiosamente guarito non poteva in sè ritenere la gioia, e andava ad alta voce cantando lodi a Dio dicendo: Quel Dio, che predica Callisto, egli è il vero Dio, il Dio Santo, il Signor nostro Gesù Cristo.

  A206000062 

 Solo Iddio è eterno, come eterno è il Signor nostro Gesù Cristo.

  A206000069 

 Allo stesso Martire aveva conciliata molta venerazione ed autorità l'improvvisa guarigione del nostro sacerdote di febbre maligna.

  A206000075 

 Appena giunta, in segno di gratitudine dedicò il suo servo e se stessa al servizio della chiesa del nostro Santo.

  A206000091 

 Quel Dio creatore pel cui amore i martiri spargevano il loro sangue, è pure nostro Dio creatore.


don bosco-vita del sommo pontefice s. urbano i.html
  A207000006 

 Questi metalli essendo assai duri sono meno porosi e meno soggetti a spezzarsi; di più colla loro preziosità vengono anche a significare l'infinito prezzo di ciò che devono contenere, che è Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signor Gesù Cristo.

  A207000047 

 Valeriano: Signor giudice, il vostro orecchio è un po' duro e come volete intendere il nostro linguaggio?.

  A207000062 

 Così facendo tu vedrai le grandezze del nostro Dio.

  A207000106 

 Queglino risposero coraggiosamente: I sentimenti del nostro Padre sono pure i nostri medesimi, perciocchè essi tendono tutti a salvarci l'anima.

  A207000112 

 Quanto poi al nostro Dio sappi che egli è il Creatore di tutti i vostri dei, e il Creatore di tutti noi medesimi.

  A207000114 

 Alle quali cose il sacerdote Giovanni rispose: E questa una evidente menzogna, perciocchè questo nostro caro Padre visse sempre nell' amor di Cristo fin dalla sua gioventù e reputò sempre per sè un guadagno il dare la vita pel santo nome di lui.

  A207000117 

 Appena entrati i santi Confessori si posero a cantare salmi ed inni a Dio dicendo: O Signore, tu sei divenuto il nostro rifugio e il nostro conforto.

  A207000120 

 Come fu alla sua presenza lo rimproverò parlandogli in questa guisa: Così persisti nella tua pazzia e non solamente non vuoi tu abbandonare l'errore, ma ancora ti studii d'insinuarlo nel cuore altrui? Imperciocchè {62 [356]} abbiamo udito che Andino nostro carceriere per tua cura fu infetto della stessa tua peste.

  A207000132 

 I santi sacerdoti unanimi replicarono: Ti assicuriamo, o Carpasio, che noi non saremo giammai per allontanarci dai precetti e dagli esempi del nostro caro padre.

  A207000135 

 E per esprimere la gioia del loro cuore, si posero a cantare così: O Signore, noi siamo stati ripieni della più grande consolazione confessando pubblicamente la vostra santa legge; il nostro {69 [363]} cuore è pieno di tale giubilo che invano si cercherebbe tra tutte le ricchezze della terra.

  A207000137 

 Richiamando poscia a memoria le parole del Salvatore, con cui dava assoluto potere sopra i demonii con facoltà di cacciarli da quei luoghi, dove fossero di ostacolo alla sua gloria, fissando gli occhi in quella medesima statua disse ad alta voce: La potenza del nostro Dio ti distrugga.

  A207000140 

 Che se Egli ci trova degni di sè e non vuole liberarci, ti assicuriamo che per noi sarà una gloria il dare la vita pel nostro Creatore, ma non ci sottometteremo mai a' tuoi ingiusti comandi.

  A207000140 

 Risposero i pazienti: Sappiamo che il nostro Dio è potente: se vuole, egli può liberarci da te, come liberò i fanciulli ebrei dalle mani di Nabucodonosor e dalla fornace ardente.

  A207000143 

 Queste atrocità in vece di spaventare i Confessori della felle facevanli divenire più intrepidi, e animati dall'esempio di quelli che morivano nei tormenti, e confortati dalla grazia di nostro Signor Gesù Cristo, sentivansi vie più ardere di desiderio pel martirio che di fatto era loro imminente.

  A207000149 

 Gran numero di quelli, illuminati dalla grazia di nostro Signore G. C., vennero alla fede e tra questi tutta la famiglia di Carpasio.

  A207000150 

 Fin d'allora, conchiudono gli atti autentici, cominciò a farsi gran concorso di fedeli a quella tomba e si operarono molti luminosi miracoli ad onore e gloria del Salvator nostro Gesù Cristo, che col Padre e collo Spirito Santo vive e regna per tutti i secoli: amen.

  A207000153 

 Il giudice parlò così: Credo di non parlare invano: corse voce nel nostro palazzo, che tu fosti imbevuta dalle superstizioni dei cristiani e che ora disprezzi le sacre nostre divinità; è vero questo o no? che cosa rispondi?.

  A207000200 

 Essi invocarono la misericordia di Dio con queste parole: O Signore onnipotente, non vogliate allontanare da noi la vostra misericordia: venite in nostro aiuto.

