Parola «Nefandi» [ Frequenza = 4 ]


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 11.html
  A011004503 

 Io non so darmi ragione, che mentre si stampano miglioni di libri nefandi e niun se ne cura per farli mettere [615] all'indice, ed io che non risparmio nè spesa nè fatica per tenermi ai fonti, agli autori sommi con romane approvazioni e si dissi ciò nonostante tanto rigore..


Don Bosco-Memorie biografiche Vol 16.html
  A016004597 

 Giacchè, disse Iddio sempreppiù sdegnato, giacchè l'uomo s'è dato a peccati sì nefandi, ad azioni sì turpi, sì laide bruttezze; io stesso farò sopra di lui sentire il peso di mia vendetta.

  A016004598 

 Globi di fiamme e di ardente zolfo strepitando, e stridendo colla rapidità del fulmine si cadono, si scagliano, s'avventano su tutte quelle peccatrici città, e su tutte le circostanti campagne; nelle città già son tutte in fuoco le piazze, le contrade, le case; ne' campi già ardono, divampano, si consumano le biade, l'erbe, le plante e tutto ciò che verdeggia; e dei sensuali suoi abitatori che ne è? Gli abominevoli abitatori che più non provavano soddisfazione, se non nei bagordi, nelle crapole, nelle impudicizie già tutti son circondati, compresi, assaliti da quell'orribile incendio; altri nell'aperto, altri nel chiuso; altri in letto o veglianti o in mezzo a lor nefandi piaceri, tutti già hanno addosso le voraci fiamme, che senza dar loro tempo di tentare uno scampo, s'appiccano alle sozze e immonde carni, e le bruciano, si cacciano nella gola e li soffocano, penetrano gl'intestini, li struggono e li mettono in cenere.

  A016004602 

 Ma... che dirò di quegli sventurati che capiuntur in tempore malo, sono colpiti dai fulmini della divina vendetta nell'atto istesso che consumano i loro peccati nefandi e là cessando di vivere l'infame lor vita vanno a dar principio alla loro infelice eternità? Che poi dovrò mai dire di tanti giovani e di tante giovani che si veggono nelle case, o nei ricoveri, oh Dio, quanto è grande il lor numero! distesi in lui letto coperti di fetenti ulceri o consumati da polmonee o da etisie, sì stenuati di forze e sì oppressi da malore, che movono a compassione alle lagrime, e se lor domandiamo la sorgente de' lor mali, sono costretti a confessare a lor confusione, che morbi sunt flagella peccatorum, - i lor disordini e la lor vita licenziosa soli cagione di lor sventure.





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