per la pratica de'
Suoi Doveri degli
esercizi di
cristiana pieta' per la recita dell'uffizio della Beata Vergine e de principali
Vespri dell'anno coll aggiunta di una scelta di laudi sacre ecc.
TORINO
TIPOGRAFIA PARAVIA
E COMP.
MDCCCXLVII {3
[183]}
INDEX
Alla gioventł 3
Parte prima. Cose necessarie ad un figliuolo per diventar virtuoso. 4
Articolo 1. Conoscenza d'Iddio. 4
Articolo 2. I giovanetti sono grandemente amati da Dio. 4
Articolo 3. La salvezza di un figliuolo dipende ordinariamente dal
tempo della gioventł. 4
Articolo 4. La prima virtł di un giovane č l'ubbidienza a' propri
genitori. 5
Articolo 5. Del rispetto che devesi alle Chiese ed alle cose di
religione. 6
Articolo 6. Lettura e parola d'Iddio. 6
Cose da fuggirsi massimamente dalla gioventł. 7
Sette considerazioni per ciascun giorno della settimana 11
Le sei domeniche e la novena di s. Luigi Gonzaga 18
Inno. 25
Parte seconda. Esercizi particolari di cristiana pietą. 26
Preghiere del mattino e della sera. 26
Maniera di assistere con frutto alla Santa Mmessa 29
Maniera pratica per accostarsi degnamente al sacramento della
Confessione 32
Preparazione alla Santa Comunione 34
Visita al ss. Sacramento 35
Formola di recitare i quindici misteri del Rosario della SS. Vergine 37
Litanie della B. V. Maria 38
Corona di Maria Addorata 39
Inno. 41
Litanie della B. V. Addolorata. 42
Giaculatorie per le quali ogni volta che diconsi, acquistansi 100
giorni d'indulgenza per ciascuna giaculatoria. 43
Le sette allegrezze che gode, Maria in Cielo. 43
Esercizio di divozione al s. Angelo Custode 44
Breve modo di praticare la Via Crucis 45
Preghiera di Benedetto Papa XIII per impetrare da Dio la grazia di non
morire di morte improvvisa. 50
Preghiera A S. Giuseppe 50
Preghiera per la buona morte composta da una Donzella protestante
convertita alla Religioni Cattolica nell'etą di anni15,e morta di anni 18 in
odore di santitą. 50
Orazione per le anime del Purgatorio. 51
Parte terza. 52
Ufficio Della Beata Vergine 52
Salmi, inni, e versetti per le vespri di tutto l'anno. Vespro Maggiore 76
Salmi ed inni per li vespri delle feste di tutto l'anno 79
Comune de'santi apostoli ed evangelisti. 82
Comune degli apostoli ed evangelisti nel tempo pasquale. 83
Comune di un santo martire 84
Comune di un santo martire nel tempo pasquale. 85
Comune di piu santi martiri. 85
Comune di piu' santi martiri nel tempo pasquale. 86
Comune di un s. Confessore vescovo. 87
Comune di un santo confessore non vescovo. 88
Comune delle ss. vergini, e delle vergini e martiri 88
Comune di una s. solamente martire, e di una s. nč vergine, nč martire. 89
Comune della dedicazione della chiesa. 89
Inni e versetti per le domeniche e feste dell'anno. 90
Feste de' santi nel decorso di tutto l' anno 101
Compieta Maggiore 122
Vespro de morti 124
Orazioni per le sepolture dei fedeli defunti 126
Esequie dei fedeli defunti. 126
Cose che si cantano nelle messe dei defunti 127
Per le messe solenni delle domeniche e feste 129
I sette salmi penitenziali colle litanie dei santi, e preci 129
Litanie de' santi. 132
Passione di N. S. Gesu' Cristo 135
Novena del ss. Natale 136
Modo pratico per servire la Santa Messa. 138
Scelta di laudi sacre al nome ss. di Gesu' 139
A Gesu' Bambino. 140
Sopra il ss. Sacramento 141
Al ss. Sacramento 142
Traduzione del Tantum Ergo 143
Sopra la Passione di Gesu' Cristo 144
Al ss. Nome di Maria 144
I figli di Maria 145
Il cuore di Maria 146
A Maria Addolorata 147
A Maria Consolatrice 148
Sopra il ss. Rosario 149
Atto di sincero proponimento 150
I quattro novissimi 151
Giudizio universale 151
Versione del Dies Irę 153
L' Inferno 154
Paradiso 155
L'anima e l'Angelo Custode 156
A s. Luigi Gonzaga 157
Versione dell infensus 158
Traduzione del Te Deum 159
Indice 160
L'Editore intende
godere dei privilegi conceduti dalle vigenti leggi
-----
Con permissione. {4
[184]}
Due sono gl'inganni principali, con cui il demonio suole allontanare i giovani dalla virtł. Il primo é far loro venir in mente che il servire al Signore consista in una vita malinconica e lontana da ogni divertimento e piacere. Non č cosi, giovani cari. Io voglio "insegnarvi un metodo di vita cristiano, che sia nel tempo stesso allegro e contento, additandovi {5 [185]} quali siano i veri divertimenti e i, veri piaceri, talchč voi possiate dire col santo profeta Davidde: serviamo al Signore in san, ta allegria: servite Domino in ltitia. Tale appunto č lo scopo di questo libretto, servire al Signore e stare sempre allegri.
L'altro inganno č la speranza di una lunga vita colla comoditą di convertirsi nella vecchiaia ed in punto di morte. Badate bene, miei figliuoli, molti furono in simile guisa ingannati. Chi ci assicura di venir vecchi? Uopo sarebbe patteggiare colla morte che ci aspetti fino a quel tempo, ma vita e morte sono nelle mani del Signore, il quale puņ disporne come a lui piace. Che se Iddio vi concedesse lunga vita, sentite ciņ che vi dice: quella strada che un figlio tiene in gioventł, si continua nella vecchiaia fino alla morte. Adolescens iuxta viam suam etiam cum senuerit non recedet ab ea. E vuol dire: se noi cominciamo una buona vita' ora che siamo giovani, buoni saremo negli anni avanzati, buona la nostra morte e principio di una eterna felicitą. Al contrario se i vizi prenderanno possesso di noi in gioventł, {6 [186]} per lo pił continueranno in ogni etą nostra fino alla morte. Caparra troppo funesta di una infelicissima eternitą. Acciocchč tale disgrazia a voi non accada vi presento un metodo di vivere breve e facile, ma sufficiente perchč possiate diventare la consolazione dei vostri parenti, l' onore della patria, buoni cittadini in terra per essere poi un giorno fortunati abitatori del cielo.
Questa
Operetta č divisa in tre parti. Nella prima voi troverete ciņ che dovete
operare e quanto dovete fuggire per vivere da buoni cristiani. Nella seconda si
raccolgono parecchie particolari pratiche divote. Nell'ultima si contiene
l'uffizio della Beata Vergine coi principali vespri dell'anno, e coli' aggiunta
di alcune canzoncine spirituali.
Miei
cari, io vi amo lutti di cuore, e basta che siate giovani perchč io vi ami
assai, e vi posso accertare che troverete libri propostivi da persone di gran
lunga pił virtuose e pił dotte di me, ma difficilmente potrete trovare chi pił
di me vi ami in Gesł Cristo, e che pił desideri la vostra vera felicitą. Il
Signore sia con voi e faccia si che praticando questi {7
[187]} pochi suggerimenti possiate giugnere al salvamento dell'anima vostra,
e cosi accrescere la gloria d'Iddio, unico scopo di questa compilazione.
Vivete
felici, e il Signor sia con voi.
Affezionatissimo
in Gesł Cristo
Sac.
BOSCO GIOANNI. {8 [188]}
Parte prima. Cose necessarie ad un figliuolo per diventar virtuoso.
Alzate gli occhi, o figliuoli miei, ed osservate quanto esiste nel cielo e nella terra. Il sole, la luna, le stelle, l'aria, l'acqua, il fuoco sono tutte cose che un tempo non esistevano. Ma c' č un Dio, che colla sua onnipotenza le trasse dal niente e le creņ, motivo per cui si nomina Creatore.
Questo Dio che sempre fu e sempre durerą dopo di aver creato tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, diede quindi esistenza all'uomo, il quale di tutte le creature visibili č la pił perfetta. Onde i nostri {9 [189]} occhi, i piedi, la bocca, la lingua, lo orecchie, le mani sono tutti doni del Signore.
L'uomo č distinto fra tutti gli altri animali specialmente perchč č fornito di un'anima, la quale pensa, ragiona e conosce ciņ che č bene e ciņ che č male. Quest'anima non muore col corpo, ma quando esso č portato al sepolcro, quelle andrą a cominciare un'altra vita che non finirą pił. Se fece bene sarą sempre beata con Dio in Paradiso, che č un luogo dove si godono tutti i beni; se operņ male verrą punita con un terribile gastigo nell'inferno, dove si patirą per sempre ogni sorta di pena.
Badate perņ, o miei figliuoli, Che voi siete tutti creati pel Paradiso, e Iddio prova grande dispiacere quando č costretto mandare qualcheduno all'inferno.
Oh! quanto mai il Signore vi ama, e desidera che voi facciale buone opere per rendervi poi partecipi della sua gloria in Paradiso.
Persuasi, cari figliuoli, che noi siamo tutti creati pel Paradiso, dobbiamo indirizzare ogni nostra azione a questo fine. A questo vi deve movere specialmente il grande amore che Iddio vi porta. Imperciocchč quantunque egli ami tutti gli uomini; come opera delle sue {10 [190]} mani, tuttavia porta una particolare affezione per li giovanetti, formando in essi le sue delizie: Delici me esse cum filiis hominum. Dunque voi siete la delizia e l'amore di quel Dio che vi creņ. Egli vi ama perchč siete ancora in tempo a fare molte opere buone; vi ama perchč siete in un'etą semplice, umile, innocente, ed in generale non ancora divenuti preda infelice del nemico infernale.
Simili segni di speciale benevolenza diede altresģ il Salvatore per li fanciulli. Dice egli che tutti i benefizi fatti a'fanciulli si considerano fatti a lui medesimo.
Minaccia terribilmente coloro che con parole o con fatti vi danno scandalo. Ecco le parole sue: Se qualcheduno scandalizzerą uno di questi parvoli che cedono in me, per lui meglio sarebbe che si ponesse una macina al collo e fosse gettato nel profondo del mare. Gradiva che i fanciulli lo seguissero, li chiamava a se, li baciava e dava loro la sua benedizione.
Posto che il Signore tanto vi ami nell'etą in cui vi trovate, qua le non del e essere il vostro fermo proposito per corrispondergli, procurando di far tutte quelle cose che gli possono piacere, evitando quelle che lo potrebbero disgustare? {11 [191]}
Due sono i luoghi che nell'altra vita stanno a noi preparati. Un inferno per li cattivi, dove si patisce ogni male. Un Paradiso per li buoni ove si godono tutti i beni. Ma il Signore vi fa sapere che se voi comincierete ad esser buoni in gioventł, tali sarete nel resto della vita, la quale sarą coronata con una felicitą di gloria. Al contrario la mala vita cominciata in gioventł troppo facilmente sarą tale fino alla morte, e vi condurrą inevitabilmente all'inferno.
Perciņ se voi vedete uomini avanzati negli anni dati al vizio dell'ubbriachezza, del giuoco, della bestemmia. per lo pił potete dire: questi vizi cominciarono in gioventł: Adolescens juxta viam suam, etiam cum senuerit non recedet ab ea. Prov. 22. Ah! figliuolo, dice Iddio, ricordati del tuo Creatore nel tempo di tua gioventł: altrove dichiara beato quell'uomo che dalla sua adolescenza avrą cominciato ad osservare i suoi comandamenti. Questa veritą fu conosciuta da' Santi, e specialmente da s. Rosa di Lima, e da s. Luigi Gonzaga, i quali avendo cominciato fin da cinque anni a servire fervorosamente il Signore, fatti adulti non trovavano pił gusto se non per le cose che riguardavano a Dio; e {12 [192]}cosi divennero gran santi. Lo stesso diciamo del figliuolo di Tobia, il quale ancor molto giovane gią era ubbidiente, sommesso in tutto alla volontą de' suoi genitori, morti i quali, continuņ a vivere virtuosamente fino alla morte.
Ma (taluni diranno) se cominciamo al presente a servire il Signore, diventiamo malinconici. Non č vero, sarą malinconico colui che serve il demonio, il quale comunque si sforzi per mostrarsi contento, tuttavia avrą sempre il cuor che piange, dicendogli: tu sei infelice perchč nemico d'Iddio. Chi pił affabile e pił gioviale di s. Luigi Gonzaga? Chi pił lepido e pił allegro di s. Filippo Neri? Nondimeno la loro vita fu una continua pratica di ogni virtł.
Coraggio adunque, miei cari, datevi per tempo alla virtł, e vi assicuro, che avrete sempre un cuore allegro e contento, e conoscerete quanto sia dolce servire al Signore.
Siccome una tenera pianta sebbene posta in buon terreno dentro un giardino, tuttavia prende cattiva piega e finisce male, se non č coltivata, e per dir cosģ guidata fino a certa grossezza; cosģ voi, miei cari figliuoli, piegherete sicuramente al male se non vi lasciate {13 [193]} piegare da chi ha cura d'indirizzarvi. Questa guida voi avete nella persona de' vostri genitori, cui dovete esattamente ubbidire. Onora il tuo padre e la tua madre, e avrai lunga vita sopra la terra, dice il Signore. Ma in che cosa consiste quest'onore? Consiste nell'ubbidienza, nel rispetto e nello assisterli. Nell'ubbidienza; e perciņ quando vi comandano qualche cosa fatela prontamente senza mostrarvi ritrosi, e guardatevi dall'essere di que'tali, che alzano le spalle, crollano il capo, e quello che č peggio rispondono insolenze. Costoro fanno grande ingiuria a' loro genitori e a Dio medesimo, il quale per loro mezzo vi comanda questa o quell'altra cosa. Il nostro Salvatore quantunque onnipotente per insegnarci ad ubbidire fu in tutto sottomesso alla B. V. ed a s. Giuseppe, esercitando l'umile mestiere di artigiano. Per ubbidire poi al suo Padre celeste morģ spasimando in croce.
Dovete altresģ portare grande rispetto al padre e alla madre. Laonde guardatevi sempre d'intraprendere cosa alcuna senza loro permesso, nč mostrarvi impazienti in loro presenza o scoprendone i difetti. S. Luigi non intraprendeva cosa alcuna senza licenza e non essendovi altri la chiedeva a' suoi servitori.
Il giovane Luigi Comollo fu un giorno costretto a star lontano da'suoi genitori pił che {14 [194]} non gli avevano dato permesse. Ma giunto a casa piangendo chiese umilmente perdona della disubbidienza suo malgrado commessa.
Devesi pure prestare assistenza a' nostri genitori ne' loro bisogni, sia per que'servigi domestici, di cui siete capaci, e molto pił consegnando loro inni danaro, regalo, roba che vi possa venire fra le mani, e farne quell'uso che da'medesimi verrą suggerito. Pregate Dio mattina e sera per essi, affinchč loro conceda ogni bene spirituale e temporale.
Quanto dico circa i vostri genitori s' intende di ogni vostro superiore ecclesiastico o secolare, come altresģ de'vostri maestri, da' quali parimente riceverete volentieri con umiltą e rispetto tutti gl'insegnamenti, i consigli, le correzioni, tenendo per certo che ogni cosa si fa per vostro maggior vantaggio, e che l'ubbidienza prestata a'vostri superiori č lo stesso come se fosse prestata a G. C., a M. SS. ed a s. Luigi.
Due cose con tutto il cuore vi raccomando. La prima che siate sinceri co'vostri maggiori, non coprendo con finzioni i vostri mancamenti, molto meno negandoli. Dite sempre con franchezza la veritą; perciocchč le bugie oltre l' offesa d'Iddio ci rendono figli del demonio, principe della menzogna, e fanno sģ, che conosciuta la veritą voi sarete reputati menzogneri, disonorati presso i vostri {15 [195]} superiori e presso i compagni. In secondo luogo che i consigli e gli avvertimenti dei vostri superiori siano regola del vostro vivere e del vostro operare. Beati voi se cosi farete; i vostri giorni saranno felici, ogni vostra azione sarą sempre bene ordinata e di comune edificazione. Perciņ conchiudo con dirvi: datemi un figliuolo ubbidiente e sarą santo. Al contrario sarą privo di ogni virtł.
L'ubbidienza ed il rispetto a' vostri superiori vuole essere congiunto col rispetto alle Chiese e a tutte le altre cose di religione. Siamo cristiani, perciņ dobbiamo venerare tutto quello che riguarda a tale stato, e specialmente la Chiesa, che č denominata Tempio del Signore, luogo di santitą, casa di orazione, in cui qualunque cosa venga da noi a Dio dimandata si otterrą. In ea omnis qui petit accipit. Ah miei cari figliuoli! che grande piacere recate a Gesł Cristo, che buon esempio date al popolo, standovi con divozione e. raccoglimento! Quando s. Luigi andava in Chiesa la gente correva per osservarlo, e tutti erano edificati dalla sua modestia e dal suo contegno. Giunti che sarete in Chiesa senza correre o fare strepito prendete l'acqua benedetta, e postivi ginocchionii {16 [196]} adorate la SS. Trinitą con tre Gloria Patri etc.
In caso che non sia ancor tempo delle sacre funzioni potrete recitare le allegrezze di Maria o qualche altro esercizio di pietą. Guardatevi poi bene dal ridere in Chiesa, o dal parlare senza necessitą, perchč basta una sola parola od un sorriso per dare scandalo e disturbare quelli che assistono alle sacre funzioni. S. Stanislao Costa stava in Chiesa con tanta divozione, che pił volte non udiva le chiamate nč sentiva le spinte, colle quali i suoi servitori lo avvertivano perché andasse a casa.
Vi raccomando poi un sommo rispetto a' sacerdoti ed a' religiosi. Perciņ ricevete con venerazione quegli avvisi che vi suggeriranno; scopritevi il capo in segno di riverenza quando parlate con essi o li riscontrate per istrada. Guardatevi principalmente dal disprezzarli o con fatti o con parole, perché alcuni giovanetti avendo deriso il profeta Eliseo con soprannomi, Iddio li castigņ facendo uscire alcuni orsi da una selva, i quali avventandosi sopra quelli ne sbranarono quaranta. Chi non rispetta i sacri ministri deve temere gran male dal Signore. Qualora si parli di essi imitate il giovanetto Luigi Comollo il quale soleva dire: « De' sacerdoti o parlar bene o tacere affatto.. Vi debbo altresi {17 [197]} avvertire di non aver rossore di comparire cristiani anche fuori di Chiesa. Per Io che quando passerete dinanzi alle Chiese o a qualche immagine di Maria o di altri Santi non trapassate senza scoprirvi il capo in segno di riverenza. Cosģ vi mostrerete veri cristiani e il Signore vi colmerą di benedizioni pel buon esempio che date al prossimo.
Oltre le preghiere consuete del mattino e della sera vi esorto pure a spendere qualche tempo a leggere alcun libro che tratti di cose spirituali, come il libro dell'imitazione di Gesł Cristo, la Filotea di s. Francesco di Sales, Apparecchio alla morte di s. Alfonso, Gesł al cuor del Giovane.
Se voi leggerete qualche tratto de'libri accennati sarą grandissimo il vantaggio che riporterete per l'anima vostra. Sarebbe poi doppio il merito avanti Dio se quello che leggete lo raccontaste ad altri ovvero leggeste in loro presenza, soprattutto in presenza di quelli, che non sanno leggere.
Siccome poi il nostro corpo senza' cibo diviene infermo e muore, lo stesso avviene dell'anima nostra se non le diamo il suo cibo. Nutrimento e cibo dell'anima nostra č la parola cioč le prediche, la spiegazione del Vangelo e il catechismo. Fatevi {18 [198]} pertanto grande premura di portarvi a tempo debito alla Chiesa, standovi colla massima attenzione, e procurate di applicare per voi quelle cose che fanno pel vostro stato. A voi perņ importa molto che interveniate al catechismo; nč vale il dire: io sono gią promosso assoluto per la santa comunione; poichč anche allora l'anima vostra abbisogna di cibo, come altresģ ne abbisogna il corpo; e se voi private l'anima vostra di questo nutrimento vi mettete a rischio di gravissimo danno.
Vi raccomando di fare ogni possibile per intervenire alle vostre parrocchie per l'adempimento di questi vostri doveri, essendo il vostro. Curato in modo particolare destinato da Dio ad aver cura dell'anima vostra. Guardatevi altresģ da quell'inganno del demonio quando vi suggerisce: questo fa pel mio compagno Pietro, quello conviene a Paolo. No, miei cari, il predicatore parla a voi e intende di applicare a voi tutte le veritą che espone. Altronde quello che non serve a correggervi, servirą a preservarvi da qualche peccato.
Udendo la predica procurate di tenerla a mente lungo il giorno, ed in ispecie alla sera prima di coricarvi fermatevi un tantino a riflettere sulle cose udite. Se cosģ farete grande vantaggio ridonderą per l'anima vostra. {19 [199]}
Articolo 1. Fuga dell' ozio.
L'ozio č il laccio principale che il demonio tende alla gioventł, sorgente funesta di tutti i vizi. Persuadetevi adunque, o miei cari, che l'uomo č nato pel lavoro, e quando desiste da esso, egli č fuori del suo centro e corre grande rischio di offendere il Signore. Non c'č cosa che tormenti maggiormente i dannati nell'inferno, che l'aver passato in ozio quel tempo, che Dio aveva loro dato per salvarsi. Al contrario non c'č cosa che pił consoli i beati in Paradiso, quanto il pensare che un po' di tempo impiegato per Dio loro procacciņ un bene eterno.
Non intendo perņ che vi occupiate da mattina a sera senza verun sollievo, perciocchč ci sono molte cose le quali nel tempo che servono ad occuparvi possono recare diletto anche con grande vostra utilitą.
Queste sono per esempio lo studio della storia, della geografia, delle arti meccaniche e liberali, e di altri studi e lavori domestici, i quali ricreando possono acquistarvi cognizioni utili ed oneste e contentare i vostri superiori; anzi potrete anche divertirvi, ben inteso con giuochi e trattenimenti leciti, atti a darvi ricreazione e non gią ad opprimervi. {20 [200]} Non portatevi mai a questi divertimenti senza avere prima chiesto la debita licenza, e preferite quelli che ricercano destrezza del corpo, come pił utili per la sanitą. Lungi siano da voi certi inganni; certe frodi e destrezze di mano, bizzarrie di spirito le quali sovente cagionano discordie e offendono la caritą dei vostri compagni. Mentre state nel giuoco, nella conversazione od in altro passatempo alzate qualche volta la mente al Signore, offerendo quegli stessi, divertimenti a maggior onore e gloria di lui.
Interrogato una volta s. mentre trattenevasi con altri suoi pari allegramente giuocando, che cola fatto avrebbe se in quel punto fosse stato avvertito da un Angelo, che un quarto d' ora dopo il Signore lo avrebbe chiamato al tremendo suo giudicio, egli prontamente rispose che avrebbe seguitato il suo giuoco, perchč so di certo, soggiunse, che questi divertimenti piacciono al Signore.
Quello poi che vi raccomando caldamente ne' passatempi e nelle ricreazioni si č il pił che potete di fuggire come la peste i cattivi compagni.
Articolo 2. Fuga de' cattivi compagni.
Ci sono tre sorta di compagni. Alcuni buoni, altri cattivi; alcuni poi non sono del tutto cattivi, ma nemmeno buoni. Co' primi potete {21 [201]} trattenervi, e ne avrete vantaggio; cogli ultimi trattare quando lo richiede il bisogno, senza contrarre famigliaritą. I cattivi poi si devono assolutamente fuggire. Ma quali sono questi compagni cattivi? State attenti e capite bene quali siano. Tutti que' figliuoli, i quali in vostra presenza non arrossiscono di fare discorsi osceni, proferir parole equivoche o scandalose, mormorazioni, bugie, spergiuri, imprecazioni, bestemmie, oppure cercano di allontanarvi dalle cose di Chiesa o farvi trasgredire i vostri doveri, sono compagni cattivi, ministri di satanasso, da'quali voi dovete guardarvi pił che dalla peste e dal diavolo stesso. Ah miei cari, colle lagrime agli occhi io vi supplico a fuggire ed abbonire simili compagnie!
Sentite ciņ che dice il Signore: Chi cammina col virtuoso, sarą altresģ virtuoso. L'amico degli stolti diventerą loro somigliante. Guardati dal cattivo compagno come dal morso di un serpente velenoso: tamquam a facie colubri. In somma se voi camminerete co'buoni, io vi assicuro che andrete co'buoni in Paradiso. Al contrario frequentando perversi, vi pervertirete ancora voi con perdita irreparabile dell'anima vostra.
Dirą taluno: sono tanti i cattivi compagni, che si dovrebbe andar via da questo mondo per fuggirli tutti. So essere molti i cattivi compagni, ed appunto per questo vi raccomando {22 [202]} con gran calore di fuggirli. Che se per non trattare con essi foste costretti a starvene soli, beati voi, avreste in vostra compagnia Gesł Cristo, la B. Vergine, il vostro Angelo Custode. Potranno trovarsi compagni migliori di questi? Nondimeno si possono anche avere buoni compagni, e saranno quelli che frequentano i SS. Sacramenti, intervengono alle Chiese, vi animano all'adempimento de' vostri doveri, e non fanno discorsi che offendono il Signore. Frequentate pure costoro, e ne trarrete grande profitto. Da che il giovanetto Davidde cominciņ a frequentare un buon compagno di nome Gionata, divennero buoni amici con reciproco vantaggio; perciocchč l'uno incoraggiava l'altro alla pratica della virtł.
Articolo 3. Evitare i cattivi discorsi.
Quanti figliuoli si trovano all'inferno per li cattivi discorsi! Questa veritą predicava gią s. Paolo allorchč diceva che le cose sconce non si dovessero nemmen nominare dalla bocca di un cristiano, perchč sono la rovina de' buoni costumi: Corrumpunt bonos mores colloquia prava. Considerate i discorsi come il cibo: sia pur buona una pietanza, ma una sola goccia di veleno cadutavi sopra basta per dar la morte a quanti ne mangiano; lo stesso fa il discorso osceno. Una parola, un gesto, {23 [203]} uno scherzo bastano per insegnare la malizia ad uno ed anche a pił compagni; e quei figliuoli che. erano innocenti agnelli di Gesł Cristo, diventano preda infelice del demonio.
Qualcheduno potrą dire: conosco le funeste conseguenze de'cattivi discorsi, ma come fare? Io mi trovo in una scuola, in una bottega, in un negozio, ad un lavoro dove debbo occuparmi, e si fanno cattivi discorsi. Lo so anch'io che ci sono questi luoghi, perciņ vi suggerisco la regola onde liberarvene senza offendere il Signore. Se sono persone a voi inferiori correggetele rigorosamente; qualora siano persone a cui non convenga fare rimprovero fuggite se potete, e non potendo state fermi a non prender parte nč con parole nč con sorriso, e nel vostro cuore dite: Gesł mio misericordia. Non mancherą chi vi metta in canzone e si beffi di voi, ma non importa. Verrą tempo, in cui il ridere ed il burlare de' maligni si cangerą in pianto nell'inferno, ed il disprezzo de'buoni si muterą nella pił consolante allegria in Paradiso: Tristitia vestra vertetur in gaudium. Stando voi cosģ fermi per la causa del Signore, ne avverrą che quegli stessi vostri dileggiatori saranno costretti a pregiare la virtł vostra, di maniera che non oseranno pił molestarvi co' loro perversi ragionamenti.
Dove si trovava san Luigi Gonzaga niuno pił ardiva proferire parola meno onesta, e {24 [204]} sopraggiugnendo egli in atto che altri ne pronunziava alcuna,tosto si diceva: zitto, c'č Luigi.
Articolo 4. Evitare lo scandalo.
Quando il demonio non puņ riuscire a fare preda di qualche figliuolo, si serve degli scandalosi. Di quanti enormi peccati si aggravano la coscienza que' figliuoli, in Chiesa, nelle strade, nelle scuole, od altrove nelle loro occupazioni danno scandalo?Quante sono le persone da cui sono osservati; altrettanti sono i peccati di cui sono colpevoli agli occhi d'Iddio. Che si dovrą poi dire di coloro, i quali giungono fino ad insegnare la malizia a quelli che ancora sono innocenti? Sentano questi sciagurati ciņ che loro significa il Salvatore. Preso egli un giorno un giovinetto per mano e voltosi alle torbe che lo ascoltavano, disse: Guai a chi darą scandalo ad un fanciullo, pur troppo c'č scandalo nel mondo, ma guai a chi lo dą, meglio sarebbe per lui che si attaccasse una macina al, collo e si gettasse nel profondo del maree. Se mai si potessero levare gli scandali dal mondo, quante anime camminerebbero pel Paradiso, e al contrario vanno eternamente perdute nell'inferno. Guardatevi pertanto da questa razza di scellerati, e fuggiteli pił che il demonio medesimo. Una fanciulla tenera di etą al sentire un discorso scandaloso disse {25 [205]} a chi lo faceva: fuggi di qui, o diavolo maledetto. Se voi, o miei cari, volete essere i veri amici di Gesł Cristo e riparare al gran male che fanno alle anime gli sbandatosi, procurale di dare buon esempio. Perciņ siano i vostri discorsi buoni e modesti; siate divoti in Chiesa, ubbidienti e rispettosi a' vostri superiori. Oh quante anime v'imiteranno e cammineranno per la strada del Paradiso! E voi sarete sicuri di andarvi, perchč colui che procura la salvezza di un'anima puņ fondatamente sperar di salvare la propria: Animam salvasti, animam tuam praedestinasti. Queste sono le cose principali che voi, giovani cari, dovete fuggire nel mondo: sono poche, ma bastanti perchč possiate formarvi uno stato di vita virtuosa e cristiana. Felici voi se le fuggirete, io vi assicuro che non potrete a meno che giugnere alla vostra eterna salvezza.
Articolo 5. Modo di portarsi nelle tentazioni.