  A207000201 

 Ricorriamo alla gran madre di Dio, regina di tutti i santi; ricorriamo al glorioso martire s. Urbano papa e martire, ricorriamo agli altri santi e sante del paradiso e siamo sicuri che se avremo fede si opereranno tra di noi le maraviglie de' tempi antichi con nostro grande vantaggio spirituale ed anche temporale nel modo che tornerà a maggior gloria di Dio e più vantaggioso alla salute delle anime nostre.


don bosco-vita della beata maria degli angeli.html
  A208000083 

 Sospettando di qualche cosa le monache le domandarono {131 [405]} il motivo di quel pianto, ed ella con flebile voce rispose: «Ah! che non vedremo mai più il nostro buon Principe.»Non passarono che pochi mesi, che mori il principe Vittorio Amedeo Filippo, e per lui successe poi sul trono il fratello Carlo Emanuele III. - Un' altra volta predisse alla più giovane del monastero che sarebbe la prima a morire, sebbene fosse in allora in ottimo stato di salute.

  A208000098 

 «Madre Maria degli Angeli, le disse allora il provinciale, le resta ancora una figlia da benedire.» Ed ella soggiunse: »Nostro Signore la benedica, e le dia un vero distacco da tutte le vanità del mondo, perchè ecco qui dove tutto finisce.» La proprietà dell' avviso fece maravigliare vie più gli astanti, che tutti ben tosto si convinsero che la Beata Madre fosse dall' alto illuminata ed inspirata.

  A208000119 

 Se per avventura il nostro corpo, o il nostro spirito si sentissero stanchi, confortiamolo col pensiero che un' eternità beata sarà abbastanza lunga per riposarsi, e compensare ogni nostra fatica.

  A208000122 

 Oh amabile Vergine, Beata Maria degli {182 [456]} Angeli, che consecrata a Dio co' santi voti di religione incominciaste una vita di perfezione, e vi esercitaste costante nella pratica delle virtù, deh concedete anche a noi, che fedeli alle promesse del s. Battesimo, ed ai doveri del nostro Stato proseguiamo costanti nel sentiero di santità, vincendo le tentazioni e le insidie de' nostri spirituali nemici, e conseguiamo finalmente la sorte di perseverar fino all' ultimo nella grazia del Signore.

  A208000123 

 O Diletta del Crocifisso, avventurata Maria degli Angeli, che foste cosi innamorata del vostro sposo Gesù, di cui contemplaste continuamente, e con tanto frutto la dolorosa passione, deh otteneteci un amore compassionevole verso il nostro buon Dio, che mori sulla Croce per noi, stampateci nella nostra mente e nel nostro cuore la memoria de' suoi patimenti e della sua Croce, affinchè siamo riconoscenti a tanto affetto di Gesù Crocifisso, e partecipiamo con più abbondanza ai meriti della sua passione e della sua morte.

  A208000129 

 O magnanima figlia di S. Teresa, gloriosa Maria degli Angeli, che non contenta di vivere ubbidientissima alla voce de' vostri superiori, voleste pure chiudere i vostri giorni mortali col merito e colla benedizione dell' ubbidienza, deh otteneteci dal Signore di apprezzare questa bella virtù in tutto il tempo di nostra mortale carriera, e di non mai allontanarci dal volere di Dio, che ci sarà manifestato da Coloro, che Dio pose al nostro Governo tanto nelle cose che riguardano il corpo come in quelle dell' anima.


don bosco-vita di s. giovanni battista.html
  A209000010 

 Conforme al giuramento col quale ei giurò ad Abramo padre nostro di concedersi a noi, affinchè liberati dalle mani de' nostri nemici, serviamo a lui scevri di timore, con santità e giustizia {16 [394]} nel cospetto di lui per tutti i nostri giorni.

  A209000010 

 E tu, o fanciullo, sarai detto il profeta dell'Altissimo, perchè lo precederai davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie: per dare al suo popolo la scienza della salute per la remissione dei loro peccati, mediante le viscere della misericordia del nostro Dio, per le quali ci ha visitato il Sol nascente dall'alto.

  A209000016 

 Questo punto fu la più forte prova della virtù del nostro santo; e si vede in questa occasione, che se egli era il più grande degli uomini, ne era anche il più umile.

  A209000020 

 Il Padre celeste apparve sul monte, dove Gesù Cristo transfigurossi, ma lo Spirito Santo non vi intervenne; bensì egli apparve quando discese in forma di lingua sugli apostoli, ma il Padre non vi fu veduto; in ogni altra parte appare il Figliuolo; ma solo al battesimo di Gesù Cristo, che dà origine al nostro dove aveva da invocarsi la SS. Trinità, il Padre vi comparisce nella voce, il Figliuolo nella sua carne, lo Spirito Santo in forma di colomba.

  A209000039 

 Poco tempo dopo avvenne la Passione di nostro Signore Gesù Cristo, il quale fu disprezzato da Erode, presentato che fu a lui per ordine di Pilato, Esso si contentò di motteggiarlo, non essendovi Erodiade che lo spingesse all'uccisione.

  A209000044 

 Non sappiamo precisamente quale sia il tempo della morte del santo Precursore, ma si crede che sia accaduta {56 [434]} verso il fine del secondo anno della predicazione del nostro Signor Gesù Cristo, o al più tardi del terzo, nel principio del mese di febbraio.

