Parola «Lecitamente» [ Frequenza = 6 ]


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 08.html
  A008002933 

 "I buoni ai giorni nostri non devono più attendere a che cosa siano tenuti rigorosamente per soddisfare al loro dovere dell'elemosina; ma invece a quanto [331] possano lecitamente e prudentemente fare a servizio della buona causa: devono attendere non al dovere ma al potere, e questo possibilmente esaurirlo." Insiste sull'importanza che i cattolici si riuniscano in società per mettere in comune i mezzi dei quali ponno disporre per conseguire un dato fine.


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 09.html
  A009008930 

 Inoltre per la [866] medesima Nostra Autorità e colle presenti Lettere concediamo ai Rettori e Confratelli dell'Arciconfraternita così eretta, presenti e futuri che, osservata la Costituzione di Clemente VIII, Nostro Predecessore, di veneranda memoria, già pubblicata per l'addietro, possano liberamente e lecitamente aggregarsi altre Società del medesimo titolo ed istituto, che sono canonicamente istituite nella sola diocesi di Torino, ed a quelle comunicare tutte le Indulgenze, remissioni di peccati, e condoni di penitenze concesse da questa Santa Apostolica Sede alla Società da Noi ora eretta ad Arciconfraternita, e tutte le altre comunicabili.


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 10.html
  A010006824 

 Nel capo IV, Della forma di questa Società (Hujus Societatis forma ) soppresse gli articoli 7° ed 8°, nei quali si specificava che la Società avrebbe fornito ai soci tutto il necessario, riguardo il vitto, il vestito e ogni altra cosa occorrente, non escluso, per giusta causa, anche il danaro; e che se un socio morisse senza far testamento a lui sarebbe succeduto chi secondo le leggi civili avesse diritto di esserne erede; nell'articolo 2° specificò il particolare della paga delle tasse e delle imposte secondo la prescrizione delle leggi civili dal socio che conserva beni particolari, nonchè della facoltà [675] a lui concessa di lecitamente comprare e vendere, senz'apporvi - come voleva l'Osservazione 5 a - che per far ciò si richiedeva il beneplacito della Santa Sede, non sembrandogli opportuno l'introdurvi tale dichiarazione per il fatto, che dovendosi allora ottenere il Regio Placet per i Rescritti Pontifici riguardanti il foro esterno, la Società avrebbe preso l'aspetto di un istituto legale sotto la tutela e la dipendenza delle autorità e delle leggi civili; mentre avrebbe implorato che fosse concesso al Rettor Maggiore ed al suo Capitolo di trattare simili affari, come Gregorio XVI il 21 giugno 1836 aveva concesso alla Congregazione delle Scuole della Carità; nell'art.

  A010007699 

 2° del capo De singulis domibus appena l'accenno generico di non far mai nulla contro leges ecclesiasticas et civiles, e nel 2° del capo Hujus Societatis forma il semplice accenno ai diritti civili con queste parole: " Chiunque entra nella Società non perde, nemmeno dopo fatti i voti, i diritti civili, per cui può validamente e lecitamente acquistare, vendere, far testamento ed ereditare; ma finchè starà nella Società, non può amministrare i suoi beni, se non nella maniera e nella misura che in Domino il Rettor Maggiore riterrà conveniente", basandosi sulle Costituzioni di altri Istituti Religiosi approvati.


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 13.html
  A013001468 

 In prova di tutto ciò valga l'autorità stessa dell'Arcivescovo di Torino Mons. Gastaldi, che con lettera indirizzata al Novizio credette potergli dare un segno di stima col dispensarlo, tutto da sè, dalle testimoniali richieste per ammettere lecitamente il novizio alla tonsura ed agli ordini minori..


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 15.html
  A015005411 

 Perciò l'Arcivescovo se gli gradiva poteva negarmi o togliermi la facoltà di confessare le Suore nella loro Cappella privata, ma non avrebbe potuto lecitamente sospendermi ed allontanarmene dalla Chiesa pubblica con tanta mia infamia e senza una colpa canonica..





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