Anche nella vostra tenera etą il demonio vi tende lacci per rubare l'anima vostra; perciņ dovete star bene attenti per non cadere quando siete tentati, ossia quando il demonio vi suggerisce di fare del male. Gioverą moltissimo a preservarvi dalle tentazioni il rimanervi lontani dalle occasioni, dalle conversazioni scandalose, da' pubblici spettacoli, {26 [206]} dove non c'č niente di bene, e per lo pił s'impara sempre qualche cosa di cattivo. Procurate di star sempre occupati, e quando non sapete che fare, adornate altarini, aggiustato immagini o quadrettini, o almeno andate a passare qualche tempo in onesto divertimento, ben inteso con licenza de' genitori. Quando poi siete tentati non fermatevi aspettando che il demonio prenda possesso del vostro cuore, ma fate subito qualche cosa per liberarvene, o per mezzo del lavoro, o per mozzo delta preghiera. Se poi la tentazione continua fate il segno della santa croce, baciate qualche cosa benedetta, dicendo: Luigi santo, fate ch'io non offenda il mio Dio. Vi nomino questo Santo perchč venne proposto dalla Chiesa ad essere protettore speciale della gioventł. Infatti egli per vincere le tentazioni fuggiva ogni sorta di occasione; digiunava sovente a pane ed acqua, si flagellava a sangue per modo che le vesti, le pareti, ed il pavimento erano tinti del suo innocente sangue. Cosģ ottenne Luigi una compiuta vittoria di tutte le tentazioni; cosģ la otterrete anche voi, se procurerete d'imitarlo almeno nella mortificazione de' sensi, soprattutto nella modestia, e vi raccomanderete di cuore a lui quando foste per essere tentati. {27 [207]}
Articolo 6. Alcune astuzie che usa il demonio per ingannare
la gioventł.
Il primo laccio che suole il demonio tendere all'anima vostra č il presentarvi, come sarą mai possibile che per quaranta, cinquanta o sessant'anni che vi promette di vita possiate camminare per la difficile strada della virtł sempre lontani da' piaceri.
Quando il demonio vi suggerisce questo, voi rispondetegli: Chi mi assicura che io giunga fino a quell'etą. La mia vita č nelle mani del Signore, puņ essere che questo giorno sia l'ultimo di mia vita. Quanti erano ieri allegri, benestanti, spiritosi ed oggi sono condotti al sepolcro? E quando anche dovessimo faticare alcuni anni pel Signore, non sarebbero abbondantissimamente compensati da un'eternitą di gloria e di piaceri nel Paradiso? Altronde noi vediamo che quelli, i quali vivono in grazia d'Iddio, sono sempre allegri, ed anche nelle afflizioni hanno il cuor contento. Al contrario coloro che si danno a' piaceri vivono arrabbiati, e si sforzano onde trovare la pace ne' loro passatempi, ma sono sempre pił infelici: Non est pax impiis.
Soggiungerą ancora qualcheduno: Noi siamo giovani' se ci mettiamo a pensare alla eternitą, all'inferno, questo ci fa divenire {28 [208]} malinconici, anzi ci farebbe ben anche girar la testa. Io vi concedo che il pensiero di una eternitą beata od infelice, il pensare ad un supplizio che non finirą mai pił, sia un pensiero tetro e spaventoso. Ma ditemi: se ci fa girar la testa il solo pensarvi, che sarebbe I' andarvi? Meglio č pensarvi adesso per non cadervi per l'avvenire; ed č certo che se noi vi pensiamo ne saremo preservati. Osservate perņ che se č tristo il pensiero dell'inferno ci colma di consolazione la speranza di un Paradiso, ove si godono tutti i beni. Perciņ i Santi mentre pensavano seriamente all'eternitą delle pene, vivevano in somma allegria colla ferma, fiducia in Dio di evitarle, e andare un giorno al possesso de'beni infiniti che il Signore tiene preparati a chi lo serve. Coraggio adunque, o miei cari, provate a servire il Signore, e poi vedrete quanto sarą contento il cuor vostro.
Articolo 7. Avvertimenti per li giovani ascritti a qualche
Congregazione o a qualche Oratorio.
Se avete la bella sorte di essere ascritti a qualche Congregazione od Oratorio procurate di portarvi puntualmente e di osservare con ogni esattezza tutte quelle regole, che vi furono da' superiori spiegate. Soprattutto vi raccomando una somma riverenza {29 [209]} a' Direttori di quel santo luogo, procurando di chiedere sempre permissione, quando dovete assentarvi. Nella Chiesa state con particolare modestia e silenzio, leggendo o udendo leggere qua:che libro divoto sinchč sia tempo de' divini uffizi. Allora con allegrezza di spirito e con raccoglimento cantate le lodi del Signore. Se dovete confessarvi o fare la santa Comunione procurate di farla sempre nella Congregazione vostra o nel vostro Oratorio, perché questo contribuirą molto al buon esempio e ad animare gli altri alla frequenza de' Sacramenti.
Che se poi vi si presentasse nel vostro Oratorio la bella comoditą della ricreazione per li giorni festivi partecipatene volentieri guardandovi dalle risse, dal mettere soprannomi e dal non mostrarvi soddisfatti di que' divertimenti che vi sono distribuiti. Qualora poi sentiste qualche cosa che fosse inconveniente a quel santo luogo, correte frettolosi a darne segretamente l'avviso al Superiore, affinchč s'impediscano i mali che ne potrebbero derivare.
Sarebbe, cosa bellissima se i pił istruiti si facessero a raccontare qualche esempio agli altri.
Siate sinceri nelle parole e guardatevi dalle bugie, perchč se foste colti bugiardi, oltre l'obesa a Dio, verreste disonorati alla presenza de'vostri compagni e de' vostri superiori. {30 [210]} Vi raccomando pure di avere una filiale confidenza col Direttore ricorrendo a lui quando avete qualche dubbio di coscienza. Usate altresģ gran rispetto a tutti i vostri superiori, e specialmente se sono Sacerdoti, all'incontro de' quali cavatevi tosto il cappello, baciando loro riverentemente la mano. Cosģ quando parlate con essi rispondete alle loro interrogazioni con parole umili e con ogni sinceritą. Coloro poi che sono destinati a qualche uffizio di cantori, di assistente e simili, abbiano grande emulazione di mostrarsi i pił divoti e i pił zelanti in tutto ciņ che riguarda alle pratiche di pietą. A tutti poi raccomando somma esattezza nell'osservanza delle regole, facendo a gara ognuno per mostrarsi il pił divoto, il pił modesto cd il pił esatto negli esercizi di divozione.
Siccome io desidero grandemente che ogni giorno facciate qualche poco di lettura spirituale, per cui non tutti potranno avere i libri convenienti, cosģ io vi presento sette brevi considerazioni, distribuite per ciascun giorno della settimana, le quali saranno di comoditą per quelli che non possono avere {31 [211]} libri opportuni. Postivi pertanto ginocchioni direte: Mio Dio, mi pento con tutto il cuore di avervi offeso, fatemi la grazia di ben conoscere le veritą che io sono per considerare. Verg. Maria Madre di Gesł, pregate per me.
Considerazione prima. Per la domenica. Fine dell'uomo.
Considera, o figliuolo, che questo tuo corpo, quest'anima tua ti furono dati da Dio senza alcun tuo merito creandoti a sua immagine.
Egli ti fece suo figlio col santo Battesimo. Ti amņ e ti ama qual tenero padre, e l'unico fine per cui ti creņ si č per essere amato e servito in questa vita, per renderti poi felice in Paradiso. Sicché non sei al mondo solamente per godere, per farti ricco, per mangiare, bere e dormire, come fanno le bestie; ma il tuo fine si č di amare il tuo Dio e salvar l'anima tua. Se farai cosģ, quante consolazioni proverai in punto di morte!Al contrario se non attendi a servire Dio, quanti rimorsi proverai alla fine de'tuoi dģ, quando conoscerai che le ricchezze, i piaceri non fecero che addolorare il tuo cuore! Ti rincrescerą di aver perduto tanto tempo, senza alcun vantaggio dell'anima tua.
Figliuol mio, guardati bene dall'essere di que'tali, che solo pensano a' piaceri, a' divertimenti, e che in quell'ora estrema andranno {32 [212]} eternamente perduti. Un Segretario del Re di Inghilterra moriva dicendo: misero me! consumai tanta carta per iscrivere lettere del mio Principe, e non usai un foglio per notare i miei peccati e far una buona confessione.
II. Devi altresģ considerare' che se salvi l'anima tua, tutto va bene, e goderai per sempre; ma se la sbagli, perderai anima e corpo, Dio e Paradiso, sarai per sempre dannato. Guardati beve dall'essere di quelli che vanno dicendo: fo questo peccato, dopo mi confesserņ, poichč Iddio maledice quel figliuolo, che pecca colla speranza del perdono: Maledictus homo qui peccat in spe. Tutti quelli che sono all'inferno avevano speranza di emendarsi poi, ed ora sono eternamente perduti. Chi sa se avrai poi tempo di confessarti? Chi ti assicura che tu non muora subito dopo il peccato, e l'anima tua non precipiti gił nell'inferno? Oltreciņ che pazzia č mai farti una piaga colla speranza di avere un medico che ti guarisca? Dunque lascia il peccato che č il sommo di tutti i mali, e che ti priva di tutti i beni.
III. Pure quanti sono nei mondo, i quali pensano a tutto, fuorché a salvarsi! Se io dico ad un figliuolo che frequenti i Sacramenti, che faccia un po' di orazione al giorno, risponde: ho altro a fare, ho da lavorare, ho da divertirmi. Oh Dio! e non hai l'anima? {33 [213]} Perciņ quanto fai, parli o pensi, procura che tutto sia per l'anima tua, perchč sarebbe massima imprudenza pensare seriamente a quello che finisce cosģ presto, e pensar tanto poco all'eternitą che non finisce mai pił. San Luigi poteva godere piaceri, ricchezze ed onori, ma a tutto rinunziņ dicendo: che mi giova questo per la mia eternitą? Quid hc ad rnitatem.
Conchiudi anche tu cosģ: Ho un'anima; se la perdo, ho perduto ogni cosa. Se io guadagnassi tutto il mondo con danno dell'anima mia,che mi gioverebbe? Se divento un grande uomo, se acquisto ricchezze, se acquistassi la fama di sapiente, per modo che sapessi tutte le arti e le scienze di meccanica, di musica, e se perdo l'anima, che mi giova? Nulla giova tutta la sapienza di Salomone, se te ne vai perduto. Dunque l' anima sola deve essere lo scopo delle mie azioni. Si tratta di essere sempre beato, o sempre infelice, ahi vada ogni cosa purchč mi salvi. Mio Dio, perdonatemi i miei peccati, e fate che non mi accada mai pił la disgrazia di offendervi; anzi io possa fedelmente servirvi per l'avvenire. Maria, mia speranza, intercedete per me.
Lunedģ. Sul peccato mortale.
Oh se tu, o figlio, conoscessi che cosa fai quando commetti un peccato mortale! Tu {34 [214]} volti le spalle a quel Dio, che ti creņ ti fece tanti benefizi: disprezzi la sua grazia e la sua amicizia. Chi pecca dice col fatto al Signore: va, o Dio, lontano da me, io non ti voglio pił obbedire, non ti voglio pił servire, non ti voglio riconoscere pił per mio Signore: Non serviam. Il mio Dio č quel piacere, quella vendetta, quella collera, quel discorso cattivo, quella bestemmia. Si puņ immaginare un'ingratitudine pił mostruosa di questa? Pure, o figliuol mio, questo facesti tu quando offendesti il tuo Signore.
Cresce poi questa ingratitudine al riflettere che tu peccando ti servi di quelle medesime cose che ti diede Iddio. Orecchie,occhi, bocca, lingua, mani, piedi, tutto fu deviato da Dio, e ti servisti di questi ad offenderlo. Oh! dunque ascolta ciņ che dice il Signore: Figlio, io ti crei:i dal niente: ti diedi quanto hai presentemente. Tu eri condannato a morto pel peccato, io morii per te; e per salvarti, sparsi tutto il mio sangue, e tu vuoi ancora offendermi? Chi non si sente compreso da rincrescimento per avere fatto ingiuria cosģ enorme ad un Dio sģ buono e sģ benefico verso di miserabili creature quali siamo noi?
Devi considerare in terzo luogo che questo Dio, quantunque buono, tuttavia resta grandemente sdegnato quando l'offendi. Perciņ hai molto a temere, che quando i tuoi peccati siano pervenuti ad un tal numero, egli {35 [215]} ti abbandoni. In plenitudine peccatorum puniet. Non gią che manchi la misericordia Divina, ma ti manca il tempo a chiedere perdono: parche non merita misericordia chi si abusa della misericordia del Signore per offenderlo. Quanti vivendo nel peccato speravano di pentirsi, e intanto venne la morte, e sono dannati. Trema che lo stesso non avvenga a te. Dopo tanti peccati che il Signore ti perdonņ, giustamente devi temere che ad un altro peccato mortale l' ira Divina ti colpisca e ti mandi eternamente dannato.
Ringrazialo che ti ha sinora aspettato, e fa in questo punto una ferma risoluzione dicendo: Signore, basta quanto vi offesi; la vita che mi rimane, non la voglio pił spendere ad offendervi; la spenderņ ad ansarvi, e a piangere i miei peccati. Me ne pento con tutto il cuore, Gesł mio; vi voglio amare, datemi forza. SS. Vergine Madre mia, aiutatemi. Cosģ sia.
Martedģ. La morte.
1. La morte č una separazione dell'anima dal corpo con un totale abbandono dello cose di questo mondo. Considera per tanto,o figlio, che l'anima tua avrą da separarsi dal corpo. Ma non sai dove ti sorprenderą la morte. Non sai so ti coglierą nel tuo letto, sul lavoro, per istrada o altrove. La rottura di {36 [216]} una vena, un catarro, un impeto di sangue, una febbre, una piaga, un terremoto, un fulmine basta a privarti di vita. Ciņ puņ essere da qui ad un anno, ad un mese, ad una settimana, ad un'ora, e forse appena finita la lettura di questa considerazione. Quanti la sera si posero a dormire, e la mattina trovaronsi morti. Quanti colpiti da qualche accidente morirono all'istante;. poi dove andarono? Se erano in grazia di Dio son beati, al contrario sano eternamente perduti. E tu, figliuol mio, se dovessi morire in questo momento, che ne sarebbe dell'anima tua? Guai a te se non ti tieni apparecchiato. Chi oggi non č preparato a morir bene, corro grave pericolo di morir male.
2. Quantunque sia incerto il luogo, incerta l'ora di tua morte, ne č perņ certa la venuta. Verrą l'ora estrema di tua vita, in cui tu steso in letto ti troverai vicino a passare all'eternitą, assistito da un Sacerdote che ti raccomanderą l'anima, col Crocifisso da un canto, dall'allor con una candela accesa, facendo a te corona i parenti che piangono. Ti sentirai la testa addolorata, gli occhi oscurati, la lingua arsa, le fauci chiuse, oppresso il petto, il sangue gelato, la carne consumata, il cuore trafitto. Spirato che avrai l'anima, il tuo corpo vestito di pochi cenci verrą gettato a marcire in una {37 [217]} fossa. Quivi i sorci ed i vermi ti roderanno tutte le carni, e di te non altro rimarrą che quattro ossa spolpate ed un poco di polvere fetente. Apri un sepolcro, e vedi a che č ridotto quel giovane ricco,quell'ambizioso, quel superbo. Leggi questo, o figlio, e preparati a far una buona morte. Ora il demonio per indurti a peccare copre e scusa la colpa dicendoti che non c'č gran male in quel piacere, in quella disobbedienza, in tralasciare la messa ne' giorni festivi, ma in morte ti scoprirą la gravezza de'tuoi peccati e te li metterą innanzi. Intanto che farai tu allora sul punto di incamminarti per la tua eternitą? Guai a chi si trova in disgrazia d' Iddio in quel momento.
3. Considera che il punto di morte č quel momento da cui dipende la tua eterna salute, o la tua eterna dannazione. Vicino a morire, vicino a quell'ultimo chiuderdi bocca, al lume di quella candela quante cose si vedranno! Due volte ci si tiene accesa innanzi una candela; quando siamo battezzati, e al punto di morte. La prima volta vediamo i precetti della Divina Legge; nella seconda conosciamo se furono da noi osservati. Onde, figlio mio, alla luce dell'accennata candela vedrai se amasti il tuo Dio, oppure se lo sprezzasti; se avesti in onore il suo santo nome, o Io bestemmiasti; vedrai le feste profanate, le messe tralasciate, le disobbedienze fatte a' Superiori, lo {38 [218]}
scandalo dato a'
tuoi compagni; vedrai quella superbia, quell'orgoglio che ti lusingarono,
vedrai... Ma oh Dio! tutto vedrai in un momento, nel quale agli occhi tuoi
aprirassi la via dell'eternitą: momentum a quo pendet ternitas. Oh
punto! oh momento! da cui dipende un'eternitą di gloria o di pena. Capisci ciņ
che ti dico? Voglio dire che da quel momento dipende l'andare per sempre in
Paradiso o all'inferno; o sempre contento, o sempre amitto; o sempre figlio
d'Iddio, o sempre schiavo del demonio; o sempre godere cogli Angioli e co'
Santi in ciclo, o gemere ed ardere per sempre co' dannati nell'inferno.
Temi grandemente per l'anima tua, e pensa che dal ben vivere dipende una buona morte ed un'eternitą di gloria; perciņ non perdere tempo onde fare una buona confessione, promettendo al Signore di perdonare a' tuoi nemici, di riparare lo scandalo dato, di essere pił obbediente, di non perdere pił tempo, di santificare le feste, di adempiere i doveri del tuo stato.
Intanto posto innanzi al tuo Signore digli di cuore cosi: mio Signore, sino da questo punto io mi converto a voi; io vi amo, vi voglio servire e servirvi tino alla morte. Vergine SS., Madre mia, aiutatemi in quel punto. Gesł, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia. {39 [219]}
Mercoledģ. Il Giudizio.
Appena uscita l' anima del corpo subito comparirą davanti al Divin Giudice. La prima cosa che rende terribile questa comparsa si č che l'anima si trova sola al cospetto di un Dio che sprezzņ, di un Dio il quale conosce ogni segretezza del tuo cuore, ogni pensiero. Quali cose porterai teco? Porterai quel tanto di bene e di male che operasti in vita: refert unusquisque prout gessit sive bonum, sive matun. Non si puņ trovare nč scusa nč pretesto. Al dissopra avrai un giudice sdegnato, da un canto i peccati che ti accusano, dall'altro i demoni pronti ad eseguire la condanna, dentro una coscienza che ti agita e ti tormenta, al dissolto un inferno che sta per ingojarti. In tali strettezze dove andrai, dove fuggirai? Beato te, o figliuol mio, se operasti bene in vita tua. Intanto il Giudice Divino apre i libri della coscienza, e comincia l'esame: Iudicium sedit et libri aperti sunt.
2. Allora dirą il Divin Giudice: chi sei tu? Io sono un cristiano, risponderai: bene, se tu sei cristiano, vedrņ se operasti da cristiano. Indi comincerą a rammentarti le promesse fatte nel Santo Battesimo, colle quali rinunziasti al demonio, al mondo, alla carne; ti rammenterą le grazie che ti concedč, i {40 [220]} Sacramenti frequentati, le prediche, le istruzioni, gli avvisi de' confessori, le correzioni de' parenti; ogni cosa ti verrą schierata innanzi. Ma tu, dirą, il Divin Giudice, a dispetto di tanti doni, di tante grazie, oh quanto male corrispondesti alla tua professione! Venuta l'etą in cui appena cominciavi a conoscermi, tosto cominciasti ad offendermi con bugie, con mancanze di rispetto alle Chiese, con disobbedienze a' tuoi genitori, e con molte altre trasgressioni de' tuoi doveri.
Almeno col crescere degli anni avessi meglio regolato le tue azioni; ma tu crescendo in etą aumentasti il disprezzo della mia legge. Messe perdute, profanazioni de' giorni festivi, bestemmie, confessioni malfatte, comunioni talvolta sacrileghe, scandalo dato a' tuoi compagni; ecco ciņ che facesti invece di servirmi. Si volterą poi tutto pieno di sdegno verso degli scandalosi, e dirą: vedi quell'anima che cammina per la strada del peccato? Sei tu che co' tuoi discorsi scandalosi le insinuasti la malizia. E come Cristiano dovevi col buon esempio insegnare a' tuoi compagni la via del Paradiso; ma tu tradisti il mio sangue, e loro insegnasti la strada della perdizione. Vedi quell'anima che č laggił nell'inferno? Sei tu che co' tuoi perfidi consigli la togliesti a me, la consegnasti al demonio e fosti causa della sua eterna perdizione. Ora vada l'anima tua per l'anima che facesti perdere col tuo scandato: {41 [221]} Repetam animam tuam pro anima illius. Che ti pare, o figlio, di questo esame? Che dice la tua coscienza?Sei ancora a tempo, chiedi perdono a Dio de' tuoi peccati con una sincera promessa di non peccar pił: e quanto ti toccherą patire di caldo, di freddo, di fame, di sete, di malattie, o dispiaceri soffri tutto pel Signore in penitenza de' peccati da te commessi.
3. Al conto rigoroso che il Divin Giudice esige dal peccatore. questi tenterą di cercare qualche scusa o pretesto, dicendo, che non pensava di venire a tanto stretto esame. Ma gli sarą risposto: E non udisti quella predica, non leggesti in quel libro che io ti. avrei dimandato conto di ogni cosa? L'anima si raccomanderą alla misericordia Divina, e la misericordia non č pił per lui, perchč colla morte finisce il tempo della misericordia. Si raccomanderą agli angeli, a' santi, a Maria Santissima: ed ella a nome di tutti risponderą: chiedi ora il mio aiuto? Non mi volesti per Madre in vita, adesso non ti conosco pił per figlio, non ti conosco pił: nescio vos. Il peccatore non trovano scampo alcuno griderą alle montagne, alle pietre che lo coprano, e non si mineranno; invocherą l'inferno, e lo vedrą aperto: Inferius horrendum chaos. Quello č l'istante in cui l'inesorabil Giudice proferirą la tremenda sentenza: tiglio infedele, va lungi da me, il mio Padre {42 [222]} Celeste ti ha maladetto, io ti maledico; vattene al fuoco eterno a gemere e penare ce' demoni per tutta un' interminabile eternitą: Ite, maledicti, in ignem ternum. Proferite queste parole l'anima viene abbandonata nelle mani dei demoni, i quali la strascinano, la urtano e la fanno piombare in quegli abissi di pene, di miserie e di tormenti eterni. Non temi per te una simile sentenza? Ah per amor di Gesł e di Maria preparati con operi buone a sentirti la sentenza favorevole, e ricordati che quanto pił spaventa la sentenza proferita contro del peccatore, altrettanto sarą consolante l'invito che Gesł farą a quel figliuolo che visse cristianamente. Vieni, gli dirą, vieni al possesso della gloria che li preparai. Tu mi servisti, ora goderai in eterno: Intra in gaudium Domini lui, Gesł mio, fatemi la grazia che io possa essere uno di quelli benedetti; Vergine Santissima, ajutatemi voi, proteggetemi in vita ed in morte, e specialmente quando mi presenterņ al Divin vostro Figlio per essere giudicato.
Giovedģ. Dell'inferno.
L'inferno č un luogo destinato dalla Divina Giustizia per punire con supplizio eterno quelli che muoiono in peccato mortale. La prima pena che i dannati patiscono nell'inferno si č il trovarsi in un abisso di fuoco. Fuoco negli {43 [223]} occhi, fuoco nella bocca, fuoco in ogni parte. Ogni senso patisce la propria pena. Gli occhi sono accecati dal fuoco e dalle tenebre, atterriti dalla vista dei demoni o degli altri dannati. Le orecchie giorno e notte odono continui urli, pianti e bestemmie. L'odorato č in sommo abborrimento pel fetore di quello zolfo e bitume ardente che li soffoca. La bocca č crociata da ardentissima sete e fame canina: famem patientur ut canes. Il ricco Epulone dal mezzo di que' tormenti alzņ uno sguardo, e chiese per somma grazia una piccola goccia d' acqua per temperare l'arsura della tua lingua, e una goccia d'acqua gli fu negata. Onde quegl'infelici arsi dalla sete, divorati dalla fame, tormentati dal fuoco piangono, urlano o si disperano. Oh inferno, inferno, quanto sono infelici quelli che vi cadono! Che dici, o figlio, se avessi a morire in questo momento dove andresti? Se ora non puoi reggere un dito sopra il lume di una candela, non puoi soffrire una scintilla di fuoco sulla mano senza gridare, come potrai tu stare tra quelle fiamme per tutta un'eternitą?
2. Considera, o figlio, il rimorso che proverą la coscienza de' dannati. Penseranno continuamente al motivo per cui si sono perduti, cioč per un piacere, per uno sfogo di passione; questo č quel verme che non muore mai: vermis eorum non moritur. Penseranno {44 [224]} al tempo che loro fu dato da Dio per rimediare alla loro eterna perdizione, a'buoni esempi de' compagni, a' propositi fatti e non eseguiti, e questo vedranno in un tempo, che sarą senza rimedio. La volontą non avrą mai pił niente di quello che vuole, e al contrario patirą tutti i mal'. L' intelletto conoscerą il gran bene che ha perduto, cioč il Paradiso. Oh Dio! chi potrą mai resistere a tali tormenti l Mio figlio, che ora non curi di perdere il Paradiso e Dio, conoscerai la tua cecitą, quando vedrai tanti tuoi compagni pił ignoranti e pił poveri di te trionfare e godere nel regno de' Cieli, e tu maledetto da Dio sarai cacciati via da quella patria beata, dal godimento di lui, dalle compagnia della Vergine, degli Angeli e de'Santi. Orsł adunque penitenza; non aspettare che non vi sia pił tempo; datti a Dio. Chi sa che non sia questa l'ultima chiamata, a cui se non corrispondi, Iddio ti abbandoni o ti lasci piombare gił in quegli eterni supplizi.
Venerdģ. Delleternitą delle pene.
Considera, o figlio, che se tu andrai nell'inferno, non uscirai mai pił. Lą si patiscono tutte le Latine e tutte eterne. Passeranno cento anni da che tu sei nell'inferno, ne passeranno mille, e l'inferno allora incomincia: ne passeranno cento mila, cento milioni, mille milioni {45 [225]} d'anni e di secoli, e ridermi sarą da principio. Se un Angelo portasse la nuova ad un dannato che Iddio lo vuole liberare dall'inferno quando saranno passati tanti milioni di secoli, quante sono le gocce d'acqua, le foglie degli alberi e i granelli di sabbi a del mare e della terra, questa, nuova porterebbe la pił grande consolazione ad un dannato, il quale direbbe: č vero che hanno da passare tanti secoli, avranno perņ da finire un giorno. Ma passeranno tutti questi secoli e tutti i tempi immaginabili, e l'inferno sarą sempre da capo. Ogni dannato farebbe questo patto con Dio: Signore, accrescete quanto vi piace questa mia pena, fatemi stare in questi tormenti per quanto tempo vorrete, basta che mi diate la speranza che finiranno una volta. Ma no, questo termine non verrą mai. Almeno il povero dannato potesse ingannar se stesso, e lusingarsi con dire: chi sa, forse un giorno Dio avrą pietą di me, e mi caverą da questo baratro! No, il dannato si vedrą sempre in faccia scritta la sentenza della sua eternitą infelice. Dunque andrą dicendo: tutte queste pene, questo fuoco, queste grida non hanno pił a finire per me? No, gli verrą risposto, no mai pił. E dureranno sempre? Sempre, per un'eternitą. Sempre, non mai, eternitą vedrą scritto su quelle fiamme che cruciano; sempre, non mai, eternitą sulla punta dello spade che lo trafiggono; sempre, non mai, {46 [226]} eternitą su que demoni che lo tormentano; sempre, non mai, eternitą su quelle porte che non si apriranno mai pił. Oh maledetto peccato! che tremendo supplicio prepari a chi ti commette! Ah! mai pił, mal pił peccati in vita mia.
2. Quello poi che ti deve colmar di spavento č il pensare che quella orrenda fornace sta pure aperta sotto a' tuoi piedi, e che basta un sol peccato mortale a farviti cadere. Che cosa potrai faro, che cosa potrai dire dal mezzo di quelle fiamme, lontano dal tuo Dio, privo per sempre del Paradiso? Volgerai per l'ultima volta lo sguardo al Cielo, e nel colmo della tua desolazione dirai: addio compagni, addio amici, che abitate nel regno della gloria; addio, padre, madre, fratelli, sorelle, voi goderete per sempre, io sarņ per sempre tormentato; addio, Angelo Custode, Angeli e Santi tutti del Paradiso, io non vi rivedrņ mai pił; addio, o Salvatore, addio, o Croce Santa, addio, o sangue sparso invano per me, io non vi rivedrņ mai pił. In questo momento cesso di essere figlio d'Iddio, e sarņ per sempre schiavo dei demoni nell'inferno. Capisci, o figlio, ciņ che leggi? Una 'pena eterna per un sol peccato mortale. Dunque usa ogni mezzo per evitarlo. Se la coscienza ti rimorde di qualche peccato va presto a confessarti per cominciare una buona vita; pratica ogni mezzo che ti suggerirą il confessore, {47 [227]} fuggi le occasioni pericolose, I cattivi compagni, e se Dio ti chiama anche a lasciare il mondo, arrenditi presto. Ogni cosa che si fa per iscampare da un'eternitą di pene č poco, č niente: Nulla nimia securitas ubi periclitatur ternitas; s. Ber. Oh quanti abbandonarono il mondo, la patria, i parenti, e andarono a confinarsi nelle grotte, ne'deserti vivendo soltanto a pane ed acqua, anzi talvolta a sole radici d'erba, e tutto questo per evitare l' inferno! E tu che fai? dopo tante volte che ti meritasti l'inferno col peccato, che fai? Prostrati a' piedi del tuo Dio e digli: Signore, eccomi pronto a far quello che voi volete; datemi pure ogni male in questa vita, purchč io possa salvare l'anima mia.
Sabato.Del Paradiso.