  A209000044 

 Oltre le feste principali della Natività e della morte del nostro santo, molte altre nelle chiese particolari furono ancora istituite per onorare le sue reliquie, delle quali traccieremo brevemente la storia.

  A209000046 

 Trovasi pure in Torino una parte della mascella del nostro santo.


don bosco-vita di s. giuseppe.html
  A210000006 

 Molte difatto da alcuni anni videro la luce, ma o per essere troppo voluminose o troppo aliene per la loro sublimità dallo stile popolare, oppure scarse di dati storici perchè scritte collo scopo di servir di meditazione più che d'istruzione, non tornavano a nostro proposito.

  A210000047 

 Poscia, fatta la notte, un parco sonno preparava il nostro santo Patriarca a riprendere il domani le sue giornaliere occupazioni.

  A210000066 

 Eccolo che cogli occhi molli di pianto dice a Maria: « Maria, ora è tempo che ci accingiamo a compiere in questo benedetto tuo figliuolo il segnacolo del nostro padre Abramo.

  A210000112 

 E parmi che dicesse Maria: « Giuseppe, tu ci abbandoni; tu hai finito la peregrinazione dell'esilio, tu mi precederai nella tua pace, discendendo il primo nel seno del nostro padre Abramo; oh Giuseppe, come ti son grata della soave compagnia, che mi facesti, dei buoni esempi che mi hai dato, della cura che avesti di me e delle cose mie e delle pene gravissime che soffristi per cagion mia! oh tu mi abbandoni, ma vivrai pur sempre nella mia memoria e nel mio cuore.

  A210000117 

 Stabilito una volta questo principio, non dobbiamo noi credere, che fra i beati che sono l'oggetto del nostro culto religioso, s. Giuseppe sia, dopo Maria, il più potente di tutti presso Dio, e colui che merita a più giusto {82 [362]} titolo la nostra confidenza ed i nostri omaggi? Di fatto quanti gloriosi privilegi lo distinguono dagli altri santi, e devono inspirarci per lui una profonda e tenera venerazione!.

  A210000119 

 Troviamo nei privilegi e nei favori di cui fu ricolmato l'antico Giuseppe, il quale non era che l'ombra del nostro vero Giuseppe,una figura del credito onnipossente di cui gode nel cielo il santo sposo di Maria.

  A210000125 

 Ma quanto maggior virtù e potenza non avrà la preghiera che Giuseppe volge per noi al sovrano giudice, di cui egli fu guida e padre adottivo? Poichè se egli è vero, come dice s. Bernardo, che Gesù Cristo, il quale è nostro avvocato presso il padre, gli presenta le sacre sue piaghe ed il sangue adorabile che ha sparso per la nostra salute, se Maria, per parte sua presenta all'unico figlio il seno che lo portò e nutrì, non possiamo noi aggiungere che s. Giuseppe mostra al Figlio ed alla Madre le mani le quali hanno tanto affaticato per loro ed i sudori che egli ha sparso per guadagnare il loro vitto sopra la terra? E se Dio padre non può nulla negare al suo figlio diletto quando lo prega per le sue sacre piaghe, nè il {88 [368]} figlio nulla negare alla sua Santissima Madre quando lo scongiura per le viscere che lo hanno portato, non siam noi tenuti a credere che nè il Figlio, nè la Madre divenuta la dispensatrice delle grazie che Gesù Cristo ha meritato non possono nulla negare a s. Giuseppe quando egli li prega per tutto ciò che ha fatto per essi in trent'anni di sua vita?.

  A210000126 

 Immaginiamoci che il nostro santo protettore volga per noi a Gesù Cristo, di lui Figlio adottivo, questa commovente preghiera: « O mio divin Figlio, degnatevi di spargere le vostre più abbondanti grazie sopra i miei servi fedeli; io ve lo domando pel dolce nome di padre di cui mi avete tante volte onorato, per queste braccia che vi ricevettero e vi riscaldarono nella vostra nascita, che vi trasportarono in Egitto per salvarvi dal furor di Erode; ve lo chiedo per quegli occhi di cui asciugai le lacrime, per quel prezioso sangue che io raccolsi nella vostra circoncisione; per i travagli e le fatiche che io portai con tanta contentezza {89 [369]} per nudrire la vostra infanzia, per allevarvi nella vostra giovinezza...» Gesù còsi pieno di carità potrebbe egli resistere a tale preghiera? E se è scritto, dice s. Bernardo, che egli fa la volontà di coloro che lo temono, come può negare egli di fare quella di colui che lo servì e nutrì con tanta fedeltà, con tanto amore? Si voluntatem timentium se faciet; quomodo voluntatem nutrientis se non faciet?

  A210000128 

 Non siamo noi diventati suoi figli; mentre Gesù Cristo è nostro fratello e Maria, sua casta sposa, è nostra madre piena di misericordia?.

  A210000130 

 Il potere di s. Giuseppe è illimitato; si estende a tutti i bisogni della nostr' anima e del nostro corpo.

  A210000136 

 Nel calendario dei Cofti sotto il giorno 20 luglio si fa menzione di s. Giuseppe, ed è opinione sostenuta da alcuni che il 4 luglio sia stato il giorno della morte del nostro santo.

  A210000164 

 Per questo vostro dolore e per questa vostra allegrezza, impetrateci, che tenendo da noi lontano il tiranno infernale, {103 [383]} specialmente colla fuga delle occasioni pericolose, cada dal nostro cuore ogni idolo di affetto terreno; e tutti impiegati nella servitù di Gesù e di Maria, per loro solamente da noi si viva, e felicemente si muoia.

  A210000167 

 Per questo vostro dolore e per questa vostra allegrezza, impetrateci che da timori nocivi sgombrato il nostro cuore godiamo pace di coscienza e sicuri viviamo con Gesù e Maria e fra loro ancora moriamo.


don bosco-vita di s. ireneo vescovo di lione e martire.html
  A211000012 

 Noi abbiamo esortato il nostro fratello e collega Ireneo di recare a te questa lettera, cui ti preghiamo di riguardare siccome degno di raccomandazione, essendo egli zelante del testamento di Cristo.

  A211000023 

 Un certo Fiorino, che insieme col nostro santo vescovo aveva avuto la sorte di essere discepolo di S. Policarpo, divenuto prete della Chiesa romana, dimenticossi dei santi insegnamenti del suo maestro, e fecesi a predicare le più empie bestemmie, e tra le altre, che Dio era autore del peccato.

  A211000024 

 Sgraziatamente anche questa lettera andò perduta: ma Eusebio ce ne conservò un brano, dal quale scorgesi, che bel cuore avesse il nostro santo e quanto tenero fosse della causa di Dio, e dell'amico suo.

  A211000025 

 Il libro fu distrutto dalle vicende dei tempi: se non {69 [165]} che Eusebio ce ne preservò uno squarcio in cui l'autore finisce così: «O voi, che trascriverete, questo libro, io vi scongiuro pel nostro Signor Gesù Cristo e per la sua gloriosa venuta, nella quale giudicherà i vivi ed i morti, di riscontrarlo dopo di averlo compiuto, e di correggerlo esattamente sull'originale, e di scrivere anche questa mia esortazione» Dal che vedesi che S. Ireneo dava una grande importanza a questo suo scritto.

  A211000033 

 Si ignorano le circostanze del martirio del nostro santo, si ha solo di certo, che nella persecuzione di Severo esso fece sacrifizio della sua vita al Signore per mano del carnefice, come attesta S. Gregorio di Tours, e pare che egli passasse da questo esilio alla gloria del Cielo nell'anno ottantesimo secondo della sua età.

  A211000045 

 I Protestanti insegnano, che per essere cristiano non è necessario di rispettare il Papa siccome nostro primo pastore e maestro, ma che si può essere veri cristiani anche ricusando obbedienza e rispetto al Vescovo di Roma.

  A211000045 

 Infatti dopo {85 [181]} aver detto, siccome abbiamo veduto, essere nostro dovere ricorrere alle chiese che furono governate dagli Apostoli per sapere la verità; egli continua ad osservare che sarebbe cosa troppo lunga lo andare a consultare una per una le chiese, fondate e governate da ciascun degli Apostoli, e quindi così conchiude: «Dobbiamo soprattutto ricorrere alla chiesa più grande, piu antica, e conosciuta da tutto il mondo; alla chiesa fondata in Roma dai gloriosi Apostoli Pietro e Paolo, la quale conserva la Tradizione che ha ricevuta da' suoi fondatori, e che è pervenuta sino a noi per una successione non interrotta.


don bosco-vita di s. pancrazio martire.html
  A212000004 

 Ma quando vennero a sapere che Diocleziano era stato intimo amico di Cleonio, padre del nostro giovine, vollero usargli un tratto di particolare bontà col renderne partecipe lo imperatore prima di dargli la morte.

  A212000007 

 Vescovo, i Sindaci, i membri del Municipio ed altri ragguardevoli personaggi (ivi è esposta la serie dei nomi), i quali tutti toccano l'età chi di 90, chi di 80, altri di 60 anni, in presenza del nostro segretario sottoscritto e di molti altri di simile età, avvisati di esporre la pura e sincera verità; attestarono e deposero concordemente essere vero che hanno udito dai loro antenati siccome noi abbiamo udito dai nostri medesimi genitori quando vivevano, quanto segue: la prima occasione di fabbricare questa chiesa fu data da un sacerdote, il quale venendo dalle parti d'Oriente portava seco alcune reliquie.

  A212000013 

 Ho giudicato bene di riferire questo atto autentico che rende pubblica e certa testimonianza delle maraviglie del nostro glorioso Martire operate in Lantosca.

  A212000014 

 Questo santuario è distante circa cinque miglia da Torino camminando dà porta Susa verso Rivoli, e mezzo miglio al di là di Pianezza in un borgo chiamato col nome del nostro santo; e conta l'esistenza di oltre quattrocento anni.

  A212000032 

 La protezione del nostro santo fu provata in parlicolar maniera efficace verso gli energumeni, cioè verso di quelli che sono travagliati dallo spirito diabolico.

  A212000045 

 I pii genitori lo votarono al nostro Santo e in breve gli ottennero l'intiera e perfetta sanità.

  A212000047 

 L'anno 1650 nello stesso giorno della festa del nostro Santo ottenne eziandio una grazia segnalata la figliuola di certo Giovanni Costa, che già da molto tempo nelle braccia e nelle coscie era tutta raggruppata.