Quanto pił spaventa il pensiero e la considerazione dell'inferno, altrettanto consola pensare al Paradiso che ti č preparato. Per fartene un'idea considera una notte serena. Quanto mai fa bel vedere il Cielo con quella moltitudine e varietą di stelle! Aggiugni la vista di un bel giorno, dimodochč la chiarezza del sole non impedisca la chiara vista delle stelle nč della luna. Supponi altresģ quanto si puņ ritrovar nel mare, nella terra, ne' paesi, nelle cittą e nelle corti dei Re e de' Monarchi di tutta la terra. Si aggiunga a {48 [228]} questo ogni squisita bevanda, ogni cibo il pił saporito, una musica la pił dolce, un'armonia la pił soave, tutto questo insieme č un nulla paragonalo all'eccellenza del Paradiso. Oh come č desiderabile e amabile quel luogo ove si godono tutti i beni! Il beato non potrą a meno di non esclamare: io sono sazio della gloria del Signore: Satiabor cum apparuerit gloria tua.
2. Considera poi la gioia che proverą l'anima tua nell'entrare in Paradiso. L'accoglienza e l'incontro de'parenti e degli amici; la nobiltą, la bellezza, la moltitudine de' Cherubini, de' Serafini e di tutti gli Angeli, di tutti i Santi che a'milioni a milioni lodano e benedicono il loro Creatore. Il coro degli Apostoli, l'immenso numero de' martiri, de' confessori, delle vergini. Ilavvi poi una grande moltitudine di giovani, i quali perchč conservarono la virtł della puritą cantano a Dio un inno che niun altro puņ imparare. Oh quanto godono in quel regno de' beati! Sono sempre in allegria, senza infermitą, senza dispiaceri e senza affanni che turbino la loro allegrezza, il loro contento.
3. Osserva perņ, o figlio, che tutti i beni considerati sono un nulla paragonati alla grande consolazione che si prova nella vista d'Iddio. Egli consola i beati col suo amorevole sguardo, e sparge nel loro cuore un {49 [229]} mare di delizie. Siccome il sole illumina ed abbellisce tutto il mondo, cosģ Iddio colla sua presenza illumina tutto il Paradiso e riempie que' fortunati abitatori di piaceri inesprimibili. Perciņ tutte le schiere degli Angeli e de'Beati cantano gloria a Dio dicendo: Santo, Santo, Santo č il Dio degli eserciti, a cui sia onore e gloria per tutti i secoli. Coraggio adunque, o figlio; ti toccherą patire qualche cosa in questo mondo, ma non importa, il premio che avrai in Paradiso compensa infinitamente tutto quello che avrai a patire nella vita presente. Che grande consolazione sarą la tua quando ti troverai in Cielo in compagnia de' parenti, degli amici, de'Santi, de'Beati e dirai: io sarņ sempre col Signore: Semper cum Domino erimus. Allora sģ che benedirai quel momento in cui lasciasti il peccato, benedirai il momento in cui facesti quella buona confessione, frequentasti i sacramenti; benedirai quel giorno in cui lasciando i tuoi compagni ti desti alla virtł: e tutto pieno di gratitudine ti volgerai al tuo Dio, a cui canterai lode e gloria per tutti i secoli de' secoli. Cosģ sia. {50 [230]}
Divozione a Maria Santissima
Un sostegno grande per voi, miei figliuoli, č la divozione a Maria Santissima. Ascoltate come ella v'invita: Si quis est parvulus veniat ad me. Chi č fanciullo venga amo. Ella vi assicura, che se sarete suoi divoti oltre a colmarvi di benedizioni in questo mondo, avrete il Paradiso nell'altra vita. Qui elucidant me vitam ternam habebunt. Siate adunque intimamente persuasi, che tutte le grazie, le quali voi chiederete a questa buona Madre, vi saranno concedute, purchč non imploriate cosa che torni a vostro danno.
Tre grazie in modo particolare le dovrete instantemente chiedere, le quali sono di assoluto bisogno a tutti, ma specialmente a voi che vi trovate in giovanile etą.
La prima č quella di non commettere mai peccato mortale in vita vostra. Questa grazia voglio che pretendiate a qualunque costo dall'intercessione di Maria, perchč ogni grazia sarebbe poco senza questa.
Sapete che cosa dir voglia cadere in peccato mortale? Vuol dire rinunziare all'essere figliuoli di Dio, per farci figli di Satanasso. Vuol dire perdere quella bellezza che ci rende belli come Angioli agli occhi d'Iddio e diventare deformi al suo cospetto come i demoni. {51 [231]} Vuoi dire perderei tutti i meriti gią acquistati per la vita eterna; vuol dire restare sospesi per un filo sottilissimo sopra la bocca dell'inferno vuol dire ingiuriare enormemente una bontą infinita, che č il male pił grande che si possa immaginare. Ah! sģ per molte grazie che vi ottenga Maria vi otterrebbe poco non ottenendovi quella di non cadere mai o mai pił in peccato mortale. Questa grazia dovete implorare mattina e sera e in tutti i vostri esercizi di pietą.
La seconda grazia che chieder dovrete č di conservare la santa e preziosa virtł della puritą. Se voi custodirete una virtł cosģ bella, avrete la pił grande somiglianza cogli Angioli del Paradiso, e il vostro Angelo custode vi terrą per fratelli, sicchč goderą moltissimo della vostra compagnia.
Siccome poi mi sta molto a cuore che voi tutti conserviate questa virtł, cosģ io vi accenno alcuni mezzi onde preservarla da quel veleno che la potrebbe contaminare. Prima di tutto fuggite la compagnia delle persone di sesso diverso. Capite bene: io voglio dire che i giovani non devono mai contrarre alcuna famigliaritą con figliuole; del resto questa bella virtł si trova in gran pericolo.
Una cosa la quale giova anche moltissimo alla conservazione della medesima si č la custodia de'sensi e particolarmente degli occhi. Dovete perciņ guardarvi da ogni eccesso nel {52 [232]} mangiare e nel bere, da' teatri, da' balli e da simili divertimenti che sono rovina de' costumi. Gli occhi poi sono le finestre per cui il peccato si fa strada nel nostro cuore, e per cui il demonio viene a prendere possesso dell'anima nostra. Onde non fermatevi mai a rimirare cose le quali siano anche poco contrarie alla modestia. S. Luigi Gonzaga non voleva nemmeno che gli fossero veduti i piedi nel porsi a letto o nel levarsi. Non si permetteva di fissar in volto la propria madre. Stette per due anni colla regina di Spagna in qualitą di paggio d'onore, e non la rimirņ mai in faccia.
Un altro giovinetto interrogato perchč fosse cosģ cauto negli sguardi, diede questa risposta: Ho risoluto di non guardare sembiante di donna per serbare gli occhi miei a mirare la prima volta (se non ne sarņ indegno) il bellissimo volto della Madre di puritą Maria Santissima.
In secondo luogo fuggite la compagnia di que' giovanetti che fanno cattivi discorsi, cioč che fanno certi discorsi i quali non si farebbero alla presenza de' vostri genitori o di qualche persona dabbene. State lontani da questi tali quand'anche fossero vostri parenti. Posso accertarvi che la compagnia di un demonio non porterebbe talvolta un danno uguale a quello che porta la compagnia di costoro.
Quindi nasce la necessitą della terza grazia che vi ajuterą anche moltissimo a conservare {53 [233]} la virtł della puritą, ed č quella appunto di fuggire i cattivi compagni. Felici voi, o miei cari figliuoli, se fuggirete la compagnia de' malvagi! Cosģ facendo sarete sicuri di camminare per la via del Paradiso; altramente correte gravissimo rischio di perdervi in eterno. Perciņ quando udirete compagni proferire bestemmie, disprezzare le cose di religione, oppure cercar di allontanarvi dalle cose di Chiesa, peggio ancora dir parole anche poco contrario alla virtł della modestia, come la peste fuggiteli, tenendo per certo che quanto pił puri saranno i vostri sguardi, i vostri discorsi, altrettanto Maria si compiacerą di voi, e maggiori grazie vi otterrą dal suo Figlio e nostro Redentore Gesł Cristo.
Queste sono le tre grazie pił d' ogni altra necessarie alla vostra etą, e bastanti a farvi tenere sin da giovani quella strada, che vi renderą uomini onorati nell'etą avanzata, pegno sicuro di una gloria eterna, che Maria procurerą indubitatamente a' suoi divoti.
Quale ossequio offerirete voi a Maria per ottenere le grazie accennate? Poche cose bastano. Chi puņ reciti il suo Rosario, ma non dimentichi mai ogni giorno di recitare tre Ave e tre Gloria Patri colla giaculatoria: Cara Madre Vergine Maria, fate ch'io salvi l'anima mia. {54 [234]}
S. Luigi Gonzaga viene proposto ad esemplare d'innocenza e di virtł a tutti, ma specialmente alla gioventł, in favor della quale gią impetrņ moltissime grazie dal Signore.
I Romani Pontefici a fine di accrescere il culto di questo gran Santo a vantaggio spirituale de' cristiani concederono indulgenza plenaria a tutti quelli che pentiti e comunicati avranno santificato sei Domeniche continue precedenti alla festa del Santo, od altre nel corso dell'anno con pie opere ed orazioni ad onore del Santo medesimo e a gloria d'Iddio. Tale indulgenza si puņ lucrare per ciascheduna delle Domeniche suddette. Affinchč tutti siate in grado di avere le opere e le orazioni da praticarsi furono disposti qui per ogni giorno quegli esercizi che potranno servire a celebrare le Domeniche e la novena di questo Santo, e partecipare di quelle grazie e di que' favori che tutto di ottiene a' suoi divoti. {55 [235]}
Domenica prima. Per la novena. Giorno primo. S. Luigi piange
i suoi peccati.
Quantunque si possa dire che s. Luigi non abbia mai commesso peccato, tuttavia pianse amaramente ciņ che egli riputava colpa; ed era, che in etą di quattro in cinque anni trovandosi tra soldati tolse un po' di polvere da fuoco per isparare un pezzetto di artiglieria, e proferģ altra volta alcune parole men dicevoli udite da' soldati medesimi, ma da lui non capite. Pure su queste due colpe pianse per tutta la vita, e la prima volta che se ne confessņ fu sorpreso da un pianto, da un affanno, da uno sfinimento sģ forte, che cadde svenuto appič del confessore; nč in quel giorno fu possibile di proseguire la confessione, e negli anni appresso non se ne ricordava senza lagrime amarissime.
Qual rossore per noi che abbiamo commesso tanti e tanto gravi peccati, eppure ce ne ridiamo senza dare alcun segno di pentimento? Ah! se si considerasse che un sol peccato mortale oltraggia un Dio, infinita bontą, ci fa perdere un Paradiso che contiene tutti beni, ci rende meritevoli dell'inferno, ove si contengono tutti i mali, chi potrebbe a tale considerazione trattenere le lagrime? {56 [236]} Questo č appunto quello che faceva piangere s. Luigi.
Giaculatoria.
Amabile mio avvocato, voi che aveste sģ poco da piangere e tuttavia piangeste a lagrime sģ amare e continue, fate che io pianga le mie colpe e le detesti, onde ottenerne da Dio il perdono.
Pratica.
Se trovate la vostra coscienza rea di qualche peccato, chiedetene perdono di cuore al Signore con promessa di confessarvene al pił presto possibile.
Preghiera.
Luigi santo, di angelici costumi adorno, io indegno vostro divoto umilmente prostrato dinanzi a voi, adoro quella maestą infinita che vi elevņ a tanta gloria; benedico mille volte la SS. Trinitą che vi concedč un' innocenza cosģ illibata e vi adornņ di tante eroiche virtł. Deh! per tanti doni sovrumani, per quell'innocenza e penitenza, per quell'amore che portaste a Dio in terra, vi prego umilmente a volermi oggi ricevere fra' vostri divoti, e ottenermi una vera contrizione de' miei peccati, una puritą di cuore lontana da ogni colpa ed offesa del mio Dio. Vi supplico di essere il mio protettore in ogni azione in vita e specialmente in punto di morte, quando avrņ maggior bisogno del vostro patrocinio. E voi, grande Regina del Cielo, Maria, che {57 [237]} cotanto amaste e favoriste Luigi mentre viveva in terra, rendete efficaci queste mie preghiere, esauditele voi, non per mio merito, ma pel merito del vostro Luigi, e pel vostro materno amore. Fate, o cara Madre, che io possa imitare Luigi in vita, e dopo una santa morte essere partecipe di quella felicitą, che in compagnia de' beati si gode per tutti i secoli de' secoli. Cosģ sia.
Sei Pater, sei Ave, e sei Gloria etc.
Domenica seconda. Giorno secondo. Penitenze di s. Luigi.
Benchč la vita di s. Luigi sia un complesso delle virtł pił pure e sante, tuttavia vi univa le pił rigide penitenze. Ancor fanciullo macerava le innocenti sue carni con assidui digiuni. Tutto il suo cibo giunse a restringersi al peso di un' oncia. Flagellavasi a sangue; metteva sotto le lenzuola pezzetti di legno per tormentarsi anche nel sonno; sotto le vesti nascondeva speroni da cavallo perchč non aveva cilici; cercava il maggior suo scomodo nello stare, nel sedere, nel camminare. Anzi andņ tant'oltre l'ardore di penitenza in Luigi, che essendo moribondo chiese con lagrime al suo superiore di essere in quell'ora estrema senza compassione flagellato da capo a' piedi, il che non ottenuto, supplicņ di essere {58 [238]} almeno gettato sulla nuda terra, e cosi morire da vero penitente per amore di Chi era morto per lui sopra un duro legno di croce.
Se Luigi principe delicato, di sanitą cagionevole, puro ed innocente faceva tante penitenze, quale confusione ciņ non sarą mai per que' giovani, i quali cercano mille pretesti per fuggire ogni occasione di patire qualche cosa per amore di quel Dio che tanto patģ per noi!
Giaculatoria.
Glorioso s. Luigi, intercedetemi un vivo desiderio di far penitenza per cancellare la moltitudine dą' miei peccati, affinchč non abbia poi a piangerli inutilmente nell'altra vita tra le peno eterne dell'inferno.
Pratica.
Non differite le penitenze alla vecchiaja, quando le forze non pił la comportano. A chi vi dice che non conviene usar tanto rigore contro del nostro corpo, rispondete: chi non vuol patire con Gesł Cristo non potrą godere con Gesł Cristo.
Preghiera.
Luigi santo, ecc. pag. 57.
Domenica terza. Giorno terzo. S. Luigi esemplare nella virtł
della puritą.
Ogni virtł da s. Luigi fu portata a un grado molto eminente, ma pił di tutte risplendč {59 [239]} la virtł della paritą. Veniva ordinariamente chiamato col nome di Angioletto o di Angelo in carne o giovane Angelico. Qualora in qualche conversazione si facessero discorsi men puri, al sopraggiugnere di Luigi niuno ardiva di proseguirli, stimando di fare un' offesa alla sua modestia, al suo candore. Convien perņ notare che Luigi per conservar una virtł sģ bella custodiva gelosamente tutti i suoi sensi o specialmente gli occhi. Per pił anni dovendo ogni dģ ritrovarsi coll'imperatrice d'Austria qual paggio d'onore, non la mirņ mai in faccia. Anzi colla propria madre stava sempre cogli occhi bassi, onde, diceva di non sapere qual colore ella avesse. Una volta invitato al ballo fuggģ sbigottito e si poso segretamente in una stanza a pregare, e a flagellarsi a sangue. Aveva solo dieci anni, quando conosciuto il gran pregio di questa virtł, la offerģ con voto alla Regina de' vergini Maria Santissima, la quale gradģ per modo tal voto, che s. Luigi non provņ mai tentazione contro a questa virtł, ed ebbe la gloria di portar nell'altra vita senza macchia la stola dell'innocenza battesimale.
Giovani miei, se volete voi altresģ conservare questa virtł tanto piacevole a Dio, alla Beata Vergine ed agli Angioli tutti, prendete anche voi per protettrice della vostra puritą Maria Santissima. Oh quanto mai ella ama ed accoglie le anime pure e caste pił delle altre! {60 [240]} Quante grazie loro concede!Perņ questa virtł non si potrą giammai conservare senza fuggire i discorsi disonesti e i cattivi compagni, e custodire i sensi del corpo e specialmente gli occhi.
Giaculatoria.
Fate, o s. Luigi, che io fugga qual peste tutti que' compagni i quali co' loro pestiferi discorsi cercano la rovina dell'anima mia.
Pratica.
Stabilite oggi di non voler mai pił riguardare oggetti pericolosi o parlar di cose contrarie alla virtł di cui abbiamo parlato.
Preghiera.
Luigi santo, ecc. pag. 57.
Domenica quarta. Giorno quarto. S. Luigi staccato da' beni
della terra.
Niun bene terreno fu in istima a s. Luigi, se non come cosa da nulla. Compativa i ricchi ed i grandi del mondo, che si perdono dietro a beni sģ vili e caduchi, e che sovente per un po' di danaro e per un palmo di terreno perdono la loro eterna felicitą. Disprezzava ogni rispetto umano, e sebbene pił volte deriso e burlato, tuttavia egli non cessava mai di comparire umilmente vestito anche ne' luoghi di comparsa. Lasciava che ognuno parlasse a suo talento, ed egli modesto in casa, {61 [241]} per le contrade e specialmente in Chiesa aveva solo a cuore la frequenza de' Sacramenti e tutte quelle cose che riguardavano l'onor di Dio. Ma siccome egli era in mezzo alle grandezze, epperciņ il suo cuore in pericolo di affezionarsi a' beni terreni; cosģ egli abbandonņ il principato, i parenti, gli amici, e dopo moltissimi contrasti da parte degli amatori del mondo si fece religioso nella Compagnia di Gesł, dove pervenne al pił alto grado di cristiana perfezione.
Se vogliamo anche noi distaccare il nostro cuore dalle cose di questo mondo ed affezionarci alle cose di Dio cominciamo dal disprezzare i beni terreni che c'impediscono e stimare solo quelle cose che giovane per condurci alla beata eternitą dicendo come diceva s. Luigi: ciņ che non č eterno č un nulla: Quod ternum non est nihil est. Questo si otterrą facilmente se dispregiando ogni rispetto umano attenderemo alle cose che riguardano all'onor d' Iddio e specialmente alla frequenza de' Sacramenti della confessione e comunione, che sono i due mezzi pił efficaci per vincere i rispetti umani, staccare il nostro cuore dalle cose terrene e innamorarlo delle celesti.
Giaculatoria.
Amabilissimo s. Luigi, per quella stretta unione che voi aveste con Dio fate, che il mio cuore per l'avvenire non pensi pił ad {62 [242]} altro se non allo cose del cielo, ed abbia sempre a vile quelle della terra.
Pratica.
Risolviamo oggi di voler frequentare per quanto ci č possibile i Sacramenti della confessione e della comunione.
Preghiera. - Luigi santo, ecc. pag. 57.
Domenica quinta. Giorno quinto. Caritą di s. Luigi verso del
prossimo.
L'amore verso del nostro prossimo č la misura dell'amor di Dio. S. Luigi non solo aveva viscere di caritą verso del prossimo; ma sapeva maravigliosamente sopportarne i difetti. Fin da fanciullo era sģ paziente agl'insulti, agli oltraggi, alle villanie de' compagni, che ben lontano dal mostrarsi offeso gioiva e vedevasi tutto allegro, e chi pił lo disprezzava, pił da lui era amato. Quando poi udiva trovarsi qualche poverello alla porta egli subito lo. andava a vedere, e tutto allegro correva dalla Marchesa sua madre per chiederle qualche cosa, ed ottenutola, voleva andarla a riporre egli stesso nella mano del mendico. Questa caritą era molto pił ardente per li bisogni dell'anima. Ancora secolare portavasi nelle chiese ad insegnare il catechismo agl'ignoranti, ne correggeva i costumi, e studiavasi di acquetarli nelle risse e nelle discordie. {63 [243]} Fattosi religioso scorreva per la cittą di Roma onde istruire i mendici; quindi li menava seco da qualche confessore affinchč fossero assolti dalle loro colpe e rimessi in grazia d'Iddio. Desiderando di giovar maggiormente al prossimo col dare la propria vita, questo fece ancora; imperciocchč in una pestilenza avvenuta in Roma ottenne di servire agli appestati, e dove pił erano schifosi gl'infetti pił volentieri Luigi prestava il suo ministero. Si metteva le tasche in collo, camminava per la cittą accattando limosina di porta in porta, indi se ne ritornava all'ospedale per sovvenire que' miserabili, prestando loro ogni pił basso servigio. Ma non andņ molto che il Signore appagņ i voti di Luigi, e permise che egli stesso fosse attaccato da quel morbo contagioso, che il venne lentamente consumando, e infine lo tolse di vita.
Anche noi, o giovani cari, possiamo imitare s. Luigi nelle opere di caritą, nel sopportare i difetti de' nostri compagni e perdonar loro quando siamo oltraggiati; ma questa caritą č assai pił grande se procureremo d'insegnare loro le cose necessarie per la eterna salvezza, o almeno condurli in que' luoghi dove ne possono essere instrutti. Quante anime possiamo levare dal sentiero della perdizione e rimetterle in quella strada che le conduce a salvamento; ed allora quali grazie da Dio ci otterrą s. Luigi! {64 [244]}
Giaculatoria.
Amabilissimo s. Luigi, infiammate il mio cuore del vero amor del prossimo, onde cresca sempre in me l'amor d'Iddio.
Pratica.
Fate ogni vostro possibile per dare buon esempio e condur qualche vostro compagno a sentire la parola d'Iddio, ed a ricevere il Sacramento della Confessione.
Preghiera.
Luigi santo, ecc., pag. 57.
Domenica sesta. Giorno sesto. Amor di S. Luigi verso Dio.
S. Luigi nell'amor verso Dio fu un Serafino. Tanto ne era acceso, che al pensare o udir parlare delle cose del Signore quasi cadeva di sfinimento. Era poi singolare il suo amore per Gesł Crocifisso. Ogni volta che veniva da altri disprezzato, oppure pativa dolor di testa o altro incomodo di sanitą erane lietissimo, e bramava patir di pił pel suo Signore. Quale fu poi la tenerezza di Luigi per Gesł Sacramentato! Passava pił ore al giorno avanti l'Altare del Sacramento. Impiegava tre giorni a prepararsi alla comunione, tre giorni appresso per farne il ringraziamento. Nel ricevere, poi l'Ostia santa discioglievasi in tali {65 [245]} lagrime e deliqui, che spesso non aveva pił forze a rizzarsi da terra.
Da quale cosa deriva mai che noi proviamo sģ poco gusto per lo cose spirituali? Questo avviene dall'essere il nostro cuore poco innamorato di Gesł Crocifisso, e dall'accostarci troppo di rado alla SS. Comunione o dall'accostarvici indegnamente perchč č impossibile l'avvicinarci a queste due inesauste fornaci dell'amore d'Iddio, senza sentirci infiammati e provarne conforto e contento. Accostiamoci per l'avvenire con cuore acceso di viva caritą o di atti ferventi di fede, di speranza e di dolore; č allora proveremo anche noi quelle delizie e quelle contentezze che provava s. Luigi.
Giaculatoria.
O gran Serafino d'amore, infiammate il cuor mio del vero amor Divino, sicchč per l'avvenire altro pił non voglia che amare Dio, e a lui solo servire.
Pratica.
Procurate di recitare le preghiere del mattino e della sera avanti l'immagine di Gesł Crocifisso, e baciatelo spesso. l sommi Pontefici concedettero molte indulgenze a chi bacia il Crocifisso.
Quando potete andate a far qualche visita a Gesł Sacramentato, specialmente dove č esposto per l' adorazione delle quarant'ore.
Preghiera.
Luigi santo, ecc. pag. 57. {66 [246]}
Tre
considerazioni che vagliono a compiere l' esercizio de' nove giorni per la
novena di s. Luigi.
Settimo giorno. S. Luigi si diede per tempo a Dio.
Per lo pił non si conosce il pregio della Divina grazia se non quando si č perduta; o molti rimediano al passato col piangere i trascorsi che hanno commesso. Di Luigi non fu cosģ. Appena potč conoscere Iddio, subito cominciņ ad amarlo; le prime sue voci furono i dolci nomi di Gesł e di Maria; le prime /inclinazioni furono per la pietą, i primi trattenimenti furono esercizi di sincera divozione; il qual tenore di vita proseguģ finché visse. Questo mio figliuolo, testificņ sua madre, fu sempre un. angiolino. Da sette anni di etą fino alla morte sempre tenne una vita santa, una vita angelica e vera idea di perfetta santitą.
Quanto mai piace al Signore l'essere servito singolarmente in tempo di gioventł. Questo conobbe s. Luigi; e il Signore lo colmņ di tante grazie, che divenne un gran Santo. Se s. Luigi avesse aspettato sino all'etą avanzata a darsi a Dio non sarebbe senza dubbio divenuto sģ gran Santo, giacchč egli morģ molto giovane, e puņ essere che nemmen si fosse salvato. {67 [247]}
Perchč dunque non consacrare al Signore questo tempo di nostra gioventł, che tanto gradisce? Perchč differire di giorno in giorno ad abbandonare il peccato e cominciar una vita da fedele Cristiano? Tutti quelli che ora si trovano nell'inferno avevano volontą di darsi poi una volta a Dio, ma la morte li prevenne, e adesso sono perduti per sempre; e fra quelle fiamme vanno gridando: noi insensati l'abbiamo sbagliata: nos insensati erravimus.
Giaculatoria.
Fate, o glorioso s. Luigi, che io pianga il tempo perduto, e che quello che il Signore mi concederą tutto possa per lui impiegare.
Pratica.
Fuggite i cattivi compagni, che sono la cagione funesta di tanto tempo perduto, e cominciate oggi una vita nuova che piaccia al Signore.
Preghiera.
Luigi santo, ecc., pag. 57.
Ottavo giorno. S. Luigi modello nella preghiera.
Questi doni e queste virtł sublimi, di cui era adorno s. Luigi, bisogna dirli anche fratto delle sue preghiere. Illuminato egli da Dio sapeva che quanto gli dimandiamo per l'anima nostra ci viene conceduto: petite et accipietis. {68 [248]}
Appena potč articolare qualche parola di divozione suggerita dalla pia sua madre, ne rimase altamente affezionato. A quattro anni si assentava dalla presenza altrui e, fatto cercare dalla madre, veniva trovato in qualche nascondiglio, ove a terra genuflesso, colle sue manine giunte dinanzi al petto fervorosamente pregava; e quantunque forte chiamato, con difficoltą poteva udire ciņ che da lui si voleva, tanto era il diletto che provava in trattenersi con Dio. Questo tenor di vita col crescere degli anni divenne sempre pił perfetto, e arrivņ ad ottenere quel privilegio di non essere pił distratto nello sue orazioni. Anzi bisognava che si facesse grande violenza per cessare dalla preghiera. Con questo mezzo giunse a quel sublime grado di santitą che si puņ quasi dire senza esempio.
Procuriamo anche noi di acquistare questo spirito di preghiera. In ogni nostro bisogno, nelle tribolazioni, nelle disgrazie, nell'intraprendere qualche azione difficile non tralasciamo mai di ricorrere a Dio. Ma soprattutto ne' bisogni dell'anima ricorriamo a lui con fiducia, e saremo sicuri di essere esauditi. Preghiamo altresģ il Signore che ci faccia conoscere in quale stato Egli voglia essere servito da noi, affinchč posiamo spender bene quel tempo che egli pose in nostro potere, e da cui dipende la nostra eterna salvezza. {69 [249]}
Giaculatoria.
Ottenetemi, o glorioso s. Luigi, una scintilla del vostro fervore, e fate che sempre cresca in me lo spirito di preghiera e di divozione.
Pratica.
Esaminate come vi regolaste pel passato nella preghiera, e procurate d'infervorarvi sempre pił, massimamente col recitare lungo il giorno qualche giaculatoria a Dio e al vostro avvocato s. Luigi.
Preghiera.
Luigi santo, ecc. pag. 57
Nono giorno. Preziosa morte di s. Luigi.
Le cose che ci possono turbare in punto di morte sono specialmente i peccati della vita passata e il timore de' castighi divini per l'altra vita. San Luigi niente di ciņ aveva a temere; la sua vita era stata un continuo pensare alla morte, e la considerava come unico mezzo per finire l'esilio di questo mondo, e andare al possesso di que' beni celesti che tanto desiderava. Tanti digiuni, cosģ rigide mortificazioni, le austeritą, le continue meditazioni e preghiere, in somma la vita veramente angelica che aveva tenuto, quale cosa gli avranno fatto temere? Egli č perciņ che all'avviso di morire cantņ il Te Deum, e pien di allegrezza andava ripetendo: oh che gioia, ce ne andiamo: Ltantes imus. Riseppe {70 [250]} da Dio l'istante di sua morte, e dopo goduta la gloria del paradiso nell'estasi di una notte, che a lui parve un momento, promettendo a tetti gli astanti che avrebbe eseguito le loro commissioni con Dio, con Maria, cogli altri Santi, nel bacio di Gesł Crocifisso placidamente spirņ. Che bel morire!
Ci piace senza dubbio la morte preziosa di s. Luigi. Se la vogliamo sarą tale per noi. Ma badiamo che al punto di morte si raccoglie quello che seminato abbiamo nel corso di nostra vita. Se abbiamo fatto opere buone, beati noi, la morte ci riuscirą di contento, il paradiso sarą aperto per noi; al contrario guai a noi; rimorsi di coscienza nel punto di morte; un inferno aperto che ci aspetta: qu seminaverit homo hc et metet.
Giaculatoria.
Ottenetemi, o glorioso s. Luigi, di poter condurre una vita buona per fare una morte santa.
Pratica
Pensate ogni sera se doveste morire in quella notte quale sarebbe la vostra morte.
Preghiera.
Luigi santo, ecc. pag. 57. {71 [251]}
Festa di s. Luigi. La gloria di Luigi in Cielo.
La gloria di cui un' anima č coronata in Paradiso si misura specialmente da questi tre punti: dall'innocenza della vita, dalla penitenza e dalla caritą Queste virtł furono in s. Luigi luminosissime. Non iscorgesi in tutta sua vita una colpa che si possa dire certamente veniale. Appena acquistņ l'uso di ragione si rivolse di tutto cuore a Dio per amarlo. All'innocenza accoppiņ rigorosissima penitenza. Ora se in Cielo si tiene conto di un bicchiere di acqua dato per Dio, che sarą di tanto sangue che Luigi sparse ancora fanciullo flagellandosi pił volte al giorno da rimanere gli abiti insanguinati? Che diremo del levarsi di notte a pregare genuflesso sul gelido terreno agghiacciandosi al freddo? Che de' digiuni sģ austeri? Che di tanto invenzioni di flagelli, con cui macero le sue 'carni innocenti? Tutto questo quale gloria avrą meritato a s. Luigi in Cielo! La sua caritą verso Dio e verso del prossimo era cosģ intensa, che tutto il viver suo dal primo uso di ragione fino alla morte fu un continuo esercizio di caritą verso il prossimo e d'amor verso Dio. Onde non č maraviglia che santa Maddalena de' Pazzi, la quale rapita a contemplare la felicitą de' beati vide la gloria di s. Luigi, abbia esclamato che se veduto non {72 [252]} avesse, non avrebbe mai creduto essere tanta gloria in Paradiso, quanto quella di cui era adorno s. Luigi.