  A212000052 

 La malattia dell'ernia, male pericoloso, di difficile guarigione, e che talvolta produce funeste conseguenze, fu pure oggetto delle maraviglie del nostro Santo.

  A212000054 

 Giunsero colà il 12 di maggio 1650, ed ebbero la consolazione di ottenere dalla divina misericordia per l'intercessione del nostro Santo la guarigione del loro figlio, il quale fece ritorno a casa totalmente guarito.

  A212000058 

 L'anno 1612 essendo stata condotta con gran confidenza al nostro Santo, mentre in compagnia di molte divote persone assisteva al santo sacrifizio della Messa, le si aprirono gli occhi, e con indicibile contento vide per la prima volta la luce del giorno, e il primo oggetto che potè rimirare fu il glorioso s. Pancrazio, per la cui intercessione aveva acquistata la vista.

  A212000058 

 Ma che dirò di tanti ciechi che per intercessione del nostro Santo ottennero maravigliosamente la vista? di tanti muti che acquistarono la loquela, di tanti sordi, che ricuperarono l'udito? Si possono ben con ragione applicare al nostro Santo le parole del Vangelo: coeci vident, claudi ambulant, muti loquuntur.


don bosco-vita di s. pancrazio martire [4a edizione].html
  A213000010 

 All'occasione poi della festa procura che colà si trovi abbondante numero di confessori e d'altri sacerdoti per soddisfare allo straordinario concorso di fedeli, che, o per necessità o per divozione, sogliono ogni anno intervenire a questo santuario al 12 di maggio, giorno in cui il nostro Santo riportò il martirio, avvenne il prodigio che diede origine al santuario, e in cui la Chiesa cattolica ne celebra la festa.


don bosco-vita di s. paolo apostolo.html
  A214000044 

 Questi è quel famoso Tito che divenne un modello di virtù, fedele seguace e coadiutore del nostro santo Apostolo e di cui noi pure avremo più volte da parlare.

  A214000046 

 Avendo noi inteso che alcuni venuti di qua hanno turbato ed angustiato le vostre coscienze con idee arbitrarie, è sembrato bene a noi qui radunati di scegliere e mandare a voi Paolo e Barnaba, uomini a noi carissimi, che sacrificarono la loro vita pel nome di nostro Signor Gesù Cristo.

  A214000056 

 Mentre s. Paolo era nella Troade gli apparve un Angelo vestito da uomo ad uso dei Macedoni, il quale stando in piedi innanzi a lui si fece a pregarlo così: Deh! abbi pietà di noi; passa nella Macedonia e vieni in nostro soccorso.

  A214000057 

 Da che egli si pose per compagno del nostro Apostolo non vi fu più nè pericolo nè fatica nè patimento che abbia potuto scuotere la sua costanza.

  A214000093 

 Questo è il quinto viaggio del nostro Santo Apostolo.

  A214000101 

 Almeno, egli soggiungeva, non si trattasse che del nostro privato interesse; ma il tempio della nostra gran Dea così celebrato in tutto il mondo è per essere abbandonato.

  A214000145 

 Costui ha altresì tentato di profanare il nostro tempio, e noi avendolo colto volevamo giudicarlo secondo la nostra legge; ma sopravvenendo il capitano Lisia ce lo cavò a viva forza dalle mani.

  A214000150 

 Questo appello del nostro Apostolo era giusto e secondo le leggi romane; perciocchè quel governatore dimostravasi {107 [273]} disposto a dare un cittadino romano, conosciuto innocente, in potere degli Ebrei, che a qualunque costo il volevano morto.

  A214000152 

 Ma poichè non ho alcuna cosa certa da scrivere al nostro sovrano, ho giudicato bene di condurlo davanti a voi, e principalmente avanti a te, o re Agrippa, acciocchè lo ascolti, lo interroghi, e dipoi mi dica che cosa debba scrivere, non parendomi cosa conveniente mandare un prigioniero a Roma senza dare informazioni intorno alla causa di sua prigionia.

  A214000169 

 Ma quanto dobbiamo guardarci dal giudicare temerariamente del nostro prossimo! {119 [285]}.

  A214000175 

 Una Chiesa antichissima, che sussiste ancora oggidì in quella città, è dedicata al nostro santo Apostolo e si crede che sia stata innalzata sopra la grotta medesima ove s. Paolo aveva predicato la parola di Dio, e celebrati i divini misteri.

  A214000201 

 Dio Padre e G. C. Signor nostro vi accordino la grazia e la pace.

  A214000201 

 «Paolo prigioniero per la fede di G. C. {136 [302]} e Timoteo suo fratello al nostro caro Filemone, nostro cooperatore, ad Appia nostra sorella carissima, ad Archippo compagno delle nostre fatiche ed a tutti i fedeli che sogliono radunarsi in tua casa.

  A214000205 

 La grazia di Nostro Signor G C. sia col vostro spirito.

  A214000210 

 Lo zelo del nostro Apostolo era instancabile, e poichè le sue catene lo tenevano a Roma, egli s'ingegnava o di mandare i suoi discepoli o scriveva lettere ovunque ne avesse conosciuto il bisogno.

  A214000211 

 Una cosa che cagionò non lieve inquietudine al nostro Apostolo furono le notizie di Efeso.

  A214000246 

 Al tempo di Costantino il grande fu fabbricata una basilica superba ad onore e sopra il sepolcro del nostro apostolo.

  A214000253 

 S. Giovanni Grisostomo divotissimo del nostro santo desiderava grandemente di poter vedere S. Paolo dal pulpito, perchè, egli dice, i più grandi oratori dell'antichità sarebbero apparsi languidi e freddi in paragone di lui.

  A214000254 

 Io son certo che nè la morte nè la vita, nè gli Angeli, nè i principati, nè le virtù, nè il presente, nè l'avvenire, nè alcuna creatura ci potrà separare dall' amore di Dio che è fondato nel nostro Signor G. C. Questo è il carattere del vero cristiano: essere disposto a tutto perdere, a tutto patire piuttosto che dire o fare la minima cosa che sia contraria all' amor di Dio.


don bosco-vita di s. policarpo.html
  A215000002 

 47), ci dà un breve ragguaglio delle gesta, degli scritti, del martirio del nostro santo.

  A215000003 

 Ma benchè tra esso e il nostro santo siavi la distanza di oltre a 150 anni, pure egli attinse da fonti sicure quanto ci lasciò scritto di lui.

  A215000027 

 Dalle quali parole del nostro Redentore vedesi chiaro come s. Policarpo menava vita povera assai, mentre era ricco di meriti, ed era come nel crogiuolo della tribolazione, per parte degli idolatri e degli eretici, che lo perseguitavano a morte.

  A215000029 

 «La chiesa di Dio, che abita a Smirne, alla chiesa di Dio che è a Filadelfia, e a tutte le parrocchie di qualunque luogo della Chiesa santa e cattolica: si moltiplichi la pace e carita da Dio Padre e da Gesù Cristo Signor nostro.

  A215000046 

 Voi certamente ci richiedeste di scrivervi a lungo le cose che accaddero: ma noi per ora ve le abbiamo indicate solo per sommi capi, mandandovi questa lettera per mezzo del nostro fratello Marco.


don bosco-vita di san martino vescovo di tours.html
  A216000021 

 Questo prelato conobbe tosto il merito del nostro Martino, e i disegni della divina Provvidenza che lo chiamava a lavorare per la salute delle anime; perciò {18 [406]} dopo di averne attentamente considerato la pietà, la purezza di costumi, la scienza non ordinaria, e la grande sua propensione ad occuparsi a vantaggio delle anime, voleva ordinarlo diacono della sua Chiesa.

  A216000022 

 Una cosa doleva grandemente all'animo del nostro santo; ed era il pensare che la sua patria e i suoi genitori medesimi fossero involti negli errori del gentilesimo.

  A216000026 

 Il nostro santo seguendo il suo viaggio traversò il Piemonte, venne a Milano, e valicando quelle montagne, che si chiamano Alpi Giulie, in pochi giorni giunse in Sabaria sua patria, dove i suoi genitori avevano di nuovo stabilita la loro dimora.

  A216000044 

 Vi si vede ancora oggidì una di queste celle ove si dice che il nostro Santo abbia abitato per qualche tempo.

  A216000045 

 Egli asserisce come il nostro Santo soleva accogliere amorosamente e con cortesia i suoi ospiti offrendo alle anime un soave cibo di spirituali ragionamenti, esortandoli {35 [423]} con affetti ad evitare e fuggire i piaceri della vita presente ed a lasciare i pericolosi impacci del secolo, a seguire le pedate del Salvatore ed avviarli per l'arduo sentiero che guida al cielo.

  A216000045 

 San Sulpizio Severo mosso dalle grandi cose che in ogni luogo si pubblicavano intorno al nostro Santo, si partì di lontano paese per andarlo a visitare.

  A216000096 

 I Santi riconosciuti come tali dalla Chiesa si possono venerare, invocare in nostro aiuto.

  A216000105 

 Gli Israeliti trovandosi in pericolo di cadere nelle mani de' Filistei ricorsero al profeta Samuele con queste parole: Deh! non cessare di pregare il Signor nostro Iddio per noi, affinchè ci salvi dalle mani de' Filistei.


don bosco-vita di san pietro.html
  A217000005 

 Siccome un figlio deve essere naturalmente portato ad ascoltare con piacere le gloriose azioni di suo padre; così noi, come figliuoli spirituali di {6 [298]} S. Pietro e de' suoi successori, dobbiamo godere assai nell'animo nostro nel leggere le azioni gloriose di quei sommi uomini, che da diciotto secoli governano la Chiesa di G. C..

  A217000032 

 Qual differenza fra la risposta del nostro Apostolo e le mormorazioni di certi cristiani, che trovano dura e severa la santa legge del Vangelo solo perchè non si accomoda colle loro passioni? Ciril.

  A217000107 

 Egli parlava del Redentore, di quel Gesù, figliuolo di Dio, discendente da Abramo, quel Gesù che Dio risuscitò da morte, e che a noi comanda di predicarvi la sua parola prima che la predichiamo ad ogni altro popolo, portandovi per mezzo nostro la promessa benedizione, acciocchè vi convertiate de' vostri peccati ed abbiate la vita eterna.».