Ecco, o giovani miei, a che conduce una vita buona e virtuosa, ad una beata eternitą di delizie, ad una gloria incomprensibile, dove contempleremo Iddio a faccia a faccia, lo loderemo, lo benediremo insieme con Maria, cogli Angeli e con tutti i beati per tutti i secoli. Coraggio adunque cominciamo per tempo a lavorar pel Signore, ci tocca patire qualche cosa in questo mondo, ma sarą poi eterno il premio che avremo nell'altro.
Giaculatoria.
Pietosissimo s. Luigi, fatemi santo, e rendetemi un di partecipe della vostra gloria in Paradiso.
Pratica.
Offerite al santo tutti gli esercizi di pietą di questo giorno per ottenere il dono della perseveranza.
Preghiera.
Luigi santo, ecc. pag. 57. {73 [253]}
Infensus hostis glorię,
Omnisque culpę nescius,
Et mollis osor curię
Laudetur Aloysius.
Alma juvante Virgine,
Ex matris alvo ducitur,
Simulque sacro flumine
Nascens puer renascitur.
Primis ab incunabulis
Pię loquelę semina
Castis fluunt labellulis
Jesu et Marię nomina.
Sommo sacer iam Nomini
Curas profanas abdicat,
Et se decennis virgini
Per castitatem dedicat.
Deo trahente clitus,
Sic mente pergit vivere,
Ut carnis expers spiritus,
Vel angelus cum corpore.
Non hunc honores sęculi
Non magna tangunt nomina,
Non aulici, non servuli,
Nec cara gentis agmina.
Sed hęc habens despectui,
Sacrisque captus gaudiis,
Adjunctus almo ctui
Christi meret stipendiis. {74
[254]}
Illo nihil perfectius,
Nihil fuit constantius,
Omni carens labecula
Fit sanctitatis regula.
Uni ter almo Numini,
Sanctoque Jesu nomini
Sit laus, decus, dilectio,
Sit laus et Aloysio.
Amen.
V. Ora
pro nobis Sancte Aloysi.
R. Ut
digni efficiamur promissionibus Christi.
Al
Magn. Ant. Elegi abiectus esse in domo Dei mei magis, quam habitare in
tabernaculis peccatorum.
Oremus.
Clestium
donorum distributor Deus, qui in Angelico Juvene Aloysio miram vitę innocentiam
pari cum pnitentia sociasti: ejus meritis et precibus concede, ut innocentem
non secuti, pnitentem imitemur. Per Christum Dominum nostrum. Amen. {75 [255]}
Un buon figliuolo appena svegliato deve fare il segno della s. Croce, indi offerire il suo cuore a Dio dicendo: Gesł, Giuseppe e Maria vi dono il mio cuore e l'anima mia. Di poi alzarsi da letto e vestirsi colla massima modestia. S. Luigi Gonzaga voleva nemmeno che gli vedessero nudi i. piedi, perchč giudicava la verecondia come un limpido specchio il quale anche ad un soffio solo si appanna.
Mentre vi vestite potete dire: Angelo del Signore, che siete mio custode per ordine della sua pietosa provvidenza, custoditemi in questo giorno, illuminate il mio intelletto {76 [256]} reggete i miei affetti, governate i miei sentimenti, acciocchč io non offenda il mio Signore Iddio. Cosi sia. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, siccome sempre fu, č, sarą per tutti i secoli. Cosi sia. Dicendo questa preghiera si guadagnano molte indulgenze.
Subito vestito vi porrete ginocchioni avanti l'immagine di Gesł crocifisso o della B. Vergine, indi reciterete le seguenti preghiere:
Nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Cosi sia.
Signor mio, Dio mio, io vi dono tutto il mio cuore.
Vi adoro, e vi amo con tutto il cuore; vi ringrazio di avermi creato, fatto Cristiano, e conservato in questa notte. Vi offerisco tutte le mio azioni, e vi prego di darmi grazia di non offendervi mai, principalmente in questo giorno.
Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il nome tuo, venga il regno tuo, sia fatta la volontą tua come in cielo, cosi in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi il rimettiamo a' nostri debitori, e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Cosi sia.
Dio ti salvi, o Maria, piena di grazia, il Signore č teco, tu sei benedetta fra le donne, e benedetto č il frutto del ventre tuo Gesł. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori {77 [257]} adesso e nell'ora della morte nostra. Cosi sia.
Io credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. Ed in Gesł Cristo suo Figliuolo unico Signor nostro: il quale fu concepita di Spirito Santo, nacque di Maria Vergine: pati sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso morto e sepolto: discese agl'inferni, il terzo giorno risuscitņ da morte: sali al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente l di lą ha da venire a giudicare i vivi ed i morti. Credo nello Spirito Santo: la Santa Chiesa Cattolica: la Comunione dei Santi: la remissione de' peccati: la risurrezione della carne: la vita eterna. Cosi č.
Dio ti salvi, o Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra. A te ricorriamo noi miseri figliuoli di Eva, a te sospiriamo gemendo e piangendo in questa valle di lagrime. Su adunque, o Avvocata nostra, degnati di volgere verso di noi i tuoi occhi misericordiosi, e mostraci dopo questo esilio Gesł benedetto frutto del tuo seno. Madre di clemenza, di pietą, di dolcezza, o Vergine Maria.
I Comandamenti di Dio sono dieci:
1. Io sono il
Signore Iddio tuo, non avrai altro Dio avanti di me.
2. Non nominare il
nome di Dio in vano.
3. Ricordati di
santificare le feste. {78 [258]}
4. Onora il padre e
la madre, acciocchč tu vivi lungo tempo sopra la terra.
5. Non ammazzare.
6. Non fornicare.
7. Non rubare.
8. Non dire il
falso testimonio.
9. Non desiderare
la donna d'altri.
10. Non desiderare
la roba d'altri.
I comandamenti della s. Chiesa sono cinque:
1. Udire la messa
intera tutte le Domeniche e le altre feste comandate,
2. Digiunare la Quaresima, le quattro tempora ed altre vigilie comandate, e non 'mangiar carne il venerdģ e
il sabbato.
3. Confessarsi
almeno una volta l'anno, e comunicarsi alla Pasqua.
4. Non celebrare le
nozze ne' tempi proibiti.
5. Pagar le decime
secondo l'usanza.
Atto
di Fede.
Credo fermamente, che vi č Dio, il quale premia i buoni e castiga i cattivi. Credo, che in Dio vi sono tre persone realmente distinte, Padre, Figliuolo e Spirito Santo. Credo, che il Figliuol di Dio si č fatto uomo nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo: come uomo č morto sulla croce per i nostri peccati, ed il terzo di risuscitņ. Credo queste e tutte le altre veritą della nostra Santa Fede, perchč Dio sommamente {79 [259]} verace le ha rivelate alla Santa Chiesa, e per mezzo della Santa Chiesa le insegna a noi.
Atto
di Speranza.
Mio Dio, perchč siete onnipotente, misericordioso e fedele, spero, che mi darete il perdono de' miei peccati, la grazia di vivere e morir bene, ed il Paradiso, che mi avete promesso per li meriti di Gesł Cristo, facendo io opere da buon Cristiano, come propongo di fare col vostro santo ajuto.
Atto
di Caritą.
Dio mio, vi amo sopra ogni cosa, vi amo per li beni, che ho ricevuto da voi, vi amo per quelli che spero di ricevere; ma vi amo principalmente, perchč siete Dio d'infinita bontą, epperciņ degno per voi medesimo di essere amato sopra tutte le cose, ed amo il prossimo come me stesso per amor vostro.
Atto
di Contrizione.
Misericordia, Signore, mi pento, mi dolgo con tutto il cuore di avervi offeso, mi pento non solo per li beni, che ho perduto, e per i mali, che ho meritato peccando, ma mi pento principalmente perchč ho offeso un Dio si buono e si grande come siete Voi. Vorrei prima esser morto che avervi offeso. E propongo fermamente colla vostra grazia di {80 [260]} non offendervi mai pia, perchč vi amo sopra ogni cosa. Gesł mio, misericordia.
Il regnante Pio IX concede l'indulgenza di cento giorni ogni volta che si dice: Gesł mio, misericordia.
Pel decorso del giorno: Vergine Maria, Madre di Gesł, s. Luigi Gonzaga, fatemi santo.
Finite le preghiere portatevi da' vostri genitori per intendere i loro ordini, e non intraprendete cosa alcuna senza il loro consenso.
Alla sera reciterete la terza parte del Rosario (se non l'avete ancora recitata lungo il giorno) in compagnia de'vostri fratelli e delle vostre sorelle, ma divotamente, nč troppo in fretta, senza appoggiarvi incivilmente sulla tavola o sugli stagni. Qualora vi manchi il tempo per la recitazione del Rosario, dite almeno tre Ave Maria etc. per ottenere il patrocinio di Lei. Direte poi le stesse preghiere del mattino aggiugnendo questa breve preghiera a s. Luigi Gonzaga: Glorioso s. Luigi, io vi supplico umilmente di ricevermi sotto la vostra protezione e di ottenermidal Signore l'aiuto di praticare le vostre virtł in vita per fare una santa morte ed essere tiri di partecipe della vostra gloria in Paradiso. Cosi sia. Pater, Ave e Gloria.
Fermatevi alcuni istanti a considerare lo stato di vostra coscienza, e se vi trovate reo di {81 [261]} qualche peccato, fate di cuore un atto di contrizione promettendo di confessarvene al pił presto possibile. Mentre vi spogliate immaginatevi di vedere i carnefici a levar con violenza le vesti di dosso a Gesł Cristo per flagellarlo. Appena coricato direte:
Gesł, Giuseppe e Maria vi dono il mio cuore e l'anima mia. Gesł, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima agonia. Gesł, Giuseppe e Maria spiri in pace con voi l'anima mia. Pensando quindi alla presenza di Dio colle mani giunte innanzi al petto prendete riposo.
Lungo il giorno, oppure dopo le preghiere del mattino o della sera leggete un tratto della vita di qualche santo, come di s. Luigi, oppure una delle considerazioni poste a carte 31, oppure pensate agli avvisi, il confessore vi diede nell'ultima confessione.
Un buon figliuolo lungo il giorno deve attendere diligentemente a quelle cose che riguardano al proprio stato, e indirizzare ogni azione al Signore dicendo: Signore, vi «ferisco questo lavoro, dategli la vostra santa benedizione.
Al mattino, al mezzo di ed alla sera quando suona l'Ave Maria conviene porsi in ginocchio eccetto il sabbato, la Domenica ed il tempo Pasquale, in cui si sta in piedi; e recitare la seguente orazione:
Angelus Domini nuntiavil Mari, et concepit de Spiritu Sancto. Ave Maria etc. {82 [262]}
Ecce
Ancilla Domini, fiat mihi secundunt verbum tuum. Ave Maria etc.
Et
verbum caro factum est, et habitavit in nobis. Ave Maria etc. Tre Gloria Patri.
Ora
pro nobis, sancta Dei Genitrix.
Ut
digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Gratiam tuam, qusumus, Domine, mentibus nostris infunde, ut qui,
Angelo nuntiante, Christi Filii tui incarnationern cognovimus, per passionem
ejus et crucem ad resurrectionis gloriam perducamur. Per eumdem Christum Dominum
nostrum. Amen.
Benedetto XIV concedč cento giorni d'indulgenza ogni volta che si pratica tale divozione.
Ci sono pure parecchie indulgenze per chi accompagna il SS. Viatico, quando č portato agl'infermi, o non potendo andare dite un Pater ed Ave.
Quando si suona l'agonia molte altre indulgenze si possono lucrare da chi interviene alla Chiesa a pregare per quel moribondo, e non potendo, recita almeno un Pater ed Ave. Lo stesso dicasi al segno della morte per chi dice tre Requiem ternam in suffragio di quell'anima passata all'eternitą.
Prima di prender cibo fate il segno della santa croce e dite: Signore, date la vostra benedizione a me e a'cibi che prenderņ per mantenermi {83 [263]} nel vostro santo servizio. S. Benedetto un giorno prima di mettersi a tavola fatto secondo il solito il segno della croce, con gran rumore vide spezzarsi un bicchiere entro cui era messo il veleno.
Dopo il cibo: Signore, vi ringrazio de' benefizi che mi avete fatto, datemi grazia che me ne possa servire in bene.
Avvertimento
La messa č l' offerta ed il sacrificio del corpo e del sangue di,Nostro Signor G. C. che viene offerto e distribuito sotto le specie del pane e del vino consacrato: Capite bene, o figliuoli, che nell'assistere alla santa Messa fa lo stesso come se voi vedeste il Divin Salvatore uscir di Gerusalemme e portare la croce sul monte Calvario, dove giunto viene fra' pił barbari tormenti crocifisso spargendo fino all'ultima goccia il proprio sangue. Questo medesimo sacrificio rinnova il' Sacerdote mentre celebra la santa Messa {84 [264]} con questa sola distinzione che il sacrifizio del Calvario Gesł Cristo lo fece collo spargimento di sangue, quello della Messa č incruento, cioč senza spargimento di sangue. Siccome non si puņ immaginare cosa pił santa, pił preziosa quanto il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinitą di Gesł Cristo, cosģ voi quando andate alla santa Messa, voglio siate persuasi che fate un'azione la pił grande, la pił santa, la pił gloriosa a Dio, e la pił utile all'anima propria. Gesł Cristo viene egli stesso in persona ad applicare a ciascuno in particolare i meriti di quel sangue adorabilissimo, il quale sparse per noi sul Calvario in croce. Ciņ deve inspirarci una grande idea della santa Messa e farci desiderare 'li assistervi bene.
Ma il vedere tanti figliuoli con volontą deliberata distratti starvi irriverentemente senza modestia, senza attenzione, senza rispetto, rimanendosi in piedi, guardando qua e lą, ah! costoro rinnovano pił volte i patimenti del Calvario con grave scandalo de' compagni e disonore della religione!
Per evitar un male cosģ grande entrate con disposizioni di vero cristiano nello spirito di Gesł Cristo, e supponete di vederlo cominciare la sua dolorosa passione, esposto a' pił barbari trattamenti per nostra salvezza. Durante la Messa state con modestia e raccoglimento tale che alcuna cosa non sia per {85 [265]} disturbarvi. Il vostro spirito, il cuore, i sentimenti vostri non siano ad altro intenti che ad onorare Iddio. Vi raccomando di avere grande premura per andare alla santa Messa, e di tollerare a tal fine anche qualche incomodo. S. Isidoro che era servo di campagna si levava di buon mattino per andar alla santa Messa, e trovavasi a tempo debito a fare quelle cose che dal suo padrone gli venivano comandate. Con questo si tirņ dal Signore ogni sorta di benedizioni per modo che ogni suo lavoro riusciva bene.
In
principio della Messa.
Signor mio Gesł Cristo, io vi offerisco questo santo sacrifizio a vostra maggior gloria ed a bene spirituale dell'anima mia, fatemi la grazia che il mio cuore e la mia mente ad altro pił non pensino che a voi. Anima mia scaccia ogni altro pensiero e preparati ad assistere a questa santa Messa col massimo raccoglimento.
Al
Confiteor.
Io confesso a Dio onnipotente, alla Beata Maria sempre Vergine, al Beato Michele Arcangelo, al Beato Gioanni Battista, a' santi Apostoli Pietro e Paolo e a tutti i Santi, perchč molto peccai con pensieri, parole ed opere per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Perciņ prego la Beata {86 [266]} Vergine Maria, il Beato:Michele Arcangelo, il B. Gioanni Battista, i Ss. Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi ad intercedere per me appresso il Signor nostro Iddio.
Il
Sacerdote ascende all'Altare.
Tutta la terra vi adori, o Signore, e canti lode al vostro santo nome. Sia gloria al Padre, al Figliuolo, ed allo Spirito Santo. Cosi sia.
Al
kyrie eleison.
Signor mio Gesł Cristo, abbiate misericordia di questa povera anima mia.
Al
Gloria
Sia gloria a Dio nel pił alto de' cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontą, perché solo Iddio č degno di essere lodato e glorificato per tutti i secoli.
All'Oremus
Ricevete, o Signore, le preghiere che da questo Sacerdote vi sono indirizzate per me. Concedetemi la grazia di vivere e morire da buon cristiano nel grembo della santa Madre Chiesa.
All'Epistola.
Infiammate, o Signore, il cuor mio del vostro santo Amore, acciocchč io vi ami e vi serva tutti i giorni della mia vi {87 [267]}
Al
Vangelo.
Io sono pronto, o Signore, a confessare la fede del Vangelo a costo della mia vita professando le grandi veritą, che ivi sono contenute. Datemi grazia e fortezza per fare la vostra Divina volontą, e di fuggire tutte le occasioni di peccare.
Al
Credo.
Io credo fermamente tutte te veritą che voi, mio Dio, rivelaste alla vostra Chiesa, perchč siete veritą infallibile. Accrescete perciņ in me lo spirito di viva fede, di ferma speranza, e d'infiammata caritą.
All'Offertorio.
Vi offerisco, o mio Dio, per le mani del Sacerdote quel pane e quel vino che debbono essere cangiati nel corpo e nel sangue di Gesł Cristo. Vi offro nel medesimo tempo il mio cuore, la lingua mia, affinchč per l'avvenire altra non desideri nč d'altra cosa io parli, se non di quello che riguarda al vostro santo servizio.
All'Orale
Fratres.
Ricevete, Signore, questo sacrifizio per onore o gloria del vostro santo nome, per mio 'vantaggio, e per quello di tutta la vostra. santa Chiesa. {88 [268]}
Al
Prfatio.
Mio cuore alzati a Dio e pensa alla passione di Gesł Cristo, che egli va a cominciare per li tuoi peccati.
Al
Sanctus.
Anima mia unisci ogni tuo affetto al coro degli Angeli, e canta con essi un inno di gloria dicendo: Santo, Santo, Santo č il Signori, il Dio degli eserciti. Sia glorificato o benedetto per tutti i secoli.
Al
Memento devivi
Vi prego, o Gesł mio, di ricordarvi dei miei genitori, degli altri parenti, de' benefattori, degli amici miei, ed anche de' miei nemici; ricordatevi altresi del sommo Pontefice e di tutta la Chiesa, e di ogni autoritą spirituale o temporale, a cui tutti sia pace, concordia e benedizione.
All'elevazione
dell'Ostia.
Con tutta umiltą prostrato vi adoro, o Signore, e credo fermamente che esistete in quest'Ostia sacra. Oh gran mistero, un Dio viene dal cielo in terra per la mia salute! Sia lodato,e ringraziato ogni momento il Santissimo e divinissimo Sacramento. (100 giorni d'Indulgenza ogni volta). {89 [269]}
All'elevazione
del Calice.
Signor mio Gesł Cristo, io adoro quel sangue che voi spargeste per salvare l'anima mia. Io ve l'offerisco in memoria della vostra passione, morte, risurrezione, e ascensione al cielo; ricevetelo in isconto dee miei peccati, e per li bisogni di santa Chiesa.
Al
memento de' morti.
Ricordatevi, Signore, delle anime del Purgatorio o specialmente di quelle de' miei parenti, benefattori spirituali e temporali. Liberatele da quelle pene e date a tutte la gloria dal Paradiso.
Al
Pater noster.
Vi ringrazio, Gesł mio, di questo eccellente modello di preghiera che mi deste, fatemi la grazia che io la possa recitare colla divozione e coli' attenzione che ai merita. Concedetemi quanto in essa vi dimanda per me quel Sacerdote, e soprattutto non permettete che nelle tentazioni io cada in mortale peccato, unico e sommo male che puņ farmi perdere eternamente. Dite il Pater noster etc.
All'Agnus
Dei.
Gesti, agnello immacolato, vi supplico ad usare misericordia a me e a tutti gli uomini {90 [270]} del mondo affinché tutti si convertano a voi, per godere quella vera pace che provano coloro i quali sono in grazia vostra.
Al
Domine non sum dignus.
O Signore, per la moltitudine de' miei peccati io non son degno che voi veniate ad abitare nell'anima mia; ma dite solamente una parola, e mi sarą rimesso ogni peccato. Oh quanto mi spiace di avervi offeso, fatemi la grazia, che non vi offenda mai pił per l'avvenire.
Alla
Comunione.
Se non potete comunicarvi sacramentalmente fate almeno la comunione spirituale, che consiste in un ardente desiderio di ricevere Gesł nel nostro cuore, dicendo:
Mio caro e buon Gesł, poichč questa mattina io non posso ricevere l'Ostia Santa, venite nondimeno a prendere possesso di me colla vostra grazia, onde io viva sempre nel vostro santo amore. La grazia che singolarmente vi domando č di potere star lontano da' cattivi compagni, perchč se avrņ la sorte di frequentare buoni compagni, io pure sarņ buono e potrņ salvar l'anima mia.
Alle
ultime orazioni.
Vi ringrazio, o mio Dio, di esservi sacri, tinto per me. Fate che sin da questo momento {91 [271]} tutto io mi possa sacrificare a Voi. Dispiaceri, fatiche, caldo, freddo, fame, sete ed anche la morte tutto accetterņ volentieri dalle vostre mani, pronto ad offerire tutto e perdere tutto, purchč io possa adempiere la vostra santa legge.
Alla
Benedizione.
Benedite, Signore, queste sante risoluzioni; beneditemi per la mano del vostro ministro, e fate che gli effetti di questa benedizione siano eternamente sopra di me. Nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito Santo. Cosģ sia.
All'ultimo
Vangelo.
Verbo eterno, fatto carne per salvare l'anima mia, io vi adoro col pił profondo rispetto, e vi ringrazio di quanto patiste per me. Concedetemi la grafia di conservare i frutti di questa santa Messa; perdonatemi se non vi ho assistito colla debita attenzione, e fate che uscendo io di questa Chiesa abbiano gli occhi, la lingua e tutti i sensi miei i1n sommo orrore ogni cosa che si opponga alle veritą del vostro santo Vangelo
Dite una Salve alla B. V. ed un Pater a s. Luigi, affinché vi aiutino a mantenere i proponimenti fatti e soprattutto di evitare i cattivi discorsi. {92 [272]}
Cari figliuoli, se voi non imparate da giovani a confessarvi bene correte pericolo di non apprendere mai pił in vita vostra, e per conseguenza di non confessarvi mai a dovere con vostro grave danno, e forse a rischio di vostra eterna salvezza. Prima di tutto vorrei che foste persuasi che qualunque colpa voi abbiate sulla vostra coscienza, vi sarą perdonata nella vostra confessione, purchč vi accostiate colle debite disposizioni.
La prima di esse consiste nel fare l'esame di coscienza, vale a dire richiamarvi a memoria le vostre azioni per iscoprire quali siano state buone e quali peccaminose.
Cominciate dal pregare il Signore che vi illumini dicendo: Signor mio Gesł Cristo, Redentor dell'anima mia, io mi getto a'vostri piedi supplicandovi ad aver pietą e misericordia di me. illuminatemi colla vostra grazia, affinché io conosca ora i miei peccati come li farete a me noti quando presenterommi al vostro giudicio. rate, o mio Dio, che li detesti con vero dolore, e ne conseguisca il perdono per li meriti infiniti {93 [273]} del sangue preziosissimo di Gesł Cristo sparso per me sulla croce. Vergine Santissima, san Luigi Gonzaga, pregate per me onde possa fare una buona confessione.
Esame.
Esaminatevi se parlaste male delle cose di religione; se bestemmiaste, nominaste il nome d'Iddio in vano; se ascoltaste la santa Messa ne'giorni festivi con esservi occupato in opere di pietą, o piuttosto vi occupaste in lavori proibiti, saminatevi se disobbediste a' vostri parenti, superiori o maestri, o deste loro qualche risposta insolente; se foste di scandalo in Chiesa o fuori di Chiesa, specialmente con discorsi osceni o con cattivi consigli; se rubaste qualche cosa in casa o fuori di casa. Notate che si puņ anche rubare non occupando il tempo in quelle cose che vi sono comandate. Se diceste, ascoltaste, faceste, permetteste, o anche solo pensaste alcuna cosa contra l'onestą. Vi debbo perņ avvertire riguardo all'esame, che non basta esporre semplicemente il peccato, ma dovete dire il numero delle volte che commetteste questo o quell'altro peccato. Per esempio: non basta il dire, ho disobbedito a'miei parenti, ma bisogna soggiugnere, ho disobbedito due o tre volte, cioč il numero preciso, o approssimativo dello disubbidienze commesse. Lo stesso dite degli altri peccati. {94 [274]}
Queste sono le cose principali intorno a cui dovete esaminarvi. Ma non bastano ancora per fare una buona confessione, dovete altresi eccitarvi ad un vero dolore riflettendo seriamente che il peccato č un gran male.
Il peccato vi apre l'inferno sotto i piedi. Che gran male, oh spavento!... Vi chiude il Paradiso; che grave perdita!... Vi fa nemici d'Iddio e schiavi dei demoni.
Ogni vostro peccato cagionņ acutissimo dolore al cuore amoroso di Gesł, il quale per voi pati flagelli, spine, piaghe, sangue e croce; e voi gli rendeste disgusti, disprezzi e villanie.
Il peccato č un' offesa fatta al vostro Dio che č tanto buono ed amabile per se stesso, che vi creņ, vi conserva la vita. La sanitą, l'aria che respirate, il pane che mangiate sono tutti doni che Dio vi concedč. Egli vi preservņ da continue disgrazie e dall'inferno medesimo pił e pił volte meritato. E a tanti suoi benefizi voi corrispondeste colla pił mostruosa ingratitudine servendovi di questi ad offenderlo.
Alla vista del gran male che voi faceste peccando dovete avere un grande dolore, ovvero dispiacere di aver offeso Iddio pił che se vi fosse avvenuta qualunque disgrazia, qualunque gastigo da parte de' vostri genitori o di altri. Questo dispiacere vi deve condurre al proponimento, ossia a fare una promessa di {95 [275]} non voler mai pił offendere Iddio per l'avvenire. Per esempio: voi diceste parole cattive, foste disobbedienti, ora affinchč la vostra confessione sia valida bisogna che facciate una promessa al Signore che non volete pił commettere tali peccati anche a costo di patire qualunque male.
Dopo questi riflessi fate un atto di contrizione, ed accostatevi con tutta umiltą al confessore, e se vi toccasse aspettare, non dissipatevi con discorsi o sorrisi guardando qua e lą, ma state con raccoglimento aspettando che' sia tempo. Vi debbo avvertire di non tacer mai alcun peccato in confessione. Prima che si pecchi il demonio vi dice che non vi č gran male in quell'azione; dopo fa quanto puņ per farvene vergognare, onde la tacciate, e facciate l'ha confessione sacrilega. Perciņ non abbiate timore alcuno da parte del confessore, egli si rallegra sentendo che voi gli confidate quello che faceste. Altronde siate certi che il sacerdote non puņ dire a veruno le cose da voi confessate, e non se ne puņ servire quand'anche si trattasse di evitar la morte. Coraggio dunque primo confessate quel peccato che vi fa pił pena.
Accostato poi al confessore farete il segno della santa croce dicendo: Beneditemi, o padre, perchč peccai. Indi gli direte il tempo che non vi confessaste, e gli manifesterete lo stato di vostra coscienza esponendo il numero e {96 [276]} la specie de' vostri peccati. Finita l'accusa ascoltate quello che egli vi dirą, e mentre vi darą l'assoluzione, pensate essere quello il momento, in cui si versa sull'anima vostra la virtł del sangue di Gesł Cristo. Onde fate di cuore un atto di pentimento. Terminata la confessione ritiratevi in disparte per ringraziare il Signore del benefizio che vi ha fatto.
Dopo
la confessione.
Rinnovate di tutto cuore il proponimento gią fatto nella confessione, con promettere al Signore di volere praticar tutti i mezzi suggeriti dal confessore per non mai pił cadere in peccato facendo queste tre risoluzioni: 1.° Di volervi diportare in Chiesa con grande divozione: 2.° Prestare pronta ubbidienza a' genitori vostri e a tutti gli altri superiori: 3.° Essere grandemente animati per l'adempimento de'doveri del vostro stato, e di voler lavorare per la maggior gloria d'Iddio, e per la salvezza dell'anima vostra. Poscia dite divotamente questa.
Orazione.
Quante grazie vi debbo rendere, o mio Dio, per la misericordia che mi avete usata nel perdonarmi tutti i miei peccati! Voi tornate ad amarmi e mi amerete sempre pił, se io sarņ fedele nel servirvi. Oh! si io voglio {97 [277]} davvero emendarmi. Prometto di evitare tutte le cose che mi potrebbero di nuovo far cadere nel peccato. Non mi scorderņ mai che voi siete in ogni luogo, e che vedete e sapete tutto quello che io fo, e penso. Aiutatemi e datemi piuttosto la morte che io torni ad offendervi. Maria cara mia madre, non permettete che per l'avvenire disgusti-il mio buon Gesł col peccato. Angelo mio custode, santi miei avvocati, aiutatemi e custoditemi sempre.
Tre Angele Dei e tre Gloria Patri.
Prima di accostarvi a ricevere l'adorabile corpo di G. C. dovete riflettere se avete nel cuore le debite disposizioni. Sappiate dunque che quel tiglio il quale dopo di aver peccata non vuole emendarsi, cioč a dire, vuole di nuovo offendere il Signore, non č degno di accostarsi alla mensa del Salvatore, e comunicandosi in vece di 'arricchirsi di grazie si rende -pił colpevole, e degno di maggior gastigo. {98 [278]}
Al contrario se siete emendati accostatevi pure a ricevere il cibo degli Angeli, ed arrecherete 'piacere grandissimo a Gesł Cristo. Egli stesso quando era su questa terra sebbene invitasse chiunque a seguirlo, tuttavia mostrava una benevolenza speciale a' pii ed innocenti fanciulli, dicendo: lasciate che questi parvoli vengano a me, e non impediteli: e dava loro la benedizione. Ascoltate pertanto il saio amorevole invito, e andate non solo a ricevere la sua benedizione ma lui stesso in persona.