  A217000111 

 Se in questo giorno veniamo accusati e ci formano un processo per un'opera ben fatta, quale è la guarigione di quell'infermo, sappiate tutti, e lo sappia tutto il popolo d'Israele, che costui, il quale vedete qui alla vostra presenza sano e salvo, ha ottenuto la sanita nel nome del nostro Signore Gesù Nazareno; quel medesimo che voi metteste in croce, e che Iddio ha fatto risorgere da morte a vita.

  A217000193 

 Avendo noi inteso che alcuni venuti di qua hanno turbato ed angustiato le vostre coscienze con idee arbitrarie, è sembrato bene a noi qui radunati, di scegliere e mandare a voi Paolo e Barnaba, uomini a noi carissimi, che la loro vita sacrificarono ed esposero a pericolo pel nome di Nostro Signor Gesù Cristo.

  A217000220 

 Dipoi li esorta a conservarsi mondi dal peccato, e a credere costantemente che la lunga pazienza che usa spesso il Signore con noi, è per comun nostro bene.

  A217000220 

 {152 [444]} Quindi raccomanda caldamente di non interpretare le sacre scritture col privato intendimento di ciascuno, e nota particolarmente le lettere di s. Paolo, che egli chiama suo fratello carissimo di cui dice così: «Gesù Cristo differisce la sua venuta per darvi tempo a convertirvi; le quali cose vi scrisse Paolo nostro carissimo fratello secondo la scienza che gli è stata data da Dio.


don bosco-vita di san pietro [3a edizione].html
  A218000016 

 È pure verità di fede che avvi un solo Dio in tre persone realmente distinte, che avvi un solo battesimo, una sola vera Chiesa, che è la cattolica; che niuno può salvarsi fuori di questa Chiesa; che è il Romano {214 [256]} Pontefice, cui noi dobbiamo ubbidire come a Gesù Cristo, di cui egli fa le veci; che i Sacramenti instituiti da nostro Signor Gesù Cristo sono sette, nè più, ne meno.


don bosco-vita e martirio dei sommi pontefici san lucio i e santo stefano i.html
  A220000004 

 Di leggieri comprendiamo, diletto Figlio, quale sia il dolore dell'animo tuo e degli altri ecclesiastici in questo grande scompiglio d'Italia e stravolgimento delle pubbliche cose, e nella ribellione di alcune provincie del nostro temporale dominio.

  A220000010 

 Sono di sollievo al cuor Nostro la somma concordia degli animi, colla quale anche il Clero in questo tristissimo tempo attende alla salute delle anime, e la fermezza e costanza d'animo con cui per la causa di Dio e della Chiesa esso sopporta e sostiene ogni avversità.

  A220000028 

 S. Cipriano a nome anche de' suoi colleghi scrisse a s. Lucio un'altra lettera, in cui, accennando le belle virtù del nostro santo, dimostra la sua venerazione ed il suo attaccamento al capo della Chiesa.

  A220000030 

 Ma pubblicavano che quel Dio, il quale essi adoravano, ed è pure il nostro Dio, era potente a liberarli dalla fornace di fuoco, ed a scamparli dalle mani del re e dai tormenti presenti.

  A220000031 

 Noi, o fratello carissimo, intendiamo e con tutta la luce del nostro cuore vediamo i salutari e santi consigli della divina Maestà.

  A220000033 

 Per tenere le veci della nostra presenza, io, i colleghi ed i fratelli tutti mandiamo a voi questa lettera, o fratello carissimo, e con essa rappresentandovi il nostro gaudio vi attestiamo i fedeli ossequii di carità.

  A220000033 

 {24 [170]} Anche qui nei nostri sacrifizi e nelle nostre preghiere non cesseremo di rendere grazie a Dio padre ed a Cristo suo figliuolo Signor nostro, e di pregare domandando che Egli, il quale è perfetto e perfeziona altrui, custodisca e perfezioni in voi la gloriosa corona della vostra confessione.

  A220000043 

 Allora s. Gregorio, per dare a Gesù Cristo l'onore a lui dovuto, continuò ad instruire quei gentili nella fede, facendo osservare che i loro peccati erano cagiono di quelle sciagure; che eglino dovevano abbandonare il culto del demonio; adorare il solo vero Dio e riconoscere il suo Divin figliuolo, Signor nostro Gesù Cristo, nel cui nome egli guarivali dal morbo fatale.

  A220000049 

 Sceglievasi questo tempo affinchè i novelli sacerdoti fossero come altrettanti messaggeri ai fedeli cristiani per prepararli a celebrare santamente la nascita di nostro Signor Gesù Cristo che è il sacerdote eterno secondo l'ordine di Melchisedecco.

  A220000053 

 «Il nostro gran Giove, dicevano, ha dato il sommo Pontificato ai nostri Re, ai nostri Imperatori, a voi e non ai cristiani.

  A220000065 

 Per questo motivo, appena coronato s. Lucio del martirio, il nostro santo nel mese di maggio del 257 con unanimi suffragi fu sollevato alla Sede Pontificia.

  A220000068 

 S. Cipriano poi scrisse una lettera particolare al papa, in cui fra le altre cose dice: «è necessario che tu scriva ai nostri confratelli delle Gallie acciocchè Marciano non continui ad insultare il nostro collegio.