Atti
da farei prima della comunione
Signor mio Gesł Cristo, io credo con viva fede che voi siete realmente presente nel Santissimo Sacramento col vostro corpo e sangue, colla vostra anima e Divinitą.
Signore, io vi adoro in questo Sacramento, e vi riconosco per mio Creatore, Redentore, Sovrano,Padrone, sommo ed unico mio bene.
Signore, io non son degno che voi entriate nella povera abitazione dell'anima mia, ma dite solo una parola, e la mia anima sarą salva.
Signore, io detesto tutti i miei peccati che mi rendono indegno di ricevervi nel mio cuore, e propongo colla vostra grazia di non pił commetterli per l'avvenire, di schivarne le occasioni, e di farne la penitenza. {99 [279]}
Signore, io spero che dandovi tutto a me in questo Divin Sacramento mi userete misericordia, e mi concederete tutte le grazie necessarie per la mia eterna salute.
Signore, voi siete infinitamente amabile, voi siete il mio Padre, il mio Redentore, il mio Dio, perciņ vi amo con tutto il cuor mio sopra ogni cosa, e per amor vostro amo il mio prossimo quanto me stesso, e perdono di buon cuore a tutti quelli che mi offesero.
Signore, io desidero ardentemente, che voi veniate nell'anima mia, affinchč non mi separi mai pił da voi, ma resti sempre con me la vostra Divina grazia.
Voi intanto, o Vergine immacolata, per l'amore che portaste al bambino Gesł, fate che io lo possa degnamente ricevere, e quando mi accosterņ all'altare per ricevere l'Ostia Santa, io supporrņ di riceverlo dalle vostre mani medesime accompagnato da tutti i cori degli Angeli, i quali in Paradiso lo benedicono e lo lodano. Angelo mio custode, s. Luigi Gonzaga, miei speciali protettori, pregate il Signore per me ed ottenetemi la grazia di fare una santa comunione.
Omnes
Sancti et Sanct Dei,
intercedite pro nobis
Qui fermatevi alquanto a considerare chi siete per ricevere. Egli č Gesł Cristo, Dio di grandezza e di maestą infinita, Dio di bontą e di misericordia, il quale viene a voi {100 [280]} misera creatura, povero peccatore; e viene per farsi vostro padre, vostro fratello, amico e sposo dell'anima vostra. Vuole farsi vostro medico, maestro e cibo. Oh bontą! oh amore! oh misericordia infinita!
Si dica il confiteor.
Quindi tutto raccolto cogli occhi bassi accostatevi a ricevere l'Ostia Santa.
Dopo
la comunione
Mio Dio, Creatore e Redentore dell'anima mia, io vi adoro col pił 'profondo rispetto, e colla pił profonda riverenza. Oh quanto fu grande la bontą vostra! Una maestą cosģ pura, cosģ santa ed infinita venire in persona a visitare una creatura tanto miserabile, un pugno di terra, un peccatore ingrato. Mio caro e buon Gesł, io vi ringrazio di cosģ grande favore, vi lodo, vi benedico dentro me stesso. Potenze dell'anima mia, sentimenti del mio corpo esultate alla presenza del vostro Dio. Č poco un cuor solo, o mio buon Gesł, per amarvi, lodarvi e ringraziarvi di tanti benefizi, e particolarmente per aver dato per cibo dell'anima mia il vostro corpo, il vostro sangue, l'anima vostra e la vostra Divinitą.
Ah potessi aver il cuore de' Serafini del cielo, affinchč l'anima mia ardesse mai sempre di amore pel mio Dio, il quale si degnņ {101 [281]} di eleggere la povera anima mia per sua abitazione', per sua delizia! Ah caro Gesł quanto č mai dolce e preziosa questa vostra visita, questa vostra dimora, questa vostra unione !
Io non son degno di si grande favore, nemmeno so che cosa offerirvi in ringraziamento; ma appoggiato a'vostri meriti infiniti vi offerisco questi meriti medesimi. Vi ringrazio di tutto cuore, e protesto che per l'avvenire voi sarete sempre la mia speranza, il mio contatto, voi solo la mia ricchezza, il mio piacere, il riposo dell'anima mia, voi solo il mio bene, il possesso, il tesoro del Cuor mio. Vorrei pure io solo potervi dare tutta la lode e la gloria che vi danno i santi. in Paradiso, e poichč io non posso fare tanto vi offerisco tutto me stesso; vi offerisco questa volontą, affinchč non voglia altre cose se non quelle che a voi piacciono; vi offerisco le mie mani, i miei piedi, gli occhi miei, la lingua, la bocca, la mente, il cuore, tutto offro a voi, custodite voi tutti questi sentimenti miei, acciocchč ogni pensiero, ogni azione non abbia altro di mira se non quelle cose che sono di vostra maggior gloria e di vantaggio spirituale dell'anima mia.
Vergine Santissima, cara madre del mio Gesł, san Luigi Gonzaga, Angelo mio Custode, ottenete questa grazia per me, per li {102 [282]} miei parenti, per li miei compagni, amici e nemici, e specialmente per quelli che si trovano presenti in questa Chiesa.
2° O Vergine Maria, io in fede di esser vostro vi consacro per tutta la mia vita gli occhi, le orecchie, la lingua, il cuore e tutto me stesso. Voglio essere tutto vostro, e Voi difendetemi come vostro.
Gesł, Giuseppe e Maria, vi dono col mio cuor l'anima mia. Gesł, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima agonia.
Gesł, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.
Quindi si recitino gli atti di fede, a pag. 79, cinque Pater noster e Gloria alle 5 piaghe di N. S. G. C.
Ricordatevi, o figliuoli, che Gesł trovasi nel SS. Sacramento ricco di grazie da distribuirsi a chi le implora. Un venerabile servo d' Iddio visitando Gesł sacramentato lo vide in forma di bambino che teneva in mano mina corona di rose, e dimandato avendo che cosa significavano quelle rose, Gesł disse:Queste rose sono altrettante grazie che io comparto a quelli che le vengono a chiedere. {103 [283]}
Atti
da farsi nel visitare il SS. Sacramento.
Signor mio Gesł Cristo, il quale per amor nostro state notte e giorno in questo Sacramento, tutto pieno di bontą aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi, io credo che nell'Ostia Santissima c'č il Corpo, il Sangue vostro, l'Anima vostra, e la vostra Divinitą.. Vi adoro umilmente e vi ringrazio de'benefizi fattimi, particolarmente di avermi dato voi stesso in questo Sacramento, di avermi dato per Avvocata Maria vostra Madre, e di avermi chiamato a visitarvi in questa Chiesa. Io saluto oggi il vostro amatissimo ed amantissimo cuore, e intendo salutarlo per tre fini: 1.° In ringraziamento di questo gran dono: 2.ŗ Per compensarvi di tutte le ingiurie che ricevete in questo Sacramento da tutti gl' infedeli, da tutti gli eretici, e da tutti i cattivi cristiani:3.ŗ Intendo con questa visita di adorarvi in tutti i luoghi della terra, dove voi sacramentato state meno riverito e pił abbandonato. Gesł mio, io vi amo con tutto il mio cuore: mi pento di avere per lo addietro tante volte disgustato la vostra infinita bontą. Propongo colla vostra grazia di non pił offendervi per l'avvenire. Da oggi avanti voglio essere tutto vostro; fate voi di me tutto quello che vi piace. solo imploro {104 [284]} il vostro amore, la perseveranza nel bene, e l'adempimento perfetto della vostra volontą. Vi raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le pił divote del SS. Sacramento e di Maria SS.: vi raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco in fine, o mio Gesł, tutti gli affetti miei cogli affetti del vostro amorosissimo Cuore, e cosi uniti li offerisco al vostro Eterno Padre, e lo prego in nome vostro che li accetti e li esaudisca. Sia lodato e ringraziato ogni momento il SS. e Divinissimo Sacramento. Tre Pater, Ave, Gloria etc.
Corona
del Sacro Cuore di Gesti.
Intendete di recitare questa corona al Divin Cuore di Gesł per risarcirlo degli oltraggi che riceve nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Si dica adunque o da solo o con altre persone raccolte, se si puņ, dinanzi all'immagine del Divin Cuore o davanti al Santissimo Sacramento.
V. Deus, in adjutorium meum intende.
R. Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri etc.
I. O Cuore amabilissimo del mio Gesł, adoro umilmente quella dolcissima amabilitą vostra, che in singolar modo usate nel Divin {105 [285]} Sacramento colle anime ancor peccatrici. Mi dispiace di vedervi cosi ingratamente corrisposto, ed intendo risarcirvi di tante offese che ricevete nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani.
Pater
etc.
II. O Cuore umilissimo del mio sacramentato Gesł, adoro umilmente quella profondissima umiltą vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino. Deh vi prego, Gesł mio, ad insinuare nel mio cuore cosi bella virtł; io intanto procurerņ di risarcirvi di tante offese che ricevete nel SS. Sacramento dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.
III. O Cuore del mio Gesł desiderosissimo di patire, adoro que' desideri cosi accesi d'incontrare la vostra passione dolorosissima e di assoggettarvi a que' torti da voi preveduti nel SS. Sacramento. Ah Gesł mio! intendo ben di cuore di risarcirvene colla mia vita stessa; vorrei impedire quelle offese, che pur troppo ricevete nella Divina Eucaristia dagli, eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.
IV. O Cuore pazientissimo del mio Gesł, venero umilmente quell'invincibile pazienza vostra nel sostenere per amor mio tante pene sulla Croce, e tanti strapazzi nella Divina Eucaristia. O mio caro Gesł! poiché non {106 [286]} posso lavar col sangue mio que' luoghi dove foste cosi maltrattato nell'uno e nell'altro mistero, vi prometto, o mio sommo Bene, di usare ogni mezzo per risarcire il vostro Divin Cuore di tanti oltraggi, che ricevete nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.
V. O Cuore, del mio Gesł, amantissimo delle nostre anime nella istituzione ammirabile della SS. Eucaristia, io adoro umilmente quell'amore immenso che ci portate donandoci per nutrimento il vostro Divin Corpo e Divin Sangue. Qual č quel cuore che struggere non si debba alla vista di cosi immensa caritą? Oh mio buon Gesł, datemi abbondanti lagrime per piangere e risarcire tante offese che ricevete nel SS. Sacramento dagli eretici, dagi' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.
VI. O Cuore del mio Gesł sitibondo della salute nostra, venero umilmente quell'amore che vi spinse ad operare il sacrifizio ineffabile sulla Croce, rinnovandolo ogni giorno sugli Altari nella santa Messa. Possibile che a tanto amore non arda il cuore umano pieno di gratitudine? Si, pur troppo, o mio Dio; eperciņ vi prometto di fare quanto posso per risarcirvi di tanti oltraggi che ricevete in questo mistero di amore dagli eretici, dagl' infedeli, e da' cattivi cristiani. Pater etc.
Questo
esercizio puņ servire per fare la novena delle feste di Nostro Signor G. CC. {107 [287]}
Orazione
a sacratissimo Cuore di Maria
Dio vi salvi, Augustissima Regina di pace, madre di Dio; pel sacratissimo Cuore del vostro figlio Gesł principe della pace, fate che l'ira di lui si Plachi, e che regni sopra di noi in pace. Ricordatevi, o piissima Vergine Maria, che non si č mai udito al mondo, che da voi sia stato rigettato, od abbandonato alcuno, il quale implori i vostri favori. lo animato da questa fiducia mi presento a voi. Non vogliate, o Madre del Verbo eterno, disprezare le preghiere di questo vostro umilissimo figlio, uditele favorevolmente, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Pio
IX accorda l'Indulgenza di 300 giorni ogni volta si recita divotamente detta
orazione.
O Gesł d'amore
acceso
Non ti avessi mai offeso,
O mio dolce e buon Gesł,
Non ti voglio offender pił.
Sacro cuore di
Maria
Fa che io salvi l' alma mia.
Sacro cuor' del mio
Gesł
Fa che io t'ami sempre pił. {108 [288]}
V. Deus, in
adjutorium meum intende.
R. Domine, ad
adjuvandum me festina.
V. Gloria Patri
etc.
Lunedģ,
giovedģ. Misteri gaudiosi.
Nel primo mistero gaudioso si contempla come la Vergine Santissima fu annunziata dall'Arcangelo Gabriele, che doveva diventar madre del Nostro Signore Gesł Cristo.
In
fine di ciascun mistero dicesi un Pater con dieci Ave,
e dopo l'ultima il Gloria etc.
Nel secondo si contempla come la Beatissima Vergine andņ a visitare s. Elisabetta, e stette in casa sua tre mesi servendola quale umile ancella.
Nel terzo si contempla come il nostro Redentore nacque nella cittą (li Betlemme in una stalla, e fu messo fra due animali nel presepio.
Nel quarto si contempla come la Vergine Santa presentņ Cristo Nostro Signore nel Tempio nelle braccia del vecchio Simeone.
Nel quinto si contempla come Maria Vergine avendo smarrito il suo Divin Figliolo {109 [289]} cercņ tre giorni, ed alla fine del terzo lo trovņ in mezzo de' Dottori clic disputava, essendo di anni dodici.
Martedģ,
venerdģ. Misteri dolorosi.
Nel primo mistero doloroso si contempla come il Nostro Signore, tacendo orazione nell'orto di Getsemani, per l'orror della vicina passione sudņ sangue.
Nel secondo si contempla come Gesł Cristo per li nostri peccati in casa di Pilato fu sottoposto a crudelissima flagellazione.
Nel terzo si contempla come Gesł Cristo fu coronato di pungentissime spine.
Nel quarto si contempla come Gesti Cristo condannato a morte per sua maggior vergogna e dolore fu obbligato a portare sopra le spalle il pesante legno della Croce sino al monte Calvario.
Nel quinto si contempla come Gesł Cristo giunto sul monte Calvario fu spogliato e confitto in croce con durissimi chiodi, e dopo tre ore di penosissima agonia in presenza dell'afflittissima sua Madre mori per chiuderci l'inferno e per acquistarci la vita eterna.
Domenica,
mercoledģ, sabbato. Misteri gloriosi.
Nel primo mistero glorioso si contempla come il Nostro Signore Gesł Cristo il terzo {110 [290]} giorno dopo la sua passione e morte risuscitņ trionfante e glorioso per non mai pił morire.
Nel secondo si contempla come Gesł Cristo 40 giorni dopo la sua risurrezione ascese al Cielo con mirabile festa e trionfo, vedendolo la sua Madre Santissima con tutti i suoi discepoli.
Nel terzo si contempla come Cristo sedendo alla destra del Padre mandņ lo Spirito Santo nel cenacolo, dove erano gli Apostoli con Maria Vergine congregati.
Nel quarto si contempla come la Vergine gloriosa dodici anni dopo la Risurrezione del nostro Signore passņ da questa vita e dagli Angioli fu assunta in Cielo.
Nel quinto si contempla come la vergine Santa fu coronata dal suo Figliuolo Regina del Cielo e della terra; e si contempla ancora la gloria di tutti i Santi.
Salve,
Regina, etc.
Kyrie, eleison.
Christe, eleison. Kyrie, eleison.
Christe, aridi nos.
Christe, exaudi nos.
Pater de Clis
Deus, miserere nobis.
Fili Redemptor
mundi Deus, miserere nobis.
Spiritus Sancte
Deus, miserere nobis.
Sancta Trinitas
unus Deus, miserere nobis.
|
Sancta Maria,
|
ora pro nobis.
{111 [291]}
|
|
Sancta Dei
Genitrix,
|
ora
|
|
Sancta Virgo
Virginutn,
|
ora
|
|
Mater Christi,
|
ora
|
|
Mater divinę
gratię,
|
ora
|
|
Mater purissima,
|
ora
|
|
Mater castissima,
|
ora
|
|
Mater inviolata,
|
ora
|
|
Mater intemerata,
|
ora
|
|
Mater amabilis,
|
ora
|
|
Mater
admirabilis,
|
ora
|
|
Mater Creatoris,
|
ora
|
|
Mater Salvatoris,
|
ora
|
|
Virgo
prudentissima,
|
ora
|
|
Virgo veneranda,
|
ora
|
|
Virgo prędicanda,
|
ora
|
|
Virgo potens,
|
ora
|
|
Virgo clemens,
|
ora
|
|
Virgo fidelis,
|
ora
|
|
Speculum
justitię,
|
ora
|
|
Sedes sapientię,
|
ora
|
|
Causa nostrę
lętitię
|
ora
|
|
Vas spirituale,
|
ora
|
|
Vas honorabile,
|
ora
|
|
Vas insigne
devotionis,
|
ora
|
|
Rosa mystica,
|
ora
|
|
Turris Davidica,
|
ora
|
|
Turris eburnea,
|
ora
|
|
Domus aurea,
|
ora
|
|
Fęderis arca,
|
ora
|
|
Janua cli,
|
ora
|
|
Stella matutina,
|
ora {112
[292]}
|
|
Salus infirmorum,
|
ora
|
|
Refugium
peccatorum,
|
ora
|
|
Consolatrix
afflictorum,
|
ora
|
|
Auxilium
Christianorum,
|
ora
|
|
Regina Angelorum,
|
ora
|
|
Regina Patriarcharum,
|
ora
|
|
Regina
Prophetarum.
|
ora
|
|
Regina
Apostolorum,
|
ora
|
|
Regina Martyrum,
|
ora
|
|
Regina
Confessorum,
|
ora
|
|
Regina Virginum,
|
ora
|
|
Regina Sanctorum
omnium,
|
ora
|
|
Regina sine labe
concepta,
|
ora
|
Agnus
Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domino.
Agnus.
Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, nomine.
Agnus
Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis;
Sub
tuum pręsidiu confugimus, sancta Dei Genitrix, nostras deprecaliones ne
despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo
gloriosa et benedicta.
V.Ora
pro nobis, saneta Dei Genitrix.
R.Ut
digni effleiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Concede
nos famulos tuos, quęstimus, Domine Deus, perpetua mentis et corporis sa nitate
gaudere, et gloriosa Beatę Marię semper {113 [293]} Virginis intercessione a
presenti liberati tristitia et eterna perfrui letitia. Per Christum
Dominum. R.Amen.
Preparazione.
Carissimi fratelli e sorelle 'in Gesł Cristo, noi facciamo i nostri soliti esercizi meditando divotamente gli acerbissimi dolori, che la B. V. Maria pati nella vita e nella morte del suo amato Figlio, nostro Divin Salvatore. Immaginiamoci di trovarci vicini a Gesł pendente in croce, e che l'afflitta sua Madre dica a ciascuno di noi: Venite e vedete se c'č dolore uguale al mio. Persuasi che questa Madre pietosa ci voglia concedere speciale protezione nel meditare i suoi dolori invochiamo il divino ajuto colle seguenti preghiere:
Veni,
Sancte Spiritus, reple tuorum corda fidelium et tui amoris in eis ignem
accende.
V.
Emitte spiritum tuum et creabuntur,
R. Et
renovabis faciem terrę.
V.
Memento congregationis tuę,
R. Quam
possedisti ab initio.
V.
Domino, exaudi orationem meam,
R. Et
clamor meus ad te veniat. {114 [294]}
Oremus.
Mentes
nostras; quęsumus, Domine, lumine tuę claritatis illustra, ut videre possimus,
quę agenda sunt, et quę recta sunt agere valeamus. Per Christum Dominum
nostrum. R. Amen.
PRIMO
DOLORE.
Profezia
di Simeone.
Il primo dolore fu allora quando la Beata Vergine Madre d' Iddio avendo presentato l'unico suo Figlio al tempio nelle braccia del santo vecchio Simeone, le fu detto dal medesimo: Questo Figlio sarą una spada che trapasserą l'anima tua; la quale cosa dinotava la passione e la morte di nostro Signore Gesł Cristo. Un Pater e sette Ave Maria.
SECONDO
DOLORE.
Fuga
in Egitto.
Questo dolore si soffri dalla Beata Vergine quando le convenne fuggire in Egitto per la persecuzione del crudele Erode, che empiamente cercava di uccidere il suo amato Figlio.
Un Pater etc.
TERZO
DOLORE.
E
smarrito nel Tempio.
Il terzo dolore della B. Vergine fu quando al tempo della Pasqua dopo di essere stata {115 [295]} col suo sposo Giuseppe e coll'amato figlio Gesł in Gerusalemme nel ritornarsene alla sua povera casa lo smarri e per tre giorni continui ne sospirņ la perdita. Un Pater etc.
QUARTO
DOLORE.
Incontro
di Gesł che porta la Croce.
Il quarto dolore della Beata Vergine fu quando s'incontrņ col suo dolcissimo Figlio, che portava una pesante croce sulle delicate spalle sopra il monte Calvario a fine di essere crocifisso per la nostra salute. Un Pater etc.
QUINTO
DOLORE.
Crocifissione
di Gesł.
Il quinto dolore della Beata Vergine fu quando vide il suo Figlio alzato sopra il duro tronco della Croce, che da ogni parte del suo sacratissimo Corpo versava sangue.
Un Pater etc.
SESTO
DOLORE.
Deposizione
di Gesł dalla Croce.
Il sesto dolore della B. Vergine fu allora quando il suo Figliuolo essendo ferito nel costalo dopo la sua morte e deposto dalla croce, cosi spietatamente ucciso, venne posto tra le sue santissime braccia. Un Pater etc. {116 [296]}
SETTIMO
DOLORE.
Sepoltura
di Gesł.
Il settimo dolore di Maria Vergine Signora ed Avvocata di noi suoi servi e miseri peccatori fu quando accompagnņ il Santissimo Corpo del suo Figlio alla sepoltura. Un Pater etc
Si reciteranno 3 Ave, Maria in segno di profondo rispetto alle lagrime che sparse la Beata Vergine in tutti i suoi dolori, onde impetrare per mezzo suo un simile pianto per li nostri peccati. Ave, Maria. etc.
Finita
la Corona si recita il seguente
|
Stabat Mater
dolorosa
|
|
Juxta
crucem lacrymosa,
|
|
Dum
pendebat Filius.
|
|
Cujus animam
gementem,
|
|
Contristatam
et dolentem
|
|
Pertransivit
gladius.
|
|
O quam tristis et
afflicta
|
|
Fuit
illa benedicta
|
|
Mater
Unigeniti!
|
|
Quę mrebat et
dolebat
|
|
Pia
Mater dum videbat
|
|
Nati
pnas inclyti.
|
|
Quis est homo,
qui non fleret
|
|
Matrem
Christi si videret
|
|
In
tanto supplicio? {117 [297]}
|
|
Quis non posset
contristari
|
|
Christi
Matrem contemplari
|
|
Dolentem
cum Filio?
|
|
Pro peccatis suę
gentis
|
|
Vidit
Jesum in tormentis
|
|
Et
flagellis subditum.
|
|
Vidit suum dulcem
natum
|
|
Moriendo
desolatum,
|
|
Dum
emisit spiritum.
|
|
Eja, Mater fons
amoris,
|
|
Me
sentire vim doloris
|
|
Fac,
ut tecum lugeam.
|
|
Fac, ut ardeat
cor meum
|
|
In
amando Christum Deum
|
|
Ut
sibi complaceam.
|
|
Sancta Mater,
istud agas,
|
|
Crucitixi
fige plagas
|
|
Cordi
meo valide.
|
|
Tui Nati
vulnerati,
|
|
Tam
dignati pro me pati
|
|
Pnas
mecum divide.
|
|
Fac me tecum pie
flere,
|
|
Crucifixo
condolere
|
|
Donec
ego vixero.
|
|
Juxta Crucem
tecum stare
|
|
Et me
tibi sociare
|
|
In
planctu desidero.
|
|
Virgo virginum
pręclara,
|
|
Mihi
iam non sis amara,
|
|
Fac
me tecum plangere.
|
|
Fac ut portem
Christi mortem, {118 [298]}
|
|
Passionis
fac consortem
|
|
Et
plagas recolere.
|
|
Fac me plagis
vulnerari,
|
|
Fac
me Cruce inebriari
|
|
Et
cruore Filii.
|
|
Flammis ne urar
succensus
|
|
Per
te, Virgo, sim defensus
|
|
In
die judicii.
|
|
Christe, cum sit
hinc exire,
|
|
Da
per Matrem me venire
|
|
Ad
palmam victorię.
|
|
Quando corpus
morietur,
|
|
Fac ut
animę donetur
|
|
Paradisi
gloria. Amen.
|
V. Ora
pro nobis, Virgo dolorosissima!
R. Ut
digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Interveniat
pro nobis, quęsumus, Domine Jesu Christe, nunc et in hora mortis nostrę apud
tuam clementiam Beata Virgo Maria Mater tua, cujus sacratissimam animam in hora
tuę passionis doloris gladius pertransivit. Per te, Jesu Christe Salvator
mondi, qui cum Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas in sęcula sęculoram. R.
Amen.
Composte dal Sommo Pontefice Pio VII il quale accordņ indulgenza plenaria nei venerdģ dell'anno a chi di cuore contrito le reciterą {119 [299]} col Credo, colla Salve Regina e con tre Ave al cuor addolorato di Maria Santissima.
Kyrie,
eleison. Christe, eleison.Kyrie, eleison. Christe, audi nos. Christe, exaudi
nos.
Pater de Clis
Deus, miserere nobis,
Fili Redemptor
mundi Deus, miserere nobis.
Spiritus Sancte
Deus, miserere nobis.
Sancta Trinitas
unus Deus, miserere nobis.
|
Sancta Maria,
|
ora pro nobis.
|
|
Sancta Dei
Genitrix,
|
ora
|
|
Sancta Virgo
Virginum,
|
ora
|
|
Mater crucifixa,
|
ora
|
|
Mater dolorosa,
|
ora
|
|
Mater lacrymosa,
|
ora
|
|
Mater afflicta,
|
ora
|
|
Mater derelicta,
|
ora
|
|
Mater desolata,
|
ora
|
|
Mater filio
orbata,
|
ora
|
|
Mater gladio
transverberata,
|
ora
|
|
Mater ęrumnis
confecta,
|
ora
|
|
Mater angustiis
repleta,
|
ora
|
|
Mater cruci corde
affixa,
|
ora
|
|
Mater mstissima,
|
ora
|
|
Fons lacrymarum,
|
ora
|
|
Cumulus
passionum,
|
ora
|
|
Speculum
patientię,
|
ora
|
|
Rupes constantię,
|
ora
|
|
Anchora
confidentię,
|
ora
|
|
Refugium
derelictorum,
|
ora
|
|
Clypeus
oppressorum,
|
ora {120 [300]}
|
|
Debellatrix
incredulorum,
|
ora
|
|
Solatium
miserorum,
|
ora
|
|
Medicina
languentium,
|
ora
|
|
Fortitudo
debilium,
|
ora
|
|
Portus
naufragantium,
|
ora
|
|
Sedatio
procellarum,
|
ora
|
|
Recursus
mrentium,
|
ora
|
|
Terror
insidiantium,
|
ora
|
|
Thesaurus
fidelium,
|
ora
|
|
Oculus
prophetarum,
|
ora
|
|
Baculus
Apostolorum,
|
ora
|
|
Corona Martyrum,
|
ora
|
|
Lumen
Confessorum,
|
ora
|
|
Margarita
Virginum,
|
ora
|
|
Consolatio
Viduarum,
|
ora
|
|
Lętitia Sanctorum
omnium,
|
ora
|
Agnus Dei, qui
tollis peccata mundi, parce nobis, Domine.
Agnus Dei, qui
tollis peccata mundi, exaudi nos Domine.
Agnus Dei, qui
tollis peccata mundi, miserere nobis.
Respice
super nos, libera nos, salva nos ab omnibus angustiis in virtute Jesu Christi.
Amen.
Scribe,
Domina, vulnera tua in corde meo, ut in eis legam dolorem et amorem: dolorem ad
sustinendum per Te omnem dolorem; amorem ad contemnendum pro te omnem amorem.
Laus Deo ac Deiparę. {121 [301]}
Giaculatorie
per le quali ogni volta che diconsi, acquistansi 100
giorni d'indulgenza per ciascuna giaculatoria.
Eterno Padre!- io vi offro il Sangue di Gesł Cristo in isconto de' miei peccati e per li bisogni di santa Chiesa.
Sia benedetta la santa ed immacolata concezione della beatissima Vergine Maria.
1.
Rallegratevi, o Sposa dello Spirito Santo, per quel contento che ora godete in Paradiso, perché per la vostra puritą e verginitą siete esaltata sopra tutti gli Angeli e sublimata sopra tutti i Santi. Ave, Maria etc. Gloria etc.
2.
Rallegratevi, o Madre d' Iddio, per quel piacere che provate in Paradiso, perchč siccome il sole quaggił in terra illumina tutto il mondo, cosģ voi col vostro splendore adornate e fate risplendere tutto il Paradiso.
Ave, Maria etc.
3.
Rallegratevi, o Figlia d' Iddio, per quel contento che godete in Paradiso, perché tutte le Gerarchie degli Angeli, degli Arcangeli, {122 [302]} de'Troni, delle Dominazioni e di tigli gli Spiriti Beati vi onorano, vi riveriscono e vi riconoscono per Madre del loro Creatore, e ad ogni minimo cenno vi sono obbedientissime. Ave, etc.
4.
Rallegratevi, o Ancella della SS. Trinitą, per quell'allegrezza che provate in Paradiso, perchč tutte le grazie che chiedete al vostro Figliuolo vi sono subito concedute; anzi, come dice s. Bernardo, non si concede grazia quaggił in terra, che non passi prima per le vostre santissime mani. Ave, etc.
5.
Rallegratevi, o augustissima Regina, perchč voi sola meritaste sedere alla destra del vostro santissimo Figlio, il quale siede alla destra, dell'Eterno Padre. Ave, etc.
6.
Rallegratevi, o speranza de' peccatori, rifugio de' tribolati, per la sublime altezza a cui siete elevata in Paradiso, perchč tutti quelli che vi lodano e riveriscono in questo mondo l'Eterno Padre li premierą colla sua santa grazia, e nell'immensa sua gloria. Ave, etc.
7.
Rallegratevi, o Madre, Figlia e Sposa di Dio, perchč tutte le grazie, tutti i gaudi tutte le allegrezze e tutti i favori, che ora {123 [303]} godete in Paradiso non si diminuiranno mai, anzi aumenterannosi fino al giorno del;indirlo e dureranno in eterno. Ave, etc.
Orazione
alla Beatissima Vergine.
O gloriosa Vergine Maria Madre del mio Signore, fonte di ogni nostra consolazione, per queste vostre allegrezze di cui con quella divozione che he potuto maggiore ho fatto la presente rimembranza, vi prego d'impetrarmi da Dio la remissione de' miei peccati, ed il continuo ajuto della sua santa grazia, onde io non mi renda mai indegno della vostra protezione, ma bensģ abbia la sorte di ricever tutti quei superni favori, che solita siete ottenere e compartire a'vostri servi, i quali fanno divota memoria di queste allegrezze, di cui ridonda il vostro bel cuore, o Regina immortale del Cielo.
1.° Angelo mio
Custode, voi che non isdegnaste di prendere tanta cura di me abbominevole
peccatore, deh! vi prego, avvalorate il mio spirito con viva fede, con ferma
speranza e con infiammata caritą, sicchč disprezzando il mondo io pensi solo ad
amare e servire il mio Dio. {124 [304]}
Tre
Angele Dei, e tre Gloria Patri.
2.° Nobilissimo
principe della corte celeste, che vi degnaste prendere tanta cura di questa
povera anima mia, difendetela voi dalle insidie e dagli assalti del demonio,
onde non mi accada mai pił di offendere il mio Signore per l'avvenire. Tre
Angele etc.
3.° Gloriosissimo
spirito, che con assidua benignitą vi occupate indefesso per l'anima mia,
ottenetemi grazia, che io vi sia sempre divoto e fedele in eseguire tutto ciņ
che vi degnerete di suggerirmi al cuore. Tre Angele etc.
4.° Pietosissimo
custode dell'anima mia voi che tanto vi umiliaste col venire dal cielo in terra
per impiegare il vostro ministero a favore di un essere sģ vile qual io sono,
fate che possa anch'io acquistare lo spirito di vera umiltą, e sia pienamente
persuaso, che da per me non posso nulla senza il vostro possente ajuto, e senza
la grazia del mio Signore.
Tre Angele etc. {125
[305]}
5.° Benignissimo
spirito, che tante fatiche spendete per salvare l'anima mia, ottenetemi dal
Signore, che nell'estremo della mia vita l'anima mia da voi difesa possa
passare dalle vostre mani nelle amorosissime braccia del mio Gesł. Tre
Angele etc.
ORAZIONE.
Poichč, amabilissimo mio Custode, tutto quello che voi fate per me in questo mondo niente altro ha di mira che la salute dell'anima mia, deh! vi supplico, quando mi troverņ nel letto di morte privo di tutti i sensi, immerso nelle angoscie dell'agonia, e l'anima si separerą dal corpo per comparire avanti al suo Creatore, voi difendetela da' suoi nemici, e vincitrice conducetela con voi a godere per sempre la gloria del Paradiso. Cosi sia.
V.
Adoramus te, Christe, et benedicimus libi.
R. Quia
per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
OREMUS.
Respice,
quęsumus, Domine, super banc amiliam tuam, pro qua Dominus noster Jesus {126
[306]} Christus non dubitavit manibus tradi nocentium et Crucis subire
tormentum. Qui tecum vivit et regnat in sęcula sęculorum. Amen.
ATTO DI
CONTRIZIONE.
Mio Redentore, mio Dio, eccomi a'vostri piedi pentito con tutto il cuore de'miei peccati, perchč sono offesa della vostra somma bontą; voglio piuttosto morire, che mai pił offendervi, perchč vi amo sopra ogni cosa.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, deh voi fate,
Che le Piaghe del Signore
Siano impresse nel mio core.
Stabat
Mater dolorosa
Juxta
Crucem lacrymosa
Dum
pendebat Fillius.
STAZIONE PRIMA.
V.
Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem, et moderi, tuam redemisti mundum.
Questa prima Stazione ci rappresenta il Pretorio di Pilato, dove il nostro Redentore ricevč la sentenza di morte.
Considera, anima mia, come Pilato condannņ a morte di Croce il nostro innocentissimo Gesł, e come egli volentieri si sottomise a quella condanna, acciocchč tu essi liberata dall'eterna dannazione. {127 [307]}
Ah Gessł! vi ringrazio di tanta caritą, e vi supplico di scancellare la sentenza di eterna morte meritata per le mie colpe, onde io sia fatto degno di godere l'eterna vita. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, nomine, miserere nostri.
Santa Madre, questo fate,
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio core.
Cujus
animarti gementem,
Contristatam
et dolentem
Pertransivit
gladius.
STAZIONE II.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa seconda Stazione ci rappresenta come Gesł fu caricato del pesantissimo legno della Croce.
Considera, anima mia, come Gesł sottopose le sue spalle alla Croce, la quale era aggravata da' tuoi gravissimi peccati.
Ah Gesł! perdonatemi e datemi grazia di non pił aggravarvi nel restante di mia vita di nuove colpe, ma bensģ di portare sempre la croce di una vera penitenza. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domino, miserere nostri.
Santa Madre, questo fate, ecc. {128 [308]}
O
quam tristis et afflicta
Fuit
illa benedicta
Mater
Unigeniti!
STAZIONE III.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa terza Stazione ci rappresenta come Gesł cascņ la prima volta sotto la Croce.
Considera, anima mia, come Gesł non reggendo il grave peso, cadde sotto la Croce con suo gran dolore.
Ah Gesł mio! le mie cadute nel peccato ne sono la cagione. Vi supplico di darmi grazia di non rinnovarvi mai pił questo dolore con nuovi peccati.
Miserere
nostri, Domino, miserere nostri.
Santa Madre, questo fate, ecc.
Qu
mrebat et dolebat,
Pia
Mater dum videbat
Nati
pnas inclyti.
STAZIONE IV.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa quarta Stazione ci rappresenta l'incontro dolorosissimo di Maria
Vergine col suo Divin Figliuolo. {129 [309]}
Considera, anima mia, quanto restņ ferito il Cuor della Vergine alla vista di Gesł, ed il Cuore di Gesł alla vista della sua Madre afflittissima. Tu fosti la causa di questo dolore di Gesł e di Maria colle tue colpe.
Ah Gesł! Ah Maria! fatemi sentire un vero dolore de' miei peccati, onde io li pianga finché viva e meriti d'incontrarvi pietosi alla mia morte. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Quis
est homo, qui non fleret
Matrem
Christi si videret
In
tanto supplicio?
STAZIONE V.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa quinta Stazione ci rappresenta come fu costretto Simon Cireneo a portare la Croce dietro a Gesł Cristo.
Considera, anima mia, come Gesł non aveva pił forze a reggere la Croce, onde gli Ebrei con finta compassione lo sgravarono dell'enorme peso di essa.
Ah Gesł! a me č dovuta la Croce che ho peccato. Deh! fate che io vi sia almen compagno nel portare la croce di ogni avversitą per vostro amore. Pater, Ave, Gloria etc. {130 [310]}
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Quis
non posset contristari
Piam
Matrem contemplari
Dolentem
cum Filio?
STAZIONE VI.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa sesta Stazione ci rappresenta la Veronica, che asciugņ il volto a Gesł.
Considera, o anima mia, l'ossequio fatto a Gesł da questa donna, e come egli la premiņ subito dandole il volto suo effigiato in quel lino.
Ah Gesł mio! datemi grazia di mondare l'anima mia da ogni lordura e d'imprimere nella mia mente e nel mio cuore la vostra santissima Passione. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Pro
peccatis. su gentis
Vidit
Jesum in tormentis
Et
flagellis subditum.
STAZIONE VII.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa settima Stazione ci rappresenta la seconda caduta di Gesł Cristo con grande suo strapazzo e tormento. {131 [311]}
Considera, o anima mia, i patimenti di Gesł in questa nuova caduta, effetti delle tue ricadute nel peccato.
Ah Gesł! mi confondo avanti a voi, e vi prego di darmi grazia che mi alzi in maniera dalle mie colpe, che non ricada mai pił. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Vidit
suum dulcem Natum
Morientem
desolatum
Dum
emisit spiritum.
STAZIONE VIII.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa ottava Stazione ci rappresenta quando Gesł incontrņ le donne che
piangevano sopra di lui.
Considera, anima mia, come Gesł disse a quelle donne che non piangessero sopra di lui, ma sopra di loro stesse, onde tu impari che devi prima piangere i tuoi peccati, indi i suoi patimenti.
Ah Gesł! datemi lacrime di vera contrizione, acciocchč sia meritoria la compassione mia a' vostri dolori. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc. {132 [312]}
Eja,
Mater fons amoris,
Me
sentire vim doloris
Fac,
ut tecum lugeam.
STAZIONE
IX.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa nona Stazione ci rappresenta la terza caduta di Gesł con nuove ferite e con nuovi tormenti.
Considera, anima mia, come il buon Gesł cadde la terza volta, perchč la tua ostinazione al male ti portņ a continuare nelle colpe.
Ah Gesł! voglio dar fine per sempre alle mie iniquitą per dare a voi sollievo. Deh! confermate il mio proponimento e rendetelo efficace colla vostra grazia. Pater, Ave, Glorio etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Fac
ut ardeat cor meum
In
amando Christum Deum,
Ut
sibi complaceam.
STAZIONE
X.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum. {133 [313]}
Questa decima Stazione ci rappresenta come Gesł giunto che fu sul Calvario venne spogliato nudo ed amareggiato con fiele e mirra.
Considera, anima mia, la confusione di Gesł nell'essere spogliato nudo, e la pena di essere abbeverato di fiele o mirra. Ciņ fu in pena delle tue immodestie e golositą.
Ah Gesł! mi pento delle libertą mie, e risolvo di non pił rinnovarvi in tutto il rimanente de' miei giorni tali pene, ma di vivere con tutta modestia e temperanza. Cosi spero nel vostro divino ajuto. Pater, Ave, etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Sancta
Mater, istud agas,
Crucifixi
fige plagas
Cordi
meo valide.
STAZIONE XI.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa undecima Stazione ci rappresenta quando Gesł fu inchiodato sopra la Croce, essendo presente l'afflittissima sua Madre.
Considera, anima mia, gli spasimi di Gesł nell' essergli trapassate da' chiodi le mani e i piedi. Oh crudeltą de' Giudei! Oh amore di Gesł verso di noi! {134 [314]}
Ah Gesł mio! voi tanto patite per me ed io tanto fuggo ogni patire. Deh! inchiodate sulla vostra Croce la mia volontą risoluta di non pił offendervi per l'avvenire, anzi di patir volentieri qualunque pena per vostro amore. Pater, Ave, Gloria, etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, etc.
Tui
Nati vulnerati
Tam
dignati pro me pati
Pnas
mecum divide.
STAZIONE XII.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa duodecima Stazione ci rappresenta la morte di Gesł in Croce.
Considera, anima mia, che dopo tre ore di agonia mori il tuo Redentore sulla Croce per la tua salute.
Ah Gesł mio! č ben giusto che io spenda per voi il restante di mia vita avendo voi dato la vostra con tanti spasimi per me. Cosi risolvo: mi assista la vostra grazia per li meriti della vostra morte. Pater, Ave, etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Fac
me tecum pie fiere,
Crucifixo
condolere
Donec
ego vixero. {135 [315]}
STAZIONE
XIII.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa decima terza Stazione ci rappresenta come il Corpo santissimo di
Gesł fu deposto dalla Croce in seno di Maria Vergine sua Madre.
Considera, anima mia, il dolore di Maria Vergine in vedersi fra le sue braccia morto il suo Divin Figliuolo.
Ah Vergine Santissima! per li meriti di Gesł ottenetemi grazia di non pił rinnovare in vita mia la cagione della sua morte, ma che egli viva sempre in me colla sua Divina grazia. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Justa
Crucem tecum stare
Et
me tibi sociare
In
planctu desidero.
STAZIONE ULTIMA.
V.
Adoramus te, Christe et benedicimus tibi.
R.
Quia per sanctam Crucem et mortem tuam redemisti mundum.
Questa ultima Stazione ci rappresenta la sepoltura del nostro Redentore.
Considera, anima mia, come il Corpo saptissimo di Gesł fu seppellito con grande divozione {136 [316]} dentro al sepolcro nuovo per lui preparato.
Ah Gesł mio! vi ringrazio di quanto patiste per me, e vi supplico di darmi grazia di preparare il mio cuore a ricevervi degnamente nella santa comunione e di fare nell'anima mia la vostra abitazione per sempre. Pater, Ave, Gloria etc.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri.
Santa Madre, ecc.
Quando
Corpus morietur,
Fac
ut anim, donetur
Paradisi
gloria.
V.
Salva nos, Christe Salvator, per virtutem Crucis.
R.
Qui salvasti Petrum in mari, miserere nobis.
Oremus.
Deus,
qui Unigeniti Filii tui prelioso sanguine vivificę Crucis vexillum sanctificare
voluisti, concede, quęsumus, eos qui ejusdem sanctę Crucis gaudent honore, tua
quoque ubique protectione gaudere. Per eumdem Christum Dominum nostrum. R.
Amen.
V.
Divinum auxilium maneat semper nobiscum.
R. Amen
{137 [317]}
Misericordiosissimo Signore Gesł, per la vostra agonia e sudor di sangue, per la morte vostra liberatemi., vi supplico, dalla morte subitanea ed improvvisa.
Benignissimo Signore Gesł, per l'acerbissima ed ignominiosissima flagellazione e coronazione vostra, per la vostra Croce e Passione amarissima, per la vostra bontą umilmente vi prego, ce non permettiate, che io improvvisamente finora, e senza i SS. Sacramenti passi da questa vita all' eternitą.
Mio amatissimo Gesł, mio Signor e Dio mio, per tutti i travagli e dolori vostri, per il vostro prezioso Sangue e per le sagrosante vostre Piaghe; per quelle vostre, o mio dolcissimo Gesł, ultime parole dette in Croce: Deus, Deus meus, ut quid dereliquisti me? e per quel forte grido: Padre nelle tue mani raccomando lo spirito mio; ardentissima-mente vi prego di non levarmi tantosto da questo mondo. Le vostre mani, o mio Redentore, mi hanno fatto e formato tutto interamente. Doli non mi precipitate si presto; {138 [318]} datemi, vi supplico, spazio di penitenza, concedetemi un transito felice ed in grazia vostra, affinchč io vi ami con tutto il cuore, vi loda, e benedica in eterno.
Signor mio Gesł Cristo, per quelle cinque Piaghe, che l'amore verso di noi vi fece in Croce, soccorrete a' vostri servi redenti col vostro preziosissimo Sangue... Sanguinisque pretiosi quem in mundi pretium. Cosi sia.
Gloriosissimo San Giuseppe, fortunato Sposo di Maria, voi che meritaste di essere fatto custode del Salvator del mondo Gesł Cristo, e abbracciandolo teneramente godeste anticipato il Paradiso, deh! ottenetemi dal Signore un intero perdono de' miei peccati, la grazia d'imitare le vostre virtł, onde io cammini sempre per la via che conduce al Cielo. Siccome voi meritaste di avere Gesł e Maria intorno al vostro letto al punto di morte, e tra le loro braccia dolcemente spiraste l'anima beata, vi prego di volermi difendere da' nemici dell'anima mia in quel-l' ultimo punto di mia vita; di modo che consolato dalla dolce speranza di volare con voi a possedere l'eterna gloria in Paradiso spiri pronunziando i SS. nomi di Gesł, di Giuseppe e di Maria. {139 [319]}
Gesł Signore, Dio di bontą, Padre di misericordia, io mi presento dinanzi a Voi con cuore umiliato e contrito: vi raccomando la mia ultima ora, e ciņ che dopo di essa mi attende.
Quando i miei piedi immobili mi avvertiranno che la mia carriera in questo mondo č presso a finire, misericordioso Gesł, abbiate pietą di me.
Quando le mie mani tremolo e intorpidite non potranno pił stringervi, Crocifisso mio bene, e mio malgrado lascierovvi cadere sul letto del mio dolore, misericordioso ecc.
Quando i miei occhi offuscati e stravolti dall' orror della morte imminente fisseranno in Voi gli sguardi languidi e moribondi, misericordioso Gesł, abbiate pietą di me.
Quando le mie labbra fredde e tremanti pronunzieranno per l'ultima volta il vostro Nome adorabile, misericordioso Gesł, ecc.
Quando le mie guance pallide e livide inspireranno agli astanti la compassione ed il terrore, e i miei capelli bagnati dal sudor della morte, sollevandosi sulla mia testa annunzieranno prossimo il mio fine, misericordioso ecc. {140 [320]}
Quando le mie orecchie, presso a chiudersi per sempre a' discorsi degli uomini, si apriranno per intendere la vostra voce, che pronunzierą 1' irrevocabile sentenza, onde verrą fissata la mia sorte per tutta l'eternitą, misericordioso ecc.
Quando la mia immaginazione agitata dą orrendi e spaventevoli fantasmi sarą immersa in mortali tristezze, ed il mio spirito turbato dalla vista delle mie iniquitą, dal timore della vostra giustizia, lotterą contra l'angelo delle tenebre, che vorrą togliermi la vista consolatrice delle vostre misericordie e precipitarmi in seno alla disperazione, misericordioso ecc.
Quando il mio debole cuore oppresso dal dolor della malattia sarą sorpreso dagli orrori di morte, e spossato dagli sforzi che avrą fatto contro a' nemici della mia salute, misericordioso ecc.
Quando verserņ le mie ultime lagrime, sintomi della mia distruzione, ricevetele in sacrificio di espiazione, acciocchč io spiri come una vittima di penitenza, ed in quel terribile momento, misericordioso ecc.
Quando i miei parenti ed amici, stretti a me d'intorno, s'inteneriranno sul dolente mio stato, e v'invocheranno per me, misericordioso Gesł ecc.
Quando avrņ perduto l'uso di tutti i sensi, ed il mondo intero sarą sparito da me, ed {141 [321]} io gemerņ nelle angosce della estrema agonia e negli affanni di morte, misericordioso ecc.
Quando gli ultimi sospiri del cuore sforzeranno l'anima mia ad uscire dal corpo, accettateli come figli di una santa impazienza di venire a Voi, e Voi misericordioso ecc.
Quando l' anima mia sull'estremitą delle labbra uscirą per sempre da questo mondo e lascerą il mio corpo pallido, freddo e senza vita, accettate la distruzione del mio essere, come un omaggio che io vengo a rendere alla vostra Divina Maestą, ed allora, misericordioso Gesł ecc.
Quando finalmente l'anima mia comparirą dinanzi a Voi, e vedrą per la prima volta lo splendore immortale della vostra Maestą, non la rigettate dal vostro ' cospetto- degnatevi ricevermi nel seno amoroso della vostra misericordia, affinché io canti eternamente le vostre lodi: misericordioso Gesł ecc.
ORAZIONE.
O Dio, che condannandoci alla morte, ce ne avete nascosto il momento e l'ora, fate ch'io passando nella giustizia e nella santitą tutti li giorni della vita, possa meritare di uscire di questo mondo nel vostro santo amore, per li meriti del Nostro Signor Gesł Cristo, che vive e regna con Voi nell'unitą dello spirito Santo. Cosģ sia.
Pio VII accordņ l'indulg. di 100 giorni a chi recita ogni di detta Preghiera; e per un mese indulg. Plenaria. {142 [322]}
O Signore onnipotente, il quale per l'amore che portaste agli uomini, vi degnaste di prendere umana carne, di vivere fra gli stenti, di soffrire dolorosissima Passione e finalmente di spirare in Croce, deh! per tanti meriti che ci procuraste col vostro preziosissimo Sangue, vi prego di volgere uno sguardo pietoso a' tormenti che soffrono nel Purgatorio quelle anime benedette, che partite di questa valle di pianto in grazia vostra soffrono gli ardori di quelle fiamme per iscontare i debiti che hanno tuttora verso della vostra Divina Giustizia. Accettate adunque, o pietosissimo Iddio, le preghiere che per esse umilmente vi porgo, traetele da quel carcere tenebroso, e chiamatele alla gloria del Paradiso. Vi raccomando particolarmente le anime de' miei parenti, benefattori spirituali e temporali, e in ispecial modo quelle a cui posso essere stato occasione di peccato col mio mal esempio. Vergine SS., Madre pietosa, consolatrice degli afflitti, intercedete voi per quelle anime, affinché per la vostra potentissima intercessione volino a godere quel Paradiso che loro sta preparato.
V.
Te ergo, gusumus, famulis tuis subveni.
R.
Quos pretioso Sanguine redemisti. Pater, Ave, e
Requiem. {143 [323]}
A Mattutino
Ave
Maria, gratia plena: Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus, et benedictus
fructus ventris tui Jesus. Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus,
nunc, et in hora mortis nostrę. Amen.
V.
Domine, labia mea aperies.
R. Et
os meum annuntiabit laudem tuam.
V.
Deus, in adjutorium meum intende.
R.
Domine, ad adjuvandum me festina.
V.
Gloria Patri, etc.{144 [324]}
Dalla Domenica di Settuagesima al Sabato Santo in vece di Alleluja, dicesi: Laus tibi, Domine rex ęternę glorię.
L'
invitatorio. Ave, Maria, gratia plena: Dominus tecum.
Si
ripete. Ave; Maria, gratia plena: Dominus tecum.
Salmo 94.
Venite,
exultemus Domino, iubilemus Deo salutari nostro: pręoccupemus faciem ejus in
confessione et in psalmis jubilemus ei.
Ave,
Maria, gratia plena: Dominus tecum.
Quoniam
Deus magnus Dominus, et Rex magnus super omnes Deos: quoniam non repellet
Dominus plebem suam, quia in manu eius sunt omnes fines terrę;, et altitudines
montium ipse conspicit. Dominus tecum.
Quoniam
ipsius est mare, et ipse fecit illud, et aridam fundaverunt manus eius: Venite
adoremus, et procidamus ante Deum; ploremus coram Domino, fecit nos; quia ipse
est Dominus Deus noster: nos autem populus eius, et oves pascuę eius.
Ave,
Maria, gratia plena: Doininus tecum.
Hodie
si vocem eius audieritis, nolite obdurare corda vostra, sicut in exacerbatione
secundum diem tentationis in deserto; ubi tentaverunt me patres vestri,
probaverunt, et viderunt opera mea.
Dominus
tecum. {145 [325]}
Quadraginta
annis proximus fui generationi huic, et dixi: semper hi errant corde, ipsi vero
non cognoverunt vias meas, quibus iuravi in ira mea, si introibunt in requiem
meam.
Ave,
Maria, gratia plena: Dominus tecum.
Gloria
Patri, et Filio, et Spiritui sancto: sicut erat in principio, et nunc, et
semper, et in sęcula sęculorum. Amen.
Dominus
tecum.
Ave,
Maria, gratia plena: Dominus tecum.
Inno.
|
Quem terra,
pontus, sydera
|
|
Colunt,
adorant, prędicant,
|
|
Trinam
regentem machinam,
|
|
Claustrum
Marię baiulat.
|
|
Cui luna, sol et
omnia
|
|
Deserviunt
per tempora,
|
|
Perfusa
cli gratia,
|
|
Gestant.
Puellę viscera.
|
|
Beata Mater
munere,
|
|
Cuius
supernus Artifex
|
|
Mundum
pugillo continens
|
|
Ventris
sub arca clausus est.
|
|
Beata cli
nuntio,
|
|
Fcunda
sancto Spiritu,
|
|
Desideratus
genlibus
|
|
Cujus
per alvum fusus est.
|
|
Jesu, tibi sit
gloria,
|
|
Qui
natus es de Virgine
|
|
Cum
Patre, et almo Spiritu,
|
|
In
sempiterna sęcula. Amen. {146 [326]}
|
Primo Notturno per la Domenica, Lunedģ e Giovedģ..
Ant. Benedicta tu.
Salmo 8.
Domine,
Dominus noster, * quam admirabile est nomen tuum in universa terra!
Quoniam
elevata est magnificentia tua * super clos.
Ex ore
infantium et lactentium perfecisti laudem propter inimicos tuos, * ut destruas
inimicum et ultorem.
Quoniam
videbo clos tuos, opera digitorum tuorum: * lunam et stellas, quę tu fundasti.
Quid
est homo, quod memor es ejus? * aut filius hominis, quoniam visitas eum?
Minuisti
eum paulo minus ab Angelis gloria et honore coronasti eum, * et constituisti
eum super opera manuum tuarum.
Omnia
subiecisti sub pedibus eius: * oves et boves universas, insuper et pecora
campi:
Volucres
cli et pisces maris, * qui perambulant semitas maris.
Domine,
Dominus noster, * quam admirabile est nomen tuum in universa terra!
Gloria
Patri, etc.
Ant.
Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui.
Ant.
Sicut myrrba. {147 [327]}
Salmo 18.
Cli
enarrant gloriam Dei, * et opera manuum eius annuntiat firmarnentum.
Dies
diei eructat verbum, * et nox nocti indicat scientiam.
Non
sunt loquelę, neque sermones,* quorum non audiantur voces eorum.
In
omnem terram exivit sonus eorum: * et in fines orhis terrę, verba eorum.
In sole
posuit tabernaculum suum:* et ipse tamquam sponsus procedens de thalamo suo:
Exultavit
ut gigas ad currendam viam, a summo clo egressio eius:
Et
occursus eius usque ad summum eius: nec est qui se abscondat a calore eius.
Lex
Domini immaculata convertens animas: * testimonium Domini fidele sapientiam
pręstans parvulis.
Justitię
Domini rectę lętificantes corda:* pręceptum Domini lucidum i iluminans oculos.
Timor
Domini sanctus permanens in sęculum sęculi: * iudicia Domini vera, iustificata
in semetipsa.
Desiderabilia
super aurum et lapidem pretiosum multum: * et dulciora super mei et favum.
Etenim
servus tuus custodit ea, * in custodiendis illis retributio multa.
Delicta
quis intelligit? ab occullis meis monda me: * et ab alienis parce servo tuo.
{148 [328]}
Si mei
non fuerint dominati, tunc immaculatus ero, * et emundabor a delicto maximo.
Et
erunt ut complaceant eloquia oris mei: * et meditatio cordis mei in conspectu
tuo semper.
Domine
adiutor meus * et redemptor meus.
Gloria
Patri, etc.
Ant.Sicut myrrha electa odorem dedisti suavitatis, sancta Dei Genitrix.
Ant. Ante thorum.
Salmo 23.
Domini
est terra et plenitudo eius; * orbis terrarum et universi qui habitant in eo.
Quia
ipse super maria fundavit eum: * et super flumina pręparavit eum.
Quis
ascendet in montem Domini? * aut quis stabit in loco sancto eius?
Innocens
manibus et mondo corde, * qui non accepit in vano animam suam, nec iuravit in
dolo proximo suo.
Hic
accipiet benedictionem a Domino * et misericordiam a Deo salutari suo.
Hęc est
generalio quęrentium eum * quęrentium faciem Dei Jacob.
Attollite
portas, principes, vestras, et elevamini portę ęternales,*et introibit Rex
glorię.
Quis
est iste Rex glorię? * Dominus fortis et potens, Dominus potens in pręlio.
Attollite
portas, principes, vestras, et elevamini portę ęternales: * et introibit Rex
glorię. {149 [329]}
Quis
est iste Rex glorię? * Dominus virtutum ipse est Rex glorię.
Gloria
Patri, etc.
Ant.
Ante thorum huius Virginis frequentate nobis dulcia cantica dramatis.
V.
Diffusa est gratia in labiis tuis.
R.
Propterea benedixit te Deus in ęternum.
Secondo notturno pel Martedi, e Venerdi.
Ant. Specie tua.
Salmo 44.
Eructavit
cor meum verbum bonum, * dico ego opera mea Regi.
Lingua
mea calamus scribę * velociter scribentis.
Speciosus
forma prę filiis hominum, diffusa est gratia in labiis tuis; * propterea
benedixit te Deus in ęternum.
Accingere
gladio tuo super femur tuum * potentissime.
Specie tua et puichritudine tua * intende, prospere procede, et regna.
Propter
veritatem et mansuetudinem et iustitiam * et deducet te mirabiliter dextera
tua.
Sagittę
tuę acutę, populi sub te cadent * in corda inimicorum regis. {150 [330]}
Sedes
tua, Deus, in sęculum sęculi: * virga directionis virga regni tui.
Dilexisti
iustitiam, et odisti iniquitatem:
propterea
unxit te Deus, Deus tuus oleo lętitię prę consortibus tuis.
Myrrha
et gutta et casia a vestimentis tuis, a domibus eburneis, * ex quibus
delectaverunt te fillię regum in honore tuo.
Astitit
regina a dextris tuis in vestitu deaurato, * circumdata varietate.
Audi,
filia, et vide, et inclina aurem tuam: et obliviscere populum tuum et domum
patris tui.
Et
eoncupiscet Rex decorem tuum: * quoniam ipse est Dominus Deus tuus, et
adorabunt eum.
El
fģlię Tyri in muneribus: * vultum tuum deprecabuntur omnes divites plebis.
Omnis *
gloria eius fillię Regis ab intus, in fimbriis aureis circumamicta
varietatibus.
Adducentur
Regi virgines post eam: * proximę eius afferentur tibi.
Afferentur
in lętitia et exultatione: * adducentur in templum regis.
Pro
patribus tuis nati sunt tibi filli: * constitues eos principes super omnem
terram.
Memores
erunt nominis tui * in omni generatione et generationem.
Propterea
populi confitebuntur tibi in ęternum, * et in sęculum sęculi.
Gloria
Patri, etc. {151 [331]}
Ant. Specie tua et pulchritudine tua intende, prospere procede, et regna.
Ant. Adiuvabit eam.
Salmo 45.
Deus
noster refugium et virtus: * adiuter in tribulationibus, quę invenerunt nos
nimis.
Propterea
non timebimus dum turbabitur terra, * et transferentur montes in cor maris.
Sonuerunt,
et turbatę sunt aquę eorum:* conturbati sunt montes in fortitudine eius.
Fluminis
impetus lętificat civitatem Dei:* sanctificavit tabernacutum suum Altissimus.
Deus in
medio eius, non commovebitur: * adiuvabit eam Deus mane dilucuto.
Conturbatę
sunt gentes, et inclinata sunt regna: * dedit vocem suam, mota est terra.
Dominus
virtutum nobiscum: * susceptor noster Deus Jacob.
Venite,
et videte opera Domini, quę posuit prodigia super terram * auferens bella usque
ad finem terrę.
Arcum
conteret, et confringet arma: * et scuta comburet igni.
Vacate,
et videte quoniam ego sum Deus: * exaltabor in gentibus, et exaltabor in terra.
Dominus
virtutum nobiscum: * susceptor noster Deus Jacob.
Gloria
Patri, etc.
Ant. Adiuvabit eam Deus vultu suo, Deus in medio eius non commovebitur.
Ant.
Sicut Iętantium. {152 [332]}
Salmo 86.
Fundamenta
eius in montibus sanctis * diligit Dominus portas Sion super omnia tabernacula
Jacob.
Gloriosa
dieta sunt de te * civitas Dei.
Memor
ero Rahab et Babylonis * scientium me.
Ecce
alienigenę et Tyrus et populus Ethiopurn, * hi fuerunt illis.
Numquid
Sion dicet: Homo, et homo natus est in ea: * et ipse fundavit eam Altissimus?
Dominus
narrabit in scripturis populorum et principum, * horum, qui fuerunt in ea.
Sicut
lętantium omnium*habitatio est in te.
Gloria
Patri etc.
Ant.
Sicut lętantium omnium nostrum habitatio est in te, sancta Dei Genitrix.
V.
Diffusa est gratia in labiis tuis.
R.
Propterea benedixit te Deus in ęternum.
Terzo Notturno pel Mercoledģ e Sabbato.
Ant. Laude, Maria virgo.
Salmo 95.
Cantate
Domino canticum novum: * cantate Domino omnis terra.
Cantate
Domino, et benedicite nomini eius: * annuntiato de die in diem salutare eius.
{153 [333]}
Annuntiate
inter Gentes gloriam eius, * in omnibus populis mirabilia eius.
Quoniam
magnus Dominus et laudabilis nimis: * terribilis est super omnes deos.
Quoniam
omnes dii gentium dęmonia: * Dominus autem clos fecit.
Confessio
et pulchritudo in conspectu eius: * sanctimonia et magnificentia in
sanctificatione eius.
Afferte
Domino patrię gentium, afferte Domino gloriam et honorem: afferte Domino
gloriam nomini eius.
Tollite
hostias, et introito in atria eius:* adorate Dominum in atrio sancto eius.
Commoveatur
a facie eius universa terra: dicite * in gentibus, quia Dominus regnavit.
Etenim
correxit orbem terrę, qui non commovebitur: * iudicabit populos in ęquitate.
Lętentur
clii, et exultet terra, commeveatur mare, et plenitudo eius: * gaudebunt
campi, et omnia quę ia eis sunt.
Tunc
exultabunt omnia ligna silvarum a facie Domini, quia venit: * quoniam venit
indicare terram.
Judicabit
orbem terra, in ęquitate, * et populos in veritate sua.
Gloria
Patri etc.
Ant.
Gaude, Maria Virgo, cunctas hęreses sola interemisti in universo mundo.
Ant.
Dignare me. {154 [334]}
Salmo 96.
Dominas
regnavit, exultet terra: * lętentur insulę multę.
Nubes
et caligo in circuitu eius, * institia et iudicium correctio sedis eius.
Ignis
ante ipsum pręcedet: * et inflammabit in circuitu inimicos eius.
Illaxerunt
fulgura eius orbi terrę: * vidit, et commola est terra.
Mentes
sicut cera fluxerunt a facie Domini: * a facie Domini omnis terra.
Annuntiaverunt
cli iustitiam eius,* et viderunt omnes populi gloriam eius.
Confundantur
omnes, qui adorant sculptilia, * et qui gloriantur in simulacris suis.
Adorate
eum omnes Angeli eius: * audivit, et lętata est Sion.
Et
exultaverunt filię Judę * propter iudicia tua, Domine.
Quoniam
tu Dominus altissimus super omnem terram, nimis exaitatus es super omnes deos.
Qui
diligitis Dominum, odite malum: * custodit Dominus animas Sanctorum suorum, de
manu peccatoris liberabit eos.
Lux
orta est iusto,* et rectis corde lętitia.
Lętamini
iusti in Domino: * et confitemini memorię sanctificationis eius. Gloria etc.
Ant.
Dignare me laudare te, Virgo sacrata: da mihi virtutem contra hostes tuos. {155
[335]}
Fra l'anno. Ant. Post partum.
Nell'Avvento
Ant. Angelus Domini.
Salmo 91.
Cantate
Domino canticum novum: * quia mirabilia fecit.
Salvavit
sibi dextera eius, * et brachium sanctum eius.
Notum
fecit Dominus salutare suum: * in conspectu gentium revelavit iustitiam suam.
Recordatus
est misericordię suę, * et veritatis suę domui Israel.
Viderunt
omnes termini terrę * salutare Dei nostri.
Jubilate
Deo omnis terra: * cantate, et exultate, et psallite.
Psallite
Domino in cithara, in cithara et voce psalmi, * in tubis ductilibus et voce
tubę corneę.
Jubilate
in conspectu regis Domini:*moveatur mare et plenitudo eius; orbis terrarum, et
qui habitant in eo.
Flumina
plaudent manu, simul montes exultabunt a conspectu Domini * quoniam venit
indicare terram.
Judicabit
orbem terrarum in iustitia, * et populos in ęquitate. Gloria Patri etc.
Fra
l'anno
Ant.
Post partum, Virgo, inviolata permansisti: Dei Genitrix, intercede pro nobis.
{156 [336]}
Nell'Avvento
Ant.
Angelus Domini nuntiavit Marię, et concepit de Spiritu Sancto, alleluia.
V.
Diffusa est gratia in labiis tuis.
R.
Propterea benedixit te Deus in ęternum.
In fine di ciascun notturno si dice: Pater
etc.
V. Et
ne nos inducas in tentationem.
R. Sed
libera nos a malo.
Assoluzione.
Precibus
et meritis beatę Marię semper virginis, et omnium Sanctorum, perducat nos
Dominus ad regna clorum. R. Amen.
V.
Jube, domne, benedicere.
Benedizione. Nos cum prole pia benedicat virgo
Maria. R. Amen.
Fra
l' anno si dicono le seguenti Lezioni.
Lezione
prima. Eccl. 24.
In
omnibus requiem quęsivi, et in hęreditate Domini morabor. Tunc pręcepit, et
dixit mihi Creator omnium; et qui creavit me requievit in tabernaculo meo, et
dixit mihi: In Jacob inhabita, et in Israel hęreditare, et iu electis meis
mitte radices. Tu autem, Donnine, miserere nobis. R. Deo gratias.
R.
Sancta et immaculata virginitas, quibus te laudibus efferam nescio: * quia quem
cli capere non poterant, tuo gremio contulisti.
V.
Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui. {157 [337]}
R. Quia
quem cli capere non poterant, tuo gremio contulisti.
V.
Jube, domne, benedicere.
Benedizione. Ipsa Virgo virginum intercedat
pro nobis ad Dominum. R. Amen.
Lezione
seconda.
Et sic
in Sion firmata sum, et in civitate sanctificata similiter requievi, et in
Jerusalem potestas mea. Et radicavi in populo honorificato, et in parte Dei mei
hęreditas illius, et in plenitudine Sanctorum delengo mea. Tu autem, Domi ne,
miserere nobis. R. Deo gratias.
R.
Beata es, virgo Maria, quę Domininum portasti Creatorem mundi: * genuisti qui
te fecit, et in ęternum permanes virgo.
V. Ave,
Maria, gratia plena: Dominus tecum.
R. Genuisti
qui, te fecit, et in ęternum permanes virgo.
Quando
si dice il Te Deum in fine di questo Responsorio si
aggiunge Gloria Patri et Filio, et Spiritui sancto.
R.
Genuisti qui te fecit, et in ęternum permanes virgo.
V.
Jube, domne, benedicere.
Benedizione. Per virginem Matrem concedat nobis Dominus salutem et pacem.
R.
Amen.
Lezione
terza.
Quasi
cedrus exaltata sum in Libano, et quasi cypressus in monte Sion: quasi palma
{158 [338]} exaltata sum in Cades, et quasi piantatio rosę in Jerico. Quasi
eliva speciosa in campis, et quasi platanus exaltata sum iuxta aquam in
plateis. Sicut cinnamomum et balsamum aromatizans odorem dedi: Quasi myrrha
electa dedi suavitatem odoris. Tu autem, Domine, miserere nobis. R. Deo
gratias.
Il
seguente Responsorio si tralascia, quando si dice il Te
Deum.
R.
Felix, namque es, sacra virgo Maria, et amni laude dignissima: quia ex te ortus
est sol iustitię, Christus Deus noster.
V. Ora
pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu: sentiant
omnes tuum iuvamen, quicumque celebrant tuam sanctam commemorationem.
R. Quia
ex te ortus est sol iustitię, Christus Deus noster.
V.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui sancto.
R.
Christus Deus noster.
Il Tč Deum non si dice nell'Avvento, nč
dalla Settuagesima sino a Pasqua: eccetto nelle Feste della B. V. M.
Inno
de' Ss. Ambrogio ed Agostino.
Te Deum
laudamus, * te Dominum confitemur.
Te
ęternum Patrem * omnis terra veneratur.
Tibi
omnes Angeli, * tibi cli et universę potestates, {159 [339]}
Tibi
Cherubim et Seraphim * incessabili voce proclamant:
Sanctus,
Sanctus, * Sanctus Dominus Deus Sabaoth.
Pieni
sant cli et terra * maiestatis glorię tuę.
Te
gloriosus * Apostolorum chorus,
Te
Prophetarum * laudabilis numerus,
Te
Martyrum candidatus * laudat exercitus.
Te per
orbem terrarum * sancta confitetur Ecclesia:
Patrem
* immensę maiestatis:
Venerandum
tuum verum * et unicum Filium:
Sanctum
quoque * paraclitum Spiritum.
Tu Rex
glorię Christe.
Tu
Patris sempiternus es Filius.
Tu ad
liberandum suscepturus hominem * non horruisti Virginis uterum.
Tu
devicto mortis aculeo * aperuisti credentibus regna clorum.
Tu ad
dexteram Dei sedes * in gloria Patris.
Judex *
crederis esse venturus.
Te
ergo, quęsumus, tuis famulis subveni,* quos pretioso sanguine redemisti.
Ęterna
fac cum sanctis tuis * in gloria numerari.
Salvum
fac populum tuum, Domine, * et benedic hęreditati tuę.
Et rege
eos, * et extolle illos usque in ęternum. {160 [340]}
Per
singulos dies * benedicimus te.
Et
laudamus nomen tuam in sęculum, * et in sęculum sęculi.
Dignare,
Domine, die isto * sine peccato nos custodire.
Miserere
nostri, Domine,*miserere nostri.
Fiat
misericordia tua, Domino, super nos, * quemadmodum speravimus in te.
In te,
Domine, speravi: * non confundar in ęternum.
Nell'Avvento
si dicono le seguenti lezioni.
V. Jube, domne, benedicere.
Benedizione. Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria. R. Amen.
Lezione
prima. LUC. 1.
Missus
est Angelus Gabriel a Deo in civitatem Galilę, cui nomen Nazareth, ad Virginem
desponsatam viro, cui nomen erat Joseph de domo David et nomen Virginis Maria.
Et ingressus Angelus ad eam dixit: Ave, gratia plena: Dominus tecum. Benedicta
tu in mulieribus. Tu autem, Domine, miserere nobis. R. Deo gratias.
R.
Missus est Gabriel Angelus ad Mariam Virginem desponsatam Joseph nuntians ei
verbum, et expavescit Virgo de lumine: ne timeas, Maria, invenisti gratiam apud
Dominum: * Ecce concipies, et paries, et vocabitur Altissimi Filius. {161
[341]}
V.
Dabit el Dominus Deus sedem David patris eius, et regnabit in domo Jacob in
ęternum.
V. Ecce
concipies, et paries, et vocabitur Altissimi Filius.
V.
Jube, domne, benedicere.
Benedizione. Ipsa Virgo virginum intercedat pro nobis ad Dominum. R. Amen.
Lezione
seconda.
Quę cum
audisset, turbata est in sermone eius, et cogitabat qualis esset ista
salutatio. Et ait Angelus ei: Ne timeas, Maria, invenisti enim gratiam amaci
Deum: ecce concipies in utero, et paries Filium, et vocabis nomen eius Jesum.
Hic erit magnus, et Filius Altissimi vocabitur, et dabit illi Dominus Deus
sedem David patris eius: et regnabit in domo Jacob in ęternum, et regni eius
non erit finis. Tu autem, Domino, miserere nobis. R. Deo gratias.
R. Ave,
Maria, gratia plena, Dominus tecum. * Spiritus Sanctus superveniet in te, et
virtus Altissimi obumbrabit tibi; quod enim ex te nascetur Sanctum, vocabitur
Filius Dei.
V.
Quomodo fiet istud, quoniam virum non cognosco? et respondens Angelus dixit ei.
R.
Spiritus sanctus superveniet in te, et virtus Altissimi obumbrabit tibi: quod
enim ex te nascetur Sanctum, vocabitur Filius Dei.
V.
Jube, domne, benedicere. {162 [342]}
Benedizione. Per Virginem Matrem concedat nobis Dominus salutem et pacem.
R..
Amen.
Lezione
terza.
Dixit
autem Maria ad Angelum: Quomodo fiet istud, quoniam virum non conosco? Et
respondens Angelus dixit ei: Spiritus sanctus superveniet in te, et virtus
Altissimi obumbrabit tibi. Ideoque et quod nascetur ex te Sanctum, vocabitur
Filius Dei. Et ecce Elisabeth cognata tua, et ipsa concepit filium in senectute
sua: et hic mensis sextus est illi, quę vocatur steritis, quia non erit
impossibile apud Deum omne verbum. Dixit autem Maria: Ecce ancilla Domini, fiat
mihi secundum verbum tuum. Tu autem, Domine, miserere nobis. R. Deo gratias.
R.
Suscipe Verbuin, virgo Maria,quod tibi a Domino per Angelum transmissum est;
concipies, et paries Deum pariter et hominem; * ut benedicta dicaris inter
omnes mulieres.
V.
Paries quidem Filium, et virginitatis non patieris detrimentum; efficieris
gravida, et eris mater semper intacta.
R. Ut
benedicta dicaris inter omnes mulieres.
V.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui sancto.
R. Ut
benedicta dicaris inter omnes mulieres.
Cosģ dicesi quando si tralascia il Te Deum,
e quando si dice, si lascia il terzo Responserio Suscipe Verbum Virgo
etc. Ed allultimo {163 [343]} Responsorio della seconda lezione si dice
Gloria Patri, poi si replica Quod enim ex te
nascetur Sanctum, vocabitur Filius Dei.
Alle Laudi
V.
Deus, in adiutorium meum intende.
R.
Domine, ad adiuvandum me festina.
Gloria
etc. Alleluia.
Fra l'anno Ant. Assumpta est.
Nell'Avvento.
Ant. Missus est.
Da Natale alla Purificazione.
Ant. O admirabile commercium
Salmo
92.
Dominus
regnavit, decorem indutus est * indutus est Dominus fortitudinem, et pręcinxit
se.
Elenim
firmava orbem terraę, * qui non commovebitur.
Parata
sedes tua ex tunc: * a sęculo tu es.
Elevaverunt
flumina, Domine, * elevaverunt flumina vocem suam.
Elevaverunt
flumina fluctus suos * a vocibus aquarum multarum.
Mirabiles
elationes maris, * mirabilis in altis Dominus.
Testimonia
tua credibilia facta sunt nimis: * domum tuam decet sanctitudo, Domine, in
longitudinem dierum. Gloria Patri, etc. {164 [344]}
Fra
l'anno Ant. Assumpta est
Maria in clum: gaudent Angeli laudantes benedicunt Dominum.
Nell' Avvento Ant.
Missus est Angelus Gabriel ad Mariam virginem desponsatam Joseph.
Da
Natale alla Purificazione.
Ant.
O admirabile commercium! Creator generis humani animatum corpus sumens, de
Virgine nasci dignatus est: et procedens homo sine semine, largilus est
nobissuam Deitatem.
Fra l'anno. Ant. Maria virgo.
Nell'Avvento.
Ant. Ave, Maria.
Da
Natale alla Purificazione Ant. Quando natus es.
Salmo
99.
Jubilate
Deo omnis terra: * servite Domino in lętitia.
Introite
in conspectu eius* in exultatione.
Scitote
quoniam Dominus ipse est Deus: * ipse fecit nos, et non ipsi nos.
Populus
eius, et oves pascuę eiśs: * introite portas eius in confessione, atria eius in
hymnis: confitemini illi.
Laudate
nomen eius, quoniam suavis est Dominus, in ęternum misericordia eius, * et
usque in generationem et generationem veritas eius.
Gloria
Patri, etc.
Fra l'anno. Ant. Maria
virgo assumpta {165 [345]} est ad ęthereum thalamum, in quo Rex regum stellato
sedet solio.
Nell'Avvento Ant. Ave,
Maria, grafia plena, Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus. Alleluia.
Da
Natale alla Purificaz. Ant. Quando natus es ineffabiliter ex Virgine, tunc
impletę sunt Scripturę, sicut pluvia in vellus descendisti, ut salvum faceres
genus humanum: te laudamus, Deus noster.
Fra l'anno. Ant. In
odorem.
Nell'Avvento. Ant. Ne timeas, Maria.
Da
Natale alla Purificaz. Ant.
Rubum, quem viderat Moyses.
Salmo
62.
Deus,
Deus meus, * ad te de luce vigilo.
Sitivit
in te anima mea, * quam multipliciter tibi caro mea.
In
terra deserta, et invia, et inaquosa: * sic in sancto apparui tibi, ut viderem
virtutem tuam et gloriam tuam.
Quoniam
melior est misericordia tua super vitas, * labia mea laudabunt te.
Sic
benedicam te in vita mea: * et in nomine tuo levabo manus meas.
Sicut
adipe et pinguedine repleatur anima mea: * et labiis exultationis laudabit os
meum.
Si
memor fui tui super stratum meum, in matutinis meditabor in te: * quia fuisti
adiutor meus. {166 [346]}
Et in
velamento alarum tuarum exultabo, adhęsit anima mea post te, * me suscepit
dextera tua.
Ipsi
vero in vanum quęsierunt animam meam, introibunt in inferiora terrę, *
tradentur in manus gladii, partes vulpium erunt.
Rex
vero lętabitur in Deo, laudabuntur omnes, qui iurant in eo: * quia obstructum
est os loquentium iniqua.
Salmo
66.
Deus
misereatur nostri, et benedicat nobis: * illuminet vultum suum super nos, et
misereatur nostri.
Ut
cognoscamus in terra viam tuam, * in omnibus gentibus salutare tuum.
Confiteantur
tibi populi, Deus: * confiteantur tibi populi omnes.
Lętentur,
et exultent gentes: * quoniam iudicas populos in ęquitate, et gentes in terra
dirigis.
Confiteantur
tibi populi, Deus: confiteantur tibi populi omnes: * terra dedit fructum suum.
Benedicat
nos Deus, Deus noster, benedicat nos Deus, * et metuant eum omnes fines terrę.
Gloria Patri, etc.
Ant.
In odorem unguentorum tuorum currimus, adolescentulę dilexerunt te nimis.
Ant.
Ne timeas, Maria, invenisti gratiam {167 [347]} apud Dominnm, ecce
concipies, et paries filium, alleluia.
Ant. Rubam, quem viderat
Moyses incombustum, conservatam agnovimus tuam laudabilem virginitatem, Dei
Genitrix, intercede pro nobis.
Fra l'anno. Ant. Benedicta, filia.
Nell
Avvento. Ant. Dabit ei Dominus.
Da Natale alla Purificazione. Ant. Germinavit radix lesse.
Il
Cant. de' tre Fanciulli. Dan. 3.
Benedicite
omnia opera Domini Dominno! * laudate, et superexaliale eum in sęcula.
Benedicile
Angeli Domini Domino: * benedicile cli Domino.
Benedicile
aquę omnes, qua super clos sunt, Domino: * benedicite omnes virtutes Domini
Domino.
Benedicile
sol el luna Domino: * benedicite stellę cli Domino.
Benedicite
omnis imber et ros Domino: * benedicite omnis Spiritus Dei Domino.
Benedicite
ignis et aestus Domino: * benedicite frigus et aestus Domino.
Benedicite
rores et pruina Domino: * benedicite gelus et frigus Domino.
Benedicite
glacies et nives Domino: * benedicite noctes el dies Domino.
Benedicite
lux et tenebrae Domino: * benedicilo fulgura et nubes Domino. {168 [348]}
Benedicat
terra Domini: * laudet, et superexaltet eum in sęcula.
Benedicite
montes et colles Domino: * benedicite universa germinantia in terra Domino.
Benedicite
fontes Domino: * benedicile maria et flumina Domino.
Benedicite
cete et omnia, qua moventur in aquis, Domino: * benedicite omnes volucres cli
Domino.
Benedicite
omnes bestię, et pecora Domino: * benedicite filii hominum Domino,
Benedicat
Israel Dominum: * laudet, et superexaltet eum in sęcula.
Benedicite
sacerdoles Domini Domino: * benedicite servi Domini Domino.
Benedicite
spiritus et animę iustorum Domino: * benedicite sancti, et humiles corde
Domino.
Benedicite
Anania, Azaria, Misael Domino: * laudate, et superexaltate eum in sęcula.
Benedicamus
Patrem et Filium cum sancto Spiritu: * laudemus et superexaltemus eum in
sęcula.
Benedictus
es, Domino, in firmamento cli: * et laudabilis, et gloriosus, et
superexaltatus in sęcula.
Qui non ai dice il Gloria, perché il
penultimo versetto ne fa le veci.
Fra
l'anno. Ant. Benedicta,
filia, tua Domino, quia per te fructum vitę communicavimus. {169 [349]}
Nell'Avvento. Ant. Dabit ei Dominus
sedem David patris eius, et regnabit in ęternum.
Da
Natale alla Purificazione. Ant. Germinavit radix lesse, orta est stella ex Jacob; Virgo peperit
Salvatorem: te laudamus, Deus noster.
Fra l'anno. Ant.
Pulchra es.
Nell'Avvento. Ant. Ecce ancilla
Domini.
Da Natale alla Purific. Ant. Ecce Maria.
Salmo
148.
Laudate
Dominum de clis: * lanciate eum in excelsis.
Laudate
eum omnes Angeli eius: * laudate eum omnes virtutes eius.
Laudate
eum sol et luna: * laudate eum omnes stellę, et lumen.
Laudate
eum cli clorum: * et aquę omnes, quę super clos sunt, laudent nomen Domini.
Quia
ipse dixit, et facta sunt: * ipse mandavit, et creata sunt.
Statuit
ea in ęternum, et in sęculum sęcoli: * pręceptum posuit, et non pręteribit.
Laudate
Dominum de terra * dracones et omnes abyssi.
Ignis,
grando, nix, glacies, spiritus procellarum, * quę faciunt verbum eius.
Montes
et omnes colles: * ligna frudifera et omnes cedri. {170
[350]}
Bestię
et universa pecora, * serpentes et volucres pennatę.
Reges
terrę et omnes populi: * principes et omnes iudices terrę.
Juvenes
et virgines, senes cum iunioribus laudent nomen Domini: * quia exaltatum est
nomen eius solius.
Confessio
eius super clum et terram: * et exaltavit cornu populi sui.
Hymnus
omnibus Sanctis eius: * filiis populo appropinquanti sibi.
Salmo
149.
Cantate
Domino canticum novum: * laus eius in Ecclesia Sanctorum.
Lętetur
Israel in eo, qui fecit eum: * et filii Sion exultent in rege suo.
Laudent
nomen eius in choro: * in tympano, et psalterio psallant ei.
Quia
beneplacitum est Domino in populo suo: * et exaltabit mansuetos in salutem.
Exultabunt
Sancti in gloria: * laetabuntur in cubilibus suis.
Exaltationes
Dei in gutture eorum: * et gladii ancipites in manibus eorum.
Ad
faciendam vindictam in nationibus, * increpationes in populis.
Ad
alligandos reges eorum in compedibus * et nobiles eorum in manicis ferreis.
Ut
faciant in eis indicium conscriptum: * gloria hęc est omnibus Sanctis eius. {171
[351]}
Salme
150
Laudate
Dominum in Sanctus eius: * laudate eum in firmamento virtutis eius.
Laudate
eum in virtutibus eius: * laudate eum secundum multitudinem magnitudinis eius.
Laudate
eum in sono tubę: * laudate eum in psalterio et cithara.
Laudate
eum in tympano et choro: * laudate eum in chordis et organo.
Laudate
eum in cymbalis benesonantibus, landate eum in cymbalis inhilationis: * omnis spiritus
laudet Dominum. Gloria etc.
Fra l'anno. Ant.
Pulchra es et decora, filia Jerusalem: terribilis ut castrorum acies ordinata.
Nell' Avvento. Ant. Ecce ancilla Domini,
fiat mihi secundum verbum tuum.
Da Natale alla Purificazione. Ant. Ecce
Maria genuit nobis Salvatorem, quem Joannes videns exclamavit dicens: Ecce
Agnus Dei, ecce qui tollit peccata mundi, alleluia.
Capitolo:
fra l'anno. Cant. 6.
Viderunt
eam filię Sion, et beatissimam prędicaverunt, et reginę laudaverunt eam.
R. Deo
gratias.
Nell'
Avvento. Isaiae 11.
Egredietur
virga de radice Jesse, et flos {172 [352]} de radice eius ascendet. Et requiescet
super eum Spiritus Domini.
R. Deo
gratias.
Inno.
O gloriosa
Virginum,
Sublimis
inter sidera:
Qui te
creavit, parvulum
Lardente
nutris ubere.
Quod Eva tristis
abstulit,
Tu
reddis almo germina:
Intrent
ut astra flebiles,
Cli
recludis cardines.
Tu regis alti
ianua,
Et aula
lucis fulgida:
Vilam
datam per Virginem,
Gentes
redemptę plaudite.
Jesu, tibi sit
gloria,
Qui
natus es de virgine,
Cum
Patre et almo Spiritu,
In
sempiterna sęcula. Amen.
V. Benedicta
tu in mulieribus.
R. Et
benedictus fructus ventris tui.
Fra l'anno Ant.
Beata Dei Genitrix.
Nel
tempo Pasquale lasciata la predetta Antifona si dice in suo luogo la seguente * Regina coeli, come di
sotto pag. 175.
Nell'Avvento.
Ant. Spiritus Sanctus.
Da Natale alla Purificazione Ant. Mirabile mysterium. {173 [353]}
Il
Cantico di Zaccaria. Luc. 1.
Benedictus
Dominus Deus Israel, * quia visitavit, et fecit redemptionem plebis suę.
Et
erexil cornu salutis nobis * in domo David pueri sui.
Sicut
locutus est per os Sanctorum, * qui a sęculo sunt, Prophetarum eius.
Salutem
ex inimicis nostris, * et de manu omnium, qui oderunt nos.
Ad
faciendam misericordiam cum patribus nostris: * et memorari testamenti sui sancti.
Jusiurandum,
quod iuravit ad Abraham patrem nostrum, * daturum se nobis.
Ut sine
timore de manu inimicorum nostrorum liberati, * serviamus illi.
In
sanctitate et iustitia coram ipso: * omnibos diebus nostris.
Et tu,
puer, Propheta Altissimi vocaberis: * pręibis enim ante faciem Domini parare
vias eius.
Ad
dandam scientiam salutis plebi eius * in remissionem peccatorum eorum.
Per
viscera misericordię Dei nostri: * in quibus visitavit nos Oriens ex alto.
Illuminare
his, qui in tenebris, et in umbra mortis sedent; * ad dirigendos pedes nostros
in viam pacis. Gloria Patri etc.
Fra l'anno. Ant. Beata Dei Genitrix Maria, Virgo perpetua; templum Domini, sacrarium Spiritus Sancti, sola sine exemplo placuisti {174 [354]} Domino nostro Jesu Christo: ora pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu.
Nel
tempo Pasquale. Ant.
Regina cli lętare, alleluia: quia quem meruisti portare, alleluia: resurrexit
sicut dixit, alleluia: ora pro nobis Deum alleluia.
Nell'Avvento. Ant. Spiritus Sanctus in te descendet, Maria;
ne timeas, habebis in utero Filium Dei, alleluia.
Da
Natale alla Purificazione.
Ant.
Mirabile mysterium declaratur hodie; innovantur naturę, Deus homo factus est,
id quod fuit permansit, et quod non erat assumpsit, non commixtionem passus,
neque divisionem.
Dopo l' Antifona del Benedictus, per
compim. delle Laudi dicesi una delle seg. antif.
Dalla
Parificazione al Sabato Santo
Ave, Regina clorum,
Ave,
Domina Angelorum,
Salve,
radix, salve, porta,
Ex qua
mundo lux est orta
Gaude, Virgo
gloriosa,
Super
omnes speciosa:
Vale, o
valde decora,
Et pro
nobis Christum exora.
V. Dignare
me laudare te, Virgo sacrata.
R. Da
mihi virtutem contra hostes tuos. {175 [355]}
Oremus.
Concede,
misericors Deus, fragilitati nostrę presidium, ut, qui sanctę Dei Genitricis memoriam
agimus, intercessionis eius auxilio, a nostris iniquitatibus resurgamus. Per
eumdem Christum Dominum nostrum.
R.
Amen.
Dal Sabato Santo sino al primo Sabato dopo la Pentecoste si dice:
Regina
cli, lętare, alleluia,
Quia
quem meruisti portare, alleluia,
Resurrexit
sicut dixit, alleluia.
Ora pro
nobis Deum, alleluia.
V.
Gaude et lętare, virgo Maria, alleluia.
R. Quia
surrexit Dominus vere, alleluia.
Oremus.
Deus,
qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Jesu Christi mundum lętificare
dignatus es, pręsta quęsumus, ut per eius Genitricem virginem Mariam, perpetuę
capiamus gaudia vitę. Per eumdem Christum Dominum nostrum. R. Amen.
Dal
detto Sabato sino all' Avvento:
Salve,
Regina, Mater misericordię, vita, dulcedo et spes nostra, salve. Ad te clamamus
exules filii Hevę. Ad te suspiramus gementes, et flentes in hac lacrymarum
valle. Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos
converte. Et Jesum {176 [356]} benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc
exilium ostende. O clemens, o pia, o dulcis virgo Maria.
V. Ora
pro nobis. sancta Dei Genitrix.
R. Ut
digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus.
Omnipotens
sempiterne Deus, qui gloriosę, virginis matris Marię corpus et anima, ut dignum
Filii tui habitaculum effici mereretur, Spiritu Sancto cooperante, pręparasti,
da ut cuius commemoratione lętamur, eius pia intercessione ab instantibus
malis, et a morte perpetua liberemur. Per eumdem Christum Dominum nostrum. R.
Amen.
V. Dominus
det nobis suam pacem.
R. Et
vitam ęternam. Amen.
Dal Vespro del Sabato innanzi la prima Domenica dell' Avvento sino a
tutta la vigilia della Purificazione della Madonna si dice:
Alma
Redemptoris Mater, quę pervia cli
Porta
manes, et stella maris, succurre cadenti,
Surgere
qui curat populo: tu quę genuisti,
Natura
mirante, tuum sanctum Genitorem,
Virgo
prius ac posterius, Gabrielis ab ore
Sumens
illud Ave, peccatorum miserere.
V.
Angelus Domini nuntiavit Marię.
R. Et concepit
de Spiritu Sancto. {177 [357]}
Oremus.
Gratiam
tuam, quęsumus, Domino, mentibus nostris infunde, ut qui, Angelo nuntiante,
Christi Filii tui incarnationem cognovimus, per passionem eius et crucem ad
resurrectionis gloriam perducamur. Per eumdem etc. R. Amen.
Da Natale alla Purificazione. V. Post partum, etc.
Oremus.
Deus,
qui salutis etc. pag. 185,
A Prima
Ave,
Maria.
V.
Deus, in adiutorium meum intendo.
R.
Domine, ad adiuvandum me festina. Gloria Patri etc. Alleluia.
Inno
Memento, rerum
Conditor,
Nostri
quod olim corporis
Sacrata
ab alvo Virginis
Nascendo
formam sumpseris.
Maria, mater
gratiae,
Dulcis
Parens clementię,
Tu nos
ab hoste protege,
Et
mortis hora suscipe.
Jesu, tibi sit
gloria,
Qui
natus es de Virgine,
Cum
Patre, et almo Spirito
In
sempiterna sęcula. Amen {178 [358]}
Fra l'anno. Ant. Assumpta est.
Nell'Avvento: Ant.
Missus est.
Dal
Natale alla Purificazione. Ant. O admirabile commercium.
Salmo
53.
Deus,
in nomine tuo salvum me fac, * et in virtute tua iudica me.
Deus,
exaudi orationem meam: * auribus percipe verba oris mei.
Quoniam
alieni insurrexerunt adversum me, et fortes quęsierunt animam meam, * et non
proposuerunt Deum ante conspectum suum.
Ecce
enim Deus adiuvat me: * et Dominus susceptor est animę meę.
Averte
mala inimicis meis: * et in veritale tua disperde ills.
Voluntarie
sacriticabo tibi, * et confitebor nomini tuo, Domine, quoniam bonum est.
Quoniam
ex omni tribulatione eripuisti me: * et super inimicos meos despexit oculos
meus. Gloria, etc.
Salmo
84.
Benedixisti,
Domine, terram tuam: * avertisti captivitatem Jacob.
Remisisti
iniquitatem plebis tuę: * operuisti omnia peccata eorum.
Mitigasti
omnem iram tuam: * avertisti ab ira indignationis tuę. {179 [359]}
Converte
nos, Deus salutaris noster: * et averte iram tuam a nobis.
Numquid
in ęternum irasceris nobis? * aut extendes iram tuam a generatione in
generationem?
Deus,
tu conversus vivificabis nos, * et plebs tua lętabitur in te.
Ostende
nobis, Domino, misericordiam tuarn, * et salutare tuam da nobis.
Audiam
quid loquatur in me Dominus Deus: * quoniam loquetur pacem in plebem suam.
Et
super sanctos suos, * et in eos qui convertuntur ad cor.
Verumtamen
prope timentes eum salutare ipsius: * ut inhabitet gloria in terra nostra.
Misericordia
et veritas obviaverunt sibi: * iustitia et pax oseulatę sunt.
Veritas
de terra orta est: * et iustitia de clo prospexit.
Etenim
Dominus dabit benignitatem: * et terra nostra dabit fructum suum.
Justitia
ante eum ambulabit: * et ponet in via gressus suos. Gloria Patri, etc.
Salmo
116.
Laudate
Dominum omnes gentes: * laudate eum omnes populi.
Quoniam
confirmata est super nos misericordia eius: * et veritas Domini manet in ęternum.
Gloria Patri etc. {180 [360]}
Fra
lanno. Ant. Assumpta est Mafia in clum: gaudent
Angeli, laudantes benedicunt Dominum.
Nell
Avvento. Ant. Missus est Angelus Gabriel ad Mariam
virginem desponsatam Joseph.
Da
Natale alla Purificazione.
Ant.
O admirabile commercium! Creator generis humani, animatum corpus sumens, de
Virgine nasci dignatus est; et procedens homo sine semine, largitus est nobis
suam Deitatem.
Fra l'anno si dice il seg. Capit. Cant. 6.
Quę est
ista, quę progeditur quasi aurora consurgens, pulchra ut luna, electa ut sol,
terribilis ut castrorum acies ordinata?
R. Deo
gratias.
Nell'Avvento si dice il seg. Capit. Isaia 7.
Ecce
Virgo concipiet, et pariet filium, et vocabitur nomen eius Emmanuel. Bulyrum,
et mel comedet, ut sciat reprobare malum, et eligere bonum. R. Deo gratias.
Fra
l'anno si dice quel che segue.
Kyrie,
eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison.
V. Domine,
exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
Oremus.
Deus,
qui virginalem aulam beatę Marię, in qua habitares, eligere dignatus es: da,quę
{181 [361]} sumus, ut sua nos defensione munitos, iucundos facias suę interesse
commemorationi. Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus sancti
Deus, per omnia sęcula sęculorum. R. Amen.
Nell' Avvento si dice quel che segue.
Oremus. Deus, qui de Beatae etc. pag. 185.
Da
Natale alla Purificazione.
V.
Domine, exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
Oremus.
Deus, qui salutis etc. pag. 185.
R.
Amen.
V. Domine,
exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
V. Benedicamus
Domino.
R. Deo
gratias.
V.
Fidelium animę per misericordiam Dei requiescant in pace. R. Amen.
A terza
Ave,
Maria.
V. Deus,
in adiutorium meum intende.
R. Domine,
ad adiuvandum me festiva.
Gloria
Patri, etc. Alleluia.
Inno
Memento
rerum a pag. 178.
Fra l'anno. Ant.
Maria Virgo.
Nell' Avvento Ant. Ave, Maria.
Da Natale alla. Purificazione Ant. Quando natus es. {182 [362]}
Salmo
119.
Ad
Dominum cum tribularer, clamavi: * et exaudivit me.
Domine,
libera animam meam a labiis iniquis * et a lingua dolosa.
Quid
detur tibi, aut quid apponatur tibi * ad linguam dolosam?
Sagittę
potentis acutę * cum carbonibus desolatoriis.
Heu mihi!
quia incolatus meus prolongatus est: habitavi cum habitantibus Cedar: * multum
incola fuit anima mea.
Cum his,
qui oderunt pacem, eram pacificus; * cum loquebar illis, impugnabant me gratis.
Gloria Patri, etc.
Salmo
120.
Levavi
oculos meos in montes, * onde veniet auxilium mihi.
Auxibum
meum a Domino, * qui fecit clum et terram.
Non det
in commotionem pedem tuum; * neque dormitet, qui custodit te.
Ecce
non dormitabit, neque dormiet, * qui custodit Israel.
Dominus
custodit te, Dominus protectio tua * super manum dexteram tuam.
Per
diem sol non uret te, * neque luna per noctem.
Dominus
custodit te ab ordini malo: custodiat animam tuam Dominus. {183 [363]}
Dominus
custodiat introitum tuum et exilum tuum, * ex hoc, nonc, et usque in sęculum.
Gloria Patri, etc.
Salmo
191.
Lętatus
sum in his, quę dicta sunt mihi: * in domum Domini ibimus.
Stantes
erant pedes nostri, * in atriis tuis, Jerusalem.
Jerusalem,
quę ędificatur ut civitas: * cuius participatio eius in idipsum.
Illuc
enim ascenderunt tribus, tribus Domini, * testimonium Israel, ad confitendum
nomini Domini.
Quia
illic sederunt sedes in iudicio, sedes super domum David.
Rogate
quę ad pacem sunt Jerusalem, * et abundantia diligentibus te.
Fiat
pax in virtute tua * et abundantia in turribus tuis.
Propter
frates meos et proximos meos * loquebar pacem de te.
Propter
domum Domini Dei nostri * quęsivi bona tibi. Gloria Patri, etc.
Fra l'anno. Ant. Maria Virgo assumpta est ad ęthereum thalamum, in quo Rex regum stellato sedet solio.
Nell'
Avvento Ant. Ave, Maria, gratia plena, Dominus tecum: benedicta tu in
mulieribus. Alleluia.
Da Natale alla Purificazione. Ant. Quand {184 [364]} natus es ineffabiliter ex Virgine, tunc impletę
sunt Scripturę: sicut pluvia in vellus descendisti, ut salvum facere genus
humanum; te laudamus, Deus noster.
Fra
l'anno, Capitolo.
Eccli. 24. Et sic in Sion firmata sum, et in civitate sanctificata similiter
requievi, et in Jerusalem potestas mea.
R. Deo
gratias.
V.
Diffusa est gratia in labiis tuis.
R. Propterea
benedixit te Deus in ęternum.
Nell'Avv.
Capit. Isaiae 11. Egredietur virga de radice Jesse, et fios de radice eius
ascendet. Et requiescet super eum Spiritus Domini. R. Deo gratias.
V. Diffusa
est gratia etc.
Fra l'anno e nel Natalizio
Oremus.
Deus,
qui salutis ęternę beatę Marię virginitate fcunda, humano generi pręmia pręstitisti,
tribue quęsumus, ut ipsam pro nobis intercedere sentiamus, per quam meruimus
auctorem vitę suscipere, Dorninum nostrum Jesum Christum Filium tuum. Qui tecum
vivit, etc. R. Amen.
Nell'Avvento
si dice quel che segue.
Oremus.
Deus,
qui de beatę Marię virginis utero, Verbum tuum, Angelo nuntiante, carnem {185
[365]} suscipere voluisti: pręsta supplicibus tuis, ut qui vere eam Genitricem
Dei credimus, eius apud te intercessionibus adiuvemur. Per eumdem Dotninum etc.
R. Amen.
V. Domine,
exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
V.
Benedicamus Domino. R. Deo gratias.
V.
Fidelium animę per misericordiam Dei requiescant in pace. R. Amen.
A sesta
Ave,
Maria.
V.
Deus, in adiutorium meum intende.
R. Domine,
ad adiuvandum me festina. Gloria, etc. Alleluia.
Inno
Memento,
rerum Conditor, etc come a Prima a pag. 118.
Fra
l'anno. Ant. In odorem.
Nell'
Avvento. Ant. Ne timeas,
Maria.
Da
Natale alla Purificazione Ant. Rubum, quem viderat Moyses.
Salmo
192.
Ad te
levavi oculos meos, * qui habitas in clis.
Ecce
sicut oculi servorum, * in manibus dominorum suorum.
Sicut
oculi ancillę in manibus dominę {186 [366]} suę: * ita oculi nostri ad Dominum
Deum nostrum, donec misereatur nostri.
Miserere
nostri, Domine, miserere nostri: * quia multum repleti sumus despectione.
Quia
multum repleta est anima nostra: * opprobrium abundantibus, et despectio
superbis. Gloria Patri, etc.
Salmo
193.
Nisi
quia Dominus erat in nobis, dicat nunc Israel: * nisi quia Dominus erat in
nobis.
Cum
exurgerent homines in nos, * forte vivos deglutissent nos.
Cum
irasceretur furor eorum in nos, * forsitan aqua absorbuisset nos.
Torrentem
pertransivit anima nostra: * forsitan pertransisset anima nostra aquam
intolerabilem.
Benedictus
Dominus, * qui non dedit nos in captionem dentibus eorum.
Anima
nostra sicut passer erepta est, * de laqueo venantium.
Laqueus
contritus est, * et nos liberati sumus.
Adiutorium
nostrum in nomine Domini, * qui fecit clum et terram. Gloria Patri, etc.
Salmo
124.
Qui
confidunt in Domina, sicut mons {187 [367]} Sion: * non commovebitur in ęternum,
qui habitat in Jerusalem.
Montes
in circuitu eius: * et Dominus in circuitu populi sui, ex hoc nunc et usque in
sęculum.
Quia
non relinquet Dominus virgam peccatorum super sortem iustorum: * ut non
extendant iusti ad iniquitatem manus suas.
Benefac,
Domine, bonis, * et rectis corde.
Declinantes
autem in obligationes adducet Dominus cum operantibus iniquitatem: * pax super
Israel. Gloria Patri etc.
Fra l'anno. Ant.
In odorem unguentorum tuorum currimus, adolescentulę dilexerunt te nimis.
Nell'Avvento. Ant. Ne timeas, Maria, invenisti
gratiam apud Dominum: ecce concipies, et paries filium, alleluia.
Da
Natale alla Purificazione. Ant. Rubum, quem viderat Moyses incombustum,
conservatam agnovimus tuam laudabilem virginitatem, Dei Genitrix, intercede pro
nobis.
Fra lanno
e nel Natalizio si dice il seguente Capitolo.
Eccli.
44.
Et
radicavi in populo honorifficato, et in parte Dei mei hęreditas illius: et in plenitudine
Sanctorum detentio mea.
R. Deo
gratias.
V.
Benedicta tu in mulieribus.-
R. Et
benedictus fructus ventris tui. {188 [368]}
Nell'Avvento
si dice il seguente Capitolo.
Lucae 1.
Dabit i lli
Dominus Deus sedem David Patris eius, et regnabit in domo Jacob in ęternum: et
regni eius non erit fluis.
R. Deo
gratias
V. Benedicta
tu in mulieribus.
R. Et
benedictus fructus ventris tui.
Fra l' anno si dice quel che segue.
Kyrie,
eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison.
V.
Domine, exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te venia.
Oremus.
Concede,
misericors Deus etc. pag. 116
Nell'
Avvento si dice quel che segue.
Oremus
Deus
qui de beatę Maria etc. pag. 185.
Nel
Natalizio.
Oremus.
Deus
qui salutis ęternę, etc. pag. 185.
R.
Amen.
V.
Domine, exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
V. Benedicamus
Domino.
R. Deo
gratias.
V.
Fidelium animę per misericordiam Dei equiescant in pace. R. Amen. {189 [369]}
A Nona
Ave,
Maria.
V. Deus,
in adiutorium meum intende.
R. Domine,
ad adiuvandum me festina. Gloria Patri, etc. Alleluia.
Inno
Memento
rerum etc. pag. 178.
Fra l' anno. Ant. Pulchra es.
Nell'Avvento. Ant. Ecce ancilla Domini.
Dal Natale alla Purific. Ant. Ecce, Maria.
Salmo
145.
In
convertendo Dominus captivitatem Sion, * facti sumus sicut consolati.
Tunc
repletum est gaudio os nostrum, * et lingua nostra exultatione.
Tunc dicent
inter gentes: * magnificavit Dominus facere cum eis.
Magnificavit
Dominus facere nobiscum: * facti sumus lętantes.
Converte,
Domine, captivitatem nostram, * sicut torrens in Austro.
Qui
seminant in lacrymis, * in exultatione metent.
Euntes
ibant, et flebant, * mittentes semina sua.
Venientes
autem venient cum exultatione, * portantes manipulos suos. Gloria, etc.
Salmo
146.
Misi
Dominus ędificaverit domum etc. p. 196. {190 [370]}
Salmo
127
Beati
omnes, qui timent Dominum, * qui ambulant in viis eius.
Labores
manuum tuarum quia manducabis: * beatus es, et bene tibi erit.
Uxor
tua sicut vitis abundans * in utteribus domus tuę.
Filii
tui sicut novellę nlivarum * in circuitu mensę tuę.
Ecce
sic benedicetur fiomo, * qui timet Dominum.
Benedicat
tibi Dominus ex Sion: * et videas bona Jerusalem omnibus diebus vitę tuę.
Et
videas filios filiorum tuorum, * pacem super Israel. Gloria Patri, etc.
Fra l'anno. Ant. Pulchra es et decora, filia Jerusalem: terribilis ut castrorum acies
ordinata.
Nell' Avvento. Ant. Ecce ancilla Domini, fiat
mihi secundum verbum tuum.
Da Natale alla Purific. Ant. Ecce Maria genuit
nobis Salvatorem: quem Joannes videns exclamavit dicens: Ecce Agnus Dei, ecce
qui tollit peccata mundi, alleluia.
Fra l'anno, e nel Natalizio si dice il seguente Capitolo.
Eccli.
24
In
plateis sicut cinnamomum et balsamum {191 [371]} aromatizans odorem dedi: quasi
myrrha electa dedi suavitatem odoris.
R. Deo
gradini.
V. Post
partum, virgo, inviolata permansisti.
R. Dei
genitrix, intercede pro nobis.
Nell'avvento
si dice il seguente Capitolo.
Isaia,
7.
Ecce
Virgo concipiet, et pariet filium, et vocabitur nomen eius Emanuel, bulyrum et
mel comedel, ut sciat reprobare malum, et eligere bonum. R. Deo gratias.
V.
Angelus Domini nuntiavit Marię.
R. Et
concepit de Spirito Sancto.
Fra l'anno si dice quel che segue.
Kyrie,
eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison.
V.
Domine, exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
Oremus.
Famulorum
tuorum, quęsumus Domine, delictis ignosce: ut qui tibi placere de actibus nostris
non valemus, Genitricis Filii tui Domini nostri intercessione salvemur. Per
eumdem Dominum etc.
V.
Domine, exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.
V.
Benedicamus Domino. R. Deo gratias.
Fidelium
animę per misericordiam Dei requiescant in pace. R. Amen. {192 [372]}
Nell'Avvento.
Oremus.
Deus,
qui de beatę etc. pag. 185
Nel
Natalizio.
Oremus.
Deus
qui salutis ęternę etc. pag. 185.
A Vespro
Ave,
Maria.
V. Deus,
in adiutorium meum intende.
R.
Domine, ad adiuvandum me festina, Gloria Patri, etc.
Fra l' anno. Ant. Dum esset Rex.
Per gli altri tempi dell'anno le Antifone si prendono dalle Lodi pag. 164.
Salmo
109.
Dixit
Dominus Domino meo: * sede a dextris meis.
Donec
ponam inimicos tuos, * scabellum pedum tuorum.
Virgam
virtutis tuę emittet Dominus ex Sion: * dominare in medio inimicorum tuorum.
Tecum
principium in die virtutis tuę, in splendoribus Sanctorum: * ex utero ante
Luciferum genui te.
Juravit
Dominus, et non pnitebit eum: * tu es sacerdos in ęternum secundum ordinem Melchisedech.
{193 [373]}
Dominus
a dextris tuis: * confregit in die irę suę reges.
Judicabit
in nationibus, implebit ruinas: * conquassabit capita in terra multorum.
De
torrente in via bibet: * propterea exaltabit caput. Gloria Patri, etc.
Fra
l' anno
Ant. Dum esset. Rex in accubito suo, nardus mea dedit odorem suavitatis.
Ant.
Lęva eius.
Salmo
122.
Laudate
pueri Dominum: * laudate nomen Domini.
Sit
nomen Domini benedictum,* ex hoc nunc, et usque in sęculum.
A solis
ortu usque ad occasum, * laudabile nomen Domini.
Excelsus
super omnes gentes Dominus, * et super clos grafia eius.
Quis
sicut Dominus Deus noster, qui in altis habitat: * et humilia respicit in clo
et in terra?
Suscitans
a terra inopem, * et de stercore erigens pauperem.
Ut
collocet eum cum principibus, * eum principibus populi sui.
Qui
habitare facit sterilem in domo * matrem filiorum lętantem. Gloria Patri, etc
{194 [374]}
Fra
l'anno
Ant.
Lęva eius sub capite meo, et dextora illius amplexabitur me.
Ant.
Nigra sum.
Da Natale alla Purificazione Ant. Rubum, quem
viderat Moyses.
Salmo
121.
Lętatus
sum in his, quę dieta sunt mihi: * in domum Domini ibimus.
Stantes
erant pedes nostri * in atriis tuis, Jerusalem.
Jerusalem,
quę ędificatur ut civitas; * cuius participatio eius in idipsum.
Illuc
enim ascenderunt tribus, tribus Domini, * testimonium Israel ad confitendum
nomini Domini.
Quia
illic sederunt sedes in iudicio, sedes super domum David.
Rogate
quę ad pacem sunt Jerusalem; * et abundantia diligentibus te.
Fiat
pax in virtute tua, * et abundantia in turribus tuis.
Propter
fratres meos et proximos meos, * loquebar pacem de te.
Propter
domum Domini Dei nostri, * quęsivi bona tibi. Gloria Patri, etc.
Fra
l'anno
Ant.
Nigra sum, sed formosa, fillię Jerusalem: ideo dilexit
me Rex, et introduxit me in cubiculum suum.
Ant.
Jam hyems transiit. {195 [375]}
Salmo 126.
Nisi
Dominus ędificaverit domum, * in vanum laboraverunt, qui ędificant eam.
Nisi
Dominus custodierit civitatem, * frustra vigilat, qui custodit eam.
Vanum
est vobis ante lucem surgere: * surgite postquam sederitis, qui manducatis
panem doloris.
Cum
dederit dilectis suis somnum: * ecce hęreditas Domini, filli, merces, fructus
ventris.
Sicut
sagittę in manu potentis * ita excussorum.
Beatus
vir, qui implevit desiderium suum ex ipsis: * non confundetur, cum loquetur
inimicis suis in porta. Gloria Patri. etc.
Fra
l'anno
Ant.
Jam hyems transiit, imber abiit, et recessit surge amica mea, et veni.
Fra l' anno. Ant. Speciosa facta es.
Salmo
147.
Lauda,
Jerusalem, Dominum,* lauda Deum tuum Sion.
Quoniam
confortavit seras portarum tuarum, * benedixit filiis tuis in te.
Qui
posuit fines tuos pacem, * et adipe frumenti satiat te.
Qui
emittit eloquium suum terrę: * velociter currit sermo eius.
Qui dat
nivem sicut lanam: * nebulam sicut cinerem spargit. {196 [376]}
Mittit
crystallum suam sicut buccellas: * ante faciem frigoris eius quis sustinebit?
Emittet
verbum suum, et liquefaciet ea: * flabit spiritus eius, et fluent aquę.
Qui
annuntiat verbum suum Jacob: * iustitias, et iudicia sua Israel.
Non
fecit taliter omni nationi: * et iudicia sua non manifestavit eis. Gloria Patri
etc.
Fra l'anno. Ant. Speciosa
facta es, et suavis in deliciis tuis, sancta Dei Genitrix.
Fra l'anno, e nel Natalizio si dice il seguente Capitolo.
Eccli.
24.
Ab
initio, et ante sęcula creata sum, et usque ad futurum sęculum non desinam, et
in habitatione sancta coram ipso ministravi. R. Deo gratias.
Nell'
Avvento si dice il seguente Capitolo.
Isaiae
11.
Egredietur
virga de radice Jesse, et flos de radice eius ascendet. Et requiescet super eum
Spiritus Domini. R. Deo gratias.
Inno
Ave, Maris
stella
Dei
mater alma,
Atque
semper virgo,
Felix cli
porta.
Sumens illud Ave
Gabrielis
ore, {197 [377]}
Funda
nos in pace,
Mutans Hevę
nomen.
Solve vincla
reis,
Profer
lumen cęcis,
Mala
nostra pelle,
Bona
cuncta posce.
Monstra te esse
matrem,
Sumat
per te preces,
Qui pro
nobis natus,
Tullit
esse tuus.
Virgo singularis,
Inter
omnes mitis,
Nos
culpis solutos,
Mites
fac et castos.
Vitam pręsta
puram,
Iter
para tutum,
Ut
videntes Jesum,
Semper
collętemur.
Sit laus Deo
Patri,
Summo
Christo decus,
Spiritui
Sancto
Trihus
honor unus. Amen.
V.
Diffusa est gratia in labiis tuis.
R.
Propterea benedixit te Deus in ęternum.
Fra l'anno. Ant. Beata
mater.
Nel tempo Pasquale. Ant.
Regina cli.
Nell'Accento. Ant.
Spiritus sanctus.
Da Natale alla Purificazione. Ant. Magnum hęreditatis
mysterium. {198 [378]}
Il
Cantico della B. V. Luc. 1.
Magnificat
* anima mea Dominum.
Et
exultavil spiritus meus * in Deo salutari meo.
Quia
respexit humilitatem ancillę suę: * ecco enim ex hoc beatam me dicent omnes
generationes.
Quia
fecit mihi magna qui potens est: * et sanctum nomen eius.
Et
misericordia eius a progenie in progenies * timentibus eum.
Fecit
potentiam in brachio suo: * dispersit superbos mente cordis sui.
Deposuit
potentes de sede, * et exaltavit humiles.
Esurientes
implevit bonis: *et divites dimisit inanes.
Suscepit
Israel puerum suum, * recordatus misericordię suę.
Sicut
locutus est ad patres nostros, * Abraham, et semini eius in sęcula. Gloria, etc
Fra l'anno. Ant. Beata Mater, et intacta Virgo
gloriosa, Regina mundi, intercede pro nobis ad Dominum.
Nel tempo Pasquale. Ant. Regina cli lętare,
alleluia: quia quem meruisti portare, alleluia: resurrexit, sicut dixit,
alleluia: ora pro nobis Deum, alleluia.
Nell'Avvento. Ant.
Spiritus sanctus in te descendet, Maria: ne timeas, habebis in utero Filium
Dei, alleluia. {199 [379]}
Da Natale alla Purificazione. Ant. Magnum hęreditatis
myslerium: templum Dei factus est uterus nescientis virum: non est pollutus ex
ea carnem assumens: omnes Gentes venient dicentes: Gloria tibi, Domine.
Gli Oremus come alle Lodi pag.
116.
A Compieta
Ave,
Maria.
V.
Converte nos, Deus salutaris noster.
R. Et
averte iram tuam a nobis
V.
Deus, in adiutorium meum intende.
R.
Domine, ad adiuvandum me festina. Gloria etc. Alleluia.
Salmo
128.
Sępe
expugnaverunt me a iuventute mea, * dicat nunc Israel.
Sępe
expugnaverunt me a iuventute mea: * etenim non potuerunt mihi.
Supra
dorsum meum fabricaverunt peccatores: * prolongaverunt iniquitatem suam.
Dominus
iustus concidit cervices peccatorum:* confundantur, et convertantur retrorsum
omnes, qui oderunt Sion.
Fiant
sicut fnum tectorum, * quod priusquam evellatur, exaurit.
De quo
non implevit manum suam, qui metit; * et sinum suum, qui manipulos colligit.
Et non
dixerunt, qui pręteribant: Benedictio Domini super vos: * benediximus vobis in
nomine Domini. Gloria:Patri, etc. {200 [380]}
Salmo
199.
De
profundis clamavi ad te, Domine: * Domine, exaudi vocem meam.
Fiant
aures tuę intendentes * in vocem deprecationis meę.
Si
iniquitates observaveris, Domine:* Domine, quis sustinebit?
Quia
apud te propitiatio est: * et propter legem tuam sustinui te, Domine.
Sustinuit
anima mea in verbo eius: * speravit anima mea in Domino.
A
custodia matutina usque ad noctem * speret Israel in Domino.
Quia
apud Dominum misericordia, * et copiosa apud eum redemptio.
Et ipse
redimet Israel * ex omnibus iuiquitatibus eius. Gloria Patri etc.
Salmo 130.
Domine,
non est exaltatum cor meum: * neque elati sunt oculi mei.
Neque
ambulavi in magnis, * neque in mirabilibus super me.
Si non
humiliter sentiebam, * sed exaltavi animam meam.
Sicut
ablactatus est super matre sua: * ita retributio in anima mea.
Speret Israel
in Domino: * ex hoc nunc, et usque in sęculum. Gloria Patri etc.
Inno
Momento,
rerum Conditor, come a Prima pag. 178. {201 [381]}
Fra
l'anno, e nel Natalizio Capitolo.
Eccli. 94.
V. Ego
mater pulchrę dilectionis, et timoris, et agnitionis, et sanctę spei.
R. Deo
gratias.
V. Ora
pro nobis, sancta Dei Genitrix.
R. Ut
digni efficiamur promissionibus Christi.
Nell'Avvento si dice il seguente Capitolo.
Isai 1.
Ecce
Virgo concipiet, et pariet fillium, et vocabitur nomen eius Emmanuel. Butirum,
et mel comedet, ut sciat reprobare malum, et eligere bonum. R. Deo gratias.
V. Angelus
Domini nuntiavit Marię.
R. Et
concepit de Spiritu Sancto.
Fra l'anno. Ant. Sub tuum
pręsidium,
Nel tempo Pasquale. Ant. Regina cli.
Nell'Avvento, Ant. Spiritus sanctus.
Da Natale alla Purificazione. Ant. Magnum hęreditatis
mysterium.
Il
Cantico di Simeone Luc. 9.
Nunc dimittis
servum tuum, Domine, * secundum verbum tuum in pace.
Quia
viderunt oculi mei * salutare tuum.
Quod
parasti * ante faciem omnium populorum.
Lumen
ad revelationem Gentium, * et gloriam plebis tuę Israel. Gloria, etc. {202
[382]}
Fra l'anno. Ant. Sub tuum
pręsidium confugimus, sancta Dei Genitrix nostras deprecationes ne despicias in
necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et
benedicta.
Nel tempo Pasquale. Ant.
Regina cli, ltare, alleluia: quia quem meruisti portare, alleluia: resurrexit,
sicut dixit, alleluia: ora pro nobis Deum, alleluia.
Nell'Avvento. Ant.
Spiritus Sauctus in te descendet, Maria: ne timeas, habebis in utero Filium
Dei, alleluia.
Da
Natale alla Purificazione. Ant. Magnum hęreditatis mysterium templum Dei
factus est uterus nescientis virum, non est pollutus ex ea carnem assumens,
omnes Gentes venient dicentes, Gloria tibi Domine.
Fra l'anno si dice quel che segue. Kyrie,
eleison. Christe, eleis. Kyrie, eleis.
V.
Domine, exaudi orationem meam.
R. Et
clamor meus ad te veniat.