  A220000085 

 Ciascheduno adunque tolga la sua croce e segua nostro Signor Gesù Cristo che ci disse: colui che ama l'anima sua sacrifichi la vita presente per amor mio, e così guadagnerà la vita eterna.

  A220000088 

 I parenti solleciti pei loro figliuoli li andavano cercando, e giunsero in quel momento che il nostro Santo li instruiva intorno al tremendo giudizio che Dio sarà per faro di noi in fine della vita.

  A220000097 

 Fatte queste cose, il santo Pontefice per ringraziare Iddio e per compiere la sacra funzione coll' atto più solenne dì nostra religione, celebrò per loro il santo sacrificio della Messa, in fine della quale parteciparono tuttti del corpo e del sangue di nostro Signore Gesù Cristo.

  A220000106 

 Io sono stato illuminato dalla luce della fede nel Signor nostro Gesù Cristo.

  A220000123 

 Il padre faceva loro coraggio, dicendo ad alta voce: Animo, figliuoli miei, breve è quello che dovete patire: ma eterna è la ricompensa che Dio sarà per darvi in futuro; animo... Mentre erano così tormentati, que' prodi giovanetti non dicevano altro che: Gesù, Signor nostro, aiutateci! {68 [214]}.

  A220000135 

 Un sacerdote di nome Bono sì alzò dal mezzo dell'adunanza e a nome di tutti parlò cosi: Noi seguiremo il vostro consiglio, o beatissimo Padre, e desideriamo di abbandonare ogni terrena facoltà, e dare il sangue e la vita per glorificare il nome del Signor nostro Gesù Cristo.

  A220000145 

 Pontefice: Credi in Gesù Cristo Signor nostro?.

  A220000154 

 E per avere qualche conforto nel suo cuore, pregò il Signore Iddio, dicendo: Dio grande, creatore del cielo e della terra, disperdi i consigli diabolici, e in nome di Gesù Cristo Signor nostro, schiaccia Satana, affinchè questi infelici possano svincolarsi da' lacci di lui, ed abbandonando {78 [224]} gli idoli, conoscano te, Creatore, Padre onnipotente, e Gesù Cristo tuo figliuolo.

  A220000158 

 Quel medesimo Gesù Cristo illuminò le tenebre della nostra mente e la cecità del nostro cuore, e coll'aiuto della sua santa grazia abbiamo rigettato la superstizione della cieca idolatria, ci siamo convertiti al vero Dio.

  A220000158 

 È vero che assai tardi è stato il mio pentimento, ciò non ostante Dio mi accolse, e col suo aiuto conobbi il vero Dio, Creatore del cielo e della terra ed il suo figliuolo {80 [226]} Gesù Cristo Signor nostro; il quale mi riscattò col battesimo.

  A220000163 

 Sinfronio giudicando follia intollerabile il credere a quella stupida divinità, fece a Dio questa preghiera: Il Signor nostro Gesù Cristo figlio di Dio vivo ti spezzi e ti disperda.

  A220000167 

 Ti preghiamo pertanto a volerci dare il battesimo e purificare le anime nostre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo che tu predichi.

  A220000177 

 Valeriano con finta compassione cominciò {89 [235]} a tener loro questo discorso: Perchè non badate a salvarvi adorando quegli Dei che noi sappiamo essere i governatori del nostro impero e la salvezza del medesimo?.

  A220000182 

 Quando videro che le fiamme cominciavano a circondarli alzarono unanimi le loro voci al cielo, dicendo: Sia gloria a te, Signor nostro Gesù Cristo, che ti sei degnato di annoverarci coi martiri tuoi seni.

  A220000209 

 Santo Stefano, senza punto sgomentarsi, con aria grave, rispose: Io non mi ricordo di aver fatto cosa alcuna per mettere sossopra la repubblica; avviso soltanto il popolo che veglia una volta abbandonare gli Dei ovvero i demonii, e conosca il Dio vivo e vero creatore del cielo e della terra; che conosca il suo figliuolo Signor nostro Gesù Cristo, il quale col Padre e collo Spirito S. esiste da tutta l'eternità.

  A220000212 

 Giunto in quel luogo, il santo Pontefice, alzò gli occhi, e rimirò con dolore quel luogo di abominazione, ed alla presenza di molti gentili ed anche di parecchi cristiani che erano colà accorsi, fece questa preghiera: Signore Iddio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che colla confusione distruggesti la torre di Babele, deh! dimostra la tua potenza, e distruggi questo luogo dove intervengono tanti uomini ad adorare i demonii con loro eterna perdizione.

  A220000214 

 Fu quella l'ultima Messa celebrata dal nostro santo, e per lui fu un vero Viatico che doveva accompagnarlo per l'eternità.

  A220000215 

 Costoro giunsero colà nel momento che il nostro santo celebrava la santa Messa.

  A220000224 

 Questa è quella vita eterna che insegnò il nostro Maestro Gesù Cristo.

  A220000234 

 Questo Pontefice nutriva grande divozione verso il nostro santo ed aveva da lui ottenuto molti favori.

  A220000238 

 Con molte altre maraviglie Dio compiacquesi di glorificare il nostro Santo, tra esse avvi una prodigiosa comparsa di gigli.